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minore rispetto ad una manovra strutturale . Quindi questa manovra è meno

Se posso effettuare tutti gli

efficace rispetto ad una manovra che permane.

aggiustamenti la diminuzione del costo del fattore di produzione mi sposta

,

su livelli di investimenti maggiori , rispetto a quando non posso manovrare tutti i

fattori della produzione.

Quale sarà il vantaggio se l’effetto output è pari a zero? Per quali cause l’effetto

output potrebbe risultare maggiore di zero? Si suppone che l’impresa sostituisca

il lavoro con il capitale non c’è l’effetto output ma solo l’effetto sostituzione Per

; .

l’impresa sicuramente c’è un vantaggio: è diminuito il costo di un fattore

della produzione le costa sicuramente di meno produrre la stessa quantità di beni di

;

prima. Saranno maggiori i profitti? Potrebbe essere, ma magari prima i profitti erano

negativi e adesso diventano pari a zero. La costruzione di prima sarebbe stata un

Con solo

punto di partenza per un punto di arrivo. Nel grafico a pagina 8, da a) a b).

effetto sostituzione e niente effetto output il passaggio da a) a b) potrebbe

,

dire che se dovessi produrre in a) dati i prezzi dei fattori, le tecnologie, il prezzo

,

della merce, si va in perdita Se è diminuito il costo di un fattore

. , è diminuito il

vado in b) e posso andare in equilibrio Potrebbe essere una

costo complessivo, .

differenza che mi fa esistere rispetto al non esistere . Se è solo l’effetto sostituzione

che mi consente di emergere, in realtà creo occupazione. Quando ci sono poche

imprese in determinati punti del territorio italiano è perché i costi sono elevati. Se

riduco il costo di un fattore della produzione, posso far sì che le imprese emergano.

Ciò che apparentemente sembrerebbe essere in astratto un effetto

sostituzione e una riduzione dei posti di lavoro potrebbe vuol dire il

,

passaggio da a) a b) (dal non esistere all’esistere). In a) per coprire tutti i costi

della produzione si dovrebbe vendere il volume della merce a un prezzo che

il mercato non mi riconosce . Se pratico il prezzo che fa quadrare i conti vendo di

meno di Q , rimane della merce invenduta e devo abbassare il prezzo per stare sul

0 Ma se avvenisse il fenomeno di

mercato. Abbassando il prezzo vado in perdita.

sostituzione posso produrre in b) a costi minori traslare la diminuzione dei

, ,

costi sui prezzi e , se faccio calare il prezzo dei beni che vendo posso vendere Q ,

0

sono emerso e posso esistere Ciò non toglie che si

. È una narrazione ipotetica.

possa avere l’effetto output il passaggio da a) a c) oppure un punto

, ,

intermedio tra a) e c) Si fa aggiustamento che fa diminuire i costi unitari di

.

produzione. Quando si è in c), il costo unitario della merce è minore rispetto a quanto

Siamo sullo stesso isocosto ma un fattore della produzione è

si era in a). ,

minore . Il costo unitario è minore per Q . Stiamo spendendo come prima ma abbiamo

0 ci possono essere effetti

una unità di merce che costa di meno. Effettivamente,

output collegati al fatto che se realizzo una diminuzione dei costi unitari

, ,

posso traslare un po’ questa riduzione dei costi sui prezzi quindi far

,

diminuire i prezzi e vendere di più . Il problema è vendere, non solo produrre. [Ha

descritto l’idea che far diminuire i prezzi di un fattore può consentire ad un’impresa dal

Il passaggio della diminuzione dei costi che va sui

non esistere all’esistere.]

prezzi dipende molto da quanto la domanda è elastica Se la domanda è

.

molto elastica facciamo calare poco i prezzi e la domanda aumenta molto Se

.

la domanda è poco elastica, vogliamo vendere di più e dobbiamo far calare i prezzi .

Per far calare tanto i prezzi, forse le variazioni non coprono i costi forse

;

conviene mantenere inalterata la merce . Se vendiamo un bene prodotto come ai

costi concorrenti l’elasticità della domanda al prezzo è maggiore, ma se abbassiamo il

prezzo e gli altri non mi seguono rimane tale. In un mercato scarsamente

concorrenziale, se abbassiamo i prezzi l’elasticità della domanda è minore. In un

mercato di perfetta concorrenza l’elasticità della domanda ai prezzi è uguale

all’infinito; via via il mercato si fa meno concorrenziale e l’elasticità si abbassa. [In

Italia, uno strumento che si usava nel Mezzogiorno era la riduzione del costo del

lavoro, mettendone una parte a carico della fiscalità generale. Questo ha avuto

ripercussioni importanti sulla domanda di lavoro, nel breve e nel lungo periodo.]

Domanda di mercato ed offerta di capitale: l’equilibrio di mercato

5. .

Facendo scendere il

Abbiamo costruito la curva di domanda di capitale.

costo d’uso del capitale si domanda più capitale La domanda di capitale si

. incrocia con l’offerta

di capitale . Le

imprese domandano

beni capitali reali

(macchinari, impianti,

Per fare

immobili…).

gli investimenti

reali si domanda il

capitale finanziario ;

si dice che si

domandano fondi

prestabili. Le imprese

devono

approvvigionarsi del

capitale finanziario,

Il capitale finanziario è quello che mettono a

pagato al tasso di interesse r.

disposizione i risparmiatori . La funzione canonica del credito tipica è fare credito

Occorre

alle imprese, un po’ per operabilità, un po’ per fare gli investimenti.

costruire la funzione di offerta del capitale finanziario Dal capitale reale si

.

può ricavare la funzione del capitale finanziario . Occorre entrare nelle scelte

delle famiglie. A naso, se i nostri risparmi rendono poco o nulla, a paragone di una

Se

situazione in cui i nostri risparmi rendono di più, risparmiamo nel secondo caso.

aumentano i tassi di interesse aumenta l’offerta di risparmio .

Nel mercato c’è una domanda e un’offerta , che portano ad una situazione di

equilibrio. Un determinato prezzo fa sì che la domanda di capitali sia esattamente

Lo stock di capitale può essere fatto variare in

uguale all’offerta di capitale.

positivo e in negativo attraverso gli investimenti (investire e disinvestire).

Effetti di un incentivo generale agli investimenti

6. . (sulla dispensa è fatto

meglio)

Si tratta di un incentivo generico. Lo si vede in una configurazione

semplificata , perché l’analisi economica complessiva richiederebbe un apparato

interpretativo molto più articolato.

Un sussidio alle imprese procura benefici alle imprese

, normalmente,

perché una parte dei costi , invece che essere coperta dai ricavi tipici delle aziende,

è coperta dal contributo pubblico Tale contributo,

. che sia alla produzione o in

è sempre un modo per ridurre i costi

conto capitale, . In un contesto

tale riduzione fa diminuire anche il prezzo dei beni prodotti Si

concorrenziale, .

capisce la versione dell’Unione europea in cui è falsata la concorrenza perché si

,

diminuisce il prezzo dei beni prodotti a causa dell’utilizzo di un aiuto di Stato .

Siccome ci occupiamo di ricadute locali, occorre fare il ragionamento in termini

Si fa l’analisi di equilibrio

generali, poi in seconda battuta si arriva al locale.

parziale Un contributo pubblico alle imprese genererà un costo da qualche

.

parte se tali risorse sono date all’impresa che crea un determinato

. Quindi, ,

beneficio, quanto è il costo che sostenuto per ottenere il beneficio? Un

L’idea di contributo alla

ragionamento completo mette in conto tante cose.

produzione o di sussidi alle imprese è una variante di altri due strumenti per

ridare competitività di prezzo alle produzioni la svalutazione

: (deprezzamento

e il fatto che non paghiamo

del cambio, cosa che i singoli territori non hanno)

salari differenziati su base territoriale (i salari minimi sono fissati a livello

centrale). Le svalutazioni della divisa, le svalutazioni del lavoro o dare sussidi pubblici

sono tre modi diversi, sino ad un certo punto; non sono completamente l’uno estraneo

Ipotizziamo che l’ammontare di risorse devolute ai sussidi pubblici

dell’altro. sia talmente piccolo ; irrilevante

dal punto di vista macroeconomico.

Il suo costo opportunità è quasi

pari a zero Non è sempre così,

.

perché negli anni Settanta gli aiuti

alle imprese erano arrivati a punti

percentuali del PIL. I risultati

dell’analisi di equilibrio

parziale sono raffigurati a lato .

Se metto a disposizione risorse

per effettuare investimenti è

come se aumentasse l’offerta

di capitale Per ogni possibile

.

tasso di interesse, lo stock di

capitale a disposizione è il

delta di offerta pari alla

,

distanza tra le due curve messo

,

a disposizione grazie alle risorse

pubbliche attinte dall’erario. Un modo per pensare all’effetto di un sussidio è

guardarlo sul lato dell’offerta di capitale. Si mettono a disposizione risorse per

effettuare gli investimenti . È la curva di offerta originaria; combinata con il tasso di

Qualora si mettano a disposizione risorse aggiuntive

interesse. , a pari prezzo,

ho un delta di offerta lo stock di capitale

. Per ogni possibile tasso di interesse,

messo a disposizione privatamente è la prima curva ma poi c’è un delta che

, ,

è la distanza delle due curve grazie alla disponibilità di risorse pubbliche

, . La

freccia in basso si può leggere che, per avere tanto capitale a disposizione, il prezzo da

pagare è minore. Il grafico mostra gli effetti del

mettere a disposizione le

risorse pubbliche per fare

investimenti Si determina un

.

nuovo equilibrio di mercato, ,

rispetto alla situazione di partenza

rappresentato dal punto B. Sono

state rese disponibili risorse

per fare investimenti pubblici,

dell’ammontare pari alla

distanza CB lo stock di capitale è

;

K >K . Stiamo stimolando gli

1 0 il tasso di

investimenti. Inoltre,

interesse che si determina sul

mercato è minore di R Gli

.

0

investimenti sono aumentati, se ne

fanno grazie alle risorse messe a

disposizione. Lo stock di capitale

è aumentato tanto quanto le

risorse pubbliche messe a disposizione? Una parte delle risorse pubbliche

messe a disposizione non è aggiuntiva alle risorse private bensì è

,

sostitutiva . Nell’ambizione del policy maker, l’ideale è che se metto tot di risorse

pubbliche, per stimolare gli investimenti e aumentare lo stock di capitale, mi aspetto

Se ciò determina una riduzione dei tassi di interessi sul

che di tot aumenti.

mercato cala l’offerta privata di capitale e le risorse pubbliche sono tutte

,

impegnate ma ci sarà una minor disponibilità a

, , da parte dell’intermediazione,

offrire credito (se il tasso di interesse è così basso).

Un risultato differente si ottiene se , anziché pensare al sussidio come

lo si pensasse come un contributo in conto

trasferimenti a fondo perduto,

interessi . Si potrebbe ritornare alla figura 6.1, in cui il contributo in conto interessi è

Si paga l’interesse a seconda della domanda di capitale

una cosa del genere. .

Una parte è messa a carico dalla collettività ; quindi, l’interesse sul mercato è

quello che paghiamo come azienda è la curva con l’interesse minore

quello, .

gli investimenti sono K perché si fa riferimento alla

Se così è, la curva è scesa, ,

1

funzione di domanda e di offerta che il mercato vede R è il tasso di interesse che

. a

noi paghiamo ma in realtà quello che noi vediamo è r La distanza tra R e

, .

1 a

R è il tasso di interesse che si accolla la collettività è pari all’intensità

;

1

dell’agevolazione, allo spread che paga la collettività Sono due modi diversi

. , a

ma che

seconda del trasferimento a fondo perduto o del contributo in conto interesse,

producono simili risultati Tutti vanno nella direzione di far aumentare lo

.

stock di capitale investito , ma con effetti diversi (ad esempio, dal punto di vista dei

tassi sul mercato).

Un incentivo agli investimenti fa aumentare lo stock di capitale ma

,

occorrerebbe guardare anche l’elasticità delle curve Se la

(l’inclinazione).

curva di domanda del capitale fosse più inclinata lo stock di capitale

,

aumenterebbe di meno e viceversa basta far calare di poco gli

(nel primo caso,

interessi per mettere in moto tanti nuovi investimenti lo strumento è efficacissimo).

;

Quanto l’impresa deve veder scendere il tasso di interesse per decidere se

fare o meno un nuovo investimento? Occorre tenerlo presente, perché lo stesso

strumento può rivelarsi più o meno efficace.

Effetti di un incentivo territoriale agli investimenti

7. . (sulla dispensa è fatto

meglio)

Se si passa ad un singolo territorio le cose cambiano . Quanto accade su un

singolo

territorio, parte

di un sistema

più vasto, non è

che perturbi più

di tanto il

mercato

nazionale. Si

potrebbe dire

dal punto

che,

di vista delle

singole

località i tassi

,

di mercato ,

come tutti i

sono

prezzi,

dati Si

.

potrebbe

pensare che l’offerta di capitale per un singolo territorio sia orizzontale .

Pagando il prezzo di mercato, si può disporre di tutto il capitale di cui necessitiamo.

Nel grafico è rappresentata una situazione di equilibrio in cui sussistono

,

entrambe le domande di capitale , nel breve e nel lungo (quella meno inclinata e

Si tratta di un equilibrio di mercato di una regione per cui

quella più elastica).

per approvvigionarsi di capitale basta che paghi gli interessi e

(il prezzo)

porta a casa quello di cui ha bisogno . Con un sussidio agli investimenti, si

ha un mercato del capitale e una

Una

situazione di equilibrio iniziale.

regione decide di erogare un

contributo in conto interessi Se

(misura strutturale permanente).

si osserva la curva della

domanda di capitale di lungo

periodo , con un’offerta di capitale

del genere, pari al tasso di interesse

si ha l’intersezione con la

r*,

curva di domanda di lungo

periodo e poi l’intersezione con

la curva di domanda di breve

periodo .

Così facendo, gradualmente nel

tempo si fanno gli investimenti, si

La curva

assumono nuove persone.

di domanda si sposta in avanti ed è tracciata con un livello di occupazione

;

data (una delle due), mentre l’altra fa variare anche il livello di occupazione.

la politica di incentivi agli investimenti non produce alcuna

Così facendo,

tensione sul mercato dei capitali perché siamo in una piccola realtà e

,

otteniamo l’espansione della capacità produttiva e , in un orizzonte temporale

aumenta

sufficientemente adatto a consentire gli aggiustamenti del caso,

l’occupazione Possiamo avere strumenti che sortiscono

. Il sistema è cresciuto.

effetti che non sono identici sotto tutti i punti di vista , ma, se riducono il costo

spingono verso l’aumento degli investimenti e dello stock di

del capitale,

capitale esistente Ciò dipende non poco dalla sensibilità delle imprese verso il

.

costo del capitale. È uno strumento tipicamente utilizzato nelle politiche di sviluppo

locale.

Valutazione economica della politica (cenni generali)

8. . (sulla dispensa è

fatto meglio)

Il policy maker deve chiedersi se sta usando le risorse nel modo più

appropriato .

Quanto è costata al budget pubblico tale politica (di cui al capitolo precedente)?

Cosa che solitamente ci si scorda di domandarsi Si immagini una politica con cui i

.

nuovi investimenti paghino un tasso agevolato e l’AP copra i rimanenti punti

dello spread . La formula a pagina 19 (del primo quesito) ha al numeratore la

differenza tra il tasso di interesse di mercato e il tasso di interesse effettivamente

Si ha un flusso di

pagato dalle imprese * ΔK (pari agli investimenti effettuati).

interessi che si fa pagare di meno alle imprese tutti gli investimenti fatti oggi

;

sono finanziati al tasso agevolato. La differenza è l’ammontare del contributo Si

.

tratta di un flusso di sussidi dato alle imprese per tutto il tempo nel quale

vige il finanziamento dell’opera o dell’investimento . Ogni anno pago meno

È come se ogni anno mi dessero un

interessi perché una parte li paga qualcun altro.

contributo in conto interessi. La moltiplicazione è quanto ogni anno la regione

mette di soldi per finanziare un prestito . C’è come un flusso di benefici che

L’Equivalente Sovvenzione Lordo di un finanziamento

ottengo. (tutti gli aiuti di

è che se do un contributo in conto interessi

stato devono essere espressi cosi)

occorre fare un’operazione del genere per dire il contributo di aiuto che le

imprese ricevono . La formula di cui sopra è il costo finanziario della politica.

Ho messo a carico del bilancio pubblico questo costo. Occorre capire il beneficio

Quanto costa effettivamente l’operazione in termini di bilancio

per i contribuenti.

pubblico? Se per esempio l’operazione va in porto e si fanno investimenti tali

,

investimenti producono redditi che vanno nella base imponibile e che

,

affluiscono nel bilancio regionale si ha un aumento delle uscite e un

;

aumento delle entrate del bilancio (perché è aumentata la base imponibile e

quindi è aumentato il prelievo). Senza contare che magari avevo politiche sociali

in corso e non ho solo un

(perché c’erano disoccupati); adesso ho meno disoccupati

aumento della base imponibile ma anche una diminuzione delle uscite

, –

L’assessore

inerenti ad altre voci –, perché devo dare meno sussidi di disoccupazione.

al bilancio deve fare tali ragionamenti, per avere un’idea sulle ricadute di

una determinata manovra deve chiedersi qual è il vero costo della manovra sul

;

bilancio. Sarebbe un modo professionale di ragionare sulle politiche. Occorre avere

occorre

una strumentazione economica per rispondere con affidabilità al quesito;

disporre di un modello di previsione dell’espansione della base imponibile , a

Si fanno tot investimenti quindi devo sapere quanto

seguito della manovra. ,

aumentano i redditi Come si prevede?

. Sono investimenti ad elevato o a basso

È necessario

valore aggiunto (il che fa presuppore di quanto aumentano i redditi)?

esporre il modello economico non solo nelle analisi ex ante (quando si sta

non avendo ancora esplicato gli effetti della politica

discutendo della politica); ,

essi si devono ipotizzare con delle previsioni , se la politica non è ancora stata

Il tutto va fatto anche nelle analisi ex post che si attuano per

implementata.

apprendere ed eventualmente correggere i modi con cui si interviene

(riguardo all’esporre il modello economico). Non è che gli effetti siano direttamente

per rispondere a quali

misurabili ed osservabili. È un problema molto complesso;

sono gli effetti reali della politica ci si dovrebbe chiedere che cosa sarebbe

,

successo se non avessi fatto tale politica? Se abbiamo fatto la politica abbiamo

certi effetti, se non l’abbiamo fatta non li abbiamo. C’è un problema di osservare e

misurare quali sono gli effetti della politica; rispondere in modo robusto e convincente

al quesito non è una cosa da poco.

Qual è l’efficacia della policy? L’indicatore più standard è quanto costa

creare un posto di lavoro? È l’informazione standard prodotta e messa sui

,

giornali . Se la politica costa 100 e ha creato 5 posti di lavoro, un posto di lavoro costa

In un contesto ex ante, si

20 alle casse del pubblico. quando si sottopongono progetti,

legge quanti posti di lavoro a seguito del nuovo investimento si prevede di creare Se

.

si legge l’efficacia della policy a livello di

, anziché a livello di singolo progetto,

territorio ho dato contributi alle imprese affinché facessero investimenti

: . Mi

Li conto dopo che ho dato i sussidi

aspetto che ci siano tot posti di lavoro in più. Entrano in gioco altre

(sono calati, anziché aumentare, rispetto all’anno scorso).

variabili delle quali tener conto . Quanti sarebbero stati i posti di lavoro se non

avessi fatto la policy? il problema si può leggere a diversi

Inoltre, dare sussidi è uno strumento fiscale;

livelli Se voliamo a scala locale sembra che si siano creati posti di lavoro ma

. ,

a scala nazionale si sono solo redistribuiti Quindi abbiamo solo sciupato

.

risorse pubbliche dal punto di vista collettivo C’è un motivo per cui conviene

.

redistribuire i posti di lavoro da un punto del territorio a un altro , c’è quindi guadagno

redistribuzione? Se non c’è un guadagno complessivo nella

complessivo nella

redistribuzione potrebbe essere un gioco redistributivo a somma zero o

,

anche a somma negativa (perché si usano risorse pubbliche). [È da policy maker

chiedersi quanto costa creare un posto di lavoro.]

C’è un beneficio economico complessivo? La politica ha creato ricchezza

addizionale o l’ha distrutta? Per rispondere al quesito si fa l’analisi di welfare ,

che misura se le risorse che abbiamo destinato non sono state sprecate ; se

sono state l’utilizzo migliore che ne possiamo fare. È rappresentato un sussidio

sotto forma di contributo in

conto interessi (distanza tra R* e

e domanda di

R agevolato)

capitale a breve e a lungo . Si ha

la situazione di equilibrio iniziale A

e la situazione di equilibrio finale B.

