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riassunti

Politica economica

Si ipotizza che valga l’ipotesi di sussistenza: a tutti gli operatori è garantito un minimo iniziale di

risorse disponibili.

Dal punto di vista grafico, l’insieme di tutte le possibile allocazioni Pareto-efficienti, date le

risorse iniziali x e x è rappresentato dalla curva dei contratti di scambio.

1 2,

All’interno di una scatola di Edgeworth, la curva dei contratti di scambio è l’insieme (efficiente) di

tutti i punti di tangenza delle curve di indifferenza dei due consumatori. L’equilibrio è

rappresentato dai punti di tangenza tra le curve di indifferenza.

Lo scambio continuerà ad essere vantaggioso fino a quando SMS = SMS .

A B

Lezione II/2

L’efficienza nella produzione

In un’economia in cui si producono due beni, x e x , attraverso l’utilizzazione di due fattori, L e K,

1 2

disponibili in somma fissa, si raggiunge l’efficienza produttiva nel momento in cui non è più

possibile aumentare la quantità prodotta di uno dei due beni senza diminuire la quantità dell’altro.

Ovviamente, la tecnologia è un fattore dato (non c’è innovazione).

Fino a quando i SMST sono diversi nelle due produzioni, c’è spazio per una riallocazione dei

fattori di produzione L e K che rappresentano le risorse scarse dell’economia. La riallocazione

continua fino a quando: SMST = SMST . Quando i SMST sono uguali tra loro significa che in

x1 x2

realtà i due fattori di produzione hanno lo stesso valore.

Isoquanto produttivo: dice le combinazioni possibili di lavoro e capitale per produrre un certo

bene.

Dal punto di vista grafico, l’insieme di tutte le possibili allocazioni Pareto-efficienti è rappresentata

dalla curva dei contratti di produzione, che rappresenta l’efficienza in termini di produzione.

Tuttavia, graficamente, curva di trasformazione: individua le possibili allocazioni Pareto-efficienti

definite in termini di beni finali prodotti invece che in termini di fattori produttivi utilizzati. I punti sulla

curva costituiscono punti di efficienza.

Ipotesi: un solo individuo produttore e consumatore dei beni x e x (economia isola).

1 2

Per trovare il punto di efficenza sia nella produzione che nel consumo, bisogna considerare

congiuntamente la curva di trasformazione, che individua l’insieme delle possibilità di produzione

(efficiente), e le curve di indifferenza che rappresentano le preferenze del consumatore.

Il consumatore sceglierà la combinazione dei due beni che gli garantisca la massima utilità.

L’efficienza nello scambio e nella produzione si ha nel punto di tangenza tra la curva di

trasformazione e la curva di indifferenza più elevata per il consumatore (SMT = SMS). E’

necessario un processo di coordinamento tra quanto si vuole produrre e quanto si desidera

consumare.

Nel caso in cui ci siano due consumatori, A e B, ci deve essere efficienza nello scambio

(SMS =SMS ), e il sistema deve anche produrre la migliore combinazione di beni, utilizzando al

A B

meglio i fattori di produzione disponibili.

Condizioni di Pareto-efficienza:

- assenza di spreco nella misura in cui tutte le risorse sono totalmente allocate;

- SMS = SMS nel consumo, che permette di costruire la curva di indifferenza collettiva;

A B

- SMST = SMST nell’uso dei fattori di produzione;

x1 x2

- SMT = SMS nell’economia.

A,B

E’ un equilibrio economico generale (stabile); modello non migliorabile.

Conclusioni: il sistema economico raggiunge il suo massimo nell’utilizzo di risorse scarse quando

non risulta più possibile ri-allocarle attraverso scambi volontari e vantaggiosi per almeno un

operatore.

Richiede la compatibilità delle decisioni di produzione con quelle di consumo. E’ necessario un

processo di coordinamento tra quanto si vuole produrre e quanto si desidera consumare

(equilibrio stabile nelle quantità). 5 riassunti

Politica economica

All’aumentare del numero degli operatori coinvolti, un’economia monetaria (di mercato) facilita le

contrattazioni ed il coordinamento.

Lezione II/3

Il coordinamento delle decisioni individuali e l’equilibrio economico generale

In una economia di mercato si coordinano le decisioni individuali, di famiglie e imprese, e si

raggiunge un equilibrio economico generale di tipo walrasiano e concorrenziale.

