Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

▪ Benzodiazepine (1961, clordiazepossido) → non è un agonista, ma un modulatore

allosterico del recettore GABAa, da solo non fa nulla. Si lega in un punto del

recettore che è diverso da quello del GABA e da solo non è in grado di attivare il

recettore → senza il GABA non si apre il canale.

▪ Zolpidem (imidazopiridina)

▪ Zaleplon e indiplon (pirazolopirimidine)

Recettore GABAa (inibitorio del NT): quando il recettore-canale si attiva fa passare al suo interno

lo ione Cl- che iperpolarizza la membrana e il neurone non riesce a depolarizzarsi ed è più

difficoltosa la trasmissione dell'impulso. Se c'è il GABA il canale si apre e la membrana si

iperpolarizza. Assieme alla BDZ facilita l'apertura del canale.

BENZODIAZEPINE

Farmacocinetica: metabolismo delle BDZ

• durata d’azione:

◦ lunga (24-48 ore) → metaboliti attivi

▪ diazepam, flurazepam, clonazepam

◦ intermedia (12-24 ore)

▪ lorazepam, oxazepam, temazepam, lormetazepam, alprazolam, nitrazepam

◦ breve (6 ore) → no metaboliti attivi

▪ triazolam, midazolam, zolpidem

Effetti farmacologici delle BDZ

• Riduzione dell’ansia e dell’aggressività

• Sedazione e induzione del sonno (midazolam)

• Riduzione del tono e del coordinamento muscolare

• Amnesia anterograda

• Effetto anticonvulsivante

Benzodiazepine:

• Disturbi ansiosi:

◦ Impiegate solo per il trattamento delle forme gravi di ansia, a carattere continuo, per la

loro rapida comparsa dell’effetto terapeutico.

◦ Sono prescritte per brevi periodi (max 2-4 settimane) per evitare fenomeni di

dipendenza.

◦ Altri farmaci impiegati sono gli antidepressivi.

◦ Negli attacchi di panico, è spesso impiegato l’alprazolam.

• Disturbi del sonno:

◦ Tutte le BDZ sono efficaci nell’indurre effetti sedativo-ipnotici terapeutici.

◦ Triazolam: difficoltà ad addormentarsi

◦ Temazepam: risvegli frequenti

◦ Flurazepam: lunga durata d’azione. BDZ a lunga emivita d’azione da impiegare se esiste

ansia

• Convulsioni:

◦ Epilessia: trattamento dello stato di male epilettico, e profilassi di crisi convulsive

ripetute, ma l’impiego è limitato dalla comparsa di fenomeni di tolleranza. Crisi

convulsive febbrili nel bambino (diazepam).

◦ Piccolo male e forme miocloniche del bambino (clonazepam).

◦ Altre BDZ impiegate come antiepilettici: lorazepam, clobazam, nitrazepam, midazolam.

• Disturbi muscolari:

◦ Per il trattamento gli spasmi muscolari e la spasticità da malattie degenerative

• Anestesia:

◦ Induzione della sedazione nel periodo perioperatorio e per procedure minimamente

invasive (es., broncoscopia). Midazolam, diazepam e lorazepam

• Alcoolismo:

◦ Crisi di astinenza: diazepam, clordiazepossido, lorazepam, oxazepam

Tossicità acuta: sovradosaggio (A)

• In associazione ad alcool ed altre sostanze che causano depressione del sistema nervoso

centrale, ma raramente è letale Trattamento: flumazenil

Altri effetti collaterali

• Sonnolenza, confusione amnesia, ridotto coordinamento motorio

Dipendenza

• Fisica (E): la brusca interruzione della somministrazione di BDZ causa una sindrome di

astinenza (intensità e tempo di comparsa dipendono dall'emivita: breve → rapida e intensa,

lunga → lenta e lieve) caratterizzata da confusione mentale, ansia, agitazione, irrequietezza,

insonnia (insonnia rebound), tensione

• Psicologica

Tolleranza: fenomeno per il quale con la dose costante l'effetto di riduce nel tempo.

BARBITURICI (amobarbital, fenobarbital, pentobarbital, secobarbital, tiopental): sono stati

sostituiti dalle BDZ, anche loro modulatori allosterici, solo che a dosi elevate provocano l'apertura

del canale anche senza il GABA

Principali caratteristiche:

• Agiscono inibendo il sistema reticolare attivante

• Tolleranza

• Induttori enzimatici

• Dipendenza fisica

• Depressione del sistema nervoso centrale (hang over)

• Depressione respiratoria

• Intossicazione

Impieghi terapeutici:

• Anestetici: Sono impiegati per indurre anestesia quando somministrati per via endovenosa.

Preferiti i barbiturici a breve durata d’azione (tiopental)

• Anticonvulsivanti: convulsioni tonico-cloniche, dello stato epilettico e dell’eclampsia

(fenobarbital)

• Ansiolitici: deboli sedativi per alleviare ansia, tensione nervosa, insonnia

ANESTETICI GENERALI: un farmaco che causa una reversibile perdita di coscienza.

