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Diritto privato - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti approfonditi di Diritto privato in cui nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’ordinamento giuridico, la norma giuridica, la fattispecie, la legge, i regolamenti, le norme corporative, efficacia temporale delle leggi, la dichiarazione di incostituzionalità.

Esame di Diritto privato docente Prof. D. Russo

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ESTRATTO DOCUMENTO

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi

migliorie e di pagare al proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento

dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione del fondo purché non lo

deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre

al proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti

anni).

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e l'enfiteuta può

disporre del suo diritto ma vi è divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

decorso termine (enfiteusi temporanea);

 perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

 affrancazione;

 devoluzione;

 prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ] non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20

 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando

una somma corrispondente a quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della

cosa subordinata o alla condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo

di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972 codice civile]. Il diritto di

affrancazione prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi

per le migliorie apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo)

c’è u rimborso, per le addizioni (opere fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius

tolendi o il diritto al rimborso. Si ha diritto di ritenzione per l’enfiteuta quando questi ha

diritto a rimanere in possesso del fondo finché non abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di

rispettarne la destinazione economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere

durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita dell’usufruttuario. Il diritto

restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei

genitori, per effetto di negozio o per usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni

immobili necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario

possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione detta

 confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso

sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e ad una garanzia.

frutti naturali e civili.

 alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in

 locazione l'oggetto del suo diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata

dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario

restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon

 padre di famiglia. (fare l'inventario e prestare garanzia) ;

onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa

 ordinaria gravante sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto

scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

 prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta

 se concesso a persona giuridica);

consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

 perimento della cosa;

 abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando

 deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni

vale lo ius tollendi

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a

restituire gli stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene

regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti

limitatamente ai propri bisogni (nel caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice

civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità

di un altro fondo (fondo dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027

codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero

chiuso; non sono quindi ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un

 dovere positivo (di fare) perciò le opere necessarie al fondo servente sono a carico del

richiedente;

appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

 utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

 la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad

 un'indennità [Art. 1032 codice civile];

mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a

 trascrizione), si parla perciò di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee

elettriche, a condizione che non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma

provoca troppo disagio o è troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è

insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per

destinazione del padre di famiglia ed è soggetta a trascrizione; la servitù può essere

costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che l’ha costituita;

in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie. Il diritto di servitù

comprende tutto ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo di servitù apparente è

stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo è l’unico che si può disporre mentre

se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la

conservazione della servitù sono a carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

 non apparenti costituibili quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro

 uso; si possono creare solo per contratto o testamento

positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante;

 prescrizione in venti anni per non uso

continue quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

discontinue quando è goduta per atti singoli

negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la

 prescrizione decorre dal momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la ostacola

o la contesta. L'azione è di accertamento.

Estinzione delle servitù:

rinuncia del titolare;

 confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

 prescrizione estintiva di venti anni.

La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del

medesimo diritto reale. Se il diritto reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini.

La comunione può essere:

pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

 pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si

 parla di quote

volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

 involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti

principi generali:

ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire

 agli altri di servirsene;

ogni contitolare può disporre della sua quota;

 ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le

 scelte sull’amministrazione sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del

 valore della cosa), quindi per maggioranza di quote;

può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un

 amministratore, anche esterno , della cosa

le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da

 maggioranza qualificata (due terzi del valore della cosa);

gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza

 qualificata;

l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio

appartamento ed è condomino di alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono

divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote sono indicate in millesimi;

sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per

l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità d’impugnazione della

delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad

un determinato periodo durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono

dettate molte norme sulla trasparenza con obblighi per il titolare di fornire documenti

informativi. È riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere

scritto

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di fatto

del diritto di proprietà o di altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il fatto

di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta pensare a chi possiede un bene

rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di

 non averne il titolo di possesso (conduttore, comodatario);

possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non riconoscendo

 alcun diritto altrui su di essa;

possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere

 riconosciuti dal detentore come titolari.

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del

possidente. Nello ius possesionis riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al

possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può togliere lui il bene se

non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto

di revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà. Lo ius

possidendi è il diritto di chi ha un titolo di proprietà accompagnato al possesso della

cosa.

Acquisto del possesso può avvenire :

a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti

 a quelli derivanti dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti

non deve verificarsi per l'altrui tolleranza);

a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere

 consegnato se l’acquirente già ne ha il possesso oppure se rimane in detenzione

dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o

dell'animus (volontà di detenere la cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose

sono uscite dalla custodia del possessore

L’art1141 afferma che spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la cosa

l’ha ricevuta per un titolo che non permette di disporne. La presunzione di possesso

intermedio: per il possessore è sufficiente dimostrare di aver posseduto la cosa in un

tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il possesso sia stato

continuato.

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli

spetta [Art. 1147 cod. civ]; il possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo

purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è in buona fede quando nelle

stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo. La

buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso ma basta che ci sia

all’inizio. Il possesso continua nella successione a titolo universale con gli stessi caratteri

originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a titolo particolare si parla di

accessione del possesso nel quale il periodo di godimento del donante si somma a quello

di colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina anche un nuovo

titolo di possesso in buona fede indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se

non quelli dal momento della domanda giudiziale integrati eventualmente con

quelli che potevano essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in

prescrizione; le spese di restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i

possessori in buona e mala fede.

Il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso

ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona fede

di bene mobile anziché il proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè per le

vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151 codice civile]; affinché il possesso si

traduca in titolo occorre:

che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

 che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

 che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a

 momento dell’alienazione ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e

difficilmente indagabile.

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la

titolarità sia certificata. Se taluno con successivi contratti aliena a più persone lo stesso

bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in buona fede è preferita alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione del

possesso con violenza, anche da parte del proprietario; le azioni petitorie possono invece

essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno spoglio

violento o clandestino anche se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168 codice

civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di decadenza di un anno dallo

spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di

immobili o di un diritto reale su di un immobile per far cessare le molestie o le turbative

nei confronti del suo possesso che deve durare da almeno un anno ininterrotto[Art. 1170

codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o

al possessore che abbia ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa

oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia iniziata da meno di un anno e non

terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di

godimento o al possessore nel caso in cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente

derivante da cosa preesistente.

L'USUCAPIONE

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali

di godimento in virtù del possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri

requisiti [Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come l’opposto della prescrizione perché

fa nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o

 clandestino il computo del tempo inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163

codice civile];

il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve

 essere di oltre un anno [Art. 1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di

sospensione [Art 2942 codice civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine

[Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è

 caratterizzato da buona fede;

usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

la buona fede;

 un titolo di trasferimento a non domino;

 la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali sono:

relatività il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del

 debitore;

mediatezza il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui

l’obbligato risponde con la totalità dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è

obbligato giuridicamente (il debito di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla

ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può essere fatta valere in

giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga

(assume il dovere giuridico) di eseguire una determinata prestazione a favore dell'altra.

Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto illecito e qualsiasi altro atto

idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

creditore o soggetto attivo;

 debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

 solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore;

 l'adempimento di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a

porre in essere l’azione di regresso. Questa caratteristica rafforza il vincolo e si presume

a meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore di un debitore li

libera tutti salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei creditori riceve

l’adempimento per tutti i crediti si considerano soddisfatti tutti i creditori.

L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e

 viene disciplinata come la solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del

comportamento; la prestazione può consistere in un dare, in un fare o in un non fare.

Una prestazione può essere:

fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

 infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile di

valutazione economica [Art 1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

possibile;

 lecita;

 determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice

quando la determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare)

nel bene materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si

classificano in:

generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

 specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in

danaro che deve avere corso legale nello Stato e nel momento; è a termine se va

adempiuta dopo un certo intervallo di tempo dal momento in cui è sorta; vale il principio

nominalistico ovvero non si tiene conto della svalutazione, tuttavia si possono stabilire

interessi: legali, attualmente al 2.5%

convenzionale, decisi tra le parti

moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli

legali

usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA

NULLA

gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il

debitore si libera eseguendone una sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal

debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede una sola prestazione

si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare

prestando altra cosa.

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi

rimane connessa in modo da dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente) pattuisce

con un terzo (cessionario) il trasferimento del suo diritto verso il debitore (ceduto); la

cessione del credito indica anche lo stesso trasferimento del credito; l'obbligazione resta

inalterata a seguito della cessione [Art. 1260 codice civile].

Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia carattere

personale, non sia vietato dalla legge o non sia stato diversamente pattuito

nell'obbligazione; con la cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.

Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere

notificata; in mancanza della notifica la cessione non ha effetto nei confronti del debitore

[Art 1264 codice civile].

Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre al

cedente ed è questo il carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata della

cambiale.

Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per

prima notificata al debitore [Art. 1265 cod. civ].

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del

credito, non il suo adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con apposito patto il

cedente può garantire la solvibilità stessa.

La cessione può avvenire:

cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del

 debitore nei confronti del cessionario. Qualora il debitore non adempia il cedente dovrà

restituire al cessionario quanto ricevuto come corrispettivo della cessione, oltre agli

interessi, alle spese della cessione ed alle spese sostenute dal cessionario per sollecitare

il debitore [Art. 1267 codice civile]. Nella cessione pro solvendo i principi dell’art. 1266

vengono derogati dalle parti.

cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di inadempienza del

 debitore; il cedente è immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che si

trovano in suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor) si

assume l'impegno di gestire tutti o parte dei crediti di un'altra impresa dietro pagamento

di una commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti al factor; il factor

generalmente svolge la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui crediti. Il factor può

essere una banca o un intermediario finanziario e salvo specificazione i contratti sono pro

solvendo.

Nel caso di delegazione attiva il cedente il cessionario ed il debitore si mettono d’accordo

sul fatto che il credito vada pagato al cessionario; l’unica differenza con la cessione è che

qui partecipa attivamente anche il debitore. Il pagamento con surrogazione si ha con la

sostituzione del creditore con un'altra persona all'atto del pagamento. A differenza della

cessione del credito la surrogazione presuppone che l'obbligazione sia adempiuta, è il caso

del mutuo [Art. 1201 - 1205 codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro soggetto

(delegato) ad eseguire (delegatio solvendi) o a promettere di eseguire (delegatio

promittendi) un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto (delegatario).

