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Appunti di Economia - Università degli Studi di Palermo

Esame Economia pubblica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. P. Li Donni

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Economia pubblica. Introduzione - Le imposte sulle materie prime sono riscosse sulle transazioni relative all’acquisto di beni. La necessità di tenere una contabilità garantisce che tali transazioni siano generalmente di informazione pubblica. Il problema è legato al fatto che la tassazione delle materie prime distorce le scelte dei consumatori, riducendo il benessere della collettività e generando la c.d. DWL o meglio perdita secca. Le imposte sulle materie prime comportano un aumento del prezzo di un bene, generando l’effetto reddito/sostituzione dal lato della domanda e un aumento di costi dal lato dell’offerta. Come vanno stabilite le tasse in modo tale da ridurre al minimo i costi per la società ed aumentare le entrate richieste? DWL →Le imposte a somma fissa dette in inglese lump sum tax, sono una forma di tassazione che prevede il pagamento di un ammontare fisso, senza alcuna corrispondenza con variabili controllabili, come le caratteristiche e le dimensioni dell’oggetto da tassare. dato che il soggetto non è in grado di poter modificare l’ammontare del prelievo con i propri comportamenti, un’imposta a somma fissa si riflette sul meccanismo di scelta unicamente attraverso effetto reddito, senza che vi sia effetto sostituzione. Le imposte a somma fissa sono lo strumento fiscale perfetto perché non provocano distorsioni. L’assenza di distorsioni è dovuta al fatto che l’imposta a somma fissa è definita dalla condizione che nessun cambiamento di comportamento può raggiungere il livello dell’imposta. La tassazione delle materie prime non soddisfa questa condizione, è tuttavia possibile che la domanda passi da beni soggetti a tasse elevate a beni con tasse basse e il consumo totale può essere ridotto guadagnando di meno o risparmiando di più. Sono questi i cambiamenti, che chiamiamo effetto sostituzione, che non sono altro che le distorsioni causate dalle tasse. Optimal taxation → La teoria della optimal commodity tax corrisponde all’idea di riuscire ad ottenere il livello di benessere più alto possibile aumentando le entrate richieste dal governo. L’insieme delle tasse che riescono ad ottenere quanto detto vengono definite “ottimali”. Nel determinare queste tasse i consumatori devono essere lasciati liberi di determinare cosa e quanto consumare e le imprese devono massimizzare i profitti. Produzione efficiente → Il diamond-mirrless production efficiency Lemma afferma che la produzione deve essere efficiente quando vengono impiegate le tasse ottimali, in altre parole l’ottimale con la tassazione delle modalità comuni deve essere al limite del set di produzione e tutte le distorsioni sono focalizzate sulla scelta del consumatore. L’efficienza produttiva si verifica quando un’economia sta massimizzando la produzione raggiungibile dal suo set di risorse e questo può accadere soltanto quando un’economia è al limite del suo set di risorse. A partire da un punto limite, nessuna riallocazione degli input tra le imprese può aumentare la produzione di un bene senza ridurre quella di un altro. L’efficienza produttiva si ottiene quando il tasso marginale di sostituzione (MRS5) tra due input è lo stesso per tutte le aziende. Ciò si ottiene in assenza di tassazione mediante la massimizzazione del profitto delle imprese nei mercati competitivi. Ogni impresa imposta il tasso marginale di sostituzione pari al rapporto tra i prezzi dei fattori. Poiché i prezzi dei fattori sono uguali per tutte le imprese, ciò equivale agli MRS. Ciò vale anche per la tassazione, a condizione che tutte le imprese debbano affrontare gli stessi prezzi al netto delle imposte per gli input. Il diamond-mirrless production efficiency. Lemma afferma che la produzione deve essere efficiente quando vengono impiegate le tasse ottimali, in altre parole l’ottimale con la tassazione delle modalità comuni deve essere al limite del set di produzione e tutte le distorsioni sono focalizzate sulla scelta del consumatore. Che cavolo vogliamo dire con sta roba? Molto semplicemente tutti i vari produttori, distributori, scaricano le tasse tutte sul consumatore finale così da efficientare la produzione-