Gli anestetici generali sono somministrati da un anestesista al fine di indurre o mantenere uno stato

di anestesia generale per facilitare l’atto chirurgico

Anestetico ideale:

• In grado di indurre anestesia:

◦ analgesia

◦ amnesia

◦ perdita di coscienza

◦ rilasciamento muscolare

◦ soppressione dei riflessi (somatici, del SN autonomo, endocrini...)

gradualmente e rapidamente, come pure di assicurare una rapida ripresa dagli effetti

• Non modificare la stabilità emodinamica del paziente (impossibile)

• Non essere infiammabile ne’ esplosivo

• Possedere un ampio margine di sicurezza e privo di effetti indesiderati (poco maneggevole)

Anestetici generali:

• endovenosi: protossido d’azoto, sevoflurano, isoflurano, desflurano

• inalatori: midazolam, tiopentale, propofol, ketamina

Effetti molecolari degli anestetici:

• effetto GABAergico:

◦ aprono il canale

◦ entra il Cl- e la cellula si iperpolarizza

◦ aumentano l'attività dei sistemi di neurotrasmissione inibitori (GABA)

◦ riducono l'attività dei sistemi di neurotrasmissione eccitatori (serotonina)

Correlazione tra potenza dell’anestetico e liposolubilità:

• Elevata liposolubilità: più potente

• L’effetto anestetico si raggiunge dopo un tempo più lungo: più volume da riempire

• L’effetto anestetico è maggiore

• Il paziente ritorna allo stato di coscienza in un tempo più lungo

Effetti su organi e sistemi:

• SNC:

◦ Depressione del metabolismo cerebrale

• Sistema cardiocircolatorio:

◦ Riduzione della frazione di eiezione (ridotta gittata cardiaca)

◦ Variabile effetto sui vasi periferici, ma un sovradosaggio può ridurre le resistenze

vascolari e causare ipotensione (ipotensione)

◦ Aritmie

• Apparato respiratorio:

◦ Riduzione della ventilazione polmonare e della risposta alla CO2

◦ Ridotta attività mucociliare, irritabilità vie aeree

• Tessuto muscolare:

◦ Concentrazioni sufficientemente elevate causano rilasciamento muscolare

Anestetici per uso endovenoso: sono usati in combinazione con gli anestetici inalatori al fine di

aumentare e mantenere l’effetto dell’anestesia contribuire alla sedazione e al controllo della

pressione sanguigna proteggere il sistema nervoso centrale.

Farmacodinamica:

• gli anestetici endovenosi possono avere effetto: cronotropo (frequenza) negativo inotropo

(contrattività) negativo, ipotensivo, dronotropo, batotropo

SEROTONINA e SNC:

Il sistema serotoninergico è coinvolto in numerose funzioni:

• Risposte comportamentali (allucinazioni)

• Regolazione dell’assunzione di cibo

• Controllo dell’umore e dell’emozione

• Alternanza del ciclo sonno/veglia

• Modulazione della trasmissione delle vie sensoriali anche nocicettive

• Controllo della temperatura corporea

• Emesi

Farmaci antiemetici:

• Antagonisti H1 (prometazina) e muscarinici (ioscina): impiegati nel mal di movimento, nel

vomito causato da sostanze ad azione irritante gastrica. Efficacia limitata, massimo effetto

dopo 1-4 ore, durata 24 h

• Antagonisti 5-HT3 (serotonina) (ondansetron, granisetron, tropisetron): efficaci anche nel

vomito da stimolazione della CTZ → per il vomito da chemioterapici

• Fenotiazine (clorpromazina, tietilperazina): antagonisti D2, hanno azione centrale e non

sono utili nel vomito di origine periferica

• Metoclopramide: ago 5-HT4, antagonista D, agisce centralmente su CTZ. Procinetico

(plasil).

• Domperidone: antagonista D2 (dopamina), procinetico (aumenta il tono dello sfintere

esofageo e la motilità gastrointestinale) (peridon)

• Steroidi

• Cannabinodi

(Emicrania: farmaci attivi sui recettori della serotonina che modulano la vasodilatazione cerebrale:

sumatripan)

Depressione: ipotesi centrale riduzione della trasmissione della serotonina

• Depressione reattiva

• Depressione maggiore (endogena)

• Depressione affettiva bipolare (tipo maniaco-depressivo)

Sintomi emozionali: sensazione generale di disagio, apatia e pessimismo, scarsa autostima,

sensazione di colpa, indecisione, scarsa motivazione

Sintomi biologici: ritardo del pensiero, alterazioni del sonno, inappetenza, perdita della libido

Classificazione degli antidepressivi: la depressione non è dovuta solo ad un deficit del sistema

serotoninergico, ma anche di quello dopaminergico e noradrenalinergico.

• Triciclici (TCA): inibiscono la ricaptazione della serotonina

◦ es. imipramina e amitriptilina

◦ Meccanismi d’azione

▪ Principale: blocco della ricaptazione (uptake 1)

▪ Secondario: inibizione α2 + M (+ H?)