L'operazione necessita della cooperazione di tutti e tre i soggetti. Distinguiamo inoltre:

delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato

 pagamento a favore del delegatario; il delegato non è tenuto ad accettare; nell'ipotesi in

cui il delegato sia debitore verso il delegante questo può sempre rifiutare l'incarico ma

nel caso in cui lo accetti la prestazione eseguita vale contemporaneamente come

effettuata dal delegante verso il delegatario (e come effettuata dal delegato verso il

delegante per i rapporti tra questi)[Art. 1269 codice civile]; questo è lo schema

dell’assegno bancario. Nel caso di indebito, il diritto di pretendere la restituzione spetta

sempre al delegante.

delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di effettuare

 un pagamento determinato nei confronti del delegatario; la delegazione non libera il

delegante che resta obbligato insieme al delegato (delegazione cumulativa) , tuttavia il

delegatario deve prima pretendere il pagamento dal delegato e poi dal delegante[Art.

1268 codice civile]; le garanzie del delegante vengono annullate salvo diversa

specificazione; solo il delegatario con espressa dichiarazione può liberare il delegante

(delegazione liberatoria); il delegante può revocare la delegazione fin quando il

delegato non abbia adempiuto.

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono che

quest'ultimo si assuma il debito di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del terzo è

spontanea e può avvenire senza il consenso del debitore. L'espromissione può essere:

cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta

 debitore insieme al terzo stesso;

liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il quale

quest'ultimo si assume l'onere di provvedere al pagamento del creditore (accollatario); ciò

di regola avviene nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca. Esistono due specie di

accollo:

accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei

 confronti dell'accollato; il creditore non vanta alcun diritto nei confronti dell'accollante,

quindi in caso di inadempimento risponderà l'accollato e l'accollante sarà responsabile

solo nei confronti dell'accollato; l'accollo interno non è contemplato dalla legge;

accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale all'accordo

 tra accollato ed accollante; se ciò avviene l'accollante diviene responsabile

dell'adempimento; l'accollato viene liberato solo se espressamente previsto dal contratto

(accollo liberatorio), altrimenti è obbligato in solido coll'accollante (accollo cumulativo)

[Art. 1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme

all’obbligo assunto. L'adempimento porta l'obbligazione alla sua fine naturale.

Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui

l'obbligazione sia infungibile o se il debitore ha precedentemente comunicato la sua

opposizione a un pagamento fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].

Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa dall'esatto

adempimento; qualora il debitore non esegua la prestazione concordata il creditore può

esigere il pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197 codice civile].

Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si noti

invece che nel rapporto cambiario vale l’opposto.

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione sia il

destinatario dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia legalmente

capace; il debitore si libera anche se paga in buona fede chi appariva il creditore. A meno

che diversamente specificato, il luogo dell’adempimento deve essere: generalmente quello

dove è sorta l’obbligazione, della consegna della cosa deve essere dove si trovava, del

pagamento è a casa del creditore o a casa del debitore. Il tempo o il momento deve essere

quello stabilito o se non pattuito si considera immediatamente esigibile. Il credito si

considera scaduto e il creditore può agire in giudizio se il debitore non paga nel termine

convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i

movimenti maggiori bisogna servirsi di banche che devono registrare i movimenti più

grandi.

Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire

quale intende saldare; in caso contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti quello

meno garantito e poi quello più antico.

Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento offertogli

dal debitore, oppure omette di compiere gli atti preparatori al compimento della

prestazione, si realizza la figura della mora del creditore [Art. 1206 codice civile]; effetti

della mora del creditore sono:

rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;

 onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore (oltre al

 rimborso delle spese di custodia e di conservazione della cosa dovuta).

Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta solenne al

creditore, cioè presentata da pubblico ufficiale; quando l'offerta non è solenne non ci sarà

mora del creditore ma non si realizzerà neppure la mora del debitore [Art. 1220 codice

civile].

Morte del debitore nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente

creditore e debitore relativamente a due diversi rapporti obbligatori: se sussistono

determinate condizioni previste dall'ordinamento i due rapporti possono estinguersi

totalmente o parzialmente senza ricorso ai rispettivi adempimenti. La compensazione può

essere:

legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei crediti [Art.

 1243 codice civile]; per effetto della compensazione legale i debiti si estinguono in

maniera retroattiva dal momento della loro coesistenza; deve essere fatta riconoscere

dal giudice.

giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile

 liquidazione) ed esigibile, invocato in giudizio, con un altro, di medesime

caratteristiche, opposto nel giudizio stesso al primo credito [Art. 1243 codice civile]; la

compensazione giudiziale è applicata dal giudice;

volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile], che

 possono riservarsi di derogare le condizioni necessarie alla compensazione legale o

giudiziale; la compensazione facoltativa permette la realizzazione con l’accordo della

parte a cui ancora non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si trova

nella condizione di creditore e di debitore relativamente alla stessa obbligazione [Art. 1253

codice civile].

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un nuovo

rapporto a quello originario. La novazione può essere:

soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore [Art. 1235

 codice civile]; alla novazione soggettiva si applicano le norme riguardanti la

delegazione, l'espromissione e l'accollo;

oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230 codice

 civile]; elementi caratterizzanti la novazione oggettiva sono la modificazione

dell'oggetto (elemento oggettivo) e la volontà di estinguere la precedente obbligazione

(elemento soggettivo).

Remissione rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è un

negozio unilaterale recettizio; il debitore può dichiarare di non voler approfittare della

remissione; la remissione può essere espressa o tacita (per consegna del titolo

all'obbligato); il pactum de non petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non

chiedere il pagamento fino ad un certo periodo.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia divenuta

impossibile non per colpa del debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il debitore deve

consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta

prestazione dovuta. L'inadempimento può essere imputabile al debitore (in questo caso si

parla di responsabilità contrattuale del debitore) oppure a cause non dipendenti da lui (in

tal caso il debitore ha l'onere di provare che l'impossibilità della prestazione non era a lui

imputabile) [Art. 1218 codice civile].

L'inadempimento può consistere in:

adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce

 quantitativamente o qualitativamente da quella pattuita;

inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma

 sussistono ancora le condizioni affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso il

debitore è tenuto, oltre all'adempimento della prestazione stabilita, al risarcimento dei

danni recati al creditore a causa del suo ritardo;

inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e sono

 venuti a cadere i presupposti affinché questa si realizzi (ad es. è troppo tardi); in questo

caso la prestazione del creditore si trasforma nel risarcimento danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore

nell'eseguire la prestazione dovuta , ma può essere evitata se questi riesce a provare che la

colpa non è sua.. La mora del debitore può essere:

ex re ovvero automatica quando non è necessario un atto di Costituzione in mora del

 debitore, la mora scatta automaticamente per il solo fatto del ritardo [Art. 1219 codice

civile]; la mora ex re si verifica quando:

l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui esige una

 pronta riparazione;

il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;

 quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al domicilio del

 creditore.

ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante atto di

 Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha inadempimento

assoluto, non ha senso quindi parlare di ritardo e di mora.

Gli effetti della mora sono:

risarcimento dei danni relativi al ritardo;

 passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile mentre il

 debitore è in mora, anche se per cause non a lui imputabili, egli è obbligato al

risarcimento dei danni subiti come se l'impossibilità della prestazione fosse dipesa da

lui [Art. 1221 codice civile]; il debitore può liberarsi dal rischi se prova che la merce

sarebbe perita anche in mano al creditore.

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato guadagno,

mentre l’onere di provare i singoli fatti lesivi spetta al creditore; la liquidazione può essere

affidata al giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa del ritardo è sempre del debitore

che deve versare oltre al debito anche gli interessi pari alla misura stabilita o al tasso legale

se nulla è disposto, e tutto indipendentemente dal fatto che il creditore abbia sofferto un

danno; se comunque il danno è stato in misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar

prova si ha diritto ad averli. Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore

avrebbe potuto evitare se avesse utilizzato la normale diligenza (come nel caso

dell’approvvigionamento delle scorte). Per salvaguardare i propri interessi, spesso il

debitore introduce una clausola penale in cui fissa in anticipo la misura del risarcimento

per inadempimento.

I DIRITTI REALI DI GARANZIA

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice

l’inadempimento, promuove il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli

espropriare secondo le norme del codice civile. Art2910

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della

vendita dei beni del creditore (par condicio creditorum), tuttavia la legge preferisce quelli

che godono di una causa legittima di prelazione che sono i privilegi, il pegno e l’ipoteca.

Se le cose soggette a prelazione periscono e sono assicurate, si ha surrogazione attiva, cioè

l’assicurazione paga i creditori al posto del debitore. Il privilegio è la prelazione che la

legge accorda in considerazione della natura del credito [Art. 2745 codice civile]cioè non

vengono creati dai privati e quindi non possono ricadere su beni di terzi; i creditori

assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla

vendita forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da privilegio vengono detti

chirografari. Il privilegio speciale viene costituito su tutti gli immobili.

La categoria dei diritti reali di garanzia comprende i due istituti di pegno ed ipoteca;

entrambi limitano il potere di disposizione del proprietario, hanno carattere reale, ovvero

esiste un bene a garanzia del credito, e sono opponibili a tutti. I due istituti attribuiscono al

titolare il diritto di sequela, ovvero il potere di soddisfare il proprio credito facendo

espropriare il bene e facendolo vendere all’incanto.

E’ comunque vietato il patto commissorio, ovvero la facoltà di accordarsi affinché in

mancanza di pagamento il creditore entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli

incanti il debitore potrà vedere vendute le sue cose ad un prezzo migliore

Il pegno è il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo che il

creditore può acquistare come garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono

oggetto del pegno i beni mobili, universalità di mobili ed altri diritti aventi per oggetto

cose mobili, sono vietati u subpegni; La costituzione del pegno avviene mediante atto

scritto in data certa e contenente una specificazione del pegno al quale sequela consegna

della cosa al creditore o ad un terzo designato dalle parti che ne assume la custodia; è

quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786 codice civile]; se il

debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787 codice civile]

Effetti del pegno :

il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla [Art. 2790

 codice civile]; se questo perde il possesso della cosa può effettuare l’azione di

rivendicazione e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];

il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere la cosa,

 non può quindi usarla o disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il creditore usi la

cosa o ne disponga il costituente può chiedere il sequestro della cosa stessa [Art. 2792

codice civile]; al pagamento del debito il bene deve essere restituito;

il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga venduta al

 pubblico incanto o da privati autorizzati e soddisfarsi sul ricavato [Art. 2796 codice

civile]; il creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene gli sia assegnato

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente nelle

mani del creditore che ne dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca è il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare

la cosa su cui tale diritto è costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul

prezzo ricavato dall’espropriazione [art. 2808 codice civile].

L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione tra

le parti attribuisce il diritto ad ottenere l’ipoteca, ma questa viene posta in essere

dall’iscrizione nei pubblici registri.

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto, abitazione..) con

le loro pertinenze escluse le servitù, i mobili registrati e le rendite dello Stato [art. 2810

codice civile]. L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta la proprietà.

L’ipoteca può essere :

legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a particolari

 creditori a causa di un debito meritevole di una particolare tutela; spetta a:

l’alienante sugli immobili alienati

ai coeredi ai soci per il pagamento dei conguagli

Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri immobiliari se gli

viene presentato l’atto di alienazione, salvo rinuncia dell’alienante; tali ipoteche

derogando allo scopo pubblicitario della stessa prevalgono sulle ipoteche

successivamente iscritte dall’acquirente divento alienante

giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di mero

 accertamento; la sentenza produce il diritto all’ipoteca che verrà poi messa in essere con

l’iscrizione automatica presentando al conservatore una copia della sentenza;

volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del debitore o

 di un terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a

dichiarazione unilaterale del concedente con esclusione del testamento; è richiesta la forma

ad substantiam; l’atto deve contenere tutte le indicazioni idonee ad individuare l’immobile

su cui si concede l’ipoteca [art. 2826 codice civile]; deve essere registrata dal proprietario;

nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha concessa è tenuto a procurarne al debitore la

proprietà, tuttavia il primo deve contenere il bene nel suo patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto

sottostante e determina l’ordine di preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo

scambio del grado tra i creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano gradi successivi.

Se il negozio costitutivo dell’ipoteca è nullo è nulla anche l’iscrizione.

La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione: per

l’iscrizione si ha bisogno della scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente;

l’annotazione serve a rendere pubblico il trasferimento dell’ipoteca a favore di un’altra

persona. Ha efficacia costitutiva; la rinnovazione serve ad evitare l’estinzione

dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti anni dalla data dell’iscrizione.

Trascorsi i venti anni senza che avvenga la rinnovazione si perde il grado dell’ipoteca, non

il diritto a questa; la cancellazione estingue l’ipoteca [art. 2882 codice civile ] quando il

credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito cade in prescrizione si può

richiedere la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista

l’immobile dopo l’iscrizione.

Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può

chiedere che prima siano espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che

può fare è chiedere a questo i danni)

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore

trascuri di compiere gli atti volti a tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione,

riscossione crediti….) [art. 2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere ad un’azione

surrogatoria è necessario :

che vi sia l’inerzia del debitore;

 che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore.

 Che il diritto sia patrimoniale;

Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al suo

debitore per l’esercizio dei diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo per se ma

in nomine debitoris e conseguentemente a favore di tutti i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore compia

degli atti che rendono il suo patrimonio insufficiente a prestare garanzia del debito [art.

2901 codice civile]. Presupposti per esperire un’azione revocatoria sono :

un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;

 che l’atto di cui sopra renda il patrimonio del debitore insufficiente a garantire il

 debito;

la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il

 creditore che agisce in revocatoria ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è

sufficiente che diminuisca le garanzie che questo può portare (vendita di un immobile).

L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro i

terzi acquirenti le stesse azioni esecutive e conservative che avrebbe potuto compiere nei

confronti del suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona fede la legge lo tutela, mentre

se è i mala fede o a titolo gratuito il bene rientra in possesso del debitore principale.

L’azione revocatorio può essere fatta solo per gli atti di alienazione compiuti dopo la

nascita del debito con lo scopo di frodare i debitori; nel negozio simulato non occorre

dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno ipotetico ed eventuale.

L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore che

ha fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito [art. 2905 codice civile]. In

questo modo il bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa di

proprietà del debitore, fino a quando il debitore non adempie l’obbligazione connessa con

la cosa stessa. Il diritto di ritenzione si può far valere solo nei casi espressamente previsti

dall’ordinamento.

I CONTRATTI

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un

rapporto giuridico patrimoniale [art. 1321 codice civile]. Il contratto quindi si distingue

dagli altri negozi giuridici perché in primo luogo non può mai essere unilaterale, e poi

deve avere contenuto patrimoniale.

Elementi essenziali del contratto [art. 1325 codice civile] :

l’accordo delle parti;

 la causa;

 l’oggetto che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile;

 la forma che è richiesta ab substantiam

CLASSIFICAZIONE DEI CONTRATTI :

Contratti tipici: contratti che per la loro Contratti atipici: le parti sono comunque

frequenza o importanza vengono libere di concludere contratti che non sono

espressamente disciplinati dal legislatore. previsti dal legislatore (atipici) purché siano

diretti a realizzare interessi meritevoli di

tutela secondo l’ordinamento giuridico [art.

1322 codice civile].

Contratti con due parti. Contratti plurilaterali; in questo tipo di

contratti il vizio derivante da una parte non

coinvolge necessariamente la sorte

dell’intero contratto (ciò avviene solo se la

partecipazione viziata è da considerarsi

essenziale per le altre parti coinvolte).

Contratti a prestazioni corrispettive o Contratti con prestazioni a carico di una

sinallagmatici; viene detto sinallagma il parte sola: ne sono esempi la fideiussione, il

nesso di reciprocità che lega le due deposito gratuito, il comodato.

prestazioni. Se è invalida o impossibile la

prestazione a carico di una parte risulta

invalidi l’intero contratto (sinallagma

genetico); se non viene adempiuta o diviene

impossibile una prestazione la

controprestazione non è più dovuta

(sinallagma funzionale).

Contratti a titolo oneroso. Contratti a titolo gratuito.

Contratti di scambio in cui la prestazione di Contratti associativi in cui la prestazione

ciascuna parte è a vantaggio della di ciascuno è diretta al conseguimento di

controparte. uno scopo comune.

Contratti commutativi in cui i reciproci Contratti aleatori in cui elemento essenziale

sacrifici sono certi. è l’esistenza di un’incertezza sull’entità dei

reciproci sacrifici e proprio per questo non si

può applicare la risoluzione per eccessiva

onerosità.

Contratti ad esecuzione istantanea in cui la Contratti di durata in cui la prestazione

prestazione delle parti è concentrata in un continua nel tempo o si ripete

dato momento, immediato o differito periodicamente.

Contratti a forma libera. Contratti a forma vincolata o solenne.

Contratti consensuali che si perfezionano Contratti reali in cui è necessario oltre

con l’accordo tra le parti. all’accordo anche la consegna del bene

(mutuo, comodato, deposito e pegno).

Contratti ad efficacia reale se realizzano Contratti ad efficacia obbligatoria che

automaticamente, per effetto del solo fanno nascere l’obbligo a carico delle parti di

consenso, il risultato perseguito realizzare il risultato.

(compravendita).

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un

successivo contratto definitivo; nel preliminare deve essere determinato il contenuto

essenziale del contratto definitivo e le eventuali aggiunte devono essere consensuali.

Il contratto preliminare può vincolare ambedue le parti o una sola (promessa unilaterale).

L’inadempimento del contratto preliminare da luogo ad una responsabilità contrattuale;

oltre al risarcimento danni, se taluno non adempie al preliminare all’altra parte è concessa

la facoltà di ottenere, qualora sia possibile, una sentenza costitutiva che realizzi gli effetti

che avrebbe dovuto produrre il contratto.

Il contratto preliminare deve avere gli stessi requisiti di forma richiesti per il contratto

definitivo [art. 1351 codice civile].

Il preliminare è ammesso per qualsiasi tipo di contratto fatta eccezione per la donazione.

Attualmente è permessa la trascivibilità dei contratti preliminari, in particolare sugli

immobili, al fine di evitare in caso di fallimento dei costruttori la perdita delle caparre

versate dai futuri acquirenti; questa trascrizione ha priorità sulle successive e in caso di

fallimento del costruttore il promissario acquirente ha diritto alla restituzione del prezzo

pagato.

Cessione del contratto è una figura che si realizza nei contratti a prestazioni corrispettive

purché queste non siano state ancora eseguite, e consiste in un contratto (di cessione)

stipulato da una parte (cedente) con un terzo estraneo al contratto originario (cessionario)

per trasferire in capo a quest’ultimo tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dal contratto

originario [art. 1406 codice civile]. Ai fini della cessione de contratto è indispensabile il

consenso dell’altro contraente originario (ceduto).

Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto, il nomen verum, e non il suo

adempimento.

Il cedente viene di norma liberato dalle sue obbligazioni verso il ceduto; ma il ceduto si

può cautelare dichiarando espressamente che con la cessione non intende liberare il

cedente, in questo caso il cedente risponderà in caso di inadempimento del cessionario.

Il cedente può anche garantire al cessionario l’adempimento del ceduto, rispondendo in

solido con quest’ultimo (come fideiussore) in caso di inadempimento.

La differenza con il subcontratto è che i rapporti contrattuali tra le due parti originarie

rimangono gli stessi; nasce completamente un nuovo rapporto tra una parte e il terzo e

questo rapporto è completamente separato dal primo.

La conclusione del contratto:

Durante il periodo di trattative si ha negoziazione per ciò che riguarda il contenuto degli

accordi che si stanno formando; le parti sono libere di concludere o meno il contratto, ma

hanno comunque l'obbligo di comportarsi secondo buona fede [art. 1337 codice civile].

L’obbligo di comportarsi secondo buona fede si concretizza in due aspetti fondamentali :

qualora le trattative siano giunte a buon punto una delle parti non le può interrompere

 senza un giustificato motivo.

ciascuna delle parti ha il dovere di informare l’altra di eventuali cause in invalidità del

 contratto, qualora queste siano conosciute o avrebbero potuto esserlo con la normale

diligenza.

Responsabilità precontrattuale o colpa in contrahendo è un tipo di responsabilità

extracontrattuale che viene a realizzarsi qualora una delle parti, nel corso delle trattative,

venga meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede. Il risarcimento dovuto viene

limitato alle spese ed alle perdite che siano strettamente dovute alle trattative ed al

vantaggio che sarebbe potuto ottenersi impiegando il tempo speso nella trattativa fallita in

altre contrattazioni.

Il momento perfezionativo del contratto è il momento in cui proposta ed accettazione

(che costituiscono entrambe dichiarazioni di volontà unilaterali) si fondono in un’unica

volontà. Il contratto si considera concluso nel momento e nel luogo in cui il proponente

ha conoscenza dell’accettazione della sua proposta comunicatagli dalla controparte [art.

1326 codice civile].

Si presume che l’accettazione sia venuta a conoscenza del proponente nel momento in cui

questa sia giunta presso la sua casa o la sua azienda. Per alcuni contratti si ha una

esecuzione di un ordine: tali contratti si considerano accettati quando la parte inizia ad

eseguire , comunicando però l’esecuzione all’altra parte.

Se si tratta di un contratto con obbligazioni a carico del proponente (fideiussione)per la

perfezione del contratto basta anche un comportamento omissivo del destinatario che

quindi non rifiuta la proposta. Una deroga al principio generale è stabilita per la

donazione, che si perfeziona solo in seguito a notifica al donante.

La revoca è l’atto unilaterale con cui si intende far perdere la validità della propria

proposta o della propria accettazione [art. 1328 codice civile].

La proposta può essere revocata prima della conclusione del contratto; tuttavia nel caso in

cui accettante, in buona fede, avesse data esecuzione alla sua prestazione, questo ha diritto

ad essere indennizzato di spese e perdite dal proponente.

La revoca dell’accettazione per essere efficace deve giungere a conoscenza del

proponente prima che gli pervenga l’accettazione.

La proposta (o l’accettazione) perde automaticamente efficacia se prima del

perfezionamento del contratto il proponente (o l’accettante) muore o diviene incapace a

meno che non si tatti di offerte proposte da imprenditori o società non piccoli. La proposta

irrevocabile si realizza nel caso in cui il proponente decide di rinunziare alla facoltà di

revoca. La sua proposta conserva l’efficacia anche nel caso di morte o di sopravvenuta

incapacità [art. 1329 codice civile].

L’offerta al pubblico è la proposta indirizzata a destinatari indeterminati [art. 1336 codice

civile]; per la sua validità deve contenere gli estremi essenziali del contratto che mira a

concludere. L’offerta al pubblico è revocabile, la revoca deve essere fatta nella stessa forma

con cui è stata fatta l’offerta ed è efficace anche nei confronti di chi essendo venuto a

conoscenza della proposta, non ha avuto notizia della revoca.

L’opzione rende irrevocabile la proposta in seguito ad un accordo tra le parti [art. 1331

codice civile]; l’irrevocabilità presenta come unica differenza quella di derivare da accordo

e non solo dalla volontà del proponente. L’opzione ha un termine di validità, ed entro

detto termine l’accettante può perfezionare il contratto mediante dichiarazione unilaterale

di volontà. L’opzione può avere un corrispettivo.

La prelazione consiste nel diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni,

nella stipula di un determinato contratto. La prelazione può essere :

volontaria: quando è conseguenza di un accordo tra le parti : ha efficacia obbligatoria e

 non è opponibile ai terzi;

legale: accordata dalla legge ai coeredi ed è opponibile ai terzi.

Contratti per adesione: consistono in moduli standard contrattuali che le imprese fanno

sottoscrivere alle parti; il cliente non può discutere il contratto e le sue clausole, può

accettarlo in blocco o rifiutarlo. Le clausole più gravi o che determinano uno squilibrio a

carico del consumatore interne a questo tipo di contratti vengono dette vessatorie e

necessitano una specifica approvazione scritta da parte del cliente; in genere riguardano le

responsabilità, le deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria, limitazioni alla facoltà

di opporre eccezioni; esiste una black list di clausole vessatorie. Le clausole aggiunte

prevalgono su quelle prestampate anche se non cancellate; le clausole dubbie si

considerano a favore del contraente debole. Le clausole nulle non toccano la restante parte

del contratto che rimane valido e a vantaggio del consumatore.

Un contratto ha forza di legge tra le parti [art. 1372 codice civile] e può essere sciolto solo

da uno specifico accordo delle parti o per cause ammesse dalla legge. Può altresì essere

concordato uno specifico diritto di recesso, in favore di una o di entrambe le parti, ma in

tale caso il diritto dovrà essere fatto valere prima che l’altra parte abbia dato inizio

all’esecuzione del contratto [art. 1373 codice civile]. Nei contratti di durata indeterminata è

dato diritto di recesso in ogni momento salvo l’obbligo di dare un congruo preavviso.

Interpretazione del contratto - disposizioni del codice civile :

nell’interpretare un contratto si deve risalite alla comune intenzione delle parti, alla

 luce del loro comportamento complessivo [art. 1362];

il contratto deve essere interpretato secondo buona fede [art. 1366];

 là dove le parti non abbiano disposto si ricorrerà all’integrazione del contratto

 applicando le eventuali norme dispositive, gli usi o l’equità [art. 1374] - funzione

integratrice della legge;

si dovrà intendere come nulla ogni pattuizione dei privati contraria alle norme

 imperative - funzione imperative della legge.

Contratti ad effetti reali - momento del passaggio della proprietà :

se si tratta di cosa determinata la proprietà passa per effetto del consenso manifestato

 nelle forme previste dalla legge [art. 1376 codice civile]; la consegna del bene non è

necessaria;

se si tratta di cose generiche la proprietà si trasmette con la specificazione, ovvero

 l’individuazione delle cose mediante pesatura o misurazione [art. 1378 codice civile].

Conflitto tra più acquirenti dello stesso bene :

se si tratta di beni mobili non registrati vale la regola del possesso vale titolo, e

 quindi prevale colui che per primo ha acquistato il possesso o il godimento in buona

fede;

se il conflitto riguarda diritti reali ed alcuni diritti personali su beni immobili o

 mobili registrati vengono applicate le regole della trascrizione;

per i diritti personali di godimento (locazione) viene preferito chi per primo ha

 conseguito il godimento della cosa [art. 1380 codice civile]. Se nessuno ha conseguito il

godimento della cosa vale la data del titolo.

La clausola penale è la clausola inserita dalle parti nel contratto che individua quanto

dovrà essere pagato da una parte a titolo di penale, in seguito ad eventuale

inadempimento. Tramite la clausola penale il creditore viene sgravato dell’onere di

provare l’entità del danno subito e sarà pure esonerato dalla stima che viene determinata

dalla liquidazione convenzionale[art. 1382 codice civile]. La clausola penale può essere

prevista sia nel caso di inadempimento assoluto che in caso di inadempimento relativo.

La caparra può essere di due tipi :

confirmatoria: si verifica quando al momento della conclusione del contratto una parte

 consegna all’altra una somma di danaro o una quantità di cose fungibili come conferma

della serietà del vincolo assunto ed a titolo di acconto sul prezzo dovuto [art. 1385

codice civile]. Se la parte che ha dato la caparra si rende inadempiente l’altra parte ha la

facoltà di recedere dal contratto trattenendo la caparra a titolo di risarcimento ovvero

preferire l’esecuzione del contratto o la risoluzione e trattenere la caparra come anticipo

e garanzia dell’adempimento. Se si rende inadempiente la parte che ha ricevuto la

caparra l’altra parte ha la facoltà di recedere dal contratto pretendendo il doppio della

caparra.

penitenziale costituisce il corrispettivo del diritto di recesso [art.1386 codice civile]; la

 parte che ha dato la caparra può recedere perdendola e la parte che l’ha ricevuta può

recedere pagando il doppio della caparra; la caparra è tutto quello che può essere

preteso.. Il contratto viene sciolto da una dichiarazione unilaterale recettizia e non è

configurabile un’ipotesi di inadempimento.

Effetti del contratto di fronte ai terzi: gli effetti del contratto sono limitati alle parti; se io

prendo impegni per un terzo, questi è libero di adempiere o meno; nei confronti del

contraente sono però vincolato io e dovrò risarcire per danni il primo se non riesco a

convincere il terzo.

Il contratto a favore del terzo è il contratto in cui le parti (promittente e stipulante)

attribuiscono ad un terzo il diritto di pretendere l’adempimento di una promessa[art. 1411

codice civile]. La validità del contratto è subordinata alla condizione che lo stipulante

abbia un interesse, anche solo morale, all’attribuzione del vantaggio al terzo. Al terzo

potrà essere attribuita la titolarità di un diritto, a cui egli stesso discrezionalmente deciderà

se ricorrere o meno, e non un vantaggio meramente economico.

Tipici esempi sono l’accollo, il contratto di trasporto, la rendita a favore di terzi,

l’assicurazione sulla vita a favore di terzi.

Le caratteristiche del contratto a favore del terzo sono :

il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa fin dal momento della stipula

 del contratto a suo favore;

il terzo ha facoltà di rinunzia al diritto attribuitogli;

 lo stipulante può revocare o modificare la stipulazione fino al momento in cui il terzo

 dichiari espressamente di volere utilizzare il diritto;

la causa dell’acquisto del diritto è il contratto a favore del terzo; perciò il promittente

 può opporre al terzo tutte le eccezioni fondate sul contratto ma non quelle fondate sui

rapporti tra promittente e stipulante.

LA RESCISSIONE E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

L’azione di rescissione

La rescissione del contratto è l’azione che rende inefficace il contratto; può essere chiesta

nel caso in cui il contratto presenti anomalie genetiche, ovvero risalenti al momento della

sua stipula. Si può chiedere la rescissione del contratto se concluso in stato di pericolo e

per lesione.

Per esperire un’azione di rescissione del contratto concluso in stato di pericolo occorrono

due presupposti [art. 1447 codice civile] :

lo stato di pericolo in cui si trovava uno dei due contraenti o un’altra persona che ha

 spinto il contraente alla stipula;

l’iniquità delle condizioni.

Per esperire un’azione di rescissione di un contratto (sinallagmatico) per lesione si

richiedono [art. 1448 codice civile] :

una lesione ovvero una sproporzione tra le due prestazioni (la prestazione dovuta deve

 avere un valore più che doppio rispetto alla controprestazione) che deve valere fino al

momento in cui la domanda è proposta;

lo stato di bisogno della parte danneggiata, ovvero uno stato di disagio economico tale

 da incidere sulla corretta valutazione del contratto;

che l’altra parte abbia approfittato dello stato di bisogno.

L’azione di rescissione per lesione non è ammissibile riguardo ai contratto aleatori.

Il contraente contro cui è proposta un’azione rescissione può evitarla eliminando la

sproporzione tra le due prestazioni.

La rescissione non ha efficacia retroattiva, e quindi non può pregiudicare i diritti acquisiti

da terzi.

L’azione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto.

L’azione di risoluzione

L’azione di risoluzione serve a sciogliere il rapporto contrattuale e fare come se non sia

mai esistito; si hanno tre cause principali di risoluzione: per inadempimento, per

impossibilità sopravvenuta, per eccessiva onerosità.