Lo stock di capitale è passato

da k a k . Occorre una valutazione

0 1

del risultato economico della policy.

L’analisi di welfare ha molte

applicazioni; dal punto di vista della

formazione economica è un

caposaldo. Tutte le analisi costi

benefici sono analisi di welfare, ma

Per

non sono analisi economiche.

capire questa analisi occorre

capire le curve L’idea sta nel

.

confrontare il risultato che si

ottiene nella situazione ex-ante con il risultato ex post

(punto A) (punto B).

Quindi individuare il delta ottenuto , differenza tra B e A.

V = Valore del KC = Costo d’uso del Differenza

prodotto capitale

A O A A K 0 r* A K r* A A

0

1 0 1

B O B B K 0 r* C K (r* B D) – B C D

1

1 1 1

Δ = B – A K A A B B K K A C K (A A B D) – B C D

0 1

0 1 1 1 1 1

Valore del Prodotto. È la ricchezza o il prodotto che si crea e che si

genera in più sia quando siamo in A, sia quando siamo in B

, . Quanti redditi si

Se un governo locale ha dato un

generano in più nel sistema economico?

incentivo tale per cui si sono fatti investimenti da far passare il capitale

investito da k a k si ha un aumento dell’output sul territorio pari al Δ del

,

0 1

valore del prodotto .

Costo del Capitale. Ogni anno si genera in più il flusso di reddito e il

costo del capitale aggiuntivo Le aziende pagano un tasso di interesse agevolato

. ,

e ciò nonostante è un costo; è l’effetto di una

una parte è pagata dall’erario,

redistribuzione del costo tra i due soggetti Il costo d’uso del capitale è pari a r*.

.

Differenza. Si tratta della differenza tra il valore del prodotto e quanto

di questo è assorbito per pagare il costo del capitale . Serve per pagare il lavoro

Occorre verificare se

e gli ulteriori profitti alle imprese eccedenti il profitto ordinario.

il risultato netto dell’operazione sia positivo (dovrebbe essere pari

all’incremento netto di prodotto ottenuto). Una volta effettuati gli investimenti

aggiuntivi, ho avuto l’investimento lordo di prodotto e ho detratto il costo d’uso del

capitale. Ci si aspetta che sia l’area positiva.

Il ΔV ha a che fare con i redditi che si possono utilizzare per pagare le

altre risorse immesse nella produzione , tipicamente il lavoro. Qual è la nozione di

La nozione di costo è quello a cui si deve rinunciare

costo che ho in economia?

per poter disporre di più di un altro bene è il costo opportunità

; . Come sapere

il costo opportunità del capitale che sto impiegando per un progetto di investimento?

Il prezzo di mercato del capitale si presume che sia la misura del costo opportunità Il

.

tasso di interesse di mercato r* è una misura del costo opportunità del

capitale allocato in usi alternativi a quello che sto trattando . Il capitale

potrebbe essere impiegato altrove e renderebbe r*, se lo usassi qui non renderebbe r*

altrove. Si immagina un contesto con

Ho il surplus necessario a pagare il lavoro.

un’elevata disoccupazione Qual è il costo opportunità di assumere

.

lavoratori disoccupati? Essi non

A quali altri beni occorre rinunciare li assumo?

erano impiegati in altre produzioni non occorre rinunciare a nulla Il costo

; .

economico di assumere tali lavoratori è pari a zero . Devo far quadrare i conti

dell’impresa, ma dal punto di vista economico, se il costo opportunità di una risorsa

(ciò a cui devo rinunciare per espandere la produzione), è pari a zero, non rinuncio a

Il risultato netto è

niente, perché i lavoratori non erano impiegati in altre produzioni.

la ricchezza che creo Diverso sarebbe se distraessi quei lavoratori da

. , invece,

altre produzioni Si suppone che li distragga da altre produzioni ordinarie Il costo

. .

opportunità di un lavoratore è pari al suo saggio di salario Il costo

.

opportunità del capitale impiegato in altri usi è rappresentato mediamente

dal tasso di interesse che devo pagare Potrebbe essere un caso intermedio tra i

.

due. L’esempio classico è nel Mezzogiorno quando la gente si sposta

,

dall’agricoltura all’industria il

. Se prendo le persone e le tolgo dall’agricoltura,

prodotto agricolo diminuisce di poco perché il prodotto marginale dei

,

lavoratori è basso Quindi non si può usare un saggio di salario paragonabile a

.

quello dell’industria, occorre una misura di produttività media dei lavoratori

(che tolgo dall’agricoltura); che sarà minore. Il prodotto agricolo scende di poco;

Quindi devo mettere quanto è la

dipende dal fatto che tolgo i lavoratori.

produttività media dei lavoratori in agricoltura ; quanto cala il valore del prodotto

agricolo e si detrae.

Quando si fanno analisi di welfare occorre muoversi con questi

ragionamenti per concludere se abbiamo ottenuto un risultato positivo o

meno si ha un risultato positivo se assumiamo lavoratori

. Nell’esempio,

disoccupati (perché il costo opportunità è zero). [Anche se non è zero, perché il

In un caso in cui diamo incentivi

disoccupato ha il tempo libero ed è un valore.]

per fare investimenti in settori dove c’è una certa produttività del lavoro e

dal capitale o togliamo settori dove c’è una bassa produttività l’operazione

,

da risultati positivi .. Diamo più ricchezza e ne creiamo di più adesso rispetto a

prima, usando un numero di lavoratori superiore a prima. L’analisi effettuata, seppure

Complessivamente è

a livello locale, è condivisibile da un punto di vista più elevato.

un’operazione che da un risultato netto positivo ed è efficiente poiché crea

,

ricchezza L’analisi di welfare può essere fatta a livello locale ma ha valenza

.

sovra locale . Dimostra che c’è un guadagno per l’intero sistema e non solo per il

locale. si è posto che il tasso di interesse di equilibrio r* si determina

Nell’analisi svolta,

sui mercati ed è lo stesso in ogni territorio che fa parte del sistema in esame . Tuttavia,

è noto che esistono dei differenziali territoriali dei tassi di interesse praticati

per esempio dagli intermediari creditizi Un contributo in conto interessi

.

dovrebbe come minimo coprire i punti percentuali di interesse che gravano

in più in modo da ripristinare un costo del capitale pari a quello prevalente

,

sul mercato così da almeno neutralizzare la penalizzazione originaria imputabile al

,

contesto locale. La penalizzazione deriva dalle imprese locali, che non hanno la

capacità di viaggiare e che non negoziano con livelli bancari superiori del locale.

l’erogazione dei contributi in conto interesse può avvenire in modi

Nella pratica,

diversi; uno di questi e la costituzione di un fondo di rotazione al quale le

imprese possono accedere ad un determinato tasso di interesse fisso

agevolato impegnandosi a restituire il capitale preso a prestito in un certo numero di

,

periodi. Tale restituzione reintegra il fondo rendendo possibili ulteriori

,

prestiti agevolati .

Sono analisi che si fanno raramente . È l’unico strumento che consente di

dire se la policy abbia ulteriormente creato ricchezza; è complesso da gestire

ordinariamente e non conviene utilizzarlo. Bisogna comunque sapere cos’è un’analisi

di welfare e i suoi effetti complessivi quali la capacità di creare ricchezza.

La valutazione degli effetti degli incentivi agli investimenti

9. .

L’analisi di welfare proposta è la vera analisi economica . Si fanno spesso

Ci sono tecniche che hanno a tema il valutare

analisi più pratiche e finalizzate.

gli effetti di aiuti dati alle imprese o gli

(si parla di incentivi e di investimenti)

effetti delle politiche .

Il policy maker è un soggetto e i beneficiari destinatari delle politiche sono altri .

Siamo in un contesto di asimmetria informativa Chi riceve i benefici dispone

.

di un set informativo che non necessariamente rivela a chi l’aiuto glielo da .

[Se il policy maker avesse saputo che, dopo l’aiuto, l’operatore economico spariva,

probabilmente non usava i soldi pubblici. Oppure, siccome la legge prevede che gli

aiuti possano coprire sino al 50% della spesa degli investimenti, l’operatore economico

cerca di portare a casa un maggior sussidio pubblico, quando magari avrebbe fatto

Una volta erogati i sussidi come essere sicuri o

l’investimento senza sussidio.] ,

avere speranze plausibili che il beneficiario sia competente e se la cavi?

Sono i

[Faccia sì che l’investimento stia in piedi, renda, crei posti di lavoro…?]

problemi di selezione avversa e di azzardo morale Talvolta è possibile

.

disegnare gli interventi in modo tale da riuscire a trattare questi problemi ;

dare aiuti in misura commisurata, darli a chi ha più probabilità di usarli bene … Ci sono

Un modo è estrarre a

risorse da assegnare ai potenziali imprenditori agricoli; come?

sorte tutti sono trattati allo stesso modo Come riuscire a dare risorse a chi

; .

le fa fruttare meglio e a chi più se le merita? Non è detto che sia la scelta

preferibile; potrebbe essere che si dovrebbero aiutare non i migliori con

,

l’idea che i migliori se la possano cavare da soli . Fare, quindi, politiche mirate

possiamo dare

per le aziende che faticano e che non sono le più meritevoli. Inoltre,

aiuti alle imprese a fare degli investimenti tuttavia

, aspettandoci dei risultati,

potrebbero accadere shock esterni . Se si fa una politica a favore degli

e nel frattempo accade una crisi

investimenti e dell’occupazione, (o viceversa: se

e nel frattempo il

si fa una politica a favore degli investimenti e dell’occupazione,

ciclo riprende come capire se tale politica abbia prodotto risultati

),

desiderabili o meno? Come sapere se i nuovi investimenti e la nuova occupazione

sono dovuti alla politica e non alle circostanze macroeconomiche? posso fare

Infine,

una politica a sostegno di un determinato settore Il beneficio creato,

. in tale

ha ripercussioni indirette sui fornitori Quindi la politica potrebbe avere

settore, .

effetti positivi su settori e su aree che non sono il target diretto della

politica Per misurare gli effetti della politica occorre tener conto dei benefici

.

che ricadono anche su coloro che non sono i beneficiari diretti della nostra

politica .

Tra i vari modi con cui si effettua la valutazione delle politiche, vi è l’OUTCOME

monitoraggio dei risultati rilevabili ex post per ogni impresa

MONITORING (

che ha beneficiato della misura Si assuma che un’amministrazione regionale

).

conceda incentivi agli investimenti effettuabili sul territorio di sua competenza. Il

procedimento amministrativo prevede che le imprese interessate presentino domanda

all’amministrazione. I moduli da compilare prevedono che le imprese dichiarino, fra

l’altro, il valore dell’investimento per il quale si richiede il sussidio, ed in certi casi, e

Sulla base di queste

questo lo e, il numero di posti che si andranno a creare.

previsioni, integrate con dati di bilancio, è possibile anche pervenire alla previsione

dell’incremento del PIL. si

Sulla base delle domande agli investimenti pervenute,

stima con una valutazione ex ante l’effetto diretto della politica (l’outcome) .

Si tratta di un’osservazione che chi è preposto a procedimenti amministrativi per il

rilascio di benefici sorveglia con attenzione . Non c’è affermazione più importante del

con i nostri soldi si sono fatti tot investimenti e si sono creati tot posti di

lavoro Questo messaggio è monitorato in ambiente amministrativo ed è

”.

speso anche dai politici .

La capacità realizzativa delle imprese non va mai data per scontata ,

Hanno effettivamente

specialmente negli investimenti in ricerca e innovazione.

realizzato gli investimenti previsti nei tempi previsti? Se succede che qualche

Sono problemi sulla

impresa concorrente abbia trovato un’idea spiazzante?

capacità realizzativa e/o su eventi esterni che fanno sì che quanto era

previsto non vada a realizzarsi La faccenda diventa ancora più gravosa

.

quando c’è in ballo la creazione di posti di lavoro . È il modo più tipico di è

ragionare da parte dell’amministrazione e della comunicazione politico-istituzionale;

il modello che prescinde da qualsiasi considerazione di teoria , di comprensione

dei meccanismi sottostanti di diffusione degli impulsi e di aggiustamento del sistema.

Ciò non mette a tema il fatto che le imprese beneficiarie abbiano migliorato

le proprie performance Se siamo interessati a dare aiuti alle imprese affinché

.

migliorino le loro performance, mantengano o innalzino la loro redditività e perdurino

nel tempo, il primo dato è questo E non lo si osserva perché per riuscire a

.

parlare di ciò non è sufficiente la compilazione di moduli amministrativi con

promesse e poi verificare se tali promesse sono state mantenute .

Nel caso di un impianto

Vi è il CASO DI IMPRESA ATTRATTA DALL’ESTERNO.

costruito ex novo l’investimento è direttamente osservabile e

(greenfield),

misurabile. il valore aggiunto che l’impresa

Quando si fanno questi investimenti,

genera remunera una parte il lavoro e una parte il capitale investito Le

, .

imprese attratte dall’esterno hanno dimensioni superiori alla piccola

impresa familiare , sono multi-localizzate (hanno unità produttive e dimensioni tali

oppure hanno una rete

per cui una serie di attività le effettuano al proprio interno),

consolidata di fornitori l’innervamento sul territorio locale è più

. Quindi,

difficile da realizzarsi . La piccola impresa locale, invece, ha poche attività svolte al

La grande impresa ha rapporti

suo interno svolte solitamente con fornitori locali.

con fornitori specializzati Inoltre le statistiche mostrano che le imprese

.

esterne attratte se ne vanno

, così come vengono, . La mortalità degli impianti è

dal punto di

superiore alla mortalità media. Localmente è vista come mortalità;

vista dell’impresa è vista come riorganizzazione delle proprie attività È

.

semplicemente il fatto che l’impresa estera è stata

, che abbiamo attratto,

attratta da qualcun altro da qualche altra parte in un momento successivo . E

Quando attiriamo

la stessa ha ritenuto più conveniente andare a produrre altrove.

imprese dall’esterno il tema è come farle

, una volta che sono state attratte,

radicare sul territorio Tema difficile dal punto di vista delle politiche Occorre

. .

sviluppare una serie di interessi tali per cui andarsene è una perdita . È il venir

meno di rapporti di fornitura, di competenze professionali, di relazioni e collaborazioni

Il tappeto rosso

di reti locali con altre imprese, è il perderci sul lato immobiliare.

talvolta lo si stende facilitando anche l’esodo delle imprese .

Gli incentivi agli investimenti possono

Vi è il CASO DI IMPRESA LOCALE.

generare ricadute territoriali diverse . I nuovi investimenti possono servire ad

Ampliamento il beneficiario dell’aiuto fa nuovi investimenti e

effettuare: (

aumenta l’occupazione Ammodernamento. Non è detto che

);

l’ammodernamento crei nuovi posti di lavoro Potrebbe essere che si tiri dietro

.

un aumento delle produzioni, a volte si usa per salvare i posti di lavoro

tuttavia, .

porre standard ambientali e di sicurezza a livelli

Dal punto di vista delle imprese,

superiori di quelli previsti vuol dire imporre

(perché si vuol essere i primi della classe)

costi ulteriori alle imprese. Se poi si danno sussidi agli investimenti per

controbilanciare tali maggiori costi sono sussidi che non creano occupazione

,

e produzione Quale differenza tra incentivi

. […] , dal punto di vista delle politiche,

agli investimenti per allargare la capacità produttiva e per ammodernarla?

Gli impatti occupazionali e le risorse spese hanno effetti

, in un caso o nell’altro,

diversi Occorre essere capaci di fare valutazioni ed esprimere giudizi

.

avendo presente da dove si parte Un milione di Euro speso per salvaguardare,

.

con una riconversione, cinque posti di lavoro ha lo stesso valore di un milione di Euro

speso per un ampliamento che crea quattro posti di lavoro? Sono elementi che fanno

intuire una complessità nel formulare le valutazioni.

La valutazione dell’impatto economico attraverso l’analisi

10.

controfattuale .(Vedi i fogli.)

Si tratta di una tecnica di valutazione ex post Si tratta di ottenere

[…] .

un campione di controllo che consenta di vedere come il soggetto trattato (il

abbia performance diverse

target della policy, per esempio chi riceve il sussidio),

da chi non riceve il sussidio La differenza tra le due performance è l’effetto

.

del sussidio È la regola generale che si applica a qualsiasi valutazione di politiche

.

pubbliche. Per dire gli effetti di una politica occorre rispondere alla domanda

che cosa sarebbe accaduto se non fosse stata intrapresa la politica La

.

differenza tra i due è l’effetto della politica .

Non è facile costruire il campione di controllo l’estrazione

. Dato un universo,

dei soggetti da trattare deve essere casuale . Se si eroga il sussidio alle proposte

che danno maggior affidabilità e probabilità di successo, si può affermare che questo

gruppo di imprese è rappresentativo dell’universo delle imprese? No; non è più

Se si confronta questo gruppo con le

un’estrazione casuale, bensì c’è selezione.

altre imprese e se le seconde sono le peggiori e queste sono le migliori

, ,

magari la performance diversa non deriva dalla presenza di un sussidio

all’investimento L’eterogeneità potrebbe determinare il fatto che ci siano

.

meccanismi di selezione non casuale; tale per cui le imprese beneficiarie sono le

più meritevoli ed efficienti rispetto alle non beneficiarie Così facendo si viola il

.

principio dell’estrazione casuale del gruppo da trattare , rispetto al gruppo di

L’eterogeneità delle imprese porta a problemi del genere Se le imprese

controllo. .

trattate sono suscettibili di dare le migliori performance , quindi di fare

e le altre no se si confrontano le due non è solo l’effetto

investimenti migliori, ,

della policy ma anche l’effetto di una diversa abilità di alcune imprese

,

rispetto ad altre . Questo meccanismo di autoselezione è tipico quando ci sono i

Se c’è eterogeneità tra imprese non

bandi e genera il problema di come valutare.

si sa se quelle che hanno creato posti di lavoro li hanno creati perché sono le

migliori e sono state selezionate per ricevere incentivi . […]

è che le imprese non dovrebbero tra loro

L’altro problema, ancora più grande,

avere interdipendenze . Se si pensa al campo medico, i pazienti trattati non devono

l’impresa

interagire con i non trattati. Quando abbiamo a che fare con le imprese,

che beneficia del contribuito magari è cliente dell’impresa che non lo ha

ricevuto ma dalla quale ne beneficia indirettamente

, , magari dal fatto che la

beneficiante fiorisce e genera ricadute positive sull’altra. Ecco affermazioni che capita

di sentire che sono sbagliate. TECNICHE DI MATCHING, mirate

Come si risolvono questi problemi? Si usano le

a far sì che ogni soggetto beneficiato sia confrontato con un altro soggetto

non beneficiato ma che abbia le caratteristiche più simili Tecnica che cerca di

.

abbinare ad ogni unità appartenente al campione di trattati un numero

,

corrispondente di unità, ognuna delle quali è speculare, approssima nel modo meno

ad una non trattata. L’ideale sarebbe che ognuna avesse il

impreciso possibile,

suo gemello fra i non trattati ma ci sono tecniche che

. Questo non è mai possibile,

consentono tali abbinamenti. Un’altra tecnica classica è immaginare nell’ambito

,

di procedure competitive, che i trattati siano sino ad un certo punto della

graduatoria Si confrontano gli ultimi tra quelli selezionati con i primi non

.

selezionati si tratta delle aziende o dei progetti che probabilmente sono tra di loro i

;

più vicini. TECNICA DIFFERENCE-IN-DIFFERENCES. Se confrontiamo le aziende

Si usala ,

non tutti i caratteri sono confrontabili ci sono caratteri non osservabili che

;

incidono in misura importante sul proprio risultato (l’azienda ben organizzata rispetto

all’azienda non organizzata: esiste una misurazione della qualità dell’organizzazione?).

Vi sono problemi rilevanti che non sono osservabili o misurabili Sono

.

rilevanti perché concorrono a determinare la performance delle aziende .

Occorre una base dati di tipo panel, che incrocia dati cross section (fotografia, in un

con dati in serie storica

determinato istante, di soggetti diversi) (osservazione del

soggetto in istanti successivi per capire come si comporta). Occorre qualche assunto:

gli inosservabili abbiano effetti costanti nel tempo (se la qualità del

management incide sulla performance delle imprese, assumiamo che la qualità del

management produca un effetto sulla performance, la cui entità sia nel tempo

La tecnica DID va molto bene per includere gli inosservabili e non è

costante).

l’unico modo . Ci sono altre tecniche, che richiedono ulteriori ipotesi. […]

Ci possono essere tante variabili osservabili che contribuiscono a spiegare la

Si

performance, ma per semplicità se ne immagina una sola (in realtà è un vettore).

stima l’effetto della politica senza bisogno di sapere le varie forme Interessa

.

solo l’effetto della politica e possibilmente misurarlo Non voglio avere un modello

.

esplicativo della performance delle imprese trattare voglio solo isolare

;

l’effetto del trattamento . Gli strumenti non li conosciamo, perché non è sufficiente

una semplice regressione.

