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Glottodidattica 2

La memoria è l’elemento fondamentale che ci permette di accumulare esperienze e pianificare i

comportamenti futuri. Essa è organizzata in “circuiti neurali” e “sinapsi”, fattori che costituiscono la nostra

emotività, il nostro “sé” ed esistono in funzione alla memoria stessa (ovvero è grazie alla memoria se noi

conserviamo queste informazioni relative al nostro essere).

Distinguiamo diversi tipi di memoria:

 Memoria procedurale – conserva le informazioni relative ad azioni abituali, con sequenze motorie

(andare in bici o guidare l’automobile)

 Memoria a breve termine / di lavoro – si azione per percepire informazioni di varia natura ed è a

capacità limitata; grazie alla memoria di lavoro, che comunica con il sistema sensoriale e con la

memoria a lungo termine (dove sono immagazzinate tutte le nostre esperienze) siamo in grado di

compiere azioni particolari, ad esempio esprimere pareri o immaginare

 Memoria a lungo termine episodica – contiene le informazioni necessarie a conoscere il mondo

(ovvero contiene le informazioni riguardanti luoghi, avvenimenti ecc)

 Memoria a lungo termine semantica – contiene tutti i concetti e le nozioni che ci permettono di

vivere, dando un senso a ciò che ci circonda (contiene inoltre tutte le informazioni relative al

linguaggio, ad esempio le modalità attraverso cui costruire fonemi e/o locuzioni complesse,

strumento di comunicazione per eccellenza); il linguaggio è inoltre il principale medium che

permette di trasferire informazioni da una memoria all’altra

Gli studi riguardanti la glottodidattica si sono intensificati a partire dalla seconda metà del 900, con la

nascita del cognitivismo, ovvero un approccio di studio che, a differenza del comportamentismo,

considerava elementi non osservabili scientificamente tra cui la memoria e le emozioni. In questo senso,

negli studi glottodidattici i processi di memoria sono stati inseriti in un quadro più ampio, una visione

educativa di tipo “umanistico-affettiva”; per poter parlare una lingua straniera infatti bisogna “abitarla ed

essere abitati da essa”, ovvero bisogna compiere con impegno costante il lungo e difficile tragitto che porta

l’apprendente dallo stato di novizio allo stato di parlante.

I tre principali fattori mentali che influiscono sull’apprendimento sono cognizione, motivazione, emozione;

si tratta di tre fattori che interagiscono tra loro in maniera stretta, portando ciascun individuo a sviluppare

un proprio percorso d’apprendimento diverso dagli altri (cambiano le motivazioni, cambiano le strategie

d’apprendimento ecc)

La motivazione è alla base dei processi di apprendimento; il termine deriva dal latino “motus” (andare

verso qualcosa, raggiungere un obiettivo). In particolare nell’apprendimento di una lingua la motivazione è

fondamentale, poiché si tratta di un processo di apprendimento molto più lungo e complesso, fatto di

errori e di unità d’apprendimento graduali; in questo senso la motivazione diventa un elemento non

soltanto per darci l’energia necessaria ad apprendere, ma anche per “modificare noi stessi” ed aprirci a

nuovi orizzonti culturali (poiché apprendere una lingua comporta anche l’interagire con il suo contesto

culturale d’appartenenza). La motivazione si distingue principalmente in:

 Intrinseca – derivante dalla volontà personale di raggiungere un obiettivo

 Estrinseca – derivante da stimoli esterni (es. studio per prendere un buon voto)

 Integrativa – lo studente è motivato ad integrarsi totalmente con la comunità linguistica straniera,

in quanto percepisce input e stimoli positivi

 Strumentale – lo studente non riceve stimoli positivi e manca la motivazione ad apprendere, in

questo caso gli strumenti multimediali (video, canzoni) possono essere utili

Possiamo dire quindi che gli stimoli sensoriali ricoprono un ruolo molto importante in glottodidattica; essi

infatti ci permettono di conoscere il mondo, di poterlo analizzare nella sua globalità e sintetizzarlo.

L’elaborazione degli stimoli permette di costruire la motivazioni, alimentando le emozioni e i processi

cognitivi; l’interazione tra i 3 fattori chiave permette la progettazione di strategie d’apprendimento idonee

all’acquisizione dell’input linguistico.

Un altro fattore importante da alimentare è la “autoefficacia”, ovvero l’auto-motivazione, che permette di

superare la demotivazione e le “barriere psicologiche” che possono innalzarsi tra lo studente e il tema di

apprendimento.

La localizzazione della memoria è nel cervello. Con lo sviluppo della frenologia si è radicata la teoria della

localizzazione delle funzioni psichiche in differenti regioni dell’encefalo (talvolta un’operazione richiede

l’attivazione di più aree del cervello, come il ragionamento). Tuttavia, è stato dimostrato più volte che le

aree del cervello sono in grado di operare in maniera indipendente tra loro (es. se si subisce un trauma

all’area del cervello dedita al linguaggio, ciò non inciderà negativamente sulle capacità di ascoltare e

comprendere).

I circuiti mentali sono possibili grazie a delle particolari cellule, dette neuroni, che sono in grado di ricevere,

trasmettere ed elaborare informazioni; ciò ci permettere di compiere azioni che sembrano banali, come

muoversi o pensare. Un neurone è costituito da 3 parti:

 Soma – contiene il nucleo con la cellula

 Dentriti – diramazioni che hanno il compito di raccogliere informazioni dalle altre cellule

 Assone – la coda del neurone, che scarica le informazioni contenute nella cellula

Partendo dal “midollo allungato”, che segna l’inizio dell’encefalo, possiamo distinguere 4 regioni

anatomiche e funzionali del cervello: frontale, temporale, parietale, occipitale. L’area cerebrale di interesse

per la glottodidattica è quella temporale, che si occupa della memoria; essa è costituita dalla

“neocorteccia”, dove hanno sede la memoria di lavoro e l’ippocampo. Grazie ai suoi sistemi sensoriali,

l’ippocampo è in grado di analizzare tutti gli input sensoriali e rimandarli ad altre ghiandole limitrofe, come

ad esempio l’amigdala, responsabile del comportamento emotivo (rielaborazioni degli input sensoriali in

emozioni).

Possiamo dire che motivazione, emozione e processi cognitivi non possono mai separarsi sul piano

psicologico e tantomeno su quello neurofisiologico; come visto, infatti, spesso i fattori emotivi (alla base

della motivazione) possono incidere pesantemente sulle performance dello studente, portando a feedback

didattici negativi che possono generare due conseguenze: o si genere un anello debole nella catena

d’apprendimento, che dovrà essere rinforzato per passare ai gradini successivi, o può insorgere uno stato

emotivo negativo così forte da condurre alla demotivazione e, dunque, alla rinuncia all’apprendimento.

L’informazione viene percepita dal cervello umano attraverso 3 tipi di memoria, con funzioni diverse. In

primis vi è la “memoria sensoriale”, che mette in funzione i 5 registri sensoriali di cui è dotato l’uomo

(visivo, uditivo, olfattivo, gustativo, tattile) e permette l’immagazzinamento delle informazioni sensoriali

per un determinato periodo di tempo. La particolarità delle informazioni sensoriali è che esse, dopo essere

state rielaborate nella memoria a breve termine/di lavoro, vengono registrate in modo permanente nella

memoria a lungo termine: ciò è molto importante nello studio di una lingua, poiché le varie percezioni

sensoriali permettono di memorizzare meglio ogni nuova parola (es. un’unica parola recepita mediante il

canale uditivo e visivo viene immagazzinata in memoria come un unico codice simbolico). Dunque,

possiamo riconoscere in questo senso l’efficacia dei supporti multimediali nell’apprendimento di una

lingua.

Alcuni studiosi hanno osservato in maniera scientifica le capacità di memoria immediata, analizzando il

comportamento delle cosiddette unità della MBT; tra questi studiosi c’è Miller, che sostiene il modello del

“7 +/- 2”, ovvero la capacità della MBT è di 7 elementi +/- 2; gli elementi che vengono appresi dalla MBT

vengono considerati come un unico raggruppamento di unità in “chunks”. La capacità di memorizzazione di

tali chunks, tuttavia, non si può comprendere ed analizzare scientificamente, in relazione al cosiddetto

“spam di memoria” (es. la memoria sensoriale, dedita a raccogliere ed interpretare gli stimoli, può essere

più efficace dal punto di vista uditivo rispetto a quello visivo – es. ricordiamo meglio un numero di

telefono/parola che ci viene proposta verbalmente piuttosto che in forma scritta).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione linguistica e interculturale
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maximilian21_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottodidattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Cardona Mario.

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