◦ Reazioni avverse:

▪ aumento di peso

▪ poca salivazione

▪ problemi di vista

◦ Selettivi per NA (reboxetina)

◦ Non selettivi (amitriptilina)

◦ Selettivi per 5-HT (citalopram)

Effetti

◦ All’inizio del trattamento: confusione mentale, sedazione, incoordinazione motoria

◦ A dosi terapeutiche: effetti atropino-simili: xerostomia, visione offuscata, costipazione,

ritenzione urinaria, ipotensione, tachicardia riflessa (sintomo importante nell’anziano)

◦ Interazioni: a causa dell’elevato legame farmaco-proteico, e del metabolismo epatico

◦ Tossicità acuta: sovradosaggio: eccitazione/delirio, convulsioni, coma/depressione

respiratoria (per alcuni giorni) con effetti atropino-simili; aritmie cardiache, fibrillazione

ventricolare

• Antidepressivi atipici

◦ es. mianserina e trazodone

• Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): bloccano la ricaptazione, non

danno le reazioni dei triciclici

◦ es. fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina e setralina

Farmaci più sicuri di TCA in caso di sovradosaggio

Alcuni di essi inibiscono il metabolismo epatico (dopo lo stop riparte in 3/4 settimane)

◦ Farmacocinetica: buon assorbimento, emivita terminale: 15-24 h, 24-96 h (fluoxetina),

insorgenza dell’effetto: 2-4 settimane dall’inizio del trattamento

◦ Effetti collaterali: nausea, anoressia/insonnia, perdita della libido “sindrome

serotoninergica”: tremore, ipertermia, collasso cardio-circolatorio, aumento

dell’aggressività

• Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO): bloccano la sua degradazione nel vallo

◦ es. fenelzina e tranilcipromina

FARMACI ATTIVI SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE

P. A. = gittata cardiaca x resistenze vascolari periferiche

P.A. Normale: < 80 / < 120 mmHg

Pre-ipertensione: 80-89/120-139 mmHg

Ipertensione stadio I: 90-99 / 140-159 mmHg

Ipertensione stadio II: ≥100 / ≥160 mmHg

Danno d’organo ed eventi clinici nell’ipertensione:

• Vasculopatie

• Disfunzione endoteliale

• Ipertrofia & fibrosi vascolare

• Ipertrofia del ventricolo sinistro, rimodellamento, fibrosi, infarto, scompenso

• down GFR, up creatininemia, up microalbuminuria, up proteinuria, insufficienza renale

Azioni farmacologiche mirate a ridurre la gittata cardiaca (diuretici per la volemia):

• Riduzione della contrattilità cardiaca

• Riduzione della pressione di riempimento ventricolare

Azioni farmacologiche mirate a ridurre le resistenze vascolari:

• Blocco di sistemi vasocostrittori

• Vasodilatazione diretta

Classificazione dei farmaci anti-ipertensivi (in base al meccanismo d’azione o sito principale

d’azione):

• Diuretici:

◦ Tiazidici, Diuretici dell’ansa, Risparmiatori di potassio

• Farmaci simpaticolitici:

◦ Attivi prevalentemente sul sistema nervoso centrale

◦ Antagonisti dei recettori beta

◦ Antagonisti dei recettori alfa

• Farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina:

◦ ACE inibitori (captopril)

◦ Sartani (antagonisti dei recettori AT-1, losartan)

• Farmaci attivi sui canali del calcio:

◦ Calcio antagonisti diidropiridinici (nifedipina)

• Vasodilatatori diretti:

◦ Prevalentemente arteriosi (idralazina)

◦ Arteriosi/venosi (nitroprussiato)

DIURETICI

Apparato iuxtaglomerulare → Sensibile alla pressine del sangue nell'arteriola afferente. Se arriva

poco sangue arriva la renina er la vasocostrizione (angiotensina 2) periferica tale da dirottare sangue

verso il rene.

Riassorbimento di sodio e cloro nel nefrone → se lo impedisco porto ad un mancato riassorbimento

di acuqa e diminuisce la volemia, ma anche altri ioni come il potassio (importante per la

ripolarizzazione delle membrane eccitabili). I diuretici inibiscono i meccanismi di trasporto i di

scambio ionico che assicurano il riassorbimento di cloro e/o sodio.

Diuretici risparmiatori di potassio:

• Spironolattone, amiloride e triamterene

• Terapia: in associazione ad altri diuretici

• Tossicità: spironolattone meno tollerato

◦ Iperkalemia (rischio aumentato in presenza di patologie renali), acidosi metabolica

ipercloremica, ginecomastia (alterazioni endocrine agendo su recettori degli steroidi),

insufficienza renale acuta, nefrolitiasi (triamterene poco solubile e può precipitare nelle

urine)

Diuretici osmotici: viene filtrato ma non riassorbito e quindi si porta dietro l'acqua

• Mannitolo:

◦ Non è metabolizzato ed escreto per filtrazione glomerulare senza processi di

riassorbimento (somministrazione i.v.)

◦ Limita il riassorbimento di H2O nel tubulo prossimale e nel tratto discendente dell’ansa

(permeabili) per forza osmotica contraria

◦ Aumento del volume urinario

Terapia:

• ↑ volume di urina (es. per prevenire anuria in occasione di rabdomiolisi), ↓ pressione

intracranica e intraoculare (es. in affezioni neurologiche)

Tossicità:

• Espansione del volume extracellulare (edema polmonare, cefalea, nausea e vomito)

• Disidratazione ed ipernatremia

Antagonisti dei recettori adrenergici:

• α1-bloccanti (prazosina):

◦ Meccanismo d’azione:

▪ blocco ad alta selettività dei recettori α1-adrenergici delle arteriole e delle venule

▪ dilatazione dei vasi di resistenza e di capacitanza, con ↓ pressione in posizione eretta

e supina

◦ Posologia:

▪ Inizio trattamento a dosi ridotte per evitare ipotensione posturale e perdita di

coscienza (assunzione prima di dormire)

◦ Effetti collaterali:

▪ Vertigini, palpitazioni (non agiscono sul cuore), cefalea e astenia

• Antagonisti recettoriali del recettore β- adrenergico (stimolazione cardiaca) o β-bloccanti

(riducono la frequenza, la gittata, il tono vascolare e le resistenze periferiche) (propranololo,

metoprololo):

◦ Classificazione:

▪ Selettivi β1 (anche nell'apparato iuxtaglomerulare se li stimolo aumenta la renina):

Atenololo, Metoprololo, Bisoprololo, Betalolo

▪ Non selettivi (1 cardiaci e 2 respiratori): Nadololo, Propanololo, Sotalolo, Timololo

▪ alfa+beta: Carvedilolo, Labetalolo

◦ Meccanismo d’azione antiipertensiva:

▪ Riduzione gittata cardiaca (gittata sistolica e frequenza) → no tachicardia

▪ Resettaggio barocettoriale

▪ Attività antireninica

▪ Azione diretta sul SNC

▪ Aumento prostaglandine

◦ Tossicità: ipotensione, astenia

◦ Effetti collaterali:

▪ Astenia, disturbi del sonno, estremità fredde, impotenza

▪ Aumento trigliceridi, LDL e riduzione HDL)

▪ Ridotta tolleranza glicidica (ridotta sensibilità all’insulina)

Gli effetti metabolici sono più marcati con i beta-bloccanti non selettivi.

L'angiotensinogeno viene dal fegato.

La renina aumenta la pressione arteriosa e la perfusione renale

L'angiotensina 2 ha la maggiore attività vaso-costrittrice (per portarlo al rene)

AT-1: vasocostrizione, senso di sete, ipertrofia ventricolo sx

AT-2: vasodilatazione, no senso di sete, no riassorbimento di acqua e soluti, no rimodellamento

cardiaco

ACE INIBITORI:

• blocca l'ACE e la riduzione della trasformazione dell'angiontensina 1 in 2

• impedisce la degradazione della bradichinina → tosse secca e persistente 5/6 mesi dopo

l'inizio del trattamento

• Classificazione:

◦ dicarbossilici: enalapril, lisinopril, benazepril, quinapril, moexipril, ramipril, pendopril,

enalaprilat, trandolapril

◦ sulfidrilici: captopril, zofenopril

◦ fosforici: fosinopril

• Efficacia (ipertensione lieve o moderatamente grave)

◦ ACE-inibitori da soli: 50%

◦ + calcio antagonisti, beta-bloccanti o diuretici: 90%

• Effetti avversi:

◦ Ipotensione (alle prime dosi)

▪ Tosse: 5-20% dei pazienti trattati, predomina nella donna e insorge dopo 1-6 mesi di

terapia

◦ Iperpotassiemia

◦ Insufficienza renale acuta

▪ Fattori di rischio stenosi bilaterale dell’arteria renale, insufficienza cardiaca,

disidratazione (diarrea, diuretici)

◦ Fetopatie

▪ Secondo/terzo trimestre di gravidanza

◦ Edema angioneurotico

▪ Accumulo di bradichinina ?

◦ Neutropenia

▪ Rara ma grave

Antagonisti dei recettori at-1 dell’angiotensina 2 (sartani): va sul recettore AT-2 (funzioni opposte

all'AT-1):

• Potenza farmacologica:

◦ candesartan > irbesartan > telmisartan > valsartan > losartan

• Meccanismo d’azione:

◦ Blocco competitivo del recettore AT-1, ma effetto farmacologico non sormontabile

VASODILATATORI:

• Idralazina, minoxidil

◦ Effetti avversi:

▪ Dipendenti dal meccanismo d’azione:

• Cefalea, vertigini, reazioni vasomotorie facciali

• Ipotensione, palpitazioni, tachicardia

• Dolore anginoso (furto di sangue dall’area ischemica)

• Nitroprussiato:

◦ Effetti avversi:

▪ Ipotensione marcata

▪ Accumulo di cianuri a concentrazioni tossiche, con acidosi lattica, in carenza di

substrati tio-solfati

▪ Aumento della gittata cardiaca (aumento del ritorno venoso)

▪ Marcato potenziamento della secrezione di renina (attivazione simpatica;

meccanismi renali intrinseci)

CALCIO ANTAGONISTI:

Regolazione e distribuzione del calcio intracellulare: permette la contrazione, responsabile delle

resistenze periferiche.

• Classificazione:

◦ Fenilalchilamine (es. verapamil) → sul cuore (no tachicardia perchè agisce sul cuore)

◦ Benzotiazepine (es. diltiazem) → sulle tuniche vascolari (tachicardia)

◦ Diidropiridine (es. nifedipina, nicardipina etc.) → sui vasi e sul cuore

• Meccanismo d’azione:

◦ Il canale passa da uno stato di apertura dopo depolarizzazione ad uno in cui le aperture

sono molto meno frequenti.