L’azione di risoluzione per inadempimento; in un contratto a prestazioni corrispettive

qualora una delle parti risulti inadempiente, all’altra è concesso il diritto potestativo di

agire per la risoluzione del contratto : il contratto verrà considerato come mai stipulato e la

parte non inadempiente avrà il diritto di chiedere il rimborso delle spese dovute

all’assoluto inadempimento [art. 1453 codice civile]. La parte non inadempiente potrà

ovviamente ottenere la ripetizione della propria prestazione qualora questa sia stata già

eseguita; è anche in suo potere chiedere al posto della risoluzione una condanna

all’adempimento in tal caso potrà chiedere una condanna per ritardato adempimento.

Per ottenere la risoluzione del contratto è necessario presentare una domanda giudiziale;

spetterà quindi al giudice accertare se vi è stato effettivamente inadempimento del

contratto e se la responsabilità di questo deve attribuirsi al convenuto. Il giudice dovrà

anche dichiarare che l’inadempimento non abbia scarsa importanza. Una volta accolta la

domanda dal giudice, l’altra parte non potrà più operare per l’adempimento, salvo il

consenso della parte che si è rivolta al giudice; allo stesso modo la parte che ha fatto

domanda di risoluzione non potrà pretendere l’adempimento. La risoluzione non ha

effetto retroattivo e le cose date devono essere restituite.

La risoluzione di diritto è la risoluzione di un contratto che può avvenire solo nei tre casi

espressamente previsti dall’ordinamento :

Clausola risolutiva espressa, clausola contrattuale con cui le parti si accordano, al

 momento della stipula, per considerare risolto il contratto qualora una determinata

obbligazione non venga adempiuta o venga adempiuta con ritardo [art. 1456 codice

civile]. In seguito all’inadempimento della specifica obbligazione il contratto non viene

considerato automaticamente risolto, viene attribuito alla parte non inadempiente il

diritto potestativo di chiedere la risoluzione semplicemente comunicandolo all’altra

parte. Dalla ricezione della comunicazione il contratto si intende sciolto. Tale clausola

stimola le parti a non ritardare.

Diffida ad adempiere, qualora nel contratto manchi una clausola risolutiva espressa, in

 caso di inadempimento, la parte non inadempiente può intimare l’altro contraente ad

adempiere entro un termine congruo, dichiarando che, qualora non si verifichi

l’adempimento entro detto termine, il contratto sarà da considerare risolto [art. 1454

codice civile]. La risoluzione del contratto opera di diritto e non vi sarà necessità di

alcuna iniziativa giudiziale.

Termine essenziale, termine oltre il quale la prestazione diviene inutile [art. 1457

 codice civile]. L’essenzialità del termine può essere oggettiva, qualora derivi dalla

natura stessa della prestazione, oppure può essere soggettiva, quando deriva da accordi

contrattuali. Il contratto si considera risolto allo scadere del termine, a meno che la parte

interessata non comunichi che ha interesse ad accettare un adempimento tardivo con

una raccomandata entro tre giorni dalla data fissata.

Eccezione di inadempimento: eccezione che una parte può opporre all’altra per

adempiere al proprio obbligo successivo all’adempimento dell’altra qualora l’altra parte

risulti inadempiente. L’inadempimento a cui si fa ricorso deve essere di importanza

sufficiente da giustificare l’eccezione a cui si fa ricorso.

Mutamento delle condizioni patrimoniali dei contraenti qualora il patrimonio di una

delle parti sia divenuto tale da mettere in pericolo la sua prestazione, è concesso all’altra

parte di sospendere l’esecuzione della prestazione a questa dovuta [art. 1561 codice civile],

unica eccezione si ha se il credito è garantito.

La clausola solve et repete è la clausola con cui si dispone che una parte, prima di opporre

le proprie eccezioni, è tenuta all’adempimento [art. 1462 codice civile]. Tale clausola non

ha effetto per le eccezioni di nullità, di annullabilità e di rescissione del contratto e può

essere derogata dal giudice qualora ricorrano gravi motivi.

La risoluzione per impossibilità sopravvenuta nei contratti a prestazioni corrispettive

l’impossibilità sopravvenuta libera la parte dalla prestazione dovuta, e libera quindi l’altra

parte dalla controprestazione, dando luogo alla risoluzione (di diritto) del contratto [art.

1463 codice civile].

Se la prestazione diviene solo parzialmente impossibile dovrà essere proporzionalmente

ridotta la controprestazione; la risoluzione sarà parziale, ma se la parte residua non

interessa la parte può recedere dal contratto.

Nel caso di perimento di merci durante il trasporto il destinatario è obbligato a pagare lo

stesso il corrispettivo in quanto il contratto si è perfezionato al momento del consenso e

non della consegna.

La risoluzione per eccessiva onerosità ha luogo quando si verificano le tre condizioni

[art. 1467 codice civile] :

che il contratto prevede il decorso di un certo lasso di tempo tra la stipula e l’esecuzione

 della prestazione;

che sopravvenga un’eccessiva onerosità a carico di una della parti : tale onerosità dovrà

 comportare un grave squilibrio tra le due prestazioni;

l’eccessiva onerosità dovrà essere dipesa da eventi straordinari ed imprevedibili.

La risoluzione per eccessiva onerosità non si applica ai contratti aleatori. La risoluzione

per eccessiva onerosità può essere evitata eliminando lo squilibrio tra le due prestazioni.

Nei contratti con obbligazioni a carico di una sola parte l’eccessiva onerosità non da luogo

alla risoluzione del contratto ma solo alla sua rivedibilità.

I CONTRATTI TIPICI

Sono contenuti nel titolo terzo del libro quarto un elenco di contratti regolati dal

legislatore

la compravendita

A. contratti di scambio che realizzano un do ut des (permuta, contratti di borsa, riporto,

B. contratto estimatorio, somministrazione)

contratti di scambio che realizzano un do ut facies (locazione, leasing, appalto,

C. trasporto)

contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica (mandato, commissione,

D. spedizione, agenzia, mediazione)

contratti reali (deposito, comodato, mutuo)

E. contratti bancari (deposito, apertura di credito, sconto, cassette di sicurezza)

F. contratti aleatori (rendita, assicurazioni, gioco e scommessa)

G. contratti diretti a costituire una garanzia (fideiussione, anticresi)

H. contratti diretti a derimere una controversia (transazione, cessione dei beni ai

I. creditori)

Nella vendita porta a porta il contraente debole viene tutelato con un diritto di recesso

esercitabile fino a dieci giorni dopo la stipula del contratto e che non comporta nessuna

spesa per questi; la clausola è irrinunciabile, le cose devono essere restituite e il giudice

competente è quello del distretto del consumatore.

A) La compravendita.

La compravendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di

una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo

determinato o determinabile. [art. 1470 codice civile]. È il prezzo che contraddistingue la

compravendita dalla permuta.

Nel preliminare di vendita le parti si impegnano a stipulare successivamente un

contratto; la parte inadempiente può essere obbligata con sentenza del giudice ad

adempiere. Nell’opzione una parte si impegna ad effettuare una alienazione se l’altra

parte vuole e quando vuole. Nella prelazione non si ha obbligo a vendere ma in caso di

vendita si ha l’obbligo di fare una proposta a chi gode del diritto.

E’ un contratto consensuale, cioè per il suo perfezionamento non occorre la consegna della

cosa, ed inoltre è un contratto ad effetti reali nel senso che il diritto si trasmette

automaticamente per effetto del consenso delle parti; quindi si può vendere anche una

cosa di cui non si dispone ma si ha l’obbligo di procurarne il possesso all’acquirente.

Non sempre la vendita è ad effetti reali, in questo caso si ha efficacia obbligatoria; le più

importanti figure di vendita obbligatoria sono :

la vendita alternativa, perfezionata con la scelta di una tra più cose

 la vendita di cosa futura, perfezionata con l’esistenza o creazione della cosa

 la vendita di cose generiche perfezionata con la specificazione

 la vendita di cosa altrui

Per quanto riguarda la vendita di beni immobili e di mobili registrati, questa deve

essere fatta per iscritto ed è soggetta a trascrizione.

Le obbligazioni principali del venditore sono [art. 1476 codice civile] :

fare acquistare al compratore la proprietà della cosa o la titolarità del diritto oggetto

 dello scambio

consegnare la cosa al compratore o metterlo in grado di poterla utilizzare

 garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa

Il compratore può essere disturbato nel godimento del bene per effetto di pretese che terzi

facciano valere nei sui confronti; in questo caso si parla di evizione; tre sono i momenti

dell’evizione :

1. pericolo di evizione

2. pendenza del giudizio

3. compimento del giudizio

Esistono inoltre varie ipotesi :

evizione totale, quando il compratore soccombente in giudizio è costretto a consegnare

a) il bene ad un terzo oppure, l’espropriazione per fini di pubblica utilità. Il compratore

che subisce l’evizione, se ha chiamato nel giudizio invocato da terzo anche l’alienate, ha

diritto alla restituzione del rezzo dall’alienante.

evizione parziale, in questo caso il compratore ha diritto alla risoluzione qualora non

b) avrebbe acquistato la cosa senza la parte per cui ha subito l’evizione; egli può

pretendere la restituzione parziale del prezzo pagato e un risarcimento danni;

cosa gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi, le stesse conseguenze di sopra

c)

Secondo l’art.1490 del codice civile al compratore spetta ex lege una speciale tutela

denominata garanzia per i vizi. In base a tale articolo il venditore è tenuto alla garanzia

quando i vizi siano tali a rendere il bene inidoneo all’uso o da diminuirne in modo

apprezzabile il valore; il difetto deve essere denunciato entro otto giorni se apparente,

entro otto giorni dalla scoperta se occulto. La garanzia non è dovuta nel caso in cui il

compratore conosceva i vizi. Il compratore può inoltre ricorrere alla risoluzione del

contratto (actio redhibitoria) restituendo il bene e facendosi restituire il prezzo pagato,

oppure la riduzione del prezzo (actio aestimatoria), salvo l’azione di risarcimento danni a

meno che il compratore non dimostri di aver ignorato i vizi della cosa; analoga garanzia

vale se la cosa venduta non abbia le qualità promesse o sia inidonea all’uso. L’azione del

compratore è soggetta ad un termine di prescrizione di un anno.

Nella compravendita l’obbligazione principale del compratore consiste nel pagare il

prezzo [art. 1498 codice civile] mentre è nulla la vendita senza prezzo identificabile o in cui

il prezzo è simbolico.

Nella vendita con patto di riscatto il venditore si riserva il diritto di riavere la cosa

venduta mediante restituzione del prezzo e i rimborsi stabiliti dalla legge [art.1500 codice

civile] e senza un nuovo contratto.