Obiettivo dell’economia walrasiana di mercato: determinare un’allocazione di equilibrio delle

risorse tra domanda aggregata e offerta aggregata per un insieme di prezzi monetari dati

(parametrici). L’obiettivo di un’economia walrasiana è costituito dal raggiungimento di

un’allocazione di equilibrio delle risorse attraverso i prezzi monetari (Mercato).

Si tratta di un’economia monetaria che coordina decisioni decentrate e consente a ciascun

operatore di massimizzare il proprio obiettivo individuale.

La mano invisibile (Smith) del mercato coordina le decisioni individuali: “perseguendo il suo

interesse, l’individuo spesso persegue l’interesse della società in modo molto più efficace di quanto

intende effettivamente perseguirlo”.

I prezzi rappresentano i segnali informativi che regolano le contrattazioni.

Ciascun operatore per ottimizzare il proprio risultato economico individuale non ha bisogno di

avere informazioni sulle strategie degli altri agenti che compongono il sistema, ma solo sui prezzi

di mercato.

Ai fini dell’equilibrio e dell’efficienza, lo Stato deve garantire:

- la proprietà privata di tutti i beni;

- la libertà e volontarietà delle contrattazioni;

- la validità dei contratti.

E’ uno Stato minimale che ha solo funzione di legislatore e di garante del rispetto delle leggi e dei

contratti.

I soggetti presenti un’economia walrasiana sono costituiti da:

- le famiglie, che offrono risorse al mercato in cambio di beni e servizi;

- le imprese, che offrono beni data la tecnologia ed i fattori produttivi disponibili;

- il banditore walrasiano, che coordina le contrattazioni tra famiglie e imprese dichiarando ogni

istante i prezzi di scambio.

Lo scambio effettivo avviene solo al prezzo di equilibrio, quando DA e OA sono uguali tra di loro

per tutti i beni scambiati.

La strategia scelta da ogni famiglia è quella che massimizza la sua utilità e la strategia scelta da

ogni impresa è quella che massimizza il profitto.

Modello uni-periodale: al termine del periodo considerato vengono chiuse tutte le posizioni degli

operatori; all’inizio del successivo periodo, l’economia inizia ex novo le proprie attività economiche.

Modello a circuito chiuso: essendo le famiglie proprietarie delle imprese il profitto delle imprese

deve tornare alle famiglie. Si immagina che le famiglie all’inizio del periodo cedono risorse, le

imprese le utilizzano, producono, vendono e alla fine del periodo ridistribuiscono gli utili ottenuti.

Infine le risorse sotto forma di capitale e lavoro ritornano sul mercato nel periodo successivo.

Economia Walrasiana:

ciascun operatore decide in modo decentrato sulla base dei fondamentali e dei prezzi di

• mercato;

la strategia scelta da ogni famiglia è quella che massimizza la sua utilità e la strategia scelta da

• ogni impresa è quella che massimizza il profitto;

vettore dei prezzi di equilibrio p , fissato dal banditore tale per cui le decisioni di domanda e

e

• offerta sono compatibili per tutti i beni scambiati.

Si realizza uno stato di equilibrio economico generale (concorrenziale) per tutti i beni scambiati

e per tutti gli operatori economici. 6 riassunti

Politica economica

Primo teorema di mercato: ogni situazione di equilibrio economico generale coincide con

un’allocazione Pareto-efficiente delle risorse —> un sistema economico in equilibrio è anche

efficiente. Condizioni:

- assenza di spreco di risorse, dato che i beni sono distribuiti pienamente ed i fattori sono

utilizzati pienamente;

- SMS = SMS . Il prezzo è unico ed è quello dettato dal banditore;

A B

- SMST = SMST ;

x y

- SMS = SMT.

A,B

Secondo teorema: la Pareto efficienza è condizione necessaria ma non sufficiente per l’equilibrio

economico generale. La Pareto-efficienza non implica un Equilibrio Economico Generale.

Una economia di mercato può essere anche equa se affiancata da uno Stato con obiettivi di

equità.

Lo Stato decide l’allocazione iniziale delle risorse (con obiettivi di equità) e lascia al Mercato il

compito di riallocarle (con obiettivi di efficienza).

Per re-distribuire le risorse iniziali lo Stato tassa chi dispone di maggiori risorse attraverso una

tassazione di tipo lump-sum e “re-distribuisce” il gettito.

