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Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia e testi della letteratura italiana (1945-1968), Giulio Ferroni

Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia e testi della letteratura italiana (1945-1968), Giulio Ferroni.
Argomenti trattati: neorealismo, realismo critico, la poesia del Novecento, sperimentalismo e neoavanguardia, letteratura al femminile, letteratura industriale (con analisi di Ottieri, Mastronardi e Volponi), Italo Calvino (vita,... Vedi di più

Esame di Lingua e letteratura italiana docente Prof. S. Zangrandi

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AUTORI ESAME LETTERATURA

(1945 1968)

NEOREALISMO

il termine neorealismo fu giù utilizzato negli anni Venti per indicare tendenze

artistiche e letterarie, ma a utilizzarlo in modo nuovo fu nel 1942 il montatore

Già subito dopo il 1943 si estese anche all’ambito

cinematografico Mario Serandrei.

letterario con altri termini (realismo, social realismo e realismo socialista): chi lo

utilizzava in accezione positiva intendeva sottolineare la novità del fenomeno e il suo

collegamento con la grande tradizione Ottocentesca; chi lo impiegava in modo

negativo ne sottolineava il carattere occasionale, troppo legato alla cronaca

immediata, e gli opponeva l’ipotesi di un realismo più maturo e cosciente.

si sviluppa quindi nel nuovo clima del dopoguerra con varie radici nella cultura degli

anni precedenti;

il momento più autentico è quello della Resistenza e dell’immediato dopoguerra,

quando si diffonde un nuovo modo di rappresentazione della realtà popolare e si

afferma il cinema neorealista. Le vicende della guerra e della lotta partigiana

spingono a cercare un rapporto più diretto con la realtà: c’è un nuovo bisogno di

narrare che si esprime nella stampa clandestina, nelle cronache e nei diari di guerra,

nelle testimonianze più immediate. La rappresentazione della realtà può raggiungere

momenti di bruciante violenza, denunciando situazioni di oppressione. Tuttavia

domina sempre una fiducia nelle risorse dello spirito popolare e nei valori collettivi: si

tende a suggerire un modello di umanità positiva, a idealizzare gesti e azioni,

distinguendo in modo moralistico il bene e il male, i buoni e i cattivi;

si crea un linguaggio di tipo medio, che sembra quasi la voce di un popolo che

agisce come protagonista, che racconta sé stesso e i fatti tragici cui si trova a

partecipare;

alcuni scrittori: Vittorini, Pavese, Fenoglio, Calvino (rappresenta solo uno sfondo, un

orizzonte di contenuti e temi, riguarda solo un momento della loro attività).

IL REALISMO CRITICO

Vi sono alcuni scrittori che proseguirono e svilupparono una tradizione narrativa creatasi

negli anni Trenta, che tende a una rappresentazione critica della realtà, in forme e modi che

possono essere vari, ma evitando comunque di interrompere i tradizionali equilibri linguistici

e strutturali del racconto del romanzo. I caratteri di questi scrittori possono essere riassunti

sotto la forma di realismo critico.

LE STRADE DELLA POESIA

I maggiori risultati della poesia del dopoguerra furono raggiunti da poeti rimasti estranei al

neorealismo e legati alla grande tradizione della lirica del Novecento (come Saba e

Montale).

Resta ancora oggi la distinzione tra una poesia degli oggetti (legata Montale) e una

poesia dell’analogia (legata a Ungaretti);

altra distinzione è quella tra una linea sabiana (legata a un rapporto più diretto con le

cose e a un linguaggio più tradizionale) e una più esplicita linea novecentista

(modernizzante e genericamente ermetica, che risalirebbe a Montale e Ungaretti);

alla linea sabiana andrebbero poeti come Betocchi, Penna, Bertolucci, Caproni e in

parte un poeta più giovane come Giudici;

alla linea novecentista andrebbero poeti come Luzi, Sereni.

Dall’insieme di questa poesia risulta comunque un sostanziale superamento dei limiti e

della chiusura del linguaggio più strettamente ermetico.

SPERIMENTALISMO, CONTRADDIZIONE E NEOAVANGUARDIA

Nel passaggio dal neorealismo alla neoavanguardia si verifica una nuova apertura verso la

contemporanea cultura europea, molti scrittori si indirizzano già verso atteggiamenti

sperimentali, sperimentano nuove forme di scrittura che in qualche modo agiscano sul

mondo. Aspirano a una letteratura che non ripeta valori e modelli precostituiti, ma che

metta a punto nuovi strumenti, in funzione di un rapporto critico con la realtà che essi non

intendono semplicemente rappresentare, ma anche modificare. A questo orizzonte

partecipano sia scrittori legati ad esperienze precedenti, come Vittorini, Fortini, Pasolini e

Calvino, sia giovani scrittori che esordiscono negli anni Cinquanta. Sul finire degli anni

Cinquanta le riviste Officina e Il Menabò propongono uno sperimentalismo.

scoperto all’inizio degli anni Sessanta,

Al contrario la neoavanguardia, che esce allo

soprattutto con il gruppo 63 cerca un più polemico distacco dal recente passato rifiutando

radicalmente gli indirizzi della letteratura del dopoguerra. La neoavanguardia e il gruppo 63

costituiscono l’ultimo vero tentativo in Italia di organizzazione di un ampio gruppo di

intellettuali sula base di obiettivi comuni.