Diverso dal patto di riscatto è il patto di retrovendita che ha effetti obbligatori, cioè obbliga

il compratore ad un nuovo contratto di vendita.

La vendita in diem addictio riserva al venditore il diritto di non far valere la vendita se

entro un certo tempo questi riesce a trovare un acquirente che offra migliori condizioni.

Le figure particolari di vendita mobiliare sono :

I. vendita con riserva di gradimento, in cui il perfezionamento si ha con la comunicazione

di gradimento al venditore

II. vendita a prova, condizione sospensiva che permette all’acquirente di provare le qualità

del bene

III. vendita su campione, perfetta ma può essere risoluta se la merce differisce dal

campione

altre figure di vendita mobiliare sono :

vendita su documenti che attribuiscono a chi li possiede il diritto ad ottenere la

 consegna delle cose stesse dal detentore ed il potere di disposizione su di esse

vendita cif, costo, insurance, freight compresi

 vendita fob free on bord, franco stazione

 vendita a termine di titoli di credito

Nella vendita a rate il prezzo è pagato frazionatamente entro un certo tempo. L’effetto

reale della vendita è sottoposto alla condizione sospensiva del pagamento integrale. I

rischi di perimento nascono però col possesso; i beni in corso di pagamento non sono

pignorabili; il bene ritorna nelle mani del venditore ne caso di mancato pagamento di una

rata per un importo maggiore di un ottavo, e questi ha diritto al risarcimento per l’uso e

danni

Il credito al consumo è una forma di credito concesso sotto forma di finanziamento o di

dilazione di pagamento a favore di un consumatore che agisce per scopi estranei alla sua

attività svolta.

La vendita immobiliare può essere fatta su misura ( a m quadro) o a corpo (immobile).

Non sono validi gli atti di cessione per cui manca la licenza edilizia.

B) Contratti che realizzano un do ut des

La permuta è il contratto avente per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di

cose; viene regolamentata come la compravendita.

I contratti di borsa sono vendite di cose generiche; possono essere per contanti, a premio a

termine . La materia di borsa è regolata dalla Legge 20 marzo 1913 n°272 e dal

regolamento approvato con R.D. 4 agosto 1913 n°1068 .

Tali contratti sono di compravendita di valori o di merci che vengono generalmente

conclusi per mezzo di speciali mediatori (agenti di cambio) i quali nelle contrattazioni non

spendono il nome dell’effettivo contraente .

La qualificazione dipende dalla peculiarità delle contrattazioni, dal loro oggetto, dal fine

perseguito, dalla natura degli operatori .

Si distinguono per contratti :

a pronti, per l’acquisto immediato

 a termine quando l’esecuzione del rapporto è differita

nelle operazioni a termine il termine è essenziale.

Il riporto è un contratto in base al quale una persona (riportato) trasferisce ad un altro

(riportatore) la proprietà di titoli di credito contro consensuale pagamento di un prezzo;

allo stesso tempo il riportatore si obbliga a ritrasferire al riportato alla scadenza del

termine fissato nell’accordo iniziale, la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie. Non

è una doppia vendita, ma deve essere considerato come un contratto unitario; può essere

visto come mezzo di finanziamento, di possibilità di voto nelle assemblee e per sfruttare

movimenti dei prezzi borsistici.

Il contratto estimatorio è un obbligazione facoltativa; in base a tale contratto una parte

consegna ad una o più cose mobili all’altra, che si obbliga a pagare il prezzo, con la facoltà

però di liberarsi prima del pagamento da tale obbligazione restituendo la cosa nel termine

stabilito; si perfeziona col pagamento.

La somministrazione è un contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo

di un prezzo, ad eseguire a favore dell’altra prestazioni periodiche o continuative di cose.

È concesso il diritto di recesso e si può risolvere il contratto per inadempimento della

prestazione

C) Contratti che realizzano un do ut facias

La locazione è il contratto con il quale una parte si obbliga a far utilizzare ad un altro

soggetto una cosa per un dato periodo di tempo, in cambio di un determinato

corrispettivo [art. 1571 codice civile]. Si possono avere diverse tipi di locazioni :

locazione di beni mobili

 locazione di beni immobili urbani

 locazione di immobili non urbani

 locazione di beni produttivi in tal caso si parla di affitto

Può essere a tempo determinato o indeterminato; in tal caso si può recedere dando un

preavviso

È un contratto consensuale, sinallagmatico, non c’è locazione se non vi è un prezzo detto

fitto, inoltre è previsto un limite max e un limite minimo.

L’alienazione del bene non ne determina lo scioglimento del contratto, inoltre il locatore

ha l’obbligo di consegnare e mantenere la cosa in stato da servire all’uso convenuto; il

conduttore ha l’obbligo di servirsi della cosa secondo l’uso pattuito e con la diligenza del

buon padre di famigli e salvo patto contrario è ammessa la sublocazione ma non la

cessione del contratto senza autorizzazione del locatore

Locazione di immobili adibiti ad uso di abitazione, la durata della locazione non può

essere inferiore a quattro anni, il conduttore può recedere dal contratto in caso di gravi

motivi, il conduttore non può sublocare ed il canone è libero mentre se il canone di

locazione è stabilito dalla legge (equo canone), il periodo minimo è di tre anni. La forma

scritta è richiesta ab substantiam

Locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione, la durata non può

essere inferiore a sei o nove anni per gli alberghi, il canone è liberamente determinato dalle

parti per il primo anno e entro il 75% IPC per i successivi; è ammessa al sublocazione, il

conduttore ha diritto di prelazione; nel caso di cessazione del rapporto per colpa non del

conduttore questi ha diritto ad un indennizzo per l’avviamento.

Il leasing è una locazione con facoltà di compra; il bene affittato viene acquistato da una

società di leasing su richiesta del conduttore e rimane nella proprietà del locatore fino al

riscatto. Tipo particolare di leasing è il leaseback in cui un proprietario aliena un suo bene

ad una società di leasing e lo riaffitta.

L’appalto è un contratto con cui si assume a proprio rischio l’esecuzione di un’opera o di

un servizio contro un corrispettivo in denaro; l’appaltatore è un imprenditore; è un

obbligazione di fare; in genere il committente fornisce un progetto e l’appaltatore si carica

di tutti i rischi connessi alla costruzione della cosa, egli ha però diritto di chiedere

modifiche del progetto affinché l’opera risulti a regola d’arte. Il committente ha quindi

diritto a verificare l’opera prima della consegna che risulta garantita anche senza una

espressa clausola. L’appalto non può essere ceduto ma si può subappaltare con

l’autorizzazione del committente; si differenzia dalla vendita perché questa è una

obbligazione di dare e non fare.

La subfornitura può consistere in una vendita, in un appalto, in una somministrazione o

in una locazione finanziaria; si ha l’obbligo di una forma scritta.

Il contratto di trasporto è un contratto con cui una parte si assume l’obbligo verso

corrispettivo a trasferire persone o cose da un luogo ad un altro.

Il trasporto pubblico viene gestito tramite concessione governativa e devono essere

rispettati due obblighi:

quello di contrarre con chiunque ne faccia richiesta

quello d osservare la parità di trattamento

Nel trasporto di cose queste vengono affidate al vettore, nel trasporto di persone manca

invece questo affidamento. Nel trasporto di persone il vettore garantisce dell’incolumità

dei viaggiatori, e in caso di sinistro la colpa del vettore è presunta e in più egli ha l’onere

di provare che erano state poste in essere tutte le misure idonee a garantire l’incolumità. Il

viaggiatore ha l’onere di provare l’esistenza del contratto di viaggio e che il danno si è

avuto nel corso della prestazione; sono nulle le clausole che limitano la responsabilità del

vettore. Nel trasporto amichevole l’unica responsabilità e quella aquilana di non provocare

danni a terzi.

D) Contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica

Il mandato è il contratto che ha per oggetto il compimento di atti giuridici da parte del

mandatario per conto del mandante. Il mandatario può avere un procura che è l’atto con

cui il mandante attribuisce potere di rappresentanza giuridica al mandatario; il mandato è

invece il contratto con cui mandante e mandatario regolano i rapporti interni. Il

mandatario, se ha ricevuto la procura, dichiara ai terzi di agire in nome del mandante, che

è il reale interessato, se invece è senza procura si parla di mandato senza rappresentanza.

Gli effetti giuridici ricadono sul mandatario che poi deve trasferirli con successivo atto al

mandante; in caso il mandatario rifiuti questo trasferimento il mandante può richiedere il

trasferimento forzoso dal giudice. Siccome nel mandato senza rappresentanza i beni

entrano temporaneamente nel patrimoni del mandatario, la legge tutela il mandante

precludendo l’escussione da parte dei creditori del mandatario dei beni acquisiti nel

mandato Il mandante è tenuto a fornire al mandatario i mezzi per eseguire il mandato, a

rimborsagli le spese e a pagargli il compenso e risarcirgli i danni procuratisi nell’ambito

del mandato; il mandatario deve agire con la diligenza del buon padre di famiglia. Il

mandatario non può farsi sostituire da altri, se ciò non è necessario o il mandante non vi

acconsente; inoltre il mandato può essere sempre revocato dal mandante e si estingue per

la morte, oltre che del mandante, del mandatario, per il suo fallimento. [art. 1703 codice

civile] o per dichiarazione unilaterale di uno dei due.

Le gestioni patrimoniali si presentano come:

gestione in monte tipiche dei fondi comuni di investimento

gestione di patrimoni individuali riservata alle SIM, alle banche ed alle imprese di

investimento.

Il contratto di gestione ha forma scritta, e la gestione segue i criteri della sana e prudente

gestione. I soggetti abilitati sono soggetti ai controlli della CONSOB e della Banca d’Italia;

I partecipanti possono in ogni momento uscire dalle gestioni e riacquistare il possesso del

loro denaro.

Il contratto di commissione è un particolare mandato con il quale una persona

(commissionario) compra o vende beni in nome proprio ma per conto di altri

(committente). Il commissionario è retribuito con una provvigione. [art. 1731 codice civile].

Il contratto di spedizione è il contratto con cui una parte (spedizioniere) si obbliga a

stipulare un contratto di trasporto in nome proprio, ma per conto dell’altra parte

(mandante) e di compiere le operazioni accessorie quali imballaggio, assicurazione

sdoganamento [art. 1737 codice civile].

Il contratto di agenzia è il contratto con cui un’impresa affida ad un agente l’incarico con

carattere di stabilità, di promuovere, nella zona assegnatagli, la stipulazione di contratti

con i terzi relativi ai prodotti del preponente. L’agente non provvede di regola a stipulare

gli ordini ma solo a trasmetterli all’azienda. Se all’agente viene data anche una capacità di

rappresentanza allora si parla di agente di commercio. L’agente è un imprenditore infatti

egli supporta da solo tutte le spese relative all’attività, in cambio egli gode di una esclusiva

sul prodotto e sulla zona assegnata. All’uscita dal contratto è previsto un indennizzo. La

differenza cl mandatario è che questi stipula ordini mentre l’agente si limita a trasmetterli.

Il franchising è un contratto a prestazioni corrispettive, con cui un imprenditore, detto

franchisor, attribuisce ad un altro imprenditore, detto franchisee, il diritto di vendere i

suoi prodotti o servizi, usando il suo marchio, il suo know-how e i suoi segni distintivi, e

gli fornisce un’assistenza commerciale sia per avviare l’unità di vendita che per tutta la

successiva durata del contratto. In cambio la controparte deve pagare un corrispettivo

all’atto della stipulazione del contratto con il quale entra nella catena ed un canone

periodico.

La mediazione è l’intervento di una persona estranea alle parti che pur non essendo

legato a nessuna di esse da rapporti di collaborazione o di dipendenza, le mette in

relazione tra loro per provocare o agevolare la conclusione del contratto. I mediatori sono

iscritti in apposito ruolo; hanno diritto ad una provvigione da entrambe le parti anche se

ha agito per una di esse ma basta che l’affare si è concluso per il suo intervento. È tenuto a

comportarsi con buona fede con entrambe le parti. Ha diritto ad un rimborso anche se

l’affare non è stato concluso solo quando abbia agito per ordine di una parte e nei

confronti di questa.

E) I principali contratti reali

si concludono con la consegna della cosa

Il deposito regolare è il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con

l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura [art. 1766 codice civile]. E’ un contratto

unilaterale che si presume gratuito e la causa sottostante è la custodia del bene. Il

depositario non ha ne proprietà ne possesso della cosa e la deve restituire al depositante

su sua richiesta. Non importa quale sia il titolo del depositante sulla cosa, e quindi il

depositario non può pretendere che il depositante dimostri la proprietà

Il deposito può essere regolare o irregolare a seconda che si lasci in deposito cose

infungibili o fungibili. Nel deposito irregolare (denaro) il depositario può servirsene ed

acquista quindi la proprietà della cosa con l’obbligo di restituirne altrettante dello stesso

genere.

Il deposito nei magazzini generali sono contratti a titolo oneroso; ai depositanti vengono

rilasciati titoli (fedi di deposito) equivalenti alle merci depositate. La merce può essere

venduta con il trasferimento delle fedi di deposito. I depositi possono essere alla rinfusa e

in tal caso ognuno riceverà una quantità di bene fungibile, ma la differenza col deposito

irregolare è che il bene non passa nella disposizione di nessuno.

Il comodato è un contratto reale, unilaterale e gratuito. Consiste nella consegna gratuita

di una cosa da una persona ad un altra affinché se ne serva per un certo termine ed infine

la restituisca. Può essere fatto solo su cose inconsumabili; a differenza del deposito il

comodatario può servirsi della cosa. Il comodato non può essere oneroso altrimenti si

ricade nella figura d locazione, tuttavia il comodatario è tenuto alle spese per la normale

manutenzione o utilizzazione. Il comodato precario non è di durata determinata e quindi è

soggetto alla restituzione del bene non appena richiesto.

Il mutuo è il contratto con cui una parte consegna all’altra una quantità di denaro o una

quantità di cose fungibili e l’altra si impegna a restituirle; mutuo perché da mio diventa

tuo. Il mutuo è del tutto simile al quasi usufrutto, solo che mentre quest’ultimo si

perfeziona col consenso, il mutuo si perfeziona con la consegna. Il mutuo si presume

oneroso e dove non siano stabiliti interessi si presuppongono quelli legali.

F) I contratti bancari

Il codice regola a parte i principali contratti bancari [art.1834 e seguenti codice civile], tutto

il diritto bancario è tipicamente un diritto speciale.

L’impresa bancaria è essenzialmente commerciale [art.2195 codice civile] e può essere

esercitata soltanto da determinate persone giuridiche sottoposte al continuo controllo dello

Stato.

L’attività bancaria è sottoposta al controllo degli organi di vigilanza delle Banca d’Italia e

l’intera materia è regolata da leggi speciali sull’esercizio del credito e la difesa del

risparmio e specialmente dalla Legge 7 marzo 1938 n°141 .

Le operazioni si distinguono in passive, per mezzo delle quali la banca raccoglie capitali, e

in attive, per mezzo delle quali la banca li impiega .

Depositi bancari in denaro costituiscono le principali operazioni passive [art.1834 codice

civile] .

Il deposito si configura come un contratto di deposito irregolare e fa sorgere alla banca

l’obbligo di restituzione alla scadenza del termine; in generale la banca concede un

interesse e la gestione avviene tramite conto corrente.

Art.1782 dove non ci siano norme speciali per il deposito e manchino disposizioni del

contratto o usi si applicano le norme sul mutuo .

Al deposito viene affiancato un libretto che è il documento esclusivo per la prova dei

versamenti e prelievi; se emesso al portatore chi lo possiede di regola può disporre delle

somme depositate, se nominativo, il solo soggetto a cui è intestato può compiere

operazioni di esazione del credito.

L’apertura di credito costituisce una fondamentale operazione attiva, è il contratto

mediante il quale la banca si obbliga di mettere a disposizione del cliente una somma per

un dato periodo o a tempo indeterminato . Caratteristica del contratto è la disponibilità

della somma che può anche essere utilizzata parzialmente.

L’apertura del credito viene concessa generalmente dietro garanzia; questa si estingue alla

fine del rapporto e permane anche nei momenti in cui l’affidamento non viene sfruttato. È

un contratto consensuale (differente quindi dal mutuo);

Anticipazione bancaria è una sottospecie dell’apertura del credito, sua caratteristica è che

l’anticipato fornisce alla banca finanziatrice una garanzia reale con pegno su merci o su

titoli .

Sconto è certamente utilissimo strumento per la prosperità del commercio .

Il titolare di un credito non ancora scaduto può realizzare subito il valore che gli è

necessario rivolgendosi a una banca, la quale anticipa l’importo al cliente, ricevendo in

cessione il credito e detraendo gli interessi sulla somma dovuta. La cessione di intende pro

solvendo e questo fa rientrare lo sconto nella categoria dei prestiti garantiti.

Custodia sia ha quando il cliente deposita in banca cose di pregio, la proprietà degli

oggetti depositati resta al depositante, il quale rifondere alla banca le spese e pagare un

compenso per il servizio [art.1767 codice civile] .

In qualunque evenienza il depositante ha il diritto di riavere per intero i valori depositati.

E’ chiuso quando si consegue un involto che deve essere restituito nella sua integrità .

E’ aperto quando si consegnano cose o titoli individuali da restituire nella loro identità .

Con il servizio cassette di sicurezza la banca mette a disposizione del cliente una cassetta

dove egli può deporre tutto ciò che intende preservare . Questa non può essere aperta

senza il consenso di due persone e precisamente di chi rappresenta la banca e del cliente.

La banca si libera della sua responsabilità per l’integrità della cassetta quando riesca a

dimostrare l’esistenza di un caso fortuito [art.1839 codice civile].

Operazioni di credito agrario sono caratterizzate dalle facilitazioni che lo Stato vi collega

in favore dell’agricoltura .

La legislazione in materia distingue due specie di operazioni :

c.a. di esercizio ha lo scopo di fornire all’agricoltura i capitali necessari per la normale

 gestione dell’az.

c.a. di miglioramento ha lo scopo di finanziare l’imprenditore agricolo che voglia

 attuare perfezionamenti colturali .

Tali operazioni si attuano mediante concessione di prestiti con speciali tassi di favore .

I prestiti e l’anticipazione del credito agrario d’esercizio sono fatti in natura e in denaro .

La cambiale agraria è un titolo equiparato in tutto il resto alla cambiale ordinaria, contiene

in più l’indicazione del rapporto di valuta, il fondo per cui il prestito è concesso e la

garanzia da cui è assistito .

Contratto di conto corrente;

Mediante tale contratto le parti si obbligano a ammontare in un conto i crediti derivanti

dalle reciproche rimesse [art.1823 codice civile]. Tutte le partite risultano sistemate con il

pagamento del solo saldo. In genere il CC è un contratto accessorio ad uno principale di

prestito o di deposito, e la banca è obbligata ad inviare una serie di estratti conto periodici

al cliente; tali estratti sono soggetti all’approvazione del cliente, ma si considerano

approvati con la regola del silenzio assenso in tre giorni dal ricevimento. Appartiene alla

categoria dei contratti normativi.

Ci sono tre punti fondamentali :

obbligatorietà in sezione del conto delle rimesse ricevute

 inesigibilità dei singoli crediti per la durata stabilità

 esigibilità del saldo a chiusura di ciascun periodo

Crediti e debiti che non siano suscettibili di compensazione sono esclusi dal rapporto

[art.1824 codice civile].

Le somme riscosse o pagate dalla banca in esecuzione degli incarichi vengono accreditate

o addebitate al cliente riconosciute mediante scambio di corrispondenza .

G) I contratti aleatori

Contratti di rendita il codice regola sia il contratto di rendita vitalizia, che è tipicamente

aleatorio, sia il contratto di rendita perpetua, che non dipende dalla incerta durata di una

vita.

Nella costituzione di rendita viene corrisposto un bene fungibile ad intervalli di tempo

regolari; la rendita è perpetua quando le prestazioni da farsi sono senza limite di tempo,

vitalizia quando l’obbligo di pagare le annualità cessa con la morte di una persona.

La rendita perpetua può essere sciolta con atto unilaterale del obbligato pagando la

somma capitalizzata della rendita perpetua.

La rendita vitalizia ha invece carattere puramente aleatorio e non può essere quindi

capitalizzata; può essere costituita sia per contratto oneroso sia per donazione o

testamento.

Essendo il contratto aleatorio, il promittente non ha mezzo per rimediare alla gravosità

della prestazione [art.1879 codice civile].

Assicurazione vuol dire ripartizione dei rischi, oppure assunzione di rischi da parte di un

terzo, che spesso è un impresa con lo scopo di lucro; con ciò si intende che il rischio viene

trasferito dall’assicurato all’assicuratore. Con essa si da valore alla soddisfazione del

danneggiato rispetto alla ricerca di una responsabilità dell’autore del danno.