Le tasse di tipo lump-sum sono di difficile applicazione pratica perché sono una-tantum e non

prevedibili da parte degli operatori, cioè improvvise.

Regola generale, regola di Tinbergen: l’economia può raggiungere n obiettivi solo se ha a

disposizione n strumenti indipendenti.

Obiettivo di efficienza: Concorrenza (Mercato).

Obiettivo di equità: Tasse lump-sum (Stato).

Conclusioni: in un’economia a scelte decentrate, il Mercato garantisce il coordinamento tra

decisioni di consumo e decisioni di produzione attraverso la flessibilità dei prezzi.

Lo stato di Equilibrio Economico Generale realizza anche un uso efficiente delle risorse in senso

paretiano.

Un equilibrio efficiente può essere anche equo. E’ però necessario un intervento del policy

maker sulla distribuzione iniziale delle risorse.

Al policy maker viene demandato il perseguimento della equità distributiva ed al mercato

quello dell’efficienza economica. Difficoltà pratica di introdurre tasse di tipo lump-sum.

Modulo III: i beni pubblici e le esternalità

Sono i prezzi di equilibrio a consentire il coordinamento strategico e l’efficienza.

Il meccanismo di mercato è efficiente nel momento in cui i mercati sono concorrenziali, non vi

sono asimmetrie informative e potere di mercato.

La presenza di beni pubblici puri porta alla mancata formazione dei prezzi a causa di mercati

incompleti e asimmetrie informative; la presenza di esternalità porta alla formazione di prezzi

distorti a causa di mercati incompleti e asimmetrie informative. Questi sono due casi di

“fallimento di mercato”.

Il fallimento di mercato impedisce il coordinamento delle decisioni, e quindi l’efficienza

economica, rendendo necessari correttivi privati e pubblici per riportare i mercati all’efficienza.

Lezione III/1: il fallimento di mercato e i beni pubblici

Il meccanismo di mercato è efficiente nel caso di beni privati puri: le transazioni di beni privati

vengono coordinate attraverso l’applicazione di un prezzo monetario che rende compatibili le

decisioni di domanda e offerta.

Per tali beni, il mercato applica il principio dell’esclusione dal consumo e della rivalità nel

consumo.

La proprietà dell’”esclusione” conferisce la capacità di escludere gli altri dal consumo attraverso il

pagamento di un prezzo.

La proprietà della “rivalità” conferisce la capacità di consumare il bene escludendo altri dal

consumo attraverso il pagamento di un prezzo. 7 riassunti

Politica economica

Se vengono scambiati beni “non esclusivi” e “non rivali”, il mercato non è in grado di garantirne

la fornitura e l’uso efficiente. Risulta infatti difficoltosa l’introduzione di un prezzo monetario

unitario.

Beni pubblici puri: beni indistruttibili (dal consumo del singolo), indivisibili e non appropriabili per cui

non vale il potere di esclusione e di rivalità nel consumo, in contrapposizione ai beni privati puri.

Esempi di beni pubblici puri sono costituiti dalla difesa nazionale e dall’amministrazione della

giustizia.

La disponibilità a pagare per il bene pubblico è un’informazione privata.

I beni pubblici puri pongono problemi di coordinamento delle decisioni economiche che il

mercato non è in grado di gestire.

I. Bene non divisibile per quote, indistruttibile dal consumo di un ulteriore consumatore e non

appropriabile attraverso un contratto di proprietà privata.

II. Non vale il principio di esclusione; una volta prodotto, risulta disponibile per tutti i

consumatori; nessuno di loro è disposto a pagare per un bene che potrebbe essere utilizzato

gratuitamente.

III. Non vale il principio di rivalità; consente l’utilizzo del bene da parte di un nuovo

consumatore senza compromettere l’uso che dello stesso bene possono continuare ad avere

gli operatori già presenti nell’economia; pertanto, il costo marginale di utilizzo è nullo.

I consumatori non rendono esplicita la propria disponibilità a pagare e dunque la domanda del

bene non si manifesta. Nessuna impresa privata trova conveniente produrre il bene; pertanto,

viene a mancare l’offerta del bene. Il bene pubblico puro non viene prodotto dal mercato.

La fornitura pubblica rappresenta il correttivo al fallimento di mercato: solo lo Stato infatti è in

grado di garantire la fornitura di questo tipo di beni, coprendo i costi di produzione attraverso

l’imposizione fiscale.