L’Unione europea la enuncia come la tecnica principale

È la tecnica di moda.

con cui valutare gli effetti delle politiche europee , perché permette di

rispondere alla domanda e di spiegare l’effetto differenziale.

Abbiamo scorporato nell’analisi tutto l’effetto dell’inosservabile perché i

,

non osservabili mantengono l’effetto costante . Noi abbiamo distinto i trattati dai

non trattati; i sussidi non sono sì o no, il loro ammontare può essere variabile tra loro.

Magari quando l’incidenza del sussidio è bassa non provoca effetti, magari quando è

Occorre capire come variano gli effetti della politica al variare

alta provoca effetti.

dell’intensità dell’aiuto; perché magari dosaggi bassi non sortiscono nessun effetto,

Un altro ambito assai meno

mentre dosaggi giusti sortiscono l’effetto desiderato.

evoluto è l’ipotesi di non interferenza tra i soggetti . I soggetti non sono uguali,

c’è eterogeneità, in parte spiegabile e in parte no, tra le imprese, che magari si riflette

sulle performance. [Riassumendo il mondo della tecnica dell’analisi controfattuale.

Abbiamo fatto la politica quindi la differenza è l’effetto della politica Non è

, .

facile misurare l’effetto perché la partenza è l’eterogeneità

, . Se tutti fossero

il problema è

uguali si farebbe un confronto. Siccome non sono tutti uguali,

confrontare tenuto conto dell’eterogeneità Si potrebbe estrarre un campione

.

casuale, immaginando che l’eterogeneità del campione dei trattati sia pari

all’eterogeneità dei non trattati. In realtà i trattati non sono assimilabili all’estrazione

Varie tecniche di matching e

casuale; occorre trovare un modo per confrontarli. , in

la DID che deve avvalersi di una base dati importante

generale, (osservazione

su aziende, alcune trattate e alcune no) per tanti periodi di tempo.]

Il problema degli spill-over: la prossimità conta

11. .

L’ipotesi cruciale dell’analisi controfattuale e che i soggetti del gruppo

di controllo non siano soggetti a interferenze o influenze dalla policy . Si

utilizza la provocazione per discutere dell’esistenza di interdipendenze tra i soggetti

Ma in realtà le interferenze

target della policy e quelli che non lo sono.

nell’economia esistono e sono ovvie Il caso più eclatante riguarda le

.

imprese che non appartengono al target della policy ma che hanno ha

relazioni commerciali con le imprese target delle policy . Si citano i rapporti di

fornitura. È il caso più immediato e può riguardare interdipendenze o influenze che

tali per cui le

non sono mediate da scambi commerciali, denominate esternalità,

decisioni di ogni impresa interferiscono in qualche misura con quelle di altre

imprese creando un beneficio o un danno per le seconde

, (esternalità positiva o

Si rilevano le esternalità tra imprese

negativa). ; di vario genere. [La classica

esternalità di produzione positiva è mettere vicino chi alleva le api con chi coltiva i

fiori. C’è un vantaggio reciproco nella prossimità tra i due: se si immaginano le due

imprese e le si portano lontane l’una dall’altra, il fatto di essere separate e di non

avere interferenze utili, genera minor produttività. La stessa tecnica di produzione è

come se fosse meno efficiente; e si usano gli stessi input. Se sono vicine, invece, c’è

Sono le interdipendenze che non sono scambiate sul

esternalità positiva.]

mercato di conseguenza non hanno prezzo non sono scambiabili e si

; ,

chiamano esternalità reali (la capacità prestazionale dei fattori di produzione di

un’impresa è influenzata da decisioni e da attività di altre imprese ).

Vi sono esternalità più vaste che derivano dall’agglomerazione di

,

imprese (le cosiddette economie di agglomerazione). Quando le imprese sono

prossime l’una all’altra ci sono una serie di vantaggi che non sono accessibili

alle imprese prese in isolamento È il motivo per cui le imprese si agglomerano in

.

determinate aree di specializzazione; il vantaggio deriva dall’essere prossimi ad

altre imprese che fanno più o meno la stessa tipologia di attività (distretti

o dall’essere prossimi a imprese di altri settori

industriali) (danno luogo ad

Questo si manifesta nel micro-

agglomerazioni diversificate e non specializzate).

territorio. Alcuni vantaggi agglomerativi si leggono a scala territoriale più

ampia (fasce di industrializzazione come la pianura Padana o il cuore della Germania),

dove le imprese sono in un territorio apparentemente vasto ma tutto

,

sommato interconnesso da relazioni o interdipendenze di vario genere tra le imprese .

L’esito dei vantaggi più essere visto o sotto il profilo statico (diminuzione dei

costi medi di produzione sostenuti dalle imprese o sotto il profilo dinamico (le

)

imprese così agglomerate riescono ad essere più innovative rispetto ad imprese in

isolamento).

I canali o drivers dei vantaggi sono veicolati dagli scambi tra imprese

da relazioni tra imprese che effettuano determinate

(forniture intermedie),

produzioni dalla circolazione

(tipicamente l’industria della meccanica strumentale),

di idee e conoscenze e dal mercato del lavoro (specializzato e qualificato, dal

quale si può attingere e trovare i lavoratori che più corrispondono ai profili ricercati).

Sono vantaggi che derivano dall’interdipendenza delle imprese Sostenere un

.

sottoinsieme di imprese target alimenta una base economica sul territorio

che fa sì che i meccanismi di vantaggi agglomerativi sono

, se esistenti,

mantenuti o rafforzati è possibile allestire infrastrutture e

. In questi ambienti,

servizi pubblici dedicati alle imprese, che sono un ulteriore vantaggio per le stesse .

Esternalità positive.

11.2 Se le imprese beneficiano di sussidi e di aiuti queste stimolano la

,

crescita locale nella misura in cui ci sono rapporti di fornitura con imprese

locali sia per effetto d’induzione

, (mediante la ricezione di redditi che saranno spesi

sia per effetti

localmente e che alimentano ulteriormente l’attività del territorio),

indiretti (mediante le forniture). La tecnica utilizzata è il modello input-output

standard; con cui si rileva uno stimolo crescente della domanda sul territorio dalle

altre imprese fornitrici.

Anche lo sviluppo di nuove forze di lavoro qualificate nonché l’apporto

,

di nuove conoscenze tecnologiche (magari incorporate negli stessi mezzi di

e lo stimolo per una domanda più sofisticata

produzione di ultima generazione), di beni e servizi prodotti insieme

,

ad un denso sistema di relazioni tra le

imprese, contribuiscono ad

innalzare la qualità del contesto

produttivo locale con riverberi sul

complesso delle attività presenti ,

specialmente se in presenza di Ci

strutture di mercato concorrenziali.

sono tanti studi che documentano tali

fenomeni; per esempio, quanto la

densità delle imprese sul territorio si

associa ai vantaggi delle imprese

presenti su tale territorio (ha a che fare

Il modello AK

con una sorta di ispessimento del tessuto produttivo sul territorio).

costituisce una possibile rappresentazione

(teoria della crescita endogena)

stilizzata di tali economie il capitale ha rendimenti

: (non solo il capitale fisico)

decrescenti a livello di impresa ma rendimenti costanti a livello di sistema

,

locale Non è necessario che nel

, grazie alle esternalità associate agli investimenti.

modello AK il capitale abbia rendimenti costanti a livello di sistema ; è

sufficiente che abbia esternalità positive (il fatto che l’impresa investe ed

espande lo stock di capitale arreca benefici anche alle altre imprese).

Se un investimento crea un beneficio solamente alla singola impresa (nessuna

essa procede ad investire sino a

esternalità sul sistema nel suo complesso),

quando il beneficio procurato eccede il costo dell’investimento (logica

Si proponga l’investimento alle altre imprese

marginale). . Le imprese guardano il

Esse

beneficio privato (non il complessivo), che internalizza nelle singole imprese.

procedono ad investire sino a quando le conviene se l’impresa

. Se così accade,

non tiene conto dei benefici che crea esternamente il

(e non può tener conto) ,

volume degli investimenti attuati da ogni impresa è inferiore a quello che

sarebbe socialmente desiderabile .

F privato è la PMK

1 (la derivata della funzione di produzione tenendo costante

Il tasso di interesse sul mercato

il lavoro e facendo variare lo stock di capitale).

è pari a r L’impresa che deve pagare un

(costo d’uso di una unità di capitale) .

0

prezzo per utilizzare il capitale guarda il rendimento marginale del capitale e

si ferma nel punto A (in cui l’ultima unità del capitale impiegato ha un rendimento

Fintanto che il rendimento di ogni unità di capitale

pari al costo del capitale).

aggiuntivo ne eccede il costo si espande il capitale il

. Pensandoci bene,

rendimento del capitale complessivo in presenza di una esternalità è

, ,

maggiore La distanza delle due curve in

(rappresentato nella seconda curva).

verticale è la misura dell’esternalità l’impatto del singolo investimento sulle altre

;

imprese che, a quest’ultime, non interessa (poiché concentrate su quello che accade

Nella società non è vero che il capitale ha un

internamente). , nel punto A,

rendimento pari al suo costo si potrebbe

(e che quindi conviene fermarsi);

andare avanti , fino a quando il rendimento del capitale eccede il suo costo (punto

Sarebbe lo stock socialmente desiderabile di capitale il

1

individuabile in A ). ,

risultato che non si ottiene spontaneamente perché l’impresa ragiona sul fermarsi al

,

punto A. [Se va oltre, ogni unità aggiuntiva di capitale ha un vantaggio via via più

piccolo rispetto al costo. Quindi erode il profitto.] Il tasso di interesse che l’impresa

paga per portarla ad avere un stock di capitale di questa misura è pari a r . […]

a

Si potrebbe fare una politica per cui si concedano finanziamenti alle

imprese ad un tasso agevolato al fine di ottenere un livello di

(pari a r );

a

investimenti superiore a quello che si otterrebbe con il tasso di mercato La distanza

.

tra r e r è lo spread di aiuto che viene dato (misura di agevolazione).

0 a

È il fondamento per una politica di sussidi agli investimenti Se gli investimenti

.

hanno effettivamente delle ripercussioni esterne alle imprese che effettuano

gli investimenti è

, a vantaggio del sistema produttivo nel suo complesso,

inevitabile che in assenza di una politica a favore degli investimenti lo

, ,

stock complessivo degli investimenti effettuati dalle imprese è minore di

quello desiderabile . Al sistema conviene che si facciano investimenti di quella

non va dimenticato che in presenza di una esternalità vi è un

entità;

fallimento di mercato Ha senso effettuare politiche a sostegno degli

.

investimenti . È la ragione fondamentale per cui ha senso allestire stabilmente una

politica a favore degli investimenti.

Si pensi alla funzione di produzione Cobb-Douglas. Β = Beta in un mercato di

concorrenza perfetta senza esternalità di alcun tipo. Beta = Δ% dell’output ,se

1

aumenta dell’1% il capitale. Beta = parte del prodotto che va a remunerare il

2

capitale. Oulton e Young (1996) hanno trovato Beta ; poi hanno ricavato Beta

2 1

Con tecniche econometriche è possibile stabilire

(elasticità dell’output al capitale).

quanto vale Beta e Beta se i due valori coincidessero non ci sono esternalità se

; ;

1 2

Beta Beta l’elasticità dell’output è maggiore della quota di redditi che va

>

2 1

al capitale In presenza di esternalità positive del capitale l’elasticità

. ,

dovrebbe risultare superiore alla quota di redditi da capitale poiché i redditi

,

di capitale ma si

, che si determinano sul mercato non tengono conto dell’esternalità,

basano esclusivamente sul rendimento privato del capitale Il

. […]

rendimento sul mercato è maggiore ed è catturato dall’elasticità del

capitale lo stock di capitale è minore di quello socialmente

. Di conseguenza,

desiderabile quindi bisognerebbe avere stabilmente politiche a favore del

,

risparmio e degli investimenti . C’è qualcosa che fa sì

Le politiche si giustificano perché ci sono fallimenti del mercato.

che il mercato, nel suo ordinario funzionamento, non produca i risultati socialmente

non produca un’allocazione efficiente delle risorse

desiderabili, (è la miglior

occorre

allocazione, che dovrebbe generare il risultato più elevato). Quindi,

correggere il mercato con politiche di aiuto agli investimenti (che comportano

È la chiave di lettura

il modificare del tasso di interesse pagato dalle imprese).

economica di tutte le politiche che correggono le allocazioni di mercato .

Esternalità negative.

11.3 Nella funzione di produzione [11.4] l’output dell’impresa i è una funzione del suo

in presenza di un’esternalità reale

capitale e del suo lavoro; , questo dato è

l’output impresa i potrebbe essere funzione dell’output

impreciso,

dell’impresa j Se Y aumenta determinando un aumento di Y

. , , a parità di fattori

j i

è una esternalità reale positiva

della produzione, (nel viceversa si ha

un’esternalità reale negativa).

Le esternalità reali passano attraverso la capacità prestazionale dei

fattori della produzione . Nel secondo caso, relativo alla coltivazione di fiori, l’output

per unità di capitale e di lavoro è maggiore.

Le esternalità pecuniarie influenzano direttamente il mercato ,

modificandone le convenienze . Per esempio, compre un nuovo concorrente sul

mercato locale, procurando una diminuzione delle vendite dell’impresa preesistente

(esternalità pecuniaria negativa). Oppure diverse imprese si agglomerano e si riduce

la domanda dei servizi di trasporto e quindi i costi di trasporto (esternalità pecuniaria

Le esternalità pecuniarie sono veicolate da effetti che si

negativa).

determinano sul mercato quelle reali no esse esistono perché

, . In ogni caso,

manca il corrispondente mercato Le

(costa troppo istituirlo e farlo funzionare).

esternalità negative pecuniarie , in relazione ai sussidi agli investimenti,

potrebbero connotarsi come effetti di spiazzamento (crowding-out effect)

legati ad una politica effetti indiretti che seguono gli effetti direttamente perseguiti

;

con la policy. Il policy maker, in particolare l’addetto al monitoraggio degli effetti della

politica, non vede tali effetti, cruciali dal punto di vista della valutazione delle politica.

si possono classificare due distinte

In merito agli incentivi agli investimenti,

forme di spiazzamento che assumono il connotato di una distorsione del

mercato Effetto di sostituzione cross-sezionale. Gli investimenti sussidiati

. A)

spiazzano gli altri investimenti nell’area che sarebbero stati effettuati da

,

imprese non sussidiate. Effetto di diversione spaziale. Gli investimenti sussidiati

B)

in un’area spiazzano altri investimenti che sarebbero stati effettuati altrove ,

magari nelle aree contermini a quella di intervento (in questa categoria possono

rientrare gli investimenti delle imprese pluri-localizzate “attratti” nell’area).

Corollario: le esternalità come missing markets

11.4 .

È un caposaldo nella cultura economica. Ronald Coase è ritenuto essere il padre

Il messaggio sintetico è che se fossimo in un

delle economie istituzionali.

contesto in assenza di costi di transazione dove gli scambi possono essere fatti

,

senza problemi, le esternalità verrebbero annullate perché ogni esternalità

,

potrebbe essere scambiata . Così non è perché non sempre è possibile effettuare

Nella logica di Coase la distribuzione dei diritti è irrilevante dal

scambi. ,

punto di vista del risultato finale che si ottiene cioè dell’allocazione delle

,

risorse. L’unico effetto che produce è distributivo (chi era tutelabile si ritrovava

e non allocativo

con un risultato superiore rispetto al non avere assegnato il diritto) .

Tutto sta nel far sì che se la trattativa abbia spazi per portare un risultato ,

essa deve avvenire . Ma se il contadino diceva che, per principio, il suo terreno era

Occorrono spazi

intoccabile (ne fa un uso assoluto), si esce dal mondo degli scambi.

per scambiare così facendo le esternalità scompaiono ogni interferenza viene

; ,

scambiata e diventa un servizio. Tutto questo funziona solo se si riesce a

scambiare Quando non si riesce a scambiare si hanno le esternalità reali in

. ;

cui manca il mercato che scambia queste interferenze ed interdipendenze Si tratta

.

di fenomeni di interdipendenza tra le imprese per i quali fintanto che non si

,

riesce a far esistere il mercato , costa troppo farlo esistere oppure non c’è la

sussistono

tecnologia, .

Quale differenza tra uno scambio consensuale e un esproprio? Nell’esempio

nel testo si rileva uno scambio consensuale , in cui le parti in linea di massima ci

Nel caso di terreni e di beni, c’è una tutela dei diritti di proprietà

guadagnano.

inibitoria. Nella tutela risarcitoria lo Stato ha diritto di espropriare un altro a

fronte di un risarcimento commisurato . Non è strettamente necessario ai fini dello

sviluppo locale; ma è il presupposto economico di un istituto giuridico che ha una

rilevanza nell’ambito dello sviluppo locale. Per realizzare infrastrutture di interesse

Il

locale, spesso si procede con la tutela risarcitoria, quindi con l’esproprio.

risarcimento è commisurato al prezzo di mercato c’è chi ha scritto

; tuttavia,

che potrebbe non esserlo il che forza la

(non favorendo gli espropriati),

rivelazione dei prezzi di riserva Si apre la questione relativa alla

. , inoltre,

tutela risarcitoria bidirezionale , (tu hai diritto di passare sul mio terreno, ma io ho

il diritto di espropriare il tuo diritto). È un meccanismo che garantisce che chi espropria

l’altro è quello che è maggiormente disposto a pagare (garantisce la soluzione

migliore). Chi è più disposto a pagare sta subendo un mancato guadagno che gli

verrebbe procurato.

Asimmetrie informative e disegno degli incentivi

12. .

Gli incentivi possono essere concessi in forma automatica o valutativa ;

possono essere concessi a sportello o a bando . [Lo sportello è diverso dal bando;

poiché tutti hanno diritto a ricevere l’incentivo e, terminate le risorse, lo sportello

chiude. Ci sono misure temporaneamente sospese perché si sono esauriti i fondi. Negli

incentivi a bando, invece, si definiscono le risorse complessive stanziate. Ai soggetti

più meritevoli, che dovrebbero fare presumibilmente l’utilizzo migliore, è assegnato

l’ammontare di risorse.]

Quando assegniamo le risorse abbiamo una serie di problemi . Sono

diverse le storie di aziende che hanno ricevuto incentivi e poi sono sparite; oppure di

imprese che grazie agli incentivi stanno in piedi e che quando smettono di riceverli

Chi eroga i sussidi vorrebbe che tali sussidi fossero concessi a coloro

crollano.

che ne facciano un uso migliore per loro e per la collettività ; tuttavia,

normalmente non conosce fino in fondo l’azienda che ha di fronte . Inoltre,

non può conoscere come l’azienda si comporterà in futuro e l’azienda , a sua

non ha motivo per farsi conoscere fino in fondo si guarda bene dal

volta, (anzi,

rivelare una serie di cose che potrebbero compromettere parte del beneficio al quale

essa cerca di accedere). C’è un’asimmetria informativa tra il policy maker e il

beneficiario degli incentivi chi li riceve sa certe cose a proposito di sé stessi che

;

chi da gli aiuti non sa. Il policy maker benevolente (che si prende cura del bene

comune) persegue certi obiettivi sociali; l’impresa ha obiettivi privati e le due cose non

Pur in presenza di obiettivi diversi non sarebbe difficile

sempre coincidono. ,

cooperare e pervenire ai risultati socialmente desiderabili anche in presenza

di eterogeneità delle imprese . Qualora ci fosse perfetta informazione, è possibile

erogare incentivi a chi se lo merita e poi controllare che il beneficiario ne faccia buon

Così non è ed emergono i classici problemi di azzardo morale e di

uso.

selezione avversa .

Selezione Avversa Il target di imprese

La ha a che fare con il target delle imprese.

che si seleziona per ricevere aiuti non è esattamente il target desiderabile

dal punto di vista della politica attuata dal policy maker Tipicamente si

.

attuano azioni meritocratiche, che vogliono privilegiare le aziende che fanno un

Disinteressarsi dei non migliori può essere

miglior uso delle risorse che si danno.

una scelta legittima Un’altra strategia sta nell’aiutare quelli che sono

.

indietro L’Azzardo Morale ha a che fare con il comportamento che le imprese

.

beneficiarie terranno una volta che sono state ammesse all’incentivo .

