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Economia del settore pubblico Appunti scolastici Premium

Il seguente testo costituisce un riassunto degli argomenti trattati nel corso di Economia del Settore Pubblico di L.Abbate. Le fonti principali sono appunti presi a lezione dall’allievo Giuseppe Drago, slide del professore e approfondimenti sul web. Il testo è diviso in 5 parti:
1. Richiami di economia: nella prima parte vengono riprese i concetti fondamentali di microeconomia e macroeconomia... Vedi di più

Esame di Economia del settore pubblico docente Prof. L. Abbate

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APPUNTI DI ECONOMIA DEL SETTORE PUBBLICO

Parte seconda – La Spesa pubblica

interventi di finanza pubblica. Il bilancio dello Stato ha forza di legge e vincola il potere esecutivo

all’osservanza dei limiti da esso imposti. Inoltre il bilancio mette al corrente gli elettori circa le scelte degli

organi di governo. Le disposizioni di legge che regolano il bilancio vengono identificate come legge di

contabilità e finanza pubblica. Il periodo di riferimento del bilancio è l’anno finanziario, ovvero il periodo

della durata di 12 mesi al quale si riferiscono le variazioni finanziarie riportate in bilancio. L’insieme delle

operazioni che si svolgono nell’anno prendono il nome di esercizio finanziario. Nella fase di chiusura possono

avere luogo i residui, ovvero operazioni avvenute nell’esercizio corrente la cui manifestazione finanziaria

avverrà in futuro. Il bilancio di previsione fa riferimento all’anno immediatamente successivo, del quale

prevede entrate e spese. Questo strumento è usato sia come autorizzazione e vincolo per l’attività della PA sia

come programmazione degli interventi di politica economica. Il bilancio può essere di competenza o di cassa:

il primo comprende le entrate che sono accertate e le spese che sono impegnate al di là del momento della loro

manifestazione finanziaria, mentre il secondo considera solo quelle entrate/spese la cui manifestazione

finanziaria è già avvenuta. Esiste anche il bilancio pluriennale, il cui esercizio si riferisce a più anni ed è un

ottimo strumento di programmazione.

Il bilancio dello Stato italiano a partire dagli anni 80 registra continui disavanzi. Mentre negli anni 60 il deficit

era dovuto alla spesa per investimenti, successivamente il bilanciò cominciò a registrare un forte disavanzo di

parte corrente. Questo era dovuto in gran parte alla spesa per il pagamento degli interessi maturati sui debiti

contratti in precedenza: per pagarli le entrate non bastavano e bisognava contrarre altri debiti per pagare gli

interesse dei precedenti. Il dissesto ha prodotto effetti devastanti, incidendo pesantemente sull’equilibrio del

sistema economico. Il risanamento è un obiettivo primario, ma il suo perseguimento si è rivelato pieno di

difficoltà. È noto infatti che una drastica riduzione della spesa pubblica e un eccessivo carico di tributi può

provocare una caduta dei consumi con effetti negativi sull’occupazione e sulla produzione. Nonostante la

complessità dei problemi da affrontare la politica di risanamento è stata una scelta obbligatoria, sancita negli

accordi di Maastricht. In particolare, il fabbisogno del settore pubblico non deve superare il 3% del PIL, mentre

il rapporto debito pubblico/PIL non deve superare il 60% (Patto di stabilità). 6

C. Scimeca – R. Scimeca

APPUNTI DI ECONOMIA DEL SETTORE PUBBLICO

Parte terza – Economia del benessere ed efficienza

Parte terza – Economia del benessere ed efficienza

L’economia del benessere

Negli Stati moderni si sente spesso parlare di economia del Benessere. Questo filone della teoria economica si

occupa di stabilire la cosiddetta “desiderabilità sociale” di allocazioni economiche alternative. Essa affronta

gli aspetti normativi delle scelte organizzative di un sistema economico ovvero stabilire cosa, come e per chi

produrre; pertanto l’economia del Benessere fornisce un contesto teorico in grado di valutare un programma

pubblico in base all’efficienza economica e la distribuzione del reddito. Le scelte economiche con cui lo Stato

e gli attori privati allocano le risorse possono essere valutate tramite criteri di efficienza paretiana. Si

definiscono allocazioni Pareto efficienti le scelte e le allocazioni che possiedono la proprietà di non poter

essere modificate in modo da ottenere un miglioramento della situazione di un individuo senza peggiorare

quella degli altri. Questo principio presenta due limiti: essendo basato su valori individualistici non considerai

l benessere relativo, dunque non considera l’ineguaglianza. In sintesi, secondo il principio paretiano una

politica è sempre auspicabile se migliora le condizioni di una categoria senza peggiorarne un’altra. Il primo

teorema dell’economia del Benessere afferma che ogni sistema economico in concorrenza perfetta è efficiente

in senso paretiano. Il secondo teorema dell’economia del Benessere afferma invece che qualsiasi allocazione

delle risorse Pareto-efficiente può essere ottenuta tramite il meccanismo di concorrenza perfetta purchè

vengano distribuite adeguatamente le risorse iniziali; in altre parole, modificando la situazione iniziale con

strumenti di redistribuzione (imposte, sussidi, etc.) un’economia concorrenziale consente di raggiungere

qualsiasi stato Pareto efficiente sulla frontiera dell’utilità.

