Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Storia dell’architettura Isabella Balestreri

Vitruvio e il “De Architectura” Chi era Vitruvio?

Era un architetto e probabilmente era nato intorno al

70 a.C. forse a Verona o a Formia. Ha vissuto e lavorato

come architetto durante il governo di Giulio Cesare e

di suo nipote Ottaviano. Il trattato, infatti, è dedicato a

Cesare Ottaviano Augusto (governò dal 27 a.C. al 14

d.C.). Ci dice che ha compiuto dei viaggi, in Asia

minore e nei territori della Grecia ellenistica. Dice di

aver progettato la basilica di Formia. È stato attivo nel campo militare e ha collaborato in

alcuni interventi per la gestione e il controllo delle acque (tipo ingegnere idraulico).

Vitruvio de Architectura, (Marco Vitruvio Pollione de architectura libri decem 27a.C.)

Si parla di una raccolta di 10 libri di storia dell’architettura, e non si può prescindere

dall’analisi di questi.

È un trattato: un trattato è uno scritto, o un saggio, che, in questo caso, si occupa di

architettura esponendo una teoria. È un testo che espone una serie di regole e principi

che riguardano un’arte, un’attività che si può praticare in modi diversi. Questa teoria che

riguarda l’architettura, deve essere un riferimento per chi pratica quell’arte. Un trattato è

un’opera letteraria in cui si analizzano e si espongono i complessi rapporti tra teoria e

pratica.

Abbiamo 10 libri in latino senza illustrazioni, ma nel testo lui fa riferimento ad almeno 10

tavole illustrate. I destinatari di questi 10 libri sono per le generazioni dei giovani

architetti, per gli ingegneri, ma fondamentalmente per uomini politici, per coloro che

hanno delle cariche pubbliche e che quindi come committenti pubblici si dovranno

occupare di far costruire edifici pubblici capendo cos’è l’architettura. Questi libri

dunque non hanno nulla di speculativo, niente di filosofico, è scritto tutto in modo molto

semplice a volte banale e si ripete in continuazione. È un testo destinato a persone

pratiche con una buona cultura di carattere generale ma che sono destinate a una

professione senza potersi occupare di cose di carattere filosofico. Durante il medioevo

l’opera di Vitruvio è custodita nelle principali biblioteche dei monasteri e trascritta dagli

! 1

Vitruvio e il “De Architectura”

amanuensi. Viene riscoperta nel 1400 quando gli umanisti riprendono gli studi dei testi

classici. Nel 1400 è pubblicata a stampa e nel 1500 inizia ad essere illustrata con le tavole

mancanti e ne vengono aggiunte di nuove. La prima edizione con delle immagini è di

Como del 1521 a cura di Cesare Cesariano. Dal rinascimento fino ad ora il suo trattato è

stato in continuazione studiato e tradotto in tutte le lingue. È l’opera più studiata da tutti

gli architetti del passato. Questo testo è stato da esempio per tutti quelli che hanno

scritto trattati di architettura. È un testo che ancora oggi potremmo definire moderno,

con concetti chiari e semplici, messi a disposizione del lettore in modo semplice. È il

primo libro che cerca di cementare, da vero Romano, tutta una serie di contributi

monografici specialistici fino a formare una sorta di enciclopedia dell’architettura.

Raccoglie tutti gli elementi e li unisce in qualcosa di unitario che rimane come

fondamento per le generazioni future. È senza precedenti perché è la prima opera

divulgativa. Spiega senza lasciare segreti, vuole comunicare a tutti gli elementi

dell’architettura.

Vitruvio ha un duplice obiettivo: da una parte raccoglie tutta l’eredità della Grecia antica

e dall’altra tutta questa eredità deve essere comunicata alle generazioni future nate sotto

l’impero Romano. È una trasmissione di concetti da un mondo all’altro, dalla Grecia a

Roma. E qui ci sono i problemi di traduzione di alcuni termini: ci deve fornire la

terminologia che descrive minutamente l’architettura di un tempio, da una terminologia

greca deve arrivare a una latina. Si complica la questione quando inizia a tradurre delle

parole con dei concetti, (es. il termine simmetria in

greco significa qualcosa di diverso rispetto a come lo

intendiamo noi, e che intendevano i Romani rispetto

ai greci). È un testo che traghetta una cultura da un

mondo a un altro, è un esercizio molto interessante.

Che cosa contengono i 10 libri:

Sembrerebbero avere un ordine casuale, perché non

sappiamo in che modo furono scritti. Probabilmente

scrisse prima 7 libri per poi aggiungerne altri 3.

Esistono varie tipologie di libri ed è importante

capire la differenza tra i vari libri. Alcuni libri sono

di carattere teorico con enunciati, altri libri li

possiamo definire tipologici (tipologia identifica

delle categorie di pensiero), all’interno dei libri

tipologici vi sono gli edifici che Vitruvio categorizza.

Altri libri sono di carattere tecnologico. ! 2

Vitruvio e il “De Architectura”

1° libro contiene il nucleo centrale della sua teoria, si espongono le idee

• sull’architettura, sulla figura e sulle competenze dell’architetto. È un uomo pratico. Ci

L’architettura è una

da la definizione di architettura e poi ci dice chi è l’architetto:

scienza(!), ed è adornata di molte cognizioni(forme di sapere)(molte discipline e

ammaestramenti) è una forma alta di contributi diversi, di diverse discipline che sono sottoposte

al giudizio dell’architetto, che si compone di pratica e teorica (fabrica e ratiocinatio), del fare e

della consapevolezza del fare, uno dei 2 termini non è sufficiente, non esiste l’uno senza l’altro.

La figura dell’architetto deve essere docile e ingegnosa perché l’ingegno non può esistere senza

l’ammaestramento, l’intuizione non è sufficiente, bisogna essere preparati. Io non penso che

alcuno di subito possa far professione e far architetto. Anche l’architetto deve avere una

competenza multiforme, abbia lettere, perito sia nel disegno, erudito nella geometria, non

ignorante della prospettiva(questa nasce nel 1400, “sappia rappresentare a tre dimensioni”),

non ignorante dell’aritmetica(la componente numerica è importante), conosca molte historie

(conosca la ragione dei molti ornamenti che si vogliono fare, sia consapevole) udito abbia con

diligenza i filosofi(stai ad ascoltare i filosofi ma non filosofeggiare) l’architetto sia di animo

grande, fedele e non avaro. Deve saper che il suo lavoro deve avere delle risonanze in futuro.

Conosca la musica, la medicina, le leggi e la giurisprudenza (che sappia che alla base del suo

lavoro c’è un rapporto tra pubblico e privato, invasione del privato sullo spazio pubblico).

Conosca la ragione del cielo e delle stelle. Architettura è ordinamento, disposizione,

convenienza. L’architettura si rappresenta con la pianta, prospetto e sezione. L’architettura è

divisa in parti, edificazione, macchinazione, gnomonica. Tutte queste cose devono essere disposte

in modo che l’architetto abbia riguardo alla fermezza, all’utilità e alla venustà. L’architetto

dovrà badare alla firmitas (solidità, all’utilitas

componente costruttiva e strutturale),

(utilità, e alla venustas (bellezza,

componente funzionale) componente artistica e

sarà architettura solo quella che cercherà di raggiungere la sintesi tra queste

estetica), triade vitruviana.

componenti, chiamate anche Gli antichi avevano una forma di pratica

diffusa secondo cui dicevano che esistevano materiali migliori e peggiori, e quelli

migliori costavano di più, per questo si concentra sul concetto di avarizia e sul costo

delle costruzioni, ma era l’unico modo per parlare di qualità degli edifici, e qui si

riferiva di più agli uomini politici, committenti di opere pubbliche. Nel 1500 il termine

gli edifici devono

utilitas è tradotto con commodo,

essere utili, comodi, agevoli, l’architetto conosca la

medicina, ovvero le misure della figura umana le misure

dell’igiene pubblica, per il benessere e la salute pubblica.

Infine la venustas, qui l’idea di bellezza, e Vitruvio

simmetria

intende intesa al modo greco ovvero una

composizione governata da rapporti armonici, cioè

concepire e disegnare un tutto nel quale le singole

parti sono diverse e composte secondo una regola o

principio di simmetria. Per Vitruvio la bellezza è

l’uomo vitruviano (disegnato da Leonardo), la

composizione armonica di parti diverse. Questo è il

primo libro di carattere teorico. ! 3

Vitruvio e il “De Architectura”

2° libro si parla della materia con la quale si fanno le fabbriche e dell’uso della materia

• per fabbricare. Ci parla di materiali e del loro corretto uso: mattoni crudi, sabbia, calce,

pozzolana, legname, pietre, muratura.

3°,4°,5°,6° libro sono quelli tipologici, dove ci presenta il panorama degli edifici

• costruiti fino al 27 a.C. non fa proiezioni al futuro, il Pantheon non c’è nei libri di

Vitruvio.

Nel 3° e 4° parla degli edifici sacri, ci dice come devono essere disegnate le case degli

• dei. Ci parla dei templi dal punto di vista simbolico, logico, costruttivo e statico. Ci

parla anche degli ordini dorico, ionico e corinzio. communi)

Il 5° libro è quello in cui parla degli edifici pubblici civili (opere quelli che si

• dispongono intorno al foro, la curia il carcere le basiliche, il teatro, le terme, le palestre,

e i porti.

Nel 6° le abitazioni, edifici privati e di tutta la loro organizzazione interna. Parla delle

• case di città, poi parla delle case dei greci e delle case di campagna.

Nel libro 7° parla delle superfici orizzontali e verticali, degli intonaci, di pavimenti, di

• pittura e di colori. Trattamento di superfici tenendo in considerazione la triade.

Nel 8° libro ci parla dell’acqua, dell’idraulica e del suo rapporto con le costruzioni.

• Controllare l’acqua è sempre stato uno degli obbiettivi principali degli architetti civili,

è importante che un edificio non sia invaso dall’acqua e che questa confluisca come si

deve. Controllare l’acqua in tutte le sue manifestazioni, difendere gli edifici, i quartieri

e le città dalla forza dell’acqua. La solidità degli edifici dipende anche dalla protezione

dall’acqua.

Nel 9° libro forse quello più speculativo, parla della geometria e dell’astronomia e degli

• orologi che sono le macchine per misurare il tempo e l’architettura si deve misurare

con il tempo.

Nel 10° parla delle macchine da cantiere che lui conosce molto bene, e parla anche

• delle macchine da guerra. Gli architetti sono quelli che costruiscono in tempo di pace e

in tempo di guerra. Queste macchine sono spesso molto simili tra loro.

Altro concetto fondamentale è quello

riferito allo spazio e al tempo. Gli spazi

definiti e delimitati dall’architetto, destinati

alle diverse esigenze umane, non sono fissi e

immutabili ma legati alla variabile tempo.

La percezione dello spazio si manifesta, per

l’osservatore, in una serie di sequenze

architettoniche successive nel tempo, e

coinvolgendo tutti i sensi dell’uomo. ! 4

Architettura dell’ Antica Grecia

La cultura della civiltà greca avrà grande influenza in epoca classica presso i Romani e

poi in tutta europa durante il Rinascimento. I Greci del periodo classico pensavano che

dorica

la qualità specifica della loro arte fosse dovuta alla fusione di mascolinità e forza

ionica.

con la femminilità e la grazia

Iniziamo a parlare di storia dell’architettura dal VI sec. a.C. poiché il tempio inizia ad

essere interamente costruito in pietra.

Per quanto riguarda l’architettura del tempio pagano, Vitruvio parla di questi templi dal

VI sec. al I sec nel 3° e 4° libro del suo trattato. Vitruvio usa delle formule molto efficaci,

l’oggetto della sua trattazione nel 3° e 4° libro saranno le case degli dei.

tempio?

Da cosa nasce il Perché nasce? Il tempio viene sempre rappresentato come

rappresentazione della razionalità, dell’armonia, sintesi tra componenti diverse per

funzionalità costruzione e simbologia. Firmitas, utilitas e venustas, usiamo la triade per

analizzare questo tipo di edificio.

Iniziando dall’utilitas per la figura del tempio pagano su edifici costruiti dal VI al III sec

a.c., cercheremo di capire come mai furono costruiti così in relazione al loro uso. Una

prima constatazione è che i templi erano edifici destinati al culto divino, l’architettura del

tempio nasce mettendosi in rapporto a delle esigenze imposte da riti, liturgie,

celebrazioni e rappresentazioni simboliche di origine antichissima legate al culto delle

divinità pagane. Questo culto aveva una forma evidente nelle celebrazioni delle divinità, il

mito, modo di raccontare delle storie attorno alle vicende degli dei. Le divinità pagane

erano antropomorfe (forma umana) e vivevano e apparivano. Si manifestavano attraverso

fenomeni fisici con sembianze umane. Un elemento fondamentale del culto delle divinità

pagane era quello che legava la sacralità del culto alla devozione per l’immagine divina. Il

tempio nasce come luogo di riparo, custodia dell’immagine della divinità, è uno scrigno

che deve proteggere le immagini delle diverse divinità che appaiono agli uomini in modo

diverso. Un recinto sacro che protegge un’immagine divina, una statua, è come uno

scrigno dove la divinità era rappresentata con sembianze umane. È un recinto in cui si

metteva in rapporto con i fedeli. Che tipo di forma ha la casa della divinità? Perché la

casa delle divinità ha un tetto a falda (spiovente)? L’architettura mediterranea non era

solita costruire tetti a falda, perché pioveva poco. S’ispira alla capanna. È costruita in

pietra perché deve essere immortale. Il tetto protegge dalla pioggia e dagli eventi

meteorologici dell’eternità, perché gli dei erano immortali. Sono case costruite per gli dei

case eterne.

immortali, erano

L’urna cineraria del IX, X sec. a.C. presenta già tutti gli elementi del

tempio. Ha una cella dove si custodisce qualcosa di prezioso con tetto a ! 5

Architettura dell’Antica Grecia

spiovente. C’è un’altra urna cineraria dotata di cella, porta, tetto e un elemento

orizzontale sorretto da colonne, quindi un porticato. Perché il porticato? Per entrare nella

casa di un alto dignitario è necessario superare diverse soglie, non si entra direttamente

in una casa importante (vedi anticamera). Ci sono anche più momenti di sosta e quindi

soglie prima di poter entrare in un luogo importante, in questo caso sacro. Inoltre il

porticato è anche un luogo che protegge chi sta per entrare, mette in relazione l’interno

con l’esterno, il pubblico con il privato. Sono quindi elementi che si fondano anche su

un modo d’uso molto importante.

La costruzione del tempio si sviluppa attraverso strade più articolate, si cercava un

edificio rappresentativo, che spiccasse per differenza. I riti che celebravano le divinità si

svolgevano non all’interno della casa degli dei ma all’esterno (processioni, sacrifici…)

intorno ad un’ara, situata in uno spazio aperto. Da subito c’è l’esigenza non solo di

proteggere la statua che rappresentava la divinità, ma anche di metterla in rapporto con

gli spazi esterni dove c’era una folla di persone. Il recinto quindi andava mediato ed

esaltato per la folla. L’interno del tempio, e soprattutto quello della cella, non erano

accessibili al grande pubblico, che poteva vedere gli idoli solo dall’esterno.

Dove deve essere situato il tempio? Nell’acropoli di Atene, la

casa degli dei è in un luogo alto, protetto, infatti nei luoghi alti

si manifestavano gli dei, fulmini, nuvole. A Trapani, invece, il

tempio di Segesta è situato in un luogo straordinario, dove

soffia il vento in una pianura calda, si mettevano quindi in

rapporto gli elementi naturali con le manifestazioni divine. Il

tempio può anche far parte di un tessuto urbano, anche se si

riserva uno spazio aperto, ad esempio a Selinunte, vicino

Trapani.

Il tempio non solo deve custodire un’immagine divina ma si

deve anche metterla in rapporto con la popolazione.

Vitruvio ci racconta di questi problemi, ma in altre parole, con i vocaboli di una

tradizione che ha già superato questi problemi, lui è un cronista a posteriori, ci parla di

una classificazione (principia) probabilmente già in uso tra il VI e III sec a.C. che ha a che

fare con la figura degli edifici.

La famiglia dei templi è molto variegata e classificata da vari parametri, alcuni edifici

sono piccoli altri giganteschi, esistono templi in cui la cella ha particolare rilievo e altri

edifici in cui ha meno rilievo.

in Antis

• Il tempio è la casa della statua, un recinto di pietra a pianta rettangolare che si

crepidoma

erge su un podio(alla latina) o con una grande apertura tra le mura della

Antis", le ante”,

cella e due colonne. Il termine “in ovvero “con indica le pareti laterali

! 6

Architettura dell’Antica Grecia

della cella che sporgono rispetto all’ingresso e

le due colonne simmetriche rispetto a un asse

centrale che rendono monumentale l’ingresso.

Il Tempio di Atena Nike sull’acropoli di Atene, è

molto particolare perché è orientato verso est.

Ha rivolto il dietro a ovest nel senso in cui

salgono i fedeli, per questo è stato ripetuto il

tema del fronte sul retro, questa tipologia di

in doppio Antis.

tempio prende il nome di Prostilo

Il passo successivo è il tempio una cella

• rettangolare con una porta d’ingresso, delle ante che cingono uno spazio antistante la

porta e di fronte quattro colonne, diventate elemento autonomo rispetto alla cella.

Hanno loro caratteristiche e proporzioni tra il singolo elemento e il vuoto che c’è tra

nàos, prònao.

l’uno e l’altro. La cella in greco si chiama il portico si chiama Il termine

davanti”.

“prostilo” significa appunto “colonne Ci sono anche i templi con doppio

Anfiprostilo.

pronao che si chiamano Periptero

Il passo successivo è un tempio ovvero circondato da un perimetro di

• peristasi.

colonne chiamato La casa della divinità, la cella è come uno scrigno, nel caso

del periptero la cella diventa il cuore dell’edificio e tutto in torno c’è quest’apparato.

L’immagine divina che usciva dalla sua casa non poteva uscire a testa scoperta, ma

coperta da un tetto che la protegge e la rende diversa, la monumentalizza, ne aumenta

di il grado di preziosità. Il tempio periptero è la straordinaria integrazione del guscio, lo

scrigno e il baldacchino che lo rende regale. In quest’architettura la casa e il

baldacchino hanno una copertura in comune. Sono due micro-architetture integrate

per trasformarsi in qualcosa di monumentale. C’è una grande struttura esterna che

regge una copertura, all’interno della quale c’è la casa della divinità.

