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Riassunto seconda parte esame Psicologia dello sviluppo, prof.Radi, libro consigliato Le teorie dello sviluppo psicologico, Miller

Seconda parte di appunti riguardanti le lezioni dell'intero corso di Psicologia dello Sviluppo della professoressa Giulia Radi per il corso di Scienze della Formazione Primaria dell'Università degli Studi di Perugia per l'anno accademico 2017/2018 .

Esame di Psicologia dello sviluppo docente Prof. G. Radi

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CONTRIBUTI DI PIAGET:

Pensiero dei bambini è qualitativamente diverso dal pensiero degli adulti;

 Lo sviluppo cognitivo è continuo fin dalla nascita;

 I bambini apprendono attivamente;

 Si possono indagare molti fenomeni per comprendere lo sviluppo cognitivo dei bambini;

 Implicazioni educative: coinvolgimento attivo, apprendere facendo costruire un

 ambiente stimolante per favorire una costruzione autonoma della conoscenza;

Adattamento dei compiti al livello cognitivo del bambino.

LEV VYGOTSKIJ:

Nato in Russia lo stesso anno di Piaget, 1896 – 1934;

 I suoi interessi iniziali sono rivolti alla letteratura, ma ben presto si interessa alla

 psicologia;

All’Istituto di Psicologia di Mosca si forma nel 1924 un nuovo gruppo di psicologi con un

 orientamento marxista.

PIAGET VS VYGOTSKIJ – LE DIFFERENZE:

Il contesto sociale ha un ruolo centrale (Vygotskij);

 Non esistono più i “bambini solitari” (Piaget);

 Modello epistemico vs culturale: spiegazione (Piaget) o comprensione (Vigotskij);

 Pensiero paradigmatico (cause generali, sistemi logici; Piaget) o narrativo (cogliere il

 significato, contestualizzazione; Vygotslij).

PIAGET VS VYGOTSKIJ – LE SOMIGLIANZE:

Natura attiva;

 Approccio costruttivista;

 Importanza di interazione tra soggetto e oggetto (per Piaget: l’oggetto è il mondo fisico

 mentre per Vygotskij: l’oggetto è la persona, che è un prodotto sociale).

PENSIERO E LINGUAGGIO (1934):

I processi psichici umani sono caratterizzati dalla mediazione degli strumenti (mediatori

simbolici), una proprietà assente negli animali.

Gli strumenti:

Mediano la relazione tra l’uomo e il mondo esterno;

 Amplificano la mente umana;

 Sono forniti dal contesto storico e sociale in cui vive un individuo;

 Non vi è azione che non sia fondata sull’uso di strumenti.

GLI STRUMENTI:

Gli strumenti sono interni ed esterni all’individuo.

Strumenti interni (concettuali):

La lingua, non solo come strumento di comunicazione interpersonale, ma come sistema

 di organizzazione del pensiero.

Strumenti esterni (materiali):

Ieri la tavoletta e lo stilo per scrivere, oggi il libro e il computer.

FUNZIONE DEGLI STRUMENTI - ESERCIZIO:

Pensate a degli strumenti (interni ed esterni) che trovi e usi nella tua cultura di appartenenza:

Come la condizionano?;

 Quali aspetti cognitivi e socio – relazionali sono influenzati da questi strumenti?.

SVILUPPO DELLE FUNZIONI PSICHICHE SUPERIORI:

Vygotskij presenta la teoria concentrandosi soprattutto sul livello inter-individuale;

 Le capacità superiori compaiono prima nell’interazione con gli altri e poi vengono

 interiorizzate e compaiono a livello intra-individuale;

Le interazioni sociali formano il contesto primario nel quale il bambino viene avviato alle

 modalità di pensiero più mature presenti in ogni società.

LO SVILUPPO PER TAPPE:

Lo sviluppo è caratterizzato da un processo di stratificazione dovuto alla combinazione

 di elementi biologici e culturali quindi lo sviluppo cambia a seconda della cultura e del

linguaggio usato;

Le età critiche determinano la strutturazione e il cambiamento della personalità.

IL LINGUAGGIO COME STRUMENTO CULTURALE:

Strumento preminente grazie al quale viene trasferita l’esperienza a livello sociale;

 Come parlano le persone, di cosa parlano.. è il canale principale per trasmettere la

 cultura dell’adulto al bambino;

Il linguaggio consente ai bambini di regolare le proprie attività: i monologhi indicano che

 i bambini hanno acquisito l’uso del linguaggio come strumento di pensiero (ciò avviene

verso la fine del periodo prescolare);

Il linguaggio viene interiorizzato e si trasforma in pensiero.

ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE:

La differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che sa fare insieme ad un altro.

ZONE DI SVILUPPO:

STADI DI SVILUPPO DELLA ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE:

STADIO 1: la prestazione è controllata da un esperto (affidarsi, seguire regole);

 STADIO 2: la prestazione è controllata dal bambino (autoregolazione);

 STADIO 3: la prestazione è automatizzata (interiorizzazione).

SCAFFOLDING:

LE ETÀ STABILI:

Le età stabili sono quelle età caratterizzate da cambiamenti microscopici che

 accumulandosi creano il presupposto di un salto qualitativo;

Le età critiche sono quelle età in cui la personalità del bambino cambia:

 dall’allattamento alla prima infanzia (1 anno di vita), rivolto all’ambiente (3

anni di vita), difficoltà sul piano educativo (7 anni vita), difficoltà e fase

maturazione sessuale (13 anni di vita);

SCAFFOLDING (WOOD E BRUNER):

Il ruolo dell’adulto nell’apprendimento del bambino viene definito scaffolding;

 È il processo grazie al quale gli adulti offrono aiuto a un bambino nell’attività e adattano

 sia il tipo sia la qualità d’aiuto al livello del bambino;

L’impalcatura fornita dall’adulto serve a compensare il dislivello tra le abilità richieste

 dal compito e le capacità ancora limitate del bambino, e gli permette di realizzare

completamente il compito e di progredire ad un livello più avanzato.

JEROME BRUNER:

1915, 2016;

 Nasce a New York da una famiglia di ebrei tedeschi;

 Durante la guerra va in Francia dove lavora per l’ufficio informazione militare (contatti

 con Sartre);

Finita la guerra va ad Harvard (contatti con gli psicologi della Gestalt);

 Nel 1956 conosce Piaget: collaborazione con la scuola di Ginevra;

 Anni 1960: legge le opere di Vygotskij; ad Harvard fonda il “Center of Cognitive Studies”

 (diversi collaboratori illustri);

Interesse per i problemi di apprendimento e per la pragmatica del linguaggio (Oxford:

 contatti con Austin, Searle e Harrè).

IL PENSIERO:

Oggetto privilegiato dei suoi studi fu l’attività cognitiva del pensiero: processo

 costruttivo che elabora i dati dell’esperienza culturalmente determinati;

Primo processo cognitivo: categorizzazione, atto che consiste nel raggruppare in classi o

 rendere equivalenti vari oggetti, persone o eventi fra loro diversi;

Bruner considerò questa capacità un atto di invenzione, perché la categorizzazione degli

 stessi dati può di volta in volta fondarsi su categorie funzionali, formali, e dunque

rispondere a esigenze diverse provenienti dal soggetto.

LO SVILUPPO COGNITIVO SECONDO BRUNER:

Tutti i processi mentali hanno un fondamento sociale e la struttura della cognizione è

influenzata dalla cultura. La cultura, inoltre, ha prodotto strumenti che plasmano le strutture

cognitive ed emotive.

LA CULTURA:

≪L’uomo dipende dall’ereditarietà di caratteristiche acquisite dal patrimonio

 culturale≫;

La cultura diventa lo strumento principale per garantire la sopravvivenza;

 Da questa prospettiva, Bruner prese in esame gli studi compiuti da Piaget sull’età

 evolutiva;

Prima critica: egli si è limitato a descrivere il processo di maturazione delle strutture

 mentali, trascurando gli altri elementi che influenzano lo sviluppo.

FASI DI SVILUPPO:

FASI DI SVILUPPO: secondo Bruner noi attuiamo un cambiamento qualitativo della

 struttura, non legata all’età;

Prima fase (rappresentazione esecutiva, fino a 1 anno): il mondo è rappresentato

 soprattutto attraverso l’azione. Il pensiero ha una struttura operativa, quindi una

successione di azioni;

Seconda fase (rappresentazione iconica, fino ai 6 anni): questa fase costruisce il mondo

 attraverso l’immagine e i simboli concreti, la quale si libera progressivamente dai

condizionamenti percettivi;

Terza fase (rappresentazione simbolica): usa il sistema simbolico del linguaggio per

 esprimere concetti e categorizzazioni. Quindi rappresento il mondo attraverso un codice

astratto;

I tre sistemi della rappresentazione non sono da considerare ≪stadi≫, ma

 caratteristiche salienti nel corso dello sviluppo.

9^ LEZIONE – 04/05/2018

BIAS: I bias cognitivi sono costrutti fondati, al di fuori del giudizio critico, su percezioni errate o

 deformate, su pregiudizi e ideologie; utilizzati spesso per prendere decisioni in fretta e

senza fatica. Si tratta, il più delle volte di errori cognitivi che impattano nella vita di tutti

i giorni, non solo su decisioni e comportamenti, ma anche sui processi di pensiero;

ESEMPIO: BIAS DI CONFERMA: a ciascuno di noi piace essere d’accordo con le

 persone che sono d’accordo con noi e ciascuno di noi tende ad evitare individui o gruppi

che ci fanno sentire a disagio: questo è ciò che lo psicologo B. F. Skinner (1953) ha

definito “dissonanza cognitiva”. Si tratta di una modalità di comportamento

preferenziale che porta al bias di conferma, ovvero l’atto di riferimento alle sole

prospettive che alimentano i nostri punti di vista preesistenti.

EURISTICA:

Le euristiche (dal greco heurìskein: trovare, scoprire) sono, al contrario dei bias,

 procedimenti mentali intuitivi e sbrigativi, scorciatoie mentali, che permettono di

costruire un’idea generica su un argomento senza effettuare troppi sforzi cognitivi. Sono

strategie veloci utilizzate di frequente per giungere rapidamente a delle conclusioni;

ESEMPIO: EURISTICA DELL’ANCORAGGIO: spesso dovendo dare delle stime di tipo

 numerico o dei giudizi in situazione di incertezza, si prova a ridurre l’ambiguità

ancorandosi ad un punto di riferimento stabile, un valore a cui fare riferimento per il

nostro giudizio.

Ad un primo gruppo di partecipanti venne chiesto se pensavano che il rischio che si

 verificasse a breve una guerra atomica fosse maggiore dell’1% (con un ancoraggio

quindi all’1%); a un secondo gruppo venne chiesto se pensavano che questo rischio

fosse inferiore al 90% (ancoraggio al 90%). Coloro che erano stati invitati a riflettere su

un rischio maggiore dell’1% stimarono il rischio verosimigliante intorno al 10%, il

secondo gruppo invece con ancoraggio al 90% stimarono le probabilità intorno al 25%.

STEREOTIPI:

Il tempo nasce dal sistema di riproduzione per stereotipia: ad esempio la stampa;

 Lo stereotipo è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto,

 un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe

caratteristiche o qualità.

PREGIUDIZI:

“Giudizio prematuro” ossia parziale è basato su argomenti insufficienti o su una loro non

 completa o indiretta conoscenza;

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” (Albert Einstein).

IMPARARE A TUTTE LE ETÀ:

Secondo Bruner non possiamo parlare di stadi evolutivi distinti, se è vero che ciascuno

 dei tre tipi di rappresentazione incide maggiormente sulla vita mentale degli esseri

umani in età diverse, lo sviluppo intellettuale non è una semplice sequenza automatica,

ma risente delle influenze ambientali e dell’ambiente scolastico;

Una conseguenza delle teorie di Bruner è il fatto che tutto può essere insegnato a

 qualsiasi età, basta che il contenuto dell’apprendimento sia tradotto in forme di

rappresentazione adeguate. È quindi possibile accelerare i processi di apprendimento.

LA SCUOLA SECONDO BRUNER:

Per Bruner è necessario prestare attenzione sia allo sviluppo delle funzioni logiche e

 scientifiche sia a quelle intuitive. Il pensiero narrativo è considerato in opposizione a

quello logico-scientifico. Si ritiene che sia innato, non insegnabile e decorativo. Bruner

mise in discussione tutti questi luoghi comuni e sottolineò l’importanza di questa

modalità cognitiva per lo sviluppo dell’individuo. Il ≪creare storie≫ risulta essere

importante almeno quanto le capacità logico-matematiche;

La scuola deve essere in grado di definire esperienze utili e stimolanti per

 l’apprendimento, programmare tempi e modi in cui si realizzano le proposte didattiche,

verificare l’effettivo sviluppo raggiunto dagli allievi attraverso l’esame di azioni,

immagini o simboli a seconda dei casi, organizzando una struttura ordinata delle

discipline da proporre e prevedendo un sistema di gratificazioni e punizioni.

L’APPRENDIMENTO:

Per Bruner gli stadi di sviluppo non sono collegati strettamente all’età, ma determinati

 ambienti possono favorirli o meno. Tutto può essere insegnato a tutti in qualsiasi età,

ma il contenuto deve essere tradotto in forme di rappresentazione adatte; è possibile

accelerare i processi di apprendimento, quindi non è mai troppo presto per introdurre

l'alunno nel mondo del sapere;

≪Si può insegnare qualunque cosa in forma onesta a chiunque in qualsiasi età proprio

 perché tutte le idee possono essere tradotte in modo corretto e utile nelle forme di

pensiero proprie del fanciullo di età prescolastica≫.

LO STRUTTURALISMO:

La proposta didattica di Bruner è di orientamento strutturalista;

 Con il rispetto dovuto alle modalità soggettive dell’acquisizione della conoscenza, il

 motivo centrale della sua didattica è la nozione di struttura, con cui si indica l’idea

generale;

Non è più possibile pensare di poter trasferire l’intero patrimonio culturale dell’umanità:

 non ha più senso un ideale enciclopedico del sapere. Si tratterà dunque di fornire ai

giovani gli strumenti metodologici, le capacità critiche che li rendano capaci di

interpretare e padroneggiare la realtà: sono le strutture, ossia i fondamenti delle

discipline. Il compito della ricerca pedagogica è quello di individuare le idee

fondamentali delle singole discipline, le strutture di fondo che le sostengono, così da

ordinare su di esse gli itinerari e gli obiettivi di insegnamento.

LA PEDAGOGIA STRUTTURALISTA:

Il metodo di insegnamento, pur non trascurando il mondo psicologico dell’alunno, va

 cercato all’interno delle discipline: questo è il principio fondamentale della pedagogia

strutturalista.

Presenta notevoli vantaggi:

 1. Rende più interessanti le discipline, di cui si coglie subito l’utilità;

2. Facilita l’apprendimento mnemonico;

3. Favorisce il transfer dell’apprendimento;

4. Contribuisce a rafforzare la continuità tra diversi livelli scolastici.

VYGOTSKIJ E BRUNER:

Grazie al contributo di Vygotskij e Bruner possiamo analizzare lo sviluppo umano

 analizzando i seguenti fattori che ne mediano e ne creano lo sviluppo:

Cultura e valori;

 Etnocentrismo;

 Culture collettivistiche e individualistiche;

 Televisione ed effetti cognitivi, emotivi e sociali;

 Videogiochi;

 Internet e i social network;

 Cellulare.

LA CULTURA:

L’importanza della cultura per lo studio dei bambini.

Cultura:

L’insieme di comportamenti, modelli, credenze e prodotti di un particolare gruppo di

 persone, che vengono tramandati di generazione in generazione e sono il risultato

dell’interazione tra i gruppi di individui e il loro ambiente nel corso di molti anni.

Richard Blisin (1993) ha descritto varie caratteristiche della cultura:

È fatta di ideali, valori e assunzioni sulla vita e viene trasmessa di generazione in

 generazione;

L’influenza della cultura è evidente nel confronto tra persone provenienti da background

 culturali molto diversi;

I valori culturali permangono;

 Quando i valori culturali sono violati le persone reagiscono emotivamente;

 Le persone possono accettare un valore culturale ad un certo punto della loro vita e

 rifiutarlo ad un altro.

Donald Campbell et al. (1976; 1968) ha evidenziato che le persone di tutte le culture tendono

a: Credere che ciò che accade nella loro cultura sia “naturale” e “giusto” e che ciò che

 accade nelle culture altrui sia “innaturale” e “sbagliato”;

Percepire le proprie usanze come universalmente valide;

 Avere dei comportamenti che favoriscono il proprio gruppo culturale;

 Provare ostilità verso gli altri gruppi culturali.

ETNOCENTRISMO:

ETNOCENTRISMO: favorire il proprio gruppo culturale a scapito degli altri.