Beni intermedi/misti: non sono perfettamente beni privati puri (nei confronti dei quali il mercato non

ha problemi di coordinamento) né beni pubblici puri:

beni di club: per loro natura parzialmente collettivi (es. autostrade) e parzialmente non rivali;

• beni meritori: beni che potrebbero essere trattati come se fossero privati (è possibile far

• valere i principi di rivalità e di esclusione) e gestiti tramite una logica di mercato, in quanto il

prezzo potrebbe coordinare le decisioni di domanda e offerta, ma sulla base di finalità di

interesse collettivo si preferisce attribuire loro la valenza di bene pubblico (es. servizi sanitari,

istruzione). Beni strettamente legati al vincolo di sopravvivenza. Sono beni privati (non puri)

che vengono forniti con logiche non di mercato. La produzione di questi beni pone problemi

di esternalità.

Tali beni pubblici non puri possono essere forniti e finanziati con diverse modalità:

- fornitura dello Stato e finanziamento tramite imposizione fiscale;

- fornitura dal settore privato e finanziate dagli utilizzatori, di norma con la regolamentazione

dello Stato;

- combinazione di settore pubblico e privato: fornitura privata e finanziamento pubblico.

Equilibrio efficiente di Lindhal, con beni privati e beni pubblici puri: economia nella quale la quantità

efficiente di beni pubblici è prodotta sulla base della disponibilità marginale a pagare degli

individui.

L’equilibrio efficiente di Lindhal costituisce una generalizzazione dell’equilibrio efficiente

walrasiano con beni privati.

Tuttavia, mentre nell’equilibrio walrasiano i soggetti scelgono la quantità di ciascun bene in

corrispondenza del prezzo dato, nell’equilibrio di Lindhal i soggetti scelgono prezzi diversi,

che rappresentano le disponibilità marginali a pagare, in corrispondenza di una data quantità del

bene pubblico.

La somma delle disponibilità marginali a pagare degli individui deve coincidere con il saggio

marginale di trasformazione.

I consumatori non hanno alcun incentivo a dichiarare la loro effettiva disponibilità a pagare per

un bene che, una volta prodotto, è disponibile per tutti.

Il policy maker non è in grado di osservare la reale disponibilità a pagare di ciascun

consumatore. 8 riassunti

Politica economica

Problema del free-rider: la disponibilità a pagare di alcuni individui diminuisce all’aumentare

della disponibilità a pagare degli altri.

Problema di coordinamento di strategie di tipo non cooperativo.

L’equilibrio di Lindhal potrebbe non essere efficiente e quindi non ottimale.

Gli individui, nella scelta tra contribuire e non contribuire, scelgono “non contribuire” raggiungendo

in questo modo l’equilibrio di Nash che, tuttavia, non è pareto-efficiente: entrambi gli individui

starebbero meglio se contribuissero al pagamento del bene pubblico.

La politica economica ha come obiettivo quello di indurre gli individui a scegliere la strategia

(C,C) e spostare il sistema da un equilibrio di non contribuzione ad un equilibrio di

contribuzione attraverso l’imposizione fiscale. Tuttavia lo strumento fiscale è uno strumento

imperfetto.

Conclusioni: in presenza di beni pubblici puri il mercato non funziona in quanto non è possibile

far emergere la vera disponibilità a pagare di ciascun consumatore.

I beni pubblici puri li fornisce lo Stato e li finanzia attraverso l’imposizione fiscale.

Lezione III/2

In un mercato di concorrenza perfetta con mercati completi e informazione perfetta, i prezzi

rappresentano l’unico segnale di coordinamento delle decisioni che garantiscono l’efficienza

economica.

Se valgono tali condizioni, ciò che è efficiente per l’individuo è efficiente anche per l’intera

collettività e i prezzi privati coincidono con i prezzi sociali.

La presenza di esternalità impedisce la coincidenza tra prezzi privati e prezzi sociali.

Le esternalità

L’esternalità è una relazione economica diretta tra due o più soggetti, non mediata da un prezzo

di mercato, in base alla quale un soggetto registra effetti positivi o negativi non dipendenti da una

sua scelta economica.

L’esternalità rappresenta pertanto una situazione di conflitto di interesse tra due (o più) operatori

economici non risolvibile attraverso compensazioni monetarie.

