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Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, docente Giani Gallino, libro consigliato Gli adolescenti, Palmonari

Riassunto per l'esame di Psicologia dello sviluppo, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del testo consigliato dal docente Giani gallino, Gli adolescenti, Palmonari, dell'università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Scienze della formazione.

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. T. Giani Gallino

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A liv soggettivo l’impatto dei cambiamenti fisici non è = x tutti, dipende da molte variabili (genere,

storia personale, liv di info possedute, ambiente sociale). La precocità dello sviluppo nei maschi

rappresenta in genere un vantaggio psicologico, mentre nelle femmine pone > problemi =

precocità nell’affrontare difficoltà x le quali i giovani non sono culturalmente/criticamente

attrezzati. Lo sviluppo puberale incide anche sulle prestazioni scolastiche xchè impegna molte

energie che sono quindi meno disponibili x la vita scolastica. Nella 1° adolescenza possono essere

carenti le motivazioni alla prestazione scolastica x via dell’accumulo di eventi stressanti.

Lo sviluppo puberale comporta anche una differenziazione sempre + netta tra maschi/femmine

con lo sviluppo dei caratteri sex secondari: la costruzione dell’identità sex inizia nei primi anni di

vita e giunge a compimento in adolescenza permettendo una percezione sessuata di sé e del

proprio comportamento. Nella 1° adolescenza avviene un’intensificazione delle condotte di genere

(condotte tipicamente maschili/femminili).

Uno dei compiti di sviluppo + importanti che devono affrontare consiste nello stabilire relazioni

nuove e + mature con coetanei di entrambi i sex, nel dare significato socialmente accettabile alle

pulsioni libidiche, nell’impegnarsi in una relazione affettiva che abbia anche una dimensione

propriamente sex. Ciò che risulta prioritario nella ricerca di un partner è l’esigenza di soddisfare il

bisogno personale di crescita, prendendo le distanze dalle fig. parentali.

Una scelta consapevole sulla propria sex’ permette di acquisire importanti competenze:

- Aiuta l’adolescente a divenire autonomo investendo sentimenti di tenerezza e desideri sex

su un altro ogg

- Facilita il processo di costruzione dell’identità

- Aiuta a trovare un equilibrio fra tenerezza e sex’, tipico di una relazione matura

- Permette di riconoscere i propri lim della condotta

Omosex’: attualmente esiste ancora uno stigma soprattutto x l’omosex’ maschile (il ruolo sex del

maschio è + chiaramente definito); rischio di vissuti conflittuali e dolorosi o repressione degli

impulsi.

C. 3 CHI SONO IO

In adolescenza i ragazzi acquisiscono la capacità di pensare in termini ipotetico-deduttivo

(pensiero formale), cogliendo l’idea di relatività. L’adolescente diviene capace di utilizzare il

pensiero astratto, riuscendo così a rappresentarsi il mondo circostante anche come potrebbe

essere se certi elementi o condizioni fossero diversi. Questo modo di ragionare viene applicato

prima alle situazioni + prossime (famiglia), via via a quelle più distanti/generali. Si tratta di un

processo di trasformazione graduale del pensiero che xò a volte può bloccarsi allo stadio del

pensiero concreto.

L’ampliamento del proprio orizzonte cognitivo consente di approfondire la riflessione su di sé

(azione introspettiva). Il concetto di sé evolve dall’infanzia all’adolescenza attraverso una

crescente tendenza a differenziarsi e integrarsi: aumentano le categorie descrittive di sé e degli

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altri, la capacità di dettagliare qualità/competenze riferite a settori diversi della vita e a seconda

dei contesti cui si fa riferimento. L’adolescente si rende conto spesso della discrepanza tra il modo

in cui definiscono se stessi e il modo in cui li definiscono gli altri. Elabora anche una dimensione

ipotetica della rappresentazione di sé (chi sono – chi potrei essere), arrivando a definire una

gamma + o – ampia di possibili sé. Le tensioni fra il sé presente/il sé futuro, il sé progettato/ il sé

sognato generano spinte diverse di realizzazione che vanno dall’impegno, allo stallo alla resa.

L’evoluzione del concetto di sé è strettamente dipendente da alcune dimensioni:

1. I sentimenti di amicizia: nei bambini l’amicizia dipende dalla prossimità fisica e frequenza

degli incontri che ne derivano, man mano che crescono iniziano a includere nell’idea di

amicizia una dimensione temporale; amico è colui con cui si condivide una storia di

interazioni e esperienze gratificanti. Nella preadolescenza i criteri fondamentali sono lealtà,

confidenza, fiducia, fedeltà.

2. L’autorità: i bambini piccoli ritengono implicitamente legittima l’autorità degli adulti, nella

scuola primaria si focalizzano sugli strumenti di conoscenza a disposizione dell’adulto

(l’autorità deriva dalle conoscenze in possesso dell’adulto), gli adolescenti sanno

distinguere gli ambiti in cui un adulto può essere competente o meno.

