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◦ arcate gengivo-dentali: comprendono i processi alveolari delle mascelle e della

mandibola rivestiti da gengiva (mucosa) e i denti

▪ gengiva: è la combinazione della mucosa delle labbra e delle guance

▪ denti:

• decidui: 20 (10 sup e 10 inf), 5 a semiarcata (2 incisivi, 1 canino e 2 molari)

• permanenti: 32 (16 sup e 16 inf), 8 a semiarcata:

◦ 2 incisivi: a forma di scalpello, deputati al taglio, hanno una faccia labiale e

una linguale

◦ 1 canino: a forma conica, deputati ad afferrare

◦ 2 premolari e 3 molari: a forma di cubo, servono per masticare, hanno una

faccia superiore, una mediale e una distale (laterali), una vestibolare

(anteriore) e una linguale (posteriore)

si divide in:

• corona: parte libera e sporgente

• radice: impiantata nell'alveolo

• colletto: tra corona e radice

ha due tipi di tessuto:

• tessuto duro:

◦ smalto: esterno della corona

◦ cemento: radice

◦ dentina: corona + radice

• tessuto molle: vi corrono vasi e nervi

provenienti dal foro apicale, all'apice di ogni

radice

◦ polpa dentale: > corona, < radice

Il vestibolo comunica con la cavità orale propriamente detta grazie agli spazi retro-molari e

a quelli inter-dentali.

• cavità orale propriamente detta: è un cubo con una faccia anteriore, due facce laterali, una

faccia superiore (palato duro), una faccia posteriore (palato molle) e una faccia inferiore,

delimitata da:

◦ palato duro: è una mucosa adesa al periostio dell'osso mascellare, anteriormente è più

duro. Andando dorsalmente si inseriscono le ghiandole palatine (appartenenti alle

ghiandole salivari minori) e quando termina l'osso si ha il palato molle. È formato da:

▪ tonaca mucosa

▪ tonaca sottomucosa

▪ piano osseo

◦ palato molle: ha due facce

▪ una antero-inferiore (versante della cavità orale)

▪ una retrostante (versante della cavità faringea)

ha due margini:

▪ uno libero (a confine con l'istmo delle fauci)

▪ uno aderente all'osso

partendo dall'ugola, che si forma sulla linea mediana nascono due arcate che si dirigono

medio-lateralmente:

▪ una anteriore (palatoglossa)

▪ una posteriore (palatofaringea): dove si trova la tonsilla palatina

◦ lingua: è un organo muscolare, impari e mediano con molteplici funzioni (masticazione,

deglutizione, prensione, suono, gusto). È divisa in:

▪ corpo

▪ radice

Ha due tipi di muscoli:

▪ muscoli propri o intrinseci (per la forma):

• muscolo longitudinale superiore

• muscolo longitudinale inferiore

• muscolo trasverso della lingua

• muscolo verticale della lingua

▪ muscoli esterni o estrinseci (per la posizione):

• muscolo genio-glosso

• muscolo io-glosso

• muscolo condro-glosso

• muscolo palato-glosso

• muscolo stilo-glosso

• muscolo palatoglosso-faringeo

Lo scheletro fibroso è rappresentato dal setto linguale (sagittalmente) e dalla membrana

io-glossa (frontalmente, deriva dall'osso ioide).

Papille gustative linguali (gusto):

▪ filiformi: numerose e senza calici gustativi

▪ fungiformi: circa 200 sparse fra le filiformi, hanno 2-3 calici

▪ circumvallate: 9-11, si trovano davanti al solco terminale con al suo interno le

ghiandole di Von Ebner che secernono siero per tener pulito il vallo delle papille

▪ foliate: 2, si trovato al versante posteriore del margine della lingua, hanno 8-10

lamelle di mucosa e ghiandole di Von Ebner

Calice gustativo: possono essere cellule custative (connesse con fibre nervose) o cellule

di sostegno (bastoncello, basali o a pilastro).

GHIANDOLE SALIVARI MINORI

Sono le più voluminose, situate al di fuori della cavità orale e versano il loro secreto tramite

condotti escretori. Sono:

• parotide: è la più voluminosa, di colore giallastro ed è contenuta nella loggia parotidea, il

suo dotto escretore è chiamato dotto parotideo

• sottomandibolare: si trova nel solco, nella parte laterale della regione ioidea. Ha la forma di

una mandorla e di colore rose, è contenuta nella loggia sottomandibolare e il suo condotto è

detto condotto di Wharton

• sottolinguale: è più piccola delle precedenti, occupa il pavimento della bocca, è di forma

irregolarmente fusata ed è accolta nell'omonima loggia. È fornita di 15-30 condottini

escretori di Walther che si aprono nel solco sottolinguale. Il 50% delle volte è presente il

dotto di Bartolino che sbocca sempre sotto la lingua

FARINGE

La cavità orale comunica con la faringe attraverso l'istmo. La faringe è un organo impari, lungo

circa 15 cm che dalla base del cranio arriva alla 6° vertebra cervicale. È condivisa con l'apparato

respiratorio, ha una forma di clava con diametro maggiore (6 cm) alla base del cranio e si schiaccia

leggermente in senso ventro-dorsale al confine con l'esofago. Ha una facci anteriore, una posteriore

e due laterali e può essere suddivisa in tre segmenti:

• rinofaringe (dal cranio all'istmo): coane nasali

• orofaringe (dall'istmo all'epiglottide)

• laringofaringe (fino all'esofago): adito faringeo

Dall'interno all'esterno sono distinguibili 4 strati:

• tonaca mucosa

• fascia laringobasilare

• tonaca muscolare

• fascia perifaringea

ESOFAGO

Lungo circa 25 cm mette in comunicazione la faringe con lo stomaco attraverso un orifizio: il

cardio. Rimane sempre posteriore all'aorta fino in cavità toracica dove la scavalca da dx a sx. Si

identificano 4 segmenti:

• cervicale: fino alla 2° vertebra toracica

• toracico: scorre nel mediastino posteriore

• diaframmatico: attraversa la porzione muscolare

• addominale: diventa beante quando accompagna il cibo e va nello stomaco

E' un organo muscolare con diverse impronte (restringimenti):

• cricoideo: rapporto con la cartilagine cricoidea della laringe

• aortico: incrocia l'arco aortico

• bronchiale: incrocia il bronco sx

• diaframmatico: attraversa il diaframma

Dall'interno all'esterno l'esofago è costituito da diverse tonache:

• mucosa: epitelio pavimento composto come nella cavità orale e lamina propria connettivale

ricca di ghiandole cardiali tubulari di tipo mucoso

• sottomucosa: vascolarizzata e innervata è ricca di ghiandole esofagee

• muscolare:

◦ esterna: longitudinale

◦ interna: circolare

• avventizia: fascia connettivale con fibre elastiche

STOMACO

La forma risponde alle abitudini alimentari del soggetto, cambia anche da essere vivente a cadavere:

• cadavere: appare come una bisaccia poiché perde la tonicità muscolare

• essere vivente: in posizione eretta è a forma di J (2/3 con andamento rettilineo, 1/3 con

andamento quasi orizzontale nel tratto caudale)

Quando si è sotto anestesia (senza tonicità), lo stomaco del vivente assomiglia a quello del

cadavere. Lo stomaco piega da sx verso dx, dall'alto al basso e indietro, va in direzione retro-

peritoneale verso la parete posteriore dell'addome. Ha l'asse obliquo quasi adagiato sul colon

trasverso. Nell'addome ogni organo è rivestito da peritoneo che definisce e caratterizza gli organi:

• mobili: organo totalmente rivestito

• non mobili: organo non totalmente rivestito

Il peritoneo è uno solo e quando ha rivestito un organo passa a quello successivo. Li unisce fra loro

e costituisce i legamenti peritoneali (se un tumore colpisce il peritoneo è molto invasivo). Quando

fascia un organo la tonaca diventa sierosa.

Il duodeno portandosi indietro perde il rivestimento e diventa organo fisso (rivestito solo

anteriormente). I reni sono fissi e retro-peritoneali.