In generale ciascun consumatore eguaglia il beneficio marginale che riceve dal consumo di un’unità

addizionale del bene nel rispetto del vincolo di bilancio. Dall’altro lato, il produttore decide quanto produrre

eguagliando il beneficio marginale (prezzo) che ottiene producendo un’unità addizionale del bene al costo

marginale che sostiene, quindi nel rispetto delle proprie disponibilità.

Efficienza sullo scambio, produzione e composizione

L’efficienza paretiana richiede che contemporaneamente siano realizzate l’efficienza sullo scambio, sulla

produzione e sulla composizione.

Due consumatori scambiano quando ciò è vantaggioso. Ricorriamo alla scatola di Edgewart, ovvero un

rettangolo in cui sono proiettate le curve d’indifferenza di due consumatori A e B; quelle del consumatore B

saranno capovolte, così come il grafico cartesiano su cui vengono rappresentate, così da ottenere il suddetto

rettangolo. La pendenza di ciascuna curva di indifferenza (coefficiente angolare della retta tangente) è detta

saggio marginale di sostituzione SMS. La retta che unisce tutte le combinazioni dei due beni in oggetto in

corrispondenza dei punti di tangenza sia di A che di B si dice curva dei contratti e individua le soluzioni Pareto

ottimali. Per descrivere l’efficienza dello scambio dobbiamo inserire il meccanismo dei prezzi e perciò

inseriamo il vincolo di bilancio in un mercato di libera concorrenza. Inserendo tale vincolo nella scatola

otteniamo la scelta ottima. Se riportiamo in un grafico le combinazioni U e U individuate dalla curva dei

A B

contratti otteniamo la frontiera delle possibilità d’utilità. Il primo teorema dell’economia del benessere afferma

un sistema Pareto efficiente si collocherà su tale frontiera. Tuttavia tale frontiera non garantisce situazioni

eque. Il secondo teorema affronta proprio tale questione, asserendo che ridistribuendo i redditi iniziali è

possibile raggiungere qualsiasi punto della frontiera. Tuttavia, per comprendere la migliore configurazione per

la società, si avrebbe la necessità di conoscere le curve di indifferenza della collettività derivanti da una

funzione di benessere sociale, così da poter trovare il punto di intersezione tra la frontiera delle possibilità e

curva di indifferenza. Tale funzione non si evince dal criterio di Pareto, pertanto la giustizia distributiva rimane

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C. Scimeca – R. Scimeca

APPUNTI DI ECONOMIA DEL SETTORE PUBBLICO

Parte terza – Economia del benessere ed efficienza

uno dei suoi limiti. A tal proposito Cozzi afferma che le economia di mercato sono straordinariamente efficienti

nella produzione di ricchezza ma assai poco capaci di distribuirla.

Per l’efficienza nella produzione valgono le stesse considerazioni (con isoquanti al posto del volume di

indifferenza). Per quanto riguarda l’efficienza nella composizione si rimanda a testi alternativi.

Il limite dell’ottimo paretiano è quello di non considerare l’equità: una situazione di ottimo paretiano può

verificarsi sia in presenza di equa che di iniqua distribuzione del reddito. I.e., un intervento di distribuzione

che sposti ricchezza dalle fasce ricche a quelle povere, sebbene comporti un miglioramento sociale in termini

di equità, non è un miglioramento paretiano (una categoria viene danneggiata a vantaggio di un’altra).

L’equilibrio competitivo, oltre a generare una distribuzione non equa potrebbe condurre ad una configurazione

del sistema economico Pareto sub-ottimale; in altri termini in certe situazioni potrebbe non realizzarsi il primo

teorema dell’economia del benessere: in tal caso si parla di fallimento del mercato. Tali casi si verificano

soprattutto in presenza di beni pubblici, esternalità, asimmetria informativa, disoccupazione e strutture di

mercato mono-oligopolistiche.

Il fallimento del mercato si presenta attraverso due forme: il sottoconsumo e l’offerta insufficiente.

I beni pubblici

Si definisce bene pubblico un bene il cui consumo è caratterizzato dal principio della non rivalità e dal principio

della non esclusione: ciò significa che il consumo da parte di un soggetto non riduce la possibilità di consumo

di altri, né tanto meno l’esclusione (i.e., difesa nazionale, illuminazione stradale).