Quali problemi nel caso dell’asimmetria informativa? I problemi dell’asimmetria

informativa non possono essere totalmente sviscerati in fase istruttoria. A)

DISTORSIONE TEMPORALE. L’incentivo produce l’anticipazione di investimenti

che le imprese beneficiarie avrebbero comunque effettuato ma in un

,

momento successivo (rilevante soprattutto in presenza di interventi a tempo

limitato versus politiche stabili). Come distingue, il policy maker, due situazioni:

un’impresa che, grazie all’aiuto, sta anticipando l’investimento che l’anno prossimo

avrebbe fatto e un’impresa che, in assenza dell’aiuto, non avrebbe mai fatto

ECCESSO DI

l’investimento? Occorre tener presente l’eterogeneità tra imprese. B)

FINANZIAMENTO. L’investimento sarebbe comunque realizzato dall’impresa

beneficiaria anche in presenza di un sussidio di minore importo il sussidio

;

ha dunque un ingiustificato contenuto di dono . Il contenuto di dono eccede il

L’AP sta regalando soldi e sta sottraendo risorse che avrebbe potuto usare

fabbisogno.

per finanziare un altro investimento; l’efficacia della misura si riduce perché si

,

hanno minori investimenti di quelli che si sarebbero potuti generare se l’AP

,

fosse stata in grado di modulare gli aiuti sulla base dell’effettivo bisogno dell’impresa .

INDUZIONE ARTIFICIOSA DI ATTIVITÀ. L’incentivo è piegato a finanziare costi

C)

fissi preesistenti oltre i costi variabili dell’attività di facciata

, ; portato

tale effetto si caratterizza per la presenza di imprese “seriali”

all’estremo, ,

particolarmente abili ad accedere a ripetizione a finanziamenti pubblici . Talvolta,

questo effetto si manifesta ex-post, come esito del comportamento dell’impresa che

ha adattato le strategie e le scelte al mutevole contesto; in tali casi, l’incentivo può

Ci sono cose non particolarmente

svolgere una (indebita) funzione assicurativa.

interessanti ma che si fanno perché c’è il sussidio gli incentivi sono

. Spesso,

anche girati per coprire costi fissi che già ci sono .

Si tratta di problemi pratici che si generano nel momento in cui occorre

selezionare e finanziare le imprese. Siamo sicuri che se diamo questi aiuti essi

,

producono effetti addizionali? Ti concedo risorse pubbliche affinché tu possa fare

L’Unione europea prevede che tutti i

delle cose che altrimenti non potresti fare.

progetti finanziati siano per definizione addizionali Capire se effettivamente un

.

investimento è addizionale non è facile. Inoltre, poiché esiste eterogeneità non solo fra

si aprono questioni ulteriori

le imprese, ma anche fra i progetti di investimento,

circa gli obiettivi diretti della politica è meglio incentivare le

: per esempio,

imprese più virtuose e i migliori progetti oppure incentivare imprese e

,

progetti secondi in graduatoria? un

Per far fronte alle questioni sollevate,

importante elemento è costituito dal disegno dell’intervento a

. Infatti,

seconda dell’architettura che esso assume esso può fornire incentivi più o meno

,

allineati agli obiettivi. L’architettura degli interventi deve essere allineata in

modo tale da mettere a punto gli obiettivi , possibilmente in modo efficiente e

non sciupando risorse. Sotto il profilo disciplinare interno alla scienza economica,

questa tematica ricade nel dominio dell’economia delle istituzioni, sotto il tema del

disegno delle istituzioni efficienti. In Italia ci sono istituzioni efficienti ed altre meno

efficienti. Le prime spingono gli operatori ad assumere comportamenti socialmente

desiderabili. Le seconde spingono gli operatori ad assumere comportamenti

opportunistici che vanno in collisione con gli interessi generali.

La Legge n. 488/1992 , che trattava dei problemi di asimmetria informativa,

era la principale legge di incentivazione agli investimenti che avevamo in

Italia . Per fare le graduatorie di merito, aveva indicatori costruiti appositamente

pensati per affrontare tali temi.

Gli incentivi a pioggia. Devo dare incentivi a diversi progetti; ogni progetto

richiede 10.000 € e, di questi progetti, la metà non serve a nulla. Ma uno, se È

funzionante, produce risultati importanti che ripagano di tutti i soldi dell’operazione.

necessario effettuare delle valutazioni? Magari costa di più la valutazione

che il sussidio da erogare . E, una volta effettuata la valutazione, si rileva un

elemento di ulteriore responsabilità. Se sono state fatte delle valutazioni e sono stati

dati dei sussidi e poi nove progetti su dieci falliscono, che esperti siamo? Nei

procedimenti amministrativi non è facile ammettere che ho dato soldi a qualcuno

sapendo già che ha il 90% di probabilità di fallire.

Esistono ancora gli incentivi a pioggia: incentivi automatici di piccola entità .

L’idea fondamentale è che non si sta troppo a discriminare perché se

,

l’incentivo è piccolo e il beneficio da dare è su una vasta popolazione , c’è un problema

Occorre tenere a mente che non si possono dare incentivi a

di eterogeneità.

pioggia sempre e comunque . Di fronte ad una elevata incertezza, a costi di

valutazione, all’eterogeneità tra progetti, alle prospettive che abbiano successo, con

pochi progetti l’incentivo a pioggia non dice nulla di quelli ad elevato rischio. Occorre

averne un elevato numero.

Vi sono politiche generaliste e politiche più mirate Solitamente le

.

politiche sono mirate perché c’è la

(per esempio politiche a favore dell’imprenditoria),

necessità di una politica per l’innovazione che magari grava in misura diversa e che

,

dà maggior intensità di aiuto alle piccole e medie imprese Ci devono essere ragioni

.

economiche per cui si aiutano le imprese e ci devono essere motivi per cui il

mercato non funziona bene C’è qualche accenno al fatto che il mercato

. , in

non funziona bene quindi ci sarebbe un livello di sostegno che

alcuni casi, ;

bisogna dare ma nell’interesse generale

, , non solo nell’interesse delle singole

Bisognerebbe sempre domandarsi perché usare i soldi dei

imprese.

contribuenti per aiutare quello che apparentemente è nel privato .

La competitività regionale nell’Unione Europea

Relativamente ai territori, il termine competitività è protagonista di un dibattito.

C’è chi ha scritto che è un termine senza senso, salvo poi riconoscere che forse

potrebbe averlo quando si parla di regioni, ma non sicuramente quando si parla di

paesi. Sommario esecutivo .

Questa nuova edizione dell’Indice di Competitività Regionale mostra la continua

I

forza delle regioni capitale e delle altre regioni con grandi aree metropolitane.

principali poli competitivi sono le grandi capitali e le grandi aree

metropolitane della regione nella quale esse sono inserite Nel nord-ovest

.

dell’Europa queste regioni competitive generano sostanziali spillovers

spaziali migliorando la competitività delle

(o benefici o effetti di traboccamento),

regioni confinanti . [Queste ultime traggono benefici, spillovers spaziali o effetti di

traboccamento.] Ciò non accade nei paesi dell’est e del sud Europa.

L’Indice di Competitività Regionale si basa sull’approccio dell’Indice di

Competitività Globale, realizzato dal World Economic Forum. Quest’ultimo indice,

tipicamente realizzato per i paesi, tratta diversi aspetti: l’innovazione, la governance,

le infrastrutture digitali e di trasporto, le misure della salute e del capitale umano. Un

crescente numero di regioni lo utilizza per identificare i propri punti di forza e di

debolezza e per disegnare le proprie strategie di sviluppo.

Introduzione .

Il documento presenta i risultati della terza edizione del RCI (Regional

Competitiveness Index), che misura le differenti dimensioni della competitività a livello

La dimensione regionale è importante perché la

regionale nell’Unione europea.

gran parte dei fattori di competitività non è uniformemente distribuita tra i

territori (i fattori che determinano la competitività sono presenti in diverse intensità e

molti fattori sono

quindi ci sono differenze sostanziali tra le regioni); inoltre,

influenzati o persino determinati dai livelli di governo regionale e locale .

L’indice dovrebbe soprattutto essere visto come uno strumento che

fornisce una gamma di informazioni comparabili a livello regionale Il suo

.

obiettivo è fornire una consistente, comparabile e azionabile misura di problemi sociali

ed economici per le regioni nell’Unione europea Aiuta le regioni a misurare la loro

.

competitività e a confrontarla con quella delle altre regioni Il RCI può

.

incoraggiare le regioni a guardare oltre le altre regioni nel loro paese per pianificare il

loro sviluppo a lungo termine.

Anche se il RCI non è del tutto comparabile nel tempo , a causa di revisioni le

ricorrenti e spesso inevitabili degli indicatori regionali e della classificazione NUTS,

tre edizioni forniscono uno strumento per il monitoraggio e la valutazione della

competitività regionale nell’Unione europea . Questo documento mostra le variazioni

più rilevanti nel corso delle tre edizioni; cambiamenti che hanno maggiori probabilità

di riflettere un mutamento nella performance della regione che piccoli aggiustamenti

al metodo.

I cambiamenti sono collegati a differenti performance e non a problemi

metodologici. Spesso è importante osservare in quale direzione ci si sta muovendo, se

si sta migliorando o peggiorando.

Cosa misura l’Indice di Competitività Regionale .

Il concetto e la definizione

- .

La competitività nazionale è l’insieme

, secondo il World Economic Forum,

di istituzioni politiche e fattori che determinano il livello di produttività di

,

un paese La

. La definizione lega le imprese al paese nel quale esse operano.

competitività a livello di impresa è la capacità dell’impresa di competere di

,

crescere e di generare profitti è un concetto relativamente incontestato.

;

Applicare lo stesso concetto ai paesi o alle regioni ha dato luogo a

“ , tuttavia,

critiche in quanto un paese o una regione non può fallire la

, . Inoltre,

concorrenza tra i paesi può essere un gioco a somma positiva (poiché ci possono

mentre la concorrenza tra le imprese tende ad

essere guadagni per entrambe le parti),

essere un gioco a somma zero.” [Paul Krugman] Si tratta della nozione e delle contro-

argomentazioni alla definizione del RCI.

Una regione non è semplicemente un’aggregazione di aziende che si trovano in

un territorio, tantomeno una scalata versione di nazioni. Meyer-Stamer afferma che:

Possiamo definire la competitività di un territorio come la

“ (sistemica)

capacità di una località o di una regione di generare elevati e crescenti

redditi e di migliorare il tenore di vita delle persone che vi abitano Questa

.”

definizione, è basata interamente sui benefici delle persone che vivono in

tuttavia,

una regione e non valuta i punti di forza e di debolezza delle imprese . È possibile

avere redditi elevati e crescenti e, nel contempo, imprese deboli?

È stata proposta una definizione di competitività regionale che integra la

La competitività regionale è l’abilità di

prospettiva delle imprese e dei residenti: “

una regione di offrire un ambiente attrattivo e sostenibile per le imprese e

per i residenti al fine di vivere e lavorare Questo equilibra gli obiettivi del

, .”

successo aziendale con quelli di benessere personale . In questo modo, si risponde alla

discussione che il PIL sia insufficiente per sé e che dovrebbe essere integrato da una

più ampia gamma di misure. È una nozione generica, che occorrerebbe tradurla in

numeri, variabili, indicatori.

Attrattivo, ha una duplice valenza;

in questa definizione, infatti, è auspicabile che chi

già vive in un luogo – aziende e residenti – ci rimanga e che il territorio sia in grado di

attrarre dall’estero i capitali mobili o i fattori della produzione. Inoltre, il termine può

significare che le attività crescano di più, in un determinato territorio, rispetto alla

Sostenibile, fa riferimento alla capacità di una

media del paese. in questa definizione,

regione di fornire un ambiente attraente sia nel breve termine e sia nel lungo termine .

“La competitività di un territorio è la sua capacità di essere più inflazionista

possibile, compatibilmente con un vincolo esterno (equilibrio tra import ed export) e

un vincolo interno (tasso di disoccupazione tollerabile).”

Regione politica, statistica o funzionale?

- Gli indicatori nazionali di competitività beneficiano di un chiaro confine

geografico e politico. A livello regionale, tuttavia, questo diventa più complicato.

Dovremmo concentrarsi sulla definizione delle regioni a livello politico ,

funzionale o statistico?

L’uso della definizione delle regioni a livello politico – i confini

solleva una serie di problemi

amministrativi – . In paesi altamente centralizzati,

come la Romania o la Bulgaria, le regioni non hanno un ruolo politico importante. In

altri paesi, come ad esempio la Germania, vi è più di un livello regionale con una

l’obiettivo dell’indice di

funzione politica (Länder e Kreisse). Fortunatamente,

competitività è catturare le variazioni regionali di problemi che influenzano

l’attrattività per imprese e residenti.

[Definizione delle regioni a livello funzionale. Una volta ci si doveva recare

a piedi per andare al lavoro. Poi si sono sviluppati i sistemi di trasporto, che hanno

consentito alle persone di vivere in località più distanti dal luogo di lavoro; sino ad

arrivare alla motorizzazione privata, che ha permesso alle persone di separare il luogo

I destini economici dei quartieri hanno a che

di lavoro dal luogo in cui si vive.

fare con il successo economico delle città in cui ci sono posti di lavoro .

Qualora in un quartiere le case abbiano prezzi stellari e, di conseguenza, le persone

non riescano a trovare un’abitazione, le aziende trovano molte difficoltà nel reclutare

Nella geografia fisica si osservano i territori come separati e

nuovo personale.

distinti tuttavia sono un unico sistema che

, in realtà, , per via della loro

organizzazione interna, anziché essere un mix fra case, operai, impiegati, imprenditori

si organizza specializzando porzioni di territorio ad essere

ed unità produttive,

dedicate alla funzione residenziale e alla funzione produttiva Le aree

.

funzionali si designano avvalendosi di informazioni relative ai flussi

pendolari ; questi, per motivi di lavoro, sono tipicamente giornalieri (è consuetudine

affermare che le aree sono molto auto-contenute).]

Se il bersaglio dell’RCI fosse l’area economico-funzionale? Per esempio,

Ci sono buone

utilizzerebbe l’area del mercato del lavoro o l’area funzionale urbana?

ragioni per utilizzare le aree funzionali come catturare le competenze disponibili

,

in quella zona del mercato del lavoro o la varietà dei servizi offerti in quella zona

funzionale. due ostacoli prevengono questo approccio

Tuttavia, . In primo luogo,

non vi è alcuna definizione armonizzata di una zona del mercato del lavoro a

finora,

livello europeo, le aree

anche se l’Eurostat sta lavorando su questo. In secondo luogo,

urbane funzionali non ricoprono l’intero territorio e hanno limitato la disponibilità dei

dati. Di conseguenza l’RCI si basa sulla nomenclatura statistica

, , NUTS 2

con un importante

(Nomenclatura delle Unità Territoriali per la Statistica),

cambiamento: le regioni NUTS 2 che sono parte della stessa area urbana

funzionale sono combinate Questo assicura che l’RCI coglie pienamente le

.

competenze disponibili sul mercato del lavoro locale . Ad esempio, un’azienda a

Bruxelles può facilmente attingere dalla forza lavoro che vive in Brabant Wallon.

Queste regioni hanno una quota più elevata di popolazione con un titolo universitario

rispetto a Bruxelles. Di conseguenza, solo guardando le qualifiche dei residenti di

Bruxelles, si potrebbe travisare il pieno set di abilità a disposizione di questa azienda.

nella prassi le regioni NUTS 2 o NUTS 3 dell’Unione

Occorre rilevare che, ,

europea sono spesso regioni amministrative sembra che la

. Di conseguenza,

critica iniziale sia decisamente debole. Non sempre è così perché certi paesi

, ,

sono caratterizzati dall’equivalente dello stato e delle

piuttosto accentrati,

province (non si rileva il livello intermedio delle regioni). Tali considerazioni non sono

risolutive, perché verrebbe da pensare che occorrerebbe considerare semplicemente

le regioni NUTS 2. Osservando la realtà, appare che, in molti casi, non sia così. La Valle

d’Aosta, regione di montagna, non è un territorio compatto ed uniforme. Lo si può

notare, ad esempio, per le vallate: alcune rispecchiano una alta concentrazione

sciistica e altre sono caratterizzate da una bassa concentrazione sciistica. In altre

parole, determinate aree hanno molto successo; altre, invece, hanno i loro problemi di

sviluppo. Il territorio valdostano è contraddistinto, al suo interno, da aree con visioni

Se si osserva il territorio con la scala di riferimento

non omogenee. – NUTS 2 –

la regione a livello amministrativo è comoda la politica di sviluppo

; tuttavia,

regionale se calata localmente ha modulazioni completamente differenti

, , .

occorre lasciare elementi di indeterminatezza,

Con insoddisfazione, che possono

sull’identificazione della scala territoriale adeguata alla

essere individuati o pensati,

quale deve essere affrontata la politica di sviluppo regionale .

[Si parla di attrattività e competitività: attirare, in una località, investimenti e

L’attrattività di una località dipende da molte cose tra cui una

popolazioni. ,

serie di elementi e di fattori di attrattività che non dipendono dalla stessa .

Se si volesse parlare della competitività a livello locale si farebbe “un volo troppo

ragionare su politiche di sviluppo locale senza accorgersi di

basso”. Talvolta, ,

fattori che dovrebbero essere governati a livello più alto potrebbe rilevare

,

incoerenze Ciò fa capire come la politica di sviluppo locale debba andare nella

.

direzione della governance multilivello. È un “paesaggio” in cui le cose devono essere

montate di volta in volta; non c’è un modello politico ben definito.]

Che cosa mostra l’Indice di Competitività Regionale.

- La distribuzione geografica delle competitività offre notevoli differenze

non solo tra i paesi ma anche all’interno dei singoli paesi

, .

Il cosiddetto “Blue Banana”, altamente urbanizzato e corridoio industrializzato,

definito nel 1989 da un gruppo di francesi geografi guidati da Roger Brunet, che

collegava la regione Greater London fino alla Lombardia, passando per la Benelux e

non appare sulla mappa RCI. l’RCI mostra uno schema più

Bayern, Al contrario,

policentrico con le forti capitali e le grandi metropolitane in molte parti

, ,

d’Europa . Il massimo di capacità di attrazione e di sostenibilità, laddove ci sono le

Alcune regioni capitale sono circondate

grandi aree, comprese alcune eccezioni.

da simili regioni competitive indicando la presenza di effetti di spillovers ma in

, ,

molte altre città le regioni limitrofe della capitale sono molto meno

competitive . Si rileva l’idea che la potenza dell’area più sviluppata fa beneficiare

Una questione chiave per

anche le aree problema; tuttavia, non sempre ciò accade.

il futuro è se il buon andamento di queste regioni capitali e metropolitane

contribuirà ad aumentare le prestazioni delle regioni confinanti , oppure se il

divario tra loro e le altre regioni si allargherà.

Le regioni capitali tendono ad essere la regione più competitiva

all’interno del proprio paese . Le uniche eccezioni sono: Germania, Italia e Paesi

Bassi. Nei Paesi Bassi, la

regione della capitale è

classificata seconda, mentre

in Italia, la Lombardia,

regione storicamente

altamente produttiva,

continua ad essere la miglior

regione italiana.

Il divario tra la regione

capitale e le altre regioni

è particolarmente ampio

in alcuni paesi , per

esempio, la Romania, la

Grecia, la Slovacchia, la

Un

Bulgaria e la Francia.

grande divario tra la

regione capitale e il

resto del paese è in

genere un motivo di

preoccupazione in

,

quanto mette una

pressione sostanziale

sulla regione della

capitale mentre può

,

lasciare alcune risorse in

altre regioni sottoutilizzate.

un piccolo divario tra la regione capitale e altre regioni non significa

Tuttavia,

che l’intero paese si stia comportando bene L’ampia variabilità delle differenze

.

all’interno di un paese mette in luce i limiti delle analisi condotte a livello nazionale .

Con una forte variabilità all’interno di un paese non è bene leggere la

,

competitività a livello di paese in quanto potrebbe nascondere differenze

,

importanti .

Framework concettuale .

L’RCI si basa sulla metodologia sviluppata dal World Economic Forum

sull’Indice di Competitività Globale con alcune differenze fondamentali,

,

principalmente dovute alla dimensione europea e regionale dell’Indice di Competitività

Regionale.

Undici pilastri in tre gruppi.

- L’RCI è composto da 11 pilastri che

descrivono i diversi aspetti della

competitività Essi sono

(figura 5).

classificati in tre gruppi: gruppo di base,

gruppo di efficienza e gruppo

gruppo di base

dell’innovazione. Il

comprende cinque pilastri: (1)

Istituzioni; (2) Stabilità

Macroeconomica; (3) Infrastrutture;

(4) Salute; (5) Istruzione Primaria e

di Base. Questi rappresentano i driver

fondamentali di tutti i tipi di economie.