Lo stomaco è un organo sospeso, attaccato all'esofago e non completamente rivestito, i legamenti

peritoneali gli limitano la mobilità, mentre la sua continuità con l'esofago e il suo attaccamento

posteriore al muscolo diaframmatico lo fissano.

• porzione alta:

◦ distretto superiore (collegamento da esofago a stomaco)

◦ fondo dello stomaco (cupola sopra il piano passante per il cardio)

• corpo dello stomaco: tronco di cono appiattito

• porzione pilorica:

◦ antro pilorico

◦ canale pilorico

La struttura dello stomaco consta di due facce e di due margini

• faccia anteriore: si rapporta con fegato, diaframma e parete addominale anteriore (triangolo

di Labbè)

• faccia posteriore: si rapporta con milza, diaframma e surrene dx e IV porzione di duodeno,

rene sx e pancreas

• margine laterale (grande curvatura): è connessa e da inserzione al grande omento che saldato

al mesocolon forma il legamento gastro-colico

• margine mediale (piccola curvatura): si estende dal cardia al piloro, è più profonda della

precedente e da inserzione al piccolo omento

Lo stomaco è un organo tonaco-addominale in quanto il terzo superiore è mascherato

completamente dalla parte inferiore sx della gabbia toracica.

Triangolo di Labbé: è definito come la proiezione dello stomaco sulla parete anteriore dell'addome.

È delimitato in basso da una tangente alla nona cartilagine costale, a destra dal margine anteriore

del fegato, a sinistra dall'arco costale.

Il peritoneo sdoppia dalla grande curvatura:

• foglietto anteriore: sale sullo stomaco fino all'esofago poi trova e riveste il diaframma

• foglietto posteriore: riveste la faccia posteriore fin dove può poiché il fondo è attaccato al

diaframma con tessuto connettivo denso

La borsa omentale è delimitata davanti dal foglietto peritoneale che riveste la parete posteriore dello

stomaco, dietro dal foglietto parietale posteriore della parete addominale, il pavimento è costituito

dal mesocolon trasverso, la volta dalla riflessione del peritoneo del diaframma. È chiusa a sx dal

legamento pancreatico-lienale e da quello gastro-lienale (che uniscono pancreas e stomaco alla

milza), antero-inferiormente dal legamento gastro-colico. Si trova tra il pancreas e lo stomaco.

GRANDE OMENTO: forma, assieme al mesocolon, il legamento gastro-colico. Il grande omento, o

grembiule omentale, è una porzione della sierosa peritoneale, è diviso in anteriore e posteriore.

Il legamento gastro-epatico, unito al legamento epato-duodenale, viene chiamato piccolo omento.

A sx trovo la milza, mantenuta nella loggia lienale grazie ai legamenti peritoneali che la avvolgono

e si distaccano solo per portarsi allo stomaco (legamento gastro-lienale), al pancreas (legamento

pancreatico-lienale) e al diaframma (legamento frenico-lienale). I foglietti peritoneali si uniscono

sulla piccola curvatura andando al fegato, come quelli che hanno rivestito parte del duodeno. Gli

organi si sviluppano nel foglietto, lo stomaco compare alla 5° settimana.

All'interno dello stomaco ci sono pieghe con andamento longitudinale. Lo stomaco ha poi dei solchi

gastrici che definiscono aree gastriche con fossette gastriche delle quali si aprono le ghiandole dello

stomaco che si trovano nella lamina propria della mucosa:

• cardiali: tubulari, producono muco neutro

• piloriche: tubulari, producono muco neutro, lisozima, gastrina (grazie alle cellule G) e

serotonina

• gastriche propriamente dette: tubulari semplici, sono più cellule ognuna con una sua

funzione:

◦ indifferenziate: al confine con lo sbocco delle ghiandole

◦ del colletto: vicine al collo delle ghiandole

◦ principali: sul fondo ghiandolare, producono pepsinogeno

◦ di rivestimento: nel corpo del tubulo, sono responsabili della produzione di Hcl, H+ e

Cl-. Il PH dello stomaco è circa 2-3.

◦ argentaffini: sul fondo della ghiandola, esternamente alle principali

Strati muscolari dello stomaco:

• obliquo interno

• circolare intermedio

• longitudinale esterno

La tonaca sierosa si trova là dove c'è il peritoneo.

INTESTINO

Differente tra distretti intestinali, strutture per aumentare la superficie assorbente:

• pieghe semicircolari: estroflessioni della tonaca mucosa, dalla seconda metà del duodeno

alla seconda metà dell'ileo

• villi: estroflessioni della lamina propria, nell'intestino tenue, si muovono grazie alla

muscolaris mucosae che si allunga e si accorcia

• microvilli: sulle cellule apicali dell'epitelio di rivestimento, proprio della cellula intestinale

(interocita), in tutto l'intestino tenue e crasso

TENUE:

• forma quel lungo segmento del canale alimentare che nasce con lo sfintere

pilorico e termina con la valvola ileo-ciecale. È deputato alla digestione e all'assorbimento

delle sostenza. È lungo circa 7 mt con un capacità di circa 6000 ml.

◦ DUODENO: primo tratto dell'intestino tenue, si estende fino all'angolo duodeno-

digiunale. Originatosi all'altezza della L1-L2, il duodeno forma una C nella quale si

inserisce il pancreas. Possiamo dividerlo in 4 porzioni:

▪ tratto superiore (fin sotto il fegato + genius superius a contatto con la cistifellea)

▪ tratto discendente

▪ tratto orizzontale

▪ tratto ascendente (poi parte il digiuno)

◦ MESENTERIALE: costituisce la seconda parte dell'intestino tenue. Il suo nome deriva

dal fatto che il peritoneo, per mezzo del legamento mesenterico, lo rende mobile e lo

fissa alla parete addominale posteriore. È formato da 2 segmenti (digiuno e ileo),

possiamo dividere le anse in 4 gruppi:

▪ I gruppo: si trova nella regione ipocondriaca sx fino alla flessura sx del colon

▪ II gruppo: dalla regione ombelicare fino alla flessura dx del colon

▪ III gruppo: scende verso la fossa iliaca dx

▪ IV gruppo: occupa lo spazio addominale mediano compreso fra i muscoli grande

psoas

Il mesenterico è caratterizzato da diverse strutture che concorrono ad aumentare la

superficie utile all'assorbimento:

▪ valvole conniventi: o pieghe circolari, sono formate da rilievi della sottomucosa.

Compaiono nella seconda porzione del duodeno e aumentano fino al III sup del

digiuno per poi scomparire dalla II metà dell'ileo

▪ villi intestinali: veri e propri organi deputati all'assorbimento. Sono estroflessioni

quasi microscopiche della lamina propria che forniscono un aspetto vellutato alla

superficie libera della mucosa intestinale, sono presenti in tutto il tenue

▪ microvilli: formano l'orletto striato di tutte le cellule dell'intestino, dano circa 3000

per ogni cellula

La parete dell'intestino tenue è formata da 4 tonache tipiche degli organi cavi del tubo

digerente:

◦ mucosa: formata da epitelio di rivestimento, dalla lamina propria nella quale si sviluppa

lo strato ghiandolare

◦ sottomucosa: presenta le stesse caratteristiche di quella descritta nello stomaco, nel tratto

duodenale contiene però le ghiandole di Bunner

◦ muscolare: formata da uno strato interno (circolare) ed uno esterno (longitudinale)

◦ sierosa: presenta i caratteri del peritoneo.

