DOMANDE DIRITTO DEL LAVORO
Parte generale
Di cosa si occupa il diritto del lavoro ok
Il Diritto del Lavoro, in una prima approssimazione, studia le norme che disciplinano il rapporto di
lavoro e la relazione tra lavoratore e datore di lavoro.
Il Diritto del lavoro è prevalentemente diritto del lavoro «subordinato», anche se negli ultimi anni si
occupa anche di lavoratori non subordinati (spesso lavoratori deboli)
Le fonti del diritto del lavoro ok
Le fonti del diritto del lavoro sono gli strumenti normativi che regolano il rapporto di lavoro e i
diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro. Si suddividono in fonti internazionali, nazionali e
contrattuali.
A livello internazionale, ci sono le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro
(OIL) e le normative dell’Unione Europea, che influenzano le leggi nazionali con direttive e
regolamenti.
A livello nazionale, la principale fonte è la Costituzione, che tutela il diritto al lavoro (art. 4),
stabilisce il principio di uguaglianza (art. 3) e garantisce una retribuzione equa (art. 36). Seguono il
Codice civile, che disciplina il contratto di lavoro, e le leggi speciali, come lo Statuto dei Lavoratori
(L. 300/1970), che tutela i lavoratori nei rapporti con il datore di lavoro.
Un ruolo fondamentale è svolto dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), che regolano
in modo dettagliato diritti, doveri, orari e retribuzioni in base ai vari settori. Anche gli accordi
individuali tra datore e lavoratore possono essere fonti, purché rispettino le norme imperative di
legge.
Diritto sindacale e contratto collettivo
L’art. 39 Cost: parte immediatamente precettiva e parte inattuata ok
L’art.39 della costituzione sancisce al primo comma la libertà dell’organizzazione sindacale ed è
l’unica affermazione attuata dell’intero articolo. Secondo la costituzione, infatti, l’unico obbligo
imponibile ai sindacati è quello di registrarsi presso appositi uffici per ottenere la personalità
giuridica e poter stipulare contratti ad efficacia generale secondo le disposizioni di legge. Data
l’assenza di leggi attuative di tali disposizioni, ad oggi i contratti collettivi sono di diritto comune e
hanno efficacia solo soggettiva.
L’organizzazione sindacale ok
I sindacati sono associazioni volontarie di lavoratori o datori di lavoro, costituite per la tutela e la
promozione dei diritti e degli interessi professionali, economici e sociali dei loro membri. Il
sindacato è uno degli attori principali nelle relazioni industriali e svolge un ruolo centrale nel
mondo del lavoro.
Funzioni dei Sindacati
Contrattazione collettiva: Stipulano contratti collettivi nazionali (CCNL) e aziendali per regolare le
condizioni di lavoro (retribuzione, orario, ferie, permessi, etc.).
Tutela dei diritti: Difendono i lavoratori da comportamenti lesivi o discriminatori da parte del datore
di lavoro.
Rappresentanza: Agiscono come portavoce dei lavoratori o datori di lavoro nelle trattative con le
controparti (es. governo, aziende).
Consulenza e assistenza: Offrono supporto legale, fiscale e previdenziale ai propri iscritti.
Tipi di sindacati
1. Sindacati dei lavoratori:
• Rappresentano i dipendenti (es. operai, impiegati, insegnanti, etc.).
• Principali esempi in Italia:
• CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro)
• CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori)
• UIL (Unione Italiana del Lavoro)
• UGL (Unione Generale del Lavoro)
2. Sindacati dei datori di lavoro:
• Rappresentano gli interessi delle aziende.
• Principali esempi in Italia:
• Confindustria (industria e servizi)
• Confartigianato (artigiani)
• Confcommercio (commercio e turismo)
3. Sindacati autonomi:
• Non affiliati alle grandi confederazioni. Es. COBAS (Comitati di Base).
Organizzazione sindacale in azienda ok
L'organizzazione sindacale in azienda riguarda il modo in cui i sindacati lavorano all'interno del
luogo di lavoro per tutelare i diritti dei lavoratori. In generale, il diritto del lavoro riconosce ai
lavoratori il diritto di associarsi in sindacati e di svolgere attività sindacale all'interno dell'azienda.
