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Economia aziendale seconda parte

Appunti di economia aziendale sulla seconda parte basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Mezzadri dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, facoltà di Economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia aziendale docente Prof. A. Mezzadri

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divisionale pura: combinazioni economiche differenti e disomogenee tra loro (strategia

• di diversificazione non correlata). Ogni business ha la sua divisione, con i suoi prodotti

e i suoi mercati; ogni divisione ha le sue funzioni centralizzate;

matriciale: quando non è possibile adottare una struttura funzionale o divisionale, nel

• caso aziende particolarmente grandi e complesse, si hanno imprese con più linee di

prodotto legate da alcune relazioni di interdipendenza. Struttura flessibile, orientata

all’innovazione, ma scarsa chiarezza organizzativa e complessità di funzionamento;

conflitti interni e comportamenti opportunistici;

Variabili che definiscono la scelta di strutture organizzative:

A. economie di scala: ottenibili con funzioni centralizzate;

B. grado di specializzazione richiesto nell’ambito delle singole funzioni: tanto è richiesta la

specializzazione, tanto più sono convenienti funzioni centralizzate;

C. interdipendenza tra le funzioni relative a ciascuna linea di prodotto: necessità di avere divisioni

per linee di prodotto che presentano funzioni interdipendenti;

D. fabbisogni di differenziazione tra linee di prodotto: esigenza di separare diverse linee di

prodotto per puntare sull’innovazione e su business diversi.

2. distribuzione del potere: decidere in merito

- al decentramento: a quali unità organizzative fanno capo certe decisioni;

- alla delega: grado di libertà nelle scelte.

Ci possono così essere imprese con potere molto concentrato o con potere molto diffuso;

3. sistemi operativi: regole, programmi e procedure che guidano il comportamento delle persone:

- sistemi di pianificazione strategica: strettamente collegati con i sistemi informativi dai quali

traggono gli elementi conoscitivi indispensabili per la loro concreta applicazione, producono

piani che fungono da quadro di riferimento comune per tutte le persone che operano in

impresa: per suo tramite si esplicitano i fini, le politiche e le strategie alle quali tutti i

prestatori di lavoro dovrebbero ispirare le proprie decisioni, e contengono anche specifici

obiettivi “di lungo periodo” per le varie unità organizzative. Analisi di elementi esterni ed

interni ed elaborazione del business plan.

- sistemi di programmazione e di controllo: definiscono gli obiettivi di breve periodo

(tipicamente un anno) di ciascuna unità organizzativa e le relative risorse; ruolo essenziale

anche in termini di coordinamento, in particolare di integrazione dei volumi e dei tempi.

Producono il budget che contiene l’indicazione dei risultati economici attesi dalle diverse

posizioni organizzative coinvolte. Il controllo stimola il comportamento degli operatori

aziendali indirizzandolo verso il conseguimento degli obiettivi dell’impresa. Il sistema di

programmazione e controllo è di regola inteso come un tipico strumento di controllo

organizzativo, orientato tipicamente all’efficienza di breve periodo.

- sistemi di gestione del personale:

i sistemi di ricerca, selezione, accoglimento e inserimento: copertura di posizioni

• vacanti, tramite promozioni interne o assunzione di persone con/senza precedente

esperienza con profilo professionale di tipo specialistico/non specialistico. I sistemi di

accoglimento e inserimento gestiscono la fase d’ingresso in azienda e il primo periodo

di lavoro;

i sistemi di addestramento e formazione: contribuiscono a determinare conoscenze e

• capacità e atteggiamenti e orientamenti dei prestatori di lavoro; sono processi svolti “in

aula” o “sul lavoro” (anche tramite tutor) di tipo specialistico (per aumentare l’efficienza

e la specializzazione) o di tipo interfunzionale (per acquisire flessibilità e orientare alla

multidimensionalità)

i sistemi di carriera e valutazione del potenziale: i sistemi di carriera definiscono

• percorsi professionali tipici (sentieri di carriera, cioè sequenze di posizioni, tempi e gradi

di selettività) in base ai quali i singoli possono compiere i passi previsti. Il sistema di

valutazione del personale è preposto alla valutazione delle competenze (non espresse)

richieste dalla nuova posizione;

i sistemi di retribuzione, valutazione delle mansioni e delle prestazioni: il sistema di

• retribuzione definisce le politiche, i livelli, le strutture generali e determina le retribuzioni.