Molte delle asserzioni, in campi come la psicologia, sono state sviluppate nelle culture

occidentali e conseguentemente il tipo di sviluppo dei bambini delle culture occidentali è

diventato la norma per tutti i bambini.

CONFRONTI TRA CULTURE:

Studi cross-culturali:

Studi che mettono a confronto un cultura con una o più culture diverse. Essi forniscono

 utili informazioni sulle altre culture e su quanto lo sviluppo dei bambini è simile, o

universale. Tra le diverse culture, è quanto è specifico di una determinata cultura.

INDIVIDUALISMO VS COLLETTIVISMO:

Individualismo: dà priorità agli obiettivi personali piuttosto che a quelli del gruppo;

 enfatizza i valori al servizio del sé, come il sentirsi bene, la differenziazione e il successo

personale, e l’indipendenza;

Collettivismo: enfatizza i valori che sono al servizio del gruppo, subordinando gli

 obiettivi personali alla salvaguardia dell’integrità del gruppo, dell’interdipendenza dei

membri, e delle relazioni armoniose.

I RUOLI DELLA TELEVISIONE:

La televisione può avere un’influenza positiva sullo sviluppo dei bambini, apportando

 informazioni sul mondo che si trova al di là del loro ambiente immediato e fornendo dei

modelli di comportamento sociale;

La televisione può avere un’influenza negativa sullo sviluppo dei bambini distogliendoli

 dai loro compiti, rendendoli studenti passivi, insegnando loro degli stereotipi, fornendo

dei modelli violenti di aggressioni, e presentando delle visioni irrealistiche del mondo.

AGGRESSIVITÀ IN TV E VIDEOGIOCHI:

L’esposizione alla violenza in TV causa un aumento dell’aggressività nei bambini

 diventati adolescenti e adulti;

Il collegamento tra violenza in TV e aggressività nei bambini è influenzato dalle

 tendenze aggressive dei bambini, dalla loro attitudine verso la violenza e

dall’esposizione ad essa;

Nonostante le differenze tra la televisione e i videogiochi, anche i videogiochi violenti

 sono correlati a comportamenti aggressivi e delinquenziali.

COMPORTAMENTO PRO-SOCIALE:

La televisione può anche insegnare ai bambini che è meglio comportarsi in modo

 positivo e pro-sociale, piuttosto che negativo e antisociale;

Aimee Leifer (1973) ha dimostrato che la televisione è associata al comportamento pro-

 sociale nei bambini piccoli;

Il messaggio televisivo, se utilizzato in modo corretto in funzione dell’età e dei bisogni

 del bambino, ha un alto valore formativo, oltre che informativo.

TELEVISIONE E SESSO:

Numerosi studi condotti sulla relazione tra contenuti dei programmi televisivi e

 comportamenti di bambini ed adolescenti, concludono che guardare delle scene di sesso

alla televisione può influenzare le attitudini e il comportamento sessuale degli

adolescenti;

Ciò nonostante, se il sesso in TV influenza di fatto il comportamento dell’adolescente,

 dipende da molti fattori, inclusi i bisogni, gli interessi, le preoccupazioni e la maturità

dell’adolescente;

La televisione talvolta fornisce utili informazioni sul sesso.

TV E SVILUPPO COGNITIVO:

La televisione può avere effetti diversi perché i bambini nel guardarla utilizzano abilità e

 capacità cognitive diverse;

In generale, la televisione non influenza la creatività dei bambini ma è correlata

 negativamente alle loro abilità mentali e alle abilità di lettura; l’esposizione a media

acustici e stampati aiuta più della televisione ad aumentare le abilità verbali dei

bambini, soprattutto il linguaggio espressivo;

I programmi educativi, però, possono migliorare i risultati scolastici promuovendo la

 creatività e l’immaginazione.

COMPUTER E INTERNET:

Il cuore della comunicazione mediata dal computer, è internet, che connette in rete

 migliaia di computer e fornisce un’incredibile serie di informazioni. In molti casi, internet

ha più informazioni attuali e un aggiornamento maggiore dei libri;

Internet ha un grande potenziale per incrementare le opportunità educative, ma

 contiene anche limitazioni e pericoli. I genitori hanno bisogno di monitorare e regolare

l’uso di internet dei loro bambini e dei loro figli adolescenti.

IL CELLULARE:

Per i bambini e gli adolescenti italiani la rivoluzione tecnologica passa anche attraverso

 il cellulare;

Con l’età cresce l’utilizzo del cellulare e si annullano anche le differenze di genere:

 mentre tra i ragazzini lo utilizzano di più le femmine, tra i 14 e i 17 anni i maschi le

raggiungono;

Al crescere dell’età, il gruppo dei pari acquista maggiore importanza anche nell’uso del

 cellulare: gli amici sono le prime persone con cui gli adolescenti comunicano, seguiti dai

genitori e al terzo posto dal/dalla fidanzato/a.

TECNOLOGIA ED EDUCAZIONE:

L’incremento nell’uso del computer a casa e a scuola potrà ampliare la lacuna

 nell’apprendimento tra ricchi e poveri e tra gruppi etnici diversi, ma la tecnologia in sé

non migliora le abilità di apprendimento di un bambino;

Sono necessari vari elementi in aggiunta alla tecnologia per supportare l’apprendimento

 degli studenti, come la supervisione e il supporto di educatori formati nell’uso della

tecnologia, l’accesso alle tecnologie e un’enfasi sul bambino come studente attivo

costruttore del proprio sapere.

