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PARTE I

IL CONTRATTO TRA CONSUMATORE E PROFESSIONISTA

La prospe)va economica del diri1o fornisce strumen5 interpreta5vi per comprendere meglio la funzione delle norme

contra1uali e garan5re che il mercato funzioni in modo efficiente, prevenendo fallimen5 dovu5 a asimmetrie

o pra5che scorre1e. Tu1avia, nel nostro ordinamento, il dialogo tra diri1o ed economia deve sempre

informative

rispe1are i valori e5ci e sociali, trovando un equilibrio tra efficienza economica e tutela della persona.

Introduzione alla prospe)va economica del diri1o

La prospe)va economica del diri1o, nota come Law & Economics, analizza le norme giuridiche valutandole rispe1o ai

loro effe) sul mercato e al raggiungimento dell’efficienza. Per efficienza si intende la distribuzione o@male delle

risorse, considerata essenziale in un contesto in cui queste sono limitate e devono essere allocate in modo da

massimizzare il benessere colle)vo.

L’efficienza del mercato complessivo dipende dall’efficienza di ogni singolo contra1o, poiché il mercato è l’insieme degli

scambi generaA da tali contra). Pertanto, anche la regolamentazione di una singola contra1azione è indispensabile,

considerando che ogni contra1o rappresenta un tassello fondamentale nella stru1ura del mercato.

Il ruolo delle norme giuridiche nell’efficienza

Le norme giuridiche non sono fini a sé stesse, ma strumenA per promuovere comportamenA efficienA da parte degli

agenA economici. Esse agiscono come incenBvi o disincenBvi per determinaA comportamenA, i quali possono

generare risultaA efficienA o inefficienA.

Un esempio emblemaAco è il principio di autoresponsabilità: il consumatore è incenAvato a raccogliere

autonomamente informazioni che può reperire senza difficoltà (ad esempio osservando un bene esposto in vetrina).

In questo modo, si evita di imporre al professionista obblighi informaAvi non necessari, che cosAtuirebbero un costo

aggiunAvo e si rifle1erebbero sul prezzo finale del bene. Questo esempio evidenzia come il diri1o contra1uale favorisca

comportamenA efficienA, riducendo i cosA informaAvi e massimizzando il benessere generale.

Il dialogo tra Law & Economics e il diri1o posiAvo

Nella prospe)va italiana, l’analisi economica del diri1o deve rispe1are il vincolo della norma scri1a. Sebbene in

ordinamenA giuridici più flessibili il giudice possa introdurre nuove regole basandosi sull’efficienza, nel nostro sistema

spe1a al legislatore adeguare la normaAva, garantendo regimi giuridici più efficienA. Ciò è giusAficato dal fa1o che il

diri1o italiano non si limita alla razionalità economica, ma mira anche alla tutela della persona e dei valori sociali, come

la fiducia tra le parB contraGuali.

La centralità della concorrenza e l’asimmetria informaAva

Un mercato efficiente si basa sulla concorrenza, che spinge i professionisA a offrire beni e servizi di qualità superiore a

prezzi inferiori. Tu1avia, questo meccanismo ideale è ostacolato da fenomeni come l’asimmetria informaBva, che si

verifica quando una parte dispone di più informazioni rispe1o all’altra. L’asimmetria informaAva è parAcolarmente

rilevante nei contra) di consumo, dove il consumatore medio non sempre possiede le informazioni necessarie per

effe1uare scelte razionali.

Diversità di paradigma: Codice Civile e Codice del Consumo

Il Codice Civile (CC) e il Codice del Consumo si fondano su paradigmi di mercato diversi. Il CC presuppone un mercato

tra sogge) paritari, dove entrambe le parA sono razionali, dotate di informazioni complete e in grado di contra1are

liberamente. Al contrario, il Codice del Consumo riconosce l’esistenza di una disparità tra consumatore e professionista,

dovuta principalmente all’asimmetria informaAva.

Questa differenza giusAfica la presenza di tutele aggiunAve nel secondo paradigma, come il diri1o di recesso e

l’invalidità di clausole parAcolarmente onerose per il consumatore.

Il ruolo del diri1o nei contra) e l’efficienza del mercato

Il diri1o ha il compito fondamentale di garanAre efficienza e corre1ezza nei mercaA. Un tema centrale, in questo senso,

riguarda la regolamentazione dei contra), che rappresentano lo strumento principale a1raverso cui gli individui e le

imprese si scambiano beni, servizi e risorse. Per comprendere meglio questo ruolo, è uAle disAnguere tre diverse

categorie di contra): primo contraGo, secondo contraGo e terzo contraGo.

1.Primo contraGo: contra@ tra pari

Il primo contra1o si verifica quando due sogge) si trovano in una posizione simmetrica dal punto di vista

economico e informaAvo. In quesA casi, la negoziazione è bilaterale e si fonda sull'autonomia delle parA. Non è

richiesto un intervento normaAvo specifico, poiché entrambi i sogge) dispongono delle stesse capacità di

negoziare condizioni vantaggiose. Un esempio Apico è un contra1o tra due privaA, come la vendita di un bene

usato. Qui, il diri1o si limita a garanAre il rispe1o delle regole generali del Codice Civile.

2.Secondo contraGo: contra@ tra professionista e consumatore

Diversa è la situazione nel caso del secondo contra1o, che riguarda i rapporA tra un professionista e un

consumatore. Qui emerge un'asimmetria informaAva: il professionista dispone di maggiori conoscenze, potere

contra1uale e risorse rispe1o al consumatore. Questo squilibrio rende necessaria una tutela normaAva specifica,

come avviene nel Codice del Consumo, per assicurare trasparenza e protezione contro clausole vessatorie o praAche

scorre1e. Ad esempio, l’acquisto di un prodo1o da un grande rivenditore online spesso implica condizioni

standardizzate che il consumatore non può modificare. In quesA casi, la legge interviene per garanAre un equo

tra1amento e la possibilità di esercitare diri) come il recesso.

3.Terzo contraGo: contra@ tra imprese

Infine, il terzo contra1o si riferisce ai rapporA tra imprese, nel contesto del business-to-business (B2B). Sebbene le

imprese abbiano generalmente competenze e risorse comparabili, possono verificarsi situazioni di squilibrio di

potere contra1uale, ad esempio quando una piccola impresa si confronta con una mulAnazionale. Qui, l'intervento

normaAvo è focalizzato a prevenire abusi di posizione dominante o praAche anAconcorrenziali, anziché riequilibrare

le informazioni tra le parA. Un caso Apico è il rapporto tra un fornitore e un grande distributore, dove il primo rischia

di subire condizioni contra1uali sfavorevoli.

Questa triparAzione dei contra) evidenzia come il diri1o si ada) alle diverse esigenze di mercato, intervenendo solo

dove necessario per correggere squilibri e garanAre efficienza. Se nel primo contra1o l'autonomia delle parA è

sufficiente a mantenere l’equilibrio, nel secondo e nel terzo il diri1o svolge un ruolo più a)vo, rispe)vamente

proteggendo il consumatore e garantendo condizioni eque tra imprese. In questo modo, il diri1o non solo tutela i

sogge) più deboli, ma contribuisce anche a rendere il mercato più giusto e trasparente.

Il problema delle clausole contra1uali standard

Nel mercato a1uale, i professionisA spesso ado1ano condizioni contra1uali standard per beneficiare di economie di

scala e ridurre i cosA transa)vi. Tu1avia, queste clausole possono risultare svantaggiose per il consumatore, che non

ha né il tempo né le risorse per esaminarle tu1e. Il diri1o interviene quindi per evitare che il consumatore sia vincolato

a clausole “a sorpresa” o squilibrate, ossia non negoziate e non conformi ai principi di buona fede e diligenza

professionale.

