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Riassunti esame di Diritto del Lavoro

Appunti di diritto del lavoro basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Occhino dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Economia, Corso di laurea in economia e gestione aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto del lavoro docente Prof. A. Occhino

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riassunti

Diritto del lavoro

Il diritto del lavoro si articola in tre parti fondamentali:

il diritto del rapporto individuale di lavoro (subordinato): figura del lavoratore subordinato, colui

• che si impegna a prestare il “proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione” di un datore di

lavoro. Diritto del lavoro subordinato, relazione individuale tra datore di lavoro e prestatore di

lavoro, lasciando fuori quello autonomo, cioè quello di chi, almeno formalmente, dipende solo da

se stesso;

il diritto sindacale, relativo alla contrattazione collettiva;

• il diritto di previdenza sociale: INPS; INAIL; previdenza sociale; welfare state; pensioni.

Debolezza del lavoratore: stato di inferiorità nel momento in cui deve trattare condizioni e termini

della sua assunzione con il datore, in grado di scegliere all’interno di un mercato altamente

concorrenziale.

Debolezza esistente anche nel corso dello svolgimento del rapporto, contraddistinto da una

soggezione al datore di lavoro.

Diritto del lavoro come un diritto “diseguale”, cioè tendente a riportare un minimo di equilibrio.

Lavoro subordinato migliorabile solo in meglio. Norme imperative migliorabili solo in meglio. Diritto

privato perlopiù norme dispositive, poi i privati fanno quello che vogliono.

La legge detta i trattamenti minimi, derogabili solo in meglio dai contratti collettivi, derogabili a loro

volta solo in meglio da quelli individuali.

Il Governo Renzi e il Jobs Act

Fase di recessione economica.

“Pacchetto Letta”, 2013: incentivi economici a favore delle assunzioni a tempo indeterminato di

giovani e soggetti svantaggiati (over 50, disoccupati di lunga durata, donne).

Biennio 2014-2015, Governo Renzi, riforma radicale del diritto e del mercato del lavoro (Jobs Act);

intervento ad ampio raggio. Il cuore della riforma è la centralità del contratto di lavoro subordinato

a tempo indeterminato, la cui stipulazione è incentivata su di un duplice versante: introduzione di

un incentivo contributivo triennale (pari a 8.600€ l’anno) per ogni nuova assunzione e notevole

alleggerimento delle conseguenze del licenziamento illegittimo.

Riforma complessa ed articolata.

Abrogato il lavoro a progetto introdotto nel 2003.

Primi successi misurabili in termini di incremento delle assunzioni a tempo indeterminato.

La questione della subordinazione

E’ subordinata la prestazione che si svolge nell’organizzazione del datore di lavoro, “alle

dipendenze e sotto la direzione” dello stesso.

Modo d’essere - eterodeterminato - della prestazione lavorativa. Eterodeterminazione:

soggezione alle altrui decisioni e direttive.

Anche ai lavoratori autonomi possono essere impartite direttive o indicazioni in ordine allo

svolgimento del lavoro senza che, per ciò solo, possa ritenersi inequivocabilmente provata

l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato invece da un più impregnante

vincolo di natura personale.

Lavoro autonomo, ovvero contratto d’opera, “quando una persona si obbliga a compiere verso un

corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di

subordinazione nei confronti del committente”.

Anche il lavoro autonomo può essere utilizzato quale fattore produttivo all’interno dell’impresa.

Figure ibride, ovvero di prestatori formalmente autonomi ma di fatto ed in diversa misura

“dipendenti” dal soggetto committente.

Tra la subordinazione e l’autonomia, parasubordinazione, area dai confini ambigui.

Prestazione d’opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a

carattere subordinato. Non c’è subordinazione, ma c’è un forte legame con l’organizzazione.

Requisito della continuità: collaborazione durevole nel tempo.

Il collaboratore organizza autonomamente la propria attività lavorativa.

1 riassunti

Diritto del lavoro

La configurazione di un rapporto di lavoro parasubordinato non implica l’accesso alla disciplina

tipica del lavoro subordinato.

Il lavoro a domicilio e il telelavoro

Lavoro a domicilio, luogo di esecuzione della prestazione lavorativa non è l’azienda del datore, ma

il domicilio dello stesso prestatore. Lavoro a distanza. Potere di controllo poco esercitabile,

lavoratori pagati a cottimo.

Area del lavoro a domicilio particolarmente esposta alle pratiche di evasione delle garanzie

assicurate dalla disciplina tipica al lavoratore subordinato. Obiettivo prioritario scongiurare pratiche

evasive.

Lavoratore a domicilio “chiunque, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio,

anche con l’aiuto accessorio di membri della sua famiglia, ma con esclusione di manodopera

salariata, lavoro retribuito, per conto di uno o più imprenditori”. Ricorre quando il lavoratore a

domicilio è tenuto ad osservare le direttive dell’imprenditore circa le modalità di esecuzione.

Anche allorché non si verifichino evasioni della disciplina protettiva, il ricorso al lavoro a domicilio è

ascrivibile al fenomeno del decentramento produttivo.

Una peculiare ipotesi di lavoro a domicilio è il telelavoro, vale a dire il lavoro svolto nel proprio

domicilio mediante un elaboratore-video. Non si può considerare telelavoro la semplice

delocalizzazione della prestazione in cui non vi sia il prevalente supporto delle tecnologie. Nel

nostro ordinamento manca tuttora una disciplina legislativa ad hoc. Il telelavoro non riesce neppure

a configurarsi come una tipologia contrattuale specifica.

Il lavoro domestico

Il più tipico dei rapporti di lavoro non inerenti all’esercizio dell’impresa.

Per i datori di lavoro domestico le comunicazioni di assunzione sono oggi effettuate direttamente

all’INPS che assicura la pluriefficacia della stessa comunicazione.

I lavoratori domestici possono essere licenziati ad nutum, cioè senza valido motivo.

Il lavoro giornalistico

L’attività giornalistica presuppone il requisito dell’appartenenza all’Ordine professionale dei

giornalisti. Il contratto di lavoro stipulato con un soggetto non iscritto è nullo per violazione delle

disposizioni imperative. Tuttavia in questo caso la giurisprudenza prevalente ritiene che il

lavoratore ha diritto al trattamento economico previsto dal contratto collettivo.

Quando cambia la proprietà del giornale, entro tre mesi, se il giornalista vuole dimettersi, si

presume che ne abbia giusta causa.

Il lavoro nautico (marittimo e aereo)

L’interesse pubblico alla sicurezza della navigazione pervade tutta la materia ed impone una

regolamentazione rigorosa e specifica; accurati accertamenti dell’idoneità professionale dei

lavoratori; iscrizione in appositi albi; speciale posizione gerarchica e disciplinare del comandante

della nave o dell’aeromobile.

Criterio generale in virtù del quale ogni rapporto ricadente nell’area nautica resta assoggettato alle

norme del codice della navigazione.

Prestazione di fatto

La prestazione di fatto non è equiparabile al contratto stipulato tra le parti e non può fare le sue

veci, giacché con l’esecuzione non si producono tutti quanti gli effetti del contratto tipico.

Correlativamente, non v’è spazio per la tutela della stabilità del posto di lavoro.

Il contratto di lavoro nullo non è equiparabile a quello valido.

La giurisprudenza, di fronte allo svolgimento di un’attività lavorativa, tende a presumere il

consenso del datore, salvo prova contraria gravante sull’imprenditore.

Il contratto resta, dunque, sempre necessario perché abbia origine il rapporto di lavoro subordinato

e trovi applicazione la relativa disciplina tipica. Occorre che le parti si accordino per operare uno

scambio tra remunerazione e lavoro. In mancanza, non si ha rapporto di lavoro subordinato tipico.

2 riassunti

Diritto del lavoro

“L’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il

periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 16 anni compiuti”.

