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Diritto consolare

Appunti di diritto diplomatico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Franchi dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto diplomatico e consolare docente Prof. M. Franchi

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L’organo ha limiti ragionevoli di personale (vedi questione tra USA e Russia sul numero dei

funzionari negli uffici: Usa dice che la Russia ne ha troppi nella sede di San Francisco, Putin

risponde che gli USA possono portarsene un po’ a casa anche loro).

Articolo 20: Ove manchi un accordo esplicito sull'effettivo del personale del posto consolare, lo

Stato di residenza può esigere che esso sia mantenuto nei limiti di quello che desidera come

ragionevole e normale, tenuto conto delle circostanze e delle condizioni prevalenti nella

circoscrizione consolare e dei bisogni del posto consolare considerato.

L’ufficio consolare è un organo istituzionale con carattere permanente, ma l’estinzione delle

relazioni consolari comporta la perdita delle immunità (e l’espulsione) e l’estinzione dell’organo

istituzionale (più frequentemente: guerra, crisi internazionale, riordino della rete consolare).

L’organo individuale, ovvero il console, ha carattere non permanente.

Le cause dipendenti dallo Stato di invio sono: scadenza del mandato (la persona può anche rimanere

all’estero come cittadino qualunque), trasferimento, richiamo in sede. Le cause dipendenti dallo

Stato di ricevimento sono: dichiarazione di persona non grata (all’inizio o durante il mandato, per

esempio se commette reati gravi – l’effetto è come se si ritirasse l’exequatur), dichiarazione di

persona non accettabile (la differenza dipende dalle motivazioni della dichiarazione).

Il personale dell’Ufficio consolare è composto dai membri del personale consolare. Per il capo

dell’ufficio e i funzionari consolari esiste un vero e proprio gradimento dello Stato (consenso),

mentre per gli impiegati e il personale di servizio no (non hanno lettere patenti, exequatur e

gradimento, ma devono essere accettabili). Questi ultimi svolgono compiti tecnico-amministrativi e

compiti esecutivi e subalterni.

Il carattere non diplomatico è dato:

dalle condizioni di nomina  exequatur e non accreditamento/gradimento che riguarda la

- rappresentanza;

dall’ambito territoriale  i consoli ha una circoscrizione non nazionale, cosa che invece

- hanno i diplomatici;

dalla subordinazione al capo della missione accreditata;

- dalle immunità consolari  sono inferiori rispetto a quelle non diplomatiche.

-

Il capo dell’ufficio consolare è munito di lettere patenti inviate al governo e alle autorità dello Stato

di accoglienza entro la circoscrizione consolare, consegnate per via diplomatica oppure mediante

semplice notifica, con nota di risposta che vale autorizzazione.

I consoli onorari hanno normalmente un mandato molto più lungo degli altri, visto che la loro

nomina deriva da un rapporto di fiducia.

Il mandato di un console dura circa 4 anni e l’exequatur può essere riapprovato.

Quando viene emessa una dichiarazione di persona non grata verso il capo della missione da parte

dello Stato di accoglienza, nasce l’obbligo dello Stato di invio di richiamare la persona o porre fine

alle funzioni. Se lo Stato di invio non adempie in termini ragionevoli o rifiuta di adempiere si

procede con la revoca dell’exequatur e la cessazione dal considerare la persona membro del

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personale consolare. La revoca dell’exequatur è la situazione più forte che può esser fatta, perché

deriva da un non adempimento di un obbligo.

Art. 23: Persona dichiarata non grata

1. Lo Stato di residenza può in ogni momento informare lo Stato d'invio che un funzionario

consolare è persona non grata o che qualsiasi altro membro del personale consolare non è

accettabile. Lo Stato d'invio richiamerà la persona della quale si tratta oppure metterà fine alle sue

funzioni nel posto consolare, secondo il caso.

2. Se lo Stato d'invio nega d'eseguire o non eseguisce in un termine ragionevole gli obblighi che gli

spettano secondo il paragrafo 1 del presente articolo, lo Stato di residenza può, secondo il caso,

ritirare l'exequatur alla persona della quale si tratta o cessare di considerarla un membro del

personale consolare.

3. Una persona nominata membro d'un posto consolare può essere dichiarata non accettabile

prima che arrivi sul territorio dello Stato di residenza o, se già vi si trovi, prima dell'entrata in

funzione nel posto consolare. In tale caso, lo Stato d'invio deve revocare la nomina.

La fine della funzione consolare

La fine della missione del capo d’ufficio consolare

Persona non grata e revoca dell’exequatur rappresentano la fine di una carriera (diverso è il caso

della fine di un ufficio).

L’articolo 25 della Convenzione è il primo articolo della seconda sezione (Fine delle funzioni

consolari):

Articolo 25: Fine delle funzioni di membro d'un posto consolare

Le funzioni di membro d'un posto consolare cessano segnatamente con:

a. la notificazione dallo Stato d'invio allo Stato di residenza della cessazione da tali funzioni;

b. il ritiro dell'exequatur;

c. la notificazione dallo Stato d'invio allo Stato di residenza d'avere cessato di considerare membro

del personale consolare la persona della quale si tratta.

Possiamo avere la fine della funzione consolare se c’è l’estinzione delle relazioni oppure per ragioni

relative al rapporto consolare; queste ultime riguardano la persona: decesso, dimissioni, quiescenza,

revoche  notifica di cessazioni da parte dello stato di invio: abbandono dell’ufficio, matrimonio

senza permesso, cattiva condotta, procedimenti giudiziari, corruzione, frode).

Revoca dell’exequatur a causa di: interferenza negli affari interni, spionaggio, sabotaggio, attività

sovversive, ritorsione verso lo Stato di invio. La motivazione dell’atto di revoca è superflua: lo

Stato territoriale gode della più ampia discrezionalità. Però, siccome la revoca è un’azione

importante alcuni Stati hanno concordato nella prassi di dichiarare la motivazione.

I funzionari consolari devono ricevere la qualità di persona grata, exequatur; il regime che li

riguarda è sostanzialmente identico al capo ufficio. Per gli impiegati consolari niente exequatur,

semplice accettazione.

Si può notificare preventivamente il nome del funzionario consolare intitolato della presenza in sede

 si semplifica il tutto e diminuiscono le notificazioni da fare al momento (gerente interinale: non

c’è bisogno di nuovo exequatur o pubblicità) (articolo 15). Ove non si possa risolvere la vacanza in

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modo adeguato si affidano le funzioni ad interim al console di un altro Stato, previo consenso degli

Stati interessati (tutti e tre).

Articolo 6: Esercizio delle funzioni consolari fuori della circoscrizione consolare

In circostanze particolari, un funzionario consolare può, con il consenso dello Stato di residenza,

esercitare le sue funzioni fuori della sua circoscrizione consolare.

Articolo 7: Esercizio di funzioni consolari in uno Stato terzo

Lo Stato d'invio può, dopo averlo notificato agli Stati interessati e qualora uno di essi non

s'opponga espressamente, incaricare un posto consolare stabilito in uno Stato d'assumere

l'esercizio di funzioni consolari in un altro Stato.

La fine dell’ufficio consolare

La sospensione delle relazioni consolari è una situazione di fatto che non permette la continuazione

delle relazioni (ad esempio, l’occupazione militare dello Stato di accoglienza). Non c’è bisogno di

un nuovo exequatur alla ripresa delle relazioni.

L’estinzione delle relazioni consolari avviene per cause di fatto o scelte politiche: conflitto armato

tra le parti, estinzione di personalità giuridica, mancato riconoscimento, riconoscimento di un altro

Stato (per esempio, Cina per riconoscimento di Taiwan).

• Il conflitto armato porta un’interruzione delle relazioni consolari, ma la Convenzione di

Ginevra ritiene ammissibile la protezione dei cittadini che sono rimasti sul territorio

occupato e per questo si rivela la necessità dei servizi consolari. (articolo 4, Conv. Ginevra

1949).

• Se si estingue lo Stato inviante, lo Stato ricevente continua a riconoscere i funzionari

consolari dello Stato estinto (esempio: gli Stati Uniti hanno continuato a riconoscere i

consoli pontifici dopo l’annessione al Regno d’Italia; sempre gli Stati Uniti hanno

mantenuto le relazioni consolari con i governi in esilio di Estonia, Lituania e Lettonia

annessi dall’URSS). Se si estingue lo Stato ricevente, di regola avviene la cessazione

dell’ufficio ed è necessario un nuovo exequatur con il nuovo Stato (esempio: quando

l’Austria è stata annessa alla Germania, l’autorizzazione al mantenimento del consolato

USA è stato richiesto alla Germania).

• Il mancato riconoscimento del nuovo governo comporta l’estinzione delle relazioni

consolari; il nuovo governo considera il personale consolare senza exequatur alla stregua di

normali stranieri privi di immunità o privilegi (possono essere espulsi).

Dal 1956 le relazioni consolari permangono anche in caso di rotture delle relazioni diplomatiche. Se

le relazioni diplomatiche sono interrotte in ragione di una decisione del CdS, quelle consolari

rimangono.

L’articolo 27 della Convenzione regola la chiusura dell’ufficio consolare. Lo Stato ricevente deve

rispettare e proteggere l’ufficio consolare, i beni e gli archivi; gli interessi consolari possono essere

affidati ad uno Stato terzo (previa accettazione) o assunti da un altro ufficio consolare in un’altra

circoscrizione. Il dovere dello Stato di residenza è di proteggere, aiutare e tutelare lo Stato di invio

per quello che riguarda le relazioni consolari.

Il corpo consolare 13

Lo status consolare implica il godimento di prerogative e l’appartenenza de facto al corpo consolare

(il corpus consolare milanese include tutti i consoli che stanno a Milano di tutti i Paesi). Il corpo

consolare è costituito da individui: c’è un senso di comunanza per la condizione di ospiti e per

l’esercizio di simili funzioni (hanno le stesse problematiche). Al contrario, il corpo diplomatico è

organo di Stati.

Esiste un dovere istituzionale per il console che è quello di mantenere un rapporto cordiale con tutti

gli altri. Non è obbligatorio costituire un corpo consolare, ma lo si fa per tradizione. L’obbligo è di

mantenere rapporti amichevoli. Il corpo consolare è una riunione naturale di tutti i consoli

accreditati nello stesso momento storico nella medesima città; è un’entità di fatto che di norma ha

un apparato amministrativo costituito da un segretario generale, un decano, un consiglio di

decatano, un collegio di probiviri,… La composizione è variabile, può essere strutturata a

piacimento e in base alle necessità. È variabile anche perché i consoli cambiano.

Gli atti “comuni” fatti dal corpo consolari sono ascrivibili al singolo console.

Può prendere anche una forma giuridica effettiva di diritto privato e quindi risponde come una

qualsiasi associazione di diritto privato interno.

Le targhe per le auto consolari sono rilasciate dal Ministero degli Esteri e dal 1995 sono formate da

lettere e numeri nere e blu. Le ultime lettere si riferiscono al Paese della targa. Questo è per i

consoli di carriera. Diversamente, i consoli onorari non hanno una targa consolare, ma un

contrassegno in metallo da collocarsi di fianco alla normale targa dell’auto personale del console.

Il corpo consolare della città fornisce un ulteriore contrassegno da apporre al vetro anteriore

dall’auto a tutti i consoli di carriera e onorari. Sono simboli identificativi.

Le funzioni consolari

Le funzioni consolari sono stabilite da norme consuetudinarie del diritto internazionale, da norme

pattizie e dalla legislazione consolare nazionale. La Convenzione enumera soltanto le funzioni

principali, alcune delle quali derivano dal diritto consuetudinario come la protezione e l’assistenza

ai cittadini, l’informazione per il governo e il contributo ai rapporti commerciali (ad oggi molto

meno rispetto a prima). Altre funzioni sono stabilite nelle norme convenzionali, che siano

multilaterali o bilaterali.

La Convenzione elenca tredici funzioni, ma l’elenco non è esaustivo. Questa elencazione è

apparentemente tassativo perché l’articolo 5 inizia con “Le funzioni consolari consistono a:”, ma la

lettera m permette di non considerarla così.

• Alcuni funzioni hanno natura politica (anche se il console non ha funzione politica, cosa che

ha l’ambasciatore) che prescindono dalla legislazione nazionale dello Stato territoriale: il

console agisce nell’ambito delle leggi interne dello Stato ospitante, ma svolge funzioni che

prescindono da esse  favorisce le relazioni amichevoli, tutela gli interessi generali del suo

Stato, informa per riferire allo Stato di invio delle condizioni che riguardano il proprio

distretto, crea relazioni con i connazionali. Quella dell’informazione alle persone interessate

e alle autorità della circoscrizione è una funzione tipica, diversa da quella dei diplomatici: è

una cosa che fanno soltanto i consoli, che hanno una circoscrizione (cosa che gli

ambasciatori non hanno). (Articolo 5, lettere a – b - c - d? - e) 14

• Le funzioni di stato civile devono essere concordate con lo Stato territoriale; solitamente

quest’ultimo non si oppone a queste funzioni, ma potrebbe farlo qualora non ci sia una

convenzione bilaterale. (Articolo 5, lettere f – m).

• Tutte le altre funzioni sono da esercitarsi nell’ambito delle leggi dello Stato territoriale.

(Articolo 5, lettere g – h – i – j).

La Convenzione Europea sulle funzioni consolari del 1967 prevede un elenco ancora più esaustivo.

La nostra legge consolare del 2011 invece ne enumera 12. È sbagliato considerare gli elenchi

esaustivi.

• Lettera a: proteggere nello Stato di residenza gl'interessi dello Stato d'invio e dei suoi

cittadini, siano questi persone fisiche oppure giuridiche, nei limiti ammessi dal diritto

internazionale;  la protezione consolare è una funzione primaria, una norma

consuetudinaria che vige nell’interesse dei propri cittadini in territorio straniero. Si tratta di

un’azione del console presso le autorità dello Stato di accoglienza in favore dei cittadini

residenti o occasionalmente presenti sul territorio. Il console agisce in protezione consolare

quando lo Stato di accoglienza abbia riservato nei confronti dei cittadini un trattamento non

conforme allo standard internazionale di tutela dei diritti umani - più spesso nei casi di

arresto arbitrario, ingiusta detenzione, violazione del principio del giusto processo; in queste

occasioni il console ha il potere di rivolgersi alle autorità locali per ottenere anche un

risarcimento adeguato: si tratta del diritto di reclamo. È il potere giuridico del console di

rivolgersi alle autorità locali per ottenere anche un risarcimento adeguato. Di norma la

condotta sanzionabile dello Stato territoriale deriva da atti amministrativi (non generali) o da

violazione di norme interne di adattamento al diritto internazionale.

La protezione consolare non va confusa con la protezione diplomatica (istituto di diritto

internazionale che permette allo Stato di difendere un suo cittadino nei confronti di un altro

Stato: è un diritto, e può agire in protezione diplomatica a sua discrezione se il proprio

cittadino ha già esaurito i ricorsi interni). La protezione consolare invece è un obbligo, non

c’è discrezionalità, e non dipende dal previo esaurimento dei ricorsi interni.

Protezione diplomatica e consolare rappresentano entrambe l’obbligo dello Stato di

proteggere i propri cittadini all’esterno e di proteggere le attività dello Stato stesso. Ma esse

presentano delle differenze.

La protezione consolare è il potere di

rivolgersi alle autorità locali o con gli uffici

governativi entro la circoscrizione.

La protezione consolare riguarda atti La protezione diplomatica riguarda

amministrativi e le norme interne di violazioni derivanti da atti legislativi o

adattamento delle norme internazionali. giudiziari e ha riguardo alla violazione della

norma internazionale in quanto tale.

La protezione consolare si esercita durante il La protezione diplomatica necessita

giudizio. dell’esaurimento dei ricorsi interni

La protezione consolare è obbligatoria. La protezione diplomatica è discrezionale 15

Nella prassi e nella logica, la protezione consolare precede quella diplomatica, ma non è

necessario che vi sia stata una protezione consolare precedente all’azione in protezione

diplomatica.

• Lettera e: prestare soccorso e assistenza ai cittadini, siano questi persone fisiche oppure

giuridiche, dello Stato d'invio;La protezione presuppone la violazione da parte dello Stato

territoriale di obblighi internazionali o di diritto interno. Diversamente, l’assistenza è

un’attività a favore dei connazionali bastata sul dovere di collaborazione tra ufficio

consolare e autorità locali (non c’è la violazione di obblighi internazionali). L’assistenza è

prevista da una norma consuetudinaria ed è disciplinata da convenzioni bilaterali e da leggi

consolari. L’assistenza consolare è un’attività consolare che prescinde dalla violazione di

obblighi giuridici di diritto internazionale o interni da parte dello Stato di residenza. 

funzioni di assistenza: collaborazione tra ufficio consolare e autorità locali, assistenza per

rappresentanza giudiziale (lettera i), consigli, rimpatrio, evacuazione in luogo sicuro,

sostegno economico, ospedalizzazione, case di riposo, decessi.

L’assistenza si rivolge al singolo cittadino, con la sua famiglia, oppure a gruppi (turisti,

operai, sette religiose,…).

Se la persona ha doppia cittadinanza, con lo Stato di residenza, non rientra di norma

nell’assistenza del consolato, salvo cittadinanza predominante, o attività prevista nelle

convenzioni bilaterali.

Altri beneficiari dell’assistenza sono rifugiati e apolidi. I cittadini che abbiano ottenuto il

riconoscimento dello status di rifugiato non sono seguiti dal consolato di riferimento;

solitamente la protezione dei rifugiati sono ascritte allo Stato di residenza abituale (non

c’entra il certificato di residenza, ma è deciso dal giudice all’occorrenza e che ricalca

l’abitazione più ricorrente). Per gli apolidi ci si riferisce allo Stato di residenza abituale.

C’è anche l’assistenza in caso di calamità naturali o gravi crisi (oppressine straniera) che si

rivolge a tutti senza distinzione di cittadinanza (esempio degli ebrei). Storicamente è

avvenuta un’eccezione a questa assistenza: Israele ha impedito l’azione dei consoli generali

di Belgio, Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna, Spagna nei confronti dei palestinesi.

Il Ministero degli Esteri e le rappresentanze diplomatico-consolari hanno competenze

primarie in caso di sottrazione di minore  Visite al minore, anche tramite mediazione

autorità locali, col consenso del genitore presso cui è il minore.