Si distinguono in:

• positive o negative in relazione al tipo di effetti prodotti;

• produzione o consumo;

• bilaterali o multilaterali in relazione al numero di soggetti coinvolti;

• occasionali o fondamentali in relazione alla possibilità di eliminarle.

Esempio di esternalità negativa di produzione: un’impresa siderurgica, posta a monte di un

fiume, inquina le acque danneggiando l’attività di un’impresa ittica posta a valle.

L’impresa siderurgica massimizza la propria funzione di produzione senza tenere conto degli

effetti negativi che influenzano la funzione di produzione dell’impresa ittica.

L’impresa siderurgica tiene conto solo dei suoi costi privati, ma non dei costi sociali della sua

produzione che coincidono con i danni causati all’impresa ittica.

Il produttore si trova nella disponibilità di una risorsa economica che può utilizzare gratuitamente.

Soluzione interna al mercato è l’integrazione di impresa: l’impresa siderurgica e quella ittica si

fondono dando vita ad una sola impresa permettendo nuovamente la coincidenza tra prezzi

privati e prezzi sociali. L’impresa, che nasce dalla fusione, massimizza il profitto internalizzando

la dimensione sociale dell’esternalità. Non sempre esistono gli incentivi economici perché

questo si realizzi concretamente

Soluzione generale al problema delle esternalità: l’economia deve essere ricondotta verso

l’equilibrio efficiente attraverso l’assegnazione di un prezzo all’esternalità (PE) in modo da

correggere il fallimento di mercato.

La presenza di esternalità impedisce la coincidenza tra prezzi privati e prezzi sociali, che deve

invece essere ripristinata.

1. Soluzione contrattualistica (Coase): “Se il mercato è concorrenziale, i costi di transazione

sono nulli e non esistono asimmetrie informative, allora il problema dell’esternalità si

9 riassunti

Politica economica

risolve con un’esatta definizione dei diritti di proprietà. Secondo Coase, le esternalità

nascono da una mancata definizione dei diritti di proprietà. Lo Stato deve definire in

modo esatto il diritto di proprietà e lasciare, poi, ai privati la libertà di contrattazione del

suo valore e della sua quantità. E’ una posizione compatibile con un’economia di solo

Mercato (liberista) in quanto lo Stato interviene solo ex-ante nel definire il quadro

contrattuale e legislativo del sistema (cioè modifica solo i fondamentali). Se vale il teorema

di Coase, la soluzione di mercato si ottiene con la compravendita dei diritti; in questo sta

l’intervento correttivo al fallimento di mercato. Limiti al teorema di Coase: nella realtà,

difficoltà di applicazione in presenza di molteplici soggetti o molteplici esternalità (in tal

caso contrattazioni complesse e presenza di costi di transazione); inoltre, problema di

asimmetria informativa tra chi crea il danno economico (lo sottostima) e chi lo subisce (lo

sovrastima). Se invece i soggetti fossero pochi, il mercato dei diritti non sarebbe più

concorrenziale perché esisterebbe un potere di mercato sui prezzi.

2. Soluzione fiscale (Pigou): prevede che lo Stato intervenga con il sistema fiscale

sostituendo al prezzo dell’esternalità una tassa (esternalità negativa) o un sussidio

(esternalità positiva). Sicuramente modalità più “corretta” dal punto di vista etico. Limiti:

risulta difficile raccogliere le informazioni necessarie (soprattutto se riguardano molti

soggetti) per operare una corretta tassazione (o sussidi); pertanto, risulta difficile tassare o

sussidiare in modo corretto. Inoltre, il gettito dovrebbe essere restituito ai soggetti

danneggiati in modo da garantire l’efficienza. Vi è una difficoltà nella misurazione dell’entità

dei danni individuali. Solo teoricamente l’intervento pubblico diretto è in grado di

correggere la presenza di esternalità e dunque di ricondurre l’economia all’efficienza. Non

si realizza in pratica in quanto l’informazione privata è di difficile osservazione e gli

operatori economici non hanno incentivi a dichiarare la verità. E’ razionale per chi crea

esternalità negative minimizzare la consistenza del danno arrecato alla collettività e,

viceversa, per chi lo subisce esagerarne la dimensione per poter essere maggiormente

risarcito.