• CRASSO: segue il tenue ed è l'ultima porzione del canale alimentare. È lungo circa 1,80

mt ed è contenuto nella cavità addominale dove descrive una lunga ansa che circoscrive la

matassa intestinale tenue e termina con lo sfintere anale. Si divide in:

◦ CIECO: si trova sotto l'apertura ileo-ciecale e comprende un sottile prolungamento detto

appendice vermiforme

◦ COLON: segue il cieco portandosi verticalmente (ascendente) verso l'alto nella zona

lombare dx davanti al rene, raggiunge il fegato e cambia bruscamente direzione per

continuare in un segmento trasversale (colon trasverso) che arrivato sotto la milza piega

verso il basso formando il colon discendente. Raggiunta la linea mediana dell'osso sacro

termina

◦ RETTO: si origina anteriormente alla S3, attraversa il pavimento pelvico e sbocca

all'esterno attraverso lo sfintere anale

L'intestino crasso è formato da 4 tonache:

◦ mucosa: non presenta villi e l'epitelio è interrotto da numerosi condotti ghiandolari che

vi sboccano

◦ sottomucosa: ha caratteri analoghi a quella dell'intestino tenue, contiene il plesso

nervoso di Meissner

◦ muscolare: presenta uno strato interno di fasci circolari e uno esterno di fasci

longitudinali (le tenie)

◦ sierosa:è formata da tonaca avventizia in distretti non raggiunti dal peritoneo

FEGATO

E' la ghiandola più voluminosa del nostro organismo. È un organo vitale con moltissime funzioni,

interagisce con il sangue che arriva per via venosa e arteriosa (che non si deve mischiare con la bile

→ ittero), sintetizza ormoni (angiotensinogeno, ormone inattivo) e si modella con lo spazio che ha a

disposizione. Ha la forma di un ovoide senza la porzione inferiore sx:

• faccia antero-superiore (diaframmatica): divisa in lobo dx e lobo sx intersecati dal

legamento falciforme

• faccia postero-inferiore (viscerale): percorsa da 2 solchi sagittali e 1 trasversale che formano

una H, il solco trasversale è l'ilo del fegato, attraversato da nervi e vasi, come la vena porta,

l'arteria epatica propria e il condotto epatico. La fossa sagittale dx presenta la fossa cistica

(verso la cistifellea) e la fossa della vena cava. La fossa sagittale sx presenta la fossa della

vena ombelicale e la fossa del condotto venoso.

Il fegato ha 4 lobi:

• sx: triangolare, davanti a sx

• dx: lupolare, prende quasi tutte le facce

• quadrato: quadrangolare, posteriore, corrisponde alla parte pilorica dello stomaco

• caudato: quadrangolare allungato, posteriore

Il fegato è un organo pieno con una capsula, uno stroma e un parenchima. È suddiviso in lobuli

piramidali, a base esagonale, strettamente ravvicinati e divisi solo da tessuto connettivo (stroma)

che in spazi comuni a 3 o più lobuli confluisce in spazi portali (connettivo addensato).

Quando si guarda quest'angolo dall'alto vediamo una struttura divisa in 2 lobi (dx e sx) grazie

all'impronta di un legamento che dal diaframma cade sulla faccia superiore (legamento falciforme).

Questo legamento da una forma di falce all'organo. Ha un margine aderente al diaframma e

convesso, un margine aderente al fegato e concavo e un terzo margine libero detto legamento

rotondo che va dal fegato alla parete addominale.

ILO: è posizionato sulla faccia inferiore ed unisce i 2 solchi sagittali dx e sx.

Se prendo il solco sagittale dx ci trovo la vena cava inferiore, posteriormente a dx la cistifellea, con

questa forma il segmento anteriore dx (fossa cistica), mentre nella fossa sagittale sx trovo la fossa

del condotto venoso posteriormente e anteriormente la fossa della vena ombelicale. Posteriormente

alla fossa cistica si trova la fossa della vena cava inferiore. Il legamento rotondo è il corrispondente

alla fossa della vena ombelicale.

FISSITA':

• legamento coronario: diaframma

• vena cava inferiore: diaframma

• poggia su un cuscinetto formato da stomaco, colon e tenue

LEGAMENTI:

• falciforme: due foglietti sulle facce anteriore e posteriore che dividono il fegato in lobi.

Superiormente divergono e formano il coronario

• rotondo: residuo della vena ombelicale sx, è la prosecuzione inferiore del falciforme e divide

il lobo sx da quello quadrato

• coronario: nel lobo sx si fonde con il legamento venoso dando origine al triangolare sx, idem

sulla dx

• triangolare: doppio strato peritoneale che prosegue posteriormente nel piccolo omento e

anteriormente nel falciforme (sx) e nel coronario (dx)

• venoso: residuo del dotto di Aranzio, è l'opposto del falciforme e divide il lobo sx dal

caudato

• piccolo omento (epato-gastrico): connetto il fegato al duodeno

STRUTTURA: è un organo pieno rivestito quasi totalmente da peritoneo che è divido dal

parenchima tramite la capsula di Glisson (stroma) che entrando nel parenchima lo divide in lobuli.

Il lobulo ha una struttura piramidale tronca, alto circa 2 mm e separati fra loro da tessuto connettivo.

Dove ci sono gli spigoli di più lobuli il connettivo è molto ricco e trovo sempre:

• una vena: ramo della vena porta, infatti il sangue nel fegato va in questi portali

• un'arteria: ramo dell'arteria epatica

• un dotto biliare

SANGUE → vena porta/arteria epatica → capillare (rete mirabile venosa) → spazi (centripeto)

BILE → epatociti → lobulo → spazi → dotto (centrifugo)

Ciascun lobulo è formato da parecchi epatociti che convergono radialmente verso il centro del

lobulo (v. centrolobulare) delimitando spazi irregolari dove vi passa la rete capillare sinusoidale che

è interposta tra la vena porta e le vene epatiche (2/3 maggiori, 10/15 minori) che conferiscono nella

vena cava inferiore. La bile non ha capillari propri e scorre all'interno del lobulo grazie agli

epatociti e alle docce nelle pareti. Questi condotti biliari confluiscono nel dotto epatico dx e sx e

vanno a formare il coledoco che si apre nel duodeno.

PANCREAS

Il pancreas è una ghiandola retroperitoneale annessa al duodeno, si trova davanti la colonna

vertebrale lombare, dietro lo stomaco, tra la milza e il duodeno. Si distinguono di solito 3 porzioni:

• testa: estremità dx delimitata dal duodeno, con una sporgenza detta processo uncinato

◦ collo (istmo): demarca la testa dal corpo facilmente tracciabile unendo il tronco celiaco

ai vasi mesenterici superiori

• corpo: posto più in alto della testa, di forma prismatico-rettangolare

• coda: parte sx del pancreas, addossata alla milza, può essere fissa se si immette nel

legamento lienale, o mobile se non vi arriva.

Il dotto escretore del pancreas sbocca isolato nel duodeno, mentre il dotto pancreatico vi sbocca

assieme al coledoco. Il pancreas ha 2 dotti poiché è costituito da 2 gemme, la 2° migra verso dx e si

fonde con la 1° creando questi 2 dotti (Santorini, Wirsung). È mantenuto in posizione dal suo

accollamento alla parete addominale, dalle connessioni col duodeno, dal peritoneo posteriore e dai

suoi vasi.

Il succo pancreatico è formato da 4 enzimi principali:

• lipasi: per i lipidi

• amilasi: per gli amidi:

• nucleasi: per gli acidi nucleici

• pepsidasi o proteinasi: per le proteine

Tutto si scatena dalla stimolazione del nervo vago.

APPARATO RESPIRATORIO

Funzioni:

• scambio di gas

• regola il Ph

• olfatto

• protezione

• fonazione

E' diviso in:

• superiore

◦ naso esterno

◦ cavità nasali e paranasali

◦ rino-faringe

• inferiore

◦ laringe

◦ trachea

◦ bronchi

◦ polmoni

LARINGE

Non serve solo al passaggio dell'aria, ma è l'organo responsabile della fonazione grazie alle pieghe

vocali, pieghe elastiche che vibrano sotto l'azione della colonna d'aria respirata e trasformano le

vibrazioni che emettono in voce. Ha una forma piramidale triangolare ed è formata da: cartilagini

che formano l'impalcatura dell'organo, da articolazioni e legamenti che uniscono tra loro le

cartilagini, da muscoli responsabili del movimento e da mucosa.

Le cartilagini della laringe sono 9:

• 3 impari e mediane

◦ cartilagine cricoidea

◦ cartilagine tiroidea

◦ epiglottide

• 6 pari e laterali

◦ cartilagine aritenoide

◦ cartilagine corniculata (di Santorini)

◦ cartilagine cuneiforme (di Morgagni-Wrisberg)

La laringe è rivestita internamente dalla mucosa laringea, che si continua in basso con la mucosa

tracheale e in alto con quella linguale. La tonaca mucosa è sottilissima, liscia e di colore grigiastro o

leggermente rosea che diventa

biancastra sulle pieghe vocali.

Anteriormente questa mucosa dopo

aver rivestito la faccia posteriore

dell'epiglottide passa sulla faccia

anteriore di questa per continuare con

la mucosa della lingua, così facendo

forma le pieghe glosso-epiglottiche e

faringo-epiglottiche.

La mucosa laringea è formata da un

epitelio e una lamina propria:

• epitelio di rivestimento: è di tipo pseudo-stratificato ciliato con cellule caliciforme nucleate,

tale epitelio lascia il posto a un epitelio pavimento composto nelle zone sottoposte a

maggiori sollecitazioni meccaniche (pieghe)

• lamina propria della mucosa: è sottile e costituita da tessuto connettivo lasso ed è ricca di

vasi sanguigni. Può contenere linfociti che, nei ventricoli laringei, si organizzano in noduli

formando la tonsilla laringea

TRACHEA

E' un viscere cavo in continuità con laringe e bronchi, è lunga 12 cm e decorre nel collo e nel torace

dove occupa la parte posteriore della cavità mediastinica. Inizia all'altezza di C4 e termina a T4. Ha

una forma tubulare, schiacciata nella sua parete posteriore (membranacea) essendo costituita da una

serie di anelli cartilaginei incompleti posteriormente.

Struttura dall'esterno all'interno:

• tonaca fibrosa: formata da tessuto connettivo fibrillare denso, con abbondanti fibre elastiche.

Questa si estende per tutta la lunghezza dell'organo e posteriormente forma i legamenti

tracheali rivestendo la parete membranacea della trachea

• cartilagini tracheali: sono anelli mancanti di una parte posteriore, hanno infatti la forma di

un arco aperto posteriormente. Sono circa 16-20 disposti in serie l'uno di seguito all'altro,

dall'alto in basso

• tonaca muscolare: presente limitatamente alla parete membranacea della trache dove su

trova internamente alla tonaca fibrosa. È formata da fascetti di cellule muscolari lisce

disposte trasversalmente che si inseriscono sulle estremità delle cartilagini.

BRONCHI

I bronchi principali, dx e sx,

nascono dalla biforcazione

della trachea in

corrispondenza della sua

estremit à inferiore e

rappresentano ciascuno la

parte iniziale dell'albero

bronchiale. Ciascun bronco

diverge di 70° e termina

nell'ilo del polmone. Il

bronco dx è più corto ed ha

un calibro più grande.

I bronchi sono accolti nello

spazio mediastinico

posteriore e partecipano alla

formazione del peduncolo

polmonare.

Struttura: la struttura dei

bronchi è del tutto analoga a quella descritta per la trachea, infatti i bronchi sono costituiti da una

tonaca fibrosa, da una serie di archi cartilaginei, dalla tonaca muscolare, da quella sottomucosa e da

quella mucosa.

Penetrati nei polmoni attraverso l'ilo, i bronchi principali decorrono con descrizione obliqua in

senso medio-laterale e dal davanti al dietro emettendo i rami collaterali: i bronchi intra-polmonari.

POLMONI

I 2 polmoni, dx e sx, sono organi parenchimatosi che costituiscono la parte essenziale dell'apparato

respiratorio. Occupano gran parte della cavità toracica, delimitando lateralmente lo spazio

mediastinico. Il polmone dx è più voluminoso del sx che però è più lungo e stretto e contiene circa

1600 cmc. La quantità di aria che transita nei polmoni durante una ispirazione ed una espirazione è

di circa 500 cmc.

I polmoni hanno nel bambino un colore roseo che si modifica gradualmente con l'età per diventare

nell'adulto un grigio-biancastro.

I polmoni hanno la forma di 2 mezzi coni e presentano:

• base: situata in basso è concava, rivolta in avanti a forma di semiluna, con il margine

convesso laterale e quello concavo mediale

• apice: tondeggiante e rivolto medialmente e ventralmente

• faccia costo vertebrale (laterale): è convessa e guarda anteriormente, lateralmente e

dorsalmente. È in rapporto con la faccia interna delle coste che vi producono le impronte

costali. Su questa faccia vi è una fessura, la scissura interlobare. A dx prende il nome di

scissura principale per via di una seconda scissura, la scissura interlobare secondaria. Le

scissure interlobari dividono il polmone in 3 lobi nel dx e in 2 nel sx

• una faccia mediastinica (mediale): è compresa tra il margine anteriore e quello posteriore, è

concava e presenta l'ilo del polmone, una piccola superficie incavata, sprovvista di

rivestimento pleurico in corrispondenza della quale entrano ed escono i bronchi, i nervi e i

vasi

• tre margini (anteriore, posteriore e inferiore)

ALVEOLI POLMONARI

Estroflessioni della parete dei bronchioli respiratori, dei condotti alveolari con i sacchi alveolari.

Questi si aprono sulle parete delle successive ramificazioni del bronchiolo terminale formando una

sorta di grappolo detto unità terminale del polmone. Ciascun alveolo presenta:

• colletto alveolare: rappresenta l'orifizio di ingresso attraverso il quale l'aria entra ed esce

dall'alveolo. È tappezzato da cellule cubiche e contiene una trama di tessuto connettivo e un

anello di fibrocellule muscolari lisce

• parete alveolare: è formata da una membrana sottilissima. Contiene i macrofagi alveolari e

l'epitelio alveolare, monostratificato, è formato da pneumociti che poggiano su una sottile

membrana basale:

◦ I tipo: cellule caratterizzate da una parte centrale, più voluminosa, contenente il nucleo

ed una serie di sottili prolungamenti citoplasmatici

◦ II tipo: cellule grandi intercalate tra le precedenti e contenenti corpi citoplasmatici

rotondeggianti di origine lisosomiale detti corpi lamellari

PLEURE

Membrane sierose, sottili e trasparenti che rivestono i polmoni e la superficie interna della cavità

toracica. Ogni pleura è divisa in 2 porzioni: una che avvolge i polmoni detta pleura viscerale e

l'altra che riveste le pareti della cavità che li accoglie detta pleura parietale. Esse presentano una

superficie aderente e una libera e liscia.

Le pleure determinano una cavità pleurica che contiene liquido sieroso che permette lo scorrimento

senza attrito delle pleure l'una sull'altra.

Struttura:

• mesotelio: uno strato di cellule piatte ed estese che in corrispondenza dei seni pleurali si

fanno più alte con microvilli e cigliate

• strato sottomesoteliale: formato da fasci di collagene paralleli e in profondità una ricca

componente fibroelastica

Tra la pleura viscerale e il polmone è presente uno strato di connettivo lasso, ricco di vasi, con

qualche fascetto di fibrocellule muscolari e, più in profondità, uno strato di fibre elastiche compatto

che continua con il connettivo del parenchima polmonare.

La pleura parietale presenta uno strato sottosieroso che può continuare con la fascia endotoracica o

contenere tessuto adiposo, linfoide e fascetti muscolari lisci.

APPARATO ESCRETORE-UROGENITALE

RENI

I reni, destro e sinistro, sono due voluminosi organi situati nella parte postero-superiore della cavità

addominale, ai lati della colonna vertebrale, nelle fosse lombari, dietro al peritoneo che tappezza la

parete posteriore della cavità addominale; sono perciò organi retroperitoneali.

Ciascun rene è contenuto all’interno della cosiddetta loggia renale che accoglie anche la ghiandola

surrenale e lievemente il peduncolo renale (ossia il complesso delle formazioni vascolari che

entrano od escono dal rene in corrispondenza del suo ilo); la loggia renale si forma per uno

sdoppiamento del connettivo che costituisce la sottosierosa peritoneale.

Rispetto al rachide i reni si estendono dal margine inferiore della 11 vertebra toracica al margine

a

superiore della 3 vertebra lombare; il rene destro è più basso del sinistro di circa 2 cm per il

a

rapporto che contrae con il fegato che, sviluppandosi, lo spinge più in basso.

Di colorito rosso bruno e di consistenza abbastanza dura, i reni presentano una forma a fagiolo

appiattito in senso antero-posteriore e a maggior asse diretto in basso e un poco lateralmente.