Risultato: marcata diminuzione nella corrente di calcio transmembrana → rilasciamento

di lunga durata della muscolatura liscia vascolare

• Effetti sulla muscolatura liscia:

◦ Rilasciamento delle cellule muscolari lisce vascolari (+ sensibili)

◦ Rilasciamento della muscolatura liscia bronchiale, gastrointestinale, uterina

◦ Rilasciamento arterie e arteriole con riduzione delle resistenze vascolari periferiche

◦ Diidropiridine: alta selettività vascolare

• Effetti clinici:

◦ Diminuzione del tono arteriolare e delle resistenze vascolari sistemiche

◦ Diminuzione della pressione arteriosa e intraventricolare

◦ Diminuzione della tensione parietale del ventricolo sinistro

• Indicazioni terapeutiche:

◦ Ipertensione arteriosa

◦ Profilassi dell’angina stabile

◦ Fenomeno di Raynaud (nifedipina, felodipina)

◦ Prevenzione e trattamento del deficit neurologico che segue ad una emorragia

subaracnoidea (nimodipina)

• Effetti indesiderati:

◦ Grave riduzione della contrazione cardiaca

◦ Arresto cardiaco, bradicardia, blocco A-V, scompenso cardiaco congestizio (in

particolare diltiazem)

◦ Aritmie(inparticolarebepridil)

◦ (aggravamento ischemia miocardica ?)

◦ Rossore cutaneo

◦ Edema(serale, perimalleolare)

◦ Ipotensione (A)

◦ Vertigini

◦ Cefalea

◦ Iperplasia gengivale

◦ Nausea e stipsi

NITROVASODILATATORI (nitroglicerina):

Angina pectoris

Nitrati (riducono il riempimento telediastolico = precarico, cio che precede il ventricolo si deve

tenere più sangue del normale avendo cosi una vasodilatazione venosa = postcarico, e la distensione

ventricolare) e Nitriti (riducono i sintomi e la causa):

Riempimento telediastolico (riempimento massimo del ventricolo alla fine della diastole):

• il cuore si ossigena meglio e nelle porzioni sub-endocardiache

• migliora la cinetica di contrazione del ventricolo, impedendone il suo completo riempimento

• si riduce la pressione

Farmacocinetica:

• Biodisponibilità per via orale estremamente bassa (< 10-20%)

• Vie di somministrazione:

◦ Sublinguale

◦ Inalatoria

◦ Percutanea (o transdermica) e attraverso la mucosa buccale

◦ Preparazioni a lento rilascio

• Meccanismo d’azione: il NO viene rilasciato dal farmaco, diffonde attraverso le membrane e

va alla cellula muscolare liscia dove causa vasodilatazione e rilasciamento muscolare

aumentando il GMP ciclico che defosforizza le catene leggere della miosina che si rilascia e

non si contrae, detendendo il vaso e avendo meno ritorno di sangue.

◦ Muscolatura liscia vascolare:

▪ Rilasciamento delle grosse arterie e vene di tutti i segmenti del letto vascolare

(riduce pre e post carico, più perfusione e meno fatica per contrarsi perchè la

pressione nell'aorta è minore)

▪ Marcato rilasciamento delle grosse vene, ↑ della capacitanza venosa, ↓ del precarico

ventricolare

▪ ↓ pressioni vascolari polmonari e ↓ dimensioni del muscolo cardiaco (migliora la

perfusione)

▪ ↓ del postcarico

▪ Possibile ridistribuzione del flusso coronarico

▪ La maggior parte dell’effetto antianginoso della NTG è il risultato di una riduzione

delle richieste di ossigeno da parte del miocardio in conseguenza della diminuzione

del precarico e della pressione arteriosa.

• Effetti indesiderati:

◦ La maggior parte è immediata e correlata con l’azione vasodilatante:

▪ Cefalea pulsante (↑ pressione intracranica per la vasodilatazione arterie cerebrali)

▪ Ipotensione ortostatica (dovuta a vasodilatazione sia arteriosa che venosa)

clinicamente manifesta con vertigini sino alla possibile sincope

◦ A causa della vasodilatazione venosa sistemica, i nitrati sono emodinamicamente più

potenti in stazione eretta:

▪ Tachicardia riflessa (palpitazioni) dovuta alla ipotensione ortostatica (rari casi di

bradiaritmia paradossa)

• Tolleranza:

◦ La tolleranza è una condizione di ridotta sensibilità all’azione di un farmaco che si

acquisisce dopo ripetute somministrazioni

◦ Costituisce la maggiore limitazione all’efficacia clinica della GTN. È descritta

invariabilmente per tutti i nitrati organici 12-24 ore dopo l’inizio della terapia

◦ Preparazioni a lunga durata di azione o infusioni endovenose continue

EMOSTASI

Emostasi (adesione e attivazione delle piastrine e formazione della fibrina) → coagulazione

(fibrina) + aggregazione piastrinica (trombo)

Interventi farmacologici:

• promozione

◦ talassemia

◦ sala operatoria

◦ veleno

• riduzione:

◦ modificando i processi di coagulazione del sangue attraverso la formazione di fibrina

◦ modificando l’adesività e l’attivazione delle piastrine

◦ influenzando i processi coinvolti nella rimozione della fibrina

COAGULANTI:

• sistemici:

◦ desmopressina

◦ fattori della coagulazione

◦ vitamina K (dalla flora batterica, modifica i fattori della coagulazione per poter essere

sintetizzati e aggiunto un gruppo carbossilico) → sanguinamenti (anticoag. Orali),

malattie emorragiche del neonato, deficienze di vitamina K

◦ menadione

◦ acido tranexaminco

◦ acido e-aminocaproico

• locali:

◦ colla di fibrina

◦ spugne di gelatina e collagene

◦ solfato ferrico

◦ cellulosa ossidata

ANTICOAGULANTI ORALI

• Warfarin (Cumadin): impedisce la maturazione dei fattori della coagulazione

◦ Biodisponibilità completa, assorbimento rapido (anche per acenocumarolo, ridotto per

dicumarolo)

◦ Legame farmaco-proteico: 99%

◦ Metabolizzati a livello epatico e renale

◦ Oltrepassano la barriera emato-placentare

• Indicazioni: aumentata coagulazione del sangue

◦ trombosi venosa profonda, embolia polmonare, fibrillazione atriale (a rischio di

embolizzazione), protesi valvolari cardiache meccaniche

• Controindicazioni:

◦ trombosi cerebrali

◦ occlusioni arteriose periferiche come terapia di prima scelta (meglio aspirina per

prevenzione TIA)

• Posologia

◦ Dose d’induzione di warfarin negli adulti: 10 mg/die x 2 gg

◦ Ridurre se: tempo di protrombina prolungato, alterata funzionalità epatica, scompenso

cardiaco, nutrizione parenterale, peso corporeo ridotto, anziano, rischio di interazioni

◦ Dose di mantenimento: dipende da INR (indice normalizzato), di solito tra 3 e 9 mg

(assunti tutti i giorni alla stessa ora)

• INR 3,5: trattamento trombosi venose ed embolie polmonari ricorrenti, protesi valvolari

meccaniche

• INR 2,5: trattamento trombosi venosa profonda, embolia polmonare, fibrillazione atriale,

cardioversione, cardiomiopatia dilatativa, trombo murale post-IMA, valvulopatia mitralica e

reumatica

• INR 2-2,5: profilassi trombosi venosa profonda

Soddisfacente → VALORE INR ± 0,5

• Controllo giornaliero (o ogni 2 gg) del valore di inr, successivamente a intervalli più lunghi

(in base alla risposta) poi ogni 12 settimane

• Fattori di variabilità: condizioni cliniche, farmaci, cambiamenti nella dieta (soprattutto se

relativi a verdure e insalate) e nel consumo di alcool

• Emorragia: l’effetto collaterale principale di tutti gli anticoagulanti orali. È essenziale

controllare l’INR e omettere una dose se necessario; se l’anticoagulante viene interrotto ma

l’effetto non viene bloccato, l’INR dovrebbe essere misurato 2-3 giorni più tardi per essere

sicuri che si stia riducendo:

◦ Sanguinamento importante: interrompere warfarin; somministrare fitomenadione

(vitamina K1) 5 mg per iniezione endovenosa lenta 50 unità/kg di concentrato di

complesso di protrombina (fattore II,VII, IX e X) oppure plasma fresco congelato 15

ml/kg

◦ INR > 8,0, nessun sanguinamento o sanguinamento minore: interrompere warfarin,

riprendere quando INR<5,0; se ci sono altri fattori di rischio per sanguinamento dare

fitomenadione (vitamina K1) 0,5 mg per iniezione endovenosa lenta o 5 mg per os;

ripetere la dose di fitomenadione se l’INR è ancora alto dopo 24 ore

◦ INR 6,0-8,0, nessun sanguinamento o sanguinamento minore: interrompere warfarin,

riprendere quando INR<5,0

◦ INR < 6,0 ma superiore di più di 0,5 unità rispetto al valore desiderato: interrompere

warfarin o ridurre la dose, riprendere quando INR<5,0

◦ sanguinamento inatteso a livelli terapeutici: indagare sempre la possibilità di una causa

sottostante per esempio una patologia renale o del tratto gastrointestinale

• Potenziamento dell’effetto anticoagulante → emorragie

◦ Inibitori del metabolismo epatico (cimetidina, salicilati, ciprofloxacina, antifungini)

◦ Antiaggreganti piastrinici (FANS, ticlopidina, carbenicillina)

◦ Spiazzamento dai siti di legame (FANS)

◦ Inibitori della riduzione della Vit. K (cefalosporine)

• Attenuazione dell’effetto anticoagulante → embolie, trombosi

◦ Induttori del metabolismo epatico

◦ Inibitori dell’assorbimento (colestiramina)

• Controindicato in gravidanza ed allattamento: gli anticoagulanti orali sono teratogeni e non

dovrebbero essere somministrati nel primo trimestre di gravidanza. Le donne a rischio di

gravidanza dovrebbero essere avvisate di questo pericolo poiche interrompendo il warfarin

prima della sesta settimana di gestazione il rischio di anomalie fetali può essere

notevolmente ridotto. Gli anticoagulanti orali attraversano la placenta con il rischio di

emorragia placentare o fetale, specialmente durante le ultime settimane di gravidanza o al

parto. Per questo, se è possibile, gli anticoagulanti orali dovrebbero essere evitati in

gravidanza, specialmente nel primo e nel terzo trimestre.