È importante so1olineare che la tutela non si applica:

Alle clausole negoziate individualmente, perché si presuppone che il consumatore abbia valutato

I. consapevolmente tali condizioni.

Alle clausole relaBve al prezzo, purché siano chiare e comprensibili, poiché il prezzo è il principale elemento su cui

II. si basa la concorrenza.

CONTRATTI DEI CONSUMATORI E DISCIPLINA GENERALE DEL CONTRATTO

Introduzione generale: il quadro normaAvo tra codice civile e contra) asimmetrici

La disciplina dei contra) è storicamente fondata sul modello del codice civile del 1942, che nasce per regolare rapporA

tra parA considerate giuridicamente ed economicamente paritarie. Questo modello classico si rivela però inadeguato

nel contesto di contra1azioni asimmetriche, cara1erizzate da una profonda disparità informaAva e di potere

contra1uale tra le parA. Tali rapporA si distaccano dalla disciplina generale, introducendo la necessità di normaAve

speciali come il Codice del Consumo, il TUB (Testo Unico Bancario) e il TUF (Testo Unico della Finanza). Queste

normaAve si concentrano su aspe) peculiari dei contra) asimmetrici, che si disAnguono ne1amente dalla complessità

arAcolata della disciplina tradizionale. Tu1avia, essendo speciali ma non esausAve, tali normaAve richiedono che,

laddove non si trovi regolamentazione nel codice speciale, si ricorra ai principi generali del codice civile. Questo

rapporto di integrazione è chiaramente definito dall’arBcolo 38 del Codice del Consumo, che funge da principio di

coordinamento tra le due discipline (“Per quanto non previsto dal presente codice, ai contra) conclusi tra il

consumatore ed il professionista si applicano le disposizioni del codice civile.”)

Contra) asimmetrici: peculiarità e necessità di una regolamentazione speciale

I contra@ asimmetrici sorgono in contesA come quello tra professionista e consumatore o tra banca e cliente. Qui

emerge un squilibrio informaBvo significaAvo: il consumatore o l’invesAtore spesso non possiede le conoscenze

tecniche ed economiche necessarie per comprendere pienamente il contenuto del contra1o, a differenza della

controparte professionista. Di conseguenza, l’obie)vo delle normaAve speciali è ridurre l’asimmetria informaBva e

riequilibrare le posizioni.

Le principali distonie tra la disciplina del codice civile e quella dei contra) asimmetrici emergono sopra1u1o in due

fasi centrali: la fase precontraGuale e la fase della conclusione del contraGo.

1. Fase pre-contrattuale: trasparenza informativa e tutela del consumatore

Nel codice civile, la fase pre-contra1uale è regolata dall’arBcolo 1337, che impone il solo obbligo di buona fede nelle

tra1aAve. Questo rifle1e l’idea di parità tra le parA, presupponendo che entrambe possano comprendere

autonomamente il contenuto delle tra1aAve. Gli obblighi informaAvi sono limitaA e mirano a evitare condizioni

patologiche come il dolo, in linea con un modello di contra1azione tra pari (deficit informaAvo patologico)..

Al contrario, nel Codice del Consumo, nel TUB e nel TUF, la fase pre-contra1uale assume una rilevanza primaria per

ridurre la asimmetria informaBva fisiologica. Gli obblighi informaAvi si manifestano a1raverso:

Pubblicità trasparente, che impone al professionista di fornire informazioni veriAere già nella fase di promozione del

- prodo1o, evitando praAche commerciali scorre1e.

Obblighi informaBvi pre-contraGuali, che richiedono al professionista di de1agliare tu) gli aspe) rilevanA del

- contra1o, come rischi e condizioni economiche. La violazione di quesA obblighi comporta inadempimento e sanzioni.

Disciplina delle praBche commerciali scorreGe, che vieta comportamenA ingannevoli o aggressivi e prevede sanzioni

- amministraAve severe per i professionisA inadempienA (il professionista induce i clienA a concludere il contra1o

a1raverso rappresentazioni alterate della realtà).