Come l’economia regionale si sviluppa e

progredisce nella sua competitività, i

fattori legati ad una forza lavoro più qualificata e ad un mercato del lavoro più

gruppo di efficienza.

efficiente entrano in gioco come parte del Questo include tre

pilastri: (6) Apprendimento e Formazione Permanente; (7) Efficienza del

Mercato del Lavoro; (8) Dimensioni del Mercato. Al più avanzato stadio dello

gruppo

sviluppo dell’economia regionale, i drivers del miglioramento sono parte del

dell’innovazione, che consiste di tre pilastri: (9) Preparazione Tecnologica (capacità

di essere tecnologicamente avanzati); (10) Business di Sofisticazione; (11)

Innovazione.

La stabilità macroeconomica e la qualità dell’istruzione primaria e di

base sono descritti solo a livello di paese La stabilità macroeconomica è

.

determinata dalle azioni prese dal governo nazionale e può essere misurata

, dunque,

solo a livello nazionale. L’istruzione primaria e di base è basata sui dati del

Programma per l’Assestamento degli Studenti Internazionali dell’OCSE

(PISA) ,

le

che produce figure quasi esclusivamente nazionali. Come nell’RCI del 2013,

istituzioni e i pilastri di preparazione tecnologica comprendono due sotto-

pilastri uno a livello nazionale e l’altro a livello regionale

: . La Tavola A.3.1

descrive tutti gli indicatori delle dimensioni e sub-dimensioni dell’RCI.

Più la regione è avanzata più il livello del PIL pro-capite è elevato e

, ,

maggiore è il peso assegnato alle componenti e agli aspetti innovative .

Quindi, l’indicatore di competitività non si costruisce allo stesso modo in tutti i territori.

Qualora il PIL pro-capite sia basso il gruppo di base conta

, in un territorio, ,

parecchio nel determinare la competitività delle regioni e , via via che si

questo rileverà di meno rispetto alle regioni innovative per le quali è

procede, ,

maggiormente considerevole il gruppo dell’innovazione Non c’è un’unica misura

.

del grado di competitività che tralasci la diversità, l’eterogeneità e i differenti stadi

,

di sviluppo economico dei territori sarebbe inutile per un territorio dare

. Inoltre,

importanza strategica all’innovazione o all’efficienza nel caso in cui siano

,

carenti i pilastri appartenenti al gruppo di base .

Al fine di costruire un indice sintetico, occorre sommare i punteggi che si basano sui

diversi pilastri; di modo che sia possibile dare ad un elemento un alto peso e

viceversa.

[Cos’è l’idea di competitività, come è vista. Cosa entra in gioco nella definizione

della competitività e quali sono ci metodi per misurarla.]

Gli strumenti per lo sviluppo locale: le finanziarie regionali (a cura di Massimo

LÉVÊQUE)

Lo sviluppo locale è uno degli strumenti che, a livello nazionale, le regioni si

sono date per supportare attività ed iniziative di sviluppo locale ed economico.

Le

Le finanziarie regionali: una realtà composita e diversificata.

finanziarie regionali sono enti promossi e costituiti dalle regioni e dalle provincie

autonome. Non sono strumenti e strutture omogenee in Italia, perché hanno diverse

caratteristiche; alcune di esse hanno più di un ruolo di quelli indicati di seguito.

Intermediari Finanziari

Gli

Vigilati, iscritti ad un albo

specifico della Banca d’Italia,

debbono sottostare , oltre che

alle norme e

ad altre norme,

agli obblighi di vigilanza di

Banca d’Italia al Testo Unico

,

Bancario e alle circolari di

Banca d’Italia . Finaosta non è

solo un intermediario finanziario,

ma anche l’unico caso di gruppo

finanziario, perché controlla Aosta Factor, un altro intermediario finanziario. La Banca

d’Italia ha previsto che quando un intermediario finanziario vigilato ne controlla un

Finanziarie di

secondo è un gruppo, con una serie di complicazioni non da poco. Le

Partecipazione hanno la finalità sociale di utilizzare fondi propri per acquisire

partecipazioni, in genere di minoranza, in imprese neonate o già esistenti con piani di

sviluppo industriale; svolgono quindi un ruolo di venture capitalist e di start-up in certi

casi. Acquisire partecipazioni in base a patti parasociali sulla governance e sui

controlli; in questo caso la partecipazione di minoranza consente di esercitare un forte

controllo rispetto al classico socio di minoranza. Normalmente sono partecipazioni a

termine, che durano cinque o sette anni a seconda del progetto industriale; dopodiché

la finanziaria dismette la partecipazione, una volta conseguiti i risultati previsti dal

piano industriale. In alcuni casi sono partecipazioni di minoranza o non di minoranza,

in strutture di interesse locale, a loro volta a servizio dello sviluppo locale (aeroporti

locali, strutture di servizio logistico, enti fieristici). Ci sono strumenti infrastrutturali di

interesse locale in cui le finanziarie di partecipazione acquisiscono partecipazioni. Una

Organismi Intermedi per la Gestione dei Fondi

serie di sono quello abruzzese, che ha il

ruolo di gestire, come struttura esterna della regione, i fondi regionali europei (i piani

operativi del FESR , che la regione non gestisce direttamente; delega all’organismo

intermedio, il quale acquisisce fondi, gestisce programmi, fa controlli, rendiconta e

Società In House è una società strumentale e ha la

chiude i programmi). La

finalità di svolgere attività specifiche delle amministrazioni partecipanti ,

hanno una struttura societaria. L’amministrazione decide di costituire una società per

realizzare proprie finalità istituzionali. In VdA c’è una società in house informatica,

INVA, che svolge quello che dovrebbe svolgere la regione con un proprio dipartimento.

La società in house deve avere una partecipazione superiore ad una certa

quota da parte dell’ente che la costituisce . Può essere costituita da più enti (tutti

soggetti che, insieme, esercitano il controllo della società, che ha la caratteristica di

avere affidamenti diretti da parte dell’ente che la costituisce; non affidamenti con

gara). Le finanziarie regionali, qualunque finalità esse abbiano, hanno da poco

Associazione Nazionale di Finanziaria Regionale

costituito e formalizzato la loro , che ha

Essa ha il compito di incidere sulle normative nazionali di

sede a Roma.

interesse comune e di coordinarsi per trasferire buone pratiche delle une

verso le altre ; inoltre, di studiare eventuali nuovi prodotti e formule di intervento che

possano essere testate ed estese a tutto il sistema.

Finaosta è una società in house della regione, è vigilata, svolge per alcuni fondi

europei il ruolo di organismo intermedio ed è una società che partecipa Finaosta

;

appartiene alle quattro categorie elencate Finaosta non era in house sino al

.

2006, quando era costituita da regione e da due istituti bancari .

Le problematiche connesse all’emanazione del TUSP (D. Lgs 175/2016)

Una questione entrata prepotentemente

ed i riflessi sulle partecipate pubbliche.

nelle problematiche delle finanziarie regionali è il TUSP – Testo Unico sulle Società

si tratta del DLGS del 19/08/2016 che da attuazione a una parte

Partecipate –;

di legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione (la legge Madia).

Il testo, che ha creato una serie

di problematiche, vuole

regolamentare le società

partecipate pubbliche di ogni

Renzi aveva

ordine e grado.

lanciato tale legge come

quella che avrebbe

sforbiciato da 8.000 a 1.000

partecipate pubbliche in

Italia La legge stabilisce

.

che , un ente pubblico per

partecipare ad una società o

la società deve esercitare un’attività di pubblico interesse

per controllarla, ,

altrimenti debba essere dismessa (la filosofia generale è che quello che fa il mercato

lo deve fare il mercato e non il pubblico; c’è chi sostiene che, laddove il pubblico

apparentemente e stranamente, riesca a fare bene le cose di mercato, perché deve

C’è un elenco di ambiti per cui sono ammesse le attività delle

disfarsene?).

società pubbliche (prima l’elenco era molto concentrato, poi è stato allargato; è

stata inserita la gestione degli impianti funiviari, le società che producono energia

Le finanziarie regionali

delle fonti rinnovabili). , soprattutto quelle che disponevano

avevano il problema di capire se tali partecipazioni

di molte partecipazioni,

avrebbero potuto tenerle per via dell’interesse generale pubblico , perché le

C’è stata una

partecipate non di pubblico interesse dovevano essere dismesse.

lunga discussione sul fatturato soglia , che era prima era di 1 mln di Euro e che

adesso è stato portato a 500000 Euro per i primi due anni (poi deve arrivare a 1 mln di

se non si raggiunge la soglia, esse sono da dismettere anche se sane

Euro); . La legge

dice che, quando ci sono meno dipendenti che amministratori (erano state censite

quasi 1 migliaio di società partecipate del genere), tali società sono da dismettere. Poi

quelle che erano in perdita da un triennio e quelle che esercitavano un’attività non di

pubblico interesse sono da dismettere.

Anche per le società in house sono state stabilite delle regole Esse devono

.

svolgere almeno l’80% della propria attività per l’ente partecipante devono

,

avere la maggioranza assoluta di capitale da parte dell’ente o degli enti

partecipanti e il controllo

(nel caso fosse uno solo deve essere pari al 100%)

analogo svolto dalla partecipante (quando la società è in house, l’azionista deve

La Giunta regionale o l’ufficio

comportarsi come se fosse un dipartimento dell’AP).

dirigente preposto ha funzioni di supervisione, sia in termini di indirizzo strategico che

di controllo di quello che succede. È una sfumatura importante, perché il Codice civile

stabilisce che le società hanno una loro autonomia gestionale quando sono in forma

privatistica e, nel caso di società in house, un controllo molto più stringente da parte

del socio.

La legge prevede che entro una certa data (dovrebbe essere 20-09-2017 o 31-12-

tutte le AP con partecipazioni devono fare una revisione straordinaria

2017),

delle loro partecipazioni per mantenerle o per dismetterle

(ai sensi del TUSP)

Il piano straordinario deve

(perché rientrano tra i casi previsti dalla dismissione).

essere approvato dall’organo dell’AP e inviato alla Corte dei

(in regione la Giunta)

Conti. Se tale piano non prevede la dismissione di società partecipate da

dismettere ci sono sanzioni la

. Questo in sede di prima applicazione. Dopodiché,

legge prevede che annualmente ci sia una revisione delle società

partecipate che rimangono, affinché non cadano nei vincoli e nei limiti (perché non

operano secondo le formule previste dal TU oppure cadono nei vincoli di società da

dismettere).

Inoltre, cambia il meccanismo dal punto di vista degli organi e delle società. Ciò crea

problemi alle società partecipate finanziarie vigilate, perché fissa dei limiti agli organi

una società partecipata pubblica può avere un

amministrativi. Di norma,

amministratore unico o tre o cinque amministratori al

, in casi particolari,

massimo Ciò contrasta con la normativa bancaria secondo cui i CdA devono

. ,

essere di ampia sufficienza al fine di consentire all’organo strategico di discutere e di

valutare le decisioni e di controllare l’operato dei gestori . Qui si rileva un problema tra

le finanziarie regionali e la nuova disciplina delle partecipate. Le finanziarie regionali

sono delle partecipate pubbliche; dovrebbero sottostare al nuovo Decreto Legislativo.

Tuttavia, se modificano lo Statuto, come richiesto dalla legge Madia, è bocciato dalla

Banca d’Italia. Inoltre, ci sono limiti ai compensi e limiti alle deleghe, oltre che le quote

rosa (l’obbligo, nei CdA, di nominare almeno un rappresentante del sesso non

maggioritario). [In realtà non potrebbero essere nominate tre donne e se sono

nominate due donne ci vuole un uomo; normalmente accade il contrario. La cosa

diventa complicata se si applica il principio dell’amministratore unico. Lo si applica

solo nella misura in cui l’amministrazione nominante ha più di una società; se ne ha

due, se nomina l’amministratore unico maschio nell’altra nomina l’amministratore

unico femmina.]

Tali limitazioni sono fatte con l’accetta da un lato sono pensate per le situazioni

;

che non funzionano bene, dall’altro lato rischiano di mettere in difficoltà le situazioni

che funzionano bene e che non hanno vincoli . Tuttavia, la normativa è ancora in

Dalle norme sono escluse le società quotate in borsa e quelle che

evoluzione.

hanno già avviato il processo di quotazione entro una certa data Poi sono

.

state parzialmente escluse le finanziarie regionali Esse possono detenere

. partecipazioni a cascata

sotto di loro anche per

settori e attività non di

pubblico interesse ,

purché sia finalizzato lo

sviluppo locale . Per le

regole del numero di

consigli di amministrazione

hanno la deroga perché

sono vigilate.

La finanziaria

regionale della Valle

d’Aosta – Gruppo

FINAOSTA S.p.A..

Finaosta è un

intermediario vigilato

dalla Banca d’Italia . È

un’impresa finanziaria di

dimensioni importanti. Ha un attivo patrimoniale di 1,3 mln di Euro; ha un patrimonio

netto (tra capitale sociale e riserve) di 225 mln di Euro (per i soggetti vigilati e gli

intermediari creditizi è il parametro in base si fondano le regole di Basilea). Il margine

di intermediazione (o margine operativo di una società creditizia) è di 18 mln di Euro

circa. L’utile netto dell’ultimo bilancio è inferiore alla media degli ultimi tre; con la crisi

sono state spesate sofferenze e crediti deteriorati, in assenza dei quali l’utile netto era

Ha circa 10.000 finanziamenti in essere tra

intorno a 4,5 o 5 mln di Euro.

famiglie e imprese . È stata costituita nel 1982 con due partner bancari (Cassa di

Risparmio di Torino e San Paolo di Torino, le due banche più rilevanti nella piazza

Dal 2009 sono usciti i due partner bancari ed è diventata al 100% della

valdostana).

regione ed è società in house della regione sempre con la finalità di favorire lo

,

sviluppo socio-economico del territorio regionale attraverso una serie di

,

strumenti che ha la possibilità di usare autonomamente (stabiliti dalla regione

Svolge principalmente interventi

con provvedimenti, leggi o delibere di Giunta).

per le imprese e sono di un certo rilievo gli interventi per il cittadino non in

veste di impresa Si pensi ai finanziamenti per la casa

. (pacchetto prima casa e

che hanno certamente finalità di sviluppo economico

ristrutturazioni), , perché aiutare

il mercato immobiliare e il mercato delle costruzioni ha una ricaduta sull’economia. I

Può lavorare solo sul territorio

beneficiari diretti sono, in questo caso, i cittadini.

regionale anche se c’è qualche caso in cui si finanziano imprese non ubicate

,

sul territorio per permetterle di insediarsi sul territorio

, dopo qualche tempo, .

Oppure c’è qualche caso in cui si finanziano le imprese locali per lo sviluppo

di attività fuori dal territorio (a condizione che la nuova attività produttiva non sia

Gli interventi sono prevalentemente di carattere finanziario

l’attività prevalente).

(mutui e finanziamenti). Da alcuni anni, gli interventi sotto forma di contributo sono

Le altre attività che svolge sono di assistenza e consulenza

quasi scomparsi.

tecnica al socio regione ; attività di supporto e consulenza, dagli aspetti normativi

agli aspetti strettamente economico-finanziari.

Finaosta opera su due gestioni Gestione Ordinaria,

[Particolarità specifica. : la

fatta con i mezzi propri , nel rispetto delle finalità sociali e in totale autonomia

interamente a rischio dal punto di vista creditizio Gestione

decisionale, , e la

Speciale. Finaosta gestisce un fondo speciale costituito da risorse finanziarie

,

versate dalla regione e utilizzate per finalità e mandati dati dalla regione .

Quindi, ci sono partecipazioni in società che Finaosta ha per sua decisione (quella, per

esempio, della sua controllata Aosta Factor), a cui risponde (in termini di decisioni, di

gestione e di rischi), e altre partecipazioni che Finaosta ha in nome e per conto della

regione. La regione da mandato a Finaosta di acquisire le azioni di una società

(comprensivo delle risorse finanziarie), oppure le da mandato di costituire un fondo

per concedere i finanziamenti agli agricoltori… Tali attività agiscono su un fondo

Finaosta può non accettare i mandati che generalmente sono convenuti

speciale. ,

nella loro fattibilità e legittimità. La regione da

, con delibera di Consiglio o di Giunta,

mandato a Finaosta la quale accetta il mandato e ne realizza il contenuto

, ,

non utilizzando i fondi propri . La gestione sta fuori dal perimetro di bilancio e dal

perimetro delle segnalazioni vigilate in Banca d’Italia; si tratta di attività a rischio

regione. Negli ultimi anni, con le modifiche nella contabilità pubblica, queste

partecipazioni (in nome e per conto della regione) sono registrate nel bilancio

regionale (il quale, nello SP, conterrà eventuali minusvalenze o plusvalenze o

svalutazioni o rivalutazioni del fondo). Normalmente si tratta di mutui e

Gli strumenti a disposizione. finanziamenti a medio-

lungo termine . I mutui per

la prima casa sono

venticinquennali o

trentennali, quelli per le

ristrutturazioni sono

Non si tratta

trentennali…

di anticipazioni, di aperture

al credito e di finanziamenti

alla liquidità. Sino a

qualche tempo fa

c’erano i contributi in

conto capitale i contributi

;

in conto corrente e i

contributi di aiuto alle

imprese non ci sono più.

Sono rimasti i contributi

a fondo perduto sugli

investimenti limitati a certe categorie

, (imprese innovative, ricerca e sviluppo, su

sugli

attività specifiche che l’Unione europea ha riconosciuto sostenibili);

investimenti normali il contributo non supera il 10% dell’investimento (anni

fa c’erano contributi a fondo perduto che superavano il 50% dell’investimento Vi

).

sono forme di leasing agevolato in base al quale le

, mobiliare e immobiliare,

imprese ottengono leasing da società di leasing e Finaosta interviene

abbattendo il tasso di interesse , garantendo a tutti il tasso omogeneo (oggi di 1,5

Gli strumenti delle partecipazioni sono di

punti % inferiore a quello di mercato).

norma di controllo e per specifiche finalità . Noi abbiamo la storia

dell’acquisizione delle società funiviarie valdostane (oggi tutte di proprietà di Finaosta

Ci sono oggi due società fatte per specifiche finalità

su mandato della regione). società in house di Finaosta nate per la

(società temporanee di scopo), ,

realizzazione dell’ospedale e della Nuova Università Gli altri strumenti sono

.

l’assistenza tecnica e la consulenza non solo per il socio ma anche per

operazioni possibili fra il socio e le imprese .

Aosta Factor è la controllata di mercato di Finaosta È una società che

.

Finaosta detiene con la sua gestione ordinaria al 78% la restante quota è del credito

;

valtellinese. Aosta Factor è una società di factoring

, che opera sul mercato,

sottoposta a vigilanza da parte della Banca d’Italia L’attività è l’acquisto e la

.

cessione di crediti da parte delle imprese . Le modalità con cui avviene

È un’attività molto tecnica e

l’operazione possono essere pro-solvendo o pro-soluto.

specifica, che lavora sul breve termine e sul circolante , fatta a volte dalle imprese per

migliorare il proprio bilancio (trasformare i crediti in fatturato, a dicembre, fa bene agli

indici di bilancio). Ha 15 addetti e ha 1 mld di crediti all’anno (crediti che diventano

Fa 3,7 mln di Euro utile

esigibili in qualche mese, sono finanziamenti del circolante).

netto che Finaosta porta a casa come capogruppo. Ci sono complessivamente 8-

9 mln di Euro che possono annualmente rientrare nel bilancio regionale . Al momento

la regione preferisce metterli a riserva per patrimonializzare la società finanziaria e per

Per poter fare questi numeri non lavora solo in VdA

permetterle un’operatività. .

Gran parte della sua attività, è effettuata su gruppi industriali prevalentemente

infatti,

localizzati in Piemonte Lombardia e Liguria. Ha ancora spazi enormi per crescere. Sono

piccoli che, se si muovono bene, portano a casa risultati virtuosi e hanno un’ottima

reputazione.

Quali attività fa Finaosta per pubblicizzare i suoi strumenti? Essa non è

molto dinamica dal punto di vista della promozione perché è diventata troppo

,

in house. Ha un portale su cui sono descritti gli strumenti di supporto per le

imprese La finanziaria fa attività promozionale a basso profilo

. , infatti, da per

scontato che tutti conoscano. Inoltre, quando nasce una nuova misura ci pensa la

regione a dirlo (sono sempre tutti orgogliosi di rendere pubblica l’istituzione di un

nuovo aiuto o di un nuovo supporto per le imprese). Il cittadino comune si interessa di

Quindi

più sugli aspetti che riguardano lui direttamente, solitamente la prima casa.

non si fa pubblicità . [Le banche, specialmente ultimamente che i tassi sono scesi,

hanno fatto una forte pubblicità sui tassi bassi e sul fatto che, a differenza di Finaosta,

non c’erano limiti ad avere altre proprietà, all’importo, alle dimensioni della casa…]

L’attrattività di nuovi insediamenti

Le azioni a sostegno delle imprese. e investimenti in VdA

piace poco agli

imprenditori locali .

Finaosta, per il tramite di

Structure VdA e di Società

dispone di una

Autoporto,

serie di fabbricati e aree

industriali. Si cerca di far

evolvere , compatibilmente

con le norme e i suoi vincoli

e l’evoluzione della dei

situazione economica,

pacchetti di

insediamento in cui si

,

mette la disponibilità

dell’immobile (con, per

esempio, un canone

o finanziamenti

praticamente fittizio, a condizione che l’imprenditore se lo sistemi),

per attività produttive o interventi per la formazione del personale o

, ,

contributi per l’assunzione del personale (qualora sia un disagiato, che proviene

ci sono aiuti dal punto di vista energetico in

da Cassa Integrazione per esempio),

alcuni casi (aree industriali in cui si dispone di una piccola o media produzione

energetica che consente alle imprese di esserne gli utilizzatori diretti quindi di avere

Ci sono

una bolletta in cui si esborsa solamente il consumo dell’energia elettrica).

inoltre interventi specifici (per ricerca e sviluppo, per innovazione; dove sono

in cui occorre il progetto di ricerca i fondi sono

presenti contributi a fondo perso), ;

erogati a stato di avanzamento e ci sono dei controlli Occorre un’attività di chi

.

gestisce tali operazioni in particolare l’attività di scouting

; – ad esempio la

presenza a momenti di confronto tra gli operatori, ai saloni dell’economia, ad eventi

si tratta di momenti in cui bisogna

specifici in cui le imprese si confrontano –;

essere presenti ed essere capaci di customizzare e di profilare il pacchetto

in base alle aziende Il pacchetto insediamenti prevede un insieme di servizi

.

interessanti (alcuni servizi di cui può beneficiare il neo-insediato sono il digitale il

,

servizio di contabilità, la gestione tradizionale e condominiale delle aree esterne sino

,

ad arrivare a servizi di supporto e di recruting) .

Le aree sono passate a due società di proprietà di Finaosta, con finalità specialità

VdA Structure dispone dell’ex area Cogne e di tutte le strutture ed

specifica.

aree industriali valdostane dismesse di recente hanno acquisito le proprietà

;

agricole (le varie sedi delle cooperative che hanno riorganizzato le loro attività; i beni

erano stati dati in comodato dalle regioni alle aziende agricole). La regione ha

conferito tali sedi a Structure e c’è stata una fase difficile in cui i soggetti hanno

dovuto cambiare “padrone di casa” e passare da un affitto simbolico a un affitto di

La Società Autoporto ha le strutture immobiliari dell’ex autoporto

mercato. .

Un ragionamento può essere fatto sulla fusione delle due; una struttura unica che

affitta le strutture ad attività economiche (una alle attività industriali e l’altra al

terziario e ai servizi). Entrambe sono state acquisite e ristrutturate tra la metà anni 90

e agli inizi degli anni 2000, con una serie di interventi dell’Unione europea, che ha

consentito l’acquisizione, la bonifica e la ristrutturazione di parti importanti.

I fondi di rotazione , strumento concepito ed avviato quasi all’inizio di Finaosta,

sono costituiti dalla regione e finalizzati a concedere finanziamenti a

specifici settori per specifiche finalità e che hanno l’ambizione , dopo una fase

di rigenerarsi nel tempo attraverso i ritorni dei prestiti effettuati Si

iniziale, .

ha un fondo di rotazione iniziale da cui sono prese risorse per concedere i

,

finanziamenti; man mano che i finanziamenti sono restituiti questi tornano ad

,

alimentare il fondo che teoricamente non ha bisogno di

, quando va a regime,

essere alimentato da altre risorse . Si tratta della situazione dei mutui prima casa,

anche perché si sono ridotti, sia per la crisi, sia perché una volta che tutti ce l’hanno

nel

non si fa più nulla. Oggi, i nuovi mutui si pagano con i rientri dei vecchi mutui;

fondo ci sono ancora risorse per pensare a nuove iniziative , come quella della

Green Economy (che prevede la ristrutturazione degli edifici, possibilmente condomini,

C’è un fondo

con la finalità di renderli più efficienti dal punto di vista energetico).

per l’industria con interventi che vanno

(dalla piccola industria a quella più grande,

sugli immobili o sulle attrezzature), c’è un fondo per l’artigianato che prevede

,

varie misure (capannoni, attrezzature, per i consorzi artigiani ci sono massimali più

c’è un fondo per il commercio (sia per le nuove attività che per quelle di

alti…),

ristrutturazione), c’è un fondo per il settore alberghiero (acquisto,

c’è un fondo unico per l’edilizia (uno per la

ristrutturazione, ampliamento, spa…),

prima casa uno per la ristrutturazione dei centri storici e

– nelle sue tre declinazioni –

uno per l’efficientamento energetico).

Gli interventi mirati sono su dotazioni specifiche . Alcuni di questi prevedono

La ricerca e lo sviluppo

forme di contributo a fondo perduto. (per le imprese medio-

fa riferimento a ricerca sperimentale e

piccole il contributo arriva anche al 60%)

prototipale si può utilizzare anche il brevetto di un altro produttore a condizione che

;

non sia stato ancora utilizzato e che venga sperimentato in nuove attività produttive .

Si tratta di ricerche originarie che non devono necessariamente dare luogo a

brevetti per essere finanziate . Qui intervengono tecnici ed esperti che valutano

Il fronte innovazione è l’introduzione nei processi o nei

l’innovatività. ,

prodotti dei risultati della ricerca

, . Si rileva una lunga assistenza nelle spese

Poi ci sono forme di assistenza e di supporto alle imprese

sostenute.

innovative , normalmente piccole (si ha una soglia massima di fatturato e di

solitamente nuove e favorite nell’innovazione si tratta di assistenza e

dimensioni), ;

supporto finanziario nelle fasi di start-up dell’impresa le

. Molto spesso,

imprese innovative hanno la

, oltre che importanti percentuali di finanziamento,

possibilità di collocarsi in incubatori (strutture che VdA Structure ha tenuto da

dove piccole e nuove imprese possono insediarsi a condizioni di

parte),

vantaggio Sono

(utilizzando reti, sistemi informativi esistenti e quant’altro).

assistite nelle fasi di start-up anche per quel che concerne la ricerca dei

mercati la partecipazione ad antenne europee e quant’altro

, . È una forma che

L’ultima misura sostiene la capitalizzazione

ha anticipato i siti di co-working.

delle imprese (piccole che hanno tanto o poco capitale e che fanno fatica ad andare

Hanno la

in banca), caratterizzate da poco capitale, tanti debiti e poco patrimonio.

possibilità di vedersi finanziato il 75% di un aumento di capitale , sino a 500.000 €,

rimborsabile dall’impresa in sette anni. Esse diventano solide dal punto di vista

patrimoniale e della solvibilità verso il mondo bancario. L’aumento di capitale è

concesso da Finaosta, sotto forma di mutuo; che l’impresa restituisce dopo due anni di

preammortamento. Si chiamano finanziamenti alla capitalizzazione ma tecnicamente

sono prestiti partecipativi. Per dare supporto e

I vincoli operativi e normativi. Sono tanti e crescenti.

sostegno all’economia locale

gli strumenti sono diventati

stretti. Le norme contro gli

aiuti di Stato sono

diventate stringenti ,

soprattutto a partire dalla

metà degli anni 2000. Tante

misure che la regione e

Finaosta avevano in essere

hanno dovuto essere

cancellate Si trattava di

.

misure necessarie per rendere

attrattivo un territorio che,

probabilmente e per diverse

non lo era. Il fatto di

ragioni,

avere meno strumenti e di

non essere diventato

attrattivo rende più difficile fare sviluppo in una fase di difficoltà . L’autoporto

è una società con un equilibrio economico precario ma che chiude il bilancio in pari;

VdA Structure ha un patrimonio immobiliare di quasi 200000 mln di Euro, che deve

essere svalutato (coi tempi che corrono). Con tale patrimonio, gli ammortamenti sono

una bella cifra e coincidono più o meno con il valore delle locazioni; a ciò si aggiunge

l’IMU e il personale che gestisce la promozione e la strutturazione dei servizi. Pur

avendo un patrimonio del genere, è una società strutturalmente in perdita; a cui si

aggiunge la legge Madia (che dice di dismettere le società in perdita). Per quel che

un intermediario finanziario deve fare

concerne i temi della vigilanza bancaria, ,

segnalazioni di vigilanza sul patrimonio degli 850-900 mln di

ogni tre mesi,

crediti che Finaosta ha nel bilancio (la classificazione dei propri crediti e la

segnalazione, tra i propri crediti, di quanti sono pagatori normali, quanti scaduti,

A ciò si aggiungono dei limiti

quanti deteriorati…). (non più del 10% del patrimonio

e le norme

netto deve essere esposto verso un solo cliente o gruppo)

antiriciclaggio , che impongono un lavoro importante in fase di predisposizione e di

Una parte della struttura è impegnata a fare cose che

istruttoria dei finanziamenti.

non c’entrano né col concedere finanziamenti né con l’incassarli Poi c’è una

.

normativa prudenziale che prevede la rivalutazione periodica delle garanzie

, ;

se sono ridotte occorre prendere dei pezzi aggiuntivi per ricostituire l’importo

garantito. Poi ci sono le nuove regole sulle insolvenze tutte le finanziarie

;

hanno liquidità che mettono sulle banche tuttavia , con la nuova normativa del

si sta pensando di chiedere una norma che consenta

Bail-in, , ai gestori di fondi

la non applicazione della norma, nella misura in cui si è svolto un lavoro

pubblici,

corretto nell’identificare dove depositare i soldi pubblici Devono essere

. , inoltre,

calcolati i rischi dell’intermediario finanziario trimestralmente, semestralmente

,

e annualmente, con opportuna documentazione: rischio di credito (non incassare i

rischio di tasso di interesse

finanziamenti erogati), (che cosa succede al Conto

rischio operativo

Economico se i tassi variano) (se nelle procedure o nei processi

rischio di

succede qualcosa che fa sì non si riesca a ricevere il contributo),

compliance e normativo (col fatto che le norme cambiano in continuazione, se non

ci si adegua non si è conforme alle norme, ciò ti espone a rischi contabili, civilistici e

rischio settoriale di concentrazione

penali), (la troppa esposizione ad un settore

rischio di concentrazione

che sta entrando in crisi spaventosa), (tre o quattro

debitori che apparentemente sembrano scollegati tra loro, ma che sono collegati;

rischio

occorre prendere nell’istruttoria le informazioni sui collegamenti),

reputazionale (l’intermediario non può permettersi di uscire con qualche fatto sul

giornale o sull’opinione pubblica perché è un danno da quantificare in sede di

valutazione complessiva del rischio). Questi rischi vanno calcolati con formule,

modalità e criteri e vanno poi ponderati e pesati sul patrimonio di vigilanza (di circa

225 mln €).

Finaosta deve seguire la normativa pubblicistica

, essendo una società in house,

(norme sugli appalti, trasparenza, pubblicazione sul sito degli acquisti, delle gare e

deve seguire le leggi

degli avvisi di consulenza, normativa anticorruzione…),

regionali che disciplinano sia la gestione dei fondi, sia la gestione delle

partecipate e poi deve rispondere all’azionista (producendo nei suoi confronti

documenti programmatori e documenti di rendiconto).

Quando c’è il tempo di fare supporto allo sviluppo locale? Bisogna

cercare di farlo con il contorno di attività che è particolarmente pesante . Il

contrappasso di queste varie problematiche diventa un carico alle imprese, con tempi

più lunghi, con regole e vincoli più stringenti nei loro confronti e limitando, così, la

propria mission per cui Finaosta è stata costituita.

[Il credito concesso all’economia: quanto va alle famiglie e quanto alle imprese?

Dal punto di vista numerico prepondera straordinariamente il credito

concesso alle famiglie per la prima casa su 10.000 mutui, 7.000-7.500 sono per

,

quella finalità. Dal punto di vista dei valori no su 800 mln di impieghi

, invece, ,

metà sono destinati alle famiglie e metà alle imprese . Per quel che concerne l’accesso

Finaosta ha la

al credito per famiglie e giovani che devono comperare la prima casa,

funzione complementare di pescare quelli che verrebbero più difficilmente

inclusi ed accolti dal sistema bancario ordinario . Quindi fa concorrenza al

sistema bancario ordinario? Con la vigilanza della Banca d’Italia non si discosta dalle

Non può dare un finanziamento senza

regole della gestione prudenziale. , quindi,

garanzie la

(ipoteca sulla casa, fideiussioni personali, fideiussioni pro-quota…);

questione non si può derogare. È nata due anni fa una misura, il micro credito, che

riguarda piccoli finanziamenti da 25000 € che

(per avviare una piccola attività),

possono essere concessi senza garanzie . Questa misura, con minor difficoltà di

accesso, è partita da 1 anno o 1 anno e mezzo, ha erogato 4 mln di €, è concessa in

due tranche ed è restituita in cinque anni. Ad oggi, su quasi 4 mln erogati, metà delle

Poi ci sono problemi su quando le garanzie ci sono

posizioni sono in sofferenza. ,

ma ci sono lo stesso insolvenze e Finaosta diventa improvvisamente

proprietario di immobili che non sa che cosa farsene . Alla fin fine, con la

diminuzione dei tassi, la competizione è scesa per Finaosta: quando dava il 2 o 3% e i

tassi erano al 10% l’effetto era sensibile, rispetto ad adesso.

La politica del turismo (a cura di Carla Stefania RICCARDI)

[Perché c’è bisogno di una politica? Se si interviene, in linea di principio, è

perché c’è un fallimento nel mercato. Il mercato da solo non funziona bene, quindi

bisogna intervenire con azioni di correzione degli esiti attuati dal mercato. Quali sono

gli strumenti con cui effettivamente si fanno le politiche, magari in coerenza con una

lettura dei fallimenti del mercato? Bisogna intervenire perché le strutture sono piccole

imprese che da sole hanno problemi di accesso al credito, rispetto alle medie e grandi

imprese? Lo strumento coerente deve agevolare l’accesso al credito per le piccole e

medie imprese alberghiere. Ci sono certe cose che si possono fare

Diverso è il problema del coordinamento.

solo se gli operatori si coordinano tra loro Anche

(si usa dire che fanno sistema).

questo è un fallimento del mercato tutti ci guadagnano se ci si coordina ma

:

ognuno lo lascia fare agli altri; una situazione in cui

è un classico equilibrio di Nash,

se si lascia fare l’azione agli altri ci si guadagna ma se tutti fanno questo

,

ragionamento non si attua nessuna iniziativa e nessuna azione di raccordo .

Talvolta l’azione pubblica mira a favorire il coordinamento tra gli operatori; qui ognuno

ha la convenienza a fare l’opportunista e non a collaborare con gli altri, anche se tutti

avrebbero convenienza a collaborare. Le azioni che ci devono essere sono strumenti

adeguati a facilitare e stimolare la collaborazione. Occorre capire gli strumenti in modo

queste cose che si fanno producono i

coerente con il problema da trattare. Inoltre,

risultati? Quali sono le variabili e gli indicatori che fanno dire che si producono

risultati? Leggere l’efficacia di una manovra e di una

Come si legge l’efficacia?

azione è difficile . Se si danno i soldi pubblici, stiamo regalando i soldi agli operatori?

Stiamo dando aiuti in misura commisurata o stiamo facendo politiche di consenso, per

raccogliere voti? C’è una riflessione o uno strumento finalizzato a stare attenti all’uso

La valutazione di quello che si fa dovrebbe essere un

delle risorse pubbliche?

tema delle politiche . Cogliere se c’è un momento valutativo, di riflessione, di

correzione, perché magari alcune cose funzionano bene e altre male.]

Sino agli Novanta , l’amministrazione regionale valdostana godeva di una

privilegiata situazione finanziaria, disponeva di abbondanti risorse economiche; di

conseguenza, poteva permettersi di organizzare autonomamente, con risorse proprie,

Tutto ciò che era necessario per la

tutta la promozione turistica regionale.

promozione turistica era realizzato direttamente dagli uffici regionali Questo

.

accadeva in una forma molto dispendiosa dal punto di vista economico a cui non è

,

corrisposta negli anni una parallela organizzazione strutturale , anche in termini di

L’abbondanza di risorse economiche faceva sì che molte

risorse umane.

funzioni turistiche venivano affidate all’esterno mediante appalti o

affidamenti diretti Si incaricavano delle agenzie,

. normalmente collocate al di fuori

che facevano una o più campagne promozionali durante l’anno per

della regione,

promuovere il territorio. Non c’era nemmeno una necessità sentita da parte

degli organismi politici di investire più di tanto nel turismo la particolare

;

condizione finanziaria di cui si godeva faceva sì

, che sembrava non finire mai,

che non ci fosse lo stimolo ad investire in politiche del turismo , che devono

essere fondamentali per una regione come la nostra, che non ha altre ricchezze così

Il cambio di

determinanti tali da farla sopravvivere da un punto di vista economico.

paradigma è avvenuto con la crisi finanziaria che ha colpito , in tempi più

anche la nostra regione Si è dovuto ripensare

recenti rispetto agli altri territori, . ,

a come deve essere organizzato un sistema turistico

e ancora si sta pensando, .

La regione , che non deve più essere un attore protagonista, che non deve essere più

deve

colei che realizza le attività di promozione e di commercializzazione turistica,

diventare un facilitatore deve favorire tutti gli altri soggetti che sul

;

territorio si occupano di turismo e cercare di metterli in rete tra loro affinché

,

la sinergia tra le loro forze riesca ad ottenere un risultato migliore di quello che si è

ottenuto finora. Il cambio del ruolo da parte dell’amministrazione regionale non è così

Si tratta di un

semplice, né nella testa dei politici, né nell’organizzazione regionale.

cambio che fatica ad arrivare le leve finanziarie e il potere

. A seguito di ciò,

economico di determinare scelte e di realizzare delle attività non risiedono

più nell’amministrazione regionale bensì in altri soggetti pubblici e privati

, .

Una grossa componente di soggetti pubblici è rappresentata dagli enti locali, che

beneficiano di una grossa entrata determinata dall’imposta di soggiorno. Courmayeur,

Cervinia, Cogne e Gressoney hanno una quantità di risorse finanziarie determinata

dall’imposta straordinariamente superiore al budget che la regione ha a disposizione.

Alcuni comuni, in particolare, sono in possesso di entrate derivanti dal comparto

turistico tali da permettere loro di determinare delle politiche turistiche nei loro

rispettivi ambiti. I soggetti privati sono tutti coloro che possiedono attività ricettive sul

territorio, ma anche la ricettività minore (che sta diventando molto interessante; realtà

che sono fiorite nella regione grazie a politiche di incentivazione messe in atto nel

passato), i commercianti, le attività d’impresa che possono interagire con il mondo

turistico (piccole aziende turistiche che realizzano prodotti del territorio).