Conclusioni: in presenza di esternalità il mercato fallisce in quanto non si ha coincidenza tra

dimensione privata e dimensione sociale. E’ necessario introdurre un prezzo alle esternalità.

Nel caso dei beni pubblici, gli operatori devono essere incentivati a contribuire ai costi di

produzione e, nel caso delle esternalità, a fornire informazioni private sulla dimensione dei danni

subiti e/o dei benefici ottenuti.

Modulo IV

Una fattispecie del fallimento del Mercato è legato ai processi di diffusione dell’informazione

e agli effetti dell’incertezza sul benessere individuale e collettivo.

In caso di violazione dell’ipotesi di perfetta informazione, l’economia di mercato non è in grado

di coordinare le decisioni e di realizzare in modo automatico l’efficienza economica. Problema di

fallimento informativo.

Il mercato è in grado di gestire il rischio individuale (o idiosincratico) attraverso i contratti

assicurativi, ma non il rischio sistemico.

Lezione IV/1

Economia di first-best: sistema economico che realizza sia un obiettivo di efficienza che di

giustizia sociale (minimale) attraverso il coordinamento di Mercato.

Se non vi sono impedimenti alla compatibilità tra efficiente uso delle risorse (realizzata attraverso il

Mercato) e giustizia sociale, lo Stato non deve intervenire né per ragioni di efficienza né di

equità.

Se il Mercato risulta essere inefficiente oppure si ottiene una distribuzione delle risorse “ingiusta”,

lo Stato può correggere l’eventuale inefficienza oppure modificare una distribuzione iniziale

delle risorse solo attraverso politiche di first-best (ad esempio con la tassazione lump-sum).

Questo non è sempre possibile. La tassazione lump-sum richiede l’impossibilità che gli operatori

possano reagire alla sua applicazione e dunque risulta utilizzabile con difficoltà.

10 riassunti

Politica economica

Inoltre, le diverse forme di intervento pubblico per correggere il fallimento di mercato risultano

distorsive dei processi decisionali. Quindi l’economia di first-best potrebbe non essere

realizzabile.

Il Mercato è in grado di perseguire in modo automatico l’efficienza solo se valgono le cosiddette

“ipotesi teoriche standard”:

- assenza di fallimenti di mercato;

- concorrenza perfetta;

- mercati completi;

- perfetta informazione.

L’economia di first-best si realizza in casi molto particolari; bisogna prendere in

considerazione assetti economici di “second-best” per il perseguimento dell’efficienza e/o della

giustizia sociale.

Difficilmente si realizza nell’economia un assetto di first-best, in quanto nei fatti si verifica un

problema informativo. E’ la presenza di fallimento informativo che giustifica l’intervento pubblico

con finalità di efficienza.

Lo Stato può intervenire utilizzando quattro strumenti:

• regolamentazione;

• finanziamento (sussidi alla produzione);

• produzione diretta: logica connessa alla produzione di bene pubblico puro (logica di giustizia

sociale);

• trasferimenti monetari (sussidi al consumo).

Occorre valutare quale strumento sia più appropriato.

1. L’assenza di fallimento del mercato.

Il fallimento di mercato può assumere tre forme:

- presenza di beni pubblici puri: il bene pubblico puro presenta le caratteristiche tecniche di non

rivalità e non esclusione dal consumo che ne rendono impossibile la produzione di mercato,

dato che i consumatori non sono incentivati a manifestare la propria disponibilità a pagare

(problema del free-rider). Problema di informazione “privata”. Per garantirne la fornitura, è

necessaria la produzione da parte dello Stato; non è possibile fare emergere la reale

disponibilità a pagare; ciò causa inefficienza;

- presenza di esternalità: correttivi che non richiedono l’intervento pubblico diretto: il

Mercato può internalizzare le esternalità oppure lo Stato può definire legalmente i diritti di

proprietà (che vengono poi scambiati dagli operatori). Attività dello Stato di regolamentazione

delle esternalità oppure introduzione di tasse (o sussidi) pigouviani, distorsive perché lo Stato

non riesce ad acquisire informazioni complete sull’entità dei danni creati o di quelli subiti;

- presenza di rendimenti di scala crescenti: spesso una conseguenza tecnica dell’innovazione che

rende possibile produrre con costi decrescenti. Ne consegue che il costo medio di produzione

sia superiore a quello marginale e quindi l’impresa concorrenziale non riesce a coprire i costi

fissi. Infatti l’impresa concorrenziale, applicando la regola: prezzo=costo marginale avrebbe

delle perdite. L’innovazione è la nuova “conoscenza” che rappresenta il fondamento della

crescita economica.