Cos’è una pianta? una pianta è un elaborato

grafico, un disegno che però è l’esito di un

processo mentale e che segue un processo

scientifico, matematico oggettivo. La pianta

rappresenta lo sviluppo planimetrico di un

edificio su un piano orizzontale. Immaginiamo

un piano orizzontale posto a un metro da terra

che seziona la struttura, c’è un righello e un

orientamento verso nord, dal punto di vista

simbolico è importante perché i templi saranno

sempre orientati verso est dove sorge il sole. ! 7

Architettura dell’Antica Grecia

tempio di Apollo a Siracusa

La pianta del è un rettangolo con un lato

molto più lungo dell’altro, tre gradini e lo stilobate (piano di appoggio delle

colonne e delle struttura) con le colonne e la cella. La cella , che anche ha

delle proporzioni molto allungate, non è collocata al centro del rettangolo

di base. Esiste un ideale asse longitudinale di simmetria, ma non un asse

trasversale di simmetria. Siracusa è, una delle maggiori città delle colonie

della magna Grecia. Il tempio costruito dal 570 a.C. ha 6x17 colonne,

colonne pari sul lato corto e colonne dispari sul lato lungo. I templi

peripteri prendono il nome dal numero delle colonne che hanno sul fronte

esastilo

o sul lato breve: questo è un (6 colonne). Le colonne hanno circa due metri di

diametro e l’intercolumnio è anche lui di due metri, creando quindi un intervallo regolare

tra spazi pieni e vuoti. C’è un percorso regolare intorno alla cella anche come distanze

del colonnato dalla cella. La cella è come se fosse un tempio in Antis con un ingresso e

un altro colonnato con tre navate una centrale e due corridoi laterali. In fondo c’è uno

spazio chiuso. tempio di Selinunte (C),

Pianta del è un tempio più recente, costruito dal

550 a.C., ripropone lo stesso numero di colonne dell’esempio precedente

6x17 ma ha una forma più allungata. La differenza con il precedente è che

l’intercolumnio è maggiore. La cella è molto semplificata ha un ingresso

singolo e soltanto una navata e alle spalle un ambiente chiuso. È un

ambiente inaccessibile dall’esterno, è uno spazio dove era custodito

qualcosa di prezioso. Si vede lo spazio in cui era collocata la statua, al

centro della cella. Non c’è simmetria trasversale, questo è chiamato tempio

c perché non è stata identificata la destinazione.

tempio di Hera di Paestum

La pianta della (Basilica) con nove colonne

(enneastilo) sul fronte 9x18. Vitruvio dice che le colonne devono essere

pari così che ci sia un asse centrale da percorrere. La cella ha delle

proporzioni meno allungate, è suddivisa in due navate simmetriche

tramite un colonnato e la cella ha due porte, forse perché c’era una

divinità gemellare. Sul fondo il si trova un vano chiuso destinato ad

esigenze di culto, detto adyton, in sostituzione all’opistodomo. La basilica

è costruita a partire dal 530 a.C. e ha una simmetria longitudinale e non

trasversale. ! 8

Architettura dell’Antica Grecia

tempio di Zeus a Olimpia

Nel è importante il rapporto con l’architettura

della cella e quella del baldacchino. Questo edificio è collocabile tra il

470-460 a.C., conosciamo il nome dell’architetto Libone, è eretto su una

scarpata con intorno il bosco sacro di Olimpia. È un tempio esastilo 6x13

colonne (13 è il risultato di 6x2+1) questa diventerà una regola che

appartiene a una tradizione. Questo tempio è costruito sulla base di

rapporti proporzionali fra numeri naturali: 2,4,8,12,16,144. Questo ci dice

che è stato concepito sulla base di un disegno che ha dei rapporti precisi

con dei numeri non solo con la pianta ma con tutto il resto, alzato e

elementi decorativi. La cella sembra un po’ più dilatata, non c’è la seconda

riga di colonne che separavano la cella dall’ingresso, è sempre in Antis. La

cella ha una grande navata centrale, alle spalle della navata c’è un grande ambiente che è

accessibile dal retro. Questa ospitava una delle sette meraviglie del mondo, opera dello

scultore Fidia: la statua criselefantina (in oro e avorio) raffigurante Zeus sul trono. C’è

una simmetria tra il fronte e il retro. L’ingresso del pronao ha un muro particolarmente

spesso con una stanza e una scala a chiocciola, probabilmente per la manutenzione;

anche l’ingresso posteriore forse serviva alla manutenzione.

Tempio di Atena Partenos sull’acropoli di Atene (Partenone): è costruito

tra il 450 e il 432 a.C.. l’iniziativa di questa costruzione va a Pericle. Lo

scultore era Fidia e l’architetto è Ictino. È un tempio octastilo 8x17. Il

Partenone ha una storia molto travagliata, il suo crepidoma e il suo

stilobate sono costruiti prima dell’iniziativa di Pericle e all’opera di

Ictino. Questo si trovò a utilizzare uno stilobate già costruito, le

dimensioni di questo sono fondamentali per sapere quante colonne

inserire e che intercolumnio, questo tempio è stato costruito sulla base

di un modulo 4su9 che è un rapporto anomalo. Questo ha portato con se

una progettazione più difficile. Nella progettazione è un edificio

rivoluzionario, ha due celle separate, che sono gigantesche, perché cambia l’uso di quella

cella. Si dà maggior importanza allo spazio interno alla cella rispetto a quello del

colonnato. Anche il percorso longitudinale è molto contratto dal colonnato all’altare. La

cella è divisa in due con due usi e forme liturgiche diverse. C’era una statua gigantesca in

avorio ricoperta d’oro, era circondata da una serie di colonne tali da far sembrare una

scenografia quella della statua. Nell’altra cella ci sono quattro colonne disposte secondo

un disegno ben preciso, hanno una base, è importante che quest’architetto abbia deciso

di differenziare le colonne. ! 9

Architettura dell’Antica Grecia

Tempio di Apollo a Basse in Arcadia costruito alla fine del V sec. forse

sempre da Ictino, 6x15 una sola cella con le colonne accostate alle pareti

per creare delle nicchie dove si possono inserire degli arredi di tipo

liturgico: altari, statue; probabilmente sono legate più alla venustas che

all’utilitas, le colonne interne hanno un doppio piedistallo e probabilmente

sono molto più ornative che quelle esterne, Ictino ha inventato un rapporto

tra un singolo elemento verticale e la parete. La colonna ad angolo ha

sempre un diametro maggiore rispetto alle altre perché deve sopportare

più peso.

tempio di Apollo a Didime

Il è un tempio diptero perché ha doppie

colonne perimetrali. È un tempio del terzo secolo a.C. la cella è un

gigantesco edificio e ci si accede passando attraverso una selva di

colonne. C’è un tempietto antico che è dentro la cella, ribassato rispetto

al resto (trecento anni per costruirlo). Non c’ere apertura verso la folla.

tholos di Delfi,

La è un tempio a cella rotonda,

periptero, con perimetro di colonne circolari

anche all’interno (per Tolos si intende gli edifici

peripteri con pianta circolare). Questo edificio

con una pianta centrale sarà tema di una

continua sperimentazione in tutta la storia

dell’architettura, forse questa è la forma più simile a una

capanna.

Il tempio periptero che ha un’origine legata a un suo uso. Vitruvio ci dice nel 3° e 4° libro

del suo trattato che il tempio antico è la casa degli dei. Il tempio periptero è composto da

una cella e una peristasi (elemento esteriore). La cella custodisce la statua degli dei, il

colonnato mette in rapporto la statua e il santuario con ciò che circonda l’edificio: lo

spazio per le funzioni, processioni e liturgie. Ciò ha a che fare con l’uso dell’edificio.

Sono pochissime le persone che possono accedere allo spazio interno.

principia,

Nei suoi libri Vitruvio, dopo aver parlato dei ci dice che i templi possono essere

specie.

anche classificati in un altro modo, secondo altri parametri chiamati

Sono cinque le specie classificate. Queste sono caratterizzate dal rapporto dimensionale

tra il diametro della colonna nel punto di appoggio sullo stilobate e la distanza tra una

colonna e l’altra (intercolumnio). Il rapporto tra queste due misure può variare. Ad

esempio, il rapporto nel Partenone di Atene di uno a due è definito da Vitruvio scomodo

l’intercolumnio è troppo stretto e le donne quando si recano in processione non riescono a

perché ! 10

Architettura dell’Antica Grecia

salire a coppie formando delle code. Il rapporto uno a due inoltre impedisce la vista della

porta della cella. Secondo lui il rapporto ideale è uno a due e un quarto. Se si supera il

rapporto uno a tre l’architrave potrebbe spezzarsi.

Un altro metodo di classificazione è quella che prende in considerazione il diametro alla

base della colonna e la sua altezza. Le proporzioni e il loro studio sono state in passato

l’unico strumento reale di progettazione delle strutture, ciò che era proporzionato era

anche fermo, solido. firmitas

Successivamente trattò la dei templi e di quali erano i problemi che si legavano

alla costruzione di questi edifici. Vitruvio racconta iniziando dalle fondamenta: si deve

scegliere un sito che sia il più possibile solido e si inizia a scavare, se non si riesce a

trovare un sito con un terreno abbastanza solido, lo si deve creare. Da indicazioni sul

crepidoma del tempio, parte molto importante perché su questa poggia la pesantissima

crepidoma

struttura del tempio. Bisogna tracciare la forma del nel terreno e deve essere

pietra isodoma

costruito con blocchi di (blocchi delle stesse dimensioni secondo piani

ortogonali). Vanno previsti anche dei muri posti sotto le colonne e sotto i muri della cella.

Fra questi muri vanno costruiti degli elementi che legano. I blocchi sono realizzati con

pietra viva. La pietra viva è cavata in luoghi abbastanza vicini al sito di costruzione del

tempio. A Delfi il crepidoma fatto di blocchi giganteschi ha lo stesso colore delle

montagne del luogo. Verranno anche costruiti templi trasportando materiale da cave

molto lontane. Il tempio deve essere eterno, e gli architetti sapevano che la

solidità era legata alla qualità del materiale, caratteristiche

meccaniche, solidità e capacità di essere lavorato. La pietra si

sceglieva su base di conoscenze empiriche. Le prime pietre

si sceglievano a fior di terra ma dal VI sec. in avanti la

costruzione dell’edificio è fatta da opere di scavo di vere e

proprie cave in gallerie o a cielo aperto. È fondamentale riconoscere il luogo nel quale

aprire una cava. Affinché il sito sia utilizzabile bisogna fare opere di sterro. Si cercava la

pietra più in profondità, perché se questa poteva resistere al peso della montagna poteva

resistere al peso del tempio, bisognava riconoscere la presenza di vene e cavare questi

singoli blocchi da posizionare in un punto preciso del sito, si sapeva già la posizione che

avrebbero occupato i blocchi prima che questi arrivassero sul sito di costruzione. In

mezzo c’è la lavorazione del materiale, una risorsa naturale doveva diventare materiale da

costruzione. L’obiettivo era cavare blocchi rettangolari in modo da poterli trasportare.

Presuppone uno studio e la schiavitù. I blocchi si cavavano secondo delle regole che si

legavano alle caratteristiche della cava e dell’edificio. Si faceva prima la faccia verticale

poi orizzontale con dei tagli si cercava di fare le facce laterali e posteriori per poi fare

quella inferiore. Il processo di estrazione e lavorazione di ogni singolo blocco era

lentissimo e c’era bisogno di veri e propri esperti e fabbri. Per il trasporto si costruivano

! 11

Architettura dell’Antica Grecia

delle strade sulle quali si facevano scendere delle slitte di legno che trasportavano i

blocchi, tecnica utilizzata fino al 1800 sulle alpi apuane. Il blocco arrivato a piè di cava si

sottoponeva a una lavorazione di fino. cella.

Questi blocchi per il crepidoma vengono anche usati per la Inizia quindi questo

processo complicatissimo di lavorazione, ogni blocco era lavorato prevedendo la sua

posizione in sito, erano parallelepipedi a sei facce. I piani verticali sono facce di

giunzione che servivano per il crepidoma o per la cella. Le facce verticali potevano essere

a vista o non a vista. Ogni blocco in base alla sua posizione aveva caratteristiche diverse,

la faccia a vista va lavorata, quella non a vista poteva restare non lavorata. Andavano

scolpiti in conformità a regole che prevedevano trasporto e sistemazione. Si tendeva a

non lavorare lo spigolo che nel trasporto si sarebbe potuto rompere, questo sarebbe stato

poi lavorato in sito. Ci voleva una manodopera specializzata e acculturata.

I blocchi dovevano essere anche sollevati per disporli

e varie altezze. Ci sono tre sistemi: tenoni o dadi,

tramite delle protuberanze sui lati si agganciavano

delle corde, o con delle tenaglie oppure con l’olivella,

(inventata dai Romani e anche il più tecnologico).

Sono architetture di qualità straordinaria!

colonne

Anche le erano costituite da blocchi diversi.

Una colonna si costruiva sommando rocchi di pietra

uno sull’altro con un diametro abbastanza simile. Esistevano dei fori nei quali era fatto

colare del piombo ed erano posti dei perni per agganciare ogni singolo elemento all’altro.

Alcuni cavatori sono riusciti a cavare oggetti monolitici che hanno le stesse

caratteristiche su tutta la lunghezza. Per trasportare gli elementi monolitici, i Romani

soprattutto li hanno trasportati da posti lontanissimi fino a Roma. L’architetto era anche

chi progettava le macchine per trasportare e costruire. Blocchi isodomi compongono il

crepidoma, e i rocchi che compongono le colonne. ! 12

Architettura dell’Antica Grecia

capitello

Il è un elemento che identifica un ordine, (parliamo sempre di firmitas) il

capitello è un elemento nodale dell’edificio. Il tempio è un edificio che si compone

tramite l’utilizzo di elementi molto semplici, snelli a sviluppo lineare. Con uno studio di

sole due direzioni, orizzontale e verticale.

Esistono elementi continui e discontinui. Un elemento continuo distribuisce un carico,

mentre un elemento discontinuo prende un carico concentrato e lo scarica a terra. C’è

una sovrapposizione di elementi continui a elementi discontinui: l’architrave sulle

colonne. Che cosa succede alla sommità della colonna: la colonna è un elemento di

sostegno verticale di sezione circolare, sopra c’è un architrave, un elemento continuo

della stessa dimensione del crepidoma. Sul capitello è scaricato il peso della struttura.

L’architrave scaricando il peso sui capitelli permette la presenza di spazi vuoti tra le

colonne.

La parte finale della colonna è lavorata com un blocco unico

ypothèlion;

insieme al capitello prende il nome di è divisa dal resto

della colonna attraverso 3 solchi. echino abaco.

Il capitello Dorico è composto di un e da un L’echino è

quello a sezione circolare, a forma di cuscinetto, l’abaco è un

elemento a sezione quadrata, a forma di parallelepipedo. L’echino è

la testa della colonna, ha un collare ( altri 3 solchi) che simboleggia la differenza tra due

strutture diverse, capitello e ypothelion.

Come si collocava la trabeazione sull’architrave? Il timpano è la posa di due falde

inclinate di un tetto ricoperto di tegole di terracotta, di marmo o di materiale metallico.

La colonna era scanalata e rastremata. Molti di questi elementi erano ultimati a edificio

finito che aveva maggiore stabilità. Era messa la calce per cancellare i giunti e passata una

cera a caldo per lucidare, al tempo infatti i templi erano lisci, lucidi e colorati di giallo

rosso verde e blu. ! 13

Architettura dell’Antica Grecia

venustas

Ci occuperemo ora della e quindi sarà una lettura dell’elevato dell’edificio,

l’alzato del tempio greco si sviluppa insieme alla progettazione della pianta.

Diversi sono gli accorgimenti, o per meglio dire le correzioni ottiche, utilizzati dagli

architetti greci a partire dalla metà del VI sec. a.C. al fine di migliorare la percezione

d’insieme in alzato delle loro opere. Le principali correzioni ottiche che è possibile

ravvisare nei templi sono, per quanto riguarda le colonne (che nell’insieme assumono un

aspetto più “leggero”):

rastremazione:

la il diametro della colonna si riduce dalla base verso la sommità, per

• mettere in evidenza la contrapposizione di forze tra capitello e architrave;

l’entasi, ossia un rigonfiamento del fusto della colonna localizzato a due terzi del

• l’altezza, realizzato con lo scopo di controbilanciare l’effetto di assottigliamento che si

sarebbe avuto nel caso di colonne perfettamente troncoconiche. Una legge fisica dice

che a un terzo della sua altezza un oggetto verticale sottoposto a peso si deforma, ecco

perché i greci conoscendo questa legge avevano predisposto un rafforzamento della

colonna in quel punto con un rigonfiamento della stessa.

Riguardo l’intero edificio i “trucchi” più usa ti erano:

delle colonne verso l’interno

l’inclinazione del tempio, per contrastare l’impressione

• ottica di pendenza delle stesse verso l’esterno;

convessità dello stilobate nella sua porzione centrale,

la realizzata per contrastare la

• deformazione ottica generata dal gran numero di colonne e ottenere l’effetto visivo

della sua perfetta orizzontalità;

ingrossamento e sezione ellittica delle colonne angolari, volti a contrastare

• l’assottigliamento e la deformazione degli angoli dell’edificio “cancellati dalla luce”.

Tempio di Efesto ad Atene, il protettore degli artigiani. Non

esiste una misura che non sia in rapporto con le altre. Partendo

dalla colonna dobbiamo parlare del fusto con una geometria

complessa, ha un diametro circolare che cambia secondo il suo

sviluppo in altezza, la colonna è rastremata verso l’alto, il suo

diametro al capitello è minore di quello allo stilobate. Le

scanalate

colonne sono (le scalanature sono sempre multiple di

4), scolpite secondo un disegno particolare, alcune hanno

l’entasis. Questi templi sono costruiti come delle sculture.

Ci sono dei casi in cui il fusto non poggia direttamente sullo

stilobate ma su una base per motivi di raccordo simili a quelli

del capitello. ! 14

Architettura dell’Antica Grecia

Che differenza c’è tra una colonna e un pilastro circolare? Una colonna è un elemento

verticale a sezione circolare che ha delle proporzioni aritmetiche precise tra il diametro

alla base e la sua altezza, e sulla base di questo suo rapporto che i templi possono essere

classificati:

Dorico:

• Tutte le colonne con rapporto 1

a 6 e 1 a 7 fanno parte dell’ordine dorico.

Vitruvio analizza un panorama vario e dà

delle istruzioni per i suoi successori, ci

dice che per costruire in ordine dorico il

rapporto migliore è il rapporto 1 a 7. A

caratterizzare l’ordine dorico non è

soltanto questa questione proporzionale

ma anche una grammatica e sintassi che

lo caratterizzano. Ci sono una serie di

elementi che combinati insieme danno

forma a uno stesso linguaggio. Il

capitello dorico ha un abaco e un echino

con rapporti proporzionali leggermente

diversi, anche le scanalature hanno un

rapporto proporzionale aritmetico con il

diametro della colonna. Le scanalature

doriche sono a spigolo vivo, hanno un capitello con echino e abaco, queste

trabeazione

caratteristiche danno forma anche all’elemento orizzontale chiamato

sempre tripartito in nastri orizzontali, che non sono solo elementi decorativi ma anche

legati alla struttura dell’edificio. La prima parte è l’architrave che permette di scaricare

fregio

il peso di tutto ciò le che sta sopra, nel caso dorico questa è liscia. Sopra c’è il

composto di lastre con spessore sottile, poste in verticale sopra l’architrave, alle spalle

di queste sull’architrave si appoggiano altre travi disposte a 90 gradi rispetto alla

facciata del tempio. Queste travi poggiando sull’architrave esponevano le teste

all’esterno, parte brutta e debole, erano posti questi fregi per coprire e proteggere

triglifo metopa.

questa zona delle travi. L’ordine dorico presenta un fregio composto di e

Triglifo è una lastra di pietra o terracotta più anticamente composta di tre scanalature

che ricorda la testa della trave, è inoltre sottolineata un elemento orizzontale

rettangolare. Il fregio introduce una scansione ritmica fondamentale nella costruzione

degli edifici. Il terzo elemento si chiama cornice scomposta e scolpita con modanature

diverse. Il fregio dell’ordine dorico è scandito da questi elementi modulari. Per

mantenere le proporzioni si poteva anche fare due ordini di colonne sovrapposte. Il

! 15

Architettura dell’Antica Grecia

tempio dorico canonico è periptero, ossia circondato da portici, con colonnato che

Gli esempi più importanti di tempio dorico in Grecia sono

cinge completamente la cella.

quelli di Zeus a Olimpia (470-456 a.C.), di Artemide a Corfù (590-580 a.C.), con il più antico

frontone decorato da scultu re, di Hera a Olimpia (600 a.C.), di Apollo a Corinto (540 a.C., in

pietra calcarea rivestita di stucco bianco), di Atena a Egina (500 a.C.). Nella Magna Grecia i

più celebri sono il tempio di Apollo a Siracusa (570-560 a.C.), i templi di Hera, di Atena e di

Nettuno a Paestum (VI-V sec.), il gruppo di templi a Selinunte (550-530 a.C.) e il tempio di Zeus

ad Agrigento (500 a.C.).