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Appunti di Economia e gestione delle utilities. I fallimenti dell’economia di mercato sono: - beni pubblici: un bene pubblico è un bene che ha le caratteristiche di non rivalità e non escludibilità, in termini di consumo. Un classico esempio è l’illuminazione stradale (anche chi non paga usufruisce del servizio e in questi termini avviene il fallimento del mercato perché l’equilibrio non si determinerà). - esternalità: possono essere positive, negative, di consumo e di produzione. Le esternalità sono effetti involontari e indiretti di un’attività volontaria e diretta. Tipico esempio di esternalità negativa di consumo è il fumo passivo: io fumo e determino la quantità ottimale di sigarette da fumare, che rappresenta il mio equilibrio di mercato, sulla base del costo monetario che sostengo e sulla base del costo personale che incide sulla mia salute e sulla base del beneficio che ne ottengo in termini di soddisfazione. Tuttavia, quando io fumo volontariamente succede che involontariamente avveleno anche chi mi sta intorno. Questo costo sociale non viene però introdotto nel modello della mia utilità; se fosse introdotto la quantità di sigarette da fumare sarebbe inferiore. Lo Stato potrebbe intervenire con la tassazione pigouviana ad esempio. - monopoli: il monopolio è una forma di mercato dove c’è un solo soggetto che produce e che vende a più soggetti. In caso di monopolio c’è una parte di utilità prodotta che non viene appropriata né dal produttore né dal consumatore. Questa si chiama perdita secca del monopolio, e il monopolio va combattuto perché non è efficiente, perché crea questa perdita. Stiglitz e altri economisti fanno una critica a questo approccio perché dicono che non sono solo questi i fallimenti dell’economia di mercato e quindi non sono solo questi i casi in cui lo Stato deve intervenire, bensì i fallimenti dell’economia del mercato sono pervasivi, sono tanti. Lo Stato può intervenire in due modi: - in maniera diretta: produce direttamente e fornisce beni e servizi - in maniera indiretta: controllo indiretto e regolamentazioni. Lo Stato entra e lascia i privati liberi di agire ma ne regolamenta le attività. I vantaggi dello Stato nel correggere i fallimenti del mercato sono: - Potere di tassare: tassazione pigouviana - Potere di proibire - Potere di punire - Vantaggi nei costi di transazione: riesce a fare le cose spendendo meno. - Riduzione problemi di free riding (coloro che usufruiscono di un servizio senza pagare) - Gestione efficiente di mercati con imperfezioni informative. Fallimenti dell’economia pubblica: lo Stato, pur intervenendo per correggere i fallimenti del mercato, può generare nuovi problemi: - La relazione fiduciaria pone dei limiti alla politica occupazionale (difficoltà a licenziare). - L’attività di redistribuzione può generare rendite e iniquità. - La mancanza di competizione nel settore pubblico porta ad inefficienze. Quindi, chi deve guidare la società? Secondo Stiglitz, i governi devono intervenire quando i mercati falliscono, guidati dagli economisti che ne analizzano modalità ed effetti. La risposta estrema è che nessuno deve guidare la società, per non compromettere la libertà individuale. In conclusione, possiamo affermare che lo Stato interviene per correggere i fallimenti del mercato, ma la sua natura (universalità e coercizione) comporta vincoli e limiti. Serve trovare un equilibrio tra equità ed efficienza, evitando che l’intervento pubblico diventi inefficiente o oppressivo.
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Sono degli appunti presi a lezione di Diritto internazionale in modo molto preciso, successivamente hanno bisogno di un’integrazione poiché non è tutto il libro ma una singola parte, è spiegato in modo molto chiaro e non sintetico.
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Esame Laboratorio di progettazione