Tra i beni privati (che violano i suddetti principi) e i beni pubblici puri esistono categorie intermedie che

rispondono ad uno dei due principi: questi si definiscono beni club. I beni club che hanno rispetto del principio

di non esclusione si definiscono beni pubblici misti, mentre quelli che non soddisfano il principio di non rivalità

sono detti beni pubblici soggetti a congestione (i.e. parcheggi pubblici). Anche se è possibile l’esclusione

chiedendo il pagamento di un prezzo e impedendo ad alcuni di goderne, tutto ciò si traduce in una inefficienza

perché dà luogo ad un sottoconsumo. Se però non è possibile imporre un prezzo, non vi sarà incentivo a

produrlo e pertanto si ottiene l’altra tipologia di inefficienza (offerta insufficiente). Si evince che i beni non

escludibili sono quei beni dove non è possibile razionare tramite il sistema dei prezzi. Tale impossibilità

implica che il mercato concorrenziale non conduce al livello Pareto efficiente di offerta del bene pubblico. In

questo contesto lo Stato fornisce tali beni perché ha il potere di obbligare gli individui a contribuire.

Spieghiamo il concetto di free-riding attraverso un esempio: si supponga che alcuni cittadini siano interessati

ad illuminare un’area urbana, e che si affidi tale compito ad un privato. L’impresa dovrà imporre un prezzo,

che verrà suddiviso tra i cittadini dell’area. Nell’ipotesi di consumatori razionali, i cittadini dovrebbero

rifiutarsi di pagare poiché, secondo il “logico egoismo”, non ha senso affrontare una spesa per un

miglioramento di cui usufruirebbero anche altri non residenti/passanti. La riluttanza degli individui a

contribuire volontariamente al finanziamento dei beni pubblici e godere dei benefici pagati dagli altri si denota

in letteratura come free riding. I beni forniti dal settore pubblico per i quali è elevato il costo marginale del

consumo sono solitamente beni privati forniti dal settore pubblico (i.e. l’Istruzione). In alcuni casi tali beni

vengono forniti gratuitamente, ma può verificarsi un sovraconsumo; in tal caso si hanno inefficienze e perdite

di benessere. Per tale motivo i governi tentano di limitarne il consumo attraverso sistemi di razionamento:

imposizione di tariffe, offerta uniforme e code (si impone di supportare un costo in termini di attesa).

Per decidere la fornitura efficiente di bene pubblico occorre confrontare la disponibilità collettiva a pagare con

il costo marginale. Per calcolare la disponibilità collettiva bisogna eseguire una somma verticale delle curve

individuali. L’efficienza richiede che l’ammontare complessivo cui gli individui sono disposti a rinunciare sia

pari all’ammontare cui essi devono rinunciare. La produzione efficiente corrisponde al punto di tangenza tra

domanda collettiva e curva dell’offerta. La domanda collettiva si ottiene sommando verticalmente le curve di

domanda individuali. Il vincolo di bilancio è dato da con y reddito, C e G consumo dei beni


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DESCRIZIONE APPUNTO

Il seguente testo costituisce un riassunto degli argomenti trattati nel corso di Economia del Settore Pubblico di L.Abbate. Le fonti principali sono appunti presi a lezione dall’allievo Giuseppe Drago, slide del professore e approfondimenti sul web. Il testo è diviso in 5 parti:
1. Richiami di economia: nella prima parte vengono riprese i concetti fondamentali di microeconomia e macroeconomia essenziali per comprendere ciò che segue;
2. La Spesa Pubblica: la seconda sezione introduce il settore pubblico e il concetto di spesa pubblica, attraverso la sua struttura e le fasi che la compongono;
3. Economia del Benessere ed Efficienza: il focus della terza parte è la teoria del benessere e l’efficienza di Pareto. Con un’ottica critica, vengono poi analizzati i motivi che spesso portano ad inefficienze paretiane all’interno del settore pubblico.
4. Analisi della Politica di Spesa: la parte quarta tratta la Politica di Spesa di uno Stato, partendo dai dieci punti essenziali per effettuare questa analisi e descrivendone la ratio attraverso l’analisi costi-benefici.
5. Sanità, Assistenza e Istruzione: la parte quinta, infine, tratta nello specifico alcuni ambiti nel settore pubblico considerati essenziali e imprescindibili, quali la Sanità, l’Assistenza, ovvero Protezione Sociale assistenziale e previdenziale, e l’Istruzione, con un particolare focus sull’ambito universitario.
Si augura una buona lettura.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria gestionale (AGRIGENTO, PALERMO)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RiccardoScimeca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del settore pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Abbate Lorenzo.

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