Nello scenario tracciato dalla precedente amministrazione la regione deve

,

sicuramente affrontare un cambio di governance del sistema turistico , che

altrimenti si rischia una parcellizzazione delle

non può più restare uguale a sé stesso;

attività non coordinate tra di loro e la mancanza di una politica identitaria regionale

nei confronti dell’esterno. L’ipotesi è stata quella di

, perseguita sino ad oggi,

immaginare un unico soggetto pubblico ma snello in grado di svolgere le

funzioni di informazione e promozione le funzioni che attengono

. Attualmente,

al sistema turistico sono informazione e accoglienza, promozione del territorio

:

all’esterno, commercializzazione del territorio (la più delicata, con la quale si vende il

le funzioni d’informazione ed

proprio prodotto turistico). In questo momento,

accoglienza sono svolte dagli uffici regionali del turismo (sparsi sul territorio,

alcuni che funzionano tutto l’anno e altri che funzionano in determinate stagioni

La promozione,

dell’anno). che è e dovrebbe essere volta dall’amministrazione

implica immaginare una serie di attività che attirino turisti italiani e stranieri

regionale,

nel territorio. Essa è un’attività che non resta uguale a sé stessa nel corso del

tempo si deve adeguare ai nuovi strumenti

; (negli ultimi anni si è trovata dinanzi

all’abbandono, da parte delle nuove generazioni, del cartaceo e all’abbandono di

determinate campagne promozionali per spostarsi sui social e sul web). Occorre

La promozione

ripensare al modo di promuoversi utilizzando questi nuovi sistemi.

comporta lo studio dei paesi in cui si vuol essere presenti per attirare i

turisti . Occorre capire a quali mercati interessa il nostro territorio; inoltre, occorre

capire quali prodotti offrire a tali mercati, perché non tutti i mercati sono interessati

agli stessi prodotti. Occorre immaginare delle strategie ed inventarsi attività, pacchetti

La funzione di promozione

e proposte a seconda del mercato che si vuol aggredire. ,

non è attuata in maniera centralizzata

svolta oggi dall’amministrazione regionale,

bensì in maniera diffusa . Siccome è un’attività molto visibile dal punto di vista della

la funzione è sparsa in ogni assessorato

politica, (turismo, cultura, attività

produttive e agricoltura); con il risultato della promozione turistica, promozione

Una promozione

culturale, promozione enogastronomica e promozione artigianale).

del genere non è evidentemente efficace ed efficiente L’idea è

. , partendo dalla

arrivare ad una situazione più organizzata

promozione diffusa, . Andando a

vedere le esperienze delle altre regioni italiane, è stato verificato che le soluzioni sono

state fondamentalmente di due tipi: la costruzione di una società esterna

all’amministrazione regionale (ancorché in parte partecipata dalla regione), oppure

l’identificazione di un’agenzia pubblica che si occupi di tutte le funzioni in precedenza

menzionate. Sicuramente non si sceglierà la strada della società privata, per una serie

Un’ipotesi al vaglio è la creazione di un soggetto unico

di motivi. , un’agenzia

che si occupi di tutto il settore turistico al fine dell’uniformità dei

regionale, ,

comportamenti di una

(non ci possono più essere modalità differenti di promuovere),

maggior visibilità verso l’esterno (la regione si manifesta come amministrazione

e della razionalizzazione delle risorse

regionale e non come assessorato) (umane e

L’altro vantaggio di creare un organismo pubblico unitario sarebbe quello

finanziarie).

di concentrare in un unico soggetto dall’80 al 90% dell’imposta di soggiorno Il

.

vantaggio di un’agenzia è la promozione dell’intero territorio e che le risorse

servono a tutti . Nelle altre regioni, le risorse sono centralizzate e i suoi vantaggi

Un altro punto debole del sistema sta nella funzione della

sono redistribuiti.

commercializzazione (chi vende i pacchetti turistici, i prodotti turistici, le proposte di

Non esiste in questo momento

soggiorno in VdA). , nella nostra regione,

un’agenzia che faccia da in-coming Dal punto di vista normativo dovrebbero

.

essere i consorzi turistici, a svolgere tale

formati dagli operatori del territorio,

funzione; L’auspicio è

che però non svolgono, perché commercializzare è complesso.

che si possa stimolare il tessuto economico privato a

, mediante un’agenzia,

prendersi carico di queste funzioni molto importanti .

Di fatto, in materia di turismo si fa capo a diversi assessorati. Quindi diventa un

problema riuscire a fare una strategia unitaria. Sembrerebbe un problema

organizzativo; in un certo senso risolvibile. Occorre trovare i modi appropriati per

gestire il coordinamento tra gli assessorati. Tuttavia, nessun assessore rinuncia a sfere

Immaginare forme di coordinamento è una questione che tutti

di competenza.

i governi regionali devono trattare non vuol dire ricondurre a un unico

;

assessorato tutte le competenze. Occorre avere in mente una sorta di matrice in

cui ci sono competenze distribuite tra i diversi assessorati che alimentano

,

funzioni differenti, tra cui la funzione turistica. il

Il turismo è una funzione portante dell’economia valdostana. Quindi,

problema di occuparsi del turismo e di far fiorire le destinazioni turistiche è

il problema di far fiorire le economie valdostane occorre

. Inevitabilmente,

interrogarsi sul modello di sviluppo della Valle d’Aosta Ogni responsabile di

.

settore, dovrebbe avere in mente,

che si preoccupa del proprio settore, specialmente

una visione sullo sviluppo economico

se si parla di turismo che impatta sul territorio,

del territorio tale per cui colloca le sue attività nel proprio territorio ; non è per nulla

facile perché ognuno vede le proprie cose.

I soldi non ci sono più; non ci sono più i sussidi alle imprese; sussistono ancora i

Il compito prioritario della regione non è quello di

prestiti a tasso agevolato.

intervenire a favore delle singole strutture quanto di fare azioni di sistema

,

(attuabili solo da un ente politico preposto alla gestione del sistema Si tratta di

).

favorire il coordinamento alimentare la cooperazione tra gli operatori

, ,

metterci quello che occorre per fare nuovi programmi e progetti cercare

,

fondi europei per alimentare tali investimenti .

Il piano di sviluppo della regione Lombardia contiene un messaggio simile. È un

pensiero diffuso delle amministrazioni regionali, stimolato dal fatto che è il periodo

delle vacche magre e nel quale la finanza pubblica di una volta rimane quella di una

Il futuro non è più quello in cui si danno i soldi a tutte le imprese le

volta. ,

risorse vanno usate con molta più cautela ed attenzione (sulle quali è possibile

La parte di budget discrezionale destinata alle risorse richiede molta

manovrare).

attenzione ed è minore rispetto al passato; quindi viene meno l’azione di sussidi

alle imprese rispetto al passato che tende ad essere minore

, quando permane,

rispetto al passato .

Se operiamo su un settore come il turismo , settore fondamentale per

bisogna avere una visione La visione da cui si

l’economia di un territorio, .

elaborano obiettivi programmi e progetti non è stata narrata C’è chi

, .

sostiene che non occorra più una visione e che si lavora per progetti È un

.

modo più fluido, che non richiede una visione che garantisca una coerenza dei vari

interventi. È un ritorno al passato per certi versi. Lavorare così è diverso dalla visione

La Valle d’Aosta ha un documento che dia una visione

complessiva. (il futuro del

calata nell’azione politica?

turismo nella regione) Esiste il piano di marketing

“La

strategico della VdA, elaborato nel 2009 da una società di consulenza romana.

regione unica: identità, qualità e specializzazione.” [Il documento rischia di essere

datato, ammesso che conti qualcosa nelle scelte e nell’azione strategica della regione.

L’introduzione parla di una serie di cambiamenti in atto nel turismo Cambia

.

la geografia del turismo ; storicamente la regione era un mercato di prossimità,

continua ad esserlo, ma stanno crescendo gli stranieri, compresi quelli che vengono da

lontano. La componente straniera cresce di importanza ed è una fetta decisamente

cambiano le generazioni

importante. Inoltre, . Le vecchie generazioni scelgono il

posto dove andare e si fidelizzano. Le nuove generazioni non scelgono dove andare,

Il turismo diventa via via

ma scelgono che cosa fare, quali esperienze attuare.

esperienziale . Sono consumatori di nuova concezione e sono meno fidelizzabili. Gli

attrattori importanti, di conseguenza, diventano ancora più importanti. La Sky Way o il

Forte di Bard, in questa logica, diventano ancora più importanti, sono degli attrattori

per cui vale la pena di venire apposta. Tanto più che sta venendo meno il modello

Si sta passando

villeggiatura, tale per cui si va in un luogo e si sta una settimana.

dalla villeggiatura alle micro-interruzioni di qualche giorno che hanno una

,

portata estremamente interessante. Con i micro-periodi è possibile lavorare sulla

destagionalizzazione dei flussi turistici . Mettendo insieme i micro-periodi e gli

Un altro cambiamento è la

attrattori, si possono costruire cose interessanti.

ricerca delle nuove specializzazioni (i nuovi mestieri, ad esempio le professioni del

turismo in montagna). Si tratta di cambiamenti che hanno ripercussioni e che

interrogano il sistema.]

La Lombardia, che non ha un documento del genere, definisce il turismo come

un pezzetto dell’economia e come uno dei capitoli del piano di sviluppo regionale. Una

pagina di un documento che parla dell’economia del territorio, sintetizza le linee guida

del turismo, quelle necessarie per mettere in atto strumenti a sostegno del sistema

In Lombardia si fanno ancora aiuti alle imprese

turistico. . Sussiste un bando – le

cui domande scadono a maggio – necessario a finanziare le strutture turistiche. Non

c’è una scheda che dia l’idea di come disegnare complessivamente gli interventi

finalizzati ad agevolare gli operatori. È necessario osservare la procedura. Ci sono tre

tipi di procedure. È una procedura per la quale se si hanno dei requisiti e se

a) Automatica.

si sottopone una richiesta di finanziamento (in forme diverse), corrispondente a

in automatico gli viene riconosciuto il sussidio

quanto previsto, . Tipicamente le

procedure automatiche riguardano singoli importi. Man mano che l’ammontare del

sussidio o dell’importo cresce, ci si sposta nelle procedure esposte successivamente.

È più complicata e richiede una valutazione

b) Valutativa (competitiva).

da effettuare . Per esempio, gli aiuti alle aziende per progetti di ricerca industriale.

occorre vedere se gli corrispondono priorità che magari la politica

Spesso,

locale ha inteso definire Se, è prioritario fare interventi che vadano

. per esempio,

nella direzione del risparmio energetico . Ci sono elementi di valutazione di vario

genere (ad esempio nella commissione si procede all’individuazione di due valutatori

competenti nella singola materia).

È ancora più selettiva e valutativa è una procedura in cui le

c) Negoziale. ;

parti si obbligano reciprocamente . Si seguono per interventi importanti che

richiedono prestazioni anche dal governo.

Tali procedure si incrociano con l’essere a sportello o l’essere a bando .

primo caso, non esce un bando ma c’è lo sportello sempre aperto che al

Nel ,

limite si chiude se si finiscono le risorse L’essere a sportello è più difficile sulle

.

procedure automatiche; secondo caso si

non si sa ex-ante quanti soldi usciranno. Il

abbina alla procedura valutativa occorrono graduatorie dalla più

. Inoltre, ,

meritevole alla meno meritevole. Un bando fissa un ammontare complessivo delle

In entrambe le procedure c’è sempre un’istruttoria in

risorse rese disponibili.

cui occorre evidenziare alcuni dati .

L’individuazione di soggetti beneficiari

1) . Se facciamo un bando perché si vuol

sostenere il turismo, i soggetti beneficiari sono di un certo tipo. Si risponde alla

domanda del chi può accedere alle risorse.

La profilazione delle iniziative agevolabili

2) . In VdA è ammesso l’operatore

turistico che ammoderna il proprio albergo, in base al bando. In Trentino Alto Adige

occorre, invece, qualcosa di innovativo o essere a favore dell’ambiente (vi sono bandi

Si tratta di iniziative

più restrittivi, meno aperti e generici). , che possono essere di

dettagliate per tipologia di ubicazione

diverso tipo, ; (dove si realizzano le

per tipologia di interventi

iniziative), (realizzazione di nuove strutture,

ristrutturazioni, ampliamenti, ammodernamenti, riqualificazioni delle strutture

non tutte le iniziative

esistenti, riorganizzazione delle attività di impresa…). Quindi,

attuate da un operatore turistico sono agevolabili .

Spese ammissibili. Non tutte le spese sono ammissibili alcune voci sono

3) ;

ammissibili e possono concorrere a determinare l’ammontare dell’investimento che

verrà agevolato, altre no.

La forma dell’aiuto. Lo si può dare come contributo a fondo perso o in

4)

altro modo I primi tendono a scomparire e li si danno sotto forma di prestito

.

agevolato che somigliano al contributo in conto interessi

, . Il prestito agevolato è fatto

con agenzie pubbliche (tipicamente le finanziarie regionali); ha meno problemi rispetto

a un contributo in conto interessi (che vuol dire che qualcuno ci ha prestato,

Oltre ai

tipicamente un operatore bancario, al quale occorre fornire delle garanzie).

contributi a fondo perso o ai contributi in conto interesse (o prestiti a tasso

ci sono altre forme per esempio rafforzare il sistema delle

agevolato), ,

garanzie Alcuni operatori si assumono il compito di garantire

. , anche pubblici,

un determinato prestito Si accolla il rischio che il beneficiario del finanziamento

.

risulti insolvente e offre delle garanzie, al fine di ridurre il tasso di interesse che il

beneficiario del prestito deve pagare a chi gli ha concesso il prestito Altre forme di

.

aiuto sono ancora più sofisticate e hanno a che fare con la

patrimonializzazione delle aziende I prestiti partecipativi

. , in cui Finaosta entra

come socio di minoranza oppure con un finanziamento diretto per un’azienda, che si

assume i rischi del capitale privato nell’azienda. Inoltre, le compensazioni fiscali, le

agevolazioni fiscali, i super ammortamenti. Spesso c’erano agevolazioni nel lavoro, la

più classica era la fiscalizzazione degli oneri sociali che, di fatto, era un modo per

sussidiare gli investimenti sul lato del lavoro anziché sul lato degli investimenti.

La quota agevolabile. Quanta parte dell’investimento è finanziato È una

5) .

percentuale modulata magari per tipologia dell’iniziativa

, (alcune ritenute più

meritorie e altre meno meritorie), magari territorialmente. In Valle d’Aosta, ad

esempio, nel caso del turismo, le intensità di aiuto sono modulate diversamente a

Siccome gli

seconda dei comuni (in alcuni comuni è maggiore, in altri è minore).

aiuti possono avere forma diversa, devono essere sempre espressi così:

ESL / Totale spese ammissibili .

Massimali. L’importo massimo del sussidio non può eccedere una quota

6) .

Talvolta ci sono dei minimali nell’investimento, nelle spese ammissibili, le quali devono

essere inferiori a determinati totali.

Dopodiché ci sono altri numerosi dettagli. [In un bando, l’aiuto è il tasso agevolato ad

esempio. Si imparino le caratteristiche essenziali di un bando procedura valutativa a

sportello.] Infrastrutture e Sviluppo Locale

Quanto varia la produttività dei fattori della produzione utilizzati dalle imprese

al variare delle dotazioni infrastrutturali? Gli investimenti infrastrutturali

aumentano la produttività dei fattori e generano ricadute positive sulla

produzione Le infrastrutture riducono il costo dei fattori della produzione

. ;

c’è maggior concorrenza sul mercato del lavoro e potrebbero venire a lavorare nuove

Ridurre il costo di cui sopra rende le aziende

persone che prima non volevano.

più competitive . Se c’è

Tutti sono abituati a dire che le infrastrutture accompagnano la crescita.

crescita economica e le infrastrutture non si sviluppano di pari passo ciò

,

rappresenta un freno alla crescita Diverso è dire che le infrastrutture

.

spingono la crescita . Si tratta di due frasi che hanno un contenuto diverso dal punto

un eccesso di infrastrutture potrebbe

di vista dell’idea delle politiche. Tra l’altro,

trasformarsi in qualcosa che frena alla crescita . Avere infrastrutture comporta

risorse per mantenerle e gestirle adeguatamente.

i territori non sono omogenei nei livelli di sviluppo

Inoltre, . Hansen (nel

l’efficacia potenziale degli investimenti pubblici

lontano 1965) teorizzò che

varia tra tre grandi categorie di regioni congestionate intermedie e in

: ,

ritardo regioni congestionate, i vantaggi che derivano da nuovi

. Nelle

investimenti pubblici sono subito controbilanciati dalle maggiori esternalità

negative generate dal maggior livello di attività

(inquinamento e congestione) .

Siamo sicuri che abbiamo davvero bisogno di nuove infrastrutture? Se abbasso il

livello di congestione dell’area, l’area diventa più attraente e competitiva; se

appesantisco di nuovo l’apparato, c’è crescita, ma su un territorio congestionato, dove

fare infrastrutture è a costi crescenti. [Cosa succede quando, in un sistema

congestionato, si fa una nuova infrastruttura? Accade il principio della triplice

convergenza (tre comportamenti di aggiustamento): alcuni utilizzano la nuova

infrastruttura (aggiustamento di versione dei percorsi); altri partono in ritardo a causa

del minor traffico (aggiustamento sul lato degli orari); altri ancora utilizzano i mezzi di

trasporti (aggiustamento nel modo di trasporto). Tutto è congestionato come prima e

non è cambiato nulla. Addirittura, costruire infrastrutture del genere sembrerebbe

essere una spesa quasi inutile dal punto di vista dell’efficienza del sistema.] Nelle

regioni in ritardo di sviluppo, le infrastrutture hanno ridotta capacità di attirare

o far nascere nuove attività e quindi sono inefficaci (infrastrutture regioni

sottoutilizzate, che non sostituiscono lo spirito imprenditoriale). Solo nelle

intermedie esse sono suscettibili di produrre una ricaduta positiva e

significativa sulla crescita economica .

Quando si parla di infrastrutture occorrono caratteristiche sintetiche

riassunte nel concetto di trasversalità e bassa sostituibilità . 1)

L’infrastruttura non è un bene che è necessario per una sola attività

specifica . L’autostrada, che è poli funzionale, ha una funzione trasversale e pervasiva

Una infrastruttura è

nel sistema. 2)

importante se non può essere

facilmente sostituibile con altre . Gli

Si

ospedali non sostituiscono le strade

deve trattare di beni che non è facile

sostituire con altri beni.

Spesso le infrastrutture sono associate all’idea di bene pubblico , prodotto con

con bassa escludibilità e bassa rivalità

un processo di decisione collettiva,

(implicano che il consumo di un bene pubblico da parte di una persona non riduce

l’utilità di un’altra persona nell’effettuarne il consumo). Il bene pubblico per eccellenza

è la difesa nazionale. Poi ci sono le posizioni intermedie; le risorse locali o comuni, a

disposizione di una collettività locale (il classico esempio è dato dai commons, ed

hanno rivalità nel consumo, ma la proprietà comune non permette l’escludibilità. Ed

Spesso i beni di club sono beni pubblici

infine i beni di club, dove posso escludere.

locali, a disposizione di una comunità locale e non di altri (ad esempio il giardinetto

Spesso anche questi sono soggetti a problemi di congestionamento

locale). . Se il club

cresce troppo e il bene non lo si può far crescere?

Quanto più il bene somiglia a un bene pubblico puro tanto più è difficile che

,

sia prodotto da un operatore privato Spesso l’idea di bene pubblico è

.

associata all’idea di investimento pubblico e di produzione pubblica . Infatti,

le infrastrutture devono disporre di una certa capacita di

normalmente,

riserva (spare capacity) necessaria a fronteggiare imprevisti a prevenire

,

incidenti a trattare picchi di domanda

, . Specialmente nelle località turistiche; in

cui occorrono investimenti dimensionati sul picco. Non è così per caselli autostradali,

Tale necessità può rendere poco conveniente

autostrade o reti di trasporto.

l’investimento per un operatore privato poiché non essendo stoccabile, la

,

capacità di riserva si traduce in eccesso di offerta . Questo contribuisce a spiegare

perché talvolta gli investimenti devono essere pubblici.

Esistono altri due caratteri che connotano l’infrastruttura l’indivisibilità

,

e l’inamovibilità

(elevato livello) . Una infrastruttura è un’immobile (secondo

carattere); è indivisibile (si pensi alla linea ferroviaria, finché non è fatta tutta non

perché l’indivisibilità fa sì che non si possa

funziona). Può essere un problema,

facilmente adeguare l’infrastruttura all’evoluzione della domanda di

mercato Le infrastrutture si fanno di una certa dimensione e spesso si usa

.

l’idea di farle sovradimensionate rispetto al bisogno odierno , perché si

scommette sul fatto che in futuro aumenterà l’utilizzo di infrastrutture. L’idea del ciclo

di vita delle infrastrutture è che partono sovradimensionate, poi vanno a regime pieno

Il

e, ad un certo punto, dovrebbero essere ammodernate o sostituite.

sovradimensionamento di una infrastruttura rispetto al mercato è un altro

dei motivi per cui può essere non conveniente per l’impresa fare questi

investimenti .