Nel 1956 aveva iniziato le sue pubblicazioni Il Verri, rivista di letteratura e scienze umane

diretta da Lucio Anceschi. La grande apertura e disponibilità del direttore portava questa

rivista molto lontano dagli orizzonti storicisti e neorealistici, allargava il suo interesse alle

tecniche artistiche, alla filosofia contemporanea e alle più varie scienze umane. Nell’ambito

dar vita a un’antologia di nuovi poeti che costituì la prima

del Verri nacque il progetto di

esplicita manifestazione della neoavanguardia. In questa antologia si liquidava la maggiore

parte della recente poesia, definita con l’etichetta di neo-crepuscolarismo, e si propugnava

dell’io e un essenziale schizomorfismo (dissociazione della visione e delle

la riduzione

forme).

Vi fu anche l’iniziativa di dar vita a un vero e proprio gruppo d’avanguardia, il Gruppo 63,

ottobre 1963.

che venne fondato in occasione di un convegno tenutosi a Palermo dal 3 all’8

Esso era soprattutto un modo di aggregazione dei più vari intellettuali delle giovani

generazioni solidali che sostenevano l’uscita dall’orizzonte dell’impegno e del neorealismo,

l’attenzione alla nuova realtà del mondo industriale, l’impegno ad agire sul linguaggio, a

superare le barriere della comunicazione tradizionale i linguaggi quotidiani del realismo e

dell’ermetismo.

LA LETTERATURA AL FEMMINILE

La lenta e progressiva modificazione della condizione femminile, lo sviluppo di nuovi servizi

pubblici, il mutamento stesso della vita domestica, l’uso di nuovi mezzi industriali hanno

contribuito a una emancipazione delle donne che ha trovato la sua più ampia espressione

nel femminismo. A partire dagli anni Sessanta si è assistito a un massiccio ingresso delle

donne nella maggior parte dei settori del mondo del lavoro. Ciò ha favorito un più stretto

rapporto delle donne con le varie forme della cultura, ad esempio favorendo la diffusione di

una più ampia scolarizzazione femminile che ha reso più intenso il rapporto delle donne

con la letteratura. Si diffonde la piena parità di valore tra una letteratura al maschile e quella

al femminile.

Nella scrittura delle donne balza in primo piano l’indagine sui personaggi femminili, l’analisi

familiare. L’ambito in cui esse si impegnano di più è quello della narrativa.

della vita

LA LETTERATURA INDUSTRIALE

Durante il periodo di ripresa economica del nostro Paese si è venuto a creare un nuovo

in Italia tra l’industria e la letteratura tra gli anni ’50 e ’60 del Novecento.

rapporto

Questo rapporto può essere descritto così: ormai l’industria, che era la principale

responsabile di tale ripresa economica, aveva quasi del tutto estinto quelli che erano i

proprietari terrieri/i contadini che coltivavano la terra. Tutti erano diventati imprenditori di

industrie o operai.

Il problema è che questa “industria” veniva molto divinizzata data la beatitudine che

portava, rendendo l’uomo cieco per ogni altra cosa esistenziale. Inoltre era cominciata da

qui l’era del consumismo.

Negli autori letterari si manifesta quindi uno spirito anticonformista, consci del disagio che

questa epoca sta portando all’uomo che non vede più niente (neanche i sentimenti altrui)

se non la PRODUZIONE, il DENARO, il CONSUMISMO, lo SFOGGIO. Quindi tali autori si

isolano, spesso rimpiangono i contadini che ormai quasi non esistono più (sono diventati

tutti operai), nelle loro opere vediamo protagonisti che stanno male in questo ambiente,

vengono soffocati da tutte queste circostanze.

In particolare gli autori che analizziamo sono Volponi, Ottieri e Mastronardi.

Paolo Volponi aveva circa trent’anni incontra Adriano

VITA: Urbino, 1924-1994. Si laurea in legge, quando

Olivetti, proprietario industriale della celebre fabbrica di macchine da scrivere. Inizia a

per quest’industria, a Ivrea, per poi diventare direttore dei servizi sociali all’interno

lavorare

di quell’azienda stessa. Divenne anche presidente di un ufficio della Fiat che si occupava di

pratiche sociali, ma fu costretto a lasciare il posto per la sua adesione al Partito Comunista.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia e testi della letteratura italiana (1945-1968), Giulio Ferroni.
Argomenti trattati: neorealismo, realismo critico, la poesia del Novecento, sperimentalismo e neoavanguardia, letteratura al femminile, letteratura industriale (con analisi di Ottieri, Mastronardi e Volponi), Italo Calvino (vita, elenco opere e analisi di Il sentiero dei nidi di ragno e Se una notte d'inverno un viaggiatore)


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lazzerimartina9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Zangrandi Silvia.

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