Dorico prende il nome dalla popolazione dei Dori e ionico dalla popolazione degli Ioni,

non sono ordini cronologici ma anche contemporanei usati in luoghi diversi e a volte

mischiati tra loro.inoltre la colonna ionica può avere un rapporto da 1 a 8 a 1 a 10.

Ionico: l’ordine ionico è l’ordine che risolve alcuni problemi compositivi ma è molto

• complicato per quando riguarda la scultura di alcuni suoi singoli elementi. Ne

semplifica altri come il fregio che prende una scansione floreale continua, l’architrave

dell’ordine ionico è scandita in tre fasce e la cornice è più ricca dal punto di vista

scultoreo. La colonna ionica può avere un rapporto da 1 a 8 a 1 a 10. Il capitello ionico

l’ordine ionico è l’ordine femminile per eccellenza

è molto più complicato. Vitruvio dice che

per le proporzioni e perché la testa è come se avesse un’acconciatura composta di due volute,

pulvino.

volute che sono composizioni a spirale molto complicate e prendono il nome di

È la costruzione più complicata dell’antichità. Anche il capitello ionico ha un echino e

un abaco, l’abaco quasi sparisce mentre l’echino è quello che prende la forma di

acconciatura il collarino ionico è ricco di decorazione. La colonna ionica poggia su una

base composta da modanature diverse che sommandosi fanno in modo che il disegno

della

della base vada allargando il diametro, la base è chiamata “sandalo

fanciulla” (Quindi la colonna alla base non poggia sull’ultimo gradino del crepidoma

(stilobate), ma su 2 elementi convessi (tori), che al centro ne presentano uno concavo,

scozia). In Grecia i primi templi edificati secondo l’ordine ionico so no tempietti per doni

detto

votivi all’interno del recinto sacro di Apollo a Delfi: il Tesoro degli Cnidi (545 a.C.) e il Tesoro

dei Sifni (530-525 a.C.).

L’ordine dorico è l’ordine maschile per eccellenza. L’utilizzo dei vari ordini dipendeva

anche dall’utilizzo poi del tempio. L’ordine ionico ha dei lati diversi dal fronte, mentre

l’ordine dorico ha una pianta centrale, infatti, è identico da tutte le sue parti.

Questo tipo di architettura è sempre stata considerata il bello ideale per le proporzioni

perfette e per la composizione in una unità, non si può togliere nulla e si può aggiungere

vi parlerò della composizione e partizione dei templi parlandovi del corpo umano ogni

poco. “io

elemento va proporzionato e collocato in funzione di una ragione comune, utilizza l’analogia con

la figura umana, così come la figura umana è bella quando è proporzionata allo stesso modo le

membra dei sacri templi devono avere in ciascuna parte alla somma universale di tutta la

! 16

Architettura dell’Antica Grecia

grandezza convenientissime corrispondenze di misure”. La chiave di lettura sta nell’analogia

tra il tempio e l’uomo vitruviano, è un’analogia mentale.

Corinzio: Il terzo ordine nato in Grecia e diffusosi ampiamente presso i Romani è il

• variante

corinzio, nato nell’area di Corinto intorno al IV secolo a.C. e considerato una

dell’ordine ionico. Il fusto della colonna corinzia presenta proporzioni simili a quella

ionica, anche se spesso risulta più snello, con scanalature piatte separate da listelli. Il

capitello, di forma troncoconica, trae ispirazione dal “gemello” ionico (rispetto al quale

ha però un’altezza maggiore) per quanto riguarda la riproposizione di piccole volute

nella porzione superiore, completate nella parte centrale da un doppio ordine di foglie

di acanto. L’abaco presenta i lati con cavi e gli angoli aggettanti, mentre nella parte

inferiore il capitello è concluso da una modanatura circolare. Per quanto riguarda la

trabeazione, l’ordine corinzio non presenta una propria originale caratterizzazione, ma

si ispira ai modelli precedenti (dorico/ionico), riproponendo la scansione in architrave,

Il più antico esempio di colonna corinzia risale al tempio di Apollo Epicureo

fregio e cornice.

a Vasse (l’antica Bassai), in Arcadia, eretto tra il 450 e il 420 a.C. ! 17

La Roma Repubblicana e Imperiale

Grande importanza nella celebrazione della potenza economica, politica e militare

dell’Impero Romano ebbe l’architettura, la cui evoluzione risulta strettamente collegata

alle vicende storiche di Roma, dalla sua nascita alla fase espansionistica.

periodo monarchico e repubblicano,

Nelle fasi iniziali del l’originalità artistica

dell’architettura ha uno sviluppo abbastanza lento, rimanendo legata alle forme

espressive della tradizione italica, a sua volta condizionata dall’architettura greca, con il

proprio bagaglio teorico e i propri principi compositivi. Nella tarda età repubblicana e

nel primo periodo imperiale le campagne militari di conquista portano a un’intensa

opera di urbanizzazione del territorio, alla costruzione di un’efficiente rete viabilistica e

alla fondazione di nuove città: tutte attività che comportarono un impiego massiccio di

architetti e ingegneri, in stretta collaborazione tra loro. In questo periodo, infatti, Roma

manifesta il proprio desiderio espansionistico e l’aspirazione al dominio stabile dei

territori conquistati, obiettivi che raggiunge grazie alla realizzazione di grandi opere

architettura e ingegneria.

infrastrutturali, in cui stretto risulta il rapporto tra I rapidi

spostamenti delle truppe e dei messi imperiali al l’interno della penisola, e

successivamente la libera circolazione delle merci, vengono garantiti da un fitto

rete viaria. Le celebri strade consolari, quali l’Appia (che

innervamento costituito dalla

collegava Roma a Brindisi), la Casilina (da Roma a Cassino), la Salaria e l’Ostiense (da Roma

verso il mare), la Flaminia (da Roma a Fano), la Tiburtina (da Roma a Pescara), l’Aurelia (da

Roma a Ventimiglia), la Cassia (da Roma a La Spezia) e la Clodia (da Roma verso la costa

tirrenica). Per garantire durabilità a queste vie di comunicazione, che generalmente

presentano una larghezza di 3 o 4 metri (necessaria al passaggio di due carri affiancati),

viene messa a punto una tecnica efficace, che consiste nella posa di un letto di

pietrisco(C), al quale si sovrappone uno strato di ghiaia e sabbia(D); completa il tutto un

piano di calpestio fatto di lastre di pietra levigata e squadrata posate a secco(E), per uno

spessore complessivo di circa un metro e mezzo. La grande cura posta nella realizzazione

del sottofondo garantisce buona resistenza all’usura e buon drenaggio delle acque

meteoriche: queste, tramite la curvatura della sede stradale e la presenza di canaline di

scolo provviste di chiusini, vengono raccolte e

convogliate all’esterno. Il percorso di questi assi viari

segue per quanto possibile l’andamento altimetrico del

territorio; in presenza di terreni accidentati procede in

rilevato per evitare eccessivi dislivelli e strettoie che

potrebbero rallentare la marcia delle legioni.

L’attraversamento di colline e corsi d’acqua è possibile

grazie a gallerie di derivazione etrusca e ponti di legno,

pietra e barche. ! 18

La Roma Repubblicana e Imperiale

imperiale,

Con l’età fase di massima espansione, l’architettura Romana giunge a maturità

e, grazie anche ai rapporti culturali intrattenuti con le popolazioni conquistate, elabora

un proprio linguaggio architettonico del tutto originale e compiuto, dominato da

complesse forme monumentali, atte a rappresentare la maestosità dell’Impero. Sotto

Augusto la realizzazione degli edifici è per lo più volta ad affermare gli ideali etico-

religiosi dell’Urbe. Qualunque monumento eretto fuori Roma è simbolo della

caput mundi

penetrazione politico-culturale attuata dalla città e coniuga perfetta

sepolcro

funzionalità e sobrietà estetica. Fra le tipologie edilizie si afferma il

monumentale, costruito non all’interno di una necropoli ma lungo le grandi vie

consolari; tuttavia a imporsi sono soprattutto costruzioni come ponti, acquedotti, teatri e

strade. Inoltre va affermandosi l’esigenza di una codificazione della disciplina

De architectura

architettonica, che trova espressione nel di Vitruvio.

Sotto Traiano si afferma un nuovo tipo di colonna, particolarmente ricco di decorazioni, e

terme,

viene dato un nuovo volto a un edificio tipicamente Romano: le che si fanno

molto più articolate e complesse. Al principato di Adriano si devono la ricostruzione del

Pantheon, massima espressione del tem pio a pianta centrale, e le ardite soluzioni

architettoniche at tuate nella Villa Adriana a Tivoli.

Il Pantheon (fatto costruire da Agrippa negli anni 27-25 a.C. e

interamente ricostruito nell’età di Adriano). Si tratta di un tempio

a pianta circolare sormontato da un’imponente cupola

(impropria, in quanto realizzata tra mite un getto di calcestruzzo

anziché con l’impiego di con ci orientati) decorata da cassettoni e

illuminata mediante un oculo. Attraverso quest’apertura centrale,

collocata al posto della chiave di volta, penetra una luce radente

che crea scenografici effetti chiaroscurali e una suggestiva

dilatazione dello spazio interno. Nel Pantheon si coglie in modo

evidente lo spostamento del l’interesse progettuale dei Romani

dall’involucro esterno verso lo spazio interno. questo edificio,

infatti, rappresenta una creativa sintesi tra le tre maggiori

tendenze architettoniche dell’epoca: la creazione dello spazio

calcestruzzo

interno, lo sviluppo dell’uso del e la

sopravvivenza delle forme classiche.

Il nome dell’edificio deriva del geco, e sottolinea come

tempio dedicato a tutti gli dei.

l’edificio sia costruito come un

Agli inizi del VII secolo viene riconvertito in basilica

cristiana prendendo il nome di S.Maria della Rotonda.

Probabilmente il gigantesco portico antistante non è altro

! 19

La Roma Repubblicana e Imperiale

che un gesto conservatore, volto a soddisfare le

aspettative tradizionali nei confronti dell’aspetto di un

tempio: l’interesse di Adriano e dell’architetto era

concentrato sulla rotonda retrostante. La disparità tra il

portico e il resto dell’edificio è sottolineata dalla

sommarietà con cui si giustappongono, collegati da una

struttura rettangolare intermedia. Questa struttura

prende il nome di avancorpo, è costruita in mattoni e

formata da due massicci pilastri che si appoggiano sulla rotonda, collegati da una volta.

Al loro interno vi sono delle scale per accedere alle parti superiori delle colonne. È molto

più alto del pronao all’esterno e raggiunge la stessa quota del cilindro della rotonda.

octastilo

Il pronao è (8 colonne di granito grigio in facciata), misura 34,3x15,62m ed è

rialzato di 1,32m dal terreno con 5 gradini. All’interno, 2 file di 4 colonne dividono il

pronao in 3 navate, quella centrale, di dimensioni maggiori, conduce alla cella.

I capitelli sono corinzi. Il timpano è liscio e il tetto a doppio spiovente è sorretto da

capriate lignee, sorrette a loro volta da muri con archi poggiati sulle file delle colonne.

Il pantheon è costruito con conglomerai di svariati cementi (travertino, tufo, mattoni e

una leggera pietra pomice vulcanica) in composizioni differenti per alleggerire

progressivamente la struttura mentre si sale. Si parte da un primo strato pesante, ad un

sesto strato di pomice, fino al settimo di “aria”: la cupola infatti si apre al cielo con un

oculo di diametro 8,5m.

La cupola ha alla base un diametro di 43,4m (uguale alla distanza tra occhio e pavimento)

ed è decorata al suo interno da 5 ordini di 28 cassettoni, di misura decrescente verso

l’alto in modo da creare una falsa prospettiva. Le dimensioni della cupola erano senza

precedenti, eguagliate nemmeno dalla cupola di S.Pietro costruita 1400 anni più tardi.

All’esterno la cupola è coperta da una soprelevazione del muro della rotonda. La cupola

tamburo

poggia su un (spesso anello di muratura) su quale si trovano aperture a 3 livelli.

Le nicchie all’interno della rotonda dissolvono lo spazio complessivo della parete,

accentuando inoltre il fascino della cupola che sembra fluttuare diafana una cortina di

pieni e vuoti. ! 20

La Roma Repubblicana e Imperiale

firmitas

Per la del tempio greco abbiamo parlato della lavorazione della pietra. Edifici

concepiti come grosse sculture. La costruzione in blocchi di pietra isodoma non era

riservata solo alla costruzione di templi ma dal 6 al 3 sec a.C. anche per edifici pubblici e

per la costruzione delle fortificazioni.

quadratum opera quadrata.

L’Opus è una pietra isodoma o

Edifici costruiti da grandi blocchi in pietra quadrati uniti

con giunti di calce o di malta.

Il pantheon è costruito in ora abbastanza tarda rispetto

alla vita dell’impero Romano, è un’opera che ha un

incredibile primato nella tecnologia, è costruito in mattoni o con la tecnica mista.

tecnica mista

La era già in uso con gli assiri e babilonesi, diventa tipica per l’impero

Romano. Usare una tecnica mista significa occuparsi di edifici costruiti tramite un

impiego di diversi materiali, e di parti diverse che assemblate danno luogo a un oggetto

estremamente unitario. Primo strato sono i paramenti composti da filari orizzontali di

mattoni con giunti di malta. Al loro interno fra i 2 paramenti che si chiamano paramento

interno e esterno c’è un conglomerato di malta e inerti (mattoni spezzettati, pietre,

materiali di recupero di varia forma e dimensione). Questo conglomerato si chiamava

opus cementicium, un impasto non una colata, estremamente pesante costipato

all’interno dei paramenti. Infine il rivestimento, anche questo diviso in interno ed

esterno, poteva essere composto da vari strati, ovviamente diversi nell’interno

dall’esterno. Erano vari gli strati di intonaci il cui elemento principale era la malta, oltre

che tessere vitree, pezzi di coccio o elementi particolarmente preziosi. Da un minimo di

due strati si poteva arrivare anche a 7 strati, l’ultimo magari dipinto. La stessa malta è un

elemento composto di vari ingredienti, era fatta da acqua calce e aggregati, la calce è il

risultato di un processo chimico-meccanico al cui principio sta la pietra che viene cotta

idratata, spaccata, rimpastata. Importante è anche la sabbia chiamata pozzolana, sabbia di

origine vulcanica che ha la capacita di permettere alla malta di fare presa anche in

prossimità di luoghi particolarmente umidi e posti sotto il livello dell’acqua a contatto

con essa.

L’architetto diceva Vitruvio deve sapere governare molte forme di discipline diverse. Il

muro è fatto di riempimento paramento e rivestimento. È molto più facile costruire con

queste tecniche che con la pietra, oltre che più economico. La malta è un elemento

estremamente lavorabile con caratteristiche di viscosità per cui è facilmente plasmabile e

modellabile, inoltre la malta ha una caratteristica fisica e chimica che si chiama

! 21

La Roma Repubblicana e Imperiale

concrezione, ovvero la presa. Questo fa in modo che la costruzione in tecnica mista

diventi la tecnica più usata intorno al bacino del mediterraneo, meno costo meno tempo

maggiore efficacia e lavorabilità, diventa quindi la più diffusa perché al di la del fatto che

economicamente molto vantaggiosa, prevedeva nei cantieri manodopera non

specializzata. L’impero Romano aveva a disposizione un’incredibile quantità di

popolazione servile che poteva essere istruita e utilizzata nei cantieri dell’impero. Questo

tipo di tecnica diventa una sorta di grande industria globalizzata che necessitava grandi

rifornimenti di materie prime, costruzioni e manodopera.

Anche il mestiere dell’architetto cambia un po’ dalla costruzione di un tempio alla

realizzazione di terme, stadi e anfiteatri all’interno di un cantiere. È una tecnica pratica

che può essere utilizzata per dar forma a un’incredibile quantità di edifici diversi.

Se con l’opus quadratum (pietra isodoma) si poteva garantire l’eternità solo alla casa

degli dei, in tempi più recenti con questa tecnica si potevano dare garanzie simili anche

alla case per gli uomini. Le case per le persone quando si realizzavano i templi erano

fatte di legno paglia fango, tranne per i nobili che potevano avere gli edifici costruiti in

pietra. Il mestiere del costruire s’impoverisce, perché la costruzione in pietra prevedeva

una manodopera specializzata e acculturata. Con questo nuovo metodo c’è una riduzione

delle abilità della manodopera.

seste ecco da dove veniva il nome arco a tutto sesto o arco a sesto acuto,

La (il compasso), era

una martellina usata per frazionare i mattoni.

Il buon costruttore era colui che conosceva le misure.

Dal II sec a.C. fino al IV d.C ci sono state delle evoluzione nell’uso della tecnica mista,

questo ci da indicazioni sull’età dell’edificio individuabile tramite il tipo di tecnica mista.

Queste differenze nella stessa tecnica sono molto importanti perché sono utilizzati modi

diversi per parti diverse di stessi edifici.

incertum

L’opus che prima era solo il riempimento

• (opus cementicium) lasciato a vista, è una tecnica più

antica ma che viene poi ripresa negli anni per

costruire le fondazioni. Si tratta di conglomerato di

pietra sassi e malta.

reticulatum

L’opus prevedeva la costruzione di

• paramenti fatti di piccoli pezzi di pietra inclinati a 45

gradi e di forma regolare quadrata. ! 22

La Roma Repubblicana e Imperiale

testaceum

• L’opus è del 2 sec d.C. quando si iniziano

ad utilizzare quelli che oggi chiamiamo mattoni.

Questa tecnica ce la racconta anche Vitruvio che però

ci parla di un impiego di materiale molto diverso per

costruire i paramenti, con un incastro di elementi di

argilla cotta di dimensioni standardizzate, ma solo

dall’epoca di Nerone questi mattoni vengono utilizzati cotti come si faceva prima per i

vasi e le tegole, prima questi panetti di argilla erano cotti per essiccazione al sole tipica

della zone mediterranea, mentre invece al nord usavano ancora la pietra viva in quanto

era impossibile l’essicazione al sole.

L’argilla è un materiale naturale che affiora in modo naturale veniva raccolta impastata

con materiale organico, raccolta in forme e messa ad essiccare dal 2 sec i panetti vengono

cotti nelle fornaci.

mixtum

L’opus ha un impiego di materiali diversi,

• pietra viva con pietra cotta, di pietre cotte di qualità

diverse. I materiali umidi hanno dato una flessibilità

molto utile, che permette l’allargamento di un

panorama tipologico.

vittatum

L’opus (opera listata) è formato da piccoli

• parallelepipedi di pietra di altezza uniforme, accostati

secondo file orizzontali e legati con malta. Si può

considerare come una tecnica analoga, ma in scala

inferiore, all’opera isodoma o a quella pseudo-isodoma,

secondo a regolarità nelle dimensioni e nel taglio dei

blocchi.

Mura fortificate, ovvero murature perimetrali che delimitavano la città dal territorio.

Problema: come si metteva in comunicazione la città con il resto del territorio? Aprire un

varco in un sistema fortificato era un problema fondamentale in quanto punto strategico,

di passaggio tra l’interno e l’esterno.

L’arco ha una grande convenienza rispetto all’elemento rettilineo, perché è più

vantaggioso costruire con questa geometria fatta da una composizione di piccoli elementi

diversi, è composta di elementi spezzati e non si può spezzare. Sopporta carichi maggiori

e si possono coprire varchi più ampi, il suo vantaggio fondamentale è l’essere composto

di una serie di elementi diversi.

Ci sono due metodi di costruzione degli archi: ! 23

La Roma Repubblicana e Imperiale

greca

Alla abbiamo blocchi di pietra scolpiti in modo

che ogni singolo elemento avesse un posto preciso. La

Romana

ricetta per la garanzia di stabilità è una serie

di elementi infinitamente piccoli come i mattoni

Romani di tarda epoca imperiale resi solidali tra loro

con dei giunti di malta. Alla greca i singoli elementi si

conci,

chiamano cunei di pietra che accostati tra loro

scaricano il peso l’uno su l’altro, è una geometria che

assicura l’equilibrio; c’è un concio più importante che

chiave dell’arco;

è quello centrale che si chiama inoltre

piedritti,

i colonne portanti, devono essere verticali, e

competi da da pietre isodome; alla sommità dei

piedritti troviamo l’imposta” importante è il piano di

imposta. l’imposta può essere anche decorata. Sul

piano d’imposta si appoggiavano le impalcature di

legno che formavano poi l’arco sia per l’arco Romano che per quello greco. L’archivolto è

un motivo formale senza funzioni strutturali, una modanatura che segue l’andamento

geometrico dell’arco e ci fa capire che tutti gli archi collaborano a formare un architrave

curvo, ci da anche una dimensione di questi conci che ci fa capire l’entità dello spessore.

portali

L’archivolto è posto prevalentemente sopra i ed è evidente quando sono presenti

strombature.

L’intradosso e l’estradosso sono l’interno e l’esterno della profondità dei conci.

Quando la geometria dell’arco era disegnata con delle seste puntate al centro del piano

a tutto sesto

d’imposta, tracciando un semicerchio, quest’arco prendeva il nome di arco (si

poteva chiamare anche a pieno centro perché il punto che si poteva usare per

determinare la geometria dell’arco era al centro). Data una misura che è una distanza tra

i due piedritti è assegnata anche la distanza posta tra il piano d’imposta e la posizione

freccia.

della chiave dell’arco, questa misura si chiama La distanza tra le colonne, invece,

luce

si chiama dell’arco.

Mi serve un’apertura più ampia o più stabile e anche bella? costruisco un arco!

ponte

L’arco che serve per la costruzione di un è quello più semplice. L’arco può essere

un modulo sommato per creare una struttura per superare una valle o un fiume. Un

più campate”,

ponte fatto da archi è chiamato anche “a una campata è proprio un modulo,

come se fosse un intercolumnio templare.

L’acquedotto era una struttura lineare lunga fino 42 km che serviva per portare l’acqua

da una sorgente ad una città, per disegnare un acquedotto era necessario misurare un

territorio e misurare la pendenza di un acquedotto. ! 24

La Roma Repubblicana e Imperiale

Si deve ai censori Caio Plauzio Venox e Appio Claudio Cieco, nel 312 a.C., la costruzione

Claudia o Aqua Appia.

del primo acquedotto Romano, l’Aqua La condotta portava a

Roma le acque raccolte dal le colline circostanti tramite percorsi interrati in galleria, con

una tecnica costruttiva simile a quella delle canalizzazioni impiegate dagli Etruschi nelle

loro campagne.

Il primo esempio emblematico di tipico acquedotto Romano edificato all’aperto e

Marcia

costituito da una successione di archi è il grande acquedotto dell’Aqua (144 a.C.),

che attingeva le acque direttamente dalle sorgenti dell’alto bacino del l’Aniene,

particolarmente abbondanti e pure, tanto da essere

considerate da Plinio il Vecchio le migliori tra quelle che

«clarissima aquarum omnium».

giun gevano a Roma:

Pont du gard importante ponte e acquedotto con in

evidenza l’imposta. Importanti le caratteristiche

artistiche di questo acquedotto: innanzitutto la

maestosità dell'opera architettonica e la minuziosità

necessaria per l'inclinazione affinché sia lineare il

percorso dell'acqua. Si nota una grandiosità del rapporto,

in altezza e in larghezza, fra le imponenti arcate delle due

serie inferiori e gli archetti che corrono in alto. Una strada

percorre il primo livello e l’acquedotto vero e proprio è collocato al terzo livello.

L'acquedotto è costituito da un condotto a sezione rettangolare (dimensioni interne:

1,80 m di altezza, 1,20 m di larghezza) che percorre il ponte in tutta la sua lunghezza con

una pendenza dello 0,4 %. Acquedotto di Segovia è fatto costruire

dall’imperatore Traiano alto fino a 28 metri costituito

da due ordini di arcate. Le fornici permettevano il

passaggio di due strade attraverso una porta trionfale

che aveva due passaggi degli acquedotti.

di Augusto,

A Rimini troviamo l’arco porta urbica e arco trionfale, un’architettura tipica

del mondo Romano, era un monumento commemorativo, l’arco veniva costruito per

celebrare le vittorie di grandi condottieri in terra straniera, per poter avere un arco

trionfale si doveva aver annientato una popolazione straniera e aver ucciso e fatto

prigionieri per un elevato numero. L’arco trionfale aveva una sua sacralità, in termini

formali aveva un ordine classico. Bisogna saper leggere un’architettura di un arco

! 25

La Roma Repubblicana e Imperiale

trionfale. In cima c’è l’attico con sculture di pietra o di

bronzo che narravano la celebrazione.

Il pantheon che ha una struttura monolitica con un grande

tamburo coperto da una grane cupola che si genera da una

rotazione di un arco. Il pantheon presenta degli archi di

scarico.

Dalla ripetizione di una serie di archi affiancati in

profondità si genera la volta, importante elemento

architettonico utilizzato per la copertura di spazi anche

molto ampi senza appoggi intermedi. Così come avviene per l’arco, anche la volta genera

spinte laterali che per l’equilibrio dell’insieme devono essere contrastate da contrafforti

o elementi di trazione detti tiranti. Dall’evoluzione della più semplice volta a botte,

impiegata per coprire ambienti di forma rettangolare, nascono e si sviluppano forme

assai più complesse. Di seguito si citano le principali.

volta a crociera

• La è determinata dall’incrocio perpendicolare di 2 volte a botte, la cui

superficie è costituita da 4 archi perimetrali e 2 archi diagonali. Questi ultimi si

interseca no nel centro geometrico della volta e hanno dimensioni maggiori rispetto a

quelli perimetrali. La proiezione della volta su un piano orizzontale è generalmente

costituita da una forma quadrata, detta campata; quest’ultima è delimitata da 4 o più

pilastri di sostegno.

volta a vela

La è definita geometricamente come la porzione interna dell’intersezione

• tra una semisfera e un cubo.

volta a bacino

La o a catino è una cupola ribassata impostata su pennacchi, elementi di

• raccordo tra la base circolare e la struttura a pianta quadrata o poligonale sottostante.

edifici pubblici,

Ora affrontiamo l’argomento posto nel quinto libro di Vitruvio, sugli che

In un

spesso sono sedi di magistrature e istituzioni civili, politiche e amministrative.

periodo dal 1-2 sec a.C. al 3-4 sec

d.C. . Tra il 312 e il 315 d.C. a Roma

esistevano 1790 palazzi, 46602 case ed

appartamenti, 290 negozi, 250 forni,

18 fori(piazze pubbliche), 30 parchi

(prima privati divenuti pubblici), 8

aree pubbliche per i giochi, 5 laghi

artificiali per gli spettacoli nautici, 28

biblioteche e 3 teatri.

Gli spazi aperti avevano 1000 statue, 6

obelischi e 36 archi onorari di marmo,

37 porte urbiche, 11 terme, 700 bacini

d’acqua pubblici, 500 fontane con 130

sorgenti o serbatoi, 19 canali, 8 ponti, ! 26

La Roma Repubblicana e Imperiale

926 bagni privati. A Roma ci si poteva lavare in 62800 persone contemporaneamente. La

quantità, varietà e ricchezza di edifici pubblici della Roma antica non è stata fin’ora è mai

superata. Ogni volta che società e governi hanno cercato di rinnovare città hanno fatto

riferimento a Roma antica, come con l’arena di Milano.

foro di Pompei

Il città di dimensioni modeste ma

completa nei servizi pubblici, è uno spazio aperto

multifunzionale, più o meno di forma rettangolare

cardo

situato all’incrocio del (asse di direzione N/S)

decumano

e del (asse di direzione est-ovest), il foro

era il luogo di riti religiosi di assemblee politiche e

militare, di divertimento pubblico e di mercato, era

adatto a vari tipi di manifestazioni che prevedevano

la partecipazione di un folto pubblico. Era ricco di

monumenti rappresentativi, qui si poneva gli archi

onorari che spesso segnavano l’ingresso, oppure

delle statue. Intorno a questo spazio si affacciavano

i templi intitolati a varie divinità che potevano avere

anche caratteristiche diverse architettonicamente.

magistrature

C’erano gli edifici destinati alle (non inteso come organo destinato alla

basilica

giustizia ma alla amministrazione). L’edificio dominante era la (non intesa in

modo cattolico). Era circondato da una varietà di edifici. La piazza non era sempre

pavimentata, si preferiva la soluzione rettangolare porticata che permetteva di rendere

uniforme questo spazio. Quello di Pompei è un porticato su due ordini.

foro Romano di Roma,

Il o foro

repubblicano di Roma, uno dei più

antichi e uno degli spazi in cui le

stratificazioni si sono sommate in

modo continuo. È uno spazio di origine

molto antica, originariamente destinato

al mercato. È posizionato centralmente

rispetto ai colli, si trovava in una valle

Capitolino, l’ Esquilino e il Quirinale.

tra il Quello che doveva caratterizzare la disposizione

longitudinale.

degli edifici era l’esistenza di un’asse

Presentava due basiliche, la basilica Giulia e Emilia.

basilica

La è l’emblema dell’edificio pubblico

Romano, era la sede del tribunale, dove si esercitava

la giustizia e dove assumevano valore i contratti,

! 27

La Roma Repubblicana e Imperiale

perché stipulati lì. La basilica ospitava la borsa, dove si contrattava ogni giorno il valore

delle monete e delle proprietà, era il luogo di mercato finanziario con all’interno i banchi

dei notai. Questo edificio si chiama basilica perché era stato ereditato dalla civiltà

ellenica: i Romani seppero assimilare i modi di costruire e adattare alle loro esigenze

queste caratteristiche geometriche e funzionali che venivano da un’altra tradizione. La

basilica è generalmente rettangolare; i greci la utilizzavano collocando l’ingresso nel lato

corto mentre i Romani collocano l’ingresso dal lato longitudinale. È una sala rettangolare

che può essere deambulata con un portico. Addossati alla basilica si possono trovare altri

corpi di fabbrica come le botteghe. L’edificio del tabularium importante per l’impero

Romano, era l’archivio dell’impero.

Una volta a botte è un sistema tridimensionale generato dalla ripetizione di sistemi di

archi a tutto sesto. Si genera dall’accostamento infinitesimo di archi. La curva direttrice

del semicerchio che dirige la geometria di questo solido in senso verticale, mentre la

generatrice è la geometria che permette lo sviluppo tridimensionale soprattutto sul piano

orizzontale. La volta a botte si adatta a generatrici dal disegno molto complicato. Per

costruire la volta si procedeva esattamente come con l’arco, la volta doveva essere coperta

con un tetto a falda ligneo perché la malta con cui era costruita la volta si scioglieva con

l’acqua. I fori imperiali sono degli spazi multifunzionali basati sull’accostamento di spazi

aperti ed edifici, a mediare tra questi spazi ci sono dei portici.

di Giulio Cesare foro

Il foro dà la dimensione longitudinale, quella trasversale è data dal

di Augusto foro Traiano

tempio di Marte.

che contiene il Il dove a ogni funzione

basilica Ulpia.

corrisponde un edificio, a definire il carattere di questa architettura è la

mercati traianei.

L’aspetto più rivoluzionario è il disegno dei Tramite delle opere di

sbancamento del colle, si prende come spunto l’andamento curvilineo della basilica e si

riutilizza nella piazza per fare l’esedra (ambiente a forma di emiciclo, destinato a luogo di

ritrovo e di conversazione) del mercato, si disegnano tre strade a tre quote, si progetta un

vero e proprio centro commerciale. Le botteghe erano disposte su due livelli e sulle

testate dell’esedra si trovavano due spazi semicircolari dove si trovava la borsa. Tutta

questa complessa architettura articolata su tre e più livelli è tutta realizzata in muratura

mentre tutto il resto era costruito in pietra viva. Questa parte più utile e protetta dagli

incendi è realizzata in mattoni che da questa data saranno prodotti su scala industriale.

teatro di Epidauro

Il del IV sec. a.C. poteva ospitare fino a 14000 spettatori, era un

grande spazio all’aperto, collocato in prossimità di un pendio naturale. Aveva un ruolo

fondamentale, essendo il luogo dove tutti i cittadini potevano riunirsi. I teatri erano

costituiti a partire da uno spazio circolare non pavimentato spesso con un altare al

orchestra.

centro, che si chiamava Intorno all’orchestra che sfruttava un declivio naturale

si sviluppa il teatro. Il risultato è un teatro perfettamente inserito nel paesaggio

! 28

La Roma Repubblicana e Imperiale

circostante. La cavea aveva 55 gradinate (alle quali si accedeva dal basso, attraverso 2

porte laterali in tufo) disposte a semicerchio, divise

in ordine superiore e ordine inferiore mediante un

corridoio. Le file più basse di posti (sagomati e

dotati di schienale) situate intorno all’orchestra

erano riservate a magistrati, sacerdoti e notabili; le

file più alte erano riservate al popolo e non avevano

schienale. Tutti i blocchi presentano nella parte

posteriore un incavo che fungeva da poggiapiedi per

gli spettatori delle file precedenti. Il palcoscenico

era sopraelevato con una struttura in legno con alle

spalle tese verticalmente delle scenografie realizzate in legno e tessuto; erano delle opere

che si potevano cambiare. Permettevano di ammirare

anche lo spazio circostante come osservazione della

natura. Il teatro, posto lungo il declivio, viene disegnato

geometricamente e proporzionato sulla base di

caratteristiche formali e geometriche che sono tecniche

e tecnologiche, il disegno era destinato ad assicurare la

migliore acustica.

In epoca greca il palcoscenico e il teatro erano separati.

Le piante di Canina rilevano le piante dei teatri. Anche in questo caso la civiltà Romana

assume le caratteristiche dell’architettura greca per i teatri.

Il teatro Romano è un edificio urbano, viene costruito in città, inizialmente in legno dove

gli spettatori potevano stare in piedi. Si perde il rapporto con il paesaggio e non viene

più costruito su un appoggio naturale. mantiene le stesse caratteristiche una platea,

un’orchestra e un palcoscenico. Per costruire un edificio del genere bisognava costruire

delle fondamenta. In epoca Romana si aggiungeva dietro il palco anche un edificio che

chiudeva il teatro dalla città. L’edificio diventa la scenografia fissa in muratura, un edificio

nel quale si rappresenta tutta la cultura latina e che dal punto di vista simbolico è

importante e legata all’utilitas. Non è un semplice muro ma un edificio dove all’interno

vengono messe le macchine sceniche. È la nascita vera e propria del teatro come lo

conosciamo oggi. Tra il 54 e 11 d.C. viene costruito uno dei primi teatri

teatro Marcello

Romani, il in pietra, poi riutilizzato nel

rinascimento per essere trasformato in palazzo privato. Per la

prima volta c’è la sovrapposizione dei tre ordini dorico,

ionico e corinzio. Successivamente seguirono quelli di

! 29

La Roma Repubblicana e Imperiale

Orange, Arles, Timgad e Sabratha, costruiti tra il I e il III secolo d.C.

Vitruvio quando parla del teatro dice come deve essere fatto. Il teatro è una delle

architetture più complesse dell’epoca Romana. Più semplice era l’anfiteatro con funzioni

geometrie e forme diverse. L’anfiteatro parte dal 1 sec ac.

di Pompei

L’anfiteatro era scavato nel terreno per 6 metri e la cavea era poggiata su un

terrapieno. Aveva una forma ellittica con uno spazio al centro non pavimentato, aveva una

geometria ovale che era tracciata sul terreno con dei giganteschi compassi, aveva uno

sviluppo longitudinale con una pianta centrale e permetteva una visione molto ampia per

tutti gli spettatori, sparisce la scena e il palco e l’orchestra si dilata in un grande spazio.

La cavea acquistava delle dimensioni notevolissime.

Colosseo o anfiteatro Flavio

Il perché costruito dalla

dinastia degli imperatori Flavi, è inaugurato nel 80 d.C. da

45000 a 70000 spettatori, cominciato da Domiziano

continuato da Vespasiano ma inaugurato da Tito. Sfrutta

delle fondazioni preesistenti che erano quelle che

domus aurea,

cingevano il bacino del lago privato della

ovvero il palazzo di Nerone. Il perimetro è fatto da 64 archi

perimetrali in tre ordini di altezza. Nelle colonne e trabeazioni sono presenti i tre ordini:

ionico, dorico e corinzio; gli archi permettevano l’accesso diretto del pubblico all’edificio,

l’edificio si svuotava in pochi minuti e gli spettacoli erano

gratuiti. Sopra i tre ordini c’è un attico di coronamento,

come quello degli archi trionfali, a riprendere la scansione

verticale ci sono delle paraste che reggono una trabeazione

che ha una caratteristica unica: è tripartita in architrave,

fregio e cornice. Nel fregio si trovano delle gigantesche

mensole (modiglioni) che servono a reggere lo sbalzo della

cornice. L’architettura Romana non doveva lasciare a vista i

mattoni, tutto era ricoperto di tufo, pietra. Lo stadio anche

questo ripreso dalla Grecia antica è spostato all’interno del

tessuto urbano. Il circo era destinato alla corsa delle bighe

e secondo Vitruvio doveva avere delle misure ben precise e

avere al centro la spina con degli obelischi. Il circo è un

edificio importante per le celebrazioni dei fasti imperiali,

infatti è quasi sempre costruito vicino alle residenze

circo neroniano

imperiali. Il è costruito vicino al Vaticano. ! 30

La Roma Repubblicana e Imperiale

complessi balneari

I nascono in Campania, in prossimità di sorgenti termali, e in

prossimità di queste sorgenti dal II sec a.C. sono costruite le prime terme.

balnea

Dal I sec d.C. s’impara non solo a costruire vicino alle sorgenti ma anche a

diffonderle negli edifici mantenendo il loro calore. Ecco come si potrà costruire dei

balnea in posti anche lontani dai fenomeni naturali. Le terme saranno costruite quindi

ovunque l’impero Romano si espande. Esistevano delle tappe che stabilivano un utile e

frigidarium, tiepidarium

bell’avvicinamento alla temperatura dell’acqua attraverso il e

calidarium. Erano costruite in pietra e ricoperte da volte a botte per mantenere meglio la

temperatura. Si riscalda tutto attraverso il passaggio di aria calda o acqua fredda o calda

non solo in verticale ma anche in orizzontale. Nelle terme imperiali questi sistemi

diventano colossali.

terme di Traiano

Le erano enormi per migliaia di persone erano ripetute uguali. Eran

divise in “zona uomo” e zona donna. Si comprendono delle piscine, delle saune. Gli

impianti sono costruiti nei recinti con le palestre i giardini gli spazi verdi, quelli per i

giochi pubblici e privati, biblioteche e centri culturali. Sono dei complessi giganteschi

per coltivare il corpo e lo spirito. Il frigidarium delle terme di Diocleziano diventa la

chiesa di Santa Maria degli angeli ancora esistente e fatta da Michelangelo. La copertura

è ancora quella delle terme di Diocleziano. ! 31

La nascita della chiesa cristiana

Il passaggio tra il mondo classico pagano politeista e il mondo cristiano

monoteista, è un passaggio che si è distribuito nell’arco di molti secoli,

di Costantino).

