ECONOMIA AZIENDALE
I PARTE
L’AZIENDA
Definizione del concetto di azienda
materia empirica cioè nasce per dare risposte concrete a
L’economia aziendale è una
problemi concreti; già in epoca babilonese si facevano le scritture contabili, quindi
l‘economia aziendale nasce innanzitutto dagli aspetti contabili.
Dal punto di vista economico, l’azienda è un centro per la produzione
organizzato
di beni e/o servizi destinato a
sistematica perdurare nel tempo e volto al soddisfacimento
(definizione che di fatto ha messo a punto Gino Zappa che è il fondatore
dei bisogni umani
dell’economia aziendale).
Dal punto di vista giuridico, l’azienda viene invece delineata dall’art. come: “il
2555 c.c.
complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio d’impresa”.
Per avere un’azienda, devo avere quattro elementi fondamentali:
1. produrre in senso economico significa porre in
Produzione in senso economico:
essere una certa attività che soddisfi quelli che sono i bisogni umani. È presente un
servizio che produce, produrre significa soddisfare un bisogno. La soddisfazione del
bisogno crea utilità e quindi valore. Naturalmente i bisogni umani mutano
continuamente e l’evoluzione ci ha portato ad avere bisogni più complessi. Il PNRR
vuole digitalizzare il paese, perché oggi c’è il bisogno (che deve essere soddisfatto)
di essere sempre connessi a livello globale.
2. In azienda ci sono ruoli e compiti definiti, dunque l’organizzazione
Organizzazione:
in un’azienda è fondamentale. Il lavoro svolto all’interno dell’azienda si fa secondo
un metodo e un’organizzazione precisa.
3. L’attività aziendale deve essere svolta in maniera continuativa e ciò è
Sistematicità:
fondamentale per un’azienda.
4. La capacità di perdurare nel tempo è la capacità
Capacità di perdurare nel tempo:
dell’azienda di di prescindere dai soggetti che l’hanno creata e che
spersonalizzarsi,
la gestiscono. Infatti, un’azienda, deve essere in grado di vivere e di operare
indipendentemente dalle persone che l’hanno fatta nascere e che, per un tempo più o
meno lungo, l’hanno amministrata. Si dice, difatti, che l’azienda, sia un istituto
Ed effettivamente l’azienda è un’entità che ha una sua
economico atto a perdurare.
autonoma esistenza e una sua capacità di vivere di vita propria rispetto alle persone a
cui essa fa capo.
Esempi:
Lo perché gli manca come elemento fondamentale la
studio medico non è un’azienda
capacità di perdurare nel tempo.
La non è un’azienda, perché nonostante possegga tre di questi elementi,
famiglia non è
destinata a perdurare nel tempo.
I DIVERSI TIPI DI AZIENDA
Il compito dell’economista è informarsi sui diversi tipi di azienda che esistono e analizzarne
anche le dimensioni. Le aziende non sono tutte uguali, dal punto di vista scientifico per
poter definire un’azienda bisogna individuare la tipologia di produzione con un criterio
merceologico.
Il distingue le aziende: aziende manifatturiere (abbigliamento,
criterio merceologico
automobili etc.), di servizi (di diverso tipo) e altre. Tuttavia questo criterio dal punto di vista
scientifico ci dice poco.
Un altro importante è quello è utile sapere la dimensione
criterio della dimensione:
dell’azienda, ma del punto di vista scientifico ci dice poco.
Per distinguere le aziende però dal punto di vista scientifico abbiamo bisogno del criterio
che ci permette di distinguere le varie tipologie d’azienda e il fine per il quale
scientifico,
l’azienda nasce. Un scientifico è quello
criterio delle finalità dei soggetti che creano
l’azienda.
Siccome le aziende cambiano in base alla loro finalità distinguiamo:
A. AZIENDA CHE PRODUCE PER IL CONSUMO INTERNO
le aziende che producono per il consumo interno sono un tipo di azienda creata dagli
associati che consumano i loro stessi i prodotti o i servizi prodotti da questa.
Associati Azienda Consumatori
ï® ï®
LO STATO ITALIANO è UN’AZIENDA che produce per il consumo interno. (noi
contribuiamo alle spese dello stato e lui ci ripaga attraverso i servizi che offre).
Le caratteristiche dell’azienda che produce per il consumo interno sono due:
gli associati sono anche coloro che consumano i beni e/o servizi;
ï§ il consumo avviene senza un corrispettivo (perché tutto ciò che il consumatore ha
ï§ pagato, lo ha già pagato a monte, lo ha pagato per creare il servizio).
lo la la il le gli
Esempio: Stato, Regione, Provincia, Comune, scuole pubbliche,
la cassa di previdenza, le che combattono il cancro, la
ospedali, associazioni
leucemia ecc.
B. AZIENDA CHE PRODUCE PER IL CONSUMO ESTERNO
è un tipo di azienda creata dagli associati con il fine di produrre beni o erogare
servizi destinati ad una determinata collettività, dunque con un fine solidaristico .
Associati Azienda Particolare collettività
ï® ï®
Le dell’azienda che produce per il consumo esterno sono due:
caratteristiche
il consumo avviene senza un corrispettivo (come nel caso delle aziende che
ï§ producono per il consumo interno)
il soggetto a cui è destinato il bene e/o servizio non è il soggetto che ha creato
ï§ l’azienda. le e (Caritas).
Esempio: istituzioni di assistenza beneficenza
C. AZIENDA CHE PRODUCE PER IL MERCATO O PER LO SCAMBIO
(le persone che hanno creato l’azienda lo hanno
Associati Azienda Mercato
ï® ï®
fatto per erogare beni o servizi da immettere sul mercato e avere un profitto).
Ciclo economico finanziario delle aziende che producono per il consumo
Differenza tra aspetto finanziario ed economico:
il momento che ha a che fare con l’uscita di denaro e l’affronto
Aspetto finanziario
ï· del sacrificio è rappresentato dal sacrificio
Aspetto economico: riguarda i costi e i ricavi quindi
ï· economico che affronto per acquistare qualcosa o dal beneficio.
Il ciclo economico finanziario delle aziende che producono per il consumo comincia con i
PROVENTI che possono essere costituiti da:
- pagamento specifico per un servizio che non varia in base al reddito ma è uguale
Tasse:
per tutti.
- è il pagamento della quota di iscrizione di una associazione può essere fissa o
Contributi:
variabile, dipendere dal reddito, periodica o univoca.
- sono un atto di liberalità “inter vivos” (regalo)
Donazioni:
- è una donazione che viene fatta dopo la morte “mortis causa”, diviene attivo solo
Lasciti:
dopo la morte.
- prelievo coattivo di ricchezza pretese in base al reddito (grandezza flusso che
Imposte:
deriva da un’attività lavorativa o proveniente da investimenti) o al patrimonio (grandezza
stock che proviene da investimenti patrimoniali).
danno origine a che servono a sostenere
I PROVENTI DISPONIBILITA’ MONETARIE
i per la la produzione viene consumata o
COSTI PRODUZIONE all’interno (dai
proventi)o all’esterno (collettività di persone a cui è destinata la produzione).
è un ciclo anomalo in quanto niente torna indietro ad
Il ciclo economico finanziario aperto,
alimentarlo: se i proventi smettono di arrivare il ciclo si ferma.
Una parte dei proventi viene investita in investimenti fruttiferi---che generano----flussi
addizionali finanziari
I proventi anticipano i costi: i costi dipendono dai proventi (possiamo sostenere i costi
in base ai proventi incamerati). P=C (equilibro economico).
Poiché nello Stato costi e proventi non sono uguali, esso è fortemente indebitato (50 mila
euro per persona). La condizione proventi=costi è fisiologica ma va verificata nel
medio/lungo termine (se nell’anno t0 ho proventi<costi, nell’anno t1 devo avere
proventi>costi; P ‹ C= P2 › C2 ).
Disequilibrio economico
Ci possono essere dei casi in cui l’azienda per il consumo si può trovare in disequilibrio
economico, ovvero quando in un esercizio i costi sono più alti rispetto ai proventi
in questi casi si può recuperare negli esercizi successivi sanando il disavanzo.
(disavanzo):
Dunque, la condizione di equilibrio economico dev’essere garantita a lungo termine
dall’uguaglianza P=C, che significa che a lungo termine la sommatoria dei proventi
dev’essere più alta di quella dei costi.
I proventi potranno quindi essere minori dei costi a patto che nell’esercizio successivo si
riesca ad invertire nuovamente la situazione = Pt0 < Ct0 = Pt1 > Ct1.
Un esempio della disuguaglianza proventi-costi è lo Stato, azienda per il consumo interno,
in cui i costi sono solitamente più alti dei proventi: per uscire da questa situazione lo Stato
può chiedere ai cittadini di sottoscrivere dei titoli del debito pubblico, chiamati buoni
ovvero titoli a lungo termine utili alla copertura di questo
pluriennali del tesoro,
disequilibrio, con la quale, dunque, i cittadini finanziano il debito in modo che lo Stato
riesca a coprire il proprio disavanzo.
Questi titoli sono onerosi, dunque i cittadini fanno un investimento, che però risulta
rischioso dal momento che lo Stato potrebbe non essere in grado di rimborsare i prestiti e
andare in default. Posso capire se un Paese è a rischio default dai rating, ovvero analisi che
ci permettono di capire se un Paese è affidabile o no attraverso delle valutazioni che vanno
dalla A+ alle E.
Se un Paese ha il rating basso alza il tasso di interesse per rendere il titolo più appetibile e
attrarre investitori, in quanto il rendimento è più elevato, però questo aumenta anche il
rischio del titolo: questo da vita allo spread, ovvero la differenza tra il valore dei titoli di
debito pubblico della Germania e quelli degli altri Paesi Europei.
Questo si calcola con i punti base, ovvero i tassi di interesse percentualizzati: dunque se ho
una differenza tra il 7% e l’1% ho una differenza del 6% e dunque un paese avrà 600 punti
base.
Lo spread (è la differenza tra il tasso d’interesse che mette un paese più debole, Italia, e il
tasso d’interesse più forte, Germania). in questo periodo è sotto controllo perché l problema
del debito pubblico è ormai molto generalizzato.
L’indebitamento pubblico è un problema, il Presidente del Consiglio Draghi ha infatti
parlato, nel suo discorso d’insediamento, del debito buono e di società zombie.
Il primo economista ad aver parlato di debito pubblico è stato John Maynard Keynes nella
sua opera La teoria della moneta, in cui afferma che lo Stato ha un ruolo importante nei
confronti dell’economia, in quanto se questo si rende conto di andare verso la stagnazione
(crisi) comincia ad investire costruendo ponti, scuole, ospedali, etc. in modo da far ripartire
l’economia, dando lavoro e avviando un ciclo.
Questo è giustificato dal Moltiplicatore Keynesiano, che afferma che ogni euro speso dallo
Stato ritorna nelle casse moltiplicato per ottanta volte.
Quando quindi questo debito diventa buono, ovvero attraverso gli investimenti lo Stato è
riuscito a far ripartire l’economia, ci si ferma e dunque lo Stato comincia a ridurre
l’indebitamento.
Dal secondo dopoguerra gli stati hanno adottato una Politica del deficit spending, ovvero
una politica che prevede un indebitamento finalizzato all’uscita dalla crisi
Keynesiana
economica: dunque gli Stati continuano ad indebitarsi e a sanare questi debiti.
Il famoso PNRR è una manovra di politica economica di natura Keynesiana adottata
dall’Europa. Quindi l’Europa ha finanziato la spesa pubblica con il debito, ma seguendo un
piano che permetta al paese di ammodernarsi. Può accadere che questo deficit di
prolungherà per 2 esercizi.
Ciclo economico finanziario delle aziende che producono per il mercato
(il ciclo economico finanziario delle aziende che producono per il mercato, a differenza del
ciclo economico finanziario delle aziende che producono per il consumo, parte con un
momento economico e non con uno finanziario, inoltre l’equilibrio economico in un’azienda
che produce per il consumo lo ottengo grazie all’uguaglianza R=C invece nelle aziende che
producono per il mercato grazie ad un surplus che consente la congrua remunerazione).
(copre i costi;
Capitale iniziale-----Disponibilità monetarie----Costi-----Mercato
remunerare il capitale iniziale).
perché i ricavi vanno a rialimentare i costi ed il capitale iniziale.
