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Appunti Filosofia Teoretica, Wittgenstein, Prof. Guidetti

Appunti integrati con lo studio di slides e alcune osservazioni sul corso di Filosofia Teoretica (su Wittgenstein) a.a. 2017/2018.
Tematiche analizzate ed elencate per paragrafi (seguendo il libro).
Mancano tre lezioni, rispettivamente le lezioni 9-10 del 28/03 e del 09/04, e la lezione 13 del 16/04 (brevemente ripresa nella lezione successiva); lezioni facilmente recuperabili sulle slides... Vedi di più

Esame di Filosofia teoretica docente Prof. L. Guidetti

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ESTRATTO DOCUMENTO

PROBLEMA: come trovare un terreno solido comune?

Gli empiristi si affidano all'ABITUDINE che si consolida con l'esperienza (modello induttivista)

Es: Modello di Pavlov --> riflesso condizionato COMPORTAMENTISMO: criteri empirici di

REGOLARITA' e permanenza coerente (no necessità)

Per Wittgenstein questo è un LIMITE: il fondo dell'esperienza non sono le credenze, ma i FATTI

E' necessario superare l'empirismo:

NESSUNA ATTIVITA' SI ATTIENE REALMENTE, NATURALMENTE AD UN INSIEME DI REGOLE

OGNI ATTIVITA' PRODUCE REGOLE CONVENZIONALISMO

Convenzionalismo:

 Processo aperto

 Introduzione di regole inedite

 La conoscenza è sempre IN FIERI (cfr. Kant, noumeno in negativo)

Es: matematica-fisica: le essenze variano a seconda dei presupposti che l'uomo ha per conoscere

COME SI COSTRUISCE L'ESPERIENZA? METODO COSTRUTTIVO

PIETRO SRAFFA

Economista italiano che nel 1927 viene invitato all'università di Cambridge da Keynes per tenere una

serie di lezioni, conosce Ramsey e dal '29 al '47 conosce Wittgenstein, con cui intrattiene un rapporto di

amicizia (aneddoto passeggiata).

Tractatus

Nel si suppone che la radice ultima dell'agire si trovi sempre in un linguaggio composto di

nomi e proposizioni (linguaggio verbale) non c'è spazio per l'espressività

GESTO ATTIVITA', operazione vera e propria (Austin: "atto performativo" che produce)

 10 MARZO 1928

SVOLTA!

CONFERENZA DI BROUWER

BROUWER E L'INTUIZIONISMO

Specchietto: tre branche della matematica

 LOGICISMO: tutta la matematica si riduce alla logica (Frege, Russell);

 FORMALISMO: la matematica si basa su assiomi (strutture astratte) che rendono possibile il

calcolo (Hilbert)

Per Hilbert è possibile sviluppare ad esempio sulla geometria 3D una geometria ad infinite

dimensioni --> idea, le forme possono essere sviluppate;

 INTUIZIONISMO: concezione secondo cui la matematica non è un corpo di leggi eterne (leggi,

assiomi dati una volta per tutte), ma è un'attività sull'intuizione (costruzione, atto di produzione)

della serie numerica (non è infinito in atto, è costruita mediante atti successivi di intuizione)

Il numero N non esiste se io prima non lo costruisco.

Non c'è una serie numerica in sé, dipende dai metodi costruttivi CREATIVITA'

Ogni problema non ha mai un numero finito di soluzioni

LA LOGICA NON E' UN LINGUAGGIO PRIMARIO CHE ESPRIME L'ESSENZA DELL'ENTITA'

MATEMATICA

LA LOGICA E' UN'ARTE, UNA TECNICA!

"organum")

La LOGICA è uno STRUMENTO (un non è un cosmo iperuranico di leggi astratte, ha

radici nel linguaggio quotidiano imperfetto

"Il criterio di esistenza delle entità matematiche non è la conformità a leggi logiche, ma la loro effettiva

costruibilità"

(Se io non riesco a produrre un'imitazione, quell'oggetto non c'è)

Per l'intuizionismo l'esistenza di un ente è equivalente alla possibilità della sua COSTRUZIONE.

Decade così uno dei principi fondamentali della logica classica: il principio del TERZO ESCLUSO, e con

esso anche gli altri

Principi aristotelici:

 IDENTITA': A=A, senza identità non posso fare nessun discorso

 NON-CONTRADDIZIONE: ¬ (A ⋀ ¬ A), coerenza, "A ed anche non-A è falsa"

 tertium non datur,

TERZO ESCLUSO: A ∨ (¬ A), complemetarità

Se io ho un'affermazione non so direttamente quale sia la negazione, se non la costruisco cade

anche la bivalenza, dunque perde senso anche la dimostrazione per assurdo!*

2 atti fondamentali della mente PRE-LINGUISTICI (ante-predicativi):

 

Origine attività matematica PERCEZIONE DI UN PASSAGGIO DI TEMPO

Separazione di un momento di vita in due cose distinte che si esprime come scissione delle verità,

una delle quali cede il posto all'altra, ma viene conservata nella successione;

 Possibilità di generare successioni di scelte libere di entità matematiche: TAGLIO DI

DEDEKIND (posso generare infinite successioni che dipendono dai nostri atti)

APPROCCIO COSTRUTTIVISTA VS METODO CLASSICO (riduzione all'assurdo)* il M.C. non è la

dimostrazione di qualcosa, non fornisce una prova costruttiva, è necessaria una dimostrazione diretta

In logica classica la dimostrazione di ¬(¬P) è uguale alla dimostrazione di P, in logica intuizionistica no.

L'intuizionismo rifiuta anche l'infinito attuale:

 Necessita la dimostrazione per considerare un'affermazione vera o falsa, mentre nella logica

classica l'asserzione di A ha carattere di verità;

 Sostituisce la nozione di verità con quella di DIMOSTRABILITA' (cfr. I.A. fornisce una risposta, ne

afferma l'esistenza)

Un esempio di TAUTOLOGIA classica rifiutato dall'intuizionismo è l'ELIMINAZIONE DELLA NEGAZIONE:

Se io dimostro P, ¬(¬P) è valido; ma se dimostro ¬(¬P), P non è dimostrabile! Ci potrebbero essere

altre nature!!

Affermazione e negazione non sono una l'inversione dell'altra, sono ATTIVITA' DIVERSE! Non

hanno equivalenza logica!!

Se P è dimostrabile ha senso la non-contraddizione, ma non vale il contrario.

L'eliminazione della DOPPIA NEGAZIONE è INTUIZIONISTICAMENTE INSOSTENIBILE.

Es: io non posso dimostrare che non esistono i miracoli, questo però non mi da la certezza che esistano!

La logica intuizionista non da una risposta finché non la può dimostrare, inventando, costruendo un

procedimento per giustificarlo.

LE STRUTTURE LOGICHE VANNO CALATE IN CONTESTI OPERATIVI

Introduzione

Lezione 4:

lunedì 19 marzo 2018

Brouwer Ramsey):

Conferenza (consigliata anche dall'amico SVOLTA, convinse Wittgenstein a tornare

all'attività filosofica.