2. L’ipotesi di concorrenza perfetta.

La concorrenza perfetta deve realizzarsi in tutti i mercati e garantisce che gli agenti siano price-

taker e che i beni vengano scambiati in base al valore d’uso. Consente di produrre la maggiore

quantità di beni possibile, al minore prezzo possibile, garantendo una distribuzione minima a tutti i

cittadini. La concorrenza impedisce la concentrazione del potere economico e rende disponibile

per l’insieme dei consumatori il maggior numero di beni al minor prezzo possibile.

L’esistenza di barriere all’entrata impedisce il realizzarsi della concorrenza e lo Stato può

intervenire regolamentando i monopoli e gli oligopoli, costringendo le imprese a comportarsi come

se i mercati fossero concorrenziali. Lo Stato può imporre, in termini generali, un prezzo massimo al

monopolista, sussidiare le produzioni oppure prevedere legislazioni anti-trust. Molte barriere

all’entrata hanno ragioni di natura tecnologica e sono legate alla diffusione dell’innovazione che

nella fase iniziale viene tutelata attraverso i brevetti.

11 riassunti

Politica economica

La conoscenza è costosa da acquisire, ma una volta che si è diffusa può essere utilizzata

(quasi) gratuitamente da chiunque.

Se non fosse tutelata (con i brevetti) verrebbero meno gli incentivi ad innovare e ciò sarebbe un

freno per la crescita.

Le nuove tecnologie richiedono investimenti in ricerca e sviluppo molto costosi, ma il processo

di diffusione della conoscenza tecnica è la condizione perché vi sia maggior crescita collettiva.

Nella ricerca di base spesso troviamo la presenza dello Stato o come produttore o come

finanziatore. La ricerca di base, in presenza di un forte interesse sociale, assume la valenza di

bene pubblico (meritorio).

Trade-off tra efficienza e crescita.

3. L’ipotesi di mercati completi.

L’ipotesi di mercati completi richiede che vengano forniti tutti i beni e servizi per cui i consumatori

sono in grado di pagare un prezzo che copra i costi di produzione.

Ciò può non accadere, nel caso di rischi non assicurabili.

L’intervento pubblico deve garantire che tutti i beni e servizi, per cui esiste la domanda, possano

essere prodotti.

I mercati incompleti sono una conseguenza della presenza di forme di asimmetria informativa:

molti contratti non si formano pur essendovi una disponibilità a pagare (mercati potenzialmente

inefficienti).

4. L’ipotesi di perfetta informazione.

L’economia di first-best richiede che ci sia perfetta informazione; il Mercato realizza un equilibrio

efficiente solo se gli operatori hanno informazioni complete.

I processi di diffusione dell’informazione sono sempre più complessi e spesso gli operatori

prendono decisioni in condizioni di incertezza.

Se le informazioni divengono troppo complesse sarà necessario ipotizzare che vengano gestite da

“agenti informati” per conto di altri operatori, generando situazioni di asimmetria informativa.

Fallimento informativo quando l’economia di mercato non è in grado di coordinare le decisioni e

di realizzare in modo automatico l’efficienza economica.

La natura del fallimento informativo: i modelli di first-best, che studiano la teoria degli equilibri di

mercato efficienti e “giusti”, ipotizzano che gli operatori siano sempre perfettamente informati.

Accade però che gli agenti non abbiano informazioni perfette.

E’ possibile risolvere la questione fornendo all’operatore le informazioni di cui è carente; in molti

casi, questo non è possibile.

Fallimento informativo quando l’orizzonte temporale è troppo lungo; riguarda aspetti che hanno

scarsa probabilità di verificarsi; la conoscenza è tecnicamente complessa.

Problemi informativi relativi a:

- la qualità;

- il prezzo: in molti casi, è lo stesso mercato ad offrire le informazioni necessarie;

- il futuro: necessità di fare previsioni sul futuro; modello di scelta intertemporale di Fisher, che

consente di analizzare le opzioni disponibili per l’operatore in due differenti momenti temporali,

uno presente e uno futuro. Nel grafico decisioni di spesa di un individuo quando è giovane

(quindