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Fondamenti di Glottodidattica

CAPITOLO 1 – QUADRO STORICO-EPISTEMOLOGICO

La glottodidattica è una disciplina teorico-pratica collocabile tra le scienze del linguaggio e dell’educazione.

Nasce ufficialmente nel 1942 con la pubblicazione di un saggio ad opera di Bloomfield; egli definisce

l’apprendimento di una lingua straniera come un apprendimento lungo e fatto di molta pratica e sottolinea

l’importanza dell’oralità della lingua.

Elementi fondamentali della glottodidattica sono la fonetica e la psicologia; in questo senso la lingua viene

intesa come comportamento, utilizzo del “metodo della serie” per memorizzare delle frasi attraverso una

ripetizione continua. I tre precursori della glottodidattica sono stati Sweet (“metodo progressivo”),

Jespersen (considera fondamentale il ruolo della comunicazione) e Palmer (basa l’apprendimento sulla

ripetizione graduale facendo attenzione alle 4 abilità fondamentali – capire, parlare, leggere e scrivere). In

Italia la glottodidattica si diffonde intorno agli anni 60, quando vengono assegnate le prime cattedre

relative alle L2 (lingue seconde, soprattutto francese); in particolare, molto importante è la figura di

Giovanni Freddi dell’Università di Venezia, che propone i 3 elementi chiave della didattica, ovvero lingua,

allievo ed insegnante a cui si aggiunge il contesto dell’apprendimento. Durante il periodo fascista c’era una

forte carenza di professionisti nell’ambito linguistico, poiché tutto ciò che era straniero (come le L2) veniva

considerato nemico, e si preferiva insegnare ai ragazzi lingue in disuso come greco e latino.

La glottodidattica è stata definita metodologia dell’educazione linguistica, una scienza multidisciplinare che

riguarda non solo più lingue, ma anche più ambiti di apprendimento.

CAPITOLO 2 – ACQUISIZIONE E APPRENDIMENTO DI UNA LINGUA

Prima di tutto, è importante distinguere tra acquisizione (processo inconsapevole ed implicito) ed

apprendimento (consapevole, focalizzato sulla lingua da apprendere). L’apprendimento delle L2 è

spontaneo se la lingua è utilizzata nell’interazione sociale, guidato se invece avviene grazie ad un’opera di

insegnamento. Negli anni 50 dominava il filone di studio comportamentista incentrato sul modello

“stimolo-risposta-rinforzo”; poi questo modello fu messo in discussione da Chomsky che parlò di

“inattismo”, ovvero l’esistenza di una facoltà umana nell’acquisizione linguistica e di una grammatica

universale (un sistema di regole standard valide per tutte le lingue).

Un’altra corrente di studi è quella cognitivo-funzionale proposta da Piaget, in cui si sviluppa una prima fase

linguistica basata su parole singole (fino ai 18 mesi) che segue lo sviluppo dell’intelligenza senso-motoria; è

importante determinare forme linguistiche per svolgere determinate funzioni (es. imparare ad impostare

una domanda interrogativa per chiedere qualcosa). Negli anni 70 si sviluppa la “teoria dei prototipi”,

secondo cui l’acquisizione delle categorie linguistiche parte dal riconoscimento di un elemento

“prototipico” di base (es. “mela” è un elemento prototipico di “frutto”).

Secondo l’approccio costruzionista, l’acquisizione linguistica è un passaggio graduale da singole unità

(dette “items”) a costruzioni più complesse. Le teorie ambientaliste danno importanza alla socializzazione

per lo sviluppo della L1, poiché per imparare una lingua è fondamentale coinvolgere il bambino in

un’attività di tipo sociale.

A partire dagli anni 70 un ruolo importante assume il tema dell’errore, che viene considerato come

testimonianza di un sistema linguistico in formazione; si parla in questo senso di “interlingua”, ovvero una

situazione dove una lingua è ancora imperfetta e dunque sono ancora presenti errori di natura fonetica,

morfologica, sintattica, ecc.

Si sviluppano una serie di modelli:

 Modello del monitor – la L2 è influenzata da fattori interni ed esterni in cui operano 3 operatori

mentali: filtro e organizzatore (che sono inconsapevoli e riguardano l’acquisizione linguistica) ed il

monitor (è cosciente poiché è legato all’apprendimento, ovvero ad una elaborazione linguistica

consapevole)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione linguistica e interculturale
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maximilian21_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottodidattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Cardona Mario.

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