È un ciclo chiuso
Il capitale iniziale: è un momento economico. (chi mette a disposizione il capitale iniziale lo
fa perché si aspetta un frutto)
REMUNERAZIONE= ciclo inverso dal mercato al rimpinguamento del capitale iniziale ed
il pagamento di costi.
i ricavi sono in funzione dei costi e del mercato.
R (f) (C,M)
L’azienda che produce per il mercato è soggetta al RISCHIO DI MERCATO (l’unico
ï· rischio che non è assicurabile).
L’equilibrio economico è dato dall’eccedenza dei ricavi sui costi (R›C) tale da
ï· garantire la congrua remunerazione dei fattori di produzione residuali.
Quindi i ricavi devono remunerare il capitale: l’azienda che produce per il mercato è in
condizione di equilibrio se l’azienda riesce a soddisfare un volume di ricavi che sia
superiore ai costi, perché se ho ricavi=costi non ho la remunerazione del capitale (nell’altro
ciclo serve l’equilibrio tra ricavi e costi, in questo caso i ricavi devono essere superiori ai
costi).
In questo tipo di azienda prima avrò i costi e poi forse i ricavi (se il mercato gradisce i
prodotti e servizi che io produco).
Di quanto i ricavi devono superare i costi? La condizione di equilibrio economico di
un’azienda che produce per il mercato viene soddisfatta dalla capacità dell’azienda di
generare un surplus (eccedenza dei ricavi sui costi), tale da garantire la congrua
remunerazione dei fattori in posizione residuale.
Fattori della produzione
• si legano all’azienda in funzione di un contratto
Fattori contrattuali:
(remunerazione certa e prestabilita) (corre pochissimi rischi) ex: il lavoro dipendente
• (corrono il rischio di mercato) non hanno diritto di remunerazione
Fattori residuali:
se non sono stati paga prima tutti i costi contrattuali. Ex: le persone che hanno messo a
disposizione il capitale iniziale.
Il tasso di congrua remunerazione
La remunerazione è quando soddisfa il tasso di congrua remunerazione.
congrua
Il è un tasso composto da diverse componenti:
tasso di congrua remunerazione
1. (il soggetto di un’azienda che produce per il mercato invece
Rinuncia alla liquidità
di tenersi i soldi liquidi li investe e quindi rinuncia alla liquidità) >> 0,5%
(devo garantire la copertura dall’inflazione) >>
2. Inflazione 2%
3. il soggetto avesse investito in un titolo che non comporta
Titoli a reddito fisso (se
rischio avrebbe avuto un rendimento tendenzialmente fisso e sicuro)>> 2,5 %
(la sua entità sarà ovviamente diversa a seconda
4. Compenso per il rischio
dell’attività che svolge l’azienda, delle dimensioni e della posizione che l’azienda ha
sul mercato. il rischio di un’azienda che produce scarpe sarà sicuramente
Esempio:
maggiore di un’azienda che opera nelle nanotecnologie) >> 4-6%
Il tasso di congrua remunerazione in questo caso oscilla tra 9-11%
Relazione tra costi e ricavi. I ricavi sono in funzione dei costi del mercato. Ma che
significa? Posso avere gli impianti più sofisticati, i dipendenti più qualificati, ma ciò non mi
garantisce i ricavi.
L’equilibrio economico nell’azienda che produce per il consumo ce l’ho ogni volta che i
ricavi=costi; nell’azienda che produce per il mercato nella capacità di generare un surplus
che consenta la congrua remunerazione.
I soggetti aziendali
Quando si parla di soggetti aziendali, mi riferisco al:
è una persona fisica o ente astratto sul quale ricadono i diritti e i doveri
soggetto giuridico
che scaturiscono dall’attività dell’azienda. (parliamo della responsabilità dell’azienda).
Nel nostro ordinamento è qualunque soggetto in possesso della capacità giuridica. Di fatto
per diventare basta avere la che si acquisisce alla
soggetto giuridico capacità giuridica
nascita (art 1).
Nel nostro ordinamento esistono vari tipi di società:
Le ovvero quelle che hanno come fine la divisione degli utili, si dividono
società lucrative,
in: e
società di persone società di capitali:
- Le società di persone (o ad autonomia patrimoniale imperfetta)
Le pertanto il soggetto
società
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