LA TEORIA DELL’APPRENDIMENTO TRADIZIONALE:

IL COMPORTAMENTISMO – PAVLOV:

Ivan Petrovic Pavlov (1849 – 1936), fisiologo, conduce degli studi sulle secrezioni

 gastriche dei cani;

Riprendendo il pensiero di Bechterev, Pavlov osserva uno strano fenomeno durante uno

 dei suoi esperimenti. Un cane a cui viene offerto del cibo produce di riflesso succhi

gastrici e saliva (come è ovvio), ma se il cibo viene presentato accompagnato dal suono

di una campanella, presto il cane “apprende” un nuovo riflesso, non innato ma

comunque automatico: quello di salivare al solo udire il suono associato al cibo.

IL CONDIZIONAMENTO CLASSICO:

IL COMPORTAMENTISMO - WATSON:

Travelers Rest, 1878 – Woodbury, 1958;

 COMPORTAMENTO (BEHAVIOR): in psicologia, il complesso coerente di atteggiamenti

 assunti in reazione a determinati stimoli, o l’attività di un soggetto nelle sue

manifestazioni;

Comportamento, nella psicologia e nelle neuroscienze della prima metà del 1900, è

 utilizzato come contrazione di “comportamento manifesto” (“overt behavior”), vale a

dire osservabile.

LA PSICOLOGIA COMPORTAMENTISTA:

≪La psicologia così come la vede il comportamentista è una branca delle scienze

 naturali puramente oggettiva. Il suo obiettivo teorico è la predizione e il controllo del

comportamento. L’introspezione non svolge alcun ruolo essenziale dei suoi metodi, né il

valore scientifico dei suoi dati dipende dalla prontezza attraverso cui essi si prestano a

un’interpretazione in termini di coscienza. Il comportamentista, nei suoi sforzi volti a

ottenere uno schema unitario delle risposte animali, non riconosce alcuna linea di

divisione tra l’uomo e l’animale inferiore. Il comportamento umano, con tutte le sue

rifiniture e le sue complessità, forma soltanto una parte dello schema totale di

investigazione del comportamentista≫ (Watson, 1913, p. 257).

IL MODELLO STIMOLO – RISPOSTA (MENTE = BLACK BOX):

IL COMPORTAMENTISMO CLASSICO:

Forte riduzionismo alla fisiologia;

 Il “mentale” è volutamente ignorato e considerato non studiabile scientificamente, né

 degno di attenzione psicologica (black box);

Il soggetto è completamente passivo rispetto agli stimoli che gli vengono presentati

 dall’ambiente.

LA “TABULA RASA”:

Esperimento del Piccolo Albert;

 ≪Datemi una dozzina di bambini sani, ben formati e l’ambiente specifico che dico io per

 tirarli su e vi garantisco che, dopo averlo preso a caso, farò di ognuno di loro uno

specialista a piacere – un dottore, un artista, un avvocato, un capitano d’industria

oppure perfino un mendicante o un ladro – a prescindere dal suo talento, dalle sue

inclinazioni, tendenze, capacità, vocazioni, e dalla razza dei suoi avi≫ (Watson – Rayner,

1920).

IL COMPORTAMENTISMO - SKINNER:

Susquehanna, 1904 – Cambridge, 1990;

 Il comportamentismo come interpretato e messo in pratica da Skinner si discosta (in

 parte) da quello di Watson perché non considera più gli stati mentali come

“epifenomeni”, ma come prodotti delle stesse leggi che regolano il comportamento

biologico. Per tale motivo è chiamato comportamentismo “radicale”. Inoltre il soggetto

non è più una passiva tabula rasa, ma un soggetto che, operando nell’ambiente,

modifica i comportamenti suoi e altrui.

IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE:

Differisce dal condizionamento classico di Pavlov per il ruolo attivo (in questo senso è

 chiamato “operante”) del soggetto, che non è più sottoposto alla presentazione di uno

stimolo neutro associato a uno condizionato (stimolo che nel modello pavloviano genera

la risposta condizionata).

Nel condizionamento operante, le operazioni spontaneamente messe in atto dal

 soggetto portano a modificazioni ambientali, determinando un cambiamento del

comportamento emesso, che viene rinforzato o scoraggiato.

LA “SKINNER BOX”:

CONSEGUENZE DEL CONDIZIONAMENTO OPERANTE:

I prodotti del condizionamento operante (dando vita a un’associazione più “forte”,

 perché registrata in chiave adattiva dall’animale), sono molto più duraturi e stabili (in

alcuni casi, possono durare per sempre);

Inoltre, con opportune variabili, si possono comprendere (e manipolare) comportamenti

 più complessi della semplice risposta fisiologica.

RINFORZI E PUNIZIONI:

Skinner scopre che il comportamento è funzione degli stimoli antecedenti e conseguenti

 ad esso;

Manipolando questi due tipi di stimoli è possibile dunque condizionare le risposte (cioè i

 comportamenti) di quanto permesso dal condizionamento classico di Pavlov;

Skinner attribuisce questo effetto al ruolo attivo dell’animale condizionato.

APPLICAZIONI – EDUCAZIONE:

≪Chi finisce il compito per primo avrà un premio!”≫, le note di demerito, le

 sospensioni, ecc…;

APPLICAZIONI – PSICOTERAPIA:

Ellis e Beck negli anni ’50 elaborano la terapia comportamentale (oggi nota come

 approccio ABA).

APPLICAZIONI – TRAINING ANIMALE:

Seduto!;

 Corri!;

 Salta!;

 Attacca!

APPLICAZIONI – MARKETING:

Avete mai pensato a come è organizzato un supermarket?;

LA TEORIA DELL’APPRENDIMENTO SOCIALE:

BANDURA:

Mundare Alberta, 1925 – oggi;

 Bandura è il teorico del cognitivismo sociale;

 A partire dal comportamentismo che spiega l’apprendimento attraverso il

 condizionamento, sviluppa una teoria nella quale è centrale il contesto sociale del

soggetto.