0-313 d.C. (editto

Le tre religioni fondamentali hanno dei rapporti diversi e anche

conflittuali e si sono diffuse per decenni in un clima di tolleranza, con

migrazioni di forme e di simboli, che si sono trasferiti nel mondo e

nell’apparato della chiesa cristiana. Il personaggio chiave della vicenda

è l’imperatore Costantino perché è lui che introdurrà degli elementi di

novità nell’architettura. Le novità s’inseriscono con fatica in un ambito

storico, in una tradizione.

Prima di Costantino, Diocleziano tra il 283 e il 286 varò delle leggi per le diocesi

tetrarchia,

dell’impero Romano, per il governo di queste diocesi aveva istituito la che

prevedeva di sostituire la figura dell’imperatore con 4 tetrarchi. Le capitali dell’impero

Romano si moltiplicano per forza di cose e cambiano in continuazione, Roma resta la

capitale cerimoniale ma le capitali con un ruolo importante e livello politico e militare

sono altre. Diocleziano bandì dai territori dell’impero le diverse religioni o meglio

proclamò come religioni di stato il solo culto dell’imperatore.

Nel giro degli anni la tetrarchia entra in crisi, tra il 306 e 312 Costantino, che si occupava

di governare Gallia Spagna e Inghilterra, convertito alla fede cristiana elimina i suoi pari

e nel 323 ritorna ad essere l’unico imperatore dell’impero Romano.

Leggendario è il racconto della conversione di Costantino che arrivò a Roma per

sconfiggere Massenzio, prima della battaglia di Ponte Milvio. Costantino nel cielo vede le

iniziali del nome di cristo. Costantino fa una scelta avventata quando nomina la religione

cristiana, religione che contava solo il 5-10% della popolazione Romana.

Forse l’editto di Milano non era mai stato fatto, secondo alcuni storici. Dopo il 312 e

l’ingresso trionfale a Roma, si salda in modo ufficiale la storia dello stato e tutti i suoi

apparati del governo con quelli dell’organizzazione della chiesa cristiana. Le due

strutture gerarchiche si saldano e si alleano perché nel 312 la chiesa cristiana era già

estremamente formalizzata in parrocchie e diocesi, le comunità avevano delle proprietà e

delle rendita, ma dal 312 in avanti il legame tra imperatore e vescovi diventò un legame

praticamente inscindibile. Dopo questa conversione Costantino diventa il vicario di dio

in terra, quindi il vescovo che già da tempo governava le diocesi della chiesa, diviene

anch’esso rappresentante del signore in terra. Si saldano le due forme di potere con

delle vicende formali di grande interesse. Dopo il riconoscimento pubblico della

religione cristiana le funzioni e la liturgia diventano delle cerimonie pubbliche, cessano

di essere delle cerimonie di una setta e acquistano una nuova notorietà, cambiano il loro

pubblico. Il fatto di diventare cerimonie pubbliche cambia la scala e il vescovo appare da

! 32

La nascita della chiesa cristiana

quella data con delle vesti simili a

quelle degli alti funzionari Romani, le

funzioni iniziano a svolgersi come le

parate militari che erano proprie

degli ingressi degli imperatori. Il

vescovo si siede su una cattedra che

era la stessa dei magistrati Romani.

Gli architetti vennero coinvolti in alcuni problemi: mancava un edificio collettivo

destinato al culto e che fosse adeguato al nuovo ruolo della chiesa cristiana. Mancava

catacombe

perché gli edifici utilizzati fino al quel momento dai cristiani, come le non

domus

avevano la forma di un edificio pubblico; la messa avveniva nelle case private,

ecclesia. Inoltre non si potevano riutilizzare gli edifici sacri preesistenti e trasformarli in

edifici cristiani, perché il culto cristiano era diverso da quello pagano, le cerimonie si

svolgevano comunque attorno all’altare ma prevedevano la partecipazione di tutti i fedeli

non solo dei sacerdoti come nei templi. Nella cella dove era custodita la statua della

divinità era accessibile solo ai sacerdoti. Tutto questo si capovolge nella liturgia cristiana.

firmitas utilitas e venustas

Serve un edificio che per fosse pratico per la chiesa cristiana.

Gli architetti di Costantino fanno una scelta: si inventano una soluzione che determinerà

triade,

il successo della basilica per secoli. La basilica, dal punto di vista della si dimostra

essere la chiave migliore per risolvere questo problema. La basilica era un’aula, uno

spazio rettangolare suddiviso al suo interno in modi diversi, poteva avere degli spazi

perimetrali con conformazioni diverse, aveva uno spazio centrale. La basilica era

destinata a raccogliere migliaia di persone e esistevano basiliche in tutte le città di tutte

le provincie dello stato Romano. Nella basilica trovava spazio spesso il tribunale nel quale

si amministrava la giustizia, la basilica poteva essere utilizzata sia alla greca cioè secondo

un percorso longitudinale, o alla Romana secondo un ingresso trasversale.

La basilica, normalmente, si presentava con due esedre circolari sulle due testate, una

navata centrale e due navate divise da due colonnati. Lo spazio centrale era sempre

costruito con un tetto più alto. basilica di Massenzio

La aveva un grande spazio

centrale scandito da tre campate, coperte da

grandissime volte a crociera in opus caementicium,

poggianti sui setti murari trasversali e su colonne di

marmo, delle quali è sopravvissuta solo quella che dal

1613 troneggia in piazza Santa Maria Maggiore. La

volta centrale doveva essere particolarmente grandiosa.

Sul lato corto occidentale, all’inizio della navata

! 33

La nascita della chiesa cristiana architettonica a

centrale, si apriva un’abside (struttura

pianta semicircolare, poligonale, lobata e spesso trilobata,

fornita di volta a catino; di norma si apre sul fondo della

navata centrale della chiesa, ma la si trova anche sul fondo

delle navate laterali o del transetto) preceduta da 2

colonne, alla quale corrispondeva, sul lato corto

orientale, l’entrata originaria della basilica, cui si

accedeva attraverso una scalinata. Questo impianto fu

successivamente modificato, con l’introduzione di un

secondo ingresso sul lato meridionale, costituito da un portico tetrastilo accessibile

mediante una scalinata che consentiva di colmare il dislivello tra strada e basilica. Le tre

campate erano accostate ad altre tre campate (nicchie) coperte da volte a botte, con ben

25mt di luce.Sul fondo del nicchione che si trovava in corrispondenza del secondo

ingresso fu realizzata una seconda abside, coperta da una semicupola e movimentata da

nicchie.Ormai restano solo tre campate di uno dei due spazi laterali, tutto realizzato in

muratura.

La basilica era un edificio destinato alla contrattazione commerciale finanziaria e politica,

domus

non era solo costruita nei fori ma esisteva anche nei palazzi imperiali, nella

augustiana erano presenti ambienti diversi, alcuni con carattere tradizionale della cultura

ellenica, inoltre ci sono degli appartamenti degli imperatori. La tipologia del circo in

realtà si lega in modo molto profondo ai palazzi imperiali perché il circo è il luogo nel

quale si manifesta l’imperatore. basilica del palazzo imperiale di Costantino a Treviri

La

in Germania, era la capitale dell’impero Romano al

tempo. È un edificio che Costantino ha fatto costruire e

che ha abitato fino al 312, questa era la sala del dio

incarnato, dove l’imperatore riceveva i suoi sudditi. Era

un volume con delle dimensioni precise, la sala era un

rettangolo con rapporto uno a due, le pareti laterali

esistevano due ordini di finestre, sezione trasversale e

altezza rapporto 1 a 1, le finestre rendono le mura poco

resistenti per una volte a botte e quindi la firmitas vuole

delle capriate lignee, le pareti erano rivestite da marmi

policromi e da fregi in stucco che simulavano gli ordini

architettonici, il pavimento era ricoperto di marmo e

l’abside era ricoperto di tessere di vetro dorate. Era una

sala estremamente preziosa e luminosa. L’esterno

! 34

La nascita della chiesa cristiana

dell’edificio non era a vista ma faceva parte di una serie di cortili, l’esterno era

probabilmente intonacato e ridipinto ma molto semplice rispetto all’interno.

Di passaggio da basilica civile Romana a basilica religiosa cristiana sono la basilica di

S.Giovanni in Laterano e la basilica di S.Pietro in Vaticano, vediamo le loro

caratteristiche in termini di utilitas firmitas e venustas.

basilica di San Giovanni in Laterano

La è la prima basilica

che Costantino fa costruire (tre basiliche cristiane) ed è

interessante perché la basilica è fatta costruire dal 312 ovvero

dopo la vittoria su Massenzio, viene costruita quindi prima

dell’editto di Milano. Costantino nel 312 vuole far costruire

questa grande basilica per il vescovo di Roma e non può farla

costruire in area centrale altrimenti avrebbe dovuto avere un

avvallo del senato che essendo pagano, non avrebbe dato la

possibilità di costruire. La fa costruire su un’area di sua

proprietà in un luogo difficile da raggiungere a Laterano

vicino al colle Celio e su quest’area sorgeva una caserma di

guardie imperiali a cavallo che erano di diretta dipendenza

dall’imperatore.

Dal punto di vista dell’utilitas doveva assolvere una serie di

funzioni: era un edificio molto vasto per migliaia di fedeli con

degli spazi fortemente gerarchizzati per fedeli di tipo diverso,

doveva prevedere la suddivisione tra i sacerdoti e i fedeli,

doveva avere un sito eminente e diverso per il

posizionamento dell’altare, degli spazi di servizio per le

sacrestie e gli oratori, doveva dare la possibilità di costruire

degli edifici destinati alle comunità a nell’immediato intorno.

Che cosa si assume come carattere fondamentale estraendolo

forma rettangolare,

dalla basilica civile? La il vescovo entrava

in processione dalla soglie verso l’altare secondo l’asse

longitudinale e inoltre si crea una navata centrale che ha una testata, un luogo eminente

in un abside dal profilo semicircolare; accanto alla navata centrale si creano altre due

navate mediane navate esterne,

navate per lato, delle e delle queste sono separate tramite

colonne. Lo spazio che gravita attorno all’abside e che oggi non sembra separato si chiama

presbiterio, sacrestie

è uno spazio che si lega alla sua funzione. Le sono destinate a

custodire gli oggetti per le cerimonie, sono degli ambienti di servizio.

L’impianto planimetrico misura 100m di lunghezza e 55m di larghezza, è un rettangolo

con rapporto quasi 1 a 2, poteva ospitare 3000 fedeli e la navata centrale era definita da

! 35

La nascita della chiesa cristiana

15 colonne per lato che dovevano reggere delle trabeazioni; la navata mediana e laterale

erano suddivise tramite 22 colonne legate fra loro tramite archi; la navata centrale era

molto alta rispetto alle laterali e prendeva luce da delle finestre; nell’abside centrale

seggi

c’erano i per il vescovo e il clero. Le navate creavano una suddivisione: uomini nella

navata centrale, donne in quelle mediane e catecumeni (ancora da battezzare) nella

navate esterne. La porzione terminale delle navate è attraversata da una primordiale

transetto

forma di (una sorta di navatella disposta in senso ortogonale alle altre), nella

quale durante la Messa trovava posto il vescovo su un seggio rialzato al centro, affiancato

dai sacerdoti ai lati. Lo spazio posto tra le navate e il transetto è occupato da un

arco trionfale,

imponente arco sorretto da 2 colonne, denominato elemento di separazione

tra la parte di basilica riservata al clero e quel la destinata ai fedeli.

Intorno al 1650 il suo interno in pessimo stato è completamente ristrutturato e la struttura statica

della San Giovanni in Laterano viene racchiusa all’interno di altre strutture fatte da Francesco

Borromini e viene in continuazione interessata da progetti di trasformazione.

capriate lignee.

La Basilica aveva un sistema di copertura a Si chiama capra una

copertura utilizzata per le macchine, la capriata è una struttura statica veramente

semplice. Era un edificio costruito in tempi brevissimi. Le colonne che separavano la

navata centrale da quelle laterali dovevano essere in granito rosso, le altre dovevano

fastigio (parte

essere in marmo verde. A chiudere l’abside doveva esistere un terminale,

spesso vistosamente adorna o modellata, del coronamento di un organismo

catino

architettonico) completamente ricoperto di statue lignee ricoperte d’argento. Il

absidale, semicupola.

ovvero la copertura che è una era completamente ricoperto d’oro,

120 lampade e 60 candelabri d’argento. Doveva essere un edificio dall’apparato

decorativo elevato e non poteva mischiarsi con altre costruzioni pubbliche o private.

Doveva essere fondamentalmente rappresentativa non solo del ruolo del vescovo ma

anche di quello dell’imperatore. C’è un valore estetico e formale superiore al resto e alla

tradizione classica che era stata tramandata fino a quel momento. È un edificio molto

luminoso, il valore estetico dominante è certamente quello della luce, inevitabilmente

una sala destinata a fare da contorno al rappresentante del re dei cieli.

È un’architettura molto classica ma notiamo come il colonnato e il chiarore delle pareti

fa in modo che questa decorazione sia il valore trascendente di quest’architettura a

diventare importante. Quel sistema proporzionale che misurava tutto tipico del mondo

classico si perde. Chi entra vede luce, oro, argento, fumi e chiarore delle lampade; c’è una

dimensione estetica nuova che si lega molto di più al mondo orientale, da qui in avanti

gli architetti utilizzeranno molto meno gli ordini architettonici fino a quel momento

usati. Le proporzioni e l’armonia perdono importanza, non sono più di moda. Questo per

un valore simbolico dell’architettura, deve essere un luogo nel quale si parla di giustizia

divina dove si distribuiscono i sacramenti, quell’aula è una basilica non solo perché

riprende i caratteri tipologici dell’utilitas e la firmitas, ma ne riprende il significato, così

! 36

La nascita della chiesa cristiana

come nella basilica avevano valore i contratti per la presenza dell’imperatore qui hanno

valore i contratti stesi tra fedeli e sacerdoti. Studiando il medioevo bisogna studiare

l’architettura studiando l’utilitas, la firmitas e la venustas ma si aggiunge il parametro del

significato dell’architettura. Il significato del tempio pagano era il significato degli dei,

La basilica del salvatore di Milano

nel mondo medievale si complicano un po’ le questioni.

costruita come quella di san Giovanni, modello che si diffonde rapidamente.

basilica di San Pietro in Vaticano,

La a Roma è voluta da

Costantino, più tarda di San Giovanni in Laterano, viene

costruita dal 319 al 322 completata piuttosto velocemente.

Viene costruita in una località periferica vicino al colle

vaticano dove esisteva il circo di Nerone, vicino al circo

esisteva un cimitero dove i cristiani riunivano le sepolture

dei fedeli. Il culto per il corpo dei defunti è uno dei punti

cardine della religione cristiana e importante doveva essere il

luogo di custodia della sepoltura di Pietro martire, cristiano e

martyrium,

primo papa. Si costruisce un piccolo edifico, un

una piccola architettura destinata a celebrare in eterno la

memoria di questo martire cristiano. Accanto alla tomba di

Pietro si viene a costituire una vera e propria necropoli, non

solo luogo di sepoltura, ma anche di cerimonie e di banchetti.

Il funerale prevedeva che in occasione della sepoltura i

parenti del defunto organizzassero dei banchetti. La basilica

di san Pietro nasce sin dall’inizio con delle caratteristiche

diverse rispetto a san Giovanni, basilica del vescovo.

San Pietro è una basilica funeraria, destinata al culto dei

morti e quindi è costruita in modo diverso. Appartiene alle

basiliche, ma con una declinazione particolare. Caratteri in

comune: ha un’aula rettangolare a cinque navate separate da

colonne, l’aula centrale è più alta rispetto alle navate laterali.

Le dimensioni sono di 122x66mt, quindi resta il richiamo del

2 a 1. È presente un abside si trova un altare, dove però si

trova qui anche la tomba di Pietro e si costruisce uno spazio

trasversale, un’altra aula posta a 90 gradi rispetto all’aula destinata ai fedeli, che potrebbe

essere impropriamente chiamata transetto ma qui è pensata come quell’aula destinata ai

banchetti che si trova sotto il monumento della san Pietro attuale. All’estremità dei 2

bracci erano collocate 2 nicchie rettangolari che sporgevano all’esterno.

La basilica di san Pietro non è orientata, non ha l’abside rivolto verso est ma verso ovest.

nartece,

All’ingresso delle 5 navate si antepone uno spazio che si chiama parte integrante

! 37

La nascita della chiesa cristiana

di un quadriportico, di una piazza perimetrata da un portico, un luogo di accoglienza e di

quadriportico

sosta dei pellegrini. Il è sempre di provenienza orientale, sotto i portici ci si

fermava davanti per riposare, mangiare, dormire, sostare e pregare, al centro sorgeva una

fontana con una pigna.

Fatto importante è che la basilica di san Pietro, invece di quella di san Giovanni che

aveva avuto finanziamenti esagerati, non è stata costruita con delle colonne scolpite

appositamente ma con dei materiali di spoglio di riciclo: colonne, plinti, basi, capitelli,

pezzi di trabeazione che avevano anche origini diverse. Costava meno, erano già pronti da

un tempio in rovina o da un magazzino, era più veloce costruire, ma soprattutto non

importa più che tutti questi elementi vengano dalla stessa parte, non conta più il sistema

o l’ordine.

Per parlare delle basiliche costantiniane di Roma bisogna fare un lavoro di archeologia perché

queste hanno perso le loro originali forme dell’architettura tardo antica o meglio di basiliche

costantiniane.

