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Riassunto esame diritto privato parte II, prof. Venosta, libro consigliato Istituzioni di diritto privato, Trimarchi

Riassunto per l'esame di diritto privato II e del prof. Venosta, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente Istituzioni di diritto privato, Trimarchi, dell'università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di diritto privato docente Prof. F. Venosta

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ESTRATTO DOCUMENTO

L’azione di regresso può essere esercitata solo se il mancato pagamento è

accertato da atto pubblico.

L’azione principale si prescrive in tre anni invece l’azione di regresso in tempi

più brevi.

L’assegno

è un titolo di credito che contiene una promessa o un ordine di pagamento

quindi ed è un mezzo ausiliario di pagamento ma non uno strumento di credito.

Ci sono regole che tendono ad assicurare l’esistenza di fondi a copertura

dell’assegno.

L’assegno bancario ha la struttura di una delegazione di pagamento: contiene

l’ordine di pagamento di una somma determinata rivolto dal sottoscrittore/

traente a un terzo/ banca trattaria a favore di colui al quale viene rilasciato il

titolo/prenditore.

Ha uno schema triangolare con rapporto di provvista (traente-banca) e di

valuta (traente-prenditore).

Se la banca non paga il prenditore può agire contro il traente e anche contro i

giranti se il l’assegno ha circolato con girate.

L’emissione di assegni a vuoto è punibile penalmente ma non rende invalido

l’assegno.

L’assegno è pagabile a vista.

La copertura deve permaner per un breve termine (da 8 a 60 giorni) entro il

quale l’assegno deve essere presentato al pagamento. Decorso questo termine

il traente può disporre della provvista e revocare l’assegno.

Si può apporre la clausola “non trasferibile” per cui può essere pagato solo al

prenditore. Per importi superiori a una certa cifra la legge antiriciclaggio ha

imposto che devono presentare l’indicazione del beneficiario e la clausola di

non trasferibilità.

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine emesso da un istituto di

credito che contiene la promessa di pagare a vista una somma determinata.

Può essere emesso solo per somme che siano disponibili presso la banca

emittente al momento dell’emissione e a garanzia del pagamento la banca

deve costituire una cauzione collettiva preso la Banca d’Italia. Quindi incontra

la più grande fiducia.

I DIRITTI REALI E IL POSSESSO p463

Capitolo 51- La proprietà

Il codice civile vigente attribuisce al proprietario il diritto di godere e disporre

delle cose in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e l’osservanza degli obblighi

stabiliti dall’ordinamento giuridico. La costituzione la annovera e garantisce ma

non la inserisce nei diritti fondamentali infatti è collocata nel titolo dei

“rapporti” economici.

Il riconoscimento risponde all’intenzione di mantenere un’organizzazione

economico sulla base del pluralismo.

Demanio e patrimonio dello stato

Ci sono alcune specie di beni per le quali la legge non ammette

l’appropriazione privata: il lido del mare, la spiaggia, le rade, i porti, i fiumi, i

laghi…

Questi beni appartengono necessariamente allo stato e fanno parte del

demanio pubblico quindi sono inalienabili (nemmeno acquisto per usucapione).

Se appartengono allo stato sono sottoposti allo stesso regime giuridico: strade,

autostrade, aerodromi, acquedotti, immobili riconosciuti di interesse storico,

20

archeologico e artistico, le raccolte dei musei, delle pinacoteche, delle

biblioteche. Questi ultimi beni possono anche essere oggetto di proprietà

privata ma se appartengono allo stato sono assoggettati al particolare regime

del demanio pubblico.

Il demanio è costituito da beni destinati all’uso pubblico ma talvolta beni

demaniali possono essere dati in concessione a privati.

Il patrimonio indisponibile è costituito da beni vincolati a una particolare

destinazione alla quale non possono essere sottratti se non con particolari

procedure.

Il patrimonio disponibile è costituito dai beni che sono semplicemente destinati

a dare reddito.

Limiti e obblighi nella conformazione della proprietà privata

Fra i vincoli alla facoltà di godimento della proprietà ci sono i vincoli urbanistici

che determinano le caratteristiche dell’attività edilizia quanto a distanze,

altezze, volumi, tipi architettonici e funzioni degli edifici e che possono

destinare determinate aree a verde, vietando di costruire su di esse.

Quanto ai limiti alla facoltà di disposizione possiamo ricordare che lo Stato ha

diritto di prelazione sulle cose di interesse storico o artistico nel caso che il

proprietario voglia alienarle a titolo oneroso.

Al proprietario possono essere imposti determinati obblighi come eseguire sui

fondi opere in conformità al piano generale di bonifica.

Vincoli alle attività e vincoli della proprietà

Ci sono vincoli e obblighi che diventano operanti solo se la cosa è usata in un

certo tipo di impresa quindi non gravano sul proprietario in quanto tale ma

sull’imprenditore.

Se è necessario assicurarne la destinazione all’interesse pubblico, il suolo

presenta problemi di scarsità che richiedono l’applicazione di vincoli inoltre

l’uso del suolo interferisce sempre con gli interessi dei vicini e con quelli delle

comunità quindi richiede l’applicazione di vincoli alla proprietà.

Invece per quanto riguarda le cose mobili è più conveniente produrne o

acquistarne di nuove da destinare all’interesse pubblico. Esse inoltre se

interferiscono con gli interessi altrui ciò dipende dall’attività svolta piuttosto

che dalla cosa stessa quindi i vincoli e i limiti riguardano le attività umane e

non la proprietà in sé.

Urbanistica e tutela del paesaggio

La legge impone a tutti i Comuni di fissare mediante i piani regolatori le

direttive dello sviluppo urbanistico: devono determinare le aree destinate ai

pubblici servizi e le zone destinate all’espansione dell’aggregato urbano. I

comuni comunque devono rispettare degli standard urbanistici validi per il

territorio nazionale.

Gli edifici abusivi non sono commerciabili e devono essere demoliti.

Ogni costruzione o trasformazione edilizia richiede un permesso di costruire del

sindaco.

La proprietà agricola

Ci sono vari vincoli rivolti ad assicurare il razionale sfruttamento del suolo ad

esempio per la conservazione dei boschi, la qualità delle colture e dei pascoli.

I proprietari di fondi agricoli possono essere obbligatoriamente riuniti in

consorzi che eseguiranno a spese comuni la bonifica, la difesa fluviale e o altre

opere di interesse comune.

L’eccessivo frazionamento dei fondi e delle imprese agricole ostacola le opere

di miglioramento agrario e aggrava i costi della coltivazione. 21

Il proprietario del fondo confinante ha diritto di prelazione.

Estensione della proprietà immobiliare

La proprietà immobiliare si estende fino all’altezza e alle profondità entro cui

può venire utilmente esercitata. Il proprietario non può opporsi ad attività di

terzi che si svolgano a tali profondità o altezza che non abbia interesse a

escluderla. Inoltre non tutto cioè che si trova entro i confini del fondo

appartiene al proprietario: restano escluse le acque pubbliche, le miniere, i

giacimenti di petrolio e gas naturale, le cose di interesse storico, archeologico…

Accesso al fondo

Il proprietario può impedire agli estranei l’accesso ma non può impedire che vi

si entri per l’esercizio della caccia a meno che non sia chiuso nei modi stabiliti

o vi siano colture suscettibili di danno.

Le immissioni

Il proprietario può impedire immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i

rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino ma

solo se superano la tollerabilità (tenendo conto dei caratteri della zona)

altrimenti le deve subire.

Bisogna tenere anche conto, se si tratta di attività produttive, delle esigenze di

produzione e dell’utilità sociale quindi il giudice dovrà fare una valutazione

comparativa di interessi.

Distanze e altre prescrizioni

Il codice civile contiene una serie di norme sulle distanze nelle costruzioni (873

c.c.).

Per le vedute e i prospetti la legge impone distanze minimi dal confine diverse

secondo che la finestra consenta una veduta diretta o laterale.

Per le luci sono imposti accorgimenti per garantire la sicurezza del vicino.

I limiti imposti possono essere modificati da accordi fra vicini.

Il divieto degli atti di emulazione

l’atto di emulazione si verifica quando l’atto sia dannoso a terzi e manchi

totalmente L’interesse del proprietario così da far concludere che egli si

proponga solo lo scopo di nuocere a recare molestia ad altri. è fonte di

responsabilità per danni.

Modi di acquisto della proprietà

A titolo derivativo: contratto o successione mortis causa.

A titolo originario:

Occupazione: è la presa di possesso di una cosa con l’intenzione di

 rendersene proprietario. Riguarda le cose mobili che non sono di nessuno

e sono abbandonate, gli animali oggetto di pesca e quelli non compresi

nel patrimonio indisponibile dello stato. L’occupazione della proprietà

altrui di regola non è ammessa con l’eccezione principalmente della

fauna selvatica.

Invenzione di cose smarrite: chi trova una cosa mobile deve restituirla al

 proprietario e se non lo conosce deve consegnarla all’ufficio oggetti

smarriti del Comune. Dopo un anno la cosa appartiene a chi l'ha trovata.

Il proprietario deve pagare a chi l’ha trovata un premio nella misura

stabilita per legge.

Ritrovamento di un tesoro: appartiene al proprietario del fondo in cui si

 trova. Se è stato trovato su fondo altrui spetta per metà al proprietario

del fondo e per metà a chi l’ha trovata. In certi casi spetta allo Stato. 22

Accessione: due o più cose di proprietari diversi vengono unite. La legge

 impone di norma che la proprietà della cosa principale fa acquistare

quella della cosa accessoria e chi ha ottenuto la proprietà della cosa

accessoria è tenuto all’indennità secondo l’arricchimento senza causa e

se ha agito illecitamente dovrà un pieno risarcimento del danno.

Rientrano in questo schema: costruzioni e piantagioni, avulsione e

alluvione, unione e commistione

Specificazione: taluno adopera una materia che non gli apparteneva per

 formare una cosa nuova. La legge tende a dare importanza prevalente al

lavoro attribuendola a chi l’ha fatta salvo che il valore della materia

sorpassi notevolmente quello della manodopera.

Usucapione: derivante dal possesso esercitato per un certo periodo di

 tempo

Azioni a difesa della proprietà

Rivendicazione concessa al proprietario per recuperare la cosa da chi

 

la possiede o detiene. Grava sul proprietario l’onere di provare il diritto

Azione negatoria l’azione concessa al proprietario per far dichiarare

 

l’inesistenza di un diritto affermato da altri sulla cosa.

Azione di regolamento dei confini ogni mezzo di prova è ammesso per

 

dimostrare il confine tra due fondi attualmente incerto

Azione di apposizione di termini presuppone che il confine sia certo e

 

tende a far apporre a spese comuni i segnali di confine

Capitolo 52- I diritti reali di godimento

Usufrutto

L’usufrutto è il diritto reale di usare la cosa altrui e di trarne i frutti rispettando

però la destinazione economica della cosa. Fino alla sua estinzione il

proprietario è privato della possibilità di usare la cosa. Il diritto del proprietario

è detto nuda proprietà.

Può avere per oggetto singole cose mobili o immobili, diritti fruttiferi,

universalità di beni, patrimoni o quote di patrimoni.

Costituito a favore di una persona fisica ha per lo più lo scopo di provvedere

alle necessità personali dell’usufruttuario.

È necessariamente temporaneo. Le trasformazioni e i mutamenti di

destinazione economica della cosa non possono essere deliberati

dall’usufruttuario, perché ciò contrasterebbe con il suo obbligo di restituire la

cosa inalterata nella sostanza, né possono essere deliberati dal proprietario

perché ciò interferirebbe con il diritto dell’usufruttuario quindi è necessario

l’accordo.

L’usufrutto a favore di una persona fisica non può eccedere la vita

dell’usufruttuario invece a favore di una persona giuridica non può durare più

di trent’anni.

Divieto dell’usufrutto successivo: se si dispone che alla morte dell’usufruttuario

l’usufrutto debba continuare in capo ad altri la disposizione ha valore solo a

favore del primo usufruttuario.

Il quasi usufrutto ha per oggetto cose consumabili.

Costituzione

Può essere costituito per testamento o per contratto.

Usufrutto per trasferimento (trattiene per sé la nuda proprietà dando ad altri

l’usufrutto) o per deduzione (cede ad altri la nuda proprietà e trattiene

23

l’usufrutto). L’usufruttuario può cedere il proprio diritto se non è vietato nel

titolo costitutivo. Può essere oggetto di esecuzione forzata da parte dei

creditori dell’usufruttuario è può venire ipotecato.

Poteri e doveri

L’usufruttuario ha diritto ai frutti naturali e civili. Gli è consentito apportare

miglioramenti.

I doveri sono tutti strumentali rispetto a quello fondamentale di restituire la

cosa inalterata nella sostanza (conservazione e manutenzione ordinaria).

Gli oneri economici connessi con la gestione dei beni sono a carico

dell’usufruttuario se ineriscono al reddito invece sono a carico del proprietario

se ineriscono al capitale.

La manutenzione straordinaria spetta al proprietario.

Estinzione

Si estingue per:

Scadenza del termine o morte dell’usufruttuario

 Rinuncia dell’usufruttuario

 Consolidazione (usufrutto e nuda proprietà si riuniscono in capo alla

 medesima persona)

Prescrizione per il non uso durato vent’anni

 Totale perimento della cosa su cui è stato costituito

 Decadenza dovuta ad abusi dell’usufruttuario

Uso e abitazione

Si distinguono dall’usufrutto solo da un punto di vista quantitativo.

Chi ha il diritto d’uso su una cosa può servirsene e raccoglierne i frutti nella

misura occorrente per i bisogni dell’usuario e della sua famiglia (1021 c.c.).

Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla limitatamente ai bisogni

suoi e della sua famiglia (art. 1022 c.c.).

Servitù

È il peso imposto sopra un immobile/fondo servente per l’utilità di un altro

immobile/fondo dominante che ha un diverso proprietario.

Il contenuto può essere vario.

Sono affermative le servitù che consentono al titolare una limitata utilizzazione

del fondo servente o gli consentono di compiere sul proprio fondo atti che

sarebbero altrimenti lesivi della proprietà del vicino.

Sono negative le servitù che consentono al titolare il potere di vietare

determinate utilizzazioni del fondo servente.

Non è necessariamente assoggettata a limiti temporali di durata.

Deve essere stabilita in favore di un fondo e non di una persona infatti essa

spetta al proprietario del fondo dominante come accessorio del diritto di

proprietà predialità.

Deve essere costituita per l’utilità del fondo dominante.

Non si richiede che i due fondi siano contigui.

Non possono avere ad oggetto prestazioni attive del proprietario del fondo

servente.

La servitù deve essere esercitata con il minor aggravio del fondo servente.

Costituzione

Possono essere costituite in due modi:

Coattivamente per imposizione della legge.

 Volontariamente con un contratto o testamento (usucapione o

 destinazione del padre di famiglia) 24

Estinzione

Si possono estinguere per:

Rinuncia del titolare

 Confusione/ consolidazione

 Non uso ventennale/ prescrizione se si tratta di una servitù che

 

consiste in comportamenti ripetuti del titolare (servitù affermativa

discontinua) la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui è stato

compiuto l’ultimo atto di esercizio. Se è una servitù negativa o

affermativa continua la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in

cui è stato compiuto dal proprietario del fondo servente un atto lesivo

della servitù. Superficie

È il diritto di fare o mantenere una costruzione sopra o sotto il suolo altrui

conservando la proprietà della costruzione stessa. Può essere perpetua,

alienata, ipotecata e assoggettata ad atti di disposizione. Si estingue per:

Rinuncia del titolare

 Confusione

 Scadenza del termine

 Prescrizione se la costruzione non viene eseguita per vent’anni

Il perimento di norma non comporta l’estinzione del diritto di superficie.

Enfiteusi

È un diritto reale immobiliare, perpetuo o di lunga durata, che attribuisce

all’enfiteuta lo stesso potere di godimento sul fondo che spetterebbe al

proprietario. In corrispettivo l’enfiteuta paga al proprietario un canone annuo.

Ha l’obbligo di migliorare il fondo e non può danneggiarlo.

I poteri dell’enfiteuta sono così vasti che il suo diritto talvolta viene qualificato

come dominio utile. L’enfiteuta può acquistare la piena proprietà del fondo per

affrancazione.

Il concedente può chiedere la devoluzione dell’enfiteusi così il diritto

dell’enfiteuta si estingue. L’estinzione si verifica anche per perimento del

fondo, scadenza del termine, prescrizione del diritto dell’enfiteuta.

Il concedente deve restituire deve rimborsare all’enfiteuta i miglioramenti e

può eliminare le addizioni (senza danno per il fondo) altrimenti ne paga il

valore all’enfiteuta. Capitolo 53- La comunione

Un bene, un diritto reale o un intero patrimonio possono appartenere a più

persone insieme.

Se l’oggetto della comunione è una cosa si parla di comproprietà.

Il diritto dei contitolari non può essere localizzato su una parte del bene quindi

ciascuno di essi ha un diritto di quota.

Se uno dei contitolari rinuncia al suo diritto le quote degli altri si espandono 

elasticità.

Si può costituire per contratto o può derivare da successione ereditaria, unione,

commistione o creazione comune di un’opera comunione ordinaria (i

partecipanti possono liberamente domandarne lo scioglimento).

La comunione forzosa invece si verifica quando il bene immobile è destinato al

servizio di due o più immobili vicini quindi il diritto di quota sulla cosa comune

25

non può venire alienato separatamente dall’immobile del quale costituisce

l’accessorio (comunione duratura attinente ai rapporti di vicinato).

Diritti e obblighi

Sono regole dispositive.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la

destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso secondo il loro

diritto. Nei vantaggi e nelle spese la partecipazione è in proporzione della

rispettiva quota.

Per gli atti di disposizione che hanno per oggetto un diritto di quota il

comproprietario può disporre liberamente. Per gli atti di disposizione che hanno

per oggetto il bene diviso o una sua porzione concreta il comproprietario non

può alienarlo perché non ha diritto concreto su nessuna parte del bene. La

divisione ha effetto retroattivo.

Per l’amministrazione la volontà della maggioranza vincola anche la minoranza

dissenziente. Si può anche formare un regolamento e nominare un

amministratore.

Serve la maggioranza qualificata dei 2/3 del valore della cosa comune per le

innovazioni volte al miglioramento del bene. L’alienazione richiede il consenso

di tutti i partecipanti.

Le decisioni della maggioranza possono essere impugnate davanti al giudice da

un comproprietario dissenziente ma il giudice può annullare la decisione se

contraria alla legge o gravemente pregiudizievole alla cosa comune (controllo

sia di merito sia di legittimità).

Scioglimento della cosa comune

Si scioglie con la divisione che attribuisce a ciascun condividente un diritto

esclusivo pari al valore della quota.

Nella comunione ordinaria ciascuno dei condividenti può chiedere lo

scioglimento salvo che non vi sia un vincolo di rimanere in comunione per un

tempo determinato.

La divisione può farsi d’accordo fra le parti con un contratto altrimenti è fatta

dal giudice.

La divisione deve aver luogo in natura se il bene può essere diviso in parti

corrispondenti altrimenti il bene viene attribuito a uno solo dei coeredi con

addebito dell’eccedenza oppure il bene viene venduto e il ricavo verrà ripartito.

Il condominio negli edifici

La destinazione delle parti comuni agli appartamenti è stabile e necessaria.

Sulle parti comuni ciascun condomino ha un diritto di quota proporzionale al

valore della sua proprietà.

La nomina di un amministratore è obbligatoria.

La partecipazione alle spese viene divisa in modo proporzionale alle spese

comuni ma se la cosa è destinata a servire i condomini in modo diverso si terrà

conto della diversa utilità.

Se il numero dei condomini è superiore a 10 deve essere formato un

regolamento.

Le leggi sul condominio si applicano anche a tutti i casi in cui più edifici o unità

immobiliari che abbiano parti accessorie comuni e destinate al servizio comune

(c.d. super condomini). Capitolo 54- Il possesso 26

La proprietà è un diritto invece il possesso è una situazione di fatto cioè il

potere sulla cosa corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto

reale.

Spesso il possesso e il corrispondente diritto sono riuniti in capo alla stessa

persona ma possono anche essere disgiunti.

Il possesso si può esercitare sia usando direttamente la cosa sia tenendola a

propria disposizione per l’utilizzo diretto.

Il possesso illegittimo può essere di buona o mala fede secondo che il

possessore ignori o sappia di ledere il diritto altrui. Il possesso pieno è

corrispondente all’esercizio della proprietà invece il possesso minore

corrisponde all’esercizio di un diritto reale diverso dalla proprietà.

La detenzione (≠ possesso) consiste nell’avere la cosa nella propria

disponibilità materiale immediata.

Gli effetti

il possesso legittimo o illegittimo attribuisce una serie di vantaggi:

Protezione possessoria: chi è stato spogliato del possesso o molestato nel

 suo esercizio può ottenere per via giudiziaria la reintegrazione o la

cessazione della molestia.

Non ha necessità di provare il proprio diritto al possesso

Inoltre il possesso fa acquistare diritti: il possesso si trasforma nel diritto

corrispondente per usucapione o anche immediatamente quando si tratta

dell’acquisto di cosa mobile dal non proprietario se c’è buona fede.

La tutela del possesso

Lo spoglio e la molestia costituiscono atti illeciti (anche se compiuti dall’avente

diritto contro il possessore illegittimo perché costituirebbe un atto di giustizia

privata invece deve agire con una azione di rivendicazione) ai quali il

possessore può agire con atti possessori e talvolta anche con la legittima

difesa.

L’azione di reintegrazione

L’azione è concessa a chi sia stato spogliato del possesso violentemente e

occultamente. La tutela è concessa indipendentemente dalla legittimità del

possesso, dal modo di acquisto, della buona o mala fede.

È tutelato chi abbia la cosa nell’interesse proprio salvo che si tratti di una

detenzione transeunte svolta nella sfera del possessore o sotto il suo diretto

controllo come la detenzione di chi sia ospitato per un breve periodo.

Lo spoglio può consistere in qualunque atto che impedisca totalmente o

parzialmente l’esercizio del possesso o della detenzione sostituendovi il

possesso dell’autore dello spoglio.

L’azione di manutenzione

È data a chi sia stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale

sopra un immobile o di un’universalità di mobili.

Non è concessa al detentore qualificato né al possessore di cose mobili ma solo

di immobili, diritti reali immobiliari o universalità di mobili. Inoltre il possesso

deve durare da oltre un anno e deve essere continuo e non acquistato

clandestinamente.

La denunzia di nuova opera o danno temuto

Hanno lo scopo di prevenire un danno e sono entrambe concesse al

possessore. 27

La denunzia di nuova opera spetta a chi abbia ragione di temere che da una

nuova opera intrapresa da altri sul proprio fondo. L’opera non deve essere

ancora terminata e non deve essere trascorso un anno dal suo inizio.

La denunzia di danno temuto spetta a chi abbia ragione di temere che da

qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti pericolo di un danno grave e

prossimo alla cosa che forma l’oggetto del suo diritto o del suo possesso.

Entrambe hanno due fasi di giudizio

Tende all’adozione di provvedimenti provvisori urgenti: ad esempio il

 giudice può vietare la continuazione della nuova opera oppure

permetterla ordinando cautele

Decisione definitiva circa l’esistenza del pericolo, la sua illiceità, l’obbligo

 della sua eliminazione e la responsabilità delle parti.

Usucapione

Può definirsi come un modo di acquisto della proprietà o dei diritti reali di

godimento a titolo originario per effetto del possesso protratto nel tempo.

Anche il possesso non di buona fede porta all’usucapione: solo così si realizza

pienamente l’esigenza di semplificazione. Ma il possesso di buona fede

conduce a una usucapione più rapida:

Beni immobili e diritti reali immobiliari: di regola in vent’anni ma chi

 acquista un immobile da chi non è il proprietario in forza di un titolo

idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato trascritto nei registri

immobiliari ne compie l’usucapione dopo 10 anni dalla trascrizione

Beni mobili non iscritti nei pubblici registri: di regola in vent’anni ma se in

 buona fede in dieci

Beni mobili iscritti nei pubblici registri: di regola in dieci anni ma se

 concorrono gli stessi requisiti detti per i beni immobili si compie in tre

anni

Universalità di mobili: di regola in vent’anni ma se in buona fede e con

 titolo idoneo in dieci

Il possesso si considera in buona fede se è stato iniziato in buona fede quindi la

sopravvenuta consapevolezza dell’illegittimità non nuoce.

Requisiti per l’usucapione

Il possesso acquistato in modo violento o clandestino non giovano

all’usucapione se non dal momento in cui esse sono cessate.

Le servitù prediali si possono acquistare per usucapione solo quando sono

apparenti cioè esistano opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio.

Se il possessore ha ricevuto la cosa per successione universale il suo possesso

continua quello del defunto conservando le caratteristiche successione nel

possesso

Invece se il possessore ha ricevuto la cosa in base a un titolo particolare come

un atto tra vivi o un legato egli può se lo ritiene opportuno unire il proprio

possesso a quello del suo dante causa accessione al possesso

L’interruzione cancella la rilevanza del possesso per il tempo già trascorso e

dopo di essa il termine per usucapire riprende a decorrere. Può derivare da

domanda giudiziale dell’avente diritto contro il possessore o dal riconoscimento

dell’altrui diritto da parte del possessore. È interrotta anche quando il

possessore è privato del possesso per oltre un anno per cause naturali o per

fatto altrui.

La sospensione arresta provvisoriamente il decorso del termine senza

cancellare la rilevanza del possesso per il tempo già trascorso. Deriva da

28

alcune circostanze previste dalla legge che impediscono al proprietario di far

valere il proprio diritto. Quando cessa la causa di sospensione il termine

riprende a decorrere sommandosi al tempo trascorso prima della sospensione.

Frutti, miglioramenti, spese, danni

a) Frutti: il possessore di mala fede deve restituire i frutti che ha percepito (ad

esempio deve un giusto compenso per l’utilizzazione). Il proprietario però

deve rimborsare al possessore le spese necessarie per la produzione e il

raccolto dei frutti che gli vengono restituiti.

Il possessore di buona fede fa suoi i frutti naturali e civili e dal giorno della

domanda giudiziale deve rispondere verso il rivendicante secondo le stesse

regole del possessore di mala fede.

b) Miglioramenti: il possessore di mala fede che abbia apportato miglioramenti

ha diritto a una indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e

l’aumento di valore della cosa. Se i miglioramenti sono addizioni il

proprietario può scegliere di farle rimuovere a spese del possessore e solo

se decide di tenerle deve pagare l’indennità.

Il possessore di buona fede non può essere costretto a togliere le addizioni e

ha diritto a una indennità nella misura dell’aumento di valore della cosa.

c) Spese: le spese per le riparazioni straordinarie fanno carico al proprietario

invece le spese di manutenzione ordinaria sono a carico del possessore

d) Danni: il possessore di mala fede risponde dei danni anche per caso fortuito

invece il possessore di buona fede non risponde di perimento o

deterioramento a meno che non dipenda dal fatto proprio.

Il possesso di buona fede

La buona fede si presume.

Il possesso si considera in buona fede se è stato iniziato in buona fede quindi la

sopravvenuta consapevolezza dell’illegittimità non nuoce.

La buona fede dovuta a colpa grave non giova (onere di diligenza).

L’acquisto del possesso

a) a titolo originario se dipende solo da un atto di colui che acquista il

possesso.

b) a titolo derivativo se dipende da una trasmissione del precedente

possessore. Capitolo 55- Pegno e ipoteca

Sono diritti reali che hanno la funzione di garantire la soddisfazione di un

credito. L’ipoteca ha per oggetto beni iscritti nei pubblici registri il pegno beni

non iscritti nei pubblici registri. Possono essere costituiti su cose del debitore

stesso o di un terzo che si presti a garantire il debito altrui. Attribuiscono al

debitore due prerogative:

potersi soddisfare sulla cosa anche se questa nel frattempo è stata

 alienata a un terzo. Infatti il diritto di pegno o ipoteca segue la cosa 

diritto di seguito/sequela. È opponibile a terzi

potersi soddisfare sulla cosa con preferenza rispetto agli altri creditore

 

prelazione

La legge richiede che questi diritti siano riconoscibili quindi se è un bene

iscritto nei pubblici registri l’ipoteca deve essere iscritta altrimenti il bene deve

essere consegnato al creditore.

Si estinguono con l’estinzione del credito e se il credito non esiste fin dall’inizio

sono nulle per mancanza di causa. 29

Il creditore non deve profittare della cosa oltre il limite del credito. Se alla

scadenza il debito non è pagato la cosa viene venduta secondo una procedura

che ha lo scopo di far conseguire il prezzo più elevato possibile, con il ricavato

si soddisfa il creditore e con il residuo si soddisfano gli altri creditori o in

mancanza viene versato al proprietario.

Il creditore può chiedere al giudice che la cosa gli sia assegnata in pagamento.

È nullo il patto commissorio.

Pegno di una cosa mobile

Si costituisce con un contratto tra debitore e creditore e non basta il consenso

ma deve esserci la consegna al creditore o a un terzo designato dalle parti. Per

acquistare la prelazione occorre che il contratto risulti da un atto scritto con

data certa.

Il creditore deve custodire la cosa non può, salvo patto contrario, farne uso,

darla in pegno o concederne ad altri il godimento ma può farne suoi i frutti.

Pegno del credito

Deve risultare da atto scritto e la sua costituzione deve essere notificata al

debitore del credito dato in pegno oppure deve da esso essere accettata con

scrittura in data certa.

Il creditore pignoratizio deve alla scadenza riscuotere il credito trattenendo

quanto basta a soddisfare le sue ragioni e restituirà il residuo a chi ha costituito

il pegno.

Se il credito garantito non è ancora scaduto deposita la somma nel luogo

stabilito o determinato dall’autorità giudiziaria.

Ipoteca

Attribuisce al creditore il diritto di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo

credito e essere soddisfatto con preferenza. È adottata solo per garantire

finanziamenti di una certa durata. L’ipoteca deve essere iscritta nei pubblici

registri.

Può essere concessa su una quota di comunione o su un bene compreso in una

comunione.

Richiede due elementi cioè il titolo e l’iscrizione.

L’ipoteca volontaria nasce in seguito a un negozio giuridico del concedente

(contratto o dichiarazione unilaterale in forma scritta).

L’ipoteca giudiziale si può iscrivere in base a una sentenza che porti condanna

al pagamento di una somma o all’adempimento di altra obbligazione.

L’ipoteca legale può essere iscritta su beni del debitore senza o anche contro la

sua volontà in casi previsti dalla legge. Spetta a:

alienante sopra gli immobili alienati a garanzia del pagamento del prezzo

 condividente a garanzia del pagamento del conguaglio che gli sia dovuto

Si parla di pubblicità costitutiva: l’iscrizione è necessaria perché il diritto sorga.

Ma occorre anche un titolo che giustifichi l’iscrizione.

Uno stesso bene può essere assoggettato a più ipoteche: ciascuna è

contrassegnata con un numero che ne esprime il grado che dipende dall’ordine

temporale dell’iscrizione. Con il ricavato si soddisfa il creditore di primo grado

poi di secondo e così via. L’iscrizione vale per vent’anni e poi va rinnovata. La

rinnovazione prima che scada il termine mantiene in vita l’ipoteca senza

soluzione di continuità se invece si lascia scadere l’iscrizione nasce un diritto

nuovo che non ha effetto contro chi abbia già iscritto altre ipoteche. 30

Se l’esecuzione forzata avviene contro il terzo datore di ipoteca egli non può

invocare il beneficio della preventiva escussione del debitore salvo patto in tal

senso.

Si estingue con garanzia del credito garantita, con l’esecuzione forzata, con il

perimento del bene, con la rinuncia del creditore o con il verificarsi della

condizione risolutiva eventualmente prevista nel titolo.

LA TUTELA DEI DIRITTI p. 535

Capitolo 56- Tutela dei diritti e responsabilità patrimoniale del

debitore

Tutela giurisdizionale e cautele dei diritti

Per la difesa o l’attuazione di un proprio diritto di regola occorre agire in

giudizio.

Nel processo di cognizione iniziato con un atto di citazione si accertano i fatti

rilevanti ai fini del giudizio quando siano controversi tra le parti.

La sentenza dichiarativa accerta la situazione giuridica esistente. La sentenza

costitutiva costituisce, modifica o estingue rapporti giuridici. La sentenza di

condanna comanda a una parte di dare o fare qualcosa per l’attuazione di un

diritto della controparte.

La sentenza di condanna passata in giudicato costituisce titolo esecutivo in

base al quale con il processo di esecuzione se può ottenere l’esecuzione

forzata.

Chi agisce il giudizio deve provare il fondamento del proprio diritto.

Possono essere concessi provvedimenti cautelari d’urgenza atti a assicurare

provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.

Di regola è consentita la provvisoria esecuzione della sentenza non ancora

passata in giudicato.

solve et repete

Con la clausola la parte vincolata deve pagare subito e non può

sospendere l’adempimento in attesa della decisione del giudice e poi se si

accerterà che la prestazione non era dovuta si procederà alle restituzioni.

Azioni esecutive individuali e liquidazioni concorsuali

L’intero patrimonio del debitore costituisce una garanzia generica per il

soddisfacimento dei diritti dei creditori.

Al debitore è consentito pagare i creditori man mano che di presentano e ai

creditori è permesso promuovere azioni individuali se il debito non viene

adempiuto spontaneamente.

Al manifestarsi del pericolo di un’insufficienza del patrimonio del debitore la

legge impone la liquidazione a favore di tutti i creditori. Il pagamento dei

singoli debiti viene sospeso, si provvede a vendere i beni del debitore e con il

ricavato si provvede a pagare prima i crediti privilegiati (pegno, ipoteca,

prestazioni dovute al lavoro subordinato) e poi i crediti ordinari/ chirografari.

Quindi c’è parità fra i crediti tranne per i crediti privilegiati.

I privilegi

Le cause legittime di prelazione sono pegno, ipoteca e privilegio.

Il privilegio è una prelazione accordata dalla legge ad alcuni crediti che in

considerazione della loro natura sono ritenuti meritevoli di una protezione più

intensa.

Non dipende dalla loro priorità temporale. Può essere:

Generale: si esercita sui beni mobili del debitore (non attribuisce diritto di

 seguito). Sono privilegi generali i compensi per il lavoro subordinato, o

31

autonomo, i ricavi di coltivatori diretti, contributi di previdenza sociale,

spese indispensabili per il debitore e tributi diretti

Speciale: si esercita su determinati beni mobili e immobili ed è

 giustificato da una certa connessione tra il debito e la cosa. Segue la

cosa. Essendo opponibile a terzi deve essere riconoscibile. Certi privilegi

speciali sussistono solo finche la cosa si trova in un determinato luogo. Si

avvicini ai diritti reali di garanzia ma è diverso perché l’ordine di

preferenza dipende dalla natura del credito e non dalla priorità

temporale.

Esecuzione forzata

Il creditore insoddisfatto può procedere all’esecuzione forzata sul patrimonio

del debitore. Se il debito inadempiuto aveva come oggetto una somma di

denaro, questa viene prelevata dal patrimonio del debitore o ricavata

dall’espropriazione e dalla vendita forzata di alcuni beni. Se il debito

inadempiuto aveva come oggetto la consegna di una cosa mobile o il rilascio di

un immobile si provvede alla consegna o al rilascio forzato. Se il debito

inadempiuto aveva come oggetto un obbligo di fare, l’avente diritto può

ottenere che questo sia eseguito a spese del debitore. Se il debito inadempiuto

aveva come oggetto un obbligo di non fare, l’avente diritto può ottenere che a

spese dell’obbligato sia distrutto ciò che è stato fatto in violazione dell’obbligo.

L’espropriazione forzata si inizia con il pignoramento: un’ingiunzione che

l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da ogni atto diretto a sottrarre

all’esecuzione forzata alcuni beni determinati. Se ha per oggetto un credito

verso un terzo deve essere notificata anche a quest’ultimo, se ha per oggetto

un immobile deve essere trascritto nei registri. Gli atti di alienazione successivi

sono quindi inefficaci salvo l’interesse di tutelare l’affidamento per le cose

mobili se il terzo è in buona fede.

I mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale

Il patrimonio del debitore è una garanzia generica in favore dei creditori cioè

non attribuisce il diritto di soddisfarsi su un bene preciso. Ha invece un oggetto

continuamente variabile infatti non segue i beni alienati ma comprende i beni

che il debitore acquista. Le fortune e i rovesci del patrimonio del debitore si

possono ripercuotere direttamente sui suoi creditore ma ciò non implica che

essi possano ingerire nell’amministrazione del patrimonio del debitore. La

legge consente ai creditori di intervenire se il debitore trascura di esercitare i

suoi diritti mettendo in pericolo la garanzia generica o compie manovre

fraudolente per sottrarre i beni alle azioni esecutive dei creditori.

Azione surrogatoria

Il creditore può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso terzi al proprio

debitore e che questi trascura di esercitare. Presupposto fondamentale di

questa azione surrogatoria è che l’inerzia del debitore metta oggettivamente in

pericolo la possibilità di soddisfacimento del creditore ad esempio quando il

patrimonio non offra sufficiente garanzia.

L’azione è data al creditore anche se il suo credito è soggetto a condizione o

termine. Si possono esercitare con l’azione surrogatoria solo i diritti e le azioni

che abbiano contenuto patrimoniale e non quelli di natura personalissima o

familiare o che implicano una valutazione di interesse morale.

Azione revocatoria ordinaria/pauliana

I creditori possono far dichiarare inefficaci nei loro confronti gli atti di

disposizione del debitore in frode dei loro diritti. 32

Ciascun creditore può impugnare l’atto di disposizione per potersi soddisfare

sul bene alienato. L’azione è data al creditore anche se il suo credito è soggetto

a condizione o termine.

Requisiti soggettivi per l’ammissione dell’azione revocatoria: occorre che il

debitore sia consapevole del pregiudizio che arreca alle ragioni del creditore. Si

tutela l’affidamento del terzo solo se era un acquisto a titolo oneroso e in tal

caso l’atto sarà revocato solo se concorre la malafede del terzo acquirente.

Il bene non rientra nell’azione revocatoria ma il creditore potrà agire

esecutivamente su di esso perché l’alienazione non gli è opponibile quindi si

tratta di inefficacia relativa e non di invalidità. L’acquirente che ha subito

l’azione revocatoria potrà rivalersi con un’azione contrattuale sul debitore

alienante perché il contratto appunto si considera valido. Si prescrive in cinque

anni dalla data dell’atto.

Il diritto di ritenzione

Talvolta la legge consente al creditore che detiene una cosa spettante al

debitore di trattenerla finché questi non adempia. È concesso solo quando vi

sia una connessione fra il debito e la cosa trattenuta. Inoltre il creditore può

soddisfarsi sulla cosa con preferenza rispetto agli altri creditori.

Essendo una forma di autotutela è concessa solo nei casi espressamente

previsti dalla legge e non può essere estesa per analogia.

Prescrizione

È la perdita di un diritto per la prolungata inazione del titolare. Si fonda sulla

necessità di assicurare stabilità alle situazioni di fatto che si sono consolidate

nel tempo e inoltre è difficile ottenere decisioni esatte su fatti oramai remoti.

Solo i diritti patrimoniali disponibili si possono estinguere per prescrizione e non

i diritti indisponibili. Le regole sulla prescrizione sono inderogabili ma è

possibile rinunciare alla prescrizione già compiuta infatti essa non si rileva

d’ufficio ma deve essere opposta da chi vi ha interesse economico.

Il decorso

Comincia a decorrere dal giorno in cui è consentito l’esercizio del diritto. Alcune

circostanze possono sospendere il decorso:

Particolari rapporti esistenti tra le parti

 Particolari condizioni del titolare del diritto (minori non emancipati,

 interdetti contro i quali è sospesa per il tempo in cui non abbiano un

rappresentante legale e per i sei mesi successivi alla sua nomina o alla

cessazione dell’incapacità)

Quando cessa la causa di sospensione il tempo ricomincia a decorrere

computandosi anche il tempo eventualmente già trascorso.

Si interrompe se il titolare compie un atto di esercizio del diritto stesso. In

seguito un nuovo termine di prescrizione comincia a decorrere.

La durata della prescrizione ordinaria è dieci anni. I diritti reali su cosa altrui si

prescrivono in vent’anni. Il codice prescrive prestazioni più brevi per vari

rapporti commerciali e vari diritti potestativi. Il diritto al risarcimento da fatto

illecito si prescrive in cinque anni. L’azione per l’esecuzione di una condanna

passata in giudicato è sottoposta alla prescrizione ordinaria di dieci anni.

Le prescrizioni presuntive

Ci sono debiti che è d’uso pagare rapidamente senza poi conservarne la

quietanza. Passato un certo tempo senza che il creditore abbia chiesto il

pagamento si presume che egli sia stato pagato. La prescrizione non ha effetto

estintivo ma opera solo sul piano probatorio poiché fa presumere l’estinzione

33

del debito. Se passato il termine (sei mesi, un anno, tre anni a seconda dei

casi) senza che il creditore abbia chiesto il pagamento si presume che il

debitore abbia pagato. Al creditore è consentito provare il contrario ma potrà

solo deferire all’altra parte il giuramento decisorio.

La decadenza

È la perdita di un diritto per il suo mancato esercizio entro il termine perentorio

stabilito per legge. Risponde a una esigenza di certezza.

Le regole sull’interruzione e sulla prescrizione della prescrizione non si

applicano alla decadenza. Per i diritti disponibili le parti per contratto possono

stabilire i termini di decadenza (decadenza convenzionale) se non rende troppo

difficile a una delle parti l’esercizio del diritto.

La prova dei fatti giuridici

Nel processo civile spetta alle parti presentare le prove al giudice.

Regole sull’onere della prova: chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti

che ne costituiscono il fondamento e se l’altra parte sostiene l’inefficacia di tali

fatti deve provare i fatti su cui tale eccezione si fonda l’attore deve provare i

fatti costitutivi del diritto e il convenuto i fatti impeditivi, modificativi o estintivi.

Le presunzioni legali sono le ipotesi nelle quali chi fa valere un’azione o una

eccezione è dispensato dal provarne i fatti che ne costituiscono il fondamento.

Normalmente la legge ammette che la presunzione legale possa essere

superata da una prova contraria quindi si parla di presunzione relativa (o iuris

tantum) e determina un’inversione dell’onere della prova. Altre volte la

presunzione è detta assoluta (iuris et de iure) perché la legge non ammette la

prova contraria.

Le presunzioni legali sono fondate su massime di esperienza o sono stabilite

per sollevare una parte dall’onere di una prova che le sarebbe molto difficile.

L’onere della prova può essere modificato o invertito per accordo tra le parti.

La prova documentale

L’atto pubblico è un documento redatto con le richieste formalità da un

pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli quella particolare garanzia di

veridicità che si chiama “pubblica fede” (rogito). Fa piena prova della

provenienza del documento e dei fatti che il pubblico ufficiale attesta siano

avvenuti in sua presenza o da lui compiuti ma la forza probatoria non si

estende alla veridicità delle affermazioni fatte dalle parti. Per dimostrarne la

falsità serve il procedimento della querela di fatto.

La scrittura privata è un documento redatto liberamente e sottoscritto

liberamente da uno o più privati. Il testo può essere scritto con qualsiasi mezzo

e anche essere stato predisposto da altri ma la sottoscrizione deve essere

apposta di propria mano dall’autore della dichiarazione. Ha forza probatoria

minore dell’atto pubblico:

fa prova solo contro chi l’ha scritta

 non basta da sé a provare la propria provenienza: spetta a chi vuole

 valersene di provarne l’autenticità con procedimento di verificazione. Se

la scrittura privata inizialmente è stata riconosciuta dalla contro parte fa

piena prova della sua provenienza

prova contraria al contenuto della scrittura privata non ha il rigore della

 querela di falso

potrebbe facilmente essere retrodatata

 34

la scrittura privata può essere autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale e

consiste nell’attestazione che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza

dopo che egli ha accertato l’identità di chi sottoscrive.

Ha efficacia di scrittura privata anche il documento informatico se sottoscritto.

Prova testimoniale

Si forma nel processo con l’interrogatorio del testimone su fatti che abbia

constatato direttamente.

Quando si tratta di fatti materiali o atti non negoziali spesso è l’unica

opponibile invece in materia negoziale la legge limita la sua applicazione.

La prova per testimoni è esclusa nei contratti e nei pagamenti di valore

superiore a cinquemila lire ma il giudice può consentirla se gli appare

opportuno. Il giudice deve ammetterla:

se c’è un principio di prova per iscritto

 quando il contraente è nell’impossibilità morale o materiale di procurarsi

 una prova scritta

quando il contraente senza sua colpa ha perduto il documento che

 forniva la prova

in caso di conflitto tra prova scritta e orale la legge tende a far prevalere la

prima

Le presunzioni

Sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a

uno ignorato.

Ci sono le presunzioni di legge (già affrontate) e le presunzioni fondate

sull’onere della prova o presunzioni semplici.

Le presunzioni semplici sono illazioni con le quali il giudice giunge a

considerare provati dei fatti ulteriori sulla base di certe circostanze

accertate/indizi.

È ammissibile nelle stesse ipotesi della prova testimoniale.

La prova della simulazione

Può essere domandato da un terzo.

La confessione

È la dichiarazione di veridicità delle circostanze che il suo avversario afferma. È

giudiziale se resa in giudizio e stragiudiziale se resa fuori del processo.

La confessione stragiudiziale fatta a terzi è liberamente apprezzata dal giudice

invece se la confessione stragiudiziale è fatta alla controparte o al suo

rappresentante oppure è giudiziale fa piena prova.

È irrevocabile a meno che non sia determinata da violenza o dolo.

Il giuramento

Due tipi di giuramento:

decisorio è quello che una parte deferisce all’altra per stabilire o

 escludere un fatto dal quale dipende la decisione totale o parziale della

causa. Colui al quale è deferito il giuramento decisorio ha tre possibilità:

prestare giuramento, rifiutarsi, riferisce il giuramento. La prestazione o il

rifiuto di prestare giuramento sono prove vincolanti per il giudice. È un

mezzo di prova pericoloso e vi si ricorre raramente.

Suppletorio è deferito d’ufficio dal giudice a una delle parti per decidere

 la causa. Capitolo 58-Pubblicità e trascrizione 35

La legge organizza la pubblicità di alcuni di alcune categorie di fatti giuridici su

appositi registri talvolta anche tramite affissioni o su particolari pubblicazioni

periodiche o su giornali quotidiani. Tre tipi di pubblicità:

Pubblicità notizia, si limita a rendere riconoscibili certi fatti e se anche

 non venisse eseguita le conseguenze giuridiche si produrrebbero

ugualmente.

Pubblicità dichiarativa, serve a rendere opponibile a chiunque un fatto

 giuridico (si parla di trascrizione)

Pubblicità costitutiva, quando è requisito necessario per la creazione di

 un rapporto giuridico (si parla di iscrizione)

Pubblicità immobiliare

Serve a risolvere il conflitto fra più acquirenti dal medesimo titolare.

Quindi sono da trascrivere i contratti che riguardano proprietà, diritti reali di

godimento su beni immobili o diritti edificatori, vincoli di uso pubblico e altri

vincoli richiesti da strumenti urbanistici, diritti personali di godimento su beni

immobili.

Vanno trascritte anche le domande giudiziali riguardanti atti soggetti a

trascrizione, i contratti preliminari, gli atti interruttivi dell’usucapione.

Altre volte è solo costitutiva come per l’ipoteca e per l’usucapione abbreviata di

immobili.

I registri immobiliari italiani sono basati su base personale: l’atto giuridico

viene trascritto a favore dell’acquirente e contro il dante causa. La legge cerca

di spingere i privati a curare la trascrizione degli acquisti quindi una

trascrizione non è efficace se non sono stati trascritti i precedenti atti di

trasferimento dello stesso bene.

La trascrizione deve essere fatta presso l’ufficio dei registri immobiliari nella cui

circoscrizione è situato il bene.

FAMIGLIA E UNIONI CIVILI p681

Capitolo 65-Principi costituzionali e aspetti generali del diritto di

famiglia

La costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata

sul matrimonio cioè intende riconoscere alla famiglia il carattere di comunità

originaria nella quale l’uomo svolge la propria personalità quindi si limita

l’intervento dello stato che deve formulare le regole di struttura e creare le

condizioni esterne ma non intervenire direttamente.

Il matrimonio è fondato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi.

La riforma del diritto di famiglia del 1975 cerca di attuare l’uguaglianza nel

modo più pieno (stessi diritti e doveri e concordano tra loro l’indirizzo della vita

familiare).

In caso di disaccordo tra i coniugi se la decisione riguarda i coniugi il giudice

può, su richiesta di uno dei due, cercare di promuovere un accordo ma non

imporre una decisione invece se la decisione riguarda i figli il giudice

attribuisce il potere di decisione a quello che ritiene nel singolo caso più idoneo

a curare la decisione del figlio (rispettata l’autonomia perché non è un estraneo

a prendere la decisione).

La riforma ha fatto della comunione dei risparmi e degli acquisti il regime

normale. Il coniuge che lavora nell’azienda di famiglia anche senza che il

rapporto sia stato formalizzato giuridicamente partecipa agli utili e agli

36

incrementi dell’azienda in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro

prestato.

Per il codice civile del 42 i figli nati fuori dal matrimonio erano in una situazione

di inferiorità giuridica. La costituzione ha riconosciuto ai figli nati fuori dal

matrimonio il diritto di essere mantenuti, istruiti ed educati dai loro genitori. La

riforma del 75 ha eliminato gran parte delle compressioni dei loro diritti e nel

2013 sono stati eliminati.

I negozi giuridici familiari hanno caratteristiche particolari e sono personalissimi

(devono essere compiuti dal diretto interessato non da rappresentante), tipici e

formali. Per l’invalidità dei negozi familiari non opera la tutela dell’affidamento.

Anche il coniuge colpevole può chiedere il divorzio.

La parentela è il vincolo fra le persone che discendono l’una dall’altra (linea

retta) o che hanno uno stipite comune (linea laterale). Di regola la legge non

riconosce effetto ai vincoli di parentela oltre al sesto.

L’affinità è il vincolo che unisce il coniuge ai parenti dell’altro coniuge.

Il rapporto tra coniugi è il coniugio.

La famiglia legittima è quella fondata sul matrimonio invece si parla di famiglia

more uxorio.

di fatto a proposito di persone che convivono Alla famiglia

legittima è attribuita superiore dignità per l’impegno di stabilità e la pubblica

assunzione di responsabilità degli sposi.

La legge del 2016 fa riferimento ai conviventi di fatto: diritto di subentrare nella

locazione, continuare ad abitare per qualche tempo nella comune residenza in

caso di morte del convivente proprietario di questa, diritto di risarcimento se il

convivente muore per atto illecito di un terzo, partecipazione agli utili di

impresa per il partner che partecipa nell’impresa del partner, procreazione

assistita.

Dalla convivenza di fatto nascono obblighi di assistenza e solidarietà. In caso di

cessazione sussiste fra le parti un obbligo di alimenti per un periodo

proporzionale alla durata della convivenza.

I conviventi possono sottoscrivere un contratto di convivenza per regolare i

rapporti e può contenere:

Indicazione di una comune residenza

 Modalità di contribuzione alle necessità della vita comune

 Adozione del regime patrimoniale

Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termine

Capitolo 66- Il matrimonio

La promessa di matrimonio

L’accordo tra i coniugi non è vincolante sul piano giuridico ma se il matrimonio

non segue per colpa di una parte questa è tenuta a rimborsare le spese.

Condizioni necessarie per il matrimonio

Il primo presupposto è la differenza di sesso degli sposi e la maggiore età (per

gravi motivi il giudice può ammettere al matrimonio chi ha compiuto sedici

anni).

L’interdetto per infermità di mente non può contrarre matrimonio.

Altro presupposto è la libertà di stato in virtù del principio monogamico.

Se uno dei due non ha la maggiore età il matrimonio è nullo ma la nullità si

sana se non viene impugnato e trascorre un anno dal raggiungimento della

maggiore età. 37

Ci si può risposare dopo che un matrimonio si sia sciolto ma vi sono alcuni

impedimenti riguardo al nuovo matrimonio: tra affini in linea retta e fra cognati.

Non si può sposare chi sia stato condannato per omicidio o tentato omicidio del

coniuge dell’altro coniuge (impedimento da delitto). La donna può contrarre

nuovo matrimonio solo dopo 300 giorni dallo scioglimento del precedente.

Impedimenti dirimenti (matrimonio nullo) ≠ impedimento impediente.

Pubblicazioni e opposizioni

La celebrazione di matrimonio deve essere preceduta da pubblicazione alla

porta del municipio (generalità degli sposi e il luogo del matrimonio) almeno 8

giorni prima per avvertire i terzi interessati.

Esistenza e integrità del consenso

Presupposto è la capacità di intendere e di volere e se questa manca il

matrimonio è invalido.

Il consenso può mancare per simulazione o essere viziata da violenza, timore e

errore.

Il timore è dovuto a circostanze oggettive e tale che senza di esso lo sposo non

avrebbe celebrato il matrimonio.

Quanto all’errore la riforma del 75 ammette che il matrimonio può essere

impugnato per errore sull’identità della persona o per errore sulle qualità

essenziali dell’altro coniuge (malattia fisica o psichica, anomalia o deviazione

sessuale, condanne penali gravi, gravidanza ad opera di un terzo).

Invalidità

È invalido per alcune cause che attengono all’ordine pubblico (nullità insanabile

tranne nel caso in cui il minore che abbia raggiunto la maggiore età voglia

mantenere il vincolo) e per altre che riguardano il consenso (nullità sanata se vi

è stata coabitazione per un anno dopo la cessazione della causa di invalidità).

Conseguenze della dichiarazione di invalidità

L’invalidità del matrimonio vizia il rapporto fin dalla sua costituzione ma in

alcuni casi è esclusa l’efficacia retroattiva della pronuncia di nullità.

Rispetto ai figli il matrimonio dichiarato nullo ha gli effetti di un matrimonio

valido. Ma nel caso di nullità derivante da incesto o se il matrimonio è stato

contratto in malafede da entrambi i coniugi l’istituzione del rapporto di

filiazione richiede autorizzazione del giudice.

Per il mantenimento, l’educazione e l’affidamento dei figli si applicano le stesse

norma che si applicherebbero per separazione o divorzio.

Quanto ai coniugi dipende dallo stato di buona o mala fede al tempo della

celebrazione del matrimonio. Se entrambi erano in mala fede il rapporto è nullo

e non produce effetti.

Se entrambi i coniugi erano in buona fede il rapporto viene eliminato solo per

l’avvenire (matrimonio putativo cioè creduto valido).

Se solo uno era in buona fede gli effetti del matrimonio si producono solo in suo

favore (matrimonio putativo cioè creduto valido).

Se la nullità è imputabile a uno dei due coniugi o a un terzo questi sono

responsabili del danno verso il coniuge di buona fede.

Il matrimonio religioso

Il Concordato tra l’Italia e la Santa Sede fu stipulato l’11 febbraio 1929 e fu reso

esecutivo con la legge 27 maggio 1929 n. 810: il matrimonio religioso non è più

irrilevante e a certe condizioni produce effetti civili così i cattolici possono

limitarsi a celebrare davanti al parroco il matrimonio detto quindi matrimonio

concordatario. 38

Una possibilità analoga è concessa ai non cattolici se appartenenti ai culti

ammessi dalla legge 1159 del 1929 fra Stato e comunità religiose diverse dalla

cattolica.

Matrimonio concordatario

Le condizioni affinché produca effetti civili sono:

Il parroco deve ricordare agli sposi, dando lettura degli articoli del c.c., che a

 quel matrimonio sono anche attribuiti effetti civili (serve a far emergere la

volontà degli sposi in modo giuridicamente rilevante)

Deve essere trascritto nei registri dello stato civile e la trascrizione non può

 avere luogo (altrimenti viene dichiarata nulla dal giudice italiano):

Quando uno degli sposi manchi di capacità matrimoniale per difetto di

 età o per infermità di mente

Quando sussista il vincolo di altro matrimonio civile valido

 Quando tra gli sposi vi sia un impedimento inderogabile

Le questioni relative alla validità del vincolo possono essere sottoposte ai

tribunali ecclesiastici che giudicano con il diritto canonico: la sentenza di nullità

può poi essere dichiarata efficace anche dal punto di vista del diritto civile dopo

delibazione della Corte d’Appello ma la delibazione può anche essere negata.

Restano assoggettate alla solo giurisdizione civile le questioni relative agli

effetti civili, alle successive vicende del vincolo e alle conseguenze della nullità.

Matrimonio celebrato davanti a ministri di culti ammessi

Deve essere preceduto dalle pubblicazioni e dall’accertamento da parte di un

ufficiale giudiziario dell’inesistenza di impedimenti. Il ministro del culto deve

dare lettura degli articoli, compilare l’atto di matrimonio e trasmetterlo entro

cinque giorni all’ufficiale di stato civile per la trascrizione.

È esclusivamente regolato dalla legge italiana anche per i requisiti di validità 

non esisteste giurisdizione ecclesiastica con efficacia civile.

Effetti del matrimonio nei rapporti personali fra coniugi

Impone l’obbligo di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione

e coabitazione (art. 143). Si presume che i figli nati nel matrimonio siano del

padre.

L’obbligo di coabitazione è violato dai fatti volontari che facciano venir meno la

comunione di vita stabilmente.

L’obbligo di assistenza comprende le cure in caso di malattia e si affianca alla

collaborazione.

Entrambi i coniugi in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro sono

tenuti a contribuire ai bisogni della famiglia. Le decisioni circa l’indirizzo della

vita familiare devono essere concordate.

Il regime patrimoniale della famiglia

Gli sposi possono scegliere quale regime patrimoniale applicare solo tra alcuni

assetti patrimoniali tipici. Se non stipulano una convenzione si applica la

comunione legale.

Le convenzioni matrimoniali si stipulano di regola prima del matrimonio ma

possono essere stipulate o modificate anche durante.

Vanno annotate ai margini dell’atto di matrimonio.

Divieto di stipulare contraria al principio di uguaglianza fra i coniugi (divieto

della dote).

Separazione dei beni

Gli sposi mantengono separati i rispettivi patrimoni e l’unico obbligo è

contribuire alle spese familiari. 39

Nel dubbio si considera la cosa appartenente ad entrambi.

Comunione dei beni

Non si estende a tutti i beni dei coniugi perché si riferisce essenzialmente agli

acquisti e ai risparmi fatti durante il matrimonio. L’oggetto della comunione dei

beni è un patrimonio che comprende attivo e passivo. Attivo:

I beni acquistati dai coniugi insieme o separatamente durante il

 matrimonio ad esclusione dei beni a carattere strettamente personale.

Ne fanno parte anche le aziende gestite dai coniugi e costituite dopo il

matrimonio se invece appartengono solo a uno dei due già prima del

matrimonio ma sono gestite da entrambi la comunione concerne solo utili

e incrementi aziendali

I risparmi non investiti nell’acquisto di beni che sussistano allo

 scioglimento della comunione vanno compresi nella massa comune da

dividere.

I redditi non cadono in comunione e restano nella disponibilità di chi li ha

conseguiti.

Dunque si può distinguere una comunione attuale, che ha per oggetto gli

acquisti, e una differita o residuale, che ha per oggetto i risparmi non

investiti nell’acquisto dei beni combinare la comunione con la piena

disponibilità dei propri redditi personali

L’azienda costituita da uno solo dei coniugi durante il matrimonio

Sono esclusi i beni personali:

I beni che appartenevano ai coniugi prima del matrimonio

 I beni acquisiti successivamente per effetto di donazione o successione

 I beni di uso strettamente personale, che servono all’esercizio della

 professione del coniuge o quelli ottenuti come risarcimento

La qualità di bene personale si trasmette al nuovo acquisto per fenomeno di

surrogazione.

Per i beni mobili in mancanza di prova contraria si presume che essi siano

comuni.

Il passivo comprende le obbligazioni contratte da ciascun coniuge nell’interesse

della famiglia, l’educazione della famiglia e i carichi dell’amministrazione.

Comprende inoltre ogni obbligazione contratta dai coniugi congiuntamente e i

pesi e gli oneri gravanti suoi singoli beni al momento dell’acquisto.

I creditori possono soddisfarsi anche sui beni personali dei singoli coniugi solo

sussidiariamente.

L’amministrazione della comunione è attribuita ad entrambi con poteri uguali:

per atti di ordinaria amministrazione ciascun coniuge può agire disgiuntamente

invece per quelli di straordinaria amministrazione serve il consenso.

Lo scioglimento si ha per morte di uno dei due, per la separazione personale

dei coniugi, l’annullamento del matrimonio o il divorzio, per accordo dei

coniugi, per il fallimento di uno dei coniugi o per separazione giudiziale dei

beni.

La comunione convenzionale si verifica quando i coniugi modicano la

comunione legale: ad esempio estendono la comunione fino alla totalità dei

beni (comunione universale).

L’impresa familiare

Raramente tra l’imprenditore e i soggetti appartenenti alla famiglia viene

stipulato un vero e proprio contratto di lavoro. 40

Il legislatore ha imposto di fare partecipare i collaboratori familiari ai profitti

dell’impresa e ad alcune importanti decisioni circa il suo esercizio.

L’art 230 definisce impresa familiare quella a cui collaborano il coniuge, i

parenti entro il terzo grado o gli affini entro il secondo e dispone che il familiare

che presta lavoro continuativo, salvo che non sia definito da un altro rapporto,

ha i seguenti diritti

Diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia

 Diritto a partecipare agli utili dell’impresa in proporzione alla qualità e

 quantità del lavoro prestato

Diritto di partecipare in proporzione alla qualità e quantità del lavoro

 prestato agli incrementi dell’azienda

Ai familiari inoltre è attribuito il diritto di deliberare a maggioranza su:

Impiego degli utili

 Gestione straordinaria e indirizzi produttivi dell’impresa

 Cessazione dell’impresa

Per quanto riguarda la gestione ordinaria il titolare conserva piena libertà. Solo

il titolare dell’impresa è responsabile delle obbligazioni contratte infatti i

familiari non sono soci ma creditori del titolare.

In caso di alienazione dell’azienda i familiari hanno diritto di prelazione anche

opponibile a terzi.

La separazione dei coniugi e lo scioglimento del matrimonio

Il divorzio fu introdotto nel 1970 e la proposta di abrogazione di questa legge fu

respinta con il referendum popolare del 1974.

Il matrimonio si scioglie anche per morte di uno dei due coniugi: la moglie

conserva il cognome del marito finché non convoli a nuove nozze.

Separazione, scioglimento, invalidità

il divorzio scioglie il vincolo matrimoniale invece la separazione lo allenta senza

eliminarlo quindi il divorziato può risposarsi ma il separato no.

Il divorzio dipende da fatti che si sono verificati nel corso del matrimonio, fa

venire meno il rapporto silo per il futuro, spesso è accompagnato dall’obbligo di

pagare all’altro coniuge un assegno. La nullità dipende da fatti presenti al

tempo della celebrazione, può agire retroattivamente, l’obbligo di assegno è

raro e comunque per un breve periodo.

Separazione

Attenua il vincolo del matrimonio poiché dispensa i coniugi dall’obbligo di

vivere insieme. È sorto nel diritto canonico ma ora la sua funzione pratica è

spesso quella di fase preparatoria al divorzio.

Può essere consensuale o giudiziale.

La separazione consensuale deriva da un accordo fra i coniugi ed è sottoposto

all’approvazione del tribunale (omologazione) per accertare che non contenga

disposizioni contrarie all’ordine pubblico o lesive degli interessi dei figli.

Se la separazione viene fatta senza un accordo giuridicamente vincolante è

una mera separazione di fatto.

La separazione giudiziale può essere pronunciata su domanda di uno dei

coniugi quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la convivenza.

L’eventuale colpa di uno dei due influisce sulle conseguenze patrimoniali della

separazione.

Vengono sospesi gli obblighi di fedeltà e coabitazione, cessa la presunzione che

il marito sia il padre dei figli e il dovere di assistenza assume carattere

puramente pecuniario. 41

Restano comuni i problemi attinenti ai beni e si scioglie la comunione dei beni.

Il coniuge colpevole non ha diritto al mantenimento ma solo agli alimenti ed è

privato dei diritti successori.

Il godimento della casa familiare è valutato anche secondo le esigenze dei figli

e viene meno se il coniuge non vi abiti stabilmente, o inizi una convivenza

more uxorio o si risposi.

Scioglimento

Il divorzio è lo scioglimento del vincolo matrimoniale in vita dei coniugi. La

legge elenca una serie di casi in cui può essere sciolto fra i quali la separazione

legale dei coniugi protratta per almeno 12 mesi per la separazione giudiziale e

6 per quella consensuale (periodo di riflessione). La separazione di fatto non è

sufficiente.

Le altre ipotesi sono:

Coniuge condannato da una sentenza passata in giudicato di delitti di

 particolare gravità o di certi delitti contro coniuge o figli. Non proponibile

dal coniuge che sia stato anch’egli condannato per concorso nel reato o

quando sia ripresa la convivenza.

Quando il coniuge cittadino straniero abbia ottenuto all’estero

 l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o abbia contratto

all’estero nuovo matrimonio

Quando il matrimonio non sia stato consumato

 Quando sia passata in giudicato una sentenza che rettifichi per uno dei

 coniugi l’attribuzione di sesso

In questi casi lo scioglimento del matrimonio non può essere pronunciato

immediatamente senza attesa.

Dopo il periodo di separazione i coniugi possono stipulare un accordo di

scioglimento consensuale del matrimonio con lo stesso procedimento di quello

previsto per la separazione consensuale.

La donna perde il cognome del marito salvo autorizzazione del Tribunale.

La sentenza può imporre ad uno dei due di pagare all’altro un assegno

periodico per il mantenimento. È dovuto solo quando il beneficiario non abbia i

mezzi necessari per un tenore di vita analogo a quello che aveva durante il

matrimonio. Il coniuge non può pretendere il mantenimento se ha causato il

divorzio.

Le disposizioni sono sempre modificabili dal tribunale.

Capitolo 67- La filiazione

Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico (art. 315). Il figlio ha diritto ad essere

mantenuto, educato, istruito e moralmente assistito dai genitori nel rispetto

delle sue capacità, inclinazioni e aspirazioni.

La responsabilità genitoriale è attribuita ad entrambi i genitori e le decisioni

sono prese di comune accordo. Gli ascendenti in ordine di prossimità sono

tenuti in caso di necessità a fornire i mezzi necessari affinché i genitori possano

adempiere ai loro doveri nei confronti dei figli.

Il figlio deve rispettare i genitori e contribuire al mantenimento della famiglia.

I genitori devono sempre mantenere i figli minori e anche i figli maggiorenni

non economicamente indipendenti.

Prova della filiazione

La filiazione deve essere documentata pubblicamente ed ufficialmente. Gli

Uffici di stato civile redigono gli atti civili. 42

Quando l’atto di nascita documenta lo stato di figlio ne costituisce il titolo e in

mancanza di esso la filiazione si prova dimostrando di essere stato sempre

trattato e considerato come figlio (possesso di stato).

Se entrambi mancano il figlio dovrà procurarsi un titolo di stato equivalente

all’atto di nascita con un’azione giudiziale: l’azione è detta reclamo dello stato

di figlio se volta a dimostrare la filiazione nel matrimonio altrimenti è detta

azione per la dichiarazione giudiziale della paternità o della maternità.

Chi voglia negare la filiazione risultate da atto di nascita dovrà agire in giudizio:

disconoscimento di paternità o di una contestazione di stato di figlio e se la

filiazione è avvenuta fuori dal matrimonio l’impugnazione del riconoscimento.

Le prove esclusive della filiazione fuori dell’esercizio delle azioni giudiziarie di

stato sono l’atto di nascita e il possesso di stato ma esistono anche altre prove

utilizzabili solo nelle azioni di stato dirette a modificare o creare un titolo.

L’atto di nascita è il documento redatto dall’ufficiale dello stato civile in seguito

alla dichiarazione della nascita o dell’accertamento giudiziario di questa.

Se contiene l’indicazione della madre o l’annotazione del riconoscimento da

parte di questa o della dichiarazione giudiziale di maternità documenta la

maternità.

Quanto alla paternità, se si tratta di filiazione nel matrimonio (durante o entro i

300 giorni dal suo venir meno) vale la presunzione di paternità del marito

altrimenti se la filiazione è avvenuta fuori dal matrimonio la paternità può

risultare dall’annotazione del riconoscimento o della dichiarazione giudiziale di

paternità.

Se manca questo titolo basta il possesso continuo dello stato di figlio cioè una

situazione di fatto in cui concorrono le seguenti circostanze: il genitore deve

aver trattato la persona come figlio, provvedendo al mantenimento,

all’educazione e al collocamento e la persona deve essere stata considerata

come figlio nei rapporti sociali e come tale riconosciuta dalla famiglia.

Se atto di nascita e possesso di stato si contraddicono prevale l’atto di nascita.

Filiazione nel matrimonio

la legge attribuisce al marito la paternità del figlio nato o concepito dalla

moglie durante il matrimonio (231) infatti si presume che il figlio sia del marito

anche se nasce entro i 300 giorni dallo scioglimento, dell’annullamento o dalla

cessazione del matrimonio.

Anche se il figlio è stato concepito poco prima e nasce dopo la celebrazione del

matrimonio opera la presunzione legale di paternità.

La presunzione di paternità non opera automaticamente ma occorre che la

nascita sia denunciata all’ufficio dello stato civile come nascita da coniugi.

Infatti talvolta la moglie che abbia concepito il figlio con l’adulterio cerca di far

iscrivere il figlio come nato fuori dal matrimonio.

Le azioni giudiziarie relative alla filiazione nel matrimonio

Possono essere rivolte ad accertare un rapporto di filiazione o a contestare la

filiazione risultante da titolo di stato.

Disconoscimento della paternità del figlio concepito o nato durante il

matrimonio

Ha lo scopo di far cadere mediante una prova contrario la presunzione di

paternità del marito.

Se l’accertamento genetico o ematologico è eseguito ed esclude la paternità

l’azione viene accolta. Non vi è bisogno di questa prova se si accerta che il

marito è impotente oppure che per tutto il periodo in cui si presume sia

avvenuto il concepimento non vi siano stati rapporti tra i coniugi. 43

La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

Può essere esercitata dalla madre, dal padre o dal figlio (se minore da un

curatore). Fino alla riforma del 1975 la possibilità era attribuita solo al marito.

Deve essere proposta entro un anno dalla nascita del figlio per il marito. In caso

di adulterio della moglie invece il termine decorre da quando il marito ne sia

venuto a conoscenza. Se l’azione è esercitata dalla madre deve essere

esercitata entro sei mesi. In caso di impotenza del marito il tempo decorre dal

momento in cui ciascuno ne sia venuto a conoscenza.

L’azione del figlio può essere esercitata in ogni tempo invece l’azione del

marito e della moglie nei casi dell’art 344 commi 1 e 2 entro cinque anni dalla

nascita.

Il marito che abbia acconsentito alla fecondazione eterologa non può esercitare

l’azione.

Nascita del figlio dopo i trecento giorni dalla fine del matrimonio o separazione

La presunzione di paternità del marito non opera ma il figlio, i coniugi o gli

eredi dei coniugi possono provare che si è trattato eccezionalmente di una

gestazione più lunga.

Le azioni di contestazione dello stato di figlio

La maternità risultante da atto di nascita o possesso di stato può non essere

vera se vi è stata sostituzione del neonato o la madre ha fatto figurare come

suo un figlio altrui per realizzare così una sorta di adozione di fatto si può

esercitare l’azione di contestazione dello stato di figlio.

È ammessa per chi sia stato iscritto come figlio di ignoti e poi abbia conseguito

un possesso di stato non conforme a verità salvo che sia avvenuta sentenza di

adozione.

Spetta al figlio, ai genitori e a chiunque ne abbia interesse senza limiti di

tempo.

L’azione di reclamo dello stato di figlio

Chi sia stato generato nel matrimonio ma manchi di atto di nascita o possesso

di stato o sia stato iscritto con falsi nomi o come nato da ignoti può accertare la

sua filiazione salvo che sia avvenuta sentenza di adozione.

Se vi è titolo di stato il figlio può reclamare uno stato diverso nel caso di

supposizione di parto o di sostituzione di neonato.

È imprescrittibile.

La filiazione fuori del matrimonio

Il padre e anche la madre hanno la facoltà di non riconoscere il figlio che allora

dovrà essere iscritto nei registri come nato da genitori ignoti e gli viene

attribuito un cognome di fantasia

Il figlio può far dichiarare giudizialmente la maternità e la paternità.

Il riconoscimento è la dichiarazione solenne che una determinata persona è

proprio figlio e gli effetti si producono solo in capo alla persona che fa il

riconoscimento.

Il figlio deve dare l’assenso al riconoscimento e se ha meno di 14 anni deve

darlo l’altro genitore che non può rifiutarsi se il riconoscimento è nell’interesse

del figlio.

Il riconoscimento può essere fatto per atto pubblico o testamento, non può

essere fatto dai minori di sedici anni salvo autorizzazione del giudice, è un atto

personale che non tollera condizioni o termini. Non può essere fatto se sia stato

adottato. Il riconoscimento di figli incestuosi richiede autorizzazione del

giudice. 44


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sofia.97

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia.97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Venosta Francesco.

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