I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni e lo studio autonomo di eventuali testi di riferimento in preparazioneall’esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell’università attribuibile al docente del corso o al relatore
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Appunti di Ingegneria - Università degli Studi di Palermo

La presente relazione è stata redata in seguito allo studio della regolazione dei deflussi di un impianto a serbatoio per lo sfruttamento della risorsa idrica. Gli elementi che entrano in gioco nell'impianto sono: intercettati dall'opera di sbarramento. Questi valori di deflusso sono stati ottenuti in seguito ad un'indagine statistica volta alla determinazione della risorsa idrica disponibile. E = E(t) indica i volumi d'acqua richiesti, mese per mese, anno per anno, dall'utenza da servire (irrigua, potabile o industriale). Ev = Ev(t) indica i volumi d'acqua che evaporano dallo specchio liquido del lago artificiale che si viene a creare a monte della diga. D.M.V. infine sta ad indicare il deflusso minimo vitale che si deve lasciare defluire a valle dello sbarramento per mantenere quell'habitat necessario a garantire la vita alla flora ed alla fauna che abitava il tratto di fiume a valle della diga prima della costruzione di questa. Ecc...
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La presente relazione è stata redatta in seguito allo studio idrologico finalizzato alla determinazione dell’idrogramma di piena del Fiume Morello. Per la stima dell’onda di piena si è utilizzato un metodo indiretto che permette la stima dell’idrogramma utilizzando un modello di trasformazione piogge-portate che prevede, come input, la definizione di un particolare evento di pioggia. Il primo passo dello studio è stato l’individuazione del bacino idrografico situato a monte della sezione scelta. Sono state individuate le stazioni pluviografiche all’interno o nelle immediate vicinanze del bacino idrografico e, tramite un’operazione di ragguaglio, è stato assegnato a ciascuna stazione il relativo topoieto. Attraverso i dati di pioggia di ciascuna stazione, ottenuti dalla consultazione degli annali (Osservatorio delle Acque), si sono ricavate le curve di probabilità pluviometrica di dato tempo di ritorno T. A partire da queste curve si sono costruiti gli ietogrammi di dato tempo di ritorno T. Si è applicato poi un modello di pioggia netta ottenendo così gli ietogrammi di progetto, cioè relativi alla pioggia che produce il deflusso. Infine, attraverso il metodo della corrivazione (modello di trasferimento) si è ricavato l’idrogramma di piena di dato tempo di ritorno T.
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Relazione Tecnica "Esercitazione sul dimensionamento delle pavimentazioni stradali". Esercitazione svolta con Prof. Clara Celauro nel corso di laurea magistrale Ingegneria Civile UNIPA. Per il dimensionamento della pavimentazione è stato utilizzato il metodo di dimensionamento semi-empirico messo a punto dalla AASHTO, denominata AASHTO Road Test 1986/1993. Esso consiste nella definizione di prestazione (Performance) di una pavimentazione come attitudine al mantenimento nel tempo della sua adeguatezza al servizio (Serviceability). Poiché la funzione di una pavimentazione consiste nel garantire una marcia confortevole e sicura, l’adeguatezza fu definita sulla base di un giudizio soggettivo attraverso il PSR (Present Serviceability Rating); esso può variare tra 0 (corrisponde a una strada in cui il transito risulta impossibile) e 5 (corrisponde a una strada in condizioni ideali). Il PSR può essere stimato tramite misure oggettive delle caratteristiche della pavimentazione (regolarità superficiale e degradi presenti sulla infrastruttura ecc.) introducendo l’indice PSI (Present Serviceability Index), generalmente si considera un valore di partenza (PSIini) non coincidente con quello ideale ma ridotto a 4,2. Sfruttando l’indice PSI è possibile dare una definizione operativa di vita utile, come quel numero di ripetizioni di carico che producono una riduzione del PSI dal suo valore iniziale a un valore finale a cui corrisponde la necessità di un intervento di rispristino. L’obiettivo di tale esercitazione è quello di dimensionare una pavimentazione stradale di tipo flessibile con il metodo dell’AASTHO GUIDE e servendosi delle schede del Catalogo delle pavimentazioni stradali CNR 1993. Il dimensionamento della pavimentazione stradale, secondo il metodo dell’ASSTHO Guide, prevede una fase iniziale in cui si fissano i parametri di progetto e una seconda fase di verifica della pavimentazione dimensionata. Noti i valori di input relativi al traffico, alle condizioni del sottofondo nei diversi periodi dell’anno, si effettua un pre-dimensionamento con l’ausilio del Catalogo CNR 1993; tale pavimentazione verrà poi verificata ed eventualmente affinata, entro i limiti di funzionalità definiti, confrontando il numero di passaggi di assi equivalenti ammessi dalla struttura con quelli di progetto previsti nel periodo di vita utile per la strada in questione. Il metodo empirico dell’AASTHO prevede il calcolo del numero di passaggi di assi standard equivalenti da 8,2t (80KN=18 Kips). Il numero di ESAL (Equivalent Single Axle Load) che la pavimentazione è in grado di sopportare (N80 KN Ammesso) dovrà risultare maggiore o uguale al traffico di progetto anch’esso espresso in ESAL (N80 KN Progetto). N80 KN Ammesso ≥ N80 KN Progetto
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Relazione tecnica "Classificazione delle terre-costipamento Proctor e studio CBR". Esercitazione svolta con Prof. Clara Celauro nel corso di laurea magistrale Ingegneria Civile UNIPA. L'esercitazione è svolta in funzione dei seguenti punti: classificare le seguenti terre secondo la classificazione CNR 10006 (AASHTO)  costruire le curve di costipamento Proctor Mod. e determinare i valori ottimali di densità secca e umidità;  costruire le curve CBR-w e determinare: o il valore minimo dell’indice CBR nel campo di umidità wOPM ±2%, o il valore minimo del CBR in corrispondenza di ϒd = 0,95 ϒOPM,  costruire le curve del rigonfiamento CBR in funzione dell’umidità di costipamento e determinare il rigonfiamento massimo nel campo wOPM ±2%;  riportare nel piano di Proctor le curve a saturazione costante (S= 100- 90- 80- 70%) e le curve a percentuale dei vuoti costante (v= 0- 20- 40%);  riportare nel piano di Proctor i punti rappresentativi delle umidità dei campioni dopo immersione in acqua (4 giorni);  valutare l’indice CBR attraverso le correlazioni consigliate dal MEPDG (2008);  indicare le possibili destinazioni d’uso nei lavori di Movimento di Terra.
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Relazione tecnica "Proprietà indici delle terre: Granulometria, Plasticità". Esercitazione svolta con Prof. Clara Celauro nel corso di laurea magistrale Ingegneria Civile UNIPA. L'esercitazione è svolta in funzione dei seguenti punti: 1. Curva granulometrica 2. Diametri e Coefficienti granulometrici notevoli (D10, D30, D60, CU, CC) 3. Frazioni granulometriche 4. Denominazione geotecnica (AGI) 5. Indice di Plasticità (IP) 6. Classificazione CNR-HRB 7. Indice di gruppo IG = 0.2a+0.005ac+0.01bd 8. Classificazione secondo USCS 9. Probabile classificazione secondo SETRA/LCPC
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Relazione "Progetto di una scala con trave a ginocchio e gradini a sbalzo". La seguente relazione è stata eseguita nell'anno accademico 2014-2015 e adeguatamente corretta dalla prof. Lidia La Mendola. Scarica il file con le esercitazioni in formato PDF!
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I telai sono sistemi strutturali costituiti da aste connesse tra loro in corrispondenza delle sezioni di estremità; ogni asta è collegata con l’altra adiacente mediante dei nodi. Generalmente questi sistemi strutturali costituiscono delle strutture spaziali; tuttavia, attraverso opportune schematizzazioni, criteri relativi alla distribuzione dei carichi ed ipotesi semplificative sul comportamento delle aste, nella maggior parte dei casi è possibile ricondurre l’analisi allo studio di telai piani, intesi come componenti dell’intero complesso strutturale. Analizzare e risolvere un telaio piano, soggetto a carichi di qualsiasi natura, significa determinare le sollecitazioni a cui è soggetto e studiare come esso si deforma sotto la particolare condizione di carico; questa è la finalità dell’elaborato. Un telaio dicesi speciale nel momento in cui almeno due aste che lo costituiscono non presentano mutua ortogonalità. Oltretutto, è necessario definire, per questa tipologia di telai e col fine preciso di computare alcune grandezze che definiremo, due categorie di sistemi di riferimento. Il sistema di riferimento globale, valido per l’intero telaio, e quello locale, riferito quindi alla singola asta j-esima, dove con j indicheremo il contatore delle aste. Allora si avranno tanti sistemi di riferimento locali quante sono le aste del telaio che ci apprestiamo ad esaminare. Il metodo di risoluzione del telaio è quello del metodo matriciale (metodo delle deformazioni) in cui esprimiamo l’equazioni di equilibrio sotto forma di matrice. Attraverso opportuni passaggi è possibile definire una matrice in un preciso riferimento e può essere trasferita da un sistema di riferimento locale, riferito all’asta j-esima, all’unico sistema di riferimento globale. Il fine ultimo della risoluzione del telaio è quello di calcolare gli spostamenti di ogni singolo punto del telaio, quindi individuare come il telaio, soggetto a una serie di carichi sia di natura meccanica che termica, si deformi. Il file caricato è in formato PDF. Per avere il file excel dopo l'acquisto basta inviare un email, cosi procedo all'invio del file.
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I telai sono sistemi strutturali costituiti da aste connesse tra loro in corrispondenza delle sezioni di estremità; ogni asta è collegata con l’altra adiacente mediante dei nodi. Generalmente questi sistemi strutturali costituiscono delle strutture spaziali; tuttavia, attraverso opportune schematizzazioni, criteri relativi alla distribuzione dei carichi ed ipotesi semplificative sul comportamento delle aste, nella maggior parte dei casi è possibile ricondurre l’analisi allo studio di telai piani, intesi come componenti dell’intero complesso strutturale. Analizzare e risolvere un telaio piano, soggetto a carichi di qualsiasi natura, significa determinare le sollecitazioni a cui è soggetto e studiare come esso si deforma sotto la particolare condizione di carico; questa è la finalità dell’elaborato. Un telaio dicesi speciale nel momento in cui almeno due aste che lo costituiscono non presentano mutua ortogonalità. Oltretutto, è necessario definire, per questa tipologia di telai e col fine preciso di computare alcune grandezze che definiremo, due categorie di sistemi di riferimento. Il sistema di riferimento globale, valido per l’intero telaio, e quello locale, riferito quindi alla singola asta j-esima, dove con j indicheremo il contatore delle aste. Allora si avranno tanti sistemi di riferimento locali quante sono le aste del telaio che ci apprestiamo ad esaminare. Il metodo di risoluzione del telaio è quello del metodo matriciale (metodo delle deformazioni) in cui esprimiamo l’equazioni di equilibrio sotto forma di matrice. Attraverso opportuni passaggi è possibile definire una matrice in un preciso riferimento e può essere trasferita da un sistema di riferimento locale, riferito all’asta j-esima, all’unico sistema di riferimento globale. Il fine ultimo della risoluzione del telaio è quello di calcolare gli spostamenti di ogni singolo punto del telaio, quindi individuare come il telaio, soggetto a una serie di carichi sia di natura meccanica che termica, si deformi.
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L’obbiettivo è quello di calcolare la quantità di armatura e il diametro dei ferri, in maniera tale da disporli nei travetti ai fini di sostenere e sopportare i carichi derivanti dal piano di calpestio. Oltre a valutare l’armatura As dei travetti, in genere dovremmo disporre anche un armatura di ripartizione bidirezionale cioè comunemente detta “griglia elettrosaldata” e questa la inglobiamo nella soletta di cls. La normativa di riferimento per il progetto e verifica del solaio è la N.T.C. del 2008 che individua una serie di prescrizioni e le modalità di esecuzione appunto del progetto e della verifica. Il calcolo del solaio va quindi effettuato tenendo presente che il solaio ha un comportamento mono-dimensionale, e progettando le armature superiori di ogni singolo travetto. La sezione resistente di ogni singolo travetto è una sezione a T. Il modello di calcolo del solaio è quello di una trave appoggiata in corrispondenza delle travi intermedie; mentre nelle travi perimetrali dato che il comportamento reale è intermedio tra incastro perfetto e appoggio effettueremo i calcoli con entrambe le ipotesi.
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Obiettivo dell’esercitazione è quello di progettare e verificare, per fini prettamente didattici, un balcone a sezione variabile. Inizialmente facciamo un dimensionamento di massima eun analisi dei carichi, in seguito procediamo con il progetto dell’armatura e conseguente verifica.
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Lo scopo delle fondazioni è quello di distribuire sul terreno l’effetto puntuale dei carichi trasmessi dai pilastri: si considera una fondazione diretta costituita da una trave rovescia. La scelta della fondazione è legata al tipo di terreno che abbiamo e dipende anche dal tipo di costruzione che vogliamo realizzare. La fondazione è un elemento strutturale che si interpone tra struttura in elevazione e terreno di sedime; in generale un pilastro che arriva in fondazione ha un certo sforzo normale N, e quindi trasmette alle fondazioni una tensione σ=N/A, per questo motivo aumentiamo la superficie di fondazione A, in questo modo al terreno verranno trasmesse delle tensioni σ più piccole. La trave rovescia di fondazione è la soluzione che si adotta qualora il plinto dovrebbe avere un estensione talmente grande, a causa del momento flettente, da risultare più conveniente fare una trave rovescia continua. Nello studio di questo tipo di fondazione è stata fatta l’ipotesi del terreno alla Winkler, cioè supponiamo che la trave rovescia sia appoggiata su un letto di molle, che reagiscono all’abbassamento, caricandola dal basso verso l’alto, per questo è detta rovescia. La fondazione a causa dei carichi subirà degli abbassamenti w e per risposta il terreno reagirà con delle tensioni σ=Kw; con K indichiamo la costante di sottofondo che si esprime in N/mm3.
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Esame Gestione della catena logistica

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. G. Aiello

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
5 / 5
Il presente testo costituisce un documento completo del corso di Gestione della Catena logistica, di G. Aiello. Le fonti sono appunti presi a lezione, slide e altro materiale didattico fornito dal professore e approfondimenti sul web e il libro “S. Chopra, P. Meindl. (3th edition), Supply Chain Management”. Il documento è divisa in due sezioni, rispettivamente “Teorie di Gestione della Catena Logistica” e “Applicazioni su Excel”. Come è intuibile, la seconda costituisce l’esposizione del syllabus della materia, mentre la seconda sezione è prettamente pratica. Vediamo nel dettaglio i contenuti. Teorie di Gestione della Catena Logistica La prima parte introduce gli aspetti topici della supply chain, dalle prime semplici definizioni e concetti. Vengono qui spiegati anche gli aspetti teorici della previsione della domanda, punto di partenza per la gestione della filiera. La seconda parte espone modelli e metodi di produzione aggregata dei lotti di produzione, spiegando cosa s’intende per aggregata e quali sono i modelli più adatti a seconda delle diverse situazioni. Con la terza parte si entra sempre più nel dettaglio. Stimata la domanda e pianificata la produzione, è il momento di gestire l’inventario. Vengono pertanto esposti i modelli deterministici, single-period e multi-period con cui è possibile affrontare l’attività di Inventory Management Infine, la quarta parte è dedicato a due argomenti topici degli ultimi anni: la risposta alla variabilità e modelli per la mass customization. Applicazioni su Excel La prima parte è naturalmente dedicato ad applicazioni su Excel di stima della domanda. Sulla base degli stessi dati vengono applicati tutti i metodi teorici presentati nella prima sezione (Exponential Smoothing, Holt’s, Winter’s, etc.). La seconda parte mostra due esempi completi di pianificazione aggregata della produzione sulla base della domanda stimata per il periodo successivo, una volta con e una volta senza costi di set-up. La terza parte è dedicata all’attività di Inventory Management e presenta due esempi: il primo assume il modello del newsvendor, il secondo un modello multi-period. La quarta parte, seguendo il filo logico della prima sezione, è dedicata infine all’applicazione pratica di strategie di coordinamento della filiera, rispettivamente: strategia di postponement, contratto buyback, tariffe a 2 parti e strategia di quick-response.
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Schemi riassuntivi fondamentali per comprendere i principi del trasformatore, della sua struttura e funzionamento. Comprende anche uno schema di suddivisione delle perdite. Università degli Studi di Palermo - Unipa, facoltà di ingegneria. Scarica il file in formato PDF!
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Esame Macchine elettriche

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. R. Miceli

Università Università degli Studi di Palermo

Esercitazione
4 / 5
Raccolta completa di tutte le relazioni svolte nel corso di macchine elettriche. Sono corrette, complete di grafici aggiuntivi e fotografie delle prove pratiche. Garantite dal professore (mi hanno fatto guadagnare un 25 nella materia!). Scarica il file in formato PDF!
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Schemi introduttivi sulla classificazione dei principali tipi di trasformatore, materiali e tipo di isolamento. Gruppi più comuni e funzione costo del trasformatore. Qualità garantita dal professore, dell'università degli Studi di Palermo - Unipa. Scarica il file in formato PDF!
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Schema a cascata rielaborato che chiarisce i punti salienti di un argomento fondamentale oggigiorno come la generazione distribuita, analizzando i vantaggi e gli svantaggi, dell'università degli Studi di Palermo - Unipa. Scarica il file in formato PDF!
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Schema e rappresentazione grafica del sistema elettrico italiano, analisi dello sviluppo del mercato dell'energia italiano e i cambiamenti verso le smart grid. Definizioni e vantaggi e svantaggi, dell'università degli Studi di Palermo - Unipa. Scarica il file in formato PDF!
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Esame Gestione della qualità

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. T. Lupo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
3,5 / 5
Il presente testo costituisce un documento completo del corso di Gestione della Qualità nei Servizi, di T. Lupo. Le fonti sono appunti presi a lezione, slide e altro materiale didattico fornito dal professore e approfondimenti sul web e il libro “A. Passannanti (2011), Gestione della qualità nei servizi, Quaderni Orsa”. La prima parte introduce gli aspetti topici dell’intera materia, ovvero servizio e qualità, oltre a presentare due tra i più importanti modelli di valutazione della qualità: Kano e ServQual. La prima parte espone altri modelli concettuali di qualità del servizio, da modelli più generali a modelli più specifici. Un ultimo paragrafo approfondisce due modelli di valutazione della qualità più recenti: l’IPA e la metodologia QPA (Quality Performance Analysis). Questi, sebbene non facenti parte strettamente del programma del corso, sono ampiamente utilizzati in letteratura. In particolar modo, il QPA è una metodologia davvero moderna che può essere applicata in qualsiasi settore della qualità e conduce una analisi completa della qualità. La terza parte concerne il questionario di customer satisfaction: elaborazione, modalità di somministrazione e campionamento, dimensione campionaria, validazione del questionario e analisi di affidabilità (stabilità, coerenza interna), validazione degli items e dei dati. La quarta parte espone tecniche di analisi statistica ampiamente utilizzate nell’ambito dell’analisi della qualità. Il primo paragrafo riprende brevemente la regressione lineare multipla e tutte le sue caratteristiche. Il secondo paragrafo è dedicato alla Conjoint Analysis, una metodologia fondata sull’utilizzo del design fattoriale che consente di individuare le preferenze dei consumatori su particolari configurazioni del servizio, pensando ad esso come composto dagli items che lo caratterizzano. Il paragrafo terzo tratta coefficienti di correlazione diversi da quello di Pearson, adatti a situazioni differenti (i.e. variabili dicotomiche, variabili miste, etc.). L’ultimo paragrafo, con cui si chiude il documento, è dedicato all’Analisi fattoriale e alla PCA (Principal Component Analysis). In particolare, prima viene introdotta l’analisi fattoriale e le sue caratteristiche, poi la PCA; infine vengono esposti alcuni test (i.e. KMO, Multinormalità dei dati con l’indice di Mardia) preliminari. Si augura una buona lettura.
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Progetto di analisi della qualità per il corso di Gestione della qualità nei servizi, di T. Lupo. Questo elaborato è utile per capire come analizzare la qualità di un servizio bar/ di ristorazione, ma può considerarsi anche come linea guida per lo svolgimento di una analisi della qualità di un servizio in generale. Di seguito, vengono specificati i contenuti. Il presente lavoro di progetto si incentra sull’analisi della qualità del servizio Bar di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo. L’obiettivo di tale lavoro è quello di implementare una metodologia in grado di effettuare un’analisi sulla qualità del servizio. In particolare si vuole individuare una struttura contingente al servizio oggetto dello studio e, sulla base di questa, applicare una metodologia il cui output permetta di valutare la performance del servizio e fornire un supporto manageriale valido. Alla fine di tale analisi il service provider deve essere conscio delle performance del proprio servizio, sapere come i diversi fattori di questo influenzano la percezione dei suoi consumatori e ricevere proposte di miglioramento attuabili e consistenti. Il Capitolo Primo si apre con una panoramica sul Servizio Bar. In particolare nel primo Capitolo si è scelto di descrivere il servizio oggetto della nostra analisi seguita dalla descrizione dei modelli di valutazione della qualità proposti in letteratura (DINESERV, IPA, QPA) a proposito di studi condotti su servizi analoghi. Il Capitolo Secondo illustra la formulazione del modello proposto dal Team per la valutazione della qualità del servizio. Nello stesso si individua la metodologia per la selezione degli attributi: a partire dall’identificazione degli items attraverso la revisione della letteratura, metodo dei casi critici e le rilevazione delle preferenze dei consumatori, infine, si applica la metodologia decisionale Multicriterio TOPSIS. Lo scenario del Capitolo Tre è incentrato sull’analisi e validazione della struttura del servizio. Nella fattispecie viene condotta l’analisi statistica su un questionario pilota attraverso tecniche e strumenti quali α di Cronbach, analisi fattoriale etc. Una volta validato il questionario pilota, si validerà il questionario di customers satisfation attraverso tecniche analoghe già utilizzate ai fine dell’analisi preliminare. Nel Capitolo Quattro si applica la metodologia QPA, metodologia in grado di valutare le performance degli items e l’influenza che questi ultimi hanno sulla Customer satisfaction e dissatisfaction, menzionate di seguito con gli acronimi CS e CD. La combinazione di questi due risultati permette di assegnare ogni items ad una specifica tipologia che sarà indice di una specifico comportamento manageriale. Per gli items più critici è stata svolta la Conjoint Analisys, in modo da permettere all’erogatore di intraprendere opportune soluzioni manageriali e fornire proposte di miglioramento adeguate al servizio oggetto dell’analisi. Sulla base dei risultati ottenuti dall’analisi e su criteri opportunamente selezionati per esprimere la criticità e la facilità d’implementazione della proposta, il team conclude il progetto presentando un iter di miglioramento, ovvero un ordinamento (tramite applicazione del TOPSIS) delle proposte migliorative che compongono il profilo ottimo individuato dalla Conjoint Analysis.
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Esame Elettrotecnica

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. F. Viola

Università Università degli Studi di Palermo

Appunto
3,5 / 5
Appunti Elettrotecnica scannerizzati basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Viola dell’università degli Studi di Palermo - Unipa, della Facoltà di Ingegneria, Corso di laurea in ingegneria gestionale. Scarica il file in formato PDF!
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