Di qualche anno successive alle basiliche Romane sono le tre basiliche edificate in Terra

Santa per volere dell’imperatore Costantino e della madre, Sant’Elena:

basilica della Natività a Betlemme

La sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione

• cristiana, avvenne la nascita di Gesù. Si compone dell’aggregazione di 2 chiese e di una

Grotta della Natività,

cripta, la luogo preciso in cui sarebbe nato Gesù. L’edificio, meta

fondamentale dei pellegrinaggi in Terra Santa, fu fondato nel 326 da Sant’Elena

sull’appezzamento di terreno nel quale l’imperatore Adriano aveva precedentemente

fatto piantare un bosco consacrato al dio Adone. La struttura è composta da un’ampia

aula rettangolare 26,20x53,90m divisa in 5 navate, preceduta da un ampio

quadriportico, luogo di sosta per i catecumeni e i pellegrini, all’interno del quale veniva

anche allestito un piccolo mercato. All’interno della navata centrale, in prossimità

dell’altare, è collocato il martyrion, una struttura a pianta ottagonale rialzata di 3

gradini, al di sotto della quale si trova la Grotta della Natività. Sporgendosi dalla

balaustra che protegge il martyrion, si nota un foro praticato nella sommità della volta

della grotta sottostan te, che ha la funzione di mettere in comunicazione (sul piano

visivo) la cripta e l’esterno.

basilica dell’Annunciazione,

La anch’essa meta di pellegrinaggi, è la principale chiesa

• cattolica della città di Nazareth, in Israele. La prima basilica venne eretta nel V secolo

nel luogo in cui, secondo la tradizione cristiana, l’Arcangelo Gabriele annunciò alla

Nell’XI secolo la chiesa fu ricostruita in stile Romanico al

Vergine Maria la nascita di Gesù.

posto della vecchia struttura in disfacimento. L’attuale basilica è una costruzione moderna

progettata dall’architetto Giovanni Muio nel 1955. L’edificio è costituito da una basilica

inferiore e una superiore: al di sotto del piano principale della chiesa vi è una cripta

molto ampia in cui si trova la Grotta dell’Annunciazione, tradizionalmente identificata

! 38

La nascita della chiesa cristiana

con la casa di Maria. Si ritiene che la casa fosse costituita di una parte scavata nella

roccia (la grotta) e di una parte in muratura.

basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme,

• La conosciuta anche come chiesa della

Resurrezione, sorge sul luogo nel quale la tradizione narra che Gesù fu crocifisso, fu

sepolto e risorse. Localizzata all’interno delle mura della città vecchia di Gerusalemme,

ingloba la collina del Golgota, luogo della crocifissione, e il sepolcro scavato nella

roccia, dove Gesù sarebbe stato sepolto. Nel 325 l’imperatore Costantino ordinò che

fosse costruita nel sito della crocifissione una basilica, composta da 3 strutture

collegate tra loro: una basilica (martyrion), un atrio chiuso colonnato (triportico),

rotonda

realizzato intorno alla Roccia del Calvario, e la dell’Anastasi o Resurrezione (la

rotonda è un edificio a pianta circo lare avente in genere copertura a cupola),

contenente i resti della grotta in cui fu sepolto Gesù.

I caratteri di queste prime 5 basiliche

fissano alcune caratteristiche, dal V

sec in avanti si faranno esperimenti in

direzioni diverse, è dal VI sec che le

t i p o l o g i e a r ch i t e t t o n i ch e d e l l e

basiliche si canonizzano e si assiste ad

una produzione di edifici su scala

globale. Dal VI sec fino al X-XI sec

alcune caratteristiche restano davvero

invariate.

C’è comunque un’incredibile varietà

di casi diversi. Pianta a sviluppo longitudinale una, tre e raramente cinque navate con la

centrale più alta, un abiside semicircolare coperto da una semicupola, catino absidale, un

presbiterio che separa l’abside dalla navata e un’area trasversale che può essere una

navata unica a tre o 5. Anche delle absidi laterali per le navate laterali. Delle sacrestie, un

nartece all’ingresso e un quadriportico, battisteri, oratori, aule di riunione e di

È difficile illustrare la basilica, perché è un esempio

aggregazione, un complesso articolato.

importante di basilica paleocristiana e sono tutti edifici ricostruiti e ammodernati nell’arco dei

secoli. capriata?

Cos’è la Fatta da puntoni a compressione e

catena elemento resistente alla trazione e ciò che collega

la trave al tetto che si chiama monaco. È un tetto

costruito da carpentieri, abili nel realizzare gli innesti tra

i punti d’incontro delle travi in legno con connessioni in

metallo. ! 39

La nascita della chiesa cristiana

La differenza di quota permette l’apertura di un ordine di finestre chiamato cleristorio.

L’aula è coperta da un sistema ligneo mentre l’abside è coperta da una semicupola

proprio per distinguere l’ambiente dei fedeli e quello del clero. Tra l’abside e la navata

c’è un arco, un arco di trionfo. Nasce l’arco sulle colonne, più facile da costruire e da

realizzare può aprire luci maggiori.

chiesa di Sant’Apollinare

Nella nuovo c’è un mosaico sulla

navata centrale che serve a cancellare la scansione del muro. Ci

sono basiliche, dove alle navate laterali viene sovrapposto un altro

spazio il matroneo probabilmente c’erano le donne ma

comunque raddoppiava lo spazio utile. Sant’Apollinare in classe

ha una scala che collega l’altare alla navata, il piano dell’abside è più alto con sotto una

cripta metà interrata e metà no. Basilica del IX-X sec con tre absidi, anche l’abside si può

complicare.

Dalla fine del IV al VI d.C., si conferma il passaggio della storia dalla cultura pagana

politeista o dalla cultura legata allo stato Romano, alla cultura e religione cristiana

monoteista. Che cosa significa questo passaggio, molto sfumato e con moltissimi

problemi e soluzioni che sono emigrate da un mondo a un altro?

Milano tardo imperiale,

La tra il IV e il V secolo acquistò sempre più potere, fino a

divenire nel 379 capitale dell’Impero Romano d’Occidente,

Nell’ultimo quarto del IV sec, la diocesi di Milano attraversa un periodo di egemonia

culturale e politica sul resto delle diocesi della chiesa cristiana, è sicuramente quella più

importante dell’occidente, eclissando anche la figura di Roma.

Ambrogio

La figura di era molto importante. Mirò esplicitamente a

vanificare il ruolo che l’imperatore si era attribuito come rappresentante

della chiesa. Contemporaneamente portò avanti la sua valida azione

pastorale e in tutto ciò fu anche un notevole committente di architettura

Milano si sarebbe strutturata a partire da un

di chiese ed edifici ecclesiastici.

centro del complesso episcopale, le due basiliche e i due battisteri, in

corrispondenza dell’attuale piazza del Duomo. Gli si attribuisce il disegno di

una grande croce che taglia la città di Milano con 4 basiliche costruite in

modi diversi in riferimento a luoghi lontani, ma che insieme riassumono

la cultura cristiana. Facevano parte di questa croce la basilica dei martiri, oggi

Sant’Ambrogio, la Basilica della Vergine, San Dionigi e San Nazzaro. Dovevano

rimandare a tradizioni costruttive diverse e a Gerusalemme a Roma a Treviri e a

Costantinopoli. Questi edifici non sono costruiti nella vita di Ambrogio ma può darsi che

questo disegno sia esistito e che qualcuno avesse voluto compierlo. ! 40

La nascita della chiesa cristiana

basilica di Santa Tecla

La ha come ispirazione la basilica di San

Giovanni in Laterano. Intitolata originariamente al salvatore, è

composta di cinque navate, ha un transetto anch’esso a cinque

navate, con un’abside compreso nel perimetro della chiesa. Il

pavimento era sopraelevato con funzione di palco in corrispondenza

dell’altare.Era una chiesa monumentale, che poteva contenere 3000

persone di tipo imperiale.

battistero di san Giovanni ad Fontes

Il è costruito alla fine del IV secolo su esplicita

volontà di Ambrogio. È un edificio a pianta centrale poligonale derivante dalla figura del

cerchio con al centro una vasca Dal punto di vista dell’utilitas possiamo osservare che la

parte più importante della liturgia è al centro della struttura, il perimetro interno è molto

diverso da quello esterno, all’esterno possiamo leggere la figura di un ottagono ma

all’interno l’architettura è molto più complessa: possiamo comunque riconoscere una

figura di ottagono ma fra un vertice e un altro si aprono delle cappelle e delle nicchie

semicircolari. Ha un interno molto articolato con la sistemazione di alcune colonne, ci

sono due ingressi e delle aperture che lasciano entrare della luce.

battistero

Il non ha una forma casuale: per il numero 8 (dell’ottagono) sappiamo che la

numerologia può rimandare a una simbologia, infatti Sant’Ambrogio indica tramite degli

scritti che 8 devono essere i lati del fonte battesimale, della casca per il battesimo come i

lati dell’edificio. Otto per la cultura cristiana del tempo è un numero con un significato,

l’8 e il numero dopo il 7 ed è visto come il numero del rinnovamento della rinascita della

risurrezione immortalità e redenzione, è un numero che lega fortemente al battesimo e

alla celebrazione di questo. Una liturgia che dobbiamo immaginare molto diversa a

quella contemporanea, a quei tempi il sacramento prendeva forma attraverso un percorso

che prevedeva l’annegamento di un uomo vecchio e che risorgeva a nuova vita grazie al

battesimo e alla fede cristiana. Era una rinascita e avveniva tramite la simulazione

dell’annegamento con la totale immersione del catecumeno in questa piscina. Era

un’operazione complessa nei significati che prevedeva anche una struttura complessa. I

margini d’invenzione non sono moltissimi e si danno significati a forme ereditate dal

passato e questo tipo di rimando simbolico si reitera in continuazione nel medioevo,

dove si crede che due cose siano identiche non per la forma ma per il loro significato.

Tutta l’architettura medievale per essere capita deve essere prese in considerazione con

triade vitruviana

la e con il significato dell’edificio, altrimenti non è possibile

comprendere l’edificio. Attraverso un itinerario che si estende a tutto il medioevo noi

possiamo considerare la storia dei battisteri come una storia autonoma con

caratteristiche forti che si declinano di volta in volta con soluzioni diverse. ! 41

La nascita della chiesa cristiana

battistero di Albenga gli edifici medievali sono difficili

Il del V sec.,

da analizzare per le trasformazioni subite soprattutto dalla meta

dell’800 tutti questi edifici sono stati restaurati, riprogettati e spesso

trasformati. La lettura formale di questi edifici è molto

ingannevole, sappiamo che sono edifici di forma ottagonale. Qui

ritroviamo l’alternanza di nicchie rettangolari e semicircolari, qui

l’edificio al suo interno ha dei lati irregolari con spazi maggiori e

minori. È una geometria che da luogo a uno spazio centrale con

una vasca e con delle colonne in corrispondenza degli spigoli

dell’ottagono. Ci sono delle tracce di decorazione a mosaico. Tutto

l’edificio è costruito in muratura e sopra le nicchie che sono

rettangolari e semicircolari, si trovano delle volte a botte o delle

semicupole generate da degli archi, sopra, si trova riproposta la

geometria dell’ordine interno con un’imposta dal disegno

ottagonale, qui si trova un altro volume interamente costruito in

muratura con delle finestre e degli archi con una copertura in

muratura, che è la forma che custodisce dei modi di costruire dei

Romani. Le caratteristiche tipologiche sono quelle degli spazi

termali, e anche se è vero che la cerimonia di purificazione aveva

una simbologia collegata all’acqua in realtà, la questione non è

tuttavia così semplice.

battistero degli ortodossi a Ravenna

Il di committenza imperiale

con al suo interno decorazioni sfarzose con uso di marmo verde e

porfido rosso che rimandano alla tradizione imperiale Romana.

Abbiamo una vasca al centro e un perimetro ottagonale. La città

di Ravenna si trova su un terreno alluvionale, gli edifici, quindi si

trovano a quote diverse rispetto al passato. Vediamo

un’architettura definita da un basamento con delle piccole

colonne con capitelli che reggono degli archi che non aprono

delle cappelle ma dei piccoli sfondati, abbiamo poi una cornice

con sopra delle finestre con sopra degli archi e infine una

copertura a cupola o a volta. Un edificio che rimanda alla

tradizione costruttiva Romana. ! 42

La nascita della chiesa cristiana

battistero di Lomello

La pianta del del VI sec., è particolare per

una variante della forma dell’ottagono, quelle che erano le

cappelle che si trovavano all’interno della struttura muraria

polilobato

vengono poste fuori, e quindi prende un profilo

all’esterno. Nel medioevo si lavora molto sull’articolazione dello

spazio. Anche qui c’è il trattamento degli spazi nella parte

basamentale che poi cambia nella forma della copertura. Possiamo

notare che l’ottagono non si vede più nella parte basamentale ma

nella superiore dove si aprono delle finestre, mentre i muri alla

base sono ciechi. All’esterno abbiamo un prisma e un tetto a falde

e prevede l’associazione di due forme autonome ma collaboranti,

il guscio interno è legato alla concezione dell’architettura dello

spazio esterno mentre il tetto esterno a falde serve a proteggere la

tetto a

volta che altrimenti andrebbe consumata in poco tempo. Il

falde è il tetto che meglio si addice al settentrione e verrà usato anche in moltissime

chiese per coprire la parte più importante delle basiliche ovvero il punto di incrocio

tiburio,

delle navate col transetto. Questa soluzione si chiama molto utilizzato fino al 1680

ed è una struttura molto complessa anche per il rapporto tra l’interno e l’esterno.

battistero della Brianza

Il del complesso di San Pietro, è

realizzato con ciottolo di fiume e con giunti di malta molto

abbondanti. Siamo di fronte ad una costruzione molto povera

formalmente. Ha le caratteristiche come quelle di Lomello, forma

tetto e struttura inoltre c’è stato un gran restauro ottocentesco

forse riletto in chiave Romantica.

battistero della basilica di san Vincenzo a Galliano

Il dove nel

2007 è stato celebrato il millenario, è un’architettura di una qualità

incredibile costruita intermente in pietra, ha una pianta quadrata,

il rimando all’ottagono c’è per le quattro nicchie circolari e i

quattro spazi di raccordo tra le nicchie. Ha una pianta a croce

greca con quattro bracci ma raccordati tra loro da queste piccole

nicchie. Il perimetro esterno è molto diverso ed ha un corpo

murario molto spesso. Ha delle piccole finestre a doppia

strombatura, delle fessure che si allargano dall’interno all’esterno.

C’era un’intenzione precisa nel cercare questo effetto particolare.

! 43

La nascita della chiesa cristiana

battistero di san Giovanni a Firenze è fondamentale

Il per la

storia dell’architettura rinascimentale, anche per Brunelleschi

per lo studio della prospettiva. È un edificio a pianta ottagonale

con un’origine nel V sec di età tardo imperiale. All’interno di

ogni faccia dell’ottagono troviamo una nicchia di forma

trapezoidale con le due colonne, sopra c’è un attico con sopra

una trabeazione classica rivisitata. Sopra

ancora una cupola a spicchi. È un

pantheon medievale in forma ottagonale,

qualcuno che doveva costruire un

battistero comunque sceglie di fare

riferimento a una architettura classica a

pianta centrale coperta da una volta o da

una cupola e necessariamente quindi a

quella del pantheon. Il battistero di san Giovanni è una delle

architettura medioevali di maggior pregio in tutta Italia.

Battistero della Cattedrale di Parma,

Del 1196 è il di Benedetto

Antelami, scultore e architetto, un prisma ottagonale con uno sviluppo

verticale notevolissimo, si sostiene che sia un primo edificio gotico, ma

in realtà è del medioevo dal VI al XIII sec dove anche era importante

l’altezza. Quest’architettura viene interpretata in modo molto

contemporaneo, nell’ambito della stessa tradizione è possibile

realizzare sempre edifici nuovi.

Le basiliche commissionate da Costantino e da sua madre sono costruite nei luoghi

principali della cristianità, la pianta della basilica della Natività a Betlemme, edificata nel

33 d.C. ha un cortile come vestibolo di ingresso 5 navate e la forma ottagonale lascia

intravedere la grotta di Betlemme. Questo edificio non ha funzione battesimale allora

perché si sceglie per custodire una reliquia a pianta centrale era stato utilizzato per

custodire la memoria, la celebrazione degli eroi. Il prototipo era un monumento che ha

dato il nome a una tipologia, il monumento di Mausolo di Carnasso che da il nome ai

mausolei, accomunati dall’essere edifici a pianta centrale e quindi anche qui la pianta

centrale viene usata per la custodia della memoria.

mausoleo dell’Imperatore Massimiano a Milano,

È il in un disegno

di epoca rinascimentale con piazza San Vittore, una chiesa

preesistente a quella che attualmente si affaccia sulla piazza in realtà

quello che sembrerebbe un battistero in realtà è un mausoleo

imperiale con tutte le caratteristiche che abbiamo visto prima nei ! 44

La nascita della chiesa cristiana

battisteri. I loro significati sono molto legati perché l’architettura del mausoleo è

destinata a perpetuare la memoria di un personaggio famoso ed è destinata ad alimentare

il mito legato al personaggio, dove resta la memoria e in questo senso l’edificio e pianta

centrale era destinato alla sepoltura degli eroi per testimoniare la loro sopravvivenza, è

poi usato nell’architettura cristiana attraverso il quale ai cristiani verranno aboliti i

peccati e garantita la vita eterna. È un legame tra edifici pagani e cristiani.

mausoleo di Teodorico a Ravenna.

Il La costruzione si distingue da

tutte le altre architetture ravennati per il fatto di non essere

costruito in mattoni, ma con blocchi di pietra d'Istria. Il mausoleo

decagonale

presenta una pianta e l'impostazione a pianta centrale

riprende la tipologia di altri mausolei Romani (come il Mausoleo di

Cecilia Metella), ed è caratterizzato da due ordini: il primo è

esternamente decagonale, con nicchie su ciascun lato coperte da

solidi archi a tutto sesto, mentre all'interno ha un vano cruciforme,

forse con destinazione di camera sepolcrale; il secondo è più

piccolo, raggiungibile da una scala esterna e anticamente circondato

da un deambulatorio con colonnine che lo rendevano più

aggraziato e del quale restano solo tracce nell'attaccatura di archi

alla parete. È anch'esso a forma decagonale all'esterno, ma diviene

circolare al livello del fregio. Il vano interno è circolare, con una

sola nicchia ad arco provvisto di croce. Oggi vi si trova la vasca di porfido priva di lastra

superiore e che conteneva il corpo del re, i cui resti furono rimossi durante la

dominazione Bizantina. La caratteristica più sorprendente dell'edificio è costituita dalla

copertura formata da un enorme unico monolite a forma di calotta, in pietra d'Istria di

300 tonnellate e di 11 metri di diametro, trasportato per mare e issato sull'edificio con

dodici anse (occhielli). Mausoleo di Costantina,

Il figlia di Costantino, divenuta chiesa di

Santa Costanza annessa alla basilica di Sant’Agnese del 350 d.C.,

ha una pianta interessante circolare di diametro di 20 metri, con

nicchie sul perimetro. Lo spazio centrale è separato da un doppio

colonnato e anche la divisione dell’interno volumetricamente è

molto complessa. L’ ambulacro circolare coperto da volta a botte

ricorrente che circonda un vano centrale, a sua volta sormontato da

forcipe.

una cupola, su cui si innesta un atrio a All’esterno c’è un

altro colonnato circolare. Questo mausoleo fa riferimento a una

pianta centrale a doppio guscio più complessa di quella del

pantheon, la pianta ha un tamburo esterno ma al suo interno è

! 45

La nascita della chiesa cristiana

custodito un baldacchino quasi autonomo ma comunque collegato al perimetro esterno e

che doveva svilupparsi in altezza. S’intravede il deambulatorio perimetrale coperto da

una volta a botte più bassa. Doppie colonne con pezzo di trabeazione archi e un cilindro

con 12 finestre, ricavate sotto l’imposta della cupola. All’estrema semplicità degli esterni

si contrapponeva il ricco apparato decorativo dello spazio interno, che consisteva di

preziosi mosaici sulla superficie della cupola e dell’ambulacro; È importante lo spazio

perimetrale che fa entrare in questo spazio interno molto più alto dove è concentrata la

luce.