Assemblea ok
Il diritto di assemblea è disciplinato dall’articolo 20 e dice che i lavoratori hanno il diritto di riunirsi
in assemblea nei locali dell’azienda. Entro il limite massimo di 10 ore annuali retribuite può essere
convocata da RSA/RSU o dalle organizzazioni sindacali, all’interno dell’assemblea si discute di
tematiche sindacali contrattuali lavorative.
Referendum ok
Il referendum nel diritto sindacale è uno strumento attraverso il quale i lavoratori possono esprimere
la loro volontà su questioni sindacali, soprattutto all'interno delle aziende o delle organizzazioni
sindacali.
Tipologie di referendum sindacale
Referendum interno al sindacato
o Viene indetto dai sindacati per consultare gli iscritti su decisioni importanti, come
l'approvazione di un contratto collettivo o la proclamazione di uno sciopero generale.
Referendum in azienda
o Può essere utilizzato per consultare i lavoratori su questioni relative alla contrattazione
collettiva, ad esempio per approvare un nuovo contratto aziendale o modificare accordi
esistenti.
Referendum abrogativo o propositivo a livello nazionale
o Può essere utilizzato per modificare o abrogare leggi che riguardano il diritto sindacale,
come avvenuto in passato per il referendum sullo Statuto dei Lavoratori o sulla
regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Diritto di affissione e diritto a disporre di un locale ok
Si tratta di due diritti riconosciuti ai sindacati all'interno delle aziende per garantire l'attività
sindacale e la comunicazione con i lavoratori.
Diritto di affissione
o È previsto dall’art. 25 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970) e permette ai sindacati di
esporre comunicazioni e avvisi nelle bacheche aziendali.
Chi può esercitarlo?
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) e le Rappresentanze Sindacali Unitarie
(RSU). I sindacati che hanno firmato il contratto collettivo applicato in azienda.
Cosa può essere affisso?
Comunicazioni ufficiali del sindacato (assemblee, scioperi, trattative sindacali).
Materiale informativo sui diritti dei lavoratori.
Non è ammesso materiale diffamatorio o estraneo all'attività sindacale.
Dove avviene l'affissione?
In spazi predisposti dall'azienda, accessibili ai lavoratori.
Diritto a disporre di un locale
o È previsto dall’art. 27 dello Statuto dei Lavoratori e garantisce ai sindacati un luogo per
svolgere attività sindacale.
Quando è obbligatorio?
Solo nelle aziende con più di 200 dipendenti.
Chi può utilizzarlo?
Le RSA o RSU presenti in azienda.
A cosa serve?
Per incontrare tra rappresentanti sindacali e lavoratori.
Per riunioni sindacali interne.
La volontà sindacale ok
La volontà sindacale si riferisce alla capacità e alla facoltà di un’organizzazione sindacale di
esprimere decisioni o posizioni in nome dei propri iscritti, con l’obiettivo di tutelare i diritti e gli
interessi collettivi dei lavoratori. La volontà sindacale è un elemento fondamentale nel sistema delle
relazioni industriali, in quanto consente di garantire ai lavoratori una rappresentanza collettiva forte
e di riequilibrare il rapporto di forza con il datore di lavoro. Tale volontà si esprime attraverso
azioni concrete come la contrattazione, la tutela dei diritti e la mobilitazione collettiva.
RSA ok
Le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) sono organismi sindacali istituiti in base all'articolo
19 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/1970) e hanno il compito di tutelare i diritti dei
lavoratori all'interno delle aziende, favorendo il dialogo con il datore di lavoro.
Possono essere costituite da organizzazioni sindacali che hanno firmato contratti collettivi applicati
nell'azienda e operano in concorsi con almeno 15 dipendenti. I loro membri vengono designati o
eletti tra i lavoratori iscritti al sindacato di riferimento.
Le RSA svolgono diverse funzioni, tra cui la verifica del rispetto del contratto collettivo e delle
normative lavorative, la partecipazione alla contrattazione aziendale su temi come orari, premi di
produttività e sicurezza sul lavoro, oltre alla promozione di iniziative sindacali come assemblee e
scioperi.
Lo Statuto dei Lavoratori riconosce i loro diritti specifici. Possono convocare assemblee nei locali
aziendali per discutere questioni sindacali e lavorative, usufruire di permessi retribuiti per svolgere
attività sindacali, utilizzare spazi aziendali per affiggere comunicazioni e partecipare alle trattative
collettive per la negoziazione degli accordi aziendali.
RSU ok
Le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) sono organismi di rappresentanza sindacale eletti
direttamente dai lavoratori, introdotti in Italia per rafforzare la partecipazione democratica nei
luoghi di lavoro. In molti casi, hanno sostituito le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali),
offrendo una maggiore rappresentatività e coinvolgimento di tutti i dipendenti, indipendentemente
dalla loro iscrizione a un sindacato.
La loro istituzione avviene attraverso elezioni aperte a tutti i lavoratori dell'azienda e segue le regole
stabilite dal Protocollo del 23 luglio 1993 e da accordi interconfederali successivi. Il numero di
membri varia in base alla dimensione dell'azienda: fino a 200 dipendenti si prevedono tre
rappresentanti, mentre nelle aziende più grandi il numero cresce proporzionalmente. Gli eletti
restano in carica generalmente per tre anni, salvo diverse disposizioni contrattuali.
Le RSU svolgono un ruolo chiave nella tutela dei lavoratori, rappresentandoli collettivamente anche
se non iscritti a un sindacato. Partecipano alle trattative per la contrattazione aziendale, negoziando
accordi su aspetti come retribuzioni, orari di lavoro, welfare e sicurezza. Inoltre, gestire le relazioni
sindacali, interfacciandosi con il datore di lavoro per affrontare questioni di interesse collettivo. Tra
i loro diritti rientrano la possibilità di convocare assemblee, usufruire di permessi sindacali retribuiti
e utilizzare spazi aziendali per affiggere comunicazioni.
L’elezione delle RSU segue un processo chiaro e regolato dagli accordi sindacali. Possono votare
tutti i lavoratori con contratto subordinato, mentre le candidature sono aperte sia alle organizzazioni
sindacali firmatarie di contratti collettivi applicati nell'azienda, sia a gruppi di lavoratori che
raccolgono un numero minimo di aziende, solitamente pari al 5% del totale. Il voto avviene con
scrutinio segreto, garantendo trasparenza e imparzialità.
Le RSU rappresentano oggi il modello di rappresentanza più diffuso nelle aziende italiane, grazie
alla loro capacità di favorire il dialogo tra lavoratori e datori di lavoro. Questo sistema garantisce
una maggiore partecipazione dei dipendenti alle decisioni aziendali, consolidando un confronto più
equo e strutturato all'interno dell'ambiente di lavoro.
Differenza RSA e RSU ok
Le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) e le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) sono
due forme di rappresentanza sindacale in azienda, ma hanno presenti importanti differenze.
Le RSA sono organismi costituiti direttamente dai sindacati che hanno firmato il contratto collettivo
applicato in azienda. Ciò significa che solo i lavoratori iscritti a quei sindacati possono farne parte.
Le RSA non vengono elette dai lavoratori, ma sono nominate dal sindacato stesso. Questo le rende
rappresentativo solo di una parte dei lavoratori, ovvero quelli iscritti ai sindacati promotori.
Le RSU, invece, sono elette direttamente dai lavoratori dell'azienda, indipendentemente
dall'iscrizione sindacale. Questo significa che tutti i lavoratori possono partecipare all'elezione e
votare i propri rappresentanti. Le RSU sono nate con l'Accordo Interconfederale del 1993 e oggi
rappresentano la forma più diffusa di rappresentanza sindacale nelle aziende con almeno 15
dipendenti.
Dal punto di vista della funzione, entrambe le rappresentanze si occupano di tutelare i diritti dei
lavoratori e partecipare alle trattative aziendali, ma le RSU hanno maggiore forza contrattuale,
perché sono espressione diretta di tutti i dipendenti e non solo di un sindacato specifico.
Oggi le RSU hanno in gran parte sostituito le RSA, ma quest'ultime esistono ancora in alcune
aziende, soprattutto dove i sindacati vogliono mantenere un controllo diretto sulla rappresentanza
sindacale.
Contratto di prossimità ok
I contratti di prossimità sono contratti che esplicano la loro efficacia su tutti i lavoratori dell’azienda
o dell’ambito territoriale in cui sono applicati. La stipulazione dei contratti di prossimità è prevista
dalla legge solo per specifiche finalità riguardanti il miglioramento delle condizioni del lavoro,
l’occupazione e l’emersione del lavoro irregolare e possono essere stipulati esclusivamente dalle
associazioni appartenenti alle confederazioni comparativamente maggiormente rappresentative sul
piano nazionale e dalle loro rappresentanze aziendali per i contratti aziendali. La soddisfazione del
requisito soggettivo di rappresentanza è automaticamente verificata in presenza di una rsu mentre
deve essere valutato in presenza di rsa.
Condotta antisindacale ok
Il legislatore definisce come condotta antisindacale del datore di lavoro i comportamenti diretti ad
impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale nonché del diritto di sciopero, la
denuncia di questa condotta può essere promossa da organizzazioni sindacali e rappresentanze
sindacali aziendali (rsa e rsu), i passaggi della procedura sono: ricorso al giudice, decisione del
giudice, effetti della sentenza. Questa normativa mira a tutelare la libertà sindacale dei lavoratori.
Contratto collettivo ok
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) è un accordo tra le associazioni dei datori di
lavoro e i sindacati dei lavoratori che disciplina i diritti e i doveri delle parti in un determinato
settore.
Caratteristiche principali:
Contenuto: Regola retribuzione, orari di lavoro, ferie, permessi, licenziamenti, sicurezza sul lavoro,
e altro.
Livelli di contrattazione: Nazionale: Applicabile su tutto il territorio italiano per un settore
specifico. Aziendale: Adattato alle esigenze di una specifica realtà aziendale.
Obbligatorietà: Si applica a tutti i lavoratori di un settore, anche se non iscritti ai sindacati, purché il
datore sia parte dell’associazione firmataria.
Efficacia oggettiva ed oggettiva del contratto collettivo ok
Efficacia oggi, indica i contenuti del contratto collettivo, soggettivo, indica chi è vincolato dal
contratto collettivo.
Sciopero
Il diritto di sciopero e articolo 40 della Costituzione ok
Lo sciopero è l'astensione collettiva e volontaria dal lavoro da parte dei lavoratori per esercitare
pressione sul datore di lavoro o sulle istituzioni, al fine di tutelare o migliorare le proprie condizioni
lavorative ed economiche.
In Italia è un diritto garantito dall'art. 40 della Costituzione, che lo riconosce ma demanda alla legge
la sua regolamentazione. A differenza del passato, in cui lo sciopero era considerato un reato o un
atto illegittimo, oggi è visto come uno strumento di lotta sindacale e tutela dei lavoratori.
L’articolo 40 della Costituzione italiana riconosce il diritto di sciopero, affermando che:
"Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano."
Sciopero reato, sciopero libertà e sciopero diritto ok
Lo sciopero è uno degli strumenti più potenti che i lavoratori hanno per tutelare i propri diritti e per
negoziare condizioni migliori. Tuttavia, la sua regolamentazione nel diritto italiano prevede diverse
distinzioni tra sciopero reato, sciopero libertà e sciopero diritto. Ogni tipo di sciopero ha un contesto
e delle implicazioni giuridiche diverse.
Sciopero reato
o Lo sciopero reato si verifica quando un'azione di sciopero è dichiarata illecita dalla legge.
Un esempio di sciopero che potrebbe configurarsi come reato è lo sciopero selvaggio, che
non segue le procedure previste dalla legge, come il preavviso obbligatorio di 10 giorni e la
proclamazione sindacale.
In particolare, lo sciopero può essere considerato un reato nei seguenti casi:
- Se il diritto di sciopero viene esercitato in modo violento o minaccioso.
- Se lo sciopero interrompe i servizi pubblici essenziali senza rispettare le normative che
regolano i limiti e le modalità di tale interruzione (ad esempio, durante i servizi sanitari o
di trasporto).
- Se lo sciopero non è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali rappresentative o
non rispetta le modalità di legge.
Sciopero libertà
o Lo sciopero libertà è inteso come espressione della libertà sindacale. È un diritto che i
lavoratori possono esercitare senza il timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro.
Questo tipo di sciopero è legittimo e può essere esercitato per difendere i diritti collettivi dei
lavoratori.
- È protetto dalla Costituzione italiana, che garantisce la libertà sindacale e il diritto di
sciopero.
- Non è soggetto a limitazioni, a meno che non venga esercitato con modalità violente o
illegittime.
- Il datore di lavoro non può licenziare o punire i lavoratori per aver partecipazione a uno
sciopero legittimo, a meno che non siano violate altre leggi (ad esempio, in caso di
danni).
Sciopero diritto
o Lo sciopero diritto è quello che si svolge nel rispetto delle leggi e delle procedure previste
per la sua proclamazione. Esso si caratterizza per il rispetto delle regole legali stabilite per
garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati.