ANTICOAGULANTI INIETTABILI: eparine (standard o frazionate (a basso peso molecolare))

• rapida attività anticoagulante, breve durata d’azione

• Farmacocinetica

◦ Somministrazione: EV, effetto immediato

◦ Somministrazione: SC, effetto max 60’-90’

◦ Emivita plasmatica: 1h-5h

• Effetti indesiderati:

◦ Emorragie (protamina solfato) (A)

◦ Osteoporosi

◦ Trombocitopenia (B)

• Monitoraggio terapeutico:

◦ Valutazione dei tempi di coagulazione (aPTT)

• Trattamento:

◦ per il trattamento iniziale della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare:

dose endovenosa di carico, seguita da un’infusione endovenosa continua (usando una

pompa d’infusione) o da iniezioni sottocutanee intermittenti per almeno 5 giorni finche

l’inr si mantiene nell’intervallo terapeutico per 2 giorni consecutivi

◦ è anche utilizzata nei protocolli per il trattamento dell’infarto miocardico, il trattamento

dell’angina instabile, e il trattamento dell’occlusione arteriosa periferica acuta.

• Profilassi: pazienti ad alto rischio (obesi, con patologie tumorali, storia di trombosi venosa

profonda o embolia polmonare, età > 40 anni, con un disturbo trombofilico, procedure

chirurgiche estese o complicate), basse dosi di eparina per iniezione sottocutanea per

prevenire le trombosi venose profonde post operatorie e l’embolia polmonare. Nella

chirurgia ortopedica, regime a dose regolata (in base al controllo dell’aPTT) o eparine a

basso peso molecolare

• Circolazione extracorporea: l’eparina è anche utilizzata nel mantenimento della circolazione

extracorporea durante bypass cardiopolmonare ed emodialisi

• Emorragia: sospendere l’eparina; antidoto specifico è il solfato di protamina

• A basso peso molecolare: più efficaci, più maneggevoli, meno piastrinopenia:

◦ Certoparina, dalteparina, enoxaparina, reviparina e tinzaparina

◦ Maggiore biodisponibilità (90%), lunga emivita (2-4 volte quella dell’eparina)

◦ Hanno una durata d’azione più lunga rispetto all’eparina non frazionata; la singola

somministrazione giornaliera sottocutanea ne rende l’utilizzo conveniente. Il regime

profilattico standard non richiede controllo (eccezione: insufficienza renale e

gravidanza)

◦ Profilassi del tromboembolismo venoso le eparine a basso peso molecolare sono efficaci

e sicure quanto l’eparina non frazionata; nella pratica ortopedica sono probabilmente più

efficaci

◦ Trattamento delle trombosi venose profonde, dell’embolia polmonare, delle sindromi

coronariche instabili e per la prevenzione della formazione di coaguli durante la

circolazione extracorporea.

FIBRINOLITICI-TROMBOLITICI

L’AGGREGAZIONE PIASTRINICA

ANTIAGGREGANTI TIENOPIRIDINICI: clopidogrel

• Clopidogrel è più efficace di aspirina nel ridurre il rischio di trombosi per malattia

aterosclerotica, pregresso intervento di rivascolarizzazione, ischemia pregressa, nei pazienti

diabetici insulino-dipendenti Clopidogrel-aspirina: stent intravascolari

• Reazioni avverse: disturbi gastrointestinali (sanguinamento); l’impiego di ticlopidina è

associato a neutropenia, diarrea e rash cutaneo

• Fallimenti terapeutici

ANTIAGGREGANTI: aspirina, nitroaspirine, indobufene

• Aspirina: acetilazione irreversibile di COX-1 piastrinica ≥ inibizione sintesi TXA2 e

dell’aggregazione piastrinica

◦ Riduce del 25% il rischio di morte su base vascolare, IMA, stroke

◦ Importante: estendere l’uso in pazienti a rischio (diabetici, arteriopatici, dializzati con

insufficienza renale)

◦ Dosi iniziali, 100-300 mg/die, poi 75 mg/die

◦ Reazioni avverse: disturbi gastrointestinali (dispepsia, nausea, pirosi gastrica, stipsi,

sanguinamento)

• Nitroaspirine: idem + migliore efficacia e tollerabilità

• Indobufene: inibizione reversibile di COX-1 piastrinica a dosi di 100-200 mgx2/die. Effetto

antiaggregante rapido (max, 2 h)

ANTIAGGREGANTI: iloprost

• Iloprost: analogo sintetico della prostaciclina PGI2, ad attività antiaggregante e

vasodilatante

◦ Somministrato per via endovenosa (infusione lenta), è impiegato nel trattamento delle

vasculopatie periferiche (malattia di Raynaud, angiopatia diabetica), nonche

nell’ipertensione polmonare primaria

◦ Impiegato durante la dialisi renale per ridurre le dosi di eparina Reazioni avverse:

flushing, emicrania, disturbi gastrointestinali

INFIAMMAZIONE

Risposta difensiva dell’organismo all’invasione di un agente patogeno, al danno cellulare o

tessutale da trauma, o in seguito a stimolazione di un antigene. In alcuni casi causa essa stessa di

malattia

Obiettivi terapeutici:

• Abolizione del dolore

• Rallentamento o arresto evoluzione danno tessutale

EICOSANOIDI:

• mediatori della comunicazione intercellulare a breve distanza

• sintetizzati in seguito all’interazione di stimoli di diversa natura con la membrana cellulare e

diffondono immediatamente nell’ambiente extracellulare

• derivano dall’acido arachidonico

Via di biosintesi dei prostanoidi

COX inibitori:

• COX-1: tessuto senza infiammazione

• COX-2: con infiammazione

FARMACI ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS)

• Effetto:

◦ antinfiammatorio

◦ antipiretico

◦ analgesico

◦ antiaggregante

• Classificazione dei FANS

◦ Bloccanti di COX-1 e COX-2:

▪ acido acetilsalicilico (Aspirina, Cemirit)

▪ indometacina (Metacen, Indolin)

▪ diclofenac (Voltaren, Dicloreum)

▪ ketorolac (Toradol)

▪ ibuprofene (Brufen, Arfen)

▪ naprossene (Naprosyn, Synflex)

▪ acido mefenamico (Lenidolor)

▪ piroxicam (Feldene, Reudene)

◦ Bloccanti preferenziali di COX-2:

▪ nimesulide (Aulin, Mesulid)

▪ meloxicam (Mobic)

◦ Bloccanti selettivi di COX-2:

▪ celecoxib (Celebrex)

▪ rofecoxib (Vioxx)

• Interazioni farmacologiche

• Reazioni avverse ai FANS:

◦ Nefropatia

◦ Alterazione della funzione delle piastrine

◦ Gastriti, ulcera peptica e sanguinamenti (oxicam)

◦ Insufficienza renale acuta (rischio aumentato di 3 volte)

◦ Prolungamento della gestazione e inibizione del travaglio di parto

◦ Fenomeni di ipersensibilità (ac.mefenamico, sulindac)

FARMACI CORTICOSTEROIDEI (FAS)

• Meccanismo d'azione:

◦ inibizione dei processi patogenetici responsabili della fisiopatologia asmatica e

miglioramento della qualità di vita del paziente

◦ inibizione della secrezione di citochine, migrazione di linfociti e accumulo di eosinofili,

mast cellule, linfociti e macrofagi nel tessuto tracheo-bronchiale

• Impiego terapeutico dei corticosteroidi:

◦ Patologie reumatiche (Lupus eritematoso sistemico, vasculiti autoimmuni, artrite

reumatoide) e degenerative delle articolazioni (Osteoartrite) o sindromi dolorose

regionali (Tendiniti e borsiti)

◦ Patologie renali (Sindrome nefrosica)

◦ Patologie allergiche (Asma)

◦ Malattie infettive

◦ Patologie oculari e cutanee

◦ Malattie infiammatorie gastrointestinali

◦ Patologie epatiche (Epatite cronica attiva autoimmune)

◦ Trapianti d’organo

• Azioni fisiologiche dei corticosteroidi:

◦ Alterazioni del metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei lipidi

▪ Glucidi: riduzione captazione e uso glucosio, aumento gluconeogenesi

▪ Proteine: aumento catabolismo, riduzione anabolismo

▪ Lipidi: effetto permissivo sulla lipolisi

◦ Mantenimento del bilancio idro-elettrolitico

◦ Preservazione della normale funzione del sistema immunitario e dei seguenti organi e

sistemi: rene, muscolo scheletrico, ghiandole endocrine, sistema nervoso

• Effetti:

◦ Metabolismo lipidico: redistribuzione del grasso corporeo, modulazione della lipolisi

indotta da altri agenti

◦ Sistema cardiocircolatorio: ipertensione (aterosclerosi, ictus, emorragie, miocardiopatie),

iper-reattività vasale a sostanze vasoattive

◦ Bilancio idroelettrolitico: riassorbimento Na+, perdita di K+ e H+, espansione del

volume dei liquidi extracellulari

◦ Muscolo scheletrico: astenia (miopatia da glucocorticoidi, ipokaliemia da

mineralcorticoidi)

◦ Metabolismo glucidico: aumentata gluconeogenesi

◦ Sistema immunitario

• Farmacocinetica dei corticosteroidi:

◦ Assorbimento: somministrazione per via orale, topica, inalatoria, parenterale

◦ Trasporto: legame farmaco-proteico (CBG, albumina) = 90%, CBG: maggior affinità per

cortisolo

◦ Distribuzione: elevata, per diffusione

◦ Metabolismo:

▪ Riduzione del doppio legame 4,5

▪ Riduzione gruppo chetonico in 3

▪ Coniugazione dell’ossidrile in 3

◦ Eliminazione

• Tossicità dei corticosteroidi:

◦ Tossicità da sospensione della terapia:

▪ Riacutizzazione della patologia che ha imposto la prescrizione di steroidi

▪ Sindrome da insufficienza surrenalica

◦ Uso continuato di dosi sovrafisiologiche di corticosteroidi:

▪ Azioni su liquidi ed elettroliti

▪ Risposte immuni

▪ Possibile rischio di ulcera peptica

▪ Miopatia

▪ Cataratta

▪ Osteoporosi

▪ Osteonecrosi

▪ Ritardo della crescita


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

40

PESO

1.85 MB

AUTORE

fdm23

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Farmacologia
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fdm23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Di Paolo Antonello.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in infermieristica

Definizoni di Anatomia umana
Appunto
Appunti di Anatomia Umana
Appunto
Istologia - Appunti
Appunto
Anatomia - fegato
Appunto