• Lettera i: altre funzioni: con riserva delle pratiche e procedure vigenti nello Stato di

residenza, rappresentare i cittadini dello Stato d'invio o prendere disposizioni allo scopo

d'assicurare loro una rappresentanza appropriata davanti ai tribunali o alle altre autorità

dello Stato di residenza per domandare, conformemente alle leggi e ai regolamenti di questo

Stato, lo stabilimento di misure provvisorie a tutela dei diritti e degli interessi di questi

cittadini, qualora, per effetto della loro assenza o per qualsiasi altra cagione, non possano

difendere in tempo utile i loro diritti e interessi;rappresentanza giudiziale (non semplice

assistenza) e richiesta di misure provvisorie. I casi sono rarissimi perché dipendono solo da

due cause: il cittadino non è presente nello Stato o non è in grado di difendersi

efficacemente anche se presente sul territorio.

Altre funzioni: 16

Promozione e protezione del commercio: dopo il 1950 le convenzioni consolari non

menzionano più questa funzione che è passata ai diplomatici.

Funzioni giurisdizionali: poteri in materia di navigazione, rappresentare o dare disposizioni

per la rappresentanza in giudizio del concittadino, trasmissione degli atti giudiziari o

extragiudiziari, rogatorie.

• Lettera k: Competenze in materia di navigazione marittima: standard marittimi, documenti

di bordo, ispezione navi per motivi sanitari, incidenti navali, tutela degli equipaggi, risolvere

controversie marittime, inchieste. Competenze per navigazione aerea.

• Articolo 36: In caso di arresto o di detenzione di un concittadino: lo Stato di accoglienza

deve avvertire l’ufficio consolare su richiesta dell’interessato (è un obbligo solo se il

cittadino lo richiede) e trasmettere tempestivamente ogni comunicazione; permettere al

console di intrattenersi e corrispondere con lui e provvedere alla rappresentanza in giudizio.

Quindi, su domanda del cittadino senza indugio lo Stato di accoglienza deve permettere il

contatto tra console e cittadino, non solo a livello di informazione dell’arresto, ma anche di

comunicazioni tra le parti. C’è la possibilità che il cittadino non sappia di potersi rivolgere

ad un console, quindi il primo obbligo è quello di informarlo della possibilità di assistenza

consolare. Se invece il cittadino si oppone al contatto consolare, c’è il divieto di intervento

del console. Alcune Convenzioni bilaterali, in particolare quelle concluse dagli USA,

prevedono che lo Stato territoriale notifichi l’arresto dei cittadini statunitensi a prescindere

dalla loro richiesta. Alcune convenzioni bilaterali prevedono in aggiunta all’obbligo di

informare anche i limiti di tempo entro i quali farlo.

Funzioni del console in caso di arresto o detenzione: fornire indicazioni di diritto e

procedura dello Stato di ricevimento, fornire indicazioni per la scelta del difensore, fornire

un interprete, verificare il trattamento carcerario, presentare protesta ufficiale per eventuali

abusi o maltrattamenti, fornire cibo, assistere alle udienze, diritto di visita e trasferimento

del detenuto (in trattati bilaterali può essere regolato), confidenzialità delle informazioni.

36.2 Esame dell’espressione «senza indugio», con ricorso ai lavori preparatori: appena ci

sia certezza sulla nazionalità della persona, con l’identificazione, lo Stato è obbligato a

comunicarlo al consolato. Fin dal momento dell’arresto. Non importa se il consolato ha

avuto notizia da altre fonti: l’obbligo rimane e deve essere provato.

36.1  diritto individuale riconosciuto dalla Corte interamericana dei diritti umani.

- L’obbligo di informazione del console ricade sulla Stato di accoglienza indipendentemente

dalla richiesta della persona fermata.

- Il console può e deve esercitare il suo diritto di visita e di assistenza qualunque sia il mezzo

di informazione.

- Non obbligo di informare delle ragioni dell’arresto, ai sensi della CVRC, spesso obbligo

convenzionale bilaterale.

- Il diritto soggettivo all’assistenza consolare: confermato CIJ, norma pattizia, prassi, diritto

interno (Corte cost. fed. Tedesca, caso F&T 2006).

- Nel caso il console non venga chiamato, può fare ricorsi di diritto interno, se possibile;

amicuscuriae UE davanti a giurisdizione USA: casi Maharai, Medellin 17

- Il singolo può accedere alla CEDU: violazione della Convenzione da parte di uno Stato

membri anche nei confronti di uffici consolari di Stati terzi.

• Lettera d: Funzioni amministrative la principale funzione amministrativa è quella del

rilascio del passaporto; il passaporto di servizio è rilasciato a funzionari italiani di

organizzazioni internazionali e al personale della pubblica amministrazione; il passaporto

diplomatico è rilasciato a funzionari di rango di ambasciate, consolati e consolati onorari. Il

passaporto diplomatico non conferisce in sé immunità diplomatica, occorre che vi sia stata

notificazione e iscrizione nella Lista diplomatica.

Altra funzione amministrativa è il rilascio dei visti; il visto è l’autorizzazione concessa dalla

rete diplomatico-consolare che permette allo straniero l’entrata o il soggiorno sul territorio

nazionale (o altri Stati contraenti). Ci sono vari tipi di visti: Visti Schengen uniformi

(transito, soggiorni brevi, viaggi fino a 90 giorni),Visti a territorialità limitata (solo per

l’Italia), Visti per il soggiorno di lunga durata (solo per l’Italia, soggiorni superiori a 90

giorni).I visti hanno specifica motivazione (matrimonio, turismo,…).Il consolato stabilisce

quale tipo di visto rilasciare e con quali modalità. Il diniego deve essere motivato. In Italia è

possibile avere il controllo giurisdizionale del TAR.

I Visti diplomatici, rilasciati per accreditamento o notifica, consentono l’entrata per lungo

soggiorno del diplomatico o della famiglia. La richiesta di visto viene avanzata per via

diplomatica e subordinato al nulla osta del Cerimoniale del Ministero degli esteri. Il visto e

il passaporto diplomatico non conferiscono in sé immunità diplomatica e non ne sono la

prova.

Il diplomatico deve svolgere effettivamente le funzioni.

• Lettera f: Funzioni notarili e certificative  si svolgono a meno che lo Stato di residenza non

vi si opponga. La funzione è demandata al capo dell’ufficio consolare, che può delegarne

alcune, solo nei confronti dei cittadini (dal 2011 la funzione notarile e certificativa non può

farsi per atti riguardanti cittadini stranieri). Il Capo dell’ufficio consolare attesta l’identità

delle parti ma non la veridicità delle dichiarazioni o delle qualifiche. Sono

fondamentalmente funzioni di stato civile che riguarda nascite, morti e successioni,

matrimoni, adozioni, cittadinanza. C’è uno schedario consolare i cui documenti vengono

mandati all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero).

• Articolo 17: Funzioni diplomatiche  la missione consolare può assumersi funzioni

diplomatiche eccezionalmente e in maniera residuale in caso non siano presenti missioni

diplomatiche. Il compimento di funzioni diplomatiche non modifica lo status meramente

consolare, che continua ad avere solo immunità funzionali. Art. 17. 2: i consoli possono

essere rappresentanti presso OI. In questo caso cambia lo status, perché questo

rappresentante è equiparato al diplomatico; ne consegue il riconoscimento di immunità e

privilegi diplomatici.

Articolo 17: Compimento d’atti diplomatici da funzionari consolari

1. Nello Stato dove lo Stato d'invio non ha una missione diplomatica o non è rappresentato

dalla missione diplomatica d'uno Stato terzo, un funzionario consolare può, con il consenso

dello Stato di residenza e senza che ne sia toccato il suo stato consolare, essere incaricato

di compiere atti diplomatici. Il compimento di questi atti da un funzionario consolare non

gli conferiscono alcun diritto ai privilegi e alle immunità diplomatici. 18

2. Un funzionario consolare può, dopo la notificazione allo Stato di residenza, essere

incaricato di rappresentare lo Stato d'invio in tutte le organizzazioni intergovernative.

Agendo in questa qualità, egli ha diritto a tutti i privilegi e immunità concessi dal diritto

internazionale consuetudinario o dagli accordi internazionali a un rappresentante in

un'organizzazione intergovernativa; tuttavia, per quanto concerne ogni altra funzione

consolare da lui esercitata, non ha diritto a un'immunità giurisdizionale più ampia di quella

di cui un agente consolare gode in virtù della presente Convenzione.

• Funzioni attualmente fondanti dell’attività consolare: Funzione certificativa, Rilascio di atti

dello stato civile, Attribuzioni in materia di navigazione, Attività in materia di

immigrazione, Attività in presenza di crisi e catastrofi. Limiti alle funzioni consolari:

rispetto della legislazione interna dello Stato territoriale e non interferenza negli affari

interni.

Le immunità dei funzionari consolari

Sono regolate dalla Convenzione negli articoli da 40 a 57. Vengono riconosciute per eliminare

impedimenti all’esercizio delle loro funzioni. L’immunità è l’inviolabilità personale e ha a che fare

con l’onore e il prestigio della persona. C’è un dovere di protezione della persona in capo allo Stato

di accoglienza (la stessa che vale per i diplomatici). C’è il divieto di autopsia, che può esser fatta

dallo Stato di invio.

C’è un divieto di misure restrittive della liberà personale: qui però c’è differenza rispetto ai

diplomatici; per questi ultimi è totale, per i consoli no  vige questo divieto a meno che il reato sia

grave e che ci sia una decisione dell’AG che abbia ordinato la detenzione preventiva

Articolo 41: Inviolabilità personale dei funzionari consolari 1. I funzionari consolari possono

essere messi in stato d'arresto o di detenzione preventiva solamente in caso di grave delitto e per

effetto d'una decisione dell'autorità giudiziaria competente.  i funzionari consolari possono essere

incarcerati in caso di reato grave (sicuramente minimo di tre anni di detenzione) e per effetto di

un’autorità competente. L’agente della CIA Lady è stato condannato perché il suo comportamento è

stato considerato reato grave. Una viceconsole indiana ha portato a NY una domestica privata

sottopagandola, l’hanno arrestata e perquisita e hanno considerato il suo reato grave: accusata di

violazione della legislazione sui visti, false dichiarazioni per ingresso di Saageeta Richard reclutata

come domestica privata, sottopagata (caso Kobragade).

Vi possono essere altre misure restrittive che non riguardano reati gravi, purché vengano in

esecuzione mediante sentenza definitiva. Il funzionario consolare ha l’obbligo di presentarsi davanti

all’AG penale. Tutte le procedure devono intralciare il meno possibile l’esercizio dell’ufficio.

Se si procede ad arresto o detenzione Notificazioni per via diplomatica allo Stato di invio per il

capo ufficio, comunicazioni al capo ufficio se riguardano altri funzionari.

Articolo 52: Esenzioni da prestazioni personali Lo Stato di residenza deve esentare i membri del

posto consolare e i membri della loro famiglia viventi nella loro comunione domestica, da ogni

prestazione personale e da ogni servizio d'interesse pubblico, qualunque ne sia la natura, e dagli

oneri militari come le requisizioni, le contribuzioni e gli acquartieramenti. è una norma

consuetudinaria. Non vale per consoli onorari, funzionari cittadini dello Stato territoriale e

funzionari esteri con residenza permanente nello Stato territoriale

Articolo 53: Attenuazioni o estensioni dello status consolare  le immunità sono a tempo perché

ricalcano lo svolgimento della funzione (il mandato è temporaneo): le immunità valgono fino al

19

rimpatrio. Quindi le immunità sono concesse solo a personale in servizio, per la durata del suo

mandato. L’agente consolare che rimane in territorio straniero oltre il suo mandato è sottoposto alle

norme sul trattamento degli stranieri. Durata delle immunità va dal momento dell’investitura della

missione (concessione dell’exequatur) alla sua fine, per qualunque causa (chiusura dell’ufficio

consolare per guerra o riordino della rete o rottura delle relazioni consolari - salvo art. 54CVRC;

altre ragioni di fine missione: morte, revoca, dimissioni, collocamento a riposo, assegnazione ad

altra sede).

I diplomatici sono immuni dalla giurisdizione penale in maniera completa e sono coperti

ampiamente dall’immunità della giurisdizione civile. Diversamente i consoli non godono di nessuna

immunità per atti privati, ma hanno l’immunità dalla giurisdizione amministrativa e civile per atti

compiuti nell’esercizio delle funzioni.

Articolo 43: Immunità dalla giurisdizione

1. I funzionari consolari e gl'impiegati consolari non sono soggetti alla giurisdizione delle autorità

giudiziarie e amministrative dello Stato di residenza per gli atti compiuti nell'esercizio delle

funzioni consolari. i funzionari consolari godono quindi di immunità dalla giurisdizione

amministrativa e civile per atti compiuti nell’esercizio delle funzioni; questo deriva dal difetto di

giurisdizione dello Stato territoriale. Ha carattere sostanziale e non solo processuale. L’immunità è

definitiva, perdura oltre il mandato (art. 54CVRC), e vale anche per consoli onorari, consoli

cittadini e impiegati consolari.

Articolo 54: Obblighi per Stati terzi

1. Se il funzionario consolare traversa il territorio o si trova sul territorio di uno Stato terzo, che gli

ha concesso un visto, qualora questo sia richiesto, per andare ad assumere le sue funzioni o per

recarsi al suo posto, oppure per rientrare nello Stato d'invio, lo Stato terzo gli accorderà le

immunità previste negli altri articoli della presente Convenzione, che possono essere necessarie a

permettergli il passaggio o il ritorno.

Gli atti ufficiali sono atti riferibili allo Stato straniero compiuti nell’esercizio delle funzioni e per le

attività pubblicistiche strumentali e connesse al compimento di atti ufficiali. Essi sono coperti da

immunità. Non sono coperti da immunità o seguenti atti:

Atti incompatibili con i suoi doveri verso lo Stato di accoglienza (spionaggio, propaganda

• politica, sostegno a movimenti insurrezionali)

Atti compiuti prima dell’exequatur o dopo la revoca

• Atti che presuppongono un coordinamento con le autorità locali che fungono da controllori

• I contratti di locazione etc compiuti dal console per la sede consolare rientrano nelle

• immunità dello Stato e non riguardano l ‘attività consolare.

Inoltre non sono coperti da immunità: le controversie di lavoro del personale subalterno locale che

non svolge attività iure imperii e i contratti conclusi dal console che non siano conclusi in nome o

per conto dello Stato di invio.

L’articolo 45 regola la rinuncio dello Stato di invio alle immunità dai funzionari Lo Stato d'invio

può rinunciare rispetto a un membro del posto consolare ai privilegi e alle immunità previsti negli

articoli 41, 43 e 44. Quindi la rinuncia può riguardare sia l’inviolabilità art. 41 sia l’immunità dalla

giurisdizione art. 43. La rinuncia deve essere fatta in forma scritta e comunicata per via diplomatica

allo Stato di residenza. È impossibile invocare le immunità per domande riconvenzionali. La non

comparizione in giudizio del funzionario non vale come rinuncia. L’immunità dalla giurisdizione

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esecutiva comporta una distinta rinuncia perché ha a che fare con l’inviolabilità dell’ufficio

consolare.

Le immunità dell’ufficio consolare

Le immunità assicurano l’efficace svolgimento delle funzioni degli uffici consolari (preambolo

CVRC). Si dividono in: immunità in senso stretto (inviolabilità dell’immunità della giurisdizione),

privilegi (posti riservati nelle manifestazioni pubbliche), facilitazioni (facilitare l’acquisto della

sede,…) e prerogative (corsie preferenziali).

Le immunità, le facilitazioni e i privilegi dell’ufficio consolare sono regolate dagli artt. 28-39

CVRC vige l’inviolabilità della sede che è totale e vale per tutti i locali dove si svolge la funzione

consolare in senso stretto. Essa nasce dal dovere di protezione e dal dovere di astensione da atti di

imperio (articolo 31).

Articolo 31: Inviolabilità delle stanze consolari

1. Le stanze consolari sono inviolabili nella misura prevista nel presente articolo.

2. Le autorità dello Stato di residenza non possono penetrare nella parte delle stanze consolari, che

il posto consolare adopera esclusivamente per i bisogni del suo lavoro, salvo che con il consenso

del capo del posto consolare, della persona da lui designata o del capo della missione diplomatica

dello Stato d'invio. Tuttavia, il consenso del capo del posto consolare può essere presunto in caso

d'incendio o d'altro sinistro che esiga misure di protezione immediate.

3. Riservate le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, lo Stato di residenza ha l'obbligo

speciale di prendere tutte le misure appropriate per impedire che le stanze consolari siano invase o

danneggiate e che la pace del posto consolare sia turbata oppure la sua dignità diminuita.

4. Le stanze consolari e la loro mobilia, i beni del posto consolare e i suoi mezzi di trasporto non

possono essere oggetto d'alcuna forma di requisizione a fini di difesa nazionale o d'utilità pubblica.

Qualora un'espropriazione fosse necessaria a tali fini, saranno prese tutte le disposizioni

appropriate per evitare che sia posto ostacolo all'esercizio delle funzioni consolari e sarà pagata

allo Stato d'invio un'indennità pronta, adeguata ed effettiva.

• Divieto di entrata: limitato verso i locali ad utilizzo esclusivo per esigenze di lavoro

• È possibile entrare con il consenso del capo dell’ufficio, del delegato o del capo della

missione diplomatica dello Stato di invio

• Si può entrare anche grazie al consenso presunto: per incendio o altro sinistro che obblighi a

protezione immediata; ma è possibile anche l’inviolabilità assoluta per convenzione (si

tolgono gli elementi di pericolo).

• Non può essere fatta nessuna requisizione per difesa nazione o pubblica utilità.

• Se si deve procedere con l’espropriazione, bisogna poi corrispondere l’indennità.

• Non extraterritorialità della sede consolare: è comunque territorio dello Stato di

accoglimento, sebbene sia inviolabile.

• L’inviolabilità riguarda anche gli arredi e i mezzi di trasporto, ma non c’è immunità di

esecuzione o sequestro di arredi e mezzi di trasporto, ad eccezione dell’archivio che non può

essere sequestrato o oggetto di esecuzione.

• Non requisizione per difesa nazionale.

• Non espropriazione per pubblica utilità  Lo Stato di residenza deve assicurare che non si

ostacolino le funzioni consolari- indennità pronta, adeguata ed effettiva, liberamente

trasferibile in detto Stato.

La convenzione non parla delle notifiche, ma nella prassi si considera un divieto di notifiche

giudiziarie senza il consenso del capo dell’ufficio consolare. Il divieto riguarda anche notifiche a

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noeeeee95.music di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto diplomatico e consolare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Franchi Marina.

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