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Frazzica

Università Università degli Studi di Palermo

Schemi e mappe concettuali
Ricerca sulla povertà in India con vari dati statistici, è stato svolto da me e il mio gruppo. Il professore ha valutato positivamente il lavoro svolto in aula e a casa e dato esito altrettanto positivo all’esame di Appunti di Laboratorio di progettazione.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica. L’associazione per graduatorie e l’indice ordinale misurano legami tra ordini. Le ordinali doppie si analizzano in tavole. Regressione e correlazione per serie doppie usano il coefficiente di Bravais-Pearson.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica. Nella statistica gen. La concentrazione per modalità discrete misura squilibri. Gli indici di Fisher, Yule e Pearson valutano relazioni tra variabili. L’indice di Pearson e Cramer misura l’associazione nominale.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica. L’indipendenza in distribuzione e in media indica assenza di legami. La divergenza dalla linearità mostra scarti. Valori medi e variabilità descrivono dati. Indici misurano diseguaglianza e concentrazione.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica. Nella statistica generale Variabili ordinali hanno un ordine. Associazione ordinale misura legami tra ordini. Associazione e contingenza legano variabili. Variabili quantitative doppie usano la retta di regressione.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica sulla statistica generale in cui la variabilità descrive la dispersione dei dati, gli indici di dispersione la misurano, la simmetria indica la forma della distribuzione, la concentrazione mostra la disuguaglianza.
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Appunti di Statistica. Sono presenti varie misure. La covarianza misura la relazione lineare tra variabili; la regressione non lineare modella relazioni curve; medie parziali e dipendenza in media condizionata analizzano variazioni locali.
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Appunti di Statistica. Intercetta della regressione: è il valore della variabile risposta quando la variabile indipendente è zero; rappresenta il punto di partenza della retta di regressione. Valori teorici della variabile risposta: sono i valori stimati dal modello di regressione per la variabile dipendente, dati i valori osservati della variabile indipendente. Metodo dei minimi quadrati (caso bivariato): stima la retta che meglio approssima la relazione tra due variabili, minimizzando la somma dei quadrati degli scarti verticali. Perequazioni analitiche: tecniche matematiche per adattare una curva o funzione ai dati osservati, riducendo al minimo gli scarti tra valori reali e stimati.
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Appunti di Statistica. Funzione teorica di regressione: rappresenta il valore atteso della variabile dipendente in base a una o più variabili indipendenti. Descrive la relazione ideale tra variabili. Modello di regressione di tipo additivo e lineare: modello in cui la variabile dipendente è somma di termini lineari nelle variabili indipendenti, con effetto separabile di ciascuna. Metodo dei minimi quadrati: tecnica per stimare i parametri di regressione minimizzando la somma dei quadrati degli scarti tra valori osservati e stimati.
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Appunti di Statistica. Verifica di indipendenza: serve a stabilire se due variabili categoriali sono indipendenti, confrontando frequenze osservate e attese in una tabella di contingenza. Indici di associazione di Yule: misurano l’intensità dell’associazione tra due variabili dicotomiche; Yule’s Q varia da -1 a 1 indicando forza e direzione della relazione. Devianza di regressione: indica la parte della variabilità totale spiegata dal modello di regressione, confrontando scarti tra osservati e stimati. Serie statistica doppia con accoppiamenti unitari: rilevazione di due variabili su ogni unità statistica, accoppiate tra loro per studiarne la relazione o dipendenza.
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Appunti di Statistica sulla frequenza relativa condizionata. Distribuzioni di frequenza relativa condizionata: mostrano la frequenza relativa di una modalità rispetto a un’altra fissata, utili per analizzare relazioni tra variabili. Verifica di indipendenza: test statistico per valutare se due variabili sono indipendenti, cioè se la distribuzione di una non dipende dall’altra. Analisi delle contingenze: studio delle relazioni tra variabili categoriali tramite tabelle di contingenza e indici di associazione. Indice di Pearson: misura l’associazione tra due variabili categoriali, va da 0 (nessuna relazione) a 1 (relazione perfetta). Indice di Cramer: indice che misura l’intensità dell’associazione tra due variabili categoriali, normalizzato tra 0 e 1.
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Appunti di Statistica. L’indice di variabilità assoluto misura la dispersione. L’indice e la divergenza della linearità valutano quanto i dati seguono una linea. La dipendenza condizionata e la regressione non lineare analizzano legami complessi.
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Appunti di Statistica . La regressione non lineare descrive relazioni curve. Le medie parziali analizzano sottogruppi. La dipendenza in media condizionata valuta legami medi. La variabilità tra medie mostra differenze qui descritte.
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Appunti di Statistica. Il coefficiente di correlazione misura la relazione tra due variabili. Massima concordanza/discordanza indicano accordo o disaccordo totale. Le frequenze congiunte e marginali mostrano le distribuzioni relative.
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Appunti di Statistica. Le misure di covarianza e codevianza misurano come due variabili variano insieme. Il coefficiente di correlazione lineare semplice (di Bravais-Pearson) misura forza e direzione della loro relazione lineare.
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Esame Statistica

Facoltà Economia

Dal corso del Prof. G. Balsamo

Università Università degli Studi di Palermo

Appunti esame
Appunti di Statistica. Il coefficiente di regressione misura l’influenza di una variabile sull’altra. Covarianza e codevianza indicano come due variabili variano insieme. Il coefficiente di determinazione valuta la bontà del modello.
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Riassunto per l'esame di Economia politica, basato sul corso e sullo studio autonomo del libro consigliato da Prof. Signorino: Microeconomia, Perloff . Università degli Studi di Palermo, facoltà di Economia. Scarica il file in PDF!
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