Sono edifici chiamati attualmente e impropriamente basiliche ma che per la

conformazione spaziale non lo sono, sono in contrasto con le basiliche fin ora viste. Sono

edifici rari e con un minor successo nella geografia cristiana, e spesso sono chiese

palatine legate alla residenza imperiale e a volte sono legati a dei culti particolari come

quello dei martiri, torna il culto della memoria di un eroe e sono edifici difficili da

Sono piante che diventeranno anche caratteristiche delle moschee.

spiegare. basilica di San Lorenzo a Milano,

La questa chiesa a pianta

centrale a doppio guscio nasce come sistema che ha al suo

interno altri tre edifici a pianta centrale che non sono sacrestie

o spazi accessori, ma parti integranti di questo sistema. Questi

tre edifici a pianta centrale di forma ottagonale custodiscono

forme molto articolate, non sono né mausolei né battisteri, ma

sacelli

hanno la stessa forma. I sono dei recinti sacri dove si

custodiva la memoria di un martire cristiano, dei piccoli edifici

uguali ai mausolei tardo antichi, o meglio le medesime

caratteristiche vengono prese e utilizzate perché il loro nuovo

significato si lega a quello degli edifici antichi, qui si tramanda

la memoria dell’eroe cristiano, Aquilini, Ippolito e Sisto.

La San Lorenzo di

Lorenzo è uno dei primi martiri cristiani.

oggi è radicata alla sua origine, ma profondamente trasformata.

Ci sono varie ipotesi per la strana forma che ha, secondo questi

studi la data di fondazione precisa sarebbe il 416 posizionata

via ad ticinum.

fuori dalle mura tardo antiche lungo la Per

molto tempo si è supposto che la basilica e i tre sacelli fossero

stati costruiti in tempi diversi come il monumentale

quadriportico che esiste ancora oggi. Degli studi archeologici

hanno dimostrato che tutte queste strutture hanno una

struttura di fondazione comune ottenuta dalla demolizione di

un altro importante edificio milanese proveniente dall’arena,

! 46

La nascita della chiesa cristiana

l’anfiteatro di Milano, che fu demolito perché fuori le

mura Romane poteva facilmente cadere in mano nemica

e diventare cittadella per attaccare la città, e perde di

senso per l’abolizione delle divinationes. Tutta la

struttura è stata quindi concepita contemporaneamente.

Per effetti di alcuni crolli la parte centrale deve essere stata

ricostruita per un terremoto del 1117 che ha devastato la

pianura padana, e ha permesso una ricostruzione edificio

ricrollato nel 1567 dove sotto Carlo Borromeo si decide di ricostruire tutto l’edificio. Al periodo

tardo cinquecentesco si deve il tiburio e il baldacchino. Restano di età tardo antica le esedre del

perimetro e le torri, i campanili.

La basilica doveva essere nascosta alla vista, perché nell’arco della storia erano andati a

sovrapporsi al suo intorno edifici, oggi la piazza e lo spazio liberano, nel suo interno è di

nuovo frutto di interventi di restauro. C’era un colonnato con alle spalle la ricostruzione

di un quadriportico tutto colonnato con gli edifici seicenteschi della canonica, come più

nartece

moderno è l’attuale (parte della basilica paleocristiana riservata ai catecumeni e ai

penitenti, costituita da un vestibolo per lo più addossato all'esterno della facciata).

L’origine geometrica della pianta è un quadrato, in prossimità degli spigoli esistono

esedre,

quattro torri quadrate, contenenti le scale per salire ai vari livelli, si aprivano delle

in corrispondenza dei vertici ci sono dei grandi pilastri triangolari che disegnano un altro

quadrato interno delle esedre, esterno in muratura e all’interno nel quadrato minore si

disegnano altri spazi quadrati o curvilinei dove si inseriscono delle colonne e non dei

muri. Intorno si disegna un deambulatorio in altezza si doveva trovare un matroneo, un

ballatoio con lo stesso perimetro del deambulatorio del pian terreno. Come doveva essere

coperto lo spazio centrale, il lato è di 46 metri paragonabile all’architettura del pantheon.

Le ipotesi sono una grandissima volta a crociera oppure una cupola con tubi fittili di

terracotta di tipo orientale dal profilo ribassato o una volta a ombrello. Abbiamo un

disegno rinascimentale che ci fa vedere la cupola quattrocentesca semicircolare. I pilastri

triangolari oggi non esistono più sono inglobati in pilastri che hanno cambiato l’imposta

del sistema di copertura. Adesso è stata costruita una cupola con all’esterno un tetto a

falde. L’edificio all’interno doveva essere ricoperto di mosaici dorati e il deambulatorio

doveva essere ricoperta di lastre di marmo.

mausoleo di Galla Placidia a Ravenna

Il ha la pianta a croce greca con

volte a botte sui bracci e una cupola all’incrocio dei bracci. Accanto al

mausoleo oggi troviamo un edificio a pianta centrale a doppio guscio,

di San Vitale

la basilica viene iniziata nel 532 epoca di governo

Ostrogoto. Viene conclusa nel 546, e quindi in epoca di governo di

Giustiniano, che è rappresentato nei mosaici del presbiterio. Il

finanziamento è stato probabilmente di un banchiere inoltre era

! 47

La nascita della chiesa cristiana

necessario il benestare del vescovo. A pianta ottagonale,

esternamente si presenta come una composizione di volumi

geometrici ben definiti da cui emergono la cupola inglobata e

tiburio (rivestimento

nascosta dal esterno utilizzato

nell’architettura Romana, bizantina e gotica) con copertura

poligonale a falde, e l’abside, poligonale all’esterno e

semicircolare all’interno, affiancata da 2 ambienti accessori. I

paramenti murari esterni sono di laterizio, semplici e sobri come

nella tradizione del luogo, articolati da contrafforti posti a

rinforzo degli spigoli, da paraste (pilastri portanti incassati nella

parete, da cui sporgono leggermente) e cornici dentellate. È un

edificio a pianta centrale con deambulatorio, la scelta di una

pianta centrale era solitamente legata a un significato

particolare. Forse questo era un martyrium ma c’è ancora da

chiarire in proposito. Un guscio esterno che racchiude una struttura interna che si eleva

particolarmente in altezza mentre il deambulatorio resta più basso. Quadriportico e

nartece di ingresso, la basilica è appoggiata di spigolo al nartece e ha due ingressi (cosa

anomala) che approdano nel deambulatorio. Ci sono una

serie di pilastri con una sezione complicata, perché

disegnano l’ottagono interno, esterno: lo spazio compreso tra

l’uno e l’altro e una serie di esedre che disegnano il

perimetro e che sono articolate da diaframmi aperti composti

da colonne, sono pilastri complicatissimi anche dal punto di

vista della triade.

firmitas

Per la lo spessore delle murature è molto minore dei pilastri. È un edificio con

una struttura a raggiera, è come se i pilastri avessero la continuazione negli spigoli della

struttura. Il deambulatorio è buio rischiarato da delle finestre con sopra delle volte a

crociera di cui non sappiamo l’epoca, al centro c’è uno spazio luminosissimo. Anche

questo è un edificio con uno sviluppo in altezza molto accentuato legato a una forma di

religiosità alto medioevale, i colori sono chiarissimi e tutti gli

elementi sono ricoperti di lastre di marmo, probabilmente

aveva lo stesso aspetto anche la San Lorenzo tardo antica.

L’esterno invece è molto rigoroso, si vede il prisma ottagonale,

il guscio interno e esterno, anche qui la cupola è posteriore.

Le colonne con capitelli tronco-conici lavorati a bulino, una

sorta di trapano che tagliavano il marmo molto finemente,

non hanno nulla a che fare con quelli classici ma non sono

neanche capitelli di spoglio, sono nuovi. Colonna, capitello,

arco, ma si vuole un’architettura più alta, si inserisce tra il ! 48

La nascita della chiesa cristiana

pulvino.

capitello e l’imposta dell’arco un altro elemento, il Lo spazio tra il nartece e

l’ingresso in realtà s’inseriscono delle strutture molto complicate con un dettaglio molto

elevato con decorazioni a stucco in uno spazio accessorio tutto decorato e ricoperto di

stucco, questa è la tradizione Romana.

chiesa dei santi Sergio e Bacco

A Constantinopoli la è uguale a San Lorenzo di Milano,

Santa Sofia

molto simile nello schema e nelle proporzioni. Anche a di Costantinopoli

abbiamo una costruzione colossale, forse la più bella del mondo,realizzata con marmi e

pietre cavate appositamente da quello che era il mondo allora conosciuto.

Sergio e Bacco a Costantinopoli Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli ! 49

Architettura Romanica in Italia

Le origini e lo sviluppo di un tipo edilizio, diffuso in migliaia di esempi in un arco di

tempo molto lungo. Un tipo edilizio che caratterizza molto il medioevo: il monastero e

l’abbazia, come questa architettura risponde ad alcuni bisogni, ne anticipa altri e ne

Studiare queste architetture è estremamente difficile, come tutte le

riprende di più antichi.

architetture medievali, perché più di altre sono state sottoposte a restauri di tipo stilistico

dall’inizio del 1800 fino alla metà del 1900.

medioevo

Il è l’età fra quella antica e quella moderna dal V al XIV sec. è un periodo

tutt’altro che unitario. Per quanto riguarda l’Italia e un po la Francia è importante dare

l’identificazione di periodi diversi:

• medioevo

l’alto dal V al X-XI senza dubbio come una fase di prolungata dissoluzione

del mondo antico, con il crollo di alcune certezze. L’alto medioevo continua ad essere

un periodo difficile da studiare per la mancanza di fonti e per la difficoltà di queste

fonti e perché i resti archeologici sono più difficili da leggere perché in minor numero

e perché hanno subito varie modifiche. Molto più facile studiare l’archeologia di

Pompei che di Chartres. Capire questi edifici dell’alto medioevo è capire che questi

secoli furono anni di distruzione dell’unità del mondo antico, l’impossibilità di

percorrere strade o rotte navali, numerosi rapporti cessano di esistere. Furono anni di

grande instabilità e immobilità (pochi insediamenti ben fatti) e anni di grande povertà.

Furono anni molo diversi rispetto a quelli dell’età antica e dell’impero Romano.

• basso medioevo

il dal 1050 è caratterizzato da un rinnovamento vigoroso, da una crescita

demografica consistente e secondo alcune letture l’architettura del basso medioevo

può essere letta con quella che poi viene identificata architettura del rinascimento.

In Italia le città furono sottoposte ad un fenomeno di decadenza e questo portò con se il

fenomeno importante del riuso materico. Le città iniziarono a costruirsi su se stesse con i

materiali disponibili, questo era dovuto anche dall’interruzione delle comunicazioni. Non

solo si perde la possibilità di rifornire, ma anche tutta la logistica delle costruzione entra

in crisi. Si assiste ad un fenomeno di decremento e ruralizzazione dei cittadini, con

coltivazione e pastorizia nei centri urbani per evitare le comunicazioni e avere tutto in

città. Le città si cristianizzano, con i gruppi episcopali, con due cattedrali e due battisteri.

Un altro fenomeno è che le città vengono fortificate con fossati e palizzate in legno con

poche porte e con delle torri di avvistamento. A fronte di questo fenomeno c’è la perdita

d’importanza dei fenomeni del mercato. La vivacità di alcuni fenomeni si disperde in un

territorio più vasto, come Pavia, Monza, Brescia e Verona, nel sud Benevento e Salerno,

tutte città di fondazione alto medievale che diffondevano insediamenti di carattere

puntiforme.

In due modi ci si insediava o con un castello o con un monastero. ! 50

Architettura Romanica in Italia

castello

Il è un complesso architettonico per ospitare

civili o militari, non ci occuperemo di architettura

militare perché si sviluppa sella base di altri criteri

sull’arte della guerra e non della firmitas utilitas e

venustas. Sono questioni funzionali che hanno

determinato delle caratteristiche architettoniche.

Nella maggior parte dei casi la nuova struttura della

città è determinata esclusivamente da ragioni

difensive: in epoca Romanica si elaborano le forme sia della città cinta di mura sia della

fortificazione isolata, ossia il castello.

monastero

Il è l’edificio che ospita dei monaci, per capire la sua architettura è

importante capire il monachesimo cristiano, di origini orientali intorno al IV secolo,

nasce dall’esigenza di totale isolamento dal mondo in un clima di totale meditazione e

penitenza. In occidente il monachesimo nel V e VI secolo prende un’altra strada, il

monastero diventa un luogo di meditazione in comunità. Sarebbe meglio chiamarlo

cenobbio cenobita,

e vita in comune, molto in contrasto con quella del monachesimo.

Vivere in comune vuol dire avere norme e regole comuni e tutti si ponevano

volontariamente sotto la guida di un padre, che era una persona di maggiore prestigio.

Inizialmente i monasteri erano del tutto autonomi, comunità isolate e distanti da altre. In

una fase successiva si sentì il bisogno di sostituire questo isolamento con delle vere e

proprie organizzazioni di monasteri, che voleva dire circolazione di informazioni. Dal X

al XII sec le congregazioni di monasteri dettero vita agli ordini religiosi tutt’ora esistenti.

ordine religioso

Un è una comunità che sceglie di osservare dei voti rispettando un

sistema d regole stabilite da un fondatore o da una congregazione che si è riunita

fondando un istituto e un ordine gerarchico.

In Italia un contributo importante fu dato da Benedetto da Norcia delle comunità dei

et labora”,

benedettini, benedetto fissa per il suo ordine “Ora i monaci imposero uno stile

e una forma di vita comunitaria in luoghi separati dal mondo, ma impone che questa

comunità si impegna a lavorare il territorio

locale. Una comunità che si voleva ordinata,

autonoma e che fosse un centro di preghiera o

di studio che col tempo doveva essere anche un

luogo di produzione di prodotti artigianali.

Questo tipo di comunità che si andava

diffondendo in tutta Europa aveva la necessità di

essere ospitata in un edificio, il monastero o

convento. La prima componente che bisogna

tenere in considerazione è il rapporto con il ! 51

Architettura Romanica in Italia

luogo in cui vengono costruiti perché è una componente determinante del successo di

questi edifici. La regola della vita monastica imponeva che il monastero fosse costruito in

un luogo isolato.

Situati sulle vie di transito di pellegrini, cavalieri e mercanti, questi insediamenti si

configurano come roccaforti in cui vengono gelosamente custoditi i fondamenti della

cultura del tempo (conservati nelle biblioteche e affidati alla cura di copisti e amanuensi),

vengono sviluppati e discussi studi economici e tecnici, sorgono laboratori artigiani e

agricoli e vengono promosse ricerche relative alle tecniche costruttive in ambito

architettonico: in definitiva vi convergono tutte le forme di sapere sorte in ambito

europeo.

Dal punto di vista dell’organizzazione architettonica, le abbazie e i monasteri si

caratterizzano per il fatto che intorno alla chiesa vengono sistemati gli ambienti dedicati

alla preghiera e alla vita quotidiana: il chiostro, la sala capitolare, la biblioteca, le celle o i

dormitori dei monaci e gli ambienti di servizio (magazzini e dispense), secondo una rigida

disposizione planimetrica che scandisce i tempi e i riti della vita monastica, così come

quelli del lavoro e dell’ospitalità per i visitatori.

Un luogo isolato e sicuro per mantenere la propria autonomia

di

nell’alto medioevo era uno sperone roccioso come l’abbazia

Montecassino in una zona molto impervia. Fondata nel 529 da

san Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un

tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del

mare, ha subito nel corso della sua storia un'alterna vicenda

di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni.

San Michele in Piemonte è situata su un picco roccioso. È

raggiungibile solo a piedi attraverso 2 percorsi.

di San Fruttuoso nel golfo del Tigullio

L’abbazia è

raggiungibile solo a piedi o via mare, che assicurava

isolamento e possibilità di comunicazione.

di Pomposa

L’abbazia in territorio paludoso era protetta dalle

nebbie in un luogo particolarmente inabitabile e

irraggiungibile, infatti viene costruita un’altissima torre

campanaria per vedere oltre la nebbia. ! 52

Architettura Romanica in Italia

Era un’autonomia politica e istituzionale e che funzionava anche dal punto di vista della

condivisione dei motivi che teneva queste persone insieme. Quando si costruisce in un

luogo isolato e la protezione è proprio l’isolamento, bisogna costruire con i materiali

locali, non è un’architettura povera. Ciò che isola dall’esterno è il muro, tutte hanno un

chiostro,

centro, il uno spazio porticato non costruito in uno stesso momento, il chiostro

medievale tutto regolare con stessi materiali e forme è opera dei restauri del 1800. La

chiesa era tradizionalmente orientata con l’ingresso a ovest un asse longitudinale e un

abside rivolto a est. Uno dei portici del chiostro veniva spesso costruito a ridosso

dell’ingresso della chiesa. Il muro nord della chiesa sarà esposto ai venti più freddi al

contrario se le chiesa è l’edificio più alto e nei posti meridionali bisogna proteggersi dal

sole. Il chiostro quindi si poteva disporre a nord o a sud della chiesa rispettivamente in

base alla posizione geografica. Il chiostro ha vari bracci dove esistono le residenze e le

stanze per il lavoro. Il chiostro non è un’invenzione medievale ma arriva dalla cultura

greca. residenza

Quello medievale è sempre una

domus Romana,

come quello della della

consuetudo”

“italica di Vitruvio, con un atrio

atrum, nero nerastro per via della fuligine

(da

che anneriva, uno spazio aperto senza coperture

dove si custodiva il focolare), la casa ad atri si

domus

sviluppa secondo dei secoli. La è una

casa patrizia con un isolato rettangolare con

una doppia suddivisione, un atrio e un

peristilio, si entrava nell’atrio attraverso delle

fauces con una serie di cubicola, la stanza

che metteva in comunicazione i due ambienti peristilio e atrio era molto importante. Il

peristilio aveva un porticato ed era destinato ai ricevimenti.

Antonio da Sangallo era incaricato di

di Montecassino.

rinnovare l’abbazia

Abbiamo una abbazia con davanti un

portico e sul lato un chiostro. Nel

chiostro si coltivavano erbe medicinali.

Intorno al chiostro abbiamo altri

ambienti. Si dice che il portico

addossato alla parete era destinato

anch’esso ad una liturgia mentre il

braccio a 90° rispetto alla chiesa e

vicino all’abside era destinato al pian

! 53

Architettura Romanica in Italia

sala capitolare

terreno ai monaci alla si poteva discutere e

comunicare, lì spesso c’era la biblioteca, sopra c’erano i

dormitori e dato che ogni 4 ore si doveva andare a pregare dal

secondo piano da una scala interna entravano nell’abside. Nella

parte sud c’erano le cucine, i refettori, i bagni e anche il

califactorium, il luogo riscaldato. Il corridoio ovest aveva o dei

magazzini o delle foresterie o per il commercio. Il chiostro è

composta da un porticato di colonne con agli angoli dei pilastri

con un senso sia strutturale che ideologico di passaggio da un luogo all’altro. Il

colonnato serve a far entrare più luce.

Una pianta ideale di una abbazia ideale custodita nella

di Sangallo,

biblioteca dell’abbazia un disegno della

metà del IX secolo, 5 fogli cuciti per 1,12x0,77 metri, con

delle dimensioni e proporzioni perfette.

L’abbazia rispetto al convento o al monastero ha una

differenza istituzionale: a capo di una abbazia c’è non un

abate

padre, ma un con grandi poteri perché erano

autonomi rispetto al potere giurisdizionale dei vescovi e

sono uomini designati dagli imperatori al governo di

queste piccole unità territoriali. Una sorta di città per

centinaia di persone che comprende all’interno una serie

di edifici del territorio urbano, come l’ospedale o di tipo

collettivo, un noviziato, giardini e orti diversi, il cimitero,

le stalle, i pollai. L’abate ha una casa indipendente

rispetto all’abitazione collettiva dei religiosi.

