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Teoria dei linguaggi (pratici schemi di ripasso)

Questo documento contiene gli schemi riassuntivi relativi alle slide del programma di teoria dei linguaggi di LM-14/LM-38 all'Unimarconi. Non sostituiscono il programma d'esame ma sono assolutamente un ottimo supporto per ripassare e ripetere il tutto in vista dell'esame.

Esame di Teoria dei linguaggi docente Prof. S. Fortuna

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ESTRATTO DOCUMENTO

FERDINAND DE SAUSSURE

FERDINAND DE SAUSSURE --> padre fondatore della linguistica generale

•non lasciò mai nulla di scritto sui suoi studi o ricerche

•i testi li abbiamo per delle annotazioni dei suoi allievi che frequentarono i suoi corsi

•1916 --> "Course de linguistique gènerale" a cura dei suoi allievi

•Inizia la sua attività nell'alveo della linguistica storica. Inizialmente si occupa della

ricostruzione delle lingue

•Crea la linguistica generale DISTACCANDOSI CRITICAMENTE DALLA LINGUISTICA STORICA E

DALLE RIFLESSIONI EPISTEMOLOGICHE SULLA SIGNIFICAZIONE

•Propone una RIFLESSIONE EPISTEMOLOGICA sui fondamenti dello studio del linguaggio: una

vera riflessione di filosofia del linguaggio

coppie correlate di punti di vista

•la realtà delle lingue è talmente complessa che va analizzata individuando una serie di

prospettive

•SINCRONIA - DIACRONIA DIACRONIA: è lo studio delle trasformazioni

SINCRONIA: la lingua è intesa del sistema linguistico.

come sistema, facendo È la prospettiva che analizza le trasformazioni

astrazione dal tempo e dalle delle lingue.

oscillazioni che sono presenti in È gerarchicamente dipendente dalla sincronia

ogni stato di lingua

•LANGUE - PAROLE

LANGUE: esiste grazie ai singoli PAROLE: dimensione individuale del singolo

atti linguistici (parole). atto di parole.

È il sistema di classi astratte È unico e irripetibile.

(significante e significato) uniti Per poter essere compreso è necessario che

in maniera sempre sia sempre ricondotto al sistema di classi

indissolubile nella realtà astratte (langue)

linguistica del segno.

•METAFORA DEL PARALLELISMO FRA LINGUA E MONETA

Si può scambiare una parola con un’idea

Il valore della moneta facendo riferimento a un sistema

dipende dal fatto che possa concettuale a cui il lessico delle diverse

essere scambiata con lingue di riferisce.

qualcosa di radicalmente Si può definire il valore della parola

diverso (es: merce). Il valore confrontandola con un termine

della moneta si può corrispondente in un’altra lingua o con

considerare confrontandola termini analoghi, sinonimi o con significato

con cose simili (altre monete opposto

come dollaro o yen, quantità

di denaro superiore ecc…)

La linguistica deve sapersi Si occupa del SEGNO

Saussure Semiologia

mantenere separata dalle altre

discipline che si occupano di Segno: unità primaria della riflessione

LINGUAGGIO. semiologica e non.

La linguistica fa parte di una IL SEGNO È L’UNITA’ INDOSSOLUBILE DI

RIFLESSIONE PIU’ GENERALE UN SIGNIFICATO E DI UN SIGNIFICANTE

SEMIOLOGIA (o semiotica)

Nelle lingue storico-naturali è C’è una posizione ARBITRARIA

→ →

Significato Significante

ARBITRARIO il suo valore altrettanto radicale.

semantico è dato dal rapporto

che ciascun significato ha con gli Attraverso il sistema saussuriano si

altri significati all’interno del nota che anche i sistemi fonologici

sistema linguistico delle diverse lingue selezionano tratti

del tutto diversi.

Non esiste alcuna realtà

extralinguistica che possa porre

vincoli all’articolazione del livello

del significato.

Il significato è ARBITRARIO

perché il valore semantico è

dato dal rapporto di ciascun

significato con gli altri significati

del sistema linguistico. SAUSSURE E LO STRUTTURALISMO

LINGUISTICA DI Dalla LINGUISTICA di Saussure si sviluppa il modello di analisi del NATURALISMO.

F. de SAUSSURE →

Il Naturalismo metodologia unificante a tutte le scienze umane; si applica all’analisi di

qualsiasi prodotto culturale.

→ →

UMBERTO ECO anni Ottanta autocritica degli eccessi del metodo strutturalista.

Dato che il modello strutturalista era applicato a una serie di fenomeni antropologici, a

architettura, cinema e ogni altro tipo di opera d’arte, si è fatta una critica allo scarso

valore che è stata data alla dimensione storica e alla componente naturale,

sottolineando come fosse stata eccessiva la fiducia nel poter pensare di ridurre ogni

prodotto culturale al prodotto di un codice di cui è obbligatorio ricercare e esplicitare le

regole. → →

PIERPAOLO PASOLINI anni Settanta critica agli eccessi dello strutturalismo, con

particolare riferimento alla semiotica dei film

TULLIO DE MAURO

- Introduzione al “Corso di linguistica generale” di F. De Saussure (1967)

- “Storia linguistica dell’Italia unita” (1963)

- “Minisemantica dei linguaggi non verbali e delle lingue” (1983)

→ propone una serie di nozioni per

Riflessioni su codici e su classificazioni dei codici semiologici sottolineare l’unicità delle lingue storico

naturali

MINISEMANTICA DEI LINGUAGGI De Mauro propone un sistema di classificazione

NON VERBALI E DELLE LINGUE →

dei codici dai codici più elementari a quelli

più complessi “teoria dei codici”

Tullio De Mauro elabora una teoria dei codici, e distingue fra CODICI SEMPLICI e CODICI COMPLESSI

Codici semplici - Sono i codici elementari

- Si ha un solo segno percepibile (es: la spia del motorino è una spia visibile

che indica la mancanza di carburante)

- L’altro segno è dato in negativo (es: la spia spenta è un segno che indica

che la quantità di benzina è sufficiente)

- Hanno un numero limitati di elementi

- Non sono articolati

- Non hanno sinonimia e polisemia

Codici complessi - Ne sono un esempio i calcoli numerici

- Sono codici con un numero illimitato di elementi

- Sono articolati perché consentono una serie di operazioni complesse

- Sono dotati di sinonimia (ad esempio, in un calcolo è possibile trovare n

operazioni sinonime)

Il linguaggio verbale umano è considerato un codice complesso perché le lingue storico-naturali hanno

una serie di caratteristiche specifiche. A differenza dei calcoli i cui sinonimi sono assoluti o calcolabili,

nelle lingue i sinonimi non sono assoluti, ma assumono connotazioni diverse e vengono utilizzati in

ambiti diversi (es: ambito più o meno formale, espressione orale o scritta ecc…)

Il caso della sinonimia permette di considerare la molteplicità di dimensioni da cui le lingue vanno

considerate.

- Dimensione sintattica

- Dimensione semantica (del significato) strettamente correlata alla dimensione pragmatica (il

modo in cui gli utenti incidono sull’enunciazione)

- Dimensione della “non non-creatività”: la lingua è in grado di generare da un insieme finito di

elementi un insieme infinito di enunciati; la lingua è in grado di trasformare le regole che

portano alla creazione di nuove forme e strutture; la non non-creatività si manifesta nel fatto che

la lingua non si modifica mai in modi prevedibili lungo l’asse diacronico e la trasformazione

interessa tutte le dimensioni della langue (fonologica, semantica e morfosintattica)

FUNZIONI LINGUISTICHE

→ →

Le lingue hanno diverse funzioni KARL BUHLER I fenomeni linguistici sono

FORME SEGNICHE

POLIVALENTI

Individua DUE FUNZIONI FONDAMENTALI

FUNZIONE ESPRESSIVA

FUNZIONE RAPPRESENTATIVA ( o

funz. REFERENZIALE)

Le lingue devono rappresentare gli stati di

cose attraverso resoconti versi o falsi

→ →

ROMAN JAKOBSON 1960 teorizza un modello sulla base di quello del 1933 ideato da Buhler e

aggiunge 4 funzioni fondamentali. →

→ →

→ METALINGUISTICA permette

POETICA si riferisce alla CONATIVA serve per far

FATICA mette in rilievo di esprimersi sulla propria lingua

fare qualcosa al ricevente,

forma del messaggio e a

la dimensione del e sui suoi enunciati.

qualsiasi atto di come ad esempio impartire

CANALE; assicura che non un ordine

enunciazione in cui ciò che

sia venuto meno il maggiormente conta è la

contatto fra emittente e FORMA del messaggio

ricevente

Tutte le funzioni si ricollegano a un preciso modello di comunicazione: FUNZIONE METALINGUISTICA

 È centrale e rilevante

Parlante MITTENTE Funz. ESPRESSIVA  È specifica del linguaggio umano

 Si sviluppa mediante la scrittura e la

CONTESTO / Funz.

Ciò di cui si parla RIFERIMENTO REFERENZIALE lettura

 Ci permette di analizzare la lingua e

consapevolizzarci della doppia

ciò che si comunica MESSAGGIO Funz. POETICA articolazione delle lingue storico

naturali.

Mezzo tramite cui si CANALE / Funz. FATICA

svolge la  Si suddivide in DUE LIVELLI:

CONTATTO

comunicazione

Ascoltatore DESTINATARIO Funz. CONATIVA SECONDO LIVELLO

PRIMO LIVELLO DI DI ARTICOLAZIONE

Lingua usata e ARTICOLAZIONE

Funz.

condivisa dai CODICE / REGOLE

partecipanti METALINGUISTICA Riguarda il livello

Riguarda il livello

all'evento dei FONEMI, cioè

delle unità delle unità

semantiche delle linguistiche che

parole, cioè tutte sono sprovviste di

le unità dotate di un proprio

significato. significato.

È il livello dei

MORFEMI

LINGUAGGIO NEL COGNITIVISMO

Cambiamento del

Seconda metà del il COGNITIVISMO diventa il

paradigma che porta a una

NOAM CHOMSKY radicale trasformazione

Novecento paradigma dominante

dello studio del linguaggio

Chomsky scrive la recensione di “Verbal

1959 →

Behaviour” di Skinner a questa data si fa

risalire la nascita ufficiale del Cognitivismo Rilegge la storia dell’idea linguistica a partire

È un modello fortemente

MODELLO DI dall’opposizione fra:

ANTAGONISTA

CHOMSKY 1) razionalismo

2) innatismo

3) empirismo

LINGUISTICA Chomsky designa HUMBOLDT come

CARTESIANA precursore della sua riflessione sul linguaggio

→ condivide con Humboldt la concezione della

(1966) creatività linguistica e l’idea che una teoria

della grammatica deve dar conto della

capacità secondo cui la lingua fa un uso infinito

di mezzi

REAZIONE DI CHOMSKY Chomsky contrappone una concezione Chomsky difende una forma

AL COMPORTAMENTISMO innatista del linguaggio e della sua origine; specifica di MODULARISMO in

ambito neurologico al

si tratta di una concezione modularista e linguaggio umano corrisponde un

discontinuista il linguaggio umano è modulo isolato del cervello

considerato come facoltà separata da altri tipi deputato solamente allo

di facoltà cognitive e comunicative degli altri svolgimento dei compiti linguistici

animali

LINGUAGGIO Bisogna ricostruire come i bambini attraverso questo

è un DISPOSITIVO INNATO dispositivo innato riescano a impossessarsi della

che va studiato competenza grammaticale.

approcciandosi alla

linguistica generativa Chomsky distingue fra

- COMPETENZA

- ESECUZIONE

Si disinteressa quasi completamente della

dimensione comunicativa dell’esecuzione

NOAM CHOMSKY Il bambino è esposto a uno stimolo limitato e a poche correzioni. Nonostante ciò impara

E STEVEN PINKER →

rapidamente a parlare senza commettere troppi errori suppongono la presenza nel cervello del

LAD (Language Acquisition Device) un dispositivo innato che consente la gestione di un numero

ampio di regole complesse

LINGUAGGIO NEL COGNITIVISMO (II GENERAZIONE)

II generazione Maggiori esponenti:

Rifiuto della - LAKOFF

METAFORA - JOHNSON

COMPUTAZIONALE

Rivendica l’importanza Analogia CERVELLO – COMPUTER

dei dispositivi corporei contrapposta a MENTE

e comunicativi nei INCARNATA (= corpo nella mente)

processi di

comunicazione

TERRENCE DEACON oppone alla posizione di Chomsky una

concezione di linguaggio che si basa su

una DIMENSIONE SEMANTICA rispetto

a una dimensione SINTATTICO-

GRAMMATICALE

Propone un MODELLO INTEGRATO DI

FACOLTA’ in cui indica gli elementi

che concorrono all’emergere del

linguaggio verbale

DEACON SI OPPONE ALLA

POSIZIONE DISCONTINUISTA

DI CHOMSKY! MODELLO SEMIOLOGICO DI TERRENCE DEACON

Ripropone il modello semiologico di

Charles Pierce;

Deacon individua TRE LIVELLI DI

ARTICOLAZIONE SEMIOTICO-

LINGUISTICA 3. SIMBOLICO

1. ICONICO 2. INDICALE

Questi due punti

sono individuabili

anche nei sistemi di

zoosemiotica più

evoluti →

Il linguaggio verbale riarticola l’organizzazione zoosemiotica attraverso la REFERENZA SIMBOLICA i

termini sono in rapporto a altri termini del sistema, e non in rapporto al referente.

L’IPOTESI DI DEACON

Le prime lingue (= protolingue) erano costituite

da un lessico elementare pochissimi termini

e serie limitata di regole di connessione fra i

termini

Ipotesi motivata dallo sviluppo neurologico e

cognitivo nei bambini Deacon contrappone

all’idea di Chomsky “less in more”: nonostante i

bambini non sono neurologicamente e

cognitivamente capaci di gestire sistemi

complessi, sono comunque in grado di gestire i

sistemi elementari, sfondando il superfluo

ESPERIMENTI SULLE SCIMMIE: GLI ALARM CALLS DEI CERCOPITECHI

Scimmie hanno sistemi di comunicazione molto avanzati

→ →

Novecento riflessione sul LINGUAGGIO esperimenti per insegnare alle scimmie a parlare le lingue

storico-naturali:

- Insegnamento delle lingue vocali: fallimento

- Insegnamento delle lingue dei gesti: esiti positivi e interessanti

Scimmie Hanno una struttura anatomo – L’apprendimento di altri sistemi linguistici ha →

articolatoria che IMPEDISCE dimostrato la capacità linguistica delle scimmie non

L’APPRENDIMENTO delle lingue possono parlare come gli umani ma possono

vocali COMPRENDERE E USARE CERTI SEGNI

Secondo Deacon SCIMMIE HANNO →

Alarm calls paragonati a LINGUE

CAPACITA’ DI TIPO SEMANTICO E STORICO-NATURALI; sono vincolati dalla

SINTATTICO LIMITATE le scimmie non situazione e hanno ragione di esistere

possono superare la soglia simbolica che solo in presenza del referente,

ha permesso l’evoluzione dei sistemi altrimenti non hanno motivo di essere

linguistici nell’uomo emessi

CERCOPITECHI Sistema di comunicazione composto da

Possiedono un sistema di comunicazione →

TRE ALARM CALLS alarm calls sono

ASSAI EVOLUTO: Deacon ha applicato il diversi a seconda del predatore avvisato

proprio modello semiologico a questo dalle scimmie (predatori d’aria,

sistema di comunicazione predatori che strisciano, leopardi)

Questo sistema di comunicazione HA Questo sistema di comunicazione NON HA

→ →

DIMENSIONE ICONICA DIMENSIONE INDICALE DIMENSIONE DELLA REFERENZA SIMBOLICA

→ connette il segno di

ogni singolo allarme è è specifica delle lingue umane; ristruttura

riconosciuto se allarme prodotto e radicalmente la dimensione iconica e indicale

riconosciuto al suo

ricondotto alla classe attraverso sé stessa creando una RELAZIONE

generale cui appartiene referente specifico PARITARIA fra i termini del sistema

ORIGINE DEL VOLGARE E DEL LATINO NEL DE VULGARI ELOQUENTIA

SI COLLEGA ALLA

SITUAZIONE IN CUI RELAZIONE FISICA

SI APPRENDE IL FRA BAMBINO E

VOLGARE MADRE/NUTRICE

LINGUA MATERNA VS LINGUA PATERNA

 

Si apprende attaccati al seno della nutrice o Si riconduce alla pedagogia e alla correzione

della madre Si apprende grazie alla figura paterna

 

Non richiede apprendimento guidato con LATINO = LINGUA PATERNA

regole fisse Lingua che si apprende mediante l’uso di regole

fisse e richiede un addestramento specifico

VOLGARE VS LATINO

  →

Lingua mutuabile Ritratto di Adamo immutabile

  →

Lingua della prossimità con la madre o Lingua adamica immutabile e sottratta

con la nutrice alla variazione multidisciplinare dei volgari

 Paragone ritratto di Adamo / lingua

adamica si sottolinea l’invariabilità che

interessa entrambi

PARAGONE FRA VOLGARE E LINGUA IMMUTABILE

Lingua creata da Dio e donata ad Adamo

+

Lingua artificiale creata dagli umani per scampare alla varietà e variabilità linguistica

 

SUPERIORE perché ha un ruolo Immutabile

fondamentale rispetto a eventi naturali Perfetto

e biologici (Convivio: volgare che Lingua culturale

ricollega Dante in dimensione Lingua artificiale

ontologica alla generazione) Ha regole immutabili

 

Lingua STORICO-NATURALE che si Serve per la produzione intellettuale

apprende spontaneamente e filosofica e poetica

accompagna l’essere umano nello I Romani la chiamavano “gramatica”

sviluppo biologico e culturale È la “seconda lingua”

 

Lingua dei desideri e dei bisogni Non tutti i popoli la possiedono, richiede

 Lingua che i bambini apprendono conoscenza di tutte le regole e forme.

dall’ambiente circostante richiede un lungo e accurato periodo di

 Si apprende per imitazione della nutrice studio.

 

Non richiede regole fisse per È la “locutio secundaria”

l’apprendimento Le regole sono create ad hoc di gramatice

 È una lingua naturale positores

 

È un idioma universale che si ritrova in È prerogativa soltanto di alcune comunità

tutte le comunità Non è stata creata ex nihilo

 Secondo Tavoni, Dante sottolinea la

somiglianza fra latino e volgare del sì.

 È la lingua intellettuale universale

dell’occidente perché i Romani la

esportarono anche nel Nord Europa

 Per Dante è “lingua nostra” perché deriva

dalla composizione e dalla

regolamentazione a partire dalla materia

fornita dai volgari romanzi

TENSIONE COSTANTE FRA →

→ VOLGARE dimensione naturale e profondo

LATINO inalterabile identità della legame con l’individualità del parlante

lingua nello spazio e nel tempo VICAC

De Vulgari Eloquentia volgare è più nobile di latino

Dante nel De Vulgari Eloquentia

intende invidivuare nell'Ytalia silva l'idioma adatto a scopi intellettuali poetici e nobili

esclude dalla ricerca i volgari che ritiene aberranti, come il sardo e il romano

non riesce a trovare MAI l'idioma ideale e adeguato ai suoi scopi

il DVE esprime orrore per queste varietò e il carattere superiore del volgare assume un volto grottesco, quasi

bestiale

Trabant dice che è il SUONO ad avere la maggior connotazione negativa

la lingua ricercata è come una PANTERA che fa sentire il suo odore ma non si fa mai trovare

la lingua ricercata NON ESISTE

DANTE TEORIZZA IL VICAC

V = volgare

I = illustre

C = cardinale

A = aulico

C = curiale

1) illustre 2) cardinale

- perché illumina i dotti che lo - è il cardine e il punto di riferimento per

adoperano e si lascia illuminare gli altri volgari italiani;

dalle loro opere; - gli girano attorno tutti i volgari

- è raffinato dai vocaboli rozzi, dagli municipali come una porta gira sul cardine

accenti e dalle costruzioni dei

ù

volgari municipali;

è reso chiaro, perfetto e di urbana

finezza VICAC

Volgare, illustre, 3) aulico

cardinale, aulico, - adatto all’uso in Aula

curiale - si potrebbe parlare anche nel

Palazzo

4) curiale

- è adatto per essere usato in assemblee legislative, senato o

tribunale;

- è proprio della curia italiana, quella comunità spirituale e

civile politicamente dispersa ma idealmente unita nell’ingegno

Secondo libro DVE Si affrontano le seguenti tematiche:

- Come si usa VICAC?

- Chi deve usare VICAC?

- Che argomenti deve trattare VICAC?

- Che forma poetica deve avere VICAC?

 VICAC è destinato ai più eccellenti dottori che scrivono poesia facendo leva sull’ingegno

 Tratta i temi alti della poesia medievale: amor, arma e rectitudo

 Usa la forma della canzone, ritenuta da Dante la forma lirica più prestigiosa

 L’oggetto della poesia è finzione, quindi si avvale di un carattere retorico e musicale.

VICAC E’ UN APPRODO CHE NON AVRA’ SEGUITO NEI FUTURI SVILUPPI DI RIFLESSIONI

DANTESCHE SUL LINGUAGGIO!

LA MALEDIZIONE DI BABELE

→ →

Dante LA MOLTEPLICITA’ DEI VOLGARI È NEGATIVA L’orrore dantesco verso la varietà e la diversificazione

delle lingue è un ATTEGGIAMENTO FILOSOFICO

DIFFUSO e legato alla diffidenza verso il linguaggio

verbale. →

LINGUAGGIO VERBALE è ritenuto troppo malleabile

e fluido. Bisogna sostituirlo con qualcosa di inalterabile

e più solido.

NARRAZIONE DI BABELE - Comincia con un’esclamazione di sofferenza riferita all’ignominia

compiuta dal genere umano nei confronti di Dio con l’impresa del

cantiere

- Dio punisce il cantiere di Babele (primitiva forma di pena del

contrappasso) più si diversificano le attività e più aumentano le

lingue che separano gli uomini

Lo scenario babelico di DIVERSITA’ E CONFUSIONE LINGUISTICA serve per

descrivere la molteplicità e separatezza dei vari linguaggi tecnici delle diverse

pratiche artigianali del Medioevo.

I linguaggi sono diversi e incomunicabili fra loro e dipendono da forme di sapere

differenti in parte verbalizzanti ma per lo più trasmessi per imitazione.

GIORGIO STABILE - Problema etico/religioso di Dante è dato dalla dimenticanza del

progetto comune (la ratio che tiene assieme le diverse attività del

cantiere)

- Il linguaggio diventa asservito a compiti frammentari e separati fra loro

- La comunità di frantuma e si disperde perché dirige la sua attenzione a

compiti singoli e perde di vista la totalità

Giorgio Stabile LINGUAGGIO - Dante vuole parlare del sapere tecnico del tempo e del linguaggio con

cui veniva espresso.

- È un linguaggio scarsamente verbalizzato che si accompagna alle azioni

e si apprende per imitazione e frequentando la bottega.

- La molteplicità delle lingue ha connotazione NEGATIVA perché va ad

asservire un fine tecnico-pratico che diventa obiettivo finale di un

gruppo. →

- Per Dante questa comunicazione è INADEGUATA ricerca una nuova

LINGUA UNIVERSALE per poter parlare dei temi più alti nei toni e nelle

forme più nobili.

Dopo Babele:

- Ebrei mantengono lingua primigenia donata da Dio a Adamo

- Altri popoli a causa della moltiplicazione delle lingue si disperdono e occupano varie parti della terra.

- Dopo l’oblio della lingua adamica le lingue vengono create a nostro beneplacito.

NATURALISMO LINGUISTICO IN DANTE

aturalismo linguistico in Dante, secondo Gensini, individua delle caratteristiche fondamentali

Il n DIFFERENZE

LINGUAGGIO O LINGUAGGIO LINGUISTICHE

COME CAPACITA' COMPRESO IN FANNO PARTE DEL

CHE FA PARTE DEL RAPPORTO A E IN CORREDO

BIOS FISICO E OPPOSIZIONE CON FISIOLOGICO E

PSICHICO LE FORME SONO ASPETTI

DELL'ESSERE ESPRESSIVE DEGLI COSTITUTIVI DELLA

UMANO ALTRI ANIMALI FACOLTA' UMANA

IL NATURALISMO DI DANTE E' DI MATRICE NATURALISMO

STEFANO GENSINI ARISTOTELICA STORICIZZANTE

Alcuni elementi presenti nel De Vulgari Eloquentia confermano la tesi di Gensini

Dalla tripartizione che porta

Aristotele a analizzare

Nozione di locutio che comparativamente la

Riproposizione meno

richiama la diàlektos di comunicazione animale e

dettagliata della distinzione quella umana, Dante aggiunge

Aristotele il paragone con gli angeli e

- Diàlektos mette gli uomini in una

- Phoné posizione intermedia fra gli

- Psòphos animali e gli angeli

Dante richiama Aristotele soprattutto per la DIFFERENZIAZIONE FRA COMUNICAZIONE ANIMALE E LOGOS SPECIFICO ANIMALE

→ →

richiamo al I° libro della “Politica” di Aristotele linguaggio umano (essenziale per il carattere politico dell’uomo) VS voce

animale (esprime piacere e dolore) →

Il LOGOS permette di raggiungere il fine di esprimere ciò che è giusto e ciò che è ingiusto Logos alla base della fondazione

delle comunità umane

LO Dante spiega in chiave aristotelica perché ANGELI e ANIMALI è inutile che posseggano il linguaggio.

PIPARO - Il bisogno di parlare deriva dalla DIVERSITA’ COGNITIVA fra individui (negli esseri umani).

- Gli angeli sono cognitivamente identici fra loro perché si rispecchiano nella divinità e quindi non hanno

bisogno di parlare

- Gli animali non hanno bisogno di parlare perché tutti gli individui della stessa specie condividono gli

stessi atti e passioni e sanno comunicarli ai propri simili

- Linguaggio è COSTITUTIVAMENTE DIALOGICO e a causa della NON AUTOSUFFICIENZA degli esseri umani

il primo atto dialogico umano è stato un dialogo con la divinità (Deus vele l)

Dante L’UOMO NON È GUIDATO DALL’ISTINTO, MA DALLA RAGIONE.

Ripropone il paragone con gli angeli per introdurre la DIMENSIONE CORPOREA e indicarla strettamente connessa

alla comunicazione linguistica umana.

- Dimensione corporea non è ostacolo per la comunicazione e non è mezzo imperfetto per esprimere i

concetti

- Dimensione sensibile e spirituale non si possono separare nella locutio

LO Continuità della riflessione dantesca con quella aristotelica definizione di SEGNO COME ENTITA’ AL CONTEMPO

PIPARO MENTALE E SENSIBILE.

Il segno ha NATURA DOPPIA:

- MENTALE: comunicazione dei pensieri

- SENSIBILE: essenziale la mediazione sensibile per il trasferimento da una mente all’altra

Con questa definizione L.P. dice che Dante va a modificare il senso del carattere ad placitum del linguaggio verbale.

- Il linguaggio verbale è differenziato e variabile a causa della dimensione mentale (ratio).

- La convenzionalità riguarda quindi la dimensione concettuale, rendendo la variabilità storica e geografica

un tratto costitutivo della lingua volgare.

- La naturalità della facoltà linguistica umana è complementare alla variabilità degli idiomi (al loro essere

prodotti ad placitum).

VARIABILITA’ LINGUISTICA IN DANTE

Irene Rosier-Catach individua due gruppi distinti di studiosi

che si sono impegnati nello studio linguistico su Dante

Gruppo più numeroso. Gruppo più ristretto.

Sostiene la tesi che LA VARIABILITA’ È La VARIABILITA’ LINGUISTICA È UN DATO

UN DATO NEGATIVO CHE VA POSITIVO O ANTROPOLOGICAMENTE

SUPERATO MEDIANTE L’USO DEL VICAC COSTITUTIVO.

MALEDIZIONE DI BABELE Interpretazione che Richiamo alla

+ connette LA CONCEZIONE POLITICA di

DIVISIONE DELLE VARIE LINGUE DANTESCA DEL Aristotele: gli

+ LINGUAGGIO ALLA esseri umani

DISPERSIONE DEI POPOLI DIMENSIONE SOCIALE E usano il linguaggio

POLITICA DELL’ANIMALE perché sono

UMANO animali politici

Interpretazione originale del gruppo più ristretto da spiegare su quali basi argomentative si fonda:

1) in Dante c’è una TENSIONE 2) ALBERT ASCOLI 3) IRENE ROSIER-CATACH

rispetto alla valutazione della Analizza le diverse modalità con cui La piena accettazione della

variabilità linguistica nel corso di tutto il suo operato variabilità linguistica si accompagna

Dante si presenta come un AUTORE alla necessità della REDUCTIO AD

MODERNO. UNUM, con cui si cerca di

Dante nutre un’ambivalenza fra individuare in ogni genere una

DIMENSIONE NATURALE e misura comune per ogni cosa che

DIMENSIONE VARIABILE che è in Dante drammatizza la variabilità appartiene a quel genere.

grado di motivare la radicale linguistica dei volgari italiani per

trasformazione linguistica nella presentare il suo linguaggio poetico

Commedia come l’unico adeguato a realizzare Il riferimento è a un PRINCIPIO

gli obiettivi più nobili di cui parla ARISTOTELICO contenuto nel libro X

nel D.V.E. (II° libro) della metafisica, dove Aristotele

parla delle concezioni dell’essere e

delle prospettive a partire da cui una

cosa deve o può essere oggetto di

studio.

Il principio ha una

- Declinazione etica

- Declinazione politica

E viene usato da Dante nel “De

Monarchia” per spiegare la

necessità di un unico imperatore e

della separazione fra Chiesa e

Impero, che dovevano diventare

indipendenti in quanto due poteri

diversi.

NATURALISMO LINGUISTICO DELLA COMMEDIA

COMMEDIA ESPRESSIONE DEL NUOVO

all'interno della Commedia si fondono SOGGETTO CRISTIANO

DIMENSIONE POETICA Rivendica per sé una concezione

DIMENSIONE FILOSOFICA del mondo profondamente

rinnovata

DIMENSIONE RELIGIOSA

Commedia posizioni filosofico-linguistiche che portano a un NATURALISMO LINGUISTICO PIU’ MATURO

rispetto al Convivio e al De Vulgari Eloquentia.

Naturalismo linguistico nella Commedia rafforza e legittima il progetto PLURILINGUISTICO contenuto al suo

interno e la nuova visione di soggetto parlante.

NATURALISMO LINGUISTICO - Adamo descrive la natura della propria lingua

- Adamo ricollega la sua lingua a qualsiasi altra lingua e le dà caratteri

antropologici universali

- XXVI Par., Adamo parla della sua lingua e delle altre lingue usando il

VOLGARE è un espediente dantesco per sottolineare la mutabilità

costitutiva dei parlari umani e il carattere relativamente stabile che la

poesia conferisce alle lingue

- Dante non fa domande ad Adamo: Adamo può leggergli nella mente e

colmare i suoi dubbi.

- Adamo parla della lingua che parlava nell’Eden e della lingua che

parlava dopo la cacciata qui Dante contraddice la versione del D.V.E.

secondo cui la lingua adamica sarebbe l’ebraico e che sia andata

perduta con la confusio lingurum post-babelica.

- Adamo dice che la lingua primigenia non si è perduta dopo l’episodio di

Babele, ma PRIMA: si è estinta prima che il cantiere babelico prendesse

il via.

- Dante spiega che le lingue, essendo un prodotto intellettuale, sono

destinate a trasformarsi: possono estinguersi e rinascere.

- Estinzione e rinascita sono TRATTI COSTITUTIVI del linguaggio: sono veri

e propri aspetti biologici.

- Vv. 130-132 XXVI, Par. Dante si riferisce alla linguisticità come

FACOLTA’ UMANA e le associa immediatamente la storicità e il

carattere convenzionale delle lingue.

- Con l’ESEMPLIFICAZIONE (così o così) Dante rende conto della

variabilità linguistica, che viene descritta con il caso del nome che fa

riferimento a Dio (entità immutabile per eccellenza e quindi

ricollegabile a un nome immutabile). facoltà rende possibile in

teoria l'apprendimento

facoltà linguistica umana è linguistico ma consente anche

STEFANO GENSINI alle singole nazioni di adottare

NATURALE liberamente questa o quella

lingua

Karl Otto Apel Dante come INIZIATORE DELLA TRADIZIONE UMANISTICA per quanto riguarda la RIFLESSIONE

SULLA LINGUA →

Seconda parte del saggio di Gensini: “Le idee linguistiche di Dante” BENEDETTO VARCHI

“Ercolano”

NICCOLO’ MACHIAVELLI

“Discorso o dialogo attorno Riprende una serie di motivi danteschi

alla nostra lingua” classici:

1. trattazione zoosemiotica per mettere in

Fonti: Convivio – Commedia luce le specificità della “favella” (il

Non conosce direttamente linguaggio articolato umano)

De Vulgari Eloquentia. 2. riflessione sulla varietà delle lingue

umane entro un paradigma naturalista

Machiavelli riprende gli

elementi che connettono la Esegue una CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE

ANALISI DI

lingua materna alla a seconda dei modi in cui si originano:

CITTADINANZA E IDENTITA’ TRASMISSIONE E opposizione tra

CULTURALE RIELABORAZIONE

DELLE IDEE

è fondamentale che la Lingue NON

Lingue ARTICOLATE

Commedia mostra la stessa LINGUISTICHE ARTICOLATE non

Assoggettabili a

appartenenza etico-politica DANTESCHE IN assoggettabili a

scrittura

della persona rivelarsi scrittura

attraverso la lingua. Le lingue PRIVE DI SCRITTURA sono lingue A

TUTTI GLI EFFETTI, perché la scrivibilità è un

aspetto derivato rispetto al parlato.