L’APPRENDIMENTO SOCIALE = APPRENDIMENTO OSSERVATIVO:

Anche i comportamenti di natura non sociale possono essere influenzati dal contesto

 sociale (un ragazzo che vuole studiare violino può essere incoraggiato dai genitori ma

scoraggiato dai compagni con cui gioca a calcio per esempio);

L’apprendimento osservativo secondo Bandura (1986) ha fatto sì che la maggior parte

 degli apprendimenti avverrebbero per osservazione e insegnamento, piuttosto che per

prove ed errori del singolo.

MECCANISMI DELL’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO:

L’apprendimento osservativo (o sociale) è basato su due meccanismi: modellamento

 (forma) e imitazione.

PROCESSI DELL’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO:

Bandura ha evidenziato 4 sotto processi dell’apprendimento per osservazione:

 ATTENZIONE: notare qualcosa nell’ambiente;

 RITENZIONE: ricordare ciò che è stato notato;

 RIPRODUZIONE: produrre un’azione copia di quella che è stata notata;

 MOTIVAZIONE: le conseguenze dell’azione cambiano la probabilità che la stessa

 venga ripetuta o meno.

UTILITÀ DELL’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO:

I bambini potrebbero riprodurre comportamenti appresi molto prima, che

 apparentemente sembravano essere stati dimenticati/non notati;

Non occorre che il modello sia rinforzato per portare l’osservatore ad apprendere;

 L’apprendimento osservativo è utile per spiegare come vengano appresi comportamenti

 nuovi e complessi.

ESEMPIO – GIOCARE A CALCIO:

Sebbene si possa insegnare la teoria del gioco del calcio, l’apprendimento avviene

 anche e soprattutto osservando altri che giocano, le partite in tv, ecc..;

Questi personaggi diventano modelli dotati di uno status sociale elevato, competenza e

 potere – imitazione;

Il gioco viene appreso in larga parte attraverso il modellamento astratto.

MODELLAMENTO ASTRATTO:

Il soggetto estrae una regola generale dopo aver osservato dei comportamenti specifici

 (ad esempio: come esultare dopo un goal);

Il bambino gradatamente estrae dall’osservazione concetti generali di azioni di gruppo

 nel gioco;

Con l’apprendimento osservativo si hanno riproduzione del comportamento –

 feedback sulla somiglianza al modello – rinforzo = informazione sul proprio

comportamento.

FREUD VS BANDURA:

I bambini che avevano osservato il modello aggressivo furono più aggressivi dei bambini

 che avevano visto il modello non aggressivo;

Freud vs Bandura: predizioni opposte rispetto all’aggressività;

 Freud = modo per ridurre le tendenze aggressive;

 Bandura = osserva l’aggressività in particolare se l’atto rimane non punito e induce

 l’imitazione del comportamento aggressivo.

10^ LEZIONE – 07/05/2018

L’APPRENDIMENTO:

È il passaggio dal “non saper fare” al “saper fare”;

 Che cosa ci deve essere perché ci sia apprendimento?;

 Un individuo e un ambiente che interagiscono.

TIPI DI APPRENDIMENTO:

Il condizionamento classico;

 Il condizionamento operante;

 L’apprendimento cognitivo;

 L’apprendimento sociale.

ABITUAZIONE:

È tra le forme più semplici ed elementari di apprendimento;

 È la progressiva riduzione della risposta al ripetersi dello stimolo. Con il tempo lo stimolo

 ci diventa indifferente;

È quando ci abituiamo ad uno stimolo e impariamo a non reagire a stimoli irrilevanti.

SENSIBILIZZAZIONE:

È anch’essa tra le forme più semplici ed elementari di apprendimento;

 È l’aumento di reattività generica (stato di allerta) prodotta dall’abituazione a

 determinati stimoli;

La risposta che dà l’organismo sensibilizzato è superiore a quella che dava inizialmente,

 prima di abituarsi.

APPRENDIMENTO COGNITIVO:

Si suddivide in:

Assunzione di contenuti mentali: evitamento, apprendimento latente,

 apprendimento da apprendere;

Insight (intuito).

ASSUNZIONE DI CONTENUTI MENTALI:

L’esperienza fa assumere al soggetto un’informazione, un contenuto mentale, una conoscenza

che va a modificare direttamente il comportamento. Si conoscono tre tipologie di assunzione di

contenuti mentali: evitamento, apprendimento latente, apprendimento da apprendere.

APPRENDIMENTO LATENTE:

È i casi in cui apprendimento e prestazione non coincidono;

 La prestazione è differita nel tempo rispetto all’apprendimento, cioè imparo qualcosa

 ma lo metto in atto più tardi, perché sono impedito, impossibilitato ad agire, non sono

motivato, o non ho ragione di agire;

Fu studiato impiegando i labirinti: da Hunter.

EVITAMENTO:

Quando si acquisiscono sulla situazione che consentono di pilotare le proprie esperienze

 future in quel posto;

Fu sperimentata con la gabbia di Miller – Mowrer, dove l’animale per evitare lo shock

 (elettrico) si regola intelligentemente.

APPRENDIMENTO DA APPRENDERE:

Quando si apprende uno strumentario concettuale che ci serve per apprendere: learning

 set;

Harlow, sperimentò sulle scimmie;

 Se l’animale si impossessa dei principi utili per imparare a fare la discriminazione che gli

 interessa, ha acquistato uno strumento concettuale.

INSIGHT = INTUITO:

Indica un processo in cui compare un improvviso atto intelligente a sbloccare la

 situazione.