La chiesa abbaziale e di grandi dimensioni e molto complessa dal punto di vista spaziale,

una complessità che non avevano le grandi basiliche di Costantino, questa aveva due

absidi uno di ingresso con doppio deambulatorio e un altro con l’altare. Ci sono tre

navate ma sui lati ci sono molti altari che prevedevano lo svolgimento di processioni e

funzioni fortemente teatrali con uno spazio che si complica enormemente. Ci sono due

gigantesche torri campanarie con un percorso a spirale con una scala a chiocciola, che

doveva significare la grande altezza di queste torri.

Questa architettura è tipica del mondo dell’impero Carolingio tra il VII e il IX sec. in 200

anni costruirono 1690 edifici diversi 129 palazzi reali 212 cattedrali e 1594 monasteri.

Solo Carlo Magno dette lavoro in più di 300 edifici, purtroppo tutte queste architetture

non sono giunte fino a noi. ! 54

Architettura Romanica in Italia

di ingresso all’abbazia di Lorsch

L’aula comunque è a tutti gli

effetti disegnato come un arco trionfale.

di Centula

L’Abbazia era in realtà una vera e propria città dove

si sviluppava un borgo di 7 villaggi per un totale di 7000 abitanti,

il tutto cintato, con una organizzazione che prevedeva un mercato

un quartiere per i militari, dei borghi

Romanica

Lo studio dell’architettura in Europa, il termine Romanico è una sorta di

neologismo, fa parte di una classificazione storiografica che si lega non a una

periodizzazione, ma a un lavoro di contenimento destinato a contenere una serie di opere

aventi una stessa serie di caratteristiche linguistiche e stilistiche. Questo tipo di

classificazione ha portato vantaggi e svantaggi. È indispensabile capire che questo

periodo ha prodotto con esiti molto diversi una serie di edifici che sono accomunati da

delle ricerche di carattere progettuale compositivo e costruttivo e non hanno questi

caratteri comuni formali decorativi e linguistici che erano stati rilevati nell’ottocento. È

difficile leggere queste architetture senza aver studiato la storia recente e ogni edificio in

particolare. La basilica di sant’Ambrogio è stata bombardata e ricostruita. Tanti di questi

edifici alla fine dell’ottocento sono stati sottoposti a restauri di ripristino, e gli architetti

Romantici si sono fatti interpreti della tradizione Romanica spesso reinventando lo stile

medievale.

Come il Romanico si identifica anche un periodo storico che per quanto riguarda

Inghilterra e Francia è un periodo completo dal 1050 al 1150. Per i territori italiani

spagnoli e impero germanico la data slitta, si arriva a costruire in Romani fino al

1200-1250. Le caratteristiche sono una grande fioritura di cantieri e uno straordinario

modo di associare a tante iniziative una grande qualità architettonica. Su temi comuni si

danno soluzioni diverse che alla base hanno un modo di lavorare tipico medievale, ce la

perdita del canone classico e fa si che ogni singolo cantiere non abbia mai la singola

ripetizione canonica tra di loro. Tra pilastri, colonne, architravi, archivolti. È importante

capire che all’interno di questi cantieri le maestranze si spostano e ce una fitta

comunicazione, fondamentali sono le reti dei monasteri e delle abbazie, è un periodo di

grandissima vitalità dai vescovi abati a laici, da singoli a congregazione decidono di

investire molto denaro in un sistema che almeno per 600 anni sembrava sopito, con delle

differenze che variano dai singoli contesti in cui venivano costruiti. Nella penisola

italiana soprattutto perla sua frammentazione politica e culturale. In alcune comunità la

committenza è vescovile mentre il duomo di Modena nasce da un volere cittadino e

popolare. La Sicilia con i normanni. Ci sono regioni con tradizioni completamente

! 55

Architettura Romanica in Italia

diverse, non parleremo di Roma perché l’architettura Romanica di Roma è l’architettura

che più si lega alla tradizione paleocristiana tanto da essere molto riconoscibile rispetto

ai canoni classici portando pochi contributi innovativi. Bari è una città importantissima

per la storia del Romanico europeo. Alcuni soldati baresi organizzano una spedizione e

recuperano le reliquie di san Nicola (santa claus), diventa molto importante come città

militarmente ed economicamente, le crociate partono da Bari. Sarà un esercizio di lettura

degli edifici a volte molto superficiale, come costume locale e innovazione rispetto al

passato senza perdere di vista il panorama europeo.

L’itinerario italiano parte dal nord Italia che è ricchissimo di architettura Romanica con

collegamenti ad altre regioni per tornare alla fine alle regioni toscane.

Basilica di sant’Abbondio a Como, la pianta a cinque navate

anche se in realtà la basilica originariamente ne doveva avere

solo tre, le navate sono scandite da pilastri a sezioni circolare,

mentre certamente di ripristino sono i pilastri della navata

esterna più piccoli e sempre a sezioni circolare. Non è presente

il transetto. Costruito dal 1080 ha una testa molto sviluppata, le

navate hanno della cappelle rettangolari con absidi, esiste una

cappella principale quadrata che insiste sulla navata principale,

sono posteriori al Romanico sia le cappelle sia il coro con

l’abside semicircolare. È molto interessante che esistano dei

pilastri cruciformi sui quali sono addossati altri pilastri circolari

che separano la testata dell’aula rispetto all’aula. Gli spessori

murari dell’edificio sono molto ridotti in rapporto alla

grandezza dell’aula, i pilastri hanno uno spessore molto ampio

ma scopriamo in corrispondenza delle due cappelle sono state

costruite due torri campanarie molto più grandi rispetto a tutto

l’edificio e rappresentano una soluzione piuttosto originale che

preferisce costruire torri campanarie separate dagli edifici.

Questo edificio si lega molto alle ricerche delle regioni

d’oltralpe rispetto a quelle lombarde e padane. La chiesa è

interamente costruita in pietra grigia, materiale tipico del lago

di Como e Lecco. Gli elementi stilistici che potrebbero rientrare

all’interno del campionario Romanico, le lesene o modanature

che non hanno funzione strutturale ma che servono a

compartire e suddividere il rivestimento del paramento murario esterno. Questa è una

basilica, un edificio ad aula con la navata centrale piu alta rispetto alle altre, la

caratteristica tipica del Romanico è di esibire la differenza di quote anche in facciata, una

facciata così si chiama a salienti, cosa particolare è che queste facciate siano scandite in

! 56

Architettura Romanica in Italia

senso verticale da dei pilastri tra le navate e vede come linee prevalenti quelle verticali. Si

aprono finestre sui muri laterali sopra le falde dei tetti delle navate minori, le finestre

sono monofore molte strette, e a coronamento sommitale della parete sono degli archetti.

Nelle mura sono inseriti blocchi di pietra di dimensioni diverse. Ha una copertura lignee

con soffitto piano, alti pilastri a sezioni circolare.

Santa Maria del tiglio ad alto Lario ha la torre campanaria in

facciata, e ci fa capire come questa regione fosse in rapporti molto

stretti con il nord Europa. La chiesa, con asse est-ovest, è a pianta

centrale triabsidata coperta da tetto a falde su struttura a capriate

lignee con manto in lastre di pietra. Le strutture murarie del

complesso sono realizzate prevalentemente con blocchi di pietra

locale posati, fino ad una certa altezza, a fasce bicrome bianche e

nere; nella tessitura muraria sono inseriti elementi lapidei Romani

di reimpiego, quali blocchi scolpiti, are e cippi; La copertura è a

tetto, con struttura lignea e manto in lastre di pietra.

basilica di sant’Ambrogio

La che è rappresentata come una sorta

di modella per il Romanico italiano e europeo, ma più che un

modello è un’eccezione: la basilica Romanica viene costruita

inglobando nella sua struttura una basilica di epoca paleocristiana

costruita nel 386, era un edificio voluta dal vescovo Ambrogio

dedicata ai martiri cristiani, venne dedicata ad Ambrogio solo dopo

la sua morte. La basilica paleocristiana ha tre navate con un

quadriportico antistante e senza transetto, l’impostazione non è di

origine Romanica ma è una eredità di un’epoca precedente di quasi

settecento anni rispetto alla ricostruzione Romanica che si dice

ripartire intorno al 1080 che peraltro ricuce una serie di modifiche

come l’abside modificato nel periodo carolingio, c’è la costruzione

di un primo campanile. Cos’ha di Romanico questo edificio? Non

ha le misure perché viene da un edificio precedente, non il

quadriportico anche questo preesistente. C’è un tentativo di

connettere il quadriportico con la facciata e le torri. Tutto grazie ad

un modulo quadrato, l particolarità di sant’Ambrogio è che queste

campate si costruiscono delle volte a crociera è solo a qui che si

realizzano le volte a crociera, le volte a crociera della altre chiese

Romaniche sono state costruite ed aggiunte a partire dal 1350. Le

volte a crociera sono una caratteristica non del Romanico ma della

basilica di sant’Ambrogio. Lo studio di questa basilica è molto

! 57

Architettura Romanica in Italia

complesso, ovvero la connessione fra un sistema maggiore e

un ordine minore, le campate quadrate della navata centrale

sono disegnate tramite la collocazione di 4 pilastri

cruciformi molto elaborati, vedendo i pilastri noi possiamo

capire la logica costruttiva della basilica. Il pilastro

cruciforme di connette perfettamente anche al sistema di

collegamento longitudinale che mette in relazione il modulo

maggiore con il modulo minore. I pilastri sono a croce con a

45 gradi dei pilastri incastrati, ogni pilastrino è la base di un

arco o longitudinale o trasversale oppure della crociera. C’è

un pilastro maggiore che è la baso di un arco trasversale,

quello minore crea la scansione con piccola archi delle

navate laterali e altri per le crociere. Basata su rapporti

elementari 1 a 2. La grande particolarità della basilica è che non ha la navata centrale più

alte delle laterali, è un edificio che potremmo chiamare chiesa a sala in quanto navata

centrale e laterali sono impostate alla stessa altezza, non è propriamente e

completamente una basilica. È molto buoi perché avendo le coperture tutte alla stessa

altezza non ci sono le finestre sulla navata principale. La luce entra dalla facciata e dalla

volta ad ombrello posta sopra l’altare più delle piccola finestre posteriori poste

sull’abside. La facciata è una sorta di balcone dalla quale il vescovo si poteva esporre, e

presenta le finestre che illuminano l’interno. Non ha una facciata a salienti ma a capanna,

delle grandi falde che coprono tutto il sistema a volte della navata centrale, sopra le volte

delle grandi travi di legno con la copertura sopra.

chiesa di san Michele,

A Pavia, la è una chiesa a tre navate con un

piccolo transetto un altare e abside. Ma anche qui le navate sono

separate da pilastri maggiori e minori. Ma interessante è la

facciata di arenaria, pietra chiara e molto friabile e la facciata non

è ne una facciata a salienti né a capanna ma a schermo. È un

manufatto quasi indipendente ed autonomo rispetto alla

composizione interna. La facciata è caratterizzata da una

scansione in tre elementi ma sempre divisa in modo verticale da

delle lesene che permettono l’apertura dei 3 portali 1 maggiore, in

più ci sono dei rilievi narrativi scolpiti disposti a nastri orizzontali,

con richiami della classicità che però non interrompono le lesene

verticali. Presenta delle aperture a monofore bifore, monocoli, con

una galleria di archetti in alto. È una sorta di corpo autonomo

dell’edificio, ma la facciata non è soltanto un paramento ma è un

possente muro alla Romana che gli archietti Romanici sanno

! 58

Architettura Romanica in Italia

usare molto meglio dei loro avi, capiscono che tra i paramenti esterno e interno, il

riempimento ogni tanto si può togliere non solo per far passare tubi ma anche per motivi

di ordine compositivo, per alleggerire la muratura sia a livello statico che del disegno. Si

alleggerisce proprio la parte in alto più esposta al vento. C’è un certo gusto per la

profondità delle murature che lavorate minuziosamente esaltano la capacità di poterla

lavorare e la bravura. duomo di Piacenza

La facciata del è sempre suddivisa

verticalmente da delle lesene che aprono tre portali , sormontati

da protiri e ornati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi.

Il timpano è disegnato dalle loggette. La facciata a capanna è in

marmo rosa veronese e arenaria. Orizzontalmente la facciata è

partita da un galleria, con sottili colonnine, che sovrasta i due

protiri laterali. Al centro un rosone.

cattedrale di Parma,

La facciata della un paramento interno ed

esterno che si legge per la differenza di materiali sempre le

loggette. Essa è a capanna, con paramento murario in blocchi di

pietra squadrati. La parte inferiore è liscia, priva di decorazioni;

qui si aprono i tre portali: i due laterali più piccoli, quello

centrale più grande, ciascuno dei quali è leggermente strombato

ed è sormontato da una lunetta chiusa da vetrate. Il portale

centrale , a differenza degli altri due, è preceduto da un protiro,

[1]

con arco a tutto sesto, poggiante su due colonne corinzie ognuna

delle quali a sua volta e retta da un leone stiloforo. Il protiro

termina con una loggia con copertura a doppio spiovente e volta a botte, il cui archivolto

è decorato con motivi ad archetti; la copertura è sorretta da una colonnina corinzia per

lato. Nella parte superiore della facciata, si aprono due logge, disposte su livelli differenti.

La loggia inferiore, al livello del secondo piano del protiro, è costituita da quattro trifore

con archetti poggianti su colonnine, due a destra e due a sinistra. La loggia superiore ha

il medesimo schema di quella inferiore, ma è meno alta. Al centro, sopra il protiro, si apre

una grande monofora con arco a tutto sesto, che dà luce all'interno. La terza loggia segue

l'andamento dei due spioventi del tetto ed è costituita da monofore sorrette anch'esse da

colonnine. ! 59

Architettura Romanica in Italia

San Zeno a Verona cambia il materiale, marmo rosa. l frontone

segna esternamente alla chiesa la sommità della navata centrale.

Il frontone triangolare è di marmo bianco. Questo marmo crea

un contrasto con il resto della facciata della chiesa fatta in tufo,

pietra e percorso centralmente da sette lesene in marmo rosa.

Qui ce tutto il campionario decorativo che è piaciuto tantissimo

agli architetti dell’ottocento. Le lesene maggiori e minori,

archetti pensili che disegnano il timpano con facciata a salienti

e tutti gli elementi che disegnano il paramento esterno, con il protiro (porta) con leoni

stilofori. La maggior parte degli architetti sono, non a caso, degli scultori. Ai lati del

protiro e del portale ci sono 18 altorilievi.

duomo di Modena

Il è uno degli edifici più importanti nella

storia dell’architettura italiana, sul manuale non è neanche

citato. Viene fondato nel 1099 e consacrato nel 1184, questo

edificio viene risparmiato da un potentissimo terremoto del

1117 che ha scosso tutta la pianura padana. Moltissimi edifici

sono stati ricostruiti con caratteristiche Romaniche come quelle

del duomo. Quasi mai una catastrofe ha portato una

conservazione come in questo caso, ma a una rivoluzione e

innovazione. L’architetto Lanfranco si può attribuire la

costruzione di questo edificio, ha una bibliografica vasta ed

attendibile.

Facciata a salienti con un’accentuata valorizzazione della

dimensione orizzontale con la galleria di trifore e la scansione

Una miniatura che ci fa vedere

verticale del rivestimento esterno.

delle immagini di cantiere con i mastri che vanno a disporre filari di

mattoni, i manovali che porti in ceste i mattoni, c’è l’architetto

Lanfranco, vestito come un dignitario con la barba, ha il capo coperto

e soprattutto ha in mano l’asta rigida che è una segno di comando ma

che è anche un metro per controllare che tutto avvenga in modo

giusto. Una pianta che illustra le fasi cronologiche della

costruzione: è stato costruito a partire dall’abside e dal luogo

che accoglieva provvisoriamente l’altare maggiore. È un edificio

che rinnova un edificio più antico. È costruito prima la parte

alta degli absidi poi la facciata e poi la congiunzione dei due

elementi. Gli edifici non erano costruiti disegnando la pianta

sul terreno e facendoli salire contemporaneamente. È un

edificio a croce latina con transetto compreso nel perimetro,

esiste, è un volume che non si legge in pianta, ha tre navate con

! 60

Architettura Romanica in Italia

quella centrale doppia rispetto a quella laterale, compatta con pilastri cruciformi e

polilobati, le navate minori sono scandite a pilastri circolari che ricordano la colonna

antica. Sulle navate laterali ci sono dei matronei non calpestabili, le volte sono state

costruite molto dopo la costruzione dell’edificio, lo si capisce dalle mura molto sottili che

dovevano inizialmente sostenere una copertura lignea. I pilastrini dell’altare sono per

una cripta sotto l’altare ma al livello delle navate. È ricoperto da un rivestimento di

pietra, di 98 tipi di pietra diversa perché si scopre una necropoli Romana e si riutilizza il

marmo di questa scoperta per il duomo ma solo il paramento esterno perché l’interno è

fatto in mattoni rossi. Il transetto sporge come volume ma è compreso nel perimetro.

L’edificio è scandito da delle lesene che recano dei capitelli con delle campate classiche.

Tutto l’edificio è concepito in modo straordinario per l’architettura e la decorazione

profondamente connesso con la struttura architettonica, c’è dentro tutto il mondo

medievale, animale, vegetale, leggende e mostri.

L’interno è tutto realizzato in mattoni di argilla, con il matroneo che riprende l’idea della

galleria esterna ma che non ha funzione effettiva e le volte ad arco acuto perché costruita

successivamente e l’altare rialzato con sotto la cripta. Ogni singolo elemento è occasione

per inserire decorazioni in modo molto classico, anche narrativo. Il leone stiloforo che

regge la colonna. Con la porta della pescheria con la storia di re Artù.

cattedrale di Trani nelle puglie

La e il tema che viene trattato è

la facciata a schermo con profilo a salienti, il rosone è inserito

genericamente dopo il 1200, sono un aggiornamento stilistico,

dopo i volumi sono molto puri semplici e lineari, la pietra

isodoma e scolpita in modo semplice e preciso. C’è il rapporto

tra facciata e torre campanaria con un basamento, tutto l’edificio

è sopraelevato anche per motivi pratici.

basilica di San Nicola a Bari,

La con volumi puri. La chiesa è

costruita su un luogo di fortificazione quindi gli spessori e i

materiali sono rapportati agli elementi preesistenti, è sempre

presente il richiamo al Romanico con la tripartizione della

facciata, si dice che circolassero maestranze del nord Italia ma

piuttosto circolavano i re normanni della Francia. Dal 1087 viene

trafugato il corpo di san Nicola da dei marinai baresi e nel 1089

inizia la costruzione, il possesso delle reliquie significa

possedere oggetti di straordinario potere dal punto di vista

simbolico e a delle forme di turismo come pellegrinaggi.

Importanti sia dal punto di vista simbolico che economico, Bari

diventa un porto strategico importantissimo. L’interno è una

! 61


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

137

PESO

3.85 MB

AUTORE

sandi84

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in architettura delle costruzioni
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sandi84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Balestreri Isabella Carla Rachele.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in architettura delle costruzioni

Riassunto completo + Immagini - Storia Architettura II - Architettura Moderna e Contemporanea
Appunto
Appunti di Storia del restauro
Appunto
Storia dell'architettura dall’Ottocento al movimento moderno - Adolf Loos
Appunto
Appunti storia dell'architettura contemporanea
Appunto