Il contatto con Brouwer è fondamentale per due ragioni:

 Tractatus)

Abbandono della Logica come linguaggio primario (impostazione

 Intensa riflessione sui fondamenti della matematica (riflessioni a partire dal '37 che in seguito

Ricerche Filosofiche)

confluiranno nelle

R.F.

Nelle Wittgenstein non si occupa più del linguaggio matematico, bensì del linguaggio comune

Osservazioni Filosofiche,

(temi simili, sovrapposti a quelli delle dove ad essere analizzata è la filosofia

matematica)

O.F.

Le (1930) sono un testo ibrido in cui W. cercava ancora di conciliare le nuove riflessioni emerse dal

Tractatus.

contatto con Ramsey con il contenuto del

Ricerche Logiche

Husserl - influenza notevolmente Wittgenstein:

 Primato della descrizione sulla spiegazione Tractatus

Tuttavia una volta resosi conto dell'impossibilità di integrare il con le nuove riflessioni senza

alterarne il nucleo fondamentale originario, Wittgenstein sviluppa un progetto completamente nuovo

O.F. R.F.

visibile sia nelle che nelle Tractatus

Non c'è tuttavia una cesura netta: anche nel ci sono già impostazioni salvabili, ad esempio:

 Matematica

La non è una teoria compiuta di leggi eterne. Non è una teoria deduttiva ma

insieme di operazioni

un , di procedure

 LOGICISMO

La Matematica non è riducibile alla logica: VS (Frege, Russell…)

IRRIDUCIBILITA' DELLA MATEMATICA ALLA LOGICA (cfr. Brouwer)

Si aggiungono altre riflessioni (fine anni '20):

 (dedeutung) proposizione matematica

Il significato anche quello espresso nella (ovvero

un'equazione, un'asserzione d'identità) non mostra la struttura del mondo (no teoria di

corrispondenza). Non è vero che il mondo è scritto in caratteri matematici come asseriva Galileo.

La matematica è un'operazione mentale.

 linguaggio

Il non manifesta una struttura compatta, unica, non c'è un linguaggio ideale

perfetto.

linguaggio organo strumento contesto vario e

Il è un , uno , un mezzo che si inserisce in un

molteplice di attività umane.

Anche la matematica è frutto di questi potenzialmente infiniti contesti di vita.

La matematica non rivela la struttura intima della realtà, è invece un mezzo di

orientamento!

Serve ad avere un'immagine, una raffigurazione. E' espressione di attività umane.

Inscindibilità di matematica e vita.

Come può allora la matematica conservare allora quei caratteri di assolutezza?

 Da un lato è un prodotto contingente (avremmo potuto avere altre matematiche)

 Dall'altro abbiamo avuto diverse matematiche e geometrie

Queste scienze contengono tuttavia necessità (vincolanti): nell'esperienza non c'è nessuna necessità.

La vita è una concatenazione di fatti ed eventi contingenti, tuttavia noi produciamo forme di sapere

contenenti una necessità.

Si tratta allora di conciliare la MOLTEPLICITA' DEGLI USI DEL LINGUAGGIO con la funzione

ESEMPLARE PARADIGMATICA (modello)

Inesorabilità (Osservazioni sopra i fondamenti della matematica):

della matematica inesorabilità

"In cosa consiste allora la peculiare della matematica? Non è già un buon esempio

l'inesorabilità con cui 2 segue ad 1, 3 a 2 e così via? Questo però vuol dire "segue" nella successione

dei numeri cardinali. Perché in un'altra successione segue qualcosa d'altro."

"Vuoi forse dire che qualsiasi modo di contare è ugualmente corretto? Ognuno può contare

nel modo in cui preferisce?"

Obiezione: messa in discussione dell'inesorabilità.

Certamente non chiameremmo contare il pronunciare l'una dopo l'altra le cifre in un ordine qualsiasi,

ciò che chiamiamo contare è una parte importante della nostra vita: contare in un certo modo non ha

una necessità interna, ma tuttavia questo non è totalmente arbitrario poiché le necessità vere ci

vengono dall'esterno, dalle forme di vita. Se usiamo un determinato modo di contare vuol dire che ciò è

utile: UTILITA' PRATICA, connessione matematica - vita.

verità di ragione),

NO NECESSITA' LOGICA (cfr. Leibnitz, MA NECESSITA' PRATICA

Esercizio infinito, spietata esattezza: per questo si insiste sull'inesorabile necessità.

Logicisti: "Ma allora questo contare E' SOLO UN USO?"

"A questa successione non corrisponde anche una verità?"

LA VERITA' E' CHE QUESTO USO HA PRODOTTO BUONI RISULTATI

VERITA' OPERAZIONALE

W. : Non possiamo separare VERITA' ed USO!!!

Della successione naturale dei numeri, così come del nostro linguaggio non si può dire che sia

vera. Wittgenstein mira a

stabilire i LIMITI dei nostri significati. Non riduce la verità all'utile, bensì circoscrive

l'indagine alla mera DESCRIZIONE: a ciò

che possiamo dire circa un fatto.

Logicisti: "Ma non è forse una conseguenza logicamente necessaria (la successione)?"

"E questa inesorabilità non è la stessa che caratterizza la deduzione logica?"

"Alla deduzione logica non corrisponde forse una verità"

è vero che questo segue da quello questo segue da

W. : "La proposizione significa semplicemente

quello. Traggo una semplice conclusione, ciò non mi chiarisce nulla di più rispetto ai fenomeni della

realtà. Stessa obiezione che

Hume fa a Spinoza.

APPLICARE UN CALCOLO E' COME STABILIRE LE REGOLE DI UN GIOCO LINGUISTICO

Matematica gioco

come linguistico:

 (pre-metafisica,

No fondazione metafisica vedi punto 3)

 Posso cambiare le regole di un gioco (diversità matematiche, geometrie non euclidee ecc.)

 L'unica giustificazione che le regole richiedono è la GIUSTIFICAZIONE DELL'USO

 Poiché gli usi sono molteplici anche la matematica non ha una struttura unica ma è

un miscuglio di tecniche. Creatività della matematica!

L'unica differenza che c'è tra la matematica e gli altri giochi (dotati di regole + sintassi) è che essa

possiede una molteplicità!

(Es. Gli scacchi hanno un unico impiego, mentre la matematica ha impieghi diversissimi)

La matematica può essere traslata ed impiegata in contesti diversi e potenzialmente infiniti

(psicologia, chimica, fisica..filosofia!) "Metafisica come scienza rigorosa"

La matematica può essere applicata persino alla metafisica (Scholz

anni '30) evidenzia il carattere strumentale della matematica

Esiste un modo corretto di trovare una corrispondenza?

giudizio analitico

Logica tradizionale: tutto è analitico, ordinato. (Kant: il non è di estensione ma

esplicativo di ciò che è implicito)

l'individuo è strumento della matematica che è il campo della verità.

W. : la legge fondamentale della logica contenuta nella matematica è il succedersi effettivo,

operativo, di proposizioni o di numeri (es: diapo 36 rettangoli)

Contare non corrisponde ad una successione trascendente caratterizzata da implicazioni necessarie.

criterio di utilità.

Tutto dipende dal contesto, dominato dal Una volta stabilite, le regole hanno una

necessità interna, sono necessarie ma non necessitate poiché l'applicazione è dettata dall'utilità

pratica.

(es: non posso giocare a scacchi con le regole della dama)

Ogni dimostrazione è così una figura, come un paradigma che costituisce una regola procedurale.

Menone:

(Platone se vuoi comprendere il triangolo, la linea, il lato, segui un percorso)

Caratteri della dimostrazione:

 Che possa essere abbracciata con lo sguardo in un colpo solo. Non vedo ogni passaggio ma

riesco a cogliere l'unità complessiva (cfr. Cartesio)

 Possa essere facilmente ricordata e riprodotta

 Che debba essere perspicua e rilevante per il problema da affrontare

Ogni dimostrazione è sottratta alla possibilità di verificazione o di falsificazione ultima

(nessuna delle due ci porta ad una conclusione ultima); la sua giustificazione di validità sta nel fatto

impiego strumento

che essa trova un adeguato nel linguaggio come di comunicazione.

Le regole, i paradigmi (dunque la matematica) sono delle CONVENZIONI, tuttavia poiché sono radicate

nel linguaggio in una comunità intersoggettiva sono convenzioni che non possono essere

travalicate! (es: non posso svegliarmi una mattina e decidere di parlare l'Esperanto)

Essenza e convenzione sono da questo punto di vista termini complementari: ogni convenzione quando

Ogni convenzione non può essere

diventa necessità di un gruppo umano, ne diventa l'essenza.

cambiata arbitrariamente ! (Lacan: "il linguaggio mi attraversa", sono immerso nel linguaggio).

Non si parla più dunque di necessità logica (è necessario ciò che non può essere contratetico), tuttavia

non posso contraddire nemmeno il gruppo in cui sono. Parliamo allora di necessità interna!

L'uomo a una dimensione,

Scuola di Francoforte, rappresentanti del marxismo occidentale Marcuse,

Wittgenstein giustifica lo status quo. Rifiuto di una qualsiasi rivoluzione.

Ipotetica risposta di W. : tu puoi inventare nuovi linguaggi, ma nessuno li parla! Sei uno sfigato eh.

Il LIMITE è quanto noi proiettiamo i nostri desideri sulla realtà.

Ricerche Filosofiche

Lezione 5: §§1-47

martedì 20 marzo 2018

LE RICERCHE FILOSOFICHE: SCHEMA

Schemi e scansioni degli argomenti tematici

§§ 1-64 (pp. 9-45):

 Tractatus

Critica della teoria della denotazione del

 raffigurativa

Critica della dottrina del significato delle proposizioni

 Concezione del significato come uso dei termini e delle proposizioni entro differenti e

svariati giochi linguistici

§§ 65-81 (pp. 46-55):

 essenzialiste (metafisico-essenzialiste)

Critiche alle tendenze della filosofia: i concetti

somiglianze di famiglia,

manifestano solo analogie

§§82-88 (pp.55-59) + §§185-242(pp.100-118):

 Questione del seguire una regola (è la parte centrale e più importante del testo)

§§89-137 (pp.59-74):

 essenza

Contro l’idea che la filosofia si debba occupare dell’ di qualcosa (il linguaggio, la

proposizione) e che nel fare questo debba proporre un ideale logico di linguaggio

 Il compito della filosofia è terapeutico, cioè quello di descrivere il linguaggio così com’è, il

nostro linguaggio ordinario, liberandolo dai fraintendimenti concettuali in cui si incappa se non si

capisce la grammatica dei termini impiegati. Liberarsi dagli STREGAMENTI DEL LINGUAGGIO!

§§138-184 (pp.74-100):

 significato comprensione contro la tesi mentalista

Problema della relazione tra e , secondo cui

comprendere un significato vuole dire avere certi processi o stati mentali; la digressione sulla

natura non esperienziale del leggere serve a corroborare tale critica (cfr. Searle, vs Neuroni

Specchio)

Dal §245 in poi (pp.119-203):

 Critica alla teoria del linguaggio privato e degli “stati interni”. Tale linguaggio non può

esistere e molte tradizionali idee filosofiche legate ad esso derivano da fraintendimenti concettuali

 Tema del rapporto pensiero-linguaggio; dell’io e della coscienza; sugli stati intenzionali;

ragione, motivo e giustificazione

sulle nozioni di

 Analisi della grammatica delle espressioni per stati mentali, connessi alla loro manifestazione

aspettazione, credenza, speranza

esteriore;

§§588-693 (pp.203-226):

 Analisi dell’intenzione (nella doppia accezione del “voler fare qualcosa” e del “voler dire

qualcosa”) sempre in senso anti-mentalista

COMMENTO AL TESTO

CRITICA DEL MODELLO OGGETTO - DESIGNAZIONE (§ 1-18)

Confessioni natura del linguaggio:

Citazione tratta dalle di Agostino: immagine della SEGNO 

Organon

PAROLA OGGETTO (Cfr. Aristotele)

Critica del modello referenziale del linguaggio (MODELLO DENOTATIVO).

Se io avessi un sacco per portarmi a dietro gli oggetti, il linguaggio diverrebbe superfluo; o viceversa il

nome comune mi permette di risparmiare (divengono superflui i singoli oggetti)

Wittgenstein critica anzitutto questo modello semantico, che vede alla radice del rapporto linguaggio-

mondo una relazione diretta tra termini del linguaggio considerati come primitivi semantici ed

elementi individuali della realtà.

Esso sostiene che:

 Le parole del linguaggio denominano oggetti

 Le proposizioni sono connessioni di tali denominazioni

 Ogni parola ha un significato, associato ad essa

 Il significato è l’oggetto per il quale la parola sta

Tuttavia il rapporto semantico non è incluso nella natura del segno: posso usare una sola parola, un

solo segno per esprimere molteplici significati.

Modello applicabile esclusivamente ad un linguaggio rudimentale.

UNA PAROLA NON E' NATURALMENTE ASSOCIATA AD UN DATO SIGNIFICATO critica a Russell (LIMITI

LOGICI INVALICABILI), x Wittgenstein ad un segno posso dare tutti i significati che desidero!!!

L'apprendimento del nostro linguaggio non avviene così. Se si apprendessero così le parole (segno,

designazione referente), allora ogni volta che si ode una parola si dovrebbe pensare sempre ad un

determinato oggetto legato ad un determinato tipo di situazione. Però con un tipo di istruzione

diversa cambia completamente anche l'oggetto situazionale di riferimento, rendendo

impossibile l'universalità dei termini e inibendo di conseguenza lo scopo fondamentale del

linguaggio: la comunicazione. *

Le parole isolate dall'ambito pratico perdono di significato, o meglio: LA FUNZIONE DETERMINA IL

SIGNIFICATO DELL'OGGETTO

parole strumenti in una cassetta di attrezzi,

Le sono come ce ne accorgiamo se ampliamo il linguaggio

con termini che non siano semplici sostantivi: risulta subito evidente che essi non si insegnano

ostensivamente, poiché solo il modo in cui le usiamo rivela ciò che esse designano! Questo principio

vale per ogni termine linguistico, dagli articoli e preposizioni ai sostantivi.

E' NECESSARIO INSERIRE IL LINGUAGGIO IN UN CONTESTO DI VITA (funzione d'uso)

"Immaginare un linguaggio significa immaginare una forma di vita

§19** "

DIGRESSIONE (sul modello Aristotelico-Agostiniano):

Doppia relazione semantica: le affezioni (Ari) sono segni naturali degli oggetti che ci colpiscono

esternamente (impressione sensibile).

Rapporto impressioni - segni linguistici -> rapporto arbitrario (Ari)

Diversi sono i nomi che in greco si usano per esprimere le medesime affezioni (diversi segni linguistici

arbitrari, non necessari, CONVENZIONALI)

La prima caratteristica del segno è un rimando ad altro (cfr. Agostino, Teoria dei Segni)

PRIMA FORMA IN CUI STORICAMENTE SI ESPRIME IL MODELLO SEMANTICO DELLA SIGNIFICAZIONE

(rapporto LINGUAGGIO-MENTE)

Passaggio esterno-interno-esterno e viceversa

NB: In che misura le cose che accadono quando siamo impressionati risultano per noi chiare, possono

essere

spiegate? Dette con un significato oggettivo? Stati mentali --> Searle. Non possiamo uscire dalla

soggettività.

Rovesciare il paradigma positivista.

Questo modello non può rappresentare il nostro linguaggio perché le parole non si comprendono in

(pag. 10)*

questo modo

Io ho un'affezione di qualcosa, che significato produce in me? Nella connessione fisiologica non è

incluso il codice.

La conoscenza della funzione di una parola è preliminare alla forma della parola stessa,

altrimenti non so che uso farne! Se scrivo casa senza conoscere l'unità stessa di quelle lettere, potrei

guardarne ciascuna separatamente, senza cogliere il significato della parola unita.

Solo il modo del loro uso rivela ciò che essi designano

" " connettivi, ma anche sostantivi.

Quello che ci confonde è l'uniformità nel modo di presentarsi delle parole (ABITUDINE, COSTUME)

(pag. 12)

§13: a meno che non abbiamo precisato quale sia il nostro intento, quale distinzione desideriamo fare,

non abbiamo ancora detto proprio nulla dicendo che ogni parola designa qualcosa.

Immaginare un linguaggio significa immaginare una FORMA DI VITA

§19**

Così la parola lastra assumerà diversi significati in base al contesto in cui è calata.

Esempio: "Lastra!" detto dal muratore in cantiere = "Portami una lastra"

"Lastra!" in un appartamento diroccato = "Attenzione, sta cadendo una lastra!"

Lo stesso vale per le domande (interrogative indirette, comandi), o per le preghiere. INTENZIONE,

ATTIVITA' Ogni parola e ogni proposizione si inserisce in un GIOCO LINGUISTICO

Se non capisco in che gioco linguistico mi trovo, non posso dare un senso a nessuna parola

Il linguaggio fa parte di un'ATTIVITA', di una forma di VITA!

§23: quadro che raffigura un pugile in una determinata posizione, può essere usato in senso positivo o

negativo, oppure esemplificativo.

Un'immagine non ha nessun significato implicito e così è la parola!

- Come facciamo a comprendere gli esseri diversi da noi? §25 gli animali non parlano perché

mancano loro le facoltà spirituali (quasi come se il pensiero fosse una proprietà intrinseca ad una data

materia) non pensano, dunque non parlano. Wittgenstein dice: "Il comandare, interrogare ecc fanno

parte della nostra storia naturale come il bere, camminare, giocare.. "

Prima di parlare l'uomo era tale? Dipende cosa intendiamo con "uomo". Tutto dipende da

come battezziamo ciò di cui parliamo!

La domanda sull'uomo è formulata male, non vi è risposta! Ci interroghiamo su uno stato precedente al

linguaggio in termini linguistici.

Il problema è nella definizione, non nell'esistenza.

La funzione ostensiva, denotativa, è INEFFETTUALE! Non ci spiega come avvengono le cose.

Critica all'induttivismo: il fatto che io abbia sempre usato un certo termine in una certa accezione

(ABITUDINE) non significa che io continui ad utilizzarlo così! (Cfr. HUME!!)

L'unica cosa necessaria è quella che non ha niente a che vedere con la vita, ovvero la pura forma dei

singoli logici (TAUTOLOGIA)

§28: definizione del numero 2

Come è possibile definire il 2 in questo modo? (gruppo di noci)

Colui al quale do una definizione ostensiva del nome di una persona potrebbe interpretarlo nei modi più

disparato: ciò vuol dire che la definizione designativa può effettivamente essere interpretata in questo

ed altri modi.

"Questo numero si chiama 2" (def. ostensiva) la parola numero deve essere già stata definita prima

perché la definizione possa essere compresa!

Ciò implicherebbe un regresso all'infinito! ("In questa strada non c'è un'ultima casa; se ne può sempre

pag. 21)

costruire un'altra"

LA DEFINIZIONE OSTENSIVA SPIEGA L'USO - IL SIGNIFICATO - DELLA PAROLA, QUANDO SIA

GIA' CHIARO QUALE FUNZIONE LA PAROLA DEBBA SVOLGERE

L'idea che il numero rappresenti una molteplicità quantitativa vale solo per quelle cose che si possono

tenere assolutamente separate!

La vera natura del numero è la successione, la posizione in una serie. Allora cosa è il 2? Non è un

insieme di oggetti (dipende da che oggetti scelgo, non è convertibile con il soggetto). La quantità non

è una definizione del numero!

L'unico modo in cui posso dare una definizione di numero è distinguendo una posizione.

Non dobbiamo confondere gli oggetti matematici e la matematica applicata.

§33: In cosa consiste l'indicare la forma, il colore? Dirai che con l'indicare hai inteso ogni volta qualcosa

di diverso. Ma come avviene ciò?

Se io non capisco che quell'atto di designazione è inserito in un contesto di pratiche, di intenzioni, io

non so cosa si stia dicendo.

Cfr. Brown Book, differenza colore – forma LA TEORIA DELLA DENOMINAZIONE RICORRE ALLO STATO

MENTALE, GHOST IN THE MACHINE

Quando intendiamo il colore, la forma, abbiamo solo un'idea approssimativa di ciò che significa

concentrare la propria attenzione sul colore anziché sulla forma. La differenza non consiste nell'atto di

circostanze

denominazione, ma nelle che accompagnano quell'atto nell'uso del linguaggio!

Noi immaginiamo l'atto denominativo come un atto di selezione che separi il mondo in diversi oggetti

atomici. Io però non posso mai avere un oggetto in astratto!

§36: LA PAROLA E' UNO STATO MENTALE?

dove il linguaggio ci fa supporre l'esistenza di un corpo, e non c'è alcun corpo, là vorremmo dire,

c'è uno spirito. (pag. 25)

Attività mentale come supplemento, sostituto dell'attività corporea che non riusciamo ad

identificare.

Bergson (durata vissuta

Es: che si richiama alla dimensione spirituale del tempo irriducibile al tempo

fisico) in realtà ciò non aggiunge nulla a ciò che sappiamo o non sappiamo.

Come non esiste un tempo spiritualizzato, così non esiste un tempo spazializzato, poiché non è

possibile concepire un tempo spazializzato al di fuori della percezione del tempo. Il tempo spazializzato

non è altri che lo spazio. Sia tempo spiritualizzato che spazializzato hanno un significato operativo (non

descrittivo).

Il mondo non è diviso in categorie, non possiamo fare una dottrina delle categorie della realtà

(vs Ari e Kant)

Cos'è una categoria? possibilità di definire una cosa attraverso un contrasto (definire una cosa

attraverso la sua negazione, ad esempio "bianco") se io però dico essere, non so cosa sia non essere. 

CI SONO PAROLE NON CATEGORIALI (essere, uno …)

Il mondo non si divide tra semantico e sinsemantico (connettivi, sostantivi…) cfr. Ari §1 Anche i nomi

che stanno per sostantivi non hanno un significato che si lega ad essi come un'etichetta

Viene respinta ogni divisione categoriale della realtà

Schema Kantiano:

 Noi esprimiamo giudizi

 Dalle funzioni logiche dei giudizi ricaviamo le categorie in cui possiamo dare un significato alle

cose

 

Tavola dei giudizi Tavola delle categorie (DEDUZIONE METAFISICA)

OBIEZIONI

 I giudizi (soggetto - verbo - predicato) sono soggettivi

 Non è detto che la struttura del giudizio sia universale

Problema dell'oggettività della conoscenza! Il denominare appare così come un processo occulto

(GHOST IN THE MACHINE)

§38: Chiamiamo "nome" cose molto differenti! Caratteristica del nome è il suo essere definito tramite

espressione ostensiva ("Questo è N"). Ma definiamo anche "Questo si chiama questo"? regresso

all'infinito! DENOMINARE = PROCESSO OCCULTO

"I problemi filosofici iniziano quando il linguaggio fa vacanza"

: Il significato del nome non coincide con il portatore del nome

§ 39 Nothung "Nothung

Spada la proposizione ha una lama affilata" ha senso sia che la spada ci sia

Nothung

oppure no. Se designasse un oggetto, la proposizione perderebbe di senso allo sparire della

spada. CFR. ABELARDO VS REALISMO

WITT. NON ERA MATERIALISTA

RIVALUTAZIONE DEL LINGUAGGIO IN TUTTA LA SUA PIENEZZA

NON SI PUO' RIDURRE ALLA SOLA DESIGNAZIONE (ciò ridurrebbe realmente il linguaggio alla materia)

§ 40 : i filosofi che hanno definito il linguaggio non hanno capito sino in fondo cosa esso realmente sia,

hanno scambiato il nome per il suo portatore! problemi filosofici

Questo modello ha FALSIFICATO l'ESPERIENZA, facendo nascere una serie di

stati spirituali, stati mentali

( …) solo per salvare il modello stesso.

IL SIGNIFICATO E' IL SUO USO

§§ 42-43 : il significato di una parola è il suo uso nel linguaggio

Die Bedeutung eines Wortes ist sein Gebrauch in der Sprache / The meaning of a

word is its use in the language

La denominazione è un CASO PARTICOLARE della concezione del significato come uso: caso

circostanziale di uso tecnico.

Teeteto: Conoscenza. Cos'è? Opinione, opinione vera??

Per ovviare a questa difficoltà si richiede allora che le parole denominino qualcosa di semplice (ciò che

Discorso

non è scomponibile). Ogni nome indica un elemento semplice non composto (cfr. Cartesio,

sul Metodo, scomposizione in elementi, metodo dell'Analisi) gli individuals di Russell

§47 : Quali sarebbero le parti costitutive semplici di cui si compone la realtà? Non ha senso parlare di

elementi semplici della sedia semplicemente. Impieghiamo la parola "composto" e dunque anche

"semplice" in innumerevoli modi differenti. Dunque la risposta alla domanda "L'immagine visiva di

questo albero è composta? Quali sono le sue parti costitutive?" dipende da ciò che viene inteso dal

Domanda retorica, capziosa: il domandante suppone che

domandante e dal ricevente per "composto".

il ricevente già presupponga ciò che egli stesso intende implicitamente nella domanda .

Ricerche Filosofiche

Lezione 6: §§48-63 SLIDES

mercoledì 21 marzo 2018

Mandelbrot : ogni dimensione fisica ha una base pragmatica

«Un gomitolo di 10 cm di diametro, fatto di filo di 1 mm di diametro, possiede diverse

dimensioni effettive distinte. Con un grado di risoluzione di 10 m, si ha un punto, cioè una

figura zero-dimensionale; con un grado di risoluzione di 10 cm si ha una palla tridimensionale;

con un grado di risoluzione di 10 mm si ha un insieme di fili, dunque una figura

unidimensionale; con un grado di risoluzione di 0,1 mm, ogni filo diventa una specie di

colonna, e tutto torna tridimensionale; con un grado di risoluzione di 0,01 mm ogni colonna si

risolve in fibre filiformi e tutto ridiventa unidimensionale; a un livello di analisi più avanzato, il

gomitolo di ripresenta sotto forma di un numero finito di atomi puntuali, e il tutto si fa di

ogni dimensione fisica ha una base

nuovo zero-dimensionale. In altri termini,

pragmatica, soggettiva

quindi ; è una questione di grado di risoluzione».

Teeteto

§ 48: Gioco linguistico per il quale sia valida la dottrina del (parole indicano gli

elementi primi)

Cratilo,

(cfr. proposizioni come raggruppamenti di parole)

Parole del linguaggio: R, N, V, B

NON SO SE DEVO DIRE CHE Prop: successione di queste parole, es:

LA FIGURA DESCRITTA "RRNVVVRBB"

DALLA NOSTRA Qui la proposizione è un complesso di nomi a cui

PROPOSIZIONE CONSISTE corrisponde un complesso di elementi.

DI 4 (PAROLE) O 9 Ma sono semplici? Sono composti? Un quadrato

ELEMENTI (COLORI) monocromatico potrebbe essere la composizione

E quali sono i suoi della sua forma e del suo colore.

ELEMENTI?

TEORIA della DENOMINAZIONE il nome non descrive (un colore o un quadrato), ma nomina, indica

come oggetto di riferimento.

WITTGENSTEIN il nome come elemento non descrive né indica, ma svolge la funzione di un

paradigma all'interno di un gioco

linguistico. E' come un campione (ovvero un MEZZO DI RAPPRESENTAZIONE)

CAMPIONE

Un campione non ha le proprietà per cui esso funziona come campione:

§50 : il nome è un mezzo di rappresentazione! "Ciò che deve esserci fa parte del linguaggio. E' un

paradigma del nostro giuoco,

qualcosa con cui si fanno confronti".

Questo è il nostro modo di rappresentazione (DARSTELLUNG)!!

IMMAGINE E SIGNIFICATO

Spesso associamo ad un'espressione linguistica una rappresentazione mentale, un'immagine e diciamo

che l'espressione è vincolata a tale immagine. Tuttavia, il significato di un'espressione non è legato a

nessuna immagine o rappresentazione, in quanto si inserisce all'interno di un sistema linguistico di

combinazioni e di relazioni in cui sono possibili anche altri significati.

E' il sistema linguistico in opera a garantire le distinzioni semantiche, non una certa "immagine" legata

ai segni.

Ogni significato sorge sempre all'interno di un sistema di COMPARAZIONE SEMANTICA (è inutile

affidarsi a immagini e stati mentali, è sufficiente far emergere i significati dalle strutture osservabili

della vita quotidiana).

RAPPORTO SEGNO - OGGETTO

Così come non ci sono oggetti "semplici", non ci sono segni "primitivi".

La relazione tra segno e oggetto non è un rapporto misterioso che debba essere spiegato analizzando

gli elementi costitutivi, ma è mediato dalle procedure d'uso che si inseriscono all'interno do un

sistema linguistico. IL SIGNIFICATO NON E' NULLA DI MISTERIOSO

LO E' SOLO SE CERCHIAMO INTERPRETAZIONI INTELLETTUALISTICHE

§55: tutti gli oggetti, tutti i portatori, possono essere distrutti, tuttavia le parole che si riferiscono ad

essi continuano ad avere un significato! C'è un momento in cui anche il significato cessa? Sì, non

perché cessa il riferimento, ma perché va perduto il paradigma materiale, il gioco linguistico che è

condizione della sua possibilità.

§57: il "rosso" non è uno strumento, è la disponibilità di uno strumento per la descrizione

linguistica.

NON C'E' UN'ANALISI FINALE DELLE PROPOSIZIONI

Secondo lo schema logico - atomistico, ogni proposizione è riducibile ad una combinazione di

segni semplici delle parti costituenti.

Capire questi segni semplici e comporli significa capire ciò che la proposizione vuol dire: la proposizione

può essere completamente analizzata.

La forma analizzata, originaria è contenuta nella forma non analizzata e derivata: se

chiediamo ad un amico la scopa che sta nell'angolo, non pensiamo certo al manico infisso nella

spazzola, questo pensiero è tuttavia contenuto nel pensiero "scopa". (§60 pag 37)

Forma analizzata e forma derivata non stanno tra loro in rapporti di gerarchia logica, esse sono solo

due modelli di espressione che corrispondono a differenti procedure dell'uso.

§63 "pensiamo erroneamente che la forma analizzata sia la più fondamentale, che essa soltanto

riveli ciò che si intende con l'altra. Ma non posso dire che in questo, come nell'altro caso, un aspetto

della cosa vada perduto?"

Ricerche Filosofiche

Lezione 7: §§63-68

lunedì 26 marzo 2018

Relazione tra SEGNO - OGGETTO critica della parola come denominazione di una cosa

Esaminando ontologicamente qualsiasi segno, qualsiasi sistema di strutture e di regole, non possiamo

trovare nessun significato naturale precostituito.

Quando cessa un significato? Quando viene meno lo stato interno, quando sparisce l'oggetto? No.

Non è un problema di processo psichico interno, certamente ci sono i processi psichici e delle condizioni

in cui l'individuo si trova; ma non è questo che porta alla comprensione del significato.

Il momento in cui il significato si origina e cessa è quando va perduto il PARADIGMA MATERIALE,

ovvero il GIOCO LINGUISTICO che è la condizione di necessità del significato!

Gioco di fatto che si realizza all'interno di una comunità linguistica, tra convenzioni decise non da un

singolo decisore no convenzione privata (non esistono giochi linguistici privati, tema del SOLIPSISMO,

nessun linguaggio e nessuna regola può essere pensata da soli e rispettata una volta sola).

LEITMOTIV

è nella forma del nostro linguaggio di essere patrimonio di una comunità di vita, è espressione del

modo in cui gli uomini si relazionano tra di loro.

ANTI-CARTESIANESIMO (cfr. lez 6, §§ 60-63)

Essenza = disponibilità di uno strumento per una descrizione linguistica

Wittgenstein critica le tendenze essenzialistiche e mentalistiche che complicano i problemi generando

discorsi equivoci.

L'IO non è concepibile senza il TU, così come un'affermazione non è concepibile senza la sua negazione

(spazio logico cfr. Tractatus)

Vs Fenomenologia (aderente ad una logica pura basata sul principio di non-contraddizione)

§63: Non c'è una forma più fondamentale, siamo erroneamente indotti a pensare che la forma

analizzata sia più fondamentale rispetto alla derivata, ma non posso dire che in entrambi i casi un

aspetto della cosa va perduto?

Tra i termini di una forma linguistica non c'è una connessione essenziale. (Ogni connessione è

in riferimento ai bisogni di stabilire certe distinzioni)

Equivalenza tra forma analizzata-non analizzata è possibile stabilirla logicamente

 nella vita è un'equivalenza OPERATIVA,

non logica

§64: (in riferimento al gioco linguistico dei quadrati (§48) (proposizioni come raggruppamenti di parole

Teeteto, Cratilo) cfrL6

 immaginiamo di modificarlo in modo che i nomi non designino più quadrati monocolori, ma

rettangoli consistenti in due

quadrati siffatti.

Non sempre due forme sono equivalenti: non è detto che tutti noi parliamo associando ad un

nome una cosa, potremmo associare ad un nome una combinazione di cose! Cose che noi vediamo

come combinazione assemblata, in un altro sistema linguistico possono essere uniche, non

scomponibili.

Fino a che punto i segni di un gioco linguistico possono essere analizzati (scomposti)? Analizzando

creiamo semplicemente un altro gioco!!

Fino a che punto il gioco linguistico §48 può essere sostituito con questo? NON PUO', SONO AFFINI

MA NON VI E' IDENTITA'.

Wittgenstein non critica per arrivare al nichilismo e allo scetticismo, al contrario mira a

definire il vero terreno della comunicazione: questo non è il terreno dell'essenza, ma il

terreno della vita comune!

§65:

Cosa è essenziale nel gioco linguistico? C'è un'essenza del gioco? C'è una forma necessaria comune

che possa esprimere la forma generale del linguaggio?

PARENTELA (VERWANDT)

giochi

I sono imparentati tra loro per affinità "somiglianze di famiglia" (pag. 41)

§66: Bisogna OSSERVARE le somiglianze! "NON PENSARE, MA OSSERVA"

"Il dover essere non è una questione logico-conoscitiva, è la vera trascendenza, una questione che

non posso giustificare con nessun appello all'esperienza" non ci sono fatti che giustifichino il mio

dover essere. Lezioni sull'Etica)

Ogni norma morale è trascendente (va al di la della facoltà empirica --> leggi

RIFLESSIONE:

Tutti i fatti che io raccolgo, anche quelli che giudico Servi sunt. Immo homines

" ."

più terribili sono solo FATTI. Come si lega la riflessione etica alla teoria W. del

E' l'uomo che introduce il valore morale, i fatti di per Non c'è un'essenza comune assoluta,

linguaggio?

sé sono vuoti, sono meri accadimenti empirici. insufficienza del modello oggetto-designazione.

Servi sunt, immo homines.

Wittgenstein è contro ogni teoria dello stato interno:

Le norme morali stesse dipendono dall'essenza attribuita

a volte il nostro desiderio di interiorizzare le cose ci fa perdere

ad un oggetto dall'interpretazione erronea del termine

di vista la natura fattuale del reale. linguistico.

Il linguaggio è il grande terreno ANALOGICO COMPARATIVO della nostra esperienza, ciò in cui gli

eventi e i fatti assumono un significato (dato che nessun significato è legato in sé, naturalmente, ad un

fatto. Nessun fatto contiene in sé la "propria" semantica.

metafora delle fibre di un tessuto

Così le somiglianze tra i giochi possono emergere e sparire: §67

ROBUSTEZZA corrispondentismo)

Esistono situazioni paradigmatiche più o meno robuste (esempio:

CRITICA DELL'UNITA' FORMALE DEL CONCETTO (il concetto ha proprietà intrinseche cfr. Kant, le

forme sono le strutture, concetti puri…)

Un concetto non ha un'unità formale invariante che designi una "proprietà essenziale" comune ad una

classe di oggetti.

Qui Wittgenstein critica il modo di intendere le categorie come una teoria delle classi, non ci sono classi

in cui stanno determinati simboli che stanno a loro volta per oggetti: i segni non hanno un significato

intrinseco (legato a sé naturalmente)

Russell, logicismo.

 TI ESTI

Il bersaglio critico è il METODO SOCRATICO DELLA DEFINIZIONE CONCETTUALE ( ?):

"Lachete" coraggio

(Es: dialogo definizione del concetto di come sforzo di trovare qualcosa di

identico in tutti i casi di coraggio)

COS'E' IL METODO SOCRATICO?

 Socrate inventa un metodo in grado di distinguere nettamente tra persuasione (retorica

sofistica) e prova (logica) fine epistemico

 Procedimento dell'IRONIA, ad un tempo figura retorica e accorgimento logico-dialettico

 Mettere in ridicolo il momento patetico inerente ad ogni persuasione --> rivelare la forma non

logica, ma affettiva di ogni credenza

 Far regredire a problema la tesi corrispettiva (una volta che si è messa in crisi la persuasione)

 Azione catartica, liberatoria

 La dialettica ironica socratica si limita a far valere l'esigenza di un'analisi dei fondamenti di

ogni tesi ogni asserzione diviene questione, domanda più o meno complessa, di cui occorre

esaminare separatamente le diverse condizioni da soddisfare prima di poterla riproporre come

effettiva soluzione di un problema

 La regressione analitica provocata dall'ironia fa sì che nell'uso logico-dialettico ogni asserzione

venga considerata alla stregua di una conclusione tratta da premesse ipotetiche sottaciute

critica dei presupposti di un certo modo di ragionare (ovvero dei principi impliciti, talvolta

inconsapevoli) di cui lo si considera una conseguenza "serietà etica"

W. riconosce la legittimità teorica di questo metodo, la sua che porta l'interlocutore a

"cercare di dire la verità" (pharresia), ma contemporaneamente evidenzia in esso un pregiudizio,

ovvero la credenza che l'interlocutore di Socrate possa realizzare una risposta al di fuori dei

contesti d'uso del linguaggio, riferendosi cioè ad una funzione del pensiero e della sua interiorità

che è estranea all'esperienza fattuale empirica.

Il pregiudizio è scoprire che in qualche modo si possa giungere a dire il vero indipendentemente da tutti

i contesti pragmatici di "costume", di vita, di istituzione.

Lachete "un nuovo e insolito uso della

Perché non può dare una risposta? Perché si trova di fronte ad

parola coraggio" (Hermann Lübbe). Un uso ideale, veritativo, universale. Ma Lachete usava la parola

coraggio empiricamente, negli usi quotidiani.

Pregiudizio implicito che si possa trovare qualcosa di comune non come una selva di somiglianze,

ma come essenza universale. "i fatti devono conformarsi

Bisogna saper guardare e vedere, altrimenti saremmo portati a credere che

a certe immagini incorporate nel nostro pensiero" (H.L.) esperienza che si modella sul nostro

linguaggio ERRORE

 Ricerche Filosofiche

Lezione 8: §§69-80

martedì 27 marzo 2018

REWIND non c'è mai un pezzo di legno più esatto rispetto ad una data misura, l'esattezza non si

verifica per corrispondenza (critica modello oggetto - designazione)

OGNI MISURA VA VALUTATA IN BASE ALLO SCOPO

(Cfr. Zenone)

COS'E' UN GIOCO?

§69: non possiamo definire esattamente un gioco, possiamo solo esemplificare CRITERIO

ESEMPLIFICAZIONE (§71)

CARATTERE PRATICO-PRAGMATICO della conoscenza: non conosciamo i confini perché non

sono stati tracciati, non si

tratta di ignoranza di un limite.

CONCETTO PRAGMATICO DI ESATTEZZA

INESATTEZZA LOGICA = COSTITUZIONE ONTOLOGICA DEL REALE

L'essenza non essere riducibile ad un concetto dai contorni netti:

del gioco è quella di

la definizione di una regola non dice in quanti modi possa essere impiegata!

(una legge astratta non definisce nettamente ogni sua possibile applicazione)

§71: "Un gioco è un concetto dai contorni sfumati, così come una fotografia di una persona, pur

essendo sfocata, è sempre la

fotografia di una persona e può sempre essere ciò di cui abbiamo bisogno, anche nella sua

sfocatezza" Kant,

DEFINIZIONE ASTRATTA ≠ GIUDIZIO (cfr. prendere una posizione)

Esempio del campo da tennis: palla dentro o fuori quando si trova vicina alla linea? Non posso

individuare nettamente il punto di tg alla linea (posso rendere i miei strumenti netti solo con l'ausilio di

regoli esterni).