Il sistema di valutazione delle mansioni analizza ciascuna posizione e ne attribuisce un

5

valore (punteggio) che correla a un livello retributivo; il sistema di valutazione delle

prestazioni valuta le modalità con cui vengono svolte le mansioni.

- sistemi informativi: raccolgono, producono, elaborano e distribuiscono i dati e le

informazioni che alimentano i processi decisionali. Un buon sistema informativo è uno

strumento essenziale di coordinamento costituendo una base comune di conoscenza e di

interpretazione dei fenomeni aziendali.

Analisi di bilancio

Le sintesi di bilancio (CE e SP) permettono di esprimere giudizi sulla capacità dell’azienda di

rispettare il principio di economicità.

Composta da quattro parti:

1. riclassificazione del conto economico;

2. riclassificazione dello stato patrimoniale;

3. elaborazione degli indici;

4. valutazione del profilo economico-finanziario.

Riclassificazione: la riclassificazione delle sintesi di bilancio consiste nel riordinare i valori con

l’obiettivo di ottenere informazioni ulteriori rispetto a quelle contenute degli schemi originali.

Riclassificazione del conto economico a ricavi e costo del venduto

Obiettivo: evidenziare il contributo delle singole gestioni alla formazione del reddito netto per

rispondere alle domande di redditività (se l’azienda è in grado di generare ricchezza) e di sviluppo

(se l’azienda è in grado di crescere in dimensioni).

Reddito operativo di gestione caratteristica (ROGC) (funzioni per cui l’azienda è stata creata)

+-

Reddito gestione accessoria (proventi netti della gestione patrimoniale)

=

Reddito operativo (RO)

-

Oneri della gestione finanziaria (interessi passivi - oneri finanziari)

=

Reddito di competenza

+-

Componenti della gestione straordinaria (plusvalenze e minusvalenze)

=

Reddito ante imposte

-

Oneri della gestione tributaria

=

Reddito netto (utile o perdita)

Se il reddito netto proviene fondamentalmente dal reddito operativo della gestione caratteristica si

ha ragione di ritenere che l’equilibrio conseguito poggi su basi solide.

Riclassificazione dello stato patrimoniale in base al criterio finanziario della liquidità (attivo) /

esigibilità (passivo + capitale netto)

Obiettivo: evidenziare l’equilibrio patrimoniale: evidenziare la solidità (se l’azienda sia in grado di

resistere a fatti avversi rilevanti) e la liquidità dell’azienda (se l’azienda sia in grado di far fronte

tempestivamente e convenientemente agli impegni di cassa).

Con il criterio finanziario si cerca di capire come gli “investimenti” rappresentati dalle voci dell’attivo

sono stati finanziati dalle varie forme di “finanziamento” rappresentate dalle voci del passivo e del

netto. 6

Criterio della liquidità: voci dell’attivo classificate in ordine di scadenza; attitudine della posta a

trasformarsi in moneta, usando come unità temporale l’anno.

Nota integrativa: terzo documento di bilancio; documento descrittivo in cui si spiegano dove

nascono i valori scritti in bilancio e si spiegano i criteri usati per rimanenze e ammortamenti.

Criterio dell’esigibilità: attitudine delle voci del passivo a generare un fabbisogno di moneta.

SP riclassificato secondo criteri finanziari

Attivo Passivo

Attivo Corrente: voci che diventano moneta entro Passivo Corrente: debiti che scadono entro l’anno

l’esercizio successivo

Liquidità Immediate Ratei e Risconti Passivi

Cassa Banche a Breve

Banca c/c Fornitori

Titoli di Stato Dipendenti

Erario

Liquidità Differite: voci dell’attivo che diventeranno moneta

entro l’anno successivo senza intervento dell’azienda

Crediti Commerciali Passivo Consolidato (a medio/lungo termine):

debiti che scadono oltre l’anno

Altri Crediti a Breve (- Fon.Sval.Cred) Mutui Passivi

Ratei e Risconti Attivi Fondo TFR

Disponibilità Patrimonio Netto

Rimanenze Capitale Sociale

Riserve

Attivo fisso netto o immobilizzato: voci che Risultato Economico d’esercizio

diventano moneta oltre l’esercizio successivo

Immobilizzazioni Materiali (-fondo amm.to)