La superficie dei reni è generalmente liscia e regolare, ma può presentare solchi che delimitano

territori corrispondenti ai singoli lobi (rene lobato).

Gli assi maggiori dei due reni non sono paralleli ma divergono man mano che si procede dall’alto

verso il basso.

I reni hanno diverse funzioni:

• Produzione di urina

• Regolazione dell’osmolalità e del volume dei liquidi corporei

• Regolazione dell’equilibrio elettrolitico

• Regolazione dell’equilibrio acido-base

• Escrezione dei prodotti terminali del metabolismo e delle sostanze estranee

• Produzione e secrezione di ormoni

Nel rene si distinguono:

• una faccia anteriore convessa, che guarda in avanti e un poco lateralmente

• una faccia posteriore pianeggiante, rivolta in dietro e un poco all'interno

• un polo superiore arrotondato

• un polo inferiore più appuntito, un margine laterale convesso

• un margine mediale: quest'ultimo è incavato nella sua parte di mezzo dove esiste una fessura

verticale lunga 3-4 cm, l’ilo renale, che dà passaggio ai vasi sanguigni e linfatici, ai nervi e

alla pelvi renale.

In corrispondenza dell'ilo la pelvi occupa per lo più una posizione posteriore, i vasi arteriosi una

posizione intermedia e i vasi venosi una posizione anteriore. L'ilo immette in una cavità schiacciata

in senso antero-posteriore, scavata nell'interno del rene, il seno renale, in cui sono accolti i calici

minori e maggiori e parte della pelvi, le diramazioni dell'arteria renale, le radici della vena renale,

vasi linfatici e nervi.

Tutte queste formazioni sono immerse in tessuto adiposo che attraverso l'ilo continua con il grasso

perirenale che prende il nome di capsula adiposa.

Le pareti del seno renale sono irregolari per la presenza di sporgenze mammellonate, le papille

renali, corrispondenti all'apice delle piramidi renali (di Malpighi); fra le papille renali esistono altre

sporgenze meno accentuate, date dalle colonne renali (del Bertin).

Ciascun rene, avvolto dalla capsula adiposa, è contenuto in una loggia fibrosa, la loggia renale,

delimitata da una fascia connettivale. Quest'ultima rappresenta una differenziazione del tessuto

connettivo retroperitoneale (fascia trasversale) che, in vicinanza del rene, si ispessisce costituendo

la fascia renale. In corrispondenza del margine laterale del rene, la fascia renale si sdoppia in due

foglietti (anteriore e posteriore).

Oltre che dalla fascia renale, i reni sono mantenuti nella loro sede dal peduncolo vascolare, che li

àncora ai grossi vasi (aorta e vena cava inferiore), e dalla positività della pressione addominale.

Il rene è rivestito da una capsula fibrosa rappresentata da una sottile membrana connettivale dalla

cui superficie interna si dipartono esili tralci che si addentrano per breve tratto nel parenchima

renale. In corrispondenza dell'ilo la capsula prosegue a rivestire le pareti del seno renale, fondendosi

con la tonaca avventizia dei calici e dei vasi sanguigni. In condizioni normali la capsula fibrosa si

distacca dall'organo con facilità. Fra la capsula e il parenchima renale si trova un esile strato di

fibrocellule muscolari lisce variamente intrecciate che costituiscono la tonaca muscolare del rene.

All'esame di una sezione frontale del rene, anche a occhio nudo, si distinguono due zone:

• una profonda, zona midollare, disposta intorno al seno renale e al suo contenuto: di colorito

rossastro e di aspetto finemente striato, risulta organizzata in 8-18 formazioni coniche, le

piramidi renali (di Malpighi) che con la loro base, periferica, continuano nella sostanza

corticale mentre con il loro apice, arrotondato, sporgono per circa 6-8 mm nel seno renale;

gli apici rappresentano le papille renali. Frequentemente due o più papille sono fuse insieme

e in tal caso una papilla rappresenta l'apice comune di più piramidi, prendendo il nome di

cresta renale; per questa ragione il numero delle papille (più frequentemente 8) è inferiore a

quello delle piramidi. L'estremità libera delle papille (area cribrosa) presenta 15-30 forellini,

i forami papillari, che corrispondono allo sbocco dei dotti papillari (di Bellini). Questi

ultimi, insieme ai dotti collettori, percorrono le piramidi renali assialmente e determinano

l'aspetto striato della parte midollare. Ciascuna papilla (di rado due) è circondata alla base da

un calice minore nel cui lume essa sporge con la sua area cribrosa.

• una superficiale, zona corticale, che avvolge la precedente: appare di colorito tendente al

giallastro e di consistenza minore rispetto alla midollare. È situata fra la base delle piramidi

e la superficie dell'organo, ma si spinge anche profondamente fra le piramidi stesse,

costituendo le colonne renali (di Bertin) che raggiungono il seno renale dove determinano le

sporgenze interpapillari. Nella zona corticale si distingue una parte radiata e una parte

convoluta. La disposizione delle zone midollare e corticale e l'organizzazione di

quest'ultima, consente di distinguere, in ciascun rene, lobi e lobuli. Il lobo è costituito da una

piramide renale con il corrispondente strato di zona corticale; il numero dei lobi è quindi

pari a quello delle piramidi (8-18). I limiti di ogni lobo sono dati da linee ideali che,

passando per la parte centrale delle colonne renali, raggiungono la superficie dell'organo. Il

lobulo riguarda la sola corticale ed è costituito da un raggio midollare e dalla parte con-

voluta che lo circonda. È delimitato, in maniera incompleta, dai vasi sanguigni che

percorrono radialmente la zona corticale (arterie e vene interlobulari)

Per essere filtrato il sangue passa attraverso membrane:

• endotelio

• lamina basale

• foglietto viscerale → podociti → pedicelli, le fessure fra di loro sono colmate con un

diaframma munito di piccolissimi pori (diaframma di filtrazione)

Il nefrone rappresenta l’unità funzionale del rene avendo il compito di formare l'urina (funzione

uropoietica); i nefroni sono circa un milione per ciascun rene. Ogni nefrone è costituito da:

• un corpuscolo renale (di Malpighi)

• un tubulo renale che può essere diviso in tre porzioni a struttura e funzione diverse:

◦ il tubulo prossimale (o di 1° ordine)

◦ l’ansa di Henle

◦ il tubulo distale (o di 2° ordine).

Si distinguono nefroni corticali (85% di tutti i nefroni), caratterizzati da un corpuscolo renale più

piccolo e situato nella parte più periferica della corticale e da un tubulo più breve, e nefroni

iuxtamidollari, forniti di un corpuscolo renale più voluminoso e localizzato vicino alla midollare e

di un tubulo assai più lungo. Questi vasi discendono nella midollare dove formano una rete capillare

che circonda i dotti collettori e i tratti ascendenti delle anse di Henle.

I tubuli renali, lunghi 30-40 mm, iniziano a fondo cieco con un'estremità dilatata e terminano, dopo

un decorso assai complicato, confluendo con altri tubuli nel sistema dei dotti escretori. L'estremità

prossimale dilatata dei tubuli appare invaginata e si dispone come un calice a doppia parete intorno

a un gomitolo di capillari sanguigni.

Il calice epiteliale prende il nome di capsula glomerulare (di Bowman), nella quale si distinguono:

• un foglietto esterno (o parietale)

• un foglietto interno (o viscerale)

separati da uno spazio capsulare (o camera glomerulare). Il gomitolo vascolare prende il nome di

glomerulo. Capsula e glomerulo formano, nell'insieme, il corpuscolo renale (di Malpighi).

VIE URINARIE

Sono le vie escretrici del rene formate dall'insieme di organi che servono per trasportare all'esterno

l'urina prodotta dai reni. Questi organi sono:

• i calici renali

• la pelvi renale

• l'uretere

• la vescica urinaria

• l'uretra

Le parete intorno delle vie urinarie sono composte da epitelio di transizione, in quanto le sue cellule

sono dotate di notevole plasticità.