Non posso mai individuare il punto netto, poiché se il punto avesse una grandezza sarebbe una linea !

il giudizio è sempre approssimazione.

Posso stabilire il punto solo con regole astratte,

Giochi simili in cui il margine di misura ha estrema rilevanza si definiscono giochi analogici (biliardo,

pallavolo, tennis…)

Diversi sono i giochi digitali, in cui è possibile ripetere all'infinito la stessa partita poiché non importa

come e con quale margine si compie una determinata mossa, azione (scacchi, dama…)

Possiamo sempre digitalizzare un gioco che è solo analogico, intervenendo ad esempio con un

laser, fissando in modo certo una misura, tuttavia ciò non significa che un gioco analogico diventi

digitale.

Abbiamo usato tecniche di trasformazione e simulazione trascurando volutamente certi particolari per

rendere una cosa uguale all'altra. Avremo allora cose uguali ma mai identiche!!! (es. una carta

geografica non rappresenterà mai identicamente la Terra)

UGUAGLIANZA ≠ IDENTITA' x Hegel andrebbe soppresso, non A = A, ma A

Equazione (2+4=7)

Giudizi sintetici a priori kantiani (contestati da Russell e Polizano ecc)

Per i matematici (logici) le proposizioni matematiche sono analitiche, ovvero proposizioni che si

ricavano attraverso regole di inferenze partendo da una proposizione (non è necessaria esperienza)

[STE] concetto REGOLATIVO concetto

L'UGUAGLIANZA è un (riflessivo), l'IDENTITA' è invece un

COSTITUTIVO (genetico)

Come è possibile dunque che siano possibili giochi netti, non sfumati? essi sono possibili poiché

abbiamo costruito a priori la regola, in questo modo anticipiamo quello che sarà il suo uso futuro

SONO POSSIBILI GIOCHI NETTI SE STABILIAMO A PRIORI LA NETTEZZA STESSA

Wittgenstein ci dice che solo il concetto di gioco è sfumato, i suoi particolari contorni dipendono da

costruiamo applichiamo impieghiamo

come di volta in volta , e gli esempi del concetto di gioco 

SCOPO PRATICO, criterio dell'UTILE

I giochi non sfumati sono mere tautologie (inutili)

§73: CAMPIONE, SCHEMA, APPLICAZIONE

 "avere in mente un concetto della cosa definita" = "campione o immagine"

 Che aspetto ha l'immagine di una foglia che non mostri una forma determinata ma "ciò che è

comune a tutte le forme di foglia"?

Il concetto che abbiamo in mente non è astratto ma deriva da un contesto pratico, è un CONCETTO

APPLICATIVO, strumento con cui noi applichiamo una misura.

Possono esistere campioni, schemi puri, astratti, ma nel momento in cui lo schema viene utilizzato

empiricamente, diventa una cosa empirica.

modo di applicazione

Ciò risiede nel del campione.

"La varietà dell'esperienza religiosa" (1902) - William James (1842-1910)

W. aveva letto e apprezzato l'opera. In essa, James sostiene che «la parola religione non può

“nome collettivo”

esprimere alcun singolo principio o essenza, ma è solo un per una varietà di

caratteri che possono essere alternativamente importanti per la religione».

«Non c’è nessuna ragione per assumere che una semplice e astratta “emozione religiosa” esista

nell’uomo come una distinta affezione mentale. Come non sembra esservi nessuna emozione religiosa

comune deposito di emozioni non vi è alcun specifico tipo di

elementare, ma solo un , così

oggetto o di atto religioso »

§§75-76: OGNI OGGETTO E' COMPLETAMENTE ESPRESSO IN UNA SPIEGAZIONE

 concetto

Nessun segno è mai completamente introdotto in un gioco linguistico, ma il

corrispondente è sempre del tutto introdotto in un determinato gioco ciò dipende dalla

limiti provvisori

funzione decisionale, dalla SCELTA, che fissa i e incerti dei concetti

 Un concetto può risultare determinato o indeterminato solo in rapporto ai compiti che risultano

ad esso assegnati nel contesto di una specifica applicazione!

 Anche l'indeterminatezza è perfettamente determinata in certi contesti o situazioni

applicative dei segni

§77: LA FIGURA SFUMATA E LA FIGURA NITIDA non sarà un compito

Supponiamo di dover disegnare una figura nitida a partire da una sfumata: "

disperato il disegnare un'immagine nitida corrispondente a quella confusa ?"

"Tutto è giusto e nulla lo è" situazione di coloro che si sforzano di trovare definizioni

 estetica etica)

corrispondenti ai concetti interni (ad esempio in ed

Se cerco di trovare una definizione etica ed estetica a partire da fatti pratici non la troverò mai!

Bisogna chiedersi: come abbiamo imparato il significato di una data parola? vari esempi, diversi

giochi linguistici

Capiremo allora che la parola deve avere una famiglia di significati concetto dai contorni sfumati;

essere e dover essere)

(cfr. Hume PUNTELLO

§79: IL NOME COME

Ogni descrizione di qualcosa non si comporta come una definizione, ma come un puntello utile in

certe circostanze: un nome non designa una classe definita e non appartiene ad un insieme definito

internamente dai suoi attributi. OGNI DEFINIZIONE E' TAUTOLOGICA

Posso definire solo se presuppongo il criterio di validità della definizione stessa

"serie di puntelli"

Molteplicità, famiglia di significati nomi come a mia disposizione. Usiamo i

nomi senza un significato fisso.

Pensiamo che usare nomi senza un significato fisso sia errato, tuttavia secondo Witt. non è affatto

pregiudizievole della comprensione del senso di un discorso: non c'è mai un significato ultimo della

scienza

parola e anche la si comporta così definiamo attraverso l'esperienza.

Il nome non è fine a sé stesso.

io tu

L' non è più evidente del , è un criterio di identificazione, un puntello di riferimento.

§80: Noi colleghiamo ad una parola dei significati anche se non siamo muniti di regole per tutte le sue

possibili applicazioni!

UNA PAROLA NON PUO' CIRCOSCRIVERE LA PROPRIA APPLICAZIONE

Non esistono linguaggi migliori o più completi del nostro linguaggio quotidiano anche la

matematica è pur sempre una scienza umana, il linguaggio scientifico è in ordine come il linguaggio

comune, siamo noi a stabilire il criterio d'ordine.

Ricerche Filosofiche

Lezione 9: §81-

mercoledì 28 marzo 2018


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti integrati con lo studio di slides e alcune osservazioni sul corso di Filosofia Teoretica (su Wittgenstein) a.a. 2017/2018.
Tematiche analizzate ed elencate per paragrafi (seguendo il libro).
Mancano tre lezioni, rispettivamente le lezioni 9-10 del 28/03 e del 09/04, e la lezione 13 del 16/04 (brevemente ripresa nella lezione successiva); lezioni facilmente recuperabili sulle slides fornite dal docente. Ho sostenuto l'esame con un esito di 30.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviapaglia6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia teoretica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Guidetti Luca.

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