CLAUDIO TOLOMEI

“Cesano della lingua italiana”

Riflessione che individua all’origine dell’evoluzione linguistica

L’ITERAZIONE FRA TRE FATTORI:

Riprende il modello di naturalismo linguistico

1. ARTE dantesco affiancando a arte e natura il CASO, che è

2. NATURA un elemento di IMPONDERABILITA’ che unito agli

3. CASO altri due elementi governa l’uso in tutte le comunità

di parlanti

Pensa ESTINZIONE e TRASFORMAZIONE delle lingue secondo il

paradigma aristotelico della CORRUZIONE dei fenomeni naturali

Ha coscienza della dimensione storica del cambiamento

PLURILINGUISMO NELLA COMMEDIA: L’INFERNO

sono le due terzine dove si descrive in

→ →

Elena Lombardi INF. III, 25-27 maniera peculiare la dimensione

linguistica del regno infernale

PAROLE DI DOLORE --> si tratta ACCENTI D'IRA / VOCI ALTE E

DIVERSE LINGUE --> chiaro ORRIBILI FAVELLE --> ha più di una modalità espressiva FIOCHE --> sono sonorità non

con cui si designano le linguistiche che esprimono

riferimento alla MOLTEPLICITA' un'accezione fortemente espressioni di dolore che si sentimenti e che si

DELLE LINGUE che echeggiano negativa verso i VARI MODI DI sentono all'inferno e non accompagnano con i gesti delle

all'inferno PARLARE indicano vere e proprie parole mani

Si procede a ritroso, fino a non riferirsi più alle diverse lingue: ci si riferisce a un TUMULTO, un rumore di

sottofondo costante collocato in una dimensione atemporale che Dante paragona alla sabbia sollevata da

una bufera di vento. →

Le individualità infernali hanno un tratto di NON TRASFORMABILITA’ il linguaggio verbale e il linguaggio

non verbale manifestano questa incapacità di trasformazione.

Nell’inferno attraverso la descrizione delle INTERAZIONI LINGUISTICHE, Dante sottolinea la DIMENSIONE

NON UMANA, quasi bestiale, della capacità linguistica dei dannati.

INF. XXXII / XXXIII canti, ne sono un esempio RAFFIGURAZIONE DEL BESTIAL SEGNO DI UGOLINO. In

questi canti Dante mette in scena l’inversione del sacramento dell’Eucarestia. Ugolino mangia per odio,

fame e dolore, non per amore e la sua incapacità di amare sta nel mangiare continuamente, mentre i figli

racchiusi con lui muoiono di fame. →

DANTE deve legittimare la scelta di una lingua diversa dal RAPPORTO CON VIRGILIO – ENEIDE In quest’ottica Dante

VICAC nell’inferno l’uso dei dialetti con connotazioni deve legittimare di aver scelto di fare POESIA IN UN VOLGARE

estetiche grottesche risulta appropriato ANCORA DEL TUTTO SPROVVISTO DI TRADIZIONE E PRESTIGIO.

ELENA LOMBARDI riprende la tesi di GILMAN secondo cui

Dante opta per una strategia tipica di un MINORITY AUTHOR,

scrivendo in una maniera che comprende una molteplicità di

elementi ma al contempo sa trascenderli. Ciò si vede quando

Dante descrive l’inferno come luogo grottesco da cui deve

necessariamente prendere le distanze e spesso sottolinea la

sua inferiorità e incapacità di autore in rapporto a Virgilio e

anche ai suoi lettori.

Dante segue DUE MODELLI PAOLO, eroe della

ENEA, eroe cristianità

dell’epica latina

Dante si deve misurare con Virgilio, con l’epica classica e con la

Bibbia si legittima come MINORITY AUTHOR che si serve di

una lingua che sta inventando lui e non ha prestigio. Così

sottolinea il carattere innovativo dell’opera e si propone come

nuovo autore cristiano.

Proseguendo il viaggio ultraterreno, Dante autore cambia segno al carattere di impotenza e di

incompletezza e alla molteplicità di elementi del linguaggio che utilizza. Supera la dicotomia volgare-latino

appellandosi al sermo humilis. A ogni cantica applica scelte linguistiche particolarmente specifiche che

servono a corrispondere alla dimensione ontologica del regno che Dante deve raffigurare LA SCELTA

PLURILINGUISTICA NON VIENE MAI MENO.

Elena Lombardi ISPIRAZIONE RELIGIOSA METTE SULLO STESSO PIANO VOLGARE E LATINO.

 →

VOLGARE espressioni basse // dimensione affettiva che viene descritta appellandosi alle

relazioni famigliari e corporee più strette

 →

LATINO espressioni alte


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39

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1.08 MB

AUTORE

Elly_Top

PUBBLICATO

5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Filologia e letterature moderne
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elly_Top di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dei linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guglielmo Marconi - Unimarconi o del prof Fortuna Sara.

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