Estratto del documento

Susan Neiman - In cielo come in terra

Introduzione

Il terremoto del 1755, che ha distrutto la città di Lisbona, scosse l'Illuminismo fino alla Prussia orientale, dove Kant scrisse tre saggi sulla natura dei terremoti. Il terremoto scosse le migliori menti d'Europa. Auschwitz, al contrario, ha suscitato una cattiva reticenza, il silenzio è stata l'unica risposta possibile. Quel che era accaduto nei campi di sterminio nazisti è stato tanto malvagio da sfidare le umane capacità di comprensione. Auschwitz è tutto quello che intendiamo con il termine "male"; un'azione malvagia che non permette espiazione.

La netta distinzione tra male naturale e male morale è nata col terremoto di Lisbona ed è stata alimentata da Rousseau. Separare radicalmente dai mali morali ciò che le epoche precedenti chiamavano mali naturali è parte del significato di modernità. La filosofia, nata come metafisica, ossia descrizione delle strutture elementari della realtà, si è compiuta come epistemologia: tentativo di tracciare le fondamenta della nostra coscienza. I ripetuti tentativi della filosofia di formulare il problema del male sono importanti quanto i tentativi di trovare risposte.

Tesi

  • La filosofia del diciottesimo e diciannovesimo secolo guidata dal problema del male.
  • Il problema del male non appartiene né all'etica né alla metafisica, ma istituisce un nesso tra i due.
  • Distinzione tra mali naturali e morali.
  • Due posizioni: da Rousseau ad Arendt (la morale richiede di rendere intelligibile il male); da Voltaire ad Amery (la morale non lo richiede).

Il problema del male è così diverso dal nostro. Per un crimine disponiamo di procedure di punizione; ciò significa affermare che un crimine possa essere inquadrato nella nostra esperienza.

La tesi riguarda la relazione tra principio generale e paradigma particolare. Potrebbero non esserci principi generali che provino che la tortura sia sbagliato, ma questo non ci impedisce di considerarli come paradigmi del male.

Concetto di male dal primo Illuminismo, dalla data della pubblicazione del Dizionario di Bayle. La discussione parte dal periodo in cui abbiamo cominciato ad essere più simili a ciò che siamo ora. Tra i filosofi che hanno insistito nel cercare un ordine diverso da quello miserabile offerto dall'esperienza, si parla di Leibniz, Pope, Rousseau, Kant, Hegel e Marx. Tra coloro che hanno negato la realtà di qualunque cosa che vada oltre la mera apparenza, discute di Bayle, Voltaire, Hume, Sade e Schopenhauer. I pensatori discussi nel primo capitolo, malgrado occasionali tratti di malinconia, sono tutti accomunati da una qualche speranza in un ordine migliore di quello che percepiamo. Quelli del secondo capitolo condividono un'allegra desolazione. Nietzsche e Freud nutrono disprezzo per le precedenti trattazioni del tema e per qualunque tentativo di salvezza intrapreso dopo di loro.

Fuoco dal cielo

I pensatori del Medioevo vedono nella saga di Alfonso una conferma della Provvidenza. La rivolta di Alfonso ha inizio con un atto di erudizione. Invia una richiesta a Toledo perché alcuni dotti ebrei lo istruiscano sull’astronomia. Dopo diversi anni di studio intenso, osserva: “se avessi assistito al consiglio di Dio al momento della creazione dell’uomo, alcune cose sarebbero state in un ordine migliore di quanto non siano” (Bayle). Bayle potrebbe essere considerato il primo difensore di Alfonso. La sua osservazione apparirà ai lettori moderni tanto innocua da rendere difficilmente comprensibile l’ira che ha suscitato per secoli. Alfonso cerca di imparare i segreti di una scienza considera la più alta per meglio comprendere la Creazione.

I difensori di Dio: Leibniz e Pope.

Leibniz si unisce alla condanna generale. Bayle crede che un Dio che, pur potendo creare un mondo con meno crimini, e scegli di non farlo, appare niente di più che un grandioso criminale a sua volta. Leibniz inventa la parola teodicea per descrivere la difesa di Dio con le categorie del linguaggio giuridico. Prima di Bayle era più facile considerare il Cristianesimo una soluzione appropriata al problema del male. Credere nei miracoli, per Bayle, non è un problema. Il problema sta nella struttura interna della soluzione cristiana. Per quanto malvagio un peccato possa essere, deve essere finito. Una quantità infinita di pene infernali è semplicemente ingiusta. Postulare un Dio che può permettere un’infinita ed eterna sofferenza è di poco aiuto nell’acquietare il dubbio su un Dio che evidentemente permette la sofferenza finita e temporale.