Studiato da Kohler:

Il soggetto sperimentale deve trovarsi alle prese con una difficoltà;

 Il problema da risolvere deve trovarsi in una fascia adeguata di difficoltà;

 Il soggetto deve poter conoscere gli elementi della situazione, utili per risolvere il

 problema.

ATTO INTELLIGENTE:

L’atto intelligente è composto da una sequenza di azioni che portano alla meta,

 compiute come una sola frequenza;

L’atto intelligente si stacca nettamente dal resto dei comportamenti;

 L’atto intelligente.

TRADIZIONE:

Si tratta di modi di fare diffusi in seno a una popolazione e riconosciuti come utili.

 Possono essere codificati, ordinati e raccolti in modo da tramandarli;

Esistono anche modi già programmati per trasferirli; luoghi di riunione, momenti

 stabiliti, attività caratteristiche da imitare, sistemi di comunicazione;

Esso tende a passare da una generazione all’altra e divenire duraturo nella storia di una

 comunità.

ESPERIMENTO BOBO DOLL:

Bandura ha mostrato che i bambini (3 - 6 anni) possono modificare il loro

 comportamento semplicemente guardando gli altri;

Stimolo: bambino aggressivo prende a pugni un pupazzo gonfiabile;

 Gruppo 1: vede l’elogio di un comportamento aggressivo;

 Gruppo 2: bimbo aggressivo allontanato e privato del gioco;

 Gruppo 3: fuori dalla stanza senza conseguenze.

MODELLO CHE SPINGE ALL’APPRENDIMENTO:

Insegnando nuovi comportamenti: come si fuma una sigaretta;

 Rafforzando o indebolendo le inibizioni del bambino: i genitori hanno detto che non si

 fuma ma..;

Attirando l’attenzione su aspetti particolari: la forma del pacchetto, i compagni che

 fumano, ecc..;

Accrescendo l’eccitazione emotiva: stare insieme sapendo di trasgredire.

L’APPRENDIMENTO OSSERVATIVO NELLE DIVERSE CULTURE:

L’apprendimento osservativo spiega in parte anche le differenze di personalità in culture

 diverse. Per esempio le culture variano nello sforzo con cui insegnano l‘aggressività (i

polinesiani scoraggiano attivamente l'aggressività e raramente offrono modelli

aggressivi ai loro bambini);

L’apprendimento osservativo rappresenta un possibile tipo di terapia per problemi

 comportamentali dei bambini.

MODELLAMENTO:

Bandura ha fatto vedere a bambini di scuola materna che avevano paura dei cani un

 bambino che si avvicinava piano piano a un cane e giocava con lui;

A distanza di tempo e dopo la terapia (1 mese) la maggior parte dei bambini era in

 grado di giocare con un cane;

Il modellamento avveniva anche attraverso un filmato (applicazioni in psicoterapia).

SVILUPPO COGNITIVO E TEORIA DELL’ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE (HIP):

L’approccio dell’informazione dell’elaborazione (HIP) non è una vera e propria teoria

 dello sviluppo cognitivo ma un approccio allo studio del pensiero e della memoria. Le

domande che si pongono gli studiosi sono: cosa fa un bambino quando affronta un

compito, quali sono i processi intellettivi che utilizza? E come questi processi

si modificano con l’età?

La mente è considerata un computer, è un programma che elabora stimoli. Le caratteristiche

del programma sono indipendenti dal tipo di macchina o di organismo in cui è implementato. È

possibile studiare la mente indipendentemente dalle caratteristiche fisiche in cui è incorporata.

Sono importanti le caratteristiche generali della mente come sistema, le caratteristiche

universali.

Enfasi sulla “prestazione” e non sulla “competenza”;

 Cambiamenti quantitativi e non qualitativi;

 Lo sviluppo è continuo;

 Le capacità cognitive sono “specifiche per dominio” quindi vi sono diverse intelligenze e

 non un’unica intelligenza;

Interesse per come si sviluppa e non cosa si sviluppa.

PIAGET - HIP:

APPROCCIO PIAGETIANO: APPROCCIO HIP:

Enfasi sulla competenza; Enfasi sulla prestazione;

 

Cambiamenti qualitativi; Cambiamenti quantitativi;

 

Discontinuità stadi; Continuità;

 

Processi dominio generale; Processi sul dominio specifici;

 

Enfasi su che cosa si sviluppa. Enfasi su come si sviluppa.

 

LO SVILUPPO PERCETTIVO:

Il contatto con il mondo esterno avviene attraverso:

SENSAZIONE: effetto soggettivo e immediato provocato dagli stimoli sui diversi organi

 di senso;

PERCEZIONE: organizzazione dinamica e significativa degli stimoli sensoriali.

 Prima infanzia (0 – 2 anni): alla nascita e i primi giorni vede sfocato, a breve distanza

 e soprattutto stimoli in movimento; a due – tre mesi migliora l’acuità visiva e la

sensibilità al contrasto;

Seconda infanzia (2 – 6 anni): sincretismo infantile ovvero la percezione della

 struttura d’insieme ostacola l’individuazione delle singole parti;

Terza infanzia (6 – 10 anni): superamento del sincretismo.

TEORIE DELLO SVILUPPO PERCETTIVO:

Teoria della Gestalt;

 Teoria di Piaget;

 Teoria dell’elaborazione delle informazioni;

 Teoria di Gibson.

JAMES GIBSON:

McConnelsville, 1904 – Ithaca, 1979;

 Studiando la percezione per conto dell’aeronautica militare degli USA, durante la

 seconda guerra mondiale, sviluppò l’idea che negli oggetti in movimento esistono

maggiori stimoli visivi rispetto a quelli statici;

Inaugurò una nuova matrice di ricerca in campo percettivo che definì ottica ecologica;

 I suoi concetti fondamentali sono la percezione non mediata da altri processi mentali, di

 invarianti percettive che rimangono costanti al variare della percezione.

LA PERCEZIONE ECOLOGICA:

Il processo di percezione non è un progressivo arricchimento degli stati sensoriali

 attraverso processi eterogenei come per la teoria della Gestalt (esperienza passata,

inferenze, schemi, ecc..);

Le informazioni percettive sono già contenute nella stimolazione così come si presenta

 al soggetto.

IL CONCETTO DI AFFORDANCES:

Gibson ha definito affordances queste disponibilità già presenti nella stimolazione;

 Il soggetto deve solo riuscire a cogliere queste informazioni percettive già esistenti

 nell’ambiente che lo circonda (approccio ecologico).

11^ LEZIONE – 11/05/2018

TEORIA DELLA GESTALT:

Gestalt = forma. La percezione non è preceduta da sensazioni, ma è un fatto primitivo e

 immediato. Non è causata da fattori estranei al processo stesso, ma il risultato della

dinamica interna delle forze che si vengono a creare tra le diverse parti di uno stimolo;

Immediatezza della percezione, cogliere il dato fenomenico nella sua totalità come

 dotato di significato;

Studio delle leggi che presiedono all’organizzazione dei dati fenomenici;

 Punto di vista innatista.

LEGGE DI WERTHEIMER – VICINANZA:

A parità di altre condizioni, la variabile che garantisce l’emergere di una figura unitaria è

 rappresentata dalla distanza relativa degli elementi che la compongono, ovvero assume

il ruolo di figura la zona delimitata dai margini che sono più vicini tra loro.

LEGGE DI WERTHEIMER – SOMIGLIANZA:

Tendono ad unificarsi fra loro elementi che possiedono un qualche tipo di somiglianza

 osservandone la loro visuale a distanza per ciò che concerne il colore e gli oggetti, il

movimento e il posizionamento (o orientamento).

LEGGE DI WERTHEIMER – CONTINUITÀ DI DIREZIONE (DESTINO COMUNE):

Linee rettilinee o curve vengono percepite come unità quando vengono intersecate da

 altre, anche se in linea di principio le configurazioni che potrebbero emergere sono

molteplici.

LEGGE DI WERTHEIMER – DIREZIONE E ORIENTAMENTO:

I punti e gli elementi si allineano secondo la direzione principale in progressione se essi

 sono presenti nello spazio che allinea la configurazione alla quale appartengono. La

direzione è affermativa se il verso che seguono è in dubbio, è soggettiva invece se

dipende dallo spazio. Per esempio essi si trovano in uno spazio centrale e non hanno

alcun verso indicante.

LEGGE DI WERTHEIMER – CHIUSURA:

Secondo questo principio la mente e l’occhio umano tendono a vedere come chiuse,

 figure che in realtà non lo sono. Se vengono disegnati due semicerchi uno accanto

all’altro l’occhio tende a chiudere la figura facendola diventare un cerchio. Secondo

questo principio la mente e l’occhio umano tendono a vedere come chiuse figure

separate tra loro che hanno la forma geometrica di due semicerchi. Se i semicerchi

vengono messi uno accanto all’altro con i loro rispettivi versi, quali le parti curve che

guardano all’esterno, le due unità avranno la risultante forma geometrica di un solo

cerchio. Tuttavia anche le altre forme seguendo lo stesso esempio tendono a chiudere

due figure simili.

LEGGE DI WERTHEIMER – PREGNANZA E COERENZA STRUTTURALE (BUONA FORMA):

Questo concetto, definito anche buona gestalt, a prima vista appare vago e generico,

 e si è spesso abusato di esso come una sorta di formula magica. Per definirlo si ricorre a

concetti quali semplicità, ordine, simmetria, regolarità, coerenza strutturale, carattere

unitario dell'insieme. Il campo percettivo si segmenta dunque in modo che ne risultino

oggetti equilibrati, armonici, costituiti secondo lo stesso principio nelle varie parti, in

modo che si appartengano reciprocamente e quindi in sostanza, stiano bene insieme. Il

sistema percettivo privilegia quindi le soluzioni più stabili, equilibrate, armoniche. Il

campo percettivo coglie nell'ordine strutturale delle forme l'insieme unitario composto

da segmenti non in contrapposizione fra loro che tendono ad armonizzarsi ed a stabilire

un legame ben equilibrato. Il sistema percettivo ne esalta la posizione del loro aspetto.

La percezione sembra prediligere questo campo visivo perché fa meno fatica a

raccoglierne le informazioni degli elementi presenti.

LEGGE DI WERTHEIMER – ARTICOLAZIONE SENZA RESTI:

A parità di condizioni, vengono preferite le soluzioni percettive (fra le innumerevoli

 possibili) in cui vengono impiegati tutti gli elementi disponibili. Quando gli elementi sono

messi in un modo disordinato, tra le soluzioni possibili, la percezione sceglie quella che

impiega tutti gli elementi senza tralasciarne nessuno.

LEGGE DI WERTHEIMER – ESPERIENZA PASSATA:

Ai fattori che sono espressione di principi strutturali inerenti al sistema percettivo, Marx

 Wertheimer aggiunge un fattore empirico: la segmentazione del campo, a parità delle

altre condizioni, sarebbe influenzata anche dalle nostre esperienze passate. Viene così

favorita la costruzione di oggetti con i quali abbiamo familiarità rispetto ad oggetti per

noi nuovi. LA SOLITUDINE

12^ LEZIONE – 14/05/2018

PAURA DI ESSERE DESIDERIO DI ESSERE

LA CAPACITÀ SOLO:

SOLI SOLI

CAPACITÀ DI ESSERE

SOLI


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40

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PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
Docente: Radi Giulia
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vero.fagiani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Radi Giulia.

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