Università degli Studi di Trieste
Facoltà di Scienze Politiche
Corso di Laurea Specialistica in Scienze Internazionali
e Diplomatiche
Tesi di Laurea Magistrale in
Economia Applicata Internazionale
LE RICERCHE DI ENI NEL CAMPO DELLE FONTI DI ENERGIA
RINNOVABILE.
STUDI ATTUALI E PROSPETTIVE PER IL FUTURO.
Relatore: Laureanda:
Valentina Tropiano
Prof. Vincenzo Porcasi
Correlatore:
Prof. Maurizio Stanic Anno accademico 2006-2007 1
Il futuro è di chi lo sa immaginare
La pietra scartata dai costruttori é divenuta testata d’angolo
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INDICE
INTRODUZIONE
- oggetto della tesi
- obiettivo e metodo della ricerca
1. STORIA DI ENI
2. PETROLIO E GAS
3. PREZZO DEL PETROLIO SUL MERCATO LIBERO E SUL MERCATO
INTERNAZIONALE
4. ENERGIE RINNOVABILI: DEFINIZIONE
5. INTERESSE DI ENI PER LE FONTI DI ENERGIA NON
CONVENZIONALE
6. ENI E L’ENERGIA SOLARE
a) il solare termico
b) il solare fotovoltaico
c) accordo Eni/Unicredit Banca sul finanziamento dei pannelli fotovoltaici
d) il Conto Energia per il fotovoltaico
7. BIOMASSE E BIOCARBURANTI
8. ENERGIA A IDROGENO
a) il progetto “Zero Regio”
b) il Sesto Programma Quadro Comunitario 3
9. PROSPETTIVE PER UN RITORNO DI ENI AL NUCLEARE?
10. ATTIVITA’ E STRATEGIE. Innovazione tecnologica di Eni
a) Intervento della dottoressa Francesca Ferrazza, Eni Corporate
b) Il programma “Along With Petroleum”
c) Le linee strategiche
d) Visione di Eni su Ricerca & Sviluppo
11. CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY
12. EFFICIENZA ENERGETICA. Progetto di sviluppo sostenibile
13. CONTRATTI, METODI E TERMINI DI PAGAMENTO
- Production Sharing Agreement
CONCLUSIONI
- giustificazioni del metodo di ricerca
- risultati della ricerca
- tesi dell’autrice
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E AI SITI INTERNET
RINGRAZIAMENTI 4
INTRODUZIONE
Le prospettive nel campo dell’energia rinnovabile sono ad oggi estremamente
interessanti. Le potenzialità energetiche non consistono solamente nello sfruttamento
delle ricchezze naturali del sottosuolo. Vero è che l'attività d'estrazione di idrocarburi é
molto importante per il commercio estero e per le fabbriche del settore. Fin dalla sua
nascita, Eni ha in Italia e nel mondo, una parte sempre più strategicamente importante,
1
grazie al suo ruolo crescente come fornitore di petrolio, gas, nonché fonti di energia
rinnovabile negli ultimissimi anni.
Le prospettive per Eni e le fonti di energia non convenzionale sono più
favorevoli che mai. La sostenuta espansione globale, con la concomitante e crescente
domanda di petrolio e altre materie prime industriali a prezzi più alti, è affiancata ad un
significativo aumento negli aiuti allo sviluppo. Il World Economic Outlook 2006
identifica i recenti sforzi da parte di un certo numero di paesi esportatori di petrolio per
migliorare la trasparenza delle operazioni concernenti il loro settore petrolifero e per
introdurre normative fiscali per l’utilizzo delle rendite petrolifere.
Il Golfo di Guinea, ricchissimo in risorse energetiche, è l’area geografica su cui
bisognerebbe concentrare maggiormente l’attenzione. Ormai i giacimenti nel Mar del
Nord e nel Golfo del Messico sono maturi e in via di esaurimento, agevolato anche
dallo scenario di futura crescita della domanda di greggio da parte di Europa, Usa, Cina,
India. Il petrolio africano per esempio soddisfa le esigenze delle industrie attive nel
processo di raffinazione, dal momento che si tratta di greggio classificato come
“leggero”, cioè a basso indice di viscosità, e “dolce”, ovvero caratterizzato da una bassa
presenza di solfuri e che quindi si presta nel complesso ad un processo di lavorazione
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meno costoso.
Oltre ai singoli governi, anche le compagnie petrolifere internazionali come
Eni possono svolgere un ruolo chiave per assicurare la trasparenza e quindi uno
1 Produzione idrocarburi 2006: 1,77 miliardi boe/giorno; riserve stimate: 6,44 miliardi boe, con un indice
di vita di 10 anni
2 Questione energetica nell’Africa Sub-Sahariana, a cura di Valentina Tropiano, 2006 5
sfruttamento delle risorse energetiche che sia funzionale agli obiettivi di crescita
economica e di sviluppo sociale. Rispetto agli anni precedenti il clima in tal senso è
oggi profondamente mutato. Infatti l’attività di molte organizzazioni non governative e i
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progressi compiuti in materia di CSR (Corporate Social Responsibility) hanno fatto sì
che oggi la maggior parte delle multinazionali del petrolio non può esimersi dal tenere
conto di temi quali la sostenibilità dello sviluppo e la pubblicità di ogni aspetto relativo
ai propri investimenti. Le principali istituzioni finanziarie internazionali stanno
studiando diversi piani per facilitare l’impiego delle risorse provenienti dai diversi
settori energetici. Tali progetti prevedono sia la realizzazione di opere infrastrutturali,
sia l’utilizzo dei profitti accumulati dai governi ai fini del miglioramento delle politiche
ambientali e sociali nonché la vigilanza sull’adeguatezza delle politiche fiscali attuate
nei paesi ricchi di risorse energetiche.
La presenza di gas naturale nelle aree dove Eni è attiva è anche maggiore di
quella di petrolio, grazie anche alle infrastrutture per sfruttarlo ed esportarlo. A causa
della bassa densità di popolazione di vastissime aree, l’installazione di infrastrutture
adeguate risulta molto onerosa, sia per costi di gestione, e soprattutto di ammortamento
in quanto non viene sufficientemente sfruttata. Inoltre la manutenzione delle strutture
risulta onerosa anche perché nei processi di trasporto si verificano ingenti perdite di
materiale. Una soluzione può essere la progressiva privatizzazione del settore. Una
seconda può essere l’approccio regionale nella costruzione e gestione delle
infrastrutture, che possono essere utilizzate da più stati congiuntamente, in una sorta di
cooperazione transfrontaliera, anche per la produzione e distribuzione: sulla scia di
quanto già proposto dal G8 in riferimento al Partenariato con la Nepad.
Un maggiore utilizzo di moderne forme di energia costituirebbe un grosso
vantaggio per le prospettive di sviluppo poiché una migliore qualità dei servizi
energetici aiuta a soddisfare i bisogni umani più elementari, come l’alimentazione e
l’alloggio. La disponibilità e l’accesso all’energia è fondamentale nella lotta alla
povertà, contribuisce allo sviluppo sociale migliorando l’istruzione e la salute pubblica.
L’accesso ai servizi energetici e ad un’adeguata disponibilità di energia sono pertanto
requisiti essenziali per lo sviluppo socio-economico e per migliorare la qualità della
vita. Un circolo virtuoso di miglioramenti delle infrastrutture energetiche e la crescita
3 Vedi capitolo 11 6
economica nei paesi più poveri è appena agli inizi. Le previsioni indicano che da qui al
2030 il numero di persone senza elettricità aumenterà. Il numero di individui che usa in
modo non sostenibile solo la biomassa tradizionale per cucinare e scaldarsi continuerà a
crescere, fino a 2,6 miliardi nel 2030. I governi devono agire in maniera decisa per
accelerare la transizione verso l’utilizzo di combustibili moderni e per spezzare il
circolo vizioso della povertà energetica nei paesi maggiormente sottosviluppati.
Quest’azione richiederà un aumento dell’offerta di energia commerciale a prezzi
accessibili, in particolare nelle zone rurali. Un adeguato sistema di controllo del settore
dell’energia sarà fondamentale per migliorare la qualità e la quantità dei servizi
energetici. Va da sé che i grandi paesi consumatori di energia hanno un chiaro interesse,
sul piano economico e in materia di sicurezza, ad aiutare i paesi in via di sviluppo,
lungo il percorso dello sviluppo energetico. Il fatto che gli effetti negativi dei sistemi
4
energetici possano compromettere la qualità della vita delle generazioni future rende
però necessario l’impegno a compiere sforzi per assicurare che il sistema energetico
mondiale evolva in modo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale, sia da quello
sociale, sia da quello delle risorse finite. In tal senso uno degli obiettivi primari deve
essere la riduzione della dipendenza dell’economia dal settore energetico tradizionale,
5
individuando fonti alternative di approvvigionamento .
Attualmente la posizione di Eni nel campo delle fonti di energia rinnovabile
non è di tipo competitivo: Eni si concentra sulla posizione acquisita, fortissima e
indiscutibile nell’Oil & Gas. E’ da sottolineare come fino ad anni recenti in Eni non ci
sia stato mai un grande sviluppo di tale settore in quanto l’attività delle rinnovabili non
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rappresenta il Core Business dell’azienda.
L’interesse dell’ Eni per le fonti di energia alternativa è principalmente legato
al settore Ricerche e Sviluppo di tecnologie all’avanguardia. Le tecnologie che Eni sta
sviluppando in anni recentissimi riguardano l’ambito dei biocarburanti, del solare
termico e fotovoltaico e dell’idrogeno. A livello di composizione aziendale,
l’innovazione tecnologica dell’Eni fa parte del settore Attività e Strategie. Per esse
lavora l’Eni Corporate. Il via allo sviluppo risale all’inizio degli anni Ottanta , ed è
4 Le generazioni future sono la maggiore preoccupazione di tipo sociale che sta alla base del diffondersi
di una coscienza ambientale negli ultimi venti anni
5 Si veda in seguito la definizione esatta di energia alternativa
6 Core business: l’insieme delle attività principali che contribuiscono maggiormente alla realizzazione del
fatturato 7
legato anche al momento storico: nella storia sono sempre necessari momenti
favorevoli per dare il via a cambiamenti: la forte attenzione e sensibilità di azionisti,
7
stakeholders , mercati verso tali tematiche, lo sviluppo sostenibile, la preoccupazione
per la salute del pianeta, l’adesione di Eni ad un dato concetto di Responsabilità Sociale
8
di Impresa , la sua partecipazione al IV Panel Mondiale sul Cambiamento Climatico.
Attualmente il mondo energetico è in trasformazione. Eni sta progettando
nuove tecnologie ed attività per sviluppare le fonti di energia non convenzionale. Tali
attività usufruiscono e beneficiano di incentivi, anche a livello governativo: ma la
politica degli incentivi non può durare per sempre.
Ovviamente non si può parlare dell’Eni senza menzionare il ruolo del suo
mitico fondatore: Enrico Mattei. In tempi brevissimi egli è riuscito a costruire attorno
alla sua figura un’aurea mitica, abile nel costruire una rete di collaboratori capaci di
muoversi sulla scena internazionale, e questo divenne uno dei punti di forza che la
società conserva tutt’oggi e che, oltre agli interessi specifici, sa offrire all’azione
diplomatica italiana. I funzionari dell’Eni furono tra i primi a coltivare lo spirito di
frontiera e il rispetto delle culture diverse. Come da insegnamento dei Mattei, anche
oggi gli uomini e le donne che lavorano in e per Eni Mattei hanno chiaro che non è
possibile fare strategia internazionale senza conoscere bene i singoli territori che si
vanno ad esplorare. La diversità dell’Eni è stata per anni, e per un certo senso è ancora
oggi, una sorta di eccezione: un’impresa che compie scelte diverse da quelle della
maggioranza dei suoi concorrenti, tanto da sfidare il buon senso comune. L’Eni delle
origini è il simbolo di un modo di pensare l’Italia, abbastanza visionario per l’epoca da
riuscire a trasformare una nazione sconfitta e contadina in un paese avanzato con una
forte industria energetica; la visione di chi non vuole un’Italia annichilita, ma forte e
protagonista all’interno della comunità internazionale.
Ritengo doveroso, per onestà intellettuale, sottolineare qui che per parlare
dell’attività di un’impresa nazionale nel mondo, bisogna sempre tenere presente una
condizione necessaria: ciò che sta a cuore è primariamente l’interesse italiano, e in
seconda battuta lo sviluppo dell’economia e dei bisogni locali, per attuare quindi nuove
forme di cooperazione. Le prospettive energetiche nel mondo vanno assumendo
7 Stakeholders: i soggetti portatori di interessi nei confronti di un’iniziativa economica, sia essa
un’azienda o un progetto; sono coloro sui quali ricadono le conseguenze, anche negative, di un’impresa
8 Corporate Social Responsibility 8
crescente rilevanza sul versante degli interessi italiani. Per l’industria privata italiana, si
potrebbero aprire nuove opportunità di partecipazione alla realizzazione delle
infrastrutture e all’attuazione dei grandi progetti strategici. Combinando considerazioni
politiche con obiettivi di sviluppo e di mantenimento della pace, bisogna individuare
linee strategiche da seguire sia per difendere gli interessi italiani nell’area sia per
intraprendere percorsi che portino i Paesi in via di sviluppo, nel lungo periodo, a ridurre
la propria dipendenza dagli aiuti esterni.
L’Eni, in quanto impresa italiana, sulla scia dell’iniziativa inglese, fa grosso
affidamento sul partenariato Europa-Nepad, in riferimento ai rapporti culturali, sempre
all’interno dell’ambito energetico. Il nostro Paese, con adeguati investimenti privati,
dovrebbe intervenire laddove esistono delle carenze e mancanze: il ruolo di Eni è quello
di favorire la diffusione della tecnologia, offrendo know how, personale e maestranze
specializzate e qualificate, di formazione altamente competitiva rispetto agli altri Paesi
europei che già operano nel settore, per istruire personale locale, quadri dirigenziali, e
per lo sviluppo della ricerca universitaria da parte di studiosi e professori.
Il nostro Paese, nell’ottica della promozione, in termini concreti, della “good
governance”, dovrebbe anche incoraggiare le autorità locali a gestire in maniera
responsabile le risorse petrolifere, ad utilizzare produttivamente i proventi delle vendite
di greggio e gas naturale, ed a incentivare la messa a punto di impianti per lo sviluppo
delle fonti alternative di energia: investimenti migliori in sviluppo, protezione
ambientale, e creazione di posti di lavoro nei settori di produzione dell’energia,
fornendo a tal fine l’assistenza tecnico-militare necessaria per combattere i fenomeni
criminali, che danneggiano notevolmente gli interessi delle stesse compagnie petrolifere
internazionali, delle quali anche l’Eni fa parte.
Nel panorama internazionale le risorse energetiche sono oggetto di una serrata
competizione. In futuro le prospettive del settore dipenderanno certamente da come i
governi saranno in grado di sfruttare il boom sperimentato in questi anni. Allo stesso
modo, tuttavia, fattori di diversa natura, quali l’andamento del prezzo del petrolio, la
scoperta di nuovi giacimenti in aree diverse del pianeta, nonché il completamento di
alcuni oleodotti e gasdotti che convoglieranno le ingenti risorse energetiche presenti in
Asia Centrale verso i Paesi industrializzati o in via di sviluppo, avranno un ruolo
decisivo per il diffondersi massiccio delle fonti rinnovabili e per il verificarsi delle
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aspettative che al giorno d’oggi tutto il mondo nutre verso un futuro energetico più
sicuro per tutti.
1. STORIA DI ENI
Alle origini dell’ Eni sta il desiderio di un uomo, Enrico Mattei, di dare al suo
paese l’autonomia nazionale la più ampia possibile, che nella sua idea passava
inevitabilmente per l’autonomia energetica. Egli incarnò quella politica di indipendenza
energetica che ha permesso lo sviluppo dell’Eni e di tutta l’industria di stato italiana;
l’obiettivo era trasformare l’Italia da Paese perdente della seconda guerra mondiale a
paese leader nel Mediterraneo. La sua storia e quella del nostro paese si intrecciano per
un ventennio. Negli anni del dopoguerra, quando diventa commissario straordinario per
l’Agip (“carrozzone del fascismo”), che gli viene chiesto di liquidare e che lui invece
risana e potenzia, nel decennio in cui è a capo dell’Eni, allorché getta le basi dell’unica
vera multinazionale italiana. Egli scelse di disattendere il compito assegnatogli per
conseguire l’obiettivo che riteneva fondamentale: garantire al paese energia a basso
costo e darle una posizione di primo piano sulla scena internazionale, leader nel
Mediterraneo. Quest’ impresa energetica nazionale che nel 1953 prenderà il nome di
Eni avrebbe dovuto essere, nella volontà del suo fondatore, in grado di assicurare il
fabbisogno energetico delle famiglie, lo sviluppo della piccola e media impresa, a prezzi
più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali.
Per l’istituzione dell’Ente Eni viene codificata una legge ad hoc: con
l’appoggio di Ezio Vanoni, allora Ministro per le Finanze, che preme sul successivo
Presidente del Consiglio, Alcide de Gasperi, si arriva alla costituzione dell’Eni, il 10
febbraio 1953. Il 27 marzo 1953, dopo un iter legislativo durato un anno e mezzo, entra
in vigore la legge che istituisce l’ Ente Nazionale Idrocarburi, la quale assorbe l’Agip e
di cui Mattei diventa prima Presidente, poi anche Amministratore Delegato e Direttore
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Generale. Eni ottiene subito 30 miliardi di fondo di dotazione.
Lo scopo della fondazione di Eni è fornire all’Italia energia a basso costo,
contribuendo in questo modo allo sviluppo industriale del paese. L’Agip incrina il
monopolio delle maggiori compagnie produttrici di petrolio introducendo una nuova
9 Valentina Tropiano, Il ruolo di Enrico Mattei nell’Eni e la quest
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