Le eresie manichee, invece, considerano il mondo regolato da un principio buono e un principio maligno, eternamente in conflitto tra loro. È proprio la casualità della colpa e della punizione, insieme alla presenza del bene come del male, a creare problemi filosofici. Il fatto che talvolta ci imbattiamo nella virtù e nella felicità è proprio ciò che ci confonde. Il mondo in cui viviamo è composto da felicità e sofferenza fa apparire il Manicheismo come la più ragionevole delle concezioni. È difficile riconoscere i limiti di Dio, ma è meno spaventoso che negare la sua buona volontà. Alfonso non si sarebbe lamentato se il mondo naturale non fosse stato nient’altro che un meccanismo imperfetto. Quindi, per Bayle, il Manicheismo è la reazione più ragionevole all’esperienza. La risposta della fede, invece, è l’affermazione del Cristianesimo. La Teodicea si propone di provare la conformità della fede alla ragione; Leibniz si impegna a difendere un Creatore accusato di un crimine senza pari. La sua difesa si basa su due punti:

  • L’accusato non avrebbe potuto fare altrimenti;
  • Tutte le azioni del Creatore accadono di fatto per il meglio;

La tesi di Leibniz è immune all’esperienza. Afferma che ogni fatto, per quanto terribile, è compatibile con la tesi che questo è il migliore dei mondi possibili. Ogni altro mondo sarebbe peggiore. L’affermazione è impossibile da smentire come da confermare.

La difesa leibniziana della giustizia di Dio dipende dalla ripartizione della nostra miseria in:

  • Male metafisico: degenerazione che inerisce ai limiti delle sostanze di cui il mondo è fatto.
  • Male naturale: il dolore e la sofferenza che proviamo.
  • Male morale: il crimine punito dal male naturale.

Leibniz non spiega il collegamento tra mali naturali e morali perché pensa che sia troppo evidente. Il fatto che il termine male indicasse sia la sofferenza che il peccato, testimonia di quanto fosse stretto il nesso. Se il razionalista tende a far cadere la distinzione, rendendo tutti i mali dei mali morali, il volontarista (preminenza della volontà, dei sentimenti o delle passioni, nei confronti dell'intelletto), rifiutando che la moralità di Dio sia comprensibile, tende a rendere tutti i mali dei mali naturali. Peccato e sofferenza provengono dal Creatore, che li collega come vuole. Per Leibniz, un Creatore che non ci dà indicazioni chiare sui nessi tra peccato e sofferenza è un mostro, e ancora peggio sarebbe se non li collegasse affatto. Leibniz pone la sua fiducia in una spiegazione a venire. Quindi, difende Dio e afferma che non avrebbe potuto dare di meglio, ma nel processo per difenderlo, gli toglie potere si spinge a darci un Dio creato a nostra immagine. Prima che Dio decidesse quale dei mondi possibili rendere reale, guardò a tutte le forme, calcolò quali sarebbero state compatibili e scelse la migliore tra tutte le combinazioni. Leibniz mette la ragione sopra Dio stesso.

Potrebbe essere vero che la fede nella scienza ha sostituito la fede in Dio; ma per un periodo molto lungo l’ha solo rafforzata. L’idea risale al Rinascimento e raggiunge il culmine alla metà del diciottesimo secolo. Il distico di Pope paragona la nascita di Newton a una seconda Creazione ogni scoperta sembra una nuova prova del disegno intelligente. Disegni di tanta complessità richiedono un Architetto. La scienza non è vista come rivale ma come ancella della fede. Ne "La religione nei limiti della semplice ragione" Kant scrive che il re Davide non avrebbe mai potuto adorare il Creatore come possiamo noi, poiché sapeva troppo poco delle meraviglie della Creazione.

Due cose che il diciottesimo secolo si aspetta da un secondo Newton:

  • Avrebbe rivelato che la sofferenza, che sembra completamente casuale, sarebbe stata l’effetto di qualche peccato che abbiamo segretamente commesso.
  • Non avrebbe rimosso la presenza di Dio dall’universo, ma ne avrebbe reso un’eloquente testimonianza.

La scienza di Newton trova nessi dove altri vedevano caos. Alla Teodicea viene attribuito di aver ispirato il "Saggio sull’uomo" di Pope (1734), poema preferito del 18esimo secolo. Venne addirittura bandito un concorso dall’Accademia di Prussia. Lessing e Mendelssohn partecipano insieme per puro divertimento. Può sembrare che le ortodossie di Leibniz, Pope le mini così facendo compie dei passi cruciali verso il mondo che troveremo in Rousseau. Come Bayle, Pope nega che possiamo comprendere l’ordine dell’universo e pensa che sia stupido e arrogante provarci. Al contrario di Bayle, il poema di Pope inizia a suggerire che c’è qualche problema del male che potrebbe essere alla nostra portata.

Differenze tra “Quanto esiste è bene” di Pope e “Tutto accade per il meglio” di Leibniz. Pope sposta l’attenzione dalla natura e dalla responsabilità di Dio alle nostre (per questo viene criticato) comincia a spingere il problema del male verso questione che possiamo riconoscere come nostre. Ci spinge a comprendere noi stessi, le nostre passioni e le nostre possibilità, solo queste sono in relazione col problema del male. Pope pensa che per sradicare la maggior parte dei mali non servono le preghiere o le minacce.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame Propedeutica filosofica, Prof. Raspa Venanzio, libro consigliato Come in cielo così in terra, S. Neimann Pag. 1 Riassunto esame Propedeutica filosofica, Prof. Raspa Venanzio, libro consigliato Come in cielo così in terra, S. Neimann Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Propedeutica filosofica, Prof. Raspa Venanzio, libro consigliato Come in cielo così in terra, S. Neimann Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Propedeutica filosofica, Prof. Raspa Venanzio, libro consigliato Come in cielo così in terra, S. Neimann Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sdrullo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Propedeutica filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Raspa Venanzio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community