- In Italia, è regolato dalla Legge 146/1990 che disciplina lo sciopero nei servizi pubblici
essenziali.
- Per essere valido, lo sciopero deve essere proclamato da una rappresentanza sindacale
riconosciuta, seguire la procedura di preavviso e garantire la copertura dei servizi
minimi in alcuni settori essenziali.
- È considerato un diritto fondamentale dei lavoratori, ma deve rispettare le limitazioni
previste dalla legge per non interferire con l'ordinaria vita civile e produttiva.
In sintesi, mentre lo sciopero libertà è un'espressione di diritto in senso ampio, lo sciopero
diritto è il tipo di sciopero che rispetta le normative legali e le procedure necessarie, mentre
lo sciopero reato avviene quando non si seguono le regole stabilite dalla legge.
Le finalità dello sciopero ok
Le finalità dello sciopero sono legate alla difesa dei diritti dei lavoratori e al miglioramento delle
loro condizioni di lavoro. Lo sciopero è uno strumento di lotta collettiva che consente ai lavoratori
di esprimere il proprio dissenso e di esercitare pressioni sui datori di lavoro o sul governo per
ottenere cambiamenti favorevoli. Le principali finalità dello sciopero sono:
Sciopero a fini contrattuali
o È un tipo di scienziato volto a ottenere miglioramenti nelle condizioni di lavoro, come
aumenti salariali o modifiche al contratto collettivo.
Ha un impatto diretto sul datore di lavoro, poiché mira a far pressione su di lui per
ottenere concessioni.
Sciopero economico-politico
o È riconosciuto come un diritto dei lavoratori, proprio come lo sciopero per fini
contrattuali.
Ha lo scopo di influenzare le politiche economiche generali, ma resta comunque legato
agli interessi della classe lavoratrice.
Sciopero politico
o - Non è direttamente legato agli interessi dei lavoratori o alle loro condizioni contrattuali.
- Non è riconosciuto come un vero e proprio diritto, ma piuttosto come una libertà
individuale.
Sciopero di solidarietà
o - Si verifica quando i lavoratori di una categoria scioperano per sostenere la protesta di un
altro settore.
- Servire a mostrare sostegno e unità tra diverse categorie professionali.
Sciopero nei servizi pubblici essenziali
o - Riguarda settori che forniscono servizi fondamentali ai cittadini, come sanità, trasporti e
scuola.
- La regolamentazione di questo tipo di sciopero è stata introdotta dalla legge n. 146 del
1990, che ha stabilito limiti e procedura per garantire il funzionamento minimo di questi
servizi.
- Nel 2000 la legge è stata modificata per migliorare la gestione degli scioperi in questi
settori.
In sintesi, le finalità dello sciopero riguardano la tutela dei diritti dei lavoratori, il miglioramento
delle condizioni di lavoro, la difesa delle libertà sindacali e il miglioramento delle relazioni
industriali. È uno strumento potente che permette ai lavoratori di farsi sentire in ambito sociale e
politico.
Lo sciopero nei servizi pubblici essenziali ok
La legge 146/1990 regola lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, bilanciando il diritto di
sciopero con la necessità di garantire il godimento dei diritti fondamentali della persona. La
normativa individua specifici servizi pubblici, considerati essenziali in tutto o in parte, e consulenza
una procedura da seguire per l'attuazione dello sciopero.
Procedura per la proclamazione dello sciopero
Per garantire il rispetto degli utenti e delle norme, i sindacati che proclamano o aderiscono allo
sciopero devono comunicare per iscritto:
la motivazione,
o la durata,
o le modalità di attuazione,
o
alle imprese o agli enti erogatori del servizio e alle autorità competenti. Questa comunicazione deve
avvenire con un preavviso minimo di 10 giorni, prorogabile tramite contratto collettivo.
L'inosservanza di tale obbligo rende lo sciopero illegittimo, impedendo ai lavoratori di parteciparvi.
Inoltre, la revoca dello sciopero senza giustificato motivo è considerata illegittima.
Il ruolo della Commissione di Garanzia
Un organo chiave nella regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali è la
Commissione di Garanzia, che può:
differire lo sciopero in caso di mancato rispetto delle procedure di conciliazione e
o raffreddamento,
intervenire in caso di illegittimità della proclamazione,
o sospendere lo sciopero se coincide con un'altra astensione già proclamata da altri sindacati.
o
La Commissione ha anche il poter
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