Immobilizzazioni Immateriali

Immobilizzazioni Finanziarie (partecipazioni)

Tre tipi di informazioni:

• sulla struttura degli impieghi (struttura dell’attivo): l’impresa che presenta un attivo

particolarmente ricco di immobilizzazioni tecniche è più vulnerabile rispetto ad un’azienda che

ricorre alla fornitura esterna della maggior parte dei suoi componenti;

• sulla struttura delle fonti: ricorrere in maggior misura al debito a breve vuol dire esporre l’azienda

alla dinamica del mercato finanziario; meglio investire su un’azienda con un passivo

maggiormente equilibrato;

• sull’equilibrio strutturale: azienda migliore quella che copre l’attivo corrente con il passivo

corrente; l’attivo fisso netto dovrebbe essere coperto dal capitale netto, soldi investiti non più

richiesti indietro. 7

Indici di solidità (capacità di far fronte agli impegni nel medio e lungo periodo): grado di dipendenza

verso i terzi finanziatori.

Rapporto di indebitamento

RI = (PASS CONS + PASS CORR) / CN

Più il rapporto è alto, più è peggio per l’azienda.

Se l’azienda non ha debiti il rapporto è 0. Se l’azienda è equilibrata il rapporto è 1.

Valore ideale tra 0,5 e 1,5.

Realtà di piccole/medie imprese è 3-4; rapporto di fiducia con banche che continuano a rinnovare il

credito. Adesso, con crisi, più difficile ottenere credito e rinnovo del credito.

Tasso di copertura delle immobilizzazioni

CI = CN / AFN

Se tutto AFN è finanziato con mezzi propri, = 1, valore ideale.

Se <1, allora CN < AFN ==> c’è una parte di AFN finanziato con il debito. Problema potenziale di

solidità: se il debito è a breve potrebbero esserci problemi.

Tasso di copertura di secondo livello = (CN + PASS CONS) / AFN

Se >1, AFN finanziato dal debito a lungo termine.

Indici di redditività: esprimono la capacità dell’azienda di generare ricchezza.

ROS (return on sales): redditività delle vendite.

ROS = RO / fatturato

Esprime il grado di convenienza delle gestione caratteristica + patrimoniale laddove c’è.

Tasso di rotazione dell’attivo = vendite / AN

Esprime l’efficienza della gestione caratteristica: indica il numero di volte che l’attivo netto gira in

un anno per effetto dei ricavi di vendita. E’ un indicatore di efficienza della gestione dell’attivo.

ROI (return on investment) o ROA (return on asset).

ROA = RO (ricchezza generata dalla gestione caratteristica + patrimoniale) / AN (quanto l’azienda

ha dovuto investire per ottenere questo grado di ricchezza).

ROA = RO / AN

ROA = ROS * TR

Esprime la redditività della gestione operativa e il grado di bravura di un imprenditore.

Il ROA ci permette di capire come un’azienda produce la redditività operativa. Vi sono aziende ad

alta intensità di capitale che hanno basse rotazioni dell’attivo netto e che possono ottenere una

redditività soddisfacente solo praticando prezzi molto distanti dai costi. Vi sono anche imprese che

hanno relativamente poco attivo investito rispetto al fatturato, a cui basta una redditività delle

vendite modesta per ottenere una redditività operativa accettabile.

L’aumento della redditività operativa (ROA) nel periodo viene ottenuto aumentando la redditività

delle vendite (ROS).

Tanto più sono alti, meglio è.

ROE (return on equity): redditività del capitale proprio.

ROE = reddito / CN

Esprime qual è la rimunerazione del capitale netto per i soci. Permette agli investitori di capitale di

rischio di comparare l’investimento in azienda con altri tipi di investimento.

ROE = ROA + (ROA - i) * RI

Effetto leva finanziaria: sotto certe condizioni all’azienda conviene indebitarsi, poiché la redditività

migliora: 8


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ziobertoldo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Mezzadri Andrea.

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