Generale divieto al lavoro per il “bambino”, intendendo per tale “il minore che non ha ancora

compiuto 15 anni di età o che ancora è soggetto all’obbligo scolastico”.

Piena capacità di lavoro hanno, invece, gli “adolescenti”, ricomprendendosi nella categoria i minori

di età compresa tra i 15 e i 18 anni, non più soggetti all’obbligo scolastico.

Attribuzione alle Regioni di potestà legislativa concorrente in materia di “tutela e sicurezza del

lavoro”, espressione tanto sintetica quanto sibillina. Inevitabile frammentazione regionale. Allo

Stato è lasciata la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e

sociali, garantendo un minimo livello di uniformità di prestazioni.

La forma del contratto di lavoro

Principio generale della libertà della forma (tranne per il lavoro nautico).

E’ necessario il consenso di entrambe le parti.

Contratto nullo non produce effetti. Contratto annullato non produce effetti dalla sentenza in poi.

La prestazione di fatto svolta sotto contratto nullo o annullato merita comunque di essere tutelata

dal punto di vista economico.

L’intervento dei privati nel mercato del lavoro

Presso il Ministero del lavoro viene istituito un apposito albo, in cui vengono iscritti i soggetti privati,

agenzie per il lavoro, autorizzati a svolgere attività di: somministrazione, cioè fornitura

professionale di manodopera; intermediazione, nel senso attività di mediazione tra domanda e

offerta di lavoro; ricerca e selezione del personale, cioè attività di consulenza finalizzata alla

risoluzione di una specifica esigenza del committente attraverso l’individuazione di candidature

idonee a ricoprire una o più posizioni lavorative; supporto alla ricollocazione professionale, cioè

attività finalizzata alla riallocazione nel mercato del lavoro di lavoratori.

Il contratto di somministrazione di lavoro è il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il

quale un’agenzia di somministrazione autorizzata mette a disposizione di un utilizzatore uno o più

lavoratori suoi dipendenti, i quali svolgono la propria attività nell’interesse e sotto la direzione e il

controllo dell’utilizzatore.

Il contratto di somministrazione è un contratto di natura commerciale, che può essere sia a tempo

indeterminato sia a termine, stipulato tra una agenzia autorizzata dal Ministero del lavoro e un

soggetto utilizzatore, avente ad oggetto la messa a disposizione, da parte della prima e in favore

del secondo, di lavoratori, assunti e retribuiti dalla prima, affinché lavorino nell’interesse e sotto la

direzione e il controllo del secondo per tutta la durata della missione.

L’esercizio del potere disciplinare è riservato all’agenzia, mentre il potere direttivo e di controllo

sono prerogativa dell’utilizzatore.

Il contratto (commerciale) di somministrazione, a temine o a tempo determinato, concerne i

rapporti tra agenzia e utilizzatore. Viceversa, i rapporti tra agenzia e lavoratore sono regolati dalle

norme in materia di rapporto di lavoro.

Il numero dei lavoratori somministrati con contratto di somministrazione di lavoro a tempo

indeterminato non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza

presso il medesimo utilizzatore.

Per quanto concerne la somministrazione di lavoro a tempo determinato, la determinazione dei

limiti quantitativi è lasciata alla contrattazione collettiva.

Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato per la sostituzione di lavoratori che esercitano il

diritto di sciopero; presso unità produttive nelle quali si è proceduto a licenziamenti; presso unità

produttive nelle quali si è verificata una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione

guadagni.

A partire dal 2007, tutti i datori di lavoro sono tenuti a comunicare ogni nuova assunzione, all’ufficio

competente, in via preventiva, cioè entro le 24 ore del giorno antecedente a quello di effettiva

instaurazione del rapporto di lavoro.

In passato la comunicazione agli uffici doveva essere effettuata entro cinque giorni successivi

all’instaurazione del rapporto di lavoro, così prestando il fianco agli abusi.

3 riassunti

Diritto del lavoro

Tre grandi aree in cui ricondurre le politiche attive del lavoro: informazione, orientamento e

formazione professionale.