Tali aggettivi dovrebbero contribuire a dire se un determinato bene sia

una infrastruttura o meno . Le statistiche e le informazioni sulle infrastrutture

Si

contengono una classificazione merceologica che ha gradi di discutibilità.

dovrebbero utilizzare criteri per

capire se il bene lo si può mettere

sotto l’etichetta infrastruttura o

meno. L’ISTAT produce l’Atlante

Statistico Territoriale delle

Infrastrutture contiene dati sulle

;

infrastrutture a livello nazionale,

regionale, talvolta provinciale. Le infrastrutture sono raggruppate in 10 categorie (ogni

Ci sono informazioni sulle dotazioni

categoria ha diverse variabili al suo interno).

fisiche delle infrastrutture, sulla loro funzionalità... Non basta dire che c’è o meno

una determinata infrastruttura occorre aggiungere altre informazioni

, , che

danno una misura della dimensione, della qualità, del livello di servizio

dell’infrastruttura. È bene capire anche il livello di congestionamento

Ci sono una serie di infrastrutture che non chiameremmo

dell’infrastruttura.

tali (commercio, intermediazione bancaria). Se vogliamo ragionare sulle dotazioni

fisiche di un territorio, sono cose che hanno una manifestazione immobiliare e una

Ci sono infrastrutture fatte

ripercussione sul funzionamento del territorio.

interamente dai privati Su una serie di infrastrutture si è sviluppata la

.

distinzione tra chi la possiede e chi ne gestisce il servizio (questo avviene per

le reti di trasporto, per le reti di trasmissione dell’energia). Sulle ferrovie la cosa non

era chiara; con disposizioni europee si è previsto di disgiungere la proprietà

dell’infrastruttura e chi ne esercita il servizio di trasporto. La proprietà Poi c’è il

dell’infrastruttura non è detto che debba essere necessariamente pubblica.

discorso delle tecniche finanziarie in particolare la finanza di progetto

, ; ha

fatto sì che una serie di opere di pubblica utilità siano state fatte con capitale di privati

e con concessioni.

Le infrastrutture sociali sono per la persona Le

(scuola, sanità…).

infrastrutture economiche sono prevalentemente a servizio della produzione .

La strada appartiene ad entrambe, ma è vista come un’infrastruttura economica

Le infrastrutture

perché a servizio delle attività economiche delle persone.

puntuali hanno un mercato gravitazionale servono il territorio intorno Le

, .

infrastrutture di rete mettono in relazione luoghi diversi sul territorio e

questi luoghi sono collegati tra loro

(terminali, nodi, stazioni ferroviarie, porti…)

attraverso archi o reti di trasmissione (dati, trasporto energia, rete stradale).

Questi archi sono fisici (la strada), infatti a volte non c’è bisogno di realizzarli con

investimenti.

Le statistiche sulle infrastrutture sono normalmente disponibili, anche

se i dati non vengono aggiornati con una elevata frequenza . Del resto,

l’evoluzione della rete viaria, per esempio, non è tale da richiedere ogni anno la

rielaborazione di onerose statistiche anche se, da un punto di vista locale, la

realizzazione di una nuova infrastruttura stradale può generare importanti impatti

L’aggiornamento è importante soprattutto se ci sono

economici sul territorio.

grandi variazioni . Una carenza informativa micidiale sulle infrastrutture, in

particolare su quelle di rete, è data dai flussi (cose tra un’origine e una destinazione).

Oggi col fatto che

, con la moltiplicazione dei gestori telefonici,

un’informazione è diventata

preziosa per le attività

commerciali è impossibile

, , fatto

che un

salvo gli sviluppi tecnologici,

operatore normale possa

costruire una matrice come

quella riportata a lato Un altro

.

esempio è dato dal trasporto merci

(quali merci escono da un territorio e

Il dato può

la loro destinazione).

rivelare come ci si specializza. Una

volta, mediante le dogane, si sapeva

la partenza e la destinazione delle

È molto difficile controllare il flusso

merci; si faceva commercio internazionale.

delle merci ; per strada, su ferrovia… L’informazione sarebbe importantissima ma è

davvero carente. Lo stesso ragionamento si può effettuare per lo sviluppo turistico di

un territorio (in cui occorre sapere la provenienza dei flussi di persone).

Come si misurano le infrastrutture? Esistono due “scuole di pensiero” .

La prima privilegia la spesa per investimenti pubblici Si ottiene una stima dello

1) .

stock di capitale pubblico quantificando il flusso di investimenti pubblici

,

effettuati lungo un arco di tempo sufficientemente lungo e poi si

(pluriennale) ,

applica il metodo dell’inventario permanente (PIM – Perpetual Inventory Method).

Gli investimenti sono una grandezza flusso, le infrastrutture sono una grandezza stock.

Il metodo dell’inventario

Si sommano gli investimenti effettuati anno dopo anno.

ha il vantaggio di avere un valore storico del patrimonio infrastrutturale . b)

La seconda privilegia la misurazione del capitale fisico attraverso le metriche

,

fisiche più corrispondenti a ciascun bene capitale (km di strade, numeri di posti

letto negli ospedali…). Occorre individuare le metriche di ogni infrastruttura, perché

Il metodo dà

sono diverse e non si possono sommare beni con metriche diverse.

maggior evidenza sui tipi di infrastrutture . Fare un ospedale in Calabria ha costi

le spese per le infrastrutture

diversi dal farlo in Lombardia; , a parte il

sono diverse da territorio a territorio

posizionamento fisico, . Si effettuano tali

misurazioni per poi parlare di dotazioni (messe sotto la lente di ingrandimento quando

si discute di crescita e di sviluppo).

Una volta ottenute quasi 570 variabili (la metà sono variabili che misurano

come sintetizzare e confrontare?

dotazioni fisiche), Le metriche vanno poi

Se si confrontano territori diversi, occorre usare la

esplicitate e consolidate.

stessa metrica di rilevazione delle infrastrutture . Non si possono usare metriche

Poi bisogna normalizzarle ovvero ricondurre lo stock fisico al

diverse. ,

territorio (ovvero posti letto per abitante, aule scolastiche per popolazione in età

al fine di avere un indicatore che abbia un contenuto informativo

scolare…), .

Dopodiché si potrebbe aggregare il tutto Occorre togliere le metriche,

. perché

Un modo standard è standardizzare

non è possibile sommare posti letto con km. ,

cioè dividere per un valore che elimini le metriche e che riconduca

l’indicatore ad un numero puro . Per esempio, un numero che vada da zero a uno

È utile anche per effettuare confronti

(zero se non c’è e 1 se raggiunge un massimo).

intertemporali. È comodo effettuare le aggregazioni, ma è un tema complicato.

Come aggregare indicatori di singole infrastrutture? Ci possono essere

casi in cui l’infrastruttura può essere agevolmente sostituita dall’altra

(sostituibilità elevata); nel caso di strade provinciali, statali e autostrade, non si tratta

Se i beni sono perfetti sostituti si potrebbero fare

di beni perfetti sostituti. ,

medie aritmetiche che abbiano un senso Quando si

; il viceversa non va bene.

fanno gli indicatori sintetici spesso si parte da un set di indicatori che

,

appartengono ad alcune categorie Si può

(strade, reti ferroviarie, scuole). , nel

usare medie aritmetiche

processo di aggregazione, (magari aggregando strade e

Man mano le medie diventano meno significative occorre trovare

autostrade). ,

altri modi per aggregare che hanno a che fare con la sostituibilità

,

imperfetta , sino a dire che non c’è sostituibilità. La problematica si risolve con metodi

di aggregazione statistica diversa.

Effetti di dotazione delle infrastrutture Se aumenta la dotazione di

.

infrastrutture ci possono essere ricadute positive sulle attività presenti .

Se mancano le infrastrutture pago pegno; se ho

[Guardare il discorso.]

infrastrutture al servizio sul territorio aumenta il

(specialmente se puntuali),

servizio per il territorio e ci sono ricadute positive . Che poi sia conveniente o

gli effetti di

meno, o che inneschi o meno lo sviluppo è da discutere. Inoltre,

dotazione sono importanti qualora si rimanga

, mancando le infrastrutture,

tagliati fuori da determinate tecnologie e servizi ; ciò comporta una perdita di

attrattività del territorio.

Effetti di rete. Il ragionamento di seguito è

Più importanti rispetti ai primi.

pensato per i trasporti Facciamo un aumento delle infrastrutture su un

.

territorio, che fa aumentare la produttività dei fattori della produzione e che

determina la diminuzione dei costi di produzione Genera un vantaggio

.

competitivo per le imprese, che possono aumentare la produzione Essendo

.

un’infrastruttura qualcosa che permane, l’aumento di capacità di servire il mercato

potrebbe sembrare stabile e non dovuto a circostanze particolari l’aumento di

;

produzione si tira dietro l’aumento degli investimenti . Maggior occupazione,

L’aumento degli investimenti si riflette

maggior crescita e maggior PIL.

nell’innalzamento del livello tecnologico del sistema Se aumenta la

.

produzione si fanno ulteriori investimenti aumenta l’attività economica sul

, ,

territorio e si realizzano più infrastrutture Aumento infrastrutture, aumenta

.

la congestione, aumenta la domanda di infrastrutture . Rispondiamo con

aumento di offerta infrastrutturale? L’aumento della produzione comporta un aumento

dell’impiego dei fattori e può creare una tensione sul mercato dei fattori. Ci sono

Il prezzo dei fattori e l’aumento della congestione sono

effetti anche di freno.

effetti che frenano i benefici catturati con i due circuiti di prima . (Vedere lo

schema).

Se sono infrastrutture di trasporto diminuiscono i costi di trasporto e i

costi di distribuzione . Ciò ha effetti che si potrebbero leggere nel breve e nel lungo

Nel breve periodo, sono gli effetti sul commercio interregionale Se

termine. .

costa di meno vendere lontano le proprie merci è

(non facilmente imitabili),

possibile avere un vantaggio , proprio perché posso vendere più lontani i mei

prodotti. Se ho servizi che possono essere prodotti localmente e chi li vuol consumare

Ma se faccio

deve sostenere costi di trasporto altissimi non conviene.

infrastrutture aumenta il flusso Allarga i mercati, ma occorre qualcosa che

.

renda inevitabile che la produzione del bene non sia replicabile altrove Così

.

facendo si danno stimoli alla specializzazione del territorio . Se i costi di

trasporto sono elevatissimi, ogni territorio si deve autoprodurre tutto quello che

Nella misura in cui ciò non accade, i territori si specializzano

necessita. . In un

mercato più ampio c’è spazio per specializzarsi su singole funzioni che sono rare, che

in un piccolo mercato non sono domandate a sufficienza e che nel mercato più grande

Integrando i mercati otteniamo un effetto di specializzazione delle

lo sono.

funzioni presenti e la specializzazione fa guadagnare in qualità di servizi e in

efficienza . È il primo motore della crescita economica. Facendo crescere il mercato

c’è spazio per specializzarsi di più, diventare più efficienti e produttivi ed avere

È uno dei motivi che spiega la crescita del mercato unico in Europa

crescita. ;

eliminando le barriere al commercio e i costi di trasporto si dà spazio a

,

specializzarsi sempre più . Ci sono opportunità (economie di vario genere) che si

Le attività locali meno efficienti

creano e anche problemi al contrario. , che una

adesso non

volta potevano essere beneficiate da tali barriere (costi dei trasporto),

sono più protette se tali costi calano . Quello che lavora male chiude, fatto salvo

meccanismi di regolazione del mercato di tipo sociale, diversi da quelli aridi e anonimi

Per contro ci sono vantaggi delle forniture di

che usiamo noi per ragionare.

qualità, che si possono trarre dagli operatori locali . Le filiere locali vanno bene,

ma non a discapito della qualità dei servizi.

Questi sono gli effetti che lasciano le attività economiche sul territorio e che

Sta cosa

parlano di un incremento dei traffici commerciali che derivano dai vantaggi.

ha dietro l’idea dei vantaggi comparati: c’è chi ha convenienza a

specializzarsi in una cosa e chi ha convenienza a specializzarsi in un’altra ,

Però nel medio e lungo termine si può rimettere in

anziché autoprodursi il tutto.

discussione dove le attività si trovano . Certi tipi di attività sono per definizione

inamovibili (immobili). Una serie di altre attività, nella misura in cui non hanno

Ed ecco che si

radicalmente un locale forte, possono andare dove più le conviene.

potrebbero avere fenomeni di attrazione o di espulsione perdita di attività,

:

redistribuzione delle attività sul territorio sulla base delle convenienze Se i costi per

.

servire le aree diminuiscono vuol dire che il produttore locale che fa una

,

cosa che fa anche un altro produttore di altrove va in concorrenza con

questo Non fino a ieri, perché avevo il costo del trasporto

. ; adesso tale costo si

Quindi viene meno uno strumento di protezione

è ridotto in misura importante.

delle produzioni locali che possono essere facilmente sostituibili con

,

produzioni non locali e le imprese potrebbero cercare di localizzarsi nei punti

più cruciali che danno maggior accessibilità complessiva al mercato

, . Cosa che

Prima le imprese locali che

diventa interessante se si hanno vantaggi di scala.

servivano il mercato locale magari erano poco efficienti

, ; con il calo dei costi di

emerge qualcuno in una localizzazione centrale, più efficiente dei

trasporto,

locali, che aumenta il volume di produzione, ha economie di scala e gli costa

di meno produrre . È la concentrazione di produzioni in pochi impianti localizzati in

C’è il

aree capaci di raggiungere i vari mercati territoriali con bassi costi di trasporto.

problema della ri-localizzazione di attività verso aree che hanno elevata

capacità di raggiungere i mercati che esse servono perché

. Problema micidiale,

lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto tende a marginalizzare talvolta i territori .

Dipende da quali città ed aree comprende l’infrastruttura rispetto al

territorio in esame Ci sono effetti di avvicinamento dei nodi collegati bene e

.

di periferizzazione relativa dei nodi tagliati fuori . Le reti ad alta velocità, ad

esempio, devono fare per definizione poche fermate. Un nodo intermedio non servito

rimane tagliato fuori. Questi fenomeni di località che diventano più accessibili, hanno

talvolta a che fare con l’essere nei nodi (se si parla di reti ferroviarie o reti del

trasporto aereo) più serviti. Può essere una spinta che premia i territori già più

sviluppati. A meno che abbiano risorse locali che non possono essere riprodotte

(Monte Bianco).

La riorganizzazione delle aree ad elevata accessibilità imprese che

:

hanno asset interni che vanno in un posto e servono un

, non legati al territorio,

mercato più ampio per sfruttare economie di

, dove c’è massima accessibilità,

scala e vantaggi localizzativi diversi (caratteristiche del mercato del lavoro,

vantaggi dell’agglomerazione, vantaggi fiscali). Nel lungo periodo si possono avere

la

effetti di ri-localizzazione delle attività (vado dove più mi conviene). Qui,

competitività dei territori ritorna cruciale . La nozione del RCI dice dove è

interessante lavorare e vivere, dove un territorio è competitivo e attira attività e

persone.

È un esempio di effetti di rete e non tutti i servizi di rete hanno tali effetti. […]

Smart Specialisation Strategy (a cura di Fabrizio CLERMONT) (Rivedere, non ne

sono convinta)

L’idea della strategia di specializzazione intelligente è quella che i

territori regionali e gli stati devono indirizzare le loro risorse finanziare per il

sostegno della ricerca e dell’innovazione su alcuni settori , individuati come

correlati ai diversi territori. L’idea di specializzazione è che un territorio, per varie

ragioni, può essere competitivo in determinati settori ed è su questi settori che si deve

puntare. Non si può pensare che la

regione VdA sia in grado di fare

ricerca e produzione in tutti gli

ambiti tecnologici; non può

pensare di essere competitiva su

Occorre cercare di

tutto.

essere competitivi in aree su

cui ci sono ragioni per essere

competitivi . Sembra essere di

buon senso, ma così non è,

perché ciò è stato imposto dalla

Commissione europea. Per

utilizzare i fondi strutturali della

programmazione 2014-2020,

l’Ue ha imposto come vincolo

agli stati e alle regioni di

elaborare , come documento

quella che era una strategia di specializzazione

preliminare all’utilizzo dei fondi,

Si tratta di un’analisi dei territori che è stata fatta

(condizionalità ex-ante).

prima di poter usare i fondi strutturali 2014-2020 La Valle d’Aosta ha quindi

.

una strategia di specializzazione, che copre il periodo di programmazione 2014-2020 .

La strategia di specializzazione è

È una strategia di medio-lungo termine.

intelligente perché un utilizzo di risorse concentrandole su alcuni settori

,

dovrebbe migliorarne l’efficacia .

Il metodo per costruire la strategia di specializzazione è stato concertato. C’è

sempre un processo di concertazione con il territorio, come lo richiede la Commissione

Si tratta di un metodo che parte dalle esigenze del territorio e le

europea.

sintetizza nelle politiche . La strategia di specializzazione si è inserita in un sistema

che già esisteva ed è collegata ai finanziamenti (contributi erogati al tessuto

produttivo).

La ricerca privata è finanziata dalla regione con la legge

(delle imprese) , ancora

n. 84/1993

esistente, . La RAVA, come tutte le altre regioni italiane, ha da un certo

tempo cofinanziato, erogando

contributi, la ricerca fatta dalle

Prima si finanziava la

imprese.

ricerca in modo

indifferenziato la legge era

;

indirizzata a tutti i settori

industriali . Chiunque avesse

un’impresa industriale e avesse

un progetto di ricerca, poteva

presentare una domanda di

contributo; se il progetto era

valutato meritevole di sostegno

pubblico, (tecnicamente valido),

veniva finanziato con un

contributo (se l’impresa spende

La legge finanzia la ricerca

100, l’ente rimborsa una parte di tali costi).

industriale finanziata nella misura massima del 50%) e lo

(ciò che c’è a monte,

sviluppo sperimentale finanziato nella misura massima del

(ciò che c’è a valle,

25%); questo vale per le grandi imprese. L’impresa sostiene almeno la metà dei costi,

La ricerca ha riflessi positivi sulla collettività che beneficia

se non di più. , (con

in maniera indiretta del fatto che c’è un

prodotti e servizi innovativi)

avanzamento nella conoscenza Tutte le leggi hanno dei massimali (quanto

.

contributo al massimo può essere finanziato dalla regione ), perché i bilanci pubblici

La legge è diventata un generale attrattore di imprese perché

hanno dei limiti. ,

c’erano imprese che avevano interesse a venire in VdA per beneficiare di tali

contributi, perché era indirizzata a tutti e chi veniva poteva essere

un’impresa di qualsiasi settore Due i vincoli principali della legge a livello di

.

beneficiari. Che fossero imprese industriali

1) . Si finanziavano le imprese edili, le

Che avevano

imprese manifatturiere e alcune imprese di servizi (dell’informatica). 2)

almeno 10 dipendenti . Le imprese in VdA con almeno 10 dipendenti sono l’1,86%. Il

limite non è mai cambiato e la legge è figlia della concezione del mondo del lavoro

basato sull’industria manifatturiera. Oggi le imprese hanno meno dipendenti e una

La legge ha sempre mantenuto tale vincolo

forma di produzione diversa. . Non

Inoltre era una legge a

c’era invece un vincolo minimo di spesa di investimento.

sportello Oggi tutte le misure di finanziamento

(con valutazione individuale).

della ricerca in Italia utilizzano lo strumento del bando perché permette una

,

valutazione comparativa, una selezione (in cui le persone imparano a scrivere

e un controllo sulla spesa

progetti) (l’ente pubblico sa già che finanziare un bando

permette un certo importo).

Una persona dotata di logica si sarebbe aspettato che , essendo

si fosse fatta prima la

condizionalità ex-ante della programmazione 2014-2020,

strategia di specializzazione

e poi scritto il programma . La

VdA deve presentare il

Programma Operativo (analisi di

contesto e descrizione delle

varie azioni) per ottenere i fondi

La regione ha

comunitari.

scritto prima una bozza del

Programma Operativo

(concertazione interna, per

capire quali azioni andassero

poi si è recata a

finanziate),

Bruxelles per negoziarne la

bozza dove gli è stato

,

comunicato che mancava la

strategia di specializzazione (in

Si sono trovati a costruire la strategia

Italia la lasciavano ultimare entro il 2016). di specializzazione alla fine

del 2013 e molto in fretta .

Quello che doveva essere un

processo alla base delle scelte di

indirizzo successive, che doveva

durare un certo tempo, è stato

Si è

fatto in circa nove mesi.

costituito un gruppo di

lavoro in cui si sono messe le

strutture regionali che

avevano competenza in

materia di ricerca e sviluppo .


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Susy.L

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8 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Il corso si suddivide nei seguenti argomenti:
- Introduzione: il Problema dello Sviluppo Locale;
- Cenni sulla Politica di Coesione dell'Unione Europea;
- Il Problema degli Aiuti di Stato;
- Analisi Economica di Sussidi alle Imprese;
- La Competitività Regionale nell'Unione Europea;
- Gli Strumenti per lo Sviluppo Locale: le Finanziarie Regionali;
- Infrastrutture e Sviluppo Locale;
- Le Strategie per la Crescita Locale: Research & Innovation (Smart Specialization Strategy);
- Lo Sviluppo Rurale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e politiche del territorio e dell'impresa
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Susy.L di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e Politica dello Sviluppo Locale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Valle d'Aosta - Univda o del prof Gorla Gianluigi.

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