APPARATO GENITALE MASCHILE

L'apparato genitale maschile, nell’insieme degli organi che lo costituiscono, è deputato alla

copulazione, alla produzione delle cellule germinali maschili, alla produzione di ormoni sessuali

maschili e, infine, permette anche l’espulsione dell’urina raccolta in vescica. Costituiscono

l’apparato genitale maschile:

• Gonadi, che nel maschio sono chiamate testicoli (o didimi): situati nella borsa scrotale, al di

fuori cioè della cavità addominale, svolgono la duplice funzione di produrre le cellule

germinali (spermatozoi) e di secernere gli ormoni sessuali maschili (ormoni androgeni)

• Vie spermatiche: sono costituite da una serie di elementi tubolari, iniziano nei testicoli e

terminano nell'uretra

• Ghiandole annesse alle vie spermatiche:

◦ Vescichette seminali

◦ Prostata

◦ Ghiandole bulbouretrali: sono le principali responsabili della produzione del liquido

seminale che costituisce il veicolo naturale degli spermatozoi rappresentando un mezzo

ideale per la loro sopravvivenza e motilità

• Genitali esterni:

◦ Pene

◦ Borsa scrotale (scroto)

APPARATO GENITALE FEMMINILE

L’apparato genitale femminile è costituito da un insieme di organi che hanno il compito di produrre

le cellule germinali femminili (o cellule uovo od ovociti), di permetterne l’incontro con le cellule

germinali maschili (o spermatozoi) ai fini della fecondazione, di accogliere il prodotto del

concepimento durante la gravidanza e di espellerlo all’esterno, al termine di essa.

Come per l’apparato genitale maschile, quello femminile è costituito dalle gonadi, dalle vie genitali

e dagli organi genitali esterni. Le gonadi femminili sono le ovaie.

Le vie genitali comprendono:

• Tube uterine (o salpingi o trombe di Falloppio od ovidutti): dove avviene il transito degli

ovociti maturi e la fecondazione da parte dello spermatozoo

• Utero: dove l'ovocita fecondato si annida

• Vagina

Gli organi genitali esterni comprendono parti del corpo riccamente vascolarizzate.

OVAIO

Le ovaie sono organi pari, situati di contro alla parete laterale del piccolo bacino. Hanno forma e

grandezza di una grossa mandorla, con il maggior asse verticale disposto su un piano pressoché

sagittale.

Struttura:

• zona corticale: si trova subito al di sotto dell'epitelio ovarico, è formaot da tessuto

connettivale (stroma) nel quale si trovano i follicoli oofori e i corpi lutei. L'epitelio ovarico è

formato da uno strato di cellule cubiche che hanno la stessa derivazione embriologica del

mesotelio peritoneale. Lo stroma, al di sotto dell'epitelio ovarico, forma la falsa albuginea,

uno strato ricco di fibre collagene e povero di cellule, che ricorda la tonaca albuginea che

riveste il testicolo. Gli organi ovarici (follicoli) sono presenti esclusivamente nella zona

centrale, svolgono la funzione gametogenica ed endocrina e sono rappresentati da varie

formazioni

• zona midollare: rappresenta la zona centrale, profonda, dell'ovaio. Questa è costituita da

tessuto connettivo ricco di fibre elastiche e di fibrocellule muscolari lisce che accompagnano

il decorso dei rami arteriosi. Nella zona midollare dell'ovaio sono inoltre presenti fibre

nervose e vasi linfatici.

L’ovaio ha consistenza piuttosto dura. Il suo aspetto varia secondo le fasi della vita sessuale: prima

della pubertà si presenta liscia e regolare; durante il periodo fertile la superficie appare di colorito

grigio-rossastro e notevolmente irregolare per la sporgenza di follicoli in via di maturazione o di

corpi lutei. Col progredire dell’età compaiono numerose cicatrici, esito del processo di atresia

follicolare e della regressione di corpi lutei. Dopo la menopausa l’ovaio tende a diventare atrofica,

acquista una consistenza quasi lignea e dopo i 70 anni ritorna liscia per atrofia delle stesse cicatrici.

CICLO OVARICO

Il ciclo ovarico rappresenta il prodotto dell'attività ciclica dell'ovaio, che ha inizio con la pubertà e

prosegue regolarmente fino al sopraggiungere della menopausa. Il ciclo ovarico si svolge durante un

periodo di circa 28 gg ed è regolato da ormoni detti gonadotropine.

• Fase follicolare: l'ormone responsabile della maturazione di un certo numero di follicoli

primari è l'ormone follicolo stimolante (FSH). I follicoli che hanno risposto all'FSH

secernono grandi quantità di di estrogeni, per questo è chiamata fase estrogenica, dove viene

anche prodotto l'ormone luteinizzante (LH). Ad un certo momento l'aumento del livello di

produzione di LH subisce un brusco aumento e il picco ematico di LH coincide con la

discendenza del follicolo maturo nell'ovaio attivo. Questa fase è detta ovulazione e si

verifica intorno al 14° giorno del ciclo

• fase luteinizzante: LH sostiene lo sviluppo e l'attività del corpo luteo, qua si comincia a

produrre progesterone che raggiunge il massimo livello intorno al 7°-10° giorno dopo

l'ovulazione. Il progesterone ha una duplice azione e va ad inibire con un meccanismo

retrogrado negativo la produzione di LH promuovendo con un meccanismo contrario la

produzione di FSH. Questo blocca l'apporto di LH al corpo luteo che comincia a degenerare,

mentre l'aumento di FSH prepara il necessario per un nuovo ciclo ovarico.

Se l'ovaio viene fecondato il corpo luteo non diminuisce ma continua a svilupparsi e a prendere

progesterone fino al terzo mese, dopo il quale anche il corpo luteo gravidico inizia a degenerare e

l'apporto di progesterone viene assicurato dalla placenta.

TUBA UTERINA

Le tube uterine (o salpingi o trombe di Falloppio od ovidutti) sono organi tubulari che, dal polo

superiore dell’ovaio, si portano agli angoli supero-laterali dell’utero, al limite tra fondo e corpo,

sboccando nella cavità uterina. Le tube hanno la funzione di accogliere l’uovo al momento

dell’ovulazione, di creare le condizioni ambientali adatte per la fecondazione dell’uovo stesso, di

condurre l’uovo fecondato all’utero perché possa impiantarvisi.

La tuba uterina ha una lunghezza media di circa 12 cm e il suo calibro è notevolmente variabile nei

diversi tratti. Si distinguono, infatti, varie porzioni che andando in direzione latero-mediale e cioè

dall’ovaio verso l’utero, sono:

• porzione infundibolare (o padiglione): ha l'aspetto di un imbuto la cui parete è frastagliata

per la presenza di fimbrie, liguette lunghe 1 cm, che fluttuano in cavità peritoneale

• porzione ampollare: è il tratto più lungo e tortuoso della tuba che può entrare in rapporto con

le anse dell'intestino tenue. Questa inizia con un'ansa. Detta ansa tubarica, che contorna

l'ovaio per continuare poi con un tratto verticale

• porzione istmica: inizia a poca distanza dall’utero, è lunga 3-4 cm e si distingue dalla

porzione ampollare perché il suo decorso si fa rettilineo, il calibro tende a diminuire e la

consistenza aumenta. Decorre quindi rettilinea sino al margine laterale dell’utero, presso

l’angolo superiore, al limite tra corpo e fondo, dove continua con l’ultimo tratto

dell’ovidutto

• porzione uterina (o interstiziale o intramurale): molto breve, attraversa la parete dell’utero e

sbocca nella cavità uterina per mezzo di un ostio uterino avente diametro di circa 1 cm

La parete delle tube è formata da:

• tonaca mucosa

• epitelio di rivestimento

• tonaca muscolare

• strato sottosieroso

• tonaca mucosa

UTERO

L'utero è l’organo della gestazione, ha cioè la funzione di accogliere l’uovo fecondato e di

consentirne lo sviluppo. È un organo impari, cavo, che in alto riceve lo sbocco delle tube uterine e

in basso si apre nella cavità vaginale. Le sue pareti sono spesse e contengono una sviluppata

muscolatura liscia le cui contrazioni determinano, al termine della gravidanza, l’espulsione del feto.

L’utero è un unico organo ma bisogna distinguere due parti che presentano struttura e funzioni

diverse:

• una parte espansa in alto, il corpo dell’utero

• una parte ristretta in basso, il collo dell’utero, rivolta verso la vagina

Tra corpo e collo c’è un leggero restringimento, l’istmo, più evidente nelle nullipare e sulle facce

anteriore e laterali dell’organo; l’istmo corrisponde internamente all’orifizio uterino interno tramite

cui corpo e collo dell’utero comunicano.

• il fondo dell’utero, invece, è la parte superiore del corpo, arrotondata, che sporge oltre un

piano passante per il punto di entrata delle tube.

L’utero è situato pressoché al centro della piccola pelvi; normalmente l’orifizio uterino esterno si

trova all’altezza del margine superiore della sinfisi pubica, in un piano frontale passante per le spine

ischiatiche; rispetto alla colonna vertebrale, corrisponde alla 1 -2 vertebra coccigea.

a a

La parete è formata da:

• tonaca mucosa

• tonaca muscolare

APPARATO ENDOCRINO

Regola le attività metaboliche dell'organismo, è formato da ghiandole di organi diversi ma con

caratteristiche morfofunzionali comuni:

• assenza di un dotto escretore

• presenza di una ricca rete capillare

• produzione ed immissione nel sangue di ormoni

Queste ghiandole sono ghiandole endocrine e producono ormoni, sostanze rilasciate nel sangue che

esercitano la loro funzione su altri organi o apparati, spesso situati in parti molto lontane del corpo.

Le ghiandole possono essere:

• a cordoni: struttura a nidi cellulari pieni (ipofisi, surrene)

• a follicoli: struttura sferoidale (tiroide)

• interstiziali: dentro altri organi (cellule del Leydig)

ORMONI

Una sostanza, per essere classificata come ormone deve soddisfare i seguenti criteri:

• specificità del sito di origine

• specificità chimica

• interspecificità, ovvero analogia di azione in tutto il gruppo animale

Esistono diversi tipi di ormoni che differiscono per la composizione:

• ormoni derivati da amminoacidi

• ormoni peptidici

• ormoni steroidei

Questi interagiscono con la cellula tramite enzimi che vengono attivati e modulati dall'ormone

stesso:

• ormoni tiroidei → alterano il centro di comando

• ormoni peptidici → usano recettori di membrana

• ormoni steroidei → si adattano chimicamente e entrano nella cellula

IPOFISI

Ghiandola pituitaria che produce molti ormoni div ersi che oltre a regolare funzioni importanti,

influenzano l'attività di altre ghiandole endocrine. Ha forma ellissoidale ad asse maggiore

trasversale, si trova alla base dell'encefalo dove è accolta in una depressione, la sella turcica.

È composta da due tipi di cellule:

• acidofile

◦ somatotrope GH

◦ luteotrope LTH

◦ corticotrope ACTH

• basofile

◦ gonadotrope

▪ follicolo stimolante FSH

▪ luteinizzante LH

◦ tireotrope TSH

Si suddivide in:

• anteriore (ormoni): epiteliale, ADENOIPOFISI, lobo anteriore, più grande della

neuroipofisi. Ha la fora di un piccolo rene che abbraccia anteriormente la neuroipofisi. È

formata da:

◦ pars distalis

◦ pars tuberalis

◦ pars intermedia

Produce e secerne ormoni sotto la guida dell'ipotalamo

• posteriore (rilascio): nervosa, NEUROIPOFISI, lobo posteriore, più piccole e

rotondeggiante. È composta da:

◦ peduncolo infundibolare

◦ infundibolo

◦ eminenza mediana

Non produce ormoni ma rilascia quelli prodotti dall'ipotalamo

Secerne:

◦ ossitocina

◦ ADH

L'ipotalamo interferisce

con l'ipofisi tramite:

• fattori di rilascio

• fattori inibitori

che giungono all'ipofisi

tramite l'anastomosi

ipotalamo-ipofisaria

TIROIDE

Si trova alla base del collo, è formata da due lobi, sx e dx, e da

quello di sx se ne forma un terzo che va ad unirsi alla faringe. Ha

una struttura a follicoli, se il colloide all'interno di ogni cellula è

abbondante si ha epitelio pavimentoso, se è scarso si ha quello

cilindrico.

Le cellule sono anche dette bipolari. Da sola la tiroide non può

funzionare, ha bisogno di iodio: i tirociti lo prendono dal sangue

riuscendo a sintetizzare il pre-ormone (tireoglobulina) per poi

espellerlo in T3 e T4.

Le cellule C o parafollicolari producono calcitonina che regola la calcemia nel sangue. A contrastare

la sua azione c'è un ormone paratiroideo: il paratormone.

PANCREAS ENDOCRINO

Isolotti pancreatici o di Langerhans: sono ammassi di cellule endocrine disseminate in tutta la

porzione esocrina del pancreas. Sono piccole formazioni rotondeggianti od ovali, particolarmente

abbondanti a livello della coda del pancreas. Le cellule degli isolotti sono di forma poliedrica e

disposte in cordoni irregolari grazie a particolari colorazioni, si possono riconoscere tre tipi di

cellule:

• alfa: 20%, producono glucagone

• beta: 80%, producono insulina

• gamma: <5%, producono somatostatina

GHIANDOLE SURRENALI

Sono 2 formazioni che si trovano al di sopra del rene, sia dx che sx. sono ituate nella cavità

addominale in corrispondenza della parete

postero-superiore, ai lati della colonna

vertebrale. Hanno forma

approssimativamente piramidale con

apice superiore. Sono ghiandole a cordoni

divisibili in 4 zone:

• glomerulare: cordoni organizzati

in gomitoli → minerali corticoidi

• fascicolata: cordoni lunghi e

paralleli → glucocorticoidi, sono

derivati del cortisone

• reticolare: cordoni a rete →

androgeni ed estrogeni

• midollare: adrenalina e noradrenalina

PARATIROIDI

Formate da cellule che producono paratormone (principali) e

enzimi ossidativi (ossifile).

SISTEMA NERVOSO

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Il sistema nervoso centrale presiede al controllo e all'integrazione di tutte le funzioni

dell'organismo, infatti è preposto alla ricerca, al riconoscimento e all'elaborazione degli

innumerevoli stimoli che provengono dall'ambiente interno ed esterno e alla generazione di risposte

appropriate.

Il SNC controlla così le azioni volontarie che sono alla base della vita di relazione e dirige le attività

involontarie ovvero le funzioni dell'attività vegetativa.

È formato da:

• midollo spinale: rappresenta la porzione caudale del SNC. Accolto all'interno del canale

vertebrale, il midollo ha l'aspetto di un cilindro, leggermente appiattito anteriormente ed è

lungo circa 44 cm, arriva fino a L2. Attraverso il grande foro occipitale, il midollo si

continua dorsalmente con il midollo allungato, inferiormente il midollo si restringe nel cono

midollare dal quale apice origina il filum terminale, questo è lungo circa 25 cm ed è formato

dalla fusione delle tre meningi e si va a saldare sulla faccia posteriore del coccige mediante

il legamento coccigeo che fornisce un elemento di fissità longitudinale. Il diametro del

midollo è di circa 10 mm ma durante il suo decorso presenta 2 rigonfiamenti:

◦ cervicale

◦ lombare

la superficie esterna del midollo è attraversata da alcuni solchi rettilinei che si estendono per

tutta la sua lunghezza.