3. Il senso morale: la morale può essere intesa come rispetto delle regole sociali (modello

Piaget) o come giustizia (modello Kohlberg, concezione razionale della moralità =

imparzialità). In adolescenza l’atteggiamento morale si struttura in modo quasi definitivo; i

genitori continuano a essere considerati guide morali ancora x molti anni dopo la fine della

fanciullezza, l’esigenza espressa dagli adolescenti è di essere rispettati e presi sul serio.

La stima di sé: essa si fonda sul modo in cui un sogg avverte di funzionare in ambiti x lui

importanti, associata anche alla percezione che gli altri hanno dei suoi atteggiamenti. Chi si

sente sostenuto/apprezzato dagli altri matura una elevata autostima.

Il problema dell’identità: l’evoluzione del sé è caratterizzata da un continuo susseguirsi di

esperienze/esplorazioni ognuna delle quali può essere abbandonata; qualsiasi scelta comporta

abbandonare o allontanarsi da altre strade.

Erikson ha definito l’identità come assunzione di un punto di equilibrio fra impegno e

confusione. Marcia ha focalizzato l’attenzione sui diversi tipi di impegno che ogni adolescente

assume (stato). Ogni stato è definito da 2 dimensioni: l’esplorazione di alternative possibili di

scelta e l’impegno verso l’alternativa prescelta. Da qui scaturiscono 4 stati dell’identità:

1. Acquisizione dell’identità: hanno assunto impegni in rapporto a ruoli precisi dopo

un’esperienza di esplorazione

2. Blocco: restano bloccati a forme di identificazione infantile, senza neppure cominciare

l’esplorazione necessaria x formare un’identità originale

3. Moratoria: mancanza di un impegno preciso verso la realtà , pur con uno sforzo esplorativo

4. Diffusione: vagare senza convinzione da un’identificazione momentanea ad un’altra senza

sviluppare un interesse vero 5

Alcune di queste difficoltà originano dall’ambiente del sogg: famiglia iperprotettiva (mancanza di

esplorazione), ambienti poveri di stimoli.

C. 4 ADOLESCENTI E FAMIGLIA

Uno dei + importanti compiti di sviluppo da affrontare in adolescenza è l’emancipazione dalle fig.

genitoriali x giungere a una piena emancipazione di sé, sapendo di poter contare comunque sul

sostegno psicologico della famiglia da cui si allontana. Per i genitori si tratta di trovare una

modalità adeguata di comunicazione con i figli, accettando la separazione dei figli e

riconoscendone l’alterità = è un’impresa evolutiva congiunta.

Nella prospettiva sistemica la famiglia è un sistema aperto, dinamico e i cui membri sono tutti

interdipendenti, orientato a cercare continuamente un nuovo equilibrio con nuove forme

organizzative.

I rapporti fra genitori/figli tendono a diventare via via + paritari e simmetrici.

Individuazione = lo sforzo compiuto dall’adolescente x acquisire una propria identità originale

superando le diverse identificazioni con gli adulti significativi. Processo che avviene grazie alla

progressiva maturazione affettiva e cognitiva che permettono di esplorare varie alternative;

richiede una trasformazione delle relazioni familiari: rinegoziazione dei ruoli e delle funzioni

intrafamiliari in modo da trovare una nuova posizione in rapporto agli altri membri. L’adolescente

avanza nuove richieste di autonomia, i genitori rinunziano parzialmente al controllo fino a quel

momento esercitato. Da questa situazione possono nascere tensioni e conflitti di varia portata.

Raramente queste tensioni portano a una rottura dei rapporti, in genere i conflitti sono + accesi

nella 1° adolescenza, scemando poi in rapporti + paritari e rispettosi. Alla rottura seria si giunge

solo se gli adulti pretendono di mantenere lo stesso rapporto dell’età infantile.

I conflitti genitori/figli non riguardano in genere valori o questioni fondamentali di tipo morale,

religioso, ma vertono so questioni di vita quotidiana. L’autorità viene riconosciuta dagli

adolescenti solo a chi ha competenze x esercitarla.

Stili parentali: possono essere individuate due dimensioni fondamentali, l’accettazione (del figlio x

quello che è) e il controllo (guida, supporto, stimolo) sia psicologico che comportamentale.

Dall’incrocio di queste 2 dimensioni scaturiscono 4 stili:

1. Autorevole (accettazione alta + controllo alto): esercitano consapevolmente la funzione di

sostegno, sono sensibili, rivolgono richieste adeguate e ragionevoli, apprezzano e

incoraggiano

2. Autoritario (accettazione bassa + controllo alto): obbedienza all’autorità, comunicazione

scoraggiata, punizioni

3. Permissivo (accettazione alta + controllo basso): lasciano che i figli facciano da soli,

esercitando poco sostegno. Possono essere ulteriormente distinti fra genitori indulgenti

(permissivi ma capaci di mostrare vero interesse) e privi di interesse.

C.5 ADOLESCENTI, SCUOLA, LAVORO


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AUTORE

Ankh79

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Giani Gallino Tilde.

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