Il contratto di assicurazione è consensuale, aleatorio, a prestazioni corrispettive, il che

significa che la mancanza della casualità conosciuta da una delle parti rende nullo l’atto o i

può chiedere la risoluzione o la rettifica.

L’impresa di assicurazione non può essere esercitata da una persona singola o da

un’impresa personale ma solo da un istituto di diritto pubblico da una società per azioni e

da una mutua assicuratrice (art.1883).

Abbiamo due tipi di assicurazione :

assicurazione contro i danni, si considera essenziale l’indennizzo del danno che si

potrà verificare; l’indennizzo non potrà mai essere superiore al valore della cosa;

siccome la funzione dell’assicurazione è quella di allentare il peso di una perdita

patrimoniale dell’assicurato, è vietato assicurare beni altrui in quanto cade il

precedente principio. quando vi è stato dolo il contratto non è valido.

L’assicurato deve dare avviso del sinistro di regola entro tre giorni dall’accadimento

all’assicuratore e deve fare quanto è possibile per il salvataggio delle cose per ridurre

il danno.

Assicurazioni sulla vita si perseguono scopi di previdenza, stabilendosi il

pagamento di somme determinate all’avverarsi di talune vicende della vita; il

contraente è talora diverso dall’assicurato, alla cui vita si riferisce l’alea e diverso può

essere il beneficiario (assicurazione a favore di terzo). E’ vietato concludere

assicurazioni caso morte su di un terzo senza il consenso da provarsi per iscritto .

Tipi di assicurazione sono: caso morte in cui il momento della morte costituisce l’alea

del contratto; caso vita in cui la sopravvivenza all’anno x determina l’alea; miste.

La legge stabilisce che salvo patto contrario l’assicuratore non è tenuto al pagamento

della somma assicurata nell’ipotesi di suicidio nei primi due anni dal contratto

[art.1927 codice civile].

Il contratto si forma sulla base di una proposta sottoscritta da chi chiede l’assicurazione, è

un contratto basato sulla buona fede. L’obbligo dell’assicurato è di dichiarare esattamente

e senza reticenza, tutto ciò che è richiesto.

Il contratto richiede a probationem lo scritto.

Il contratto, che generalmente presenta la forma per adesione, si ritiene concluso quando il

cliente proponente riceve notizia della accettazione dell’assicuratore, la conclusione non

necessariamente coincide con il perfezionamento.

Giuoco e scommessa:

Sono i contratti aleatori per eccellenza, ma a differenza delle assicurazioni non hanno

scopo previdenziale. Se il gioco è proibito nessun diritto nasce a favore del vincitore che è

obbligato a restituire le somme vinte, mentre se è legale il perdente non può ripetere

quanto abbia spontaneamente pagato. Il credito di gioco non è assistito da nessuna norma.

H) Contratti diretti a costituire una garanzia

La fideiussione è un contratto di natura accessoria in cui il fideiussore si obbliga

personalmente verso il creditore garantendo l’adempimento del debitore [art. 1936 codice

civile]. Il fideiussore garantisce l’adempimento con tutto il suo patrimonio quindi questa è

sicuramente una forma di garanzia più impegnativa dell’ipoteca su bene di terzi o il pegno

di terzi; proprio per questo la volontà di prestare fideiussione deve essere espressa. La

fideiussione ha natura accessoria, il che la fa esistere finquando esiste l’obbligazione

principale. Generalmente il fideiussore è obbligato in solido col debitore principale, è

comunque possibile convenire l’obbligo della previa esecuzione del debitore principale. Il

fideiussore che ha pagato il debito al creditore è surrogato nei diritti di quest’ultimo nei

confronti del debitore.

Al fideiussore è inoltre consentita un’azione specifica (di regresso) attraverso cui farsi

rimborsare tutto ciò che ha pagato al debitore principale [art. 1950 codice civile].

La fideiussione omnibus è quella in cui non è stabilito l’importo della garanzia ma solo

un tetto massimo. Per la validità dell’obbligazione nella garanzia deve essere indicato

l’importo massimo per cui si presta la fideiussione

L’anticresi è un contratto in cui il debitore o un terzo si obbliga a consegnare al creditore

un immobile a garanzia del credito [art. 1960 codice civile]. Il creditore può utilizzare

l’immobile e percepirà i frutti a titolo di interessi. L’anticresi è soggetta a trascrizione ma

in ogni caso non prevede un diritto di prelazione nel soddisfacimento del credito.

I) Contratti diretti a derimere una controversia

Transazione è il contratto con il quale le parti pongono fine a una lite già cominciata o

prevengono una lite che sta per sorgere tra loro, facendosi reciproche concessioni .

Essenziale è un incertezza subiettiva che è data dal solo fatto dell’esistenza di un conflitto

attuale o potenziale tra le parti .

Può avere oggetto diritti patrimoniali di qualsiasi natura, che devono essere disponibili .

La legge dichiara invalide le rinunce e le transazioni che hanno per oggetto diritti del

prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge o dai contratti e

accordi collettivi .

L’impugnativa dev’essere proposta a pena di decadenza entro sei mesi dalla data di

cessazione del rapporto e richiede la prova scritta mentre la forma scritta ab substantiam è

richiesta nel caso di controversie su diritti immobiliari; può essere impugnata se è stata

concessa per motivi che si sono rilevati non veri.

Compromesso è un contratto eccedente l’ordinaria amministrazione e richiede la forma

scritta [art.806 e seguenti. Codice civile].

L’accordo delle parti ha per oggetto l’attribuzione di un potere, contiene la rinunzia

reciproca a ricorrere all’autorità giudiziaria per le decisioni di una causa .

Deve determinare l’oggetto della controversia e deve contenere la nomina degli arbitri

oppure stabilire il numero e il modo per nominarli [art 807-809 codice civile].

Con l’accettazione gli arbitri si obbligano a decidere la controversia secondo le norme di

diritto .

Clausola compromissoria consiste in un patto aggiunto a un contratto, con detta clausola

si stabilisce che tutte le eventuali controversie nascenti nell’applicazione del contratto

dovranno essere decise da arbitri .

La cessione di beni ai creditori viene fatta per evitare la procedura esecutiva che è

laboriosa e dispendiosa. Richiede la forma scritta e si intende fatta pro solvendo.

Le obbligazioni nascenti da atti unilaterali:

Perché una promessa sia vincolante deve essere inserita in un contratto avente giusta

causa oppure diretto a realizzare una liberalità, ma in tal caso deve avere la forma solenne

della donazione. Le promesse unilaterali sono quindi tipiche; un credito può essere fatto

valere in giudizio solo se si riesce a dimostrarne la causa.

La promessa al pubblico acquista la sua efficacia vincolante non appena è resa pubblica.

La promessa è vincolante di per se senza che ci sia bisogno di accettazione (si noti la

differenza con l’offerta al pubblico che è valida non appena l’accettazione giunge

all’offerente).

I titoli di credito sono caratterizzati dal contenere una promessa di pagamento o un

ordine di pagamento. La forma di documento scritto è uno strumento di prova ma è

anche necessaria (ab substantiam); il possessore è legittimato a ricevere la prestazione

contenuta in esso, anche se non ne ha diritto e il debitore adempiente è in ogni caso

liberato. I titoli di credito sono strumenti autonomi dal rapporto fondamentale ciò

determina l’inopponibilità al terzo acquirente delle eccezioni che l’emittente può opporre

al prenditore. Siccome servono a favorire la circolazione della ricchezza sono considerati

come i beni mobili: il loro possesso vale titolo e non si può opporre al terzo acquirente in

buona fede il difetto di titolarità del suo dante causa.

Si dividono in :

titoli al portatore: per essere legittimato alla prestazione basta esibire il titolo

titoli all’ordine che si trasferiscono mediante consegna e girata; è legittimato alla

prestazione colui che ha il possesso del titolo e che può indicare a suo favore una serie

continua di girate. (sono girate piene quelle che contengono tutti i dati del giratario, e

girate in bianco quelle che contengono solo la firma)

titolo nominativi in cui il titolo è intestato ad una persona determinata , e questa

intestazione è tenuta anche in un registro presso l’emittente. Per il trasferimento occorre

l’annotazione nel registro dell’emittente e il rilascio di un nuovo titolo (transfert). Il

trasferimento può avvenire anche per girata piena autenticata da un notaio o da un agente

di cambio ma ha efficacia solo inter partes e deve essere fatta sempre l’annotazione presso

l’emittente.

I titoli di credito possono essere pecuniari quando sono cambiali, assegni, titoli di stato e

obbligazioni; possono contenere altri diritti quando sono titoli rappresentativi di merci

come fede di deposito, nota di pegno lettera di vettura ecc..; possono anche essere

rappresentativi di partecipazioni come nelle azioni.

Caratteristiche del titolo di credito sono:

la letteralità, infatti il titolare può pretendere solo ciò che è scritto; ha forma cartolare

l’autonomia che serve a tutelare il terzo a cui il titolo viene trasferito, come abbiamo visto

l’astrattezza non comune a tutti i titoli: l’astrattezza si riferisce ad una mancanza di causa;

sicuramente non sono astratti l’azione e la nota di pegno….

Le eccezioni opponibili dal debitore sono di due tipi:

reali o assolute che possono essere fatte valere contro tutti; abbiamo quelle di forma , di

falsità della firma o di incapacità di rappresentanza del sottoscrittore e quelle di

mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione come nel caso che sia

intervenuta prescrizione o che il titolo non sia stato esibito

personali o extracartolari come il caso di compensazione di credito o emissione con vizio

di volontà nei confronti del terzo in mala fede

Nel caso di smarrimento o distruzione del titolo di credito si procede con l’ammortamento

che serve a bloccarne l’affidamento sulla sua validità che possono farne terzi. Si deve

presentare un ricorso al presidente del tribunale locale che ne pronunzia con decreto

l’ammortamento e ne autorizza il pagamento dopo che sono trascorsi trenta giorni dalla

pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e che sia stato notificato al debitore. Il pagamento

effettuato prima di tale periodo e liberatorio per il debitore ma è fata salva la possibilità di

ripetere a favore del beneficiario vero a cura del finto creditore. Altro soluzione è quella in

cui entro i trenta giorni qualcuno proponga opposizione al decreto di ammortamento,

chiedendone l’annullamento. L’ammortamento non è applicabile ai titoli al portatore.

Questi possono essere pagati solo al termine del periodo di prescrizione se nessuno ne ha

fatto richiesta e dando prova dello smarrimento.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AVEZZANO, TERAMO)
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Russo Domenico.

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