2. Fase del contratto: forma e contenuto

Forma del contraGo:

- Nel codice civile, il principio di libertà delle forme prevede che il contra1o sia valido anche in forma orale, salvo che

la legge richieda espressamente una determinata forma (Art. 1325 CC. ‘I requisiA del contra1o sono: 1) l'accordo

delle parA; 2) la causa; 3) l'ogge1o; 4) la forma, quando risulta che e' prescri1a dalla legge so1o pena di nullità’.) Nel

Codice del Consumo, nel TUB e nel TUF, invece, è imposta la forma scri1a ad substanAam (a pena di nullità),

finalizzata a garanAre al consumatore un documento chiaro che espliciA diri) e obblighi, riducendo così il deficit

informaAvo.

OggeGo del contraGo:

- Nel codice civile, l’ogge1o del contra1o deve essere possibile, lecito e determinato o determinabile ogge)vamente

(art. 1346). Nelle normaAve speciali invece, l’ogge1o deve essere espressamente determinato nel testo

contra1uale, con de1agli espliciA su cara1erisAche, rischi e condizioni economiche del prodo1o o servizio.

La forma scri1a e il contenuto determinato nel testo sono stre1amente collegaA, poiché l’obbligo di forma scri1a ha

senso solo quando vi è un contenuto specificatamente definito.

In sintesi, il modello tradizionale del codice civile è pensato per contra) tra pari, dove la tutela delle parA è minima e

si basa su presupposA di parità e autonomia negoziale. Nei contra) asimmetrici, invece, emerge la necessità di una

regolamentazione speciale che tuteli il contraente debole a1raverso obblighi di trasparenza, forme obbligatorie e

contenuA specifici. L’obie)vo finale di queste normaAve è riequilibrare la disparità informaAva e assicurare una

protezione efficace del consumatore.

Le differenze tra il modello del Codice Civile e quello del Codice del Consumo si manifestano chiaramente in ambiA

come la disciplina del recesso e i contra) predisposA. Mentre il primo privilegia un approccio formale e la libertà

contra1uale, il secondo si concentra sulla tutela del contraente debole, introducendo strumenA di riequilibrio

sostanziale.

3. Disciplina del recesso

Nel Codice Civile il recesso rappresenta un a1o negoziale di cara1ere unilaterale con cui una delle parA contraenA si

so1rae al vincolo contra1uale. Tu1avia, questa possibilità deve essere valutata alla luce dell'art. 1372 c.c., che afferma

che il contra1o ha forza di legge tra le parA. Da questo principio generale deriva che la libera recidibilità del contra1o

non è ammessa, poiché ciò comprome1erebbe la stabilità e la certezza dei rapporA giuridici. La facoltà di recesso è

consenAta solo nei seguenA casi:

Se prevista originariamente dal contraGo: le parA possono includere una clausola di recesso al momento della

I. sApula.

Se aGribuita dalla legge: è la normaAva a prevedere il diri1o di recesso in determinaA contra) o situazioni.

II.

In linea generale, il recesso si manifesta sopra1u1o nei contra) di durata, ovvero quelli che implicano prestazioni

periodiche o conAnuaAve, come i contra) di lavoro. In tali casi, la legge o il contra1o prevedono esplicitamente la

possibilità di recedere.

Un esempio significaAvo è il rapporto di lavoro, dove sia il datore che il lavoratore possono recedere dal contra1o,

sempre rispe1ando le condizioni di preavviso e le altre norme applicabili.

Diversamente dal Codice Civile, il Codice del Consumo (e, in ambito bancario e finanziario, il TUB e il TUF) riconosce al

consumatore un diri1o di recesso più ampio. Questo diri1o si basa sul principio di tutela del contraente debole,

giusAficato dall’asimmetria informaAva tra consumatore e professionista.

Asimmetria informaBva: Nonostante il consumatore abbia teoricamente la possibilità di informarsi in modo

- diligente, il legislatore riconosce che ciò non sempre avviene. Per questo moAvo, prevede un diri1o di recesso ex

lege in molteplici circostanze.

Recesso di penBmento: Si tra1a di una forma parAcolare di recesso che il consumatore può esercitare entro un

- termine specifico, a parAre dalla conclusione del contra1o o dalla ricezione del bene. Questo diri1o risponde alla

necessità di proteggere il consumatore che, solo a posteriori, può valutare pienamente il contenuto del contra1o e

la qualità del bene o servizio.

A differenza del recesso previsto dal Codice Civile, nel Codice del Consumo il diri1o di recesso è applicato in modo più

esteso, anche se non in tu) i casi. Questa maggiore frequenza si spiega con la finalità prote)va del contra1o di

consumo.

4. Contratti predisposti

Il modello tradizionale di conclusione di contra1o previsto dal Codice Civile si basa sul conce1o di traGaBva tra le parA,

che si realizza a1raverso una proposta e una successiva acce1azione (La conclusione del contra1o avviene quando

l’acce1azione giunge a desAnazione del proponente, commentando la logica di scambio). Questo modello esprime il

principio di libertà contra1uale e si fonda su un dialogo tra due volontà autonome. Tu1avia, il Codice Civile riconosce

anche la diffusione di contra) non basaA su una reale tra1aAva, ma su condizioni generali predisposte unilateralmente

da una parte (art. 1341 c.c.). La disciplina delle condizioni generali di contra1o prevede:

Conoscibilità: Le condizioni sono efficaci se l’aderente le conosceva o avrebbe dovuto conoscerle con ordinaria

- diligenza.

Clausole vessatorie: Il comma 2 dell’art. 1341 stabilisce che alcune clausole, come quelle che limitano la facoltà di

- recesso, introducono decadenze o prevedono clausole compromissorie, sono inefficaci se non approvate

specificamente per iscri1o dall’aderente.

Questa normaAva mira a bilanciare i rapporA di forza tra predisponente e aderente, obbligando il secondo a una doppia

so1oscrizione: una per il contra1o generale e una per le clausole vessatorie. Tu1avia, a parAre dagli anni ’80 si è

evidenziato che tale tutela aveva cara1ere prevalentemente formale. Nella praAca, l’aderente non leggeva con

a1enzione le clausole, firmando per necessità o mancanza di alternaAve.

Nel contesto del contra1o di consumo, il modello della tra1aAva è assente. Si tra1a di contra) standard o di adesione,

in cui il consumatore acce1a un testo contra1uale già predisposto dal professionista. Questa situazione riduce il

contra1o a una mera parvenza di accordo, poiché il contenuto è unilateralmente deciso da una delle parA. Il Codice

del Consumo si distacca dalla tutela formale del Codice Civile e introduce meccanismi di protezione più incisivi:

Clausole vessatorie: Sono nulle se generano uno squilibrio significaAvo tra diri) e obblighi a danno del consumatore.

- Questo vale indipendentemente dalla loro so1oscrizione.

Tutela sostanziale: La nullità delle clausole squilibrate consente di riequilibrare il contra1o, eliminando gli elemenA

- più pregiudizievoli per il consumatore.

È importante so1olineare che questa tutela non si applica nei contra) tra imprese, dove conAnua a prevalere la

disciplina della specifica so1oscrizione prevista dal Codice Civile.

Introduzione: La Situazione Prima del 2005

Prima del 2005, la tutela dei consumatori in Italia era regolata da un insieme di norme frammentate, spesso introdo1e

per recepire dire)ve europee. Questa proliferazione normaAva, iniziata negli anni ’80, aveva portato a un quadro

giuridico disorganico, in cui leggi e disposizioni si sovrapponevano senza un coordinamento sistemaAco. La mancanza

di un corpus unitario rendeva difficile garanAre una protezione chiara ed efficace per i consumatori. L’introduzione del

Codice del Consumo (D.lgs. n. 206/2005) ha segnato una svolta, riunendo queste discipline in un testo unico e organico,

ispirato al modello di codificazione. Questa scelta ha permesso di ordinare le normaAve esistenA e di assicurare

maggiore chiarezza e coerenza nella tutela dei diri) dei consumatori.

Origini e Razionalità del Codice del Consumo

Il Codice del Consumo (CC), introdo1o nel 2005 con il D.lgs. n. 206, rappresenta una risposta alla necessità di ordine

sistemaAco nel panorama normaAvo italiano relaAvo alla tutela del consumatore. Prima della sua introduzione, la

materia era regolata da un insieme disorganico di leggi nazionali, spesso emanate per recepire dire)ve europee, ma

prive di un coordinamento organico.

La natura comunitaria delle norme del Codice è evidente: gran parte delle disposizioni in materia di contra) di

consumo deriva da dire)ve europee, a loro volta espressione della volontà dell'Unione Europea di armonizzare le

tutele dei consumatori tra gli StaA membri. Il Codice del Consumo, pertanto, integra e ordina normaAve già esistenA,

conferendo loro coerenza e sistemaAcità, secondo un modello di codificazione simile a quello del Codice Civile.

FonA del Diri1o Europeo e il loro Ruolo nella Tutela del Consumatore

1.RegolamenB

I regolamenB europei sono a) normaAvi dire1amente applicabili negli ordinamenA degli StaA membri senza necessità

di recepimento. Essi assicurano la massima armonizzazione normaAva. Un esempio rilevante è il Regolamento GDPR

sul tra1amento dei daA personali, che impone regole uniformi a livello europeo.

2. Dire@ve

Le dire@ve europee impongono agli StaA membri l’obbligo di ado1are normaAve interne conformi ai loro contenuA.

Tu1avia, gli StaA conservano un margine di discrezionalità nell’a1uazione, che varia a seconda del de1aglio della

dire)va stessa.

Un esempio emblemaAco è la dire@va 93/13/CEE, che disciplina la protezione dei consumatori da clausole abusive

nei contra) di adesione. Questo Apo di fonte giuridica è parAcolarmente diffuso nel diri1o contra1uale, poiché

consente agli StaA di ada1are le regole alle specificità nazionali.

Se il legislatore nazionale non recepisce una dire)va entro il termine stabilito, l’UE può imporre sanzioni. Per evitare

tali inadempimenA, in Italia il Parlamento approva annualmente una legge comunitaria per recepire le dire)ve in

scadenza.

Differenze tra RegolamenA e Dire)ve

Sebbene entrambe siano fonA di diri1o europeo, regolamenA e dire)ve si differenziano:

- I regolamenA hanno efficacia immediata e uniforme in tu) gli StaA membri.

- Le dire)ve necessitano di un recepimento legislaBvo nazionale, lasciando un margine di ada1amento.

Nel contesto della tutela dei consumatori, le dire)ve hanno avuto un ruolo cruciale nella formazione di normaAve

nazionali. Negli anni ’80, queste dire)ve hanno iniziato a proliferare, introducendo discipline frammentate e

disorganizzate fino alla codificazione del 2005.

Nascita e Stru1ura del Codice del Consumo

Il Codice del Consumo nasce per razionalizzare il quadro normaAvo frammentato, riunendo le diverse disposizioni in

un unico testo. A differenza di altri paesi, come la Germania, che hanno integrato le norme a tutela del consumatore

nel codice civile, l’Italia ha scelto una codificazione autonoma. Questo approccio rifle1e l’esigenza di tra1are la tutela

del consumatore come un se1ore giuridico specifico.

Stru1ura del Codice

Il Codice del Consumo rappresenta un significaAvo progresso nella tutela dei consumatori in Italia, armonizzando

norme di derivazione europea e assicurando una protezione omogenea.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fre2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contratti d'impresa e dei consumatori e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof D'Adda Alessandro.
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