Lavoratori disoccupati devono iscriversi a un centro per l’impiego (iscrizione necessaria per

ricevere i sussidi di disoccupazione) e accettare le offerte di lavoro “congrue”, definiti alcuni punti

fermi quali: la coerenza con le esperienze e competenze maturate, la distanza dal domicilio, la

durata della disoccupazione, la retribuzione superiore di almeno il 20% rispetto alla indennità

percepita nell’ultimo mese precedente.

Il distacco

Il distacco consiste nell’invio di un dipendente (distaccato) da parte del suo datore (distaccante)

presso un diverso soggetto (distaccatario), con il permanere della titolarità del rapporto e

dell’obbligo retributivo e contributivo in capo al distaccante e l’assoggettamento del distaccato ai

poteri direttivo, di controllo ed eventualmente disciplinare del distaccatario. Istituto che ha le

caratteristiche della somministrazione di lavoro. Distacco ipotesi legittima di somministrazione di

lavoro posta in essere da un soggetto che non esercita professionalmente l’attività di fornitura di

lavoro altrui. Forma di dissociazione temporanea tra datore formale (distaccante) ed utilizzatore

della prestazione di lavoro (distaccatario).

Il distacco è ammesso quando il datore distaccante per soddisfare un proprio interesse, pone

temporaneamente un proprio lavoratore a disposizione di altro soggetto per l’esecuzione di una

determinata attività lavorativa, pur rimanendo direttamente responsabile del trattamento

economico a favore del lavoratore.

La prestazione del lavoratore distaccato deve essere determinata.

Interesse proprio del datore distaccante: si intende una motivazione di ordine tecnico, produttivo,

organizzativo oppure di natura morale o solidale. Non può trattarsi di mero fine di lucro, che è lo

scopo dell’attività di somministrazione professionale di lavoro, per l’esercizio della quale è

necessaria l’autorizzazione.

Il distaccante può ricevere dal distaccatario un rimborso, che però non può eccedere i costi

retributivi e contributivi del distaccato.

Requisito della temporaneità del distacco, cioè non definitività. Il distacco può durare finche dura

l’interesse al medesimo.

Il distacco che comporti un mutamento di mansioni deve avvenire con il consenso del lavoratore

interessato.

Contratto di rete: le parti si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in

forme e in ambiti predeterminati.

Forme di “codatorialità dei dipendenti” secondo “regole stabilite” dal contratto di rete stesso. A

fronte di una prestazione di lavoro possono dunque esservi più datori, o meglio codatori di lavoro.

Unità lavorativa prestata a vantaggio dell’intera rete, senza distinguo tra una realtà imprenditoriale

e l’altra.

A tutela dei prestatori coinvolti, i datori di lavoro risponderanno solidamente per tutte le obbligazioni

contrattuali.

Il trasferimento d’azienda: mutamento soggettivo di una delle due parti del contratto di lavoro.

Il trasferimento può riguardare l’intera azienda o un suo ramo.

La disciplina del trasferimento dell’azienda, configurando un’ipotesi di modificazione soggettiva del

rapporto di lavoro dal lato datoriale, comporta la prosecuzione del rapporto di lavoro presso il

cessionario e predispone una garanzia dei diritti già maturati dai lavoratori coinvolti che vincola sia

il cedente sia il cessionario dell’azienda. Il rapporto di lavoro continua a sussistere con il

cessionario, e il lavoratore ne conserva tutti i diritti.

Per trasferimento s’intende “qualsiasi operazione” che “comporti il mutamento nella titolarità”

dell’azienda (o del ramo). Trasferire automaticamente i dipendenti addetti all’entità trasferita.

Ramo d’azienda, ribattezzato “parte dell’azienda”, singole unità produttive, suscettibili di costituire

un compiuto strumento di impresa; “articolazione funzionalmente autonoma di un’attività

economica organizzata. E’ sufficiente che la pozione di attività ceduta sia dotata di autonomia

funzionale. 4


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ziobertoldo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Occhino Antonella.

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