Si presenta costituito da:

◦ sostanza grigia: la sostanza grigia del midollo ha la forma di una H o di una farfalla. In

ogni antimero è presente un corno dorsale e uno ventrale che sono connessi ad analoghe

formazioni controlaterali da una banda trasversale, la commessura grigia. La sostanza

grigia del midollo è costituita da neuroni, raggruppati per la maggior parte in nuclei:

▪ somatomotori

▪ visceroeffettori

▪ sensitivi

▪ associativi

Le cellule possono essere:

▪ I tipo del Golgi: (funicolari, radicolari) l'assone esce dalla sostanza grigia

▪ II tipo del Golgi: l'assone non esce

◦ sostanza bianca: è divisa in ciascun antimero in 3 cordoni:

▪ anteriore: compreso tra la fessura longitudinale anteriore e il solco anterolaterale. Da

qua partono principalmente vie motrici-effettrici

▪ posteriore: compreso tra il solco longitudinale posteriore e il solco longitudinale

posterolaterale. Da questo cordone partono prevalentemente vie sensitive

▪ laterale: compreso tra i 2 solchi antero-posterolaterali. Da qua partono vie di natura

mista sia effettrici-motrici che sensitive

• nervi spinali: sono 33 paia e ognuna ha una componente effettrice e una sensitiva. Emergono

dal midollo (che termina a L2). La radice anteriore (effettiva) ha una sua origine apparente e

una sua origine reale (nucleo di origine), è costituita dalla fibre motrici somatiche e da

quelle effettrici-viscerali. La radice posteriore (sensitiva) è costituita dalle fibre provenienti

dai neuroni pseudounipolari a T che hanno la funzione di trasportare informazioni

• archi riflessi spinali: si tratta di meccanismi motori involontari che si realizzano senza

l'intervento dei centri sovrassiali quando lo stimolo è percepito come pericolo. Sono circuiti

nervosi intramidollari. Nella sua forma semplice è di tipo neuronale, costituito da un

neurone pseudounipolare a T di un ganglio spinale. Quando tra il neurone sensitivo e quelo

effettore di interpongono uno o più interneuroni, si parla di arco riflesso complesso

• corteccia telencefalica: protegge e riveste gli emisferi celebrali, addentrandosi nella

profondità dei solchi delle scissure, è formata da sostanza grigia disposte strati di spessore

variabile nei diversi territori. I tipi neuronali presenti nella corteccia cerebrale sono

prevalentemente:

◦ i granuli: sono piccoli elementi il cui neurite può restare nella corteccia o portarsi al di

fuori

◦ le cellule piramidali: presentano un pirenoforo di una variabile di forma piramidale o

piriforme con il polo assottigliato rivolto verso la superficie della corteccia, da qua si

stacca un dendrite apicale che si porta verso la superficie dividendosi in piccoli detriti,

altri dendriti si formano all'estremità opposta del pirenoforo e si sta anche un assone che

si porta in profondità attraversa gli strati corticali ed entra in contatto con la sostanza

bianca. Sono presenti sei strati di cellule che sono:

▪ plessiforme

▪ delle piccole cellule piramidali (o dei granuli esterni)

▪ granulare interno

▪ delle medie e grandi cellule piramidali

▪ delle cellule piramidali profonde giganti

▪ delle cellule polimorfe

• encefalo: è costituito da

◦ tronco encefalico: è formato

da

▪ bulbo (o midollo

allungato): comincia dal

dente dell'epitrofeo e

arriva fino al solco

bulbopontino poiché è

posto tra ponte

superiormente e midollo

spinale inferiormente

▪ ponte di Variolo: ha una forma cubica ed è separato superiormente dal mesencefalo

grazie al solco pontino ed inferiormente dal bulbo grazie al solco bulbo pontino

▪ mesencefalo: regione più craniale del tronco encefalico che si estende sopra al solco

pontino, simile al ponte ha una forma pressoché cubica ma dimensioni inferiori.

Nella sua parete posteriore abbiamo uno dei tre centri di integrazione del SNC, la

lamina quadrigemina, una lamina quadrangolare che presenta formazioni sferiche

dette tubercoli quadrigemini. Al di sotto di questa lamina passa un sottile canale che

deriva dall'unica cavità del tronco cerebrale l'acquedotto cerebrale o di Silvio, questo

canale percorre tutto il mesencefalo dal davanti all'indietro collegando il quarto

ventricolo (cavità interna della primitiva vescicola romboencefalica e corrisponde al

ponte o al bulbo) inferiormente con il terzo superiormente

◦ cervelletto: ha l'aspetto di un ellissoide a asse maggiore trasversale, esso consta di una

porzione mediale a forma di C, detta verme cerebrale, e due masse laterali dette emisferi

molto voluminose. Il cervelletto deriva dalla volta e dalle pareti laterali della primitiva

vescicola mesencefalica, questo ellissoide occupa la fossa endocranica posteriore ed è

situato a cavallo e posteriormente al tronco encefalico al quale è collegato tramite dei

peduncoli.

Il flocculo è la parte più antica del cervelletto. Il cervelletto è dotato di una corteccia

detta celebrale questa spessa circa 1 mm e si estende dalla pia madre fino a corpo

midollare possiamo distinguere tre strati:

▪ molecolare: spesso circa 300 micron povero di corpi cellulari ma ricco di fibre e

arborizzazioni dendritiche, le poche cellule di esso contenute sono le cellule stellate

interne ed esterne

▪ delle cellule del Purkinje: formato da un'unica fila di cellule che mandano i loro

detriti nello spazio molecolare sovrastante

▪ dei granuli: strato più profondo che presenta uno spessore di 400-500 micron che si

riduce fino a 100 micron, questo strato contiene un elevatissimo numero di neuroni,

piccoli e grandi granuli, ramificazioni di fibre afferenti e file efferenti

Nuclei:

▪ del tetto

▪ globoso

▪ dentto

▪ emboliforme (collegato alla corteccia)

◦ cervello propriamente detto

questi sono contenuti in un sacchetto osseo con funzione protettiva rappresentato rispettivamente

dalla serie delle vertebre e dalla scatola cranica dove l'encefalo e il midollo spinale sono avvolti

dalle meningi, lamine di tessuto connettivo, dall'interno all'esterno sono:

• pia madre

• aracnoide

• dura madre

ad avvolgere la dura madre troviamo il periostio, una lamina connettivale che riveste internamente

le strutture ossee.

SISTEMA NERVOSO VEGETATIVO

Si divide in:

SISTEMA NERVOSO (ORTO)SIMPATICO: nel sistema nervoso simpatico il neurone centrale o

pregangliare o presimpatico si trova all'interno della sostanza grigia del midollo spinale dove forma

una corona visceroeffettrice che occupa la porzione toracolombare (C8-L2). I gangli si trovano

lungo 2 cordoni nervosi, le catene del simpatico che si portano dalla base del cranio fino al coccige

seguendo a dx e a sx la colonna vertebrale. I gangli sono distinti a seconda della regione occupata e

sono connessi tra loro da tratti verticali della catena del simpatico che vengono detti tronchi

intermedi. Il sistema nervoso vegetativo è formato da 4 segmenti:

• cervicale: si estende dalla base del cranio fino all'apertura superiore del torace, la fascia

prevertebrale lo separa dai processi trasversi delle vertebre cervicali e dai muscoli lungo

della testa e lungo del collo mentre davanti ad esso troviamo il fascio vascolonervoso del

collo. Dopo aver incrociato l'arteria succlavia supera la prima costa per continuarsi in

segmento toracico

• toracico: si estende dalla prima costa fino al diaframma, di lato alla colonna vertebrale,

posteriormente si appoggia sulle teste delle coste ed è incrociato dai vasi intercostali,

anteriormente è in rapporto con il polmone e con l'interposizione della pleura parietale,

medialmente è in rapporto con la vena azigos a dx e con l'aorta a sx, termina sul diaframma

a livello dello spazio compreso tra i pilastri mediale e intermedio

• addominale o lombare: si estende dal diaframma fino alle ali del sacro, esso si appoggia

posteriormente sulle facce anterolaterali delle vertebre lombari, medialmente è in rapporto

con le arcate tendinee dell'interzione vertebrale del muscolo grande psoas, infine a dx è in

rapporto con la vena cava inferiore; con un criterio topografico il segmento addominale si

divide ulteriormente in plessi:

◦ celiaco

◦ aorticoaddominale

◦ ipogastrico

• pelvico: si estende in basso e medialmente al davanti dei fori sacrali anteriori e all'altezza

della prima vertebra coccigea, termina congiungendosi con il segmento controlaterale.

SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO

Il sistema parasimpatico possiede i propri neuroni pregangliari in due distinti distretti rappresentati

dal tronco encefalico e dal tratto sacrale del midollo spinale. La sezione encefalica del


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fdm23

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica
SSD:
Docente: Gesi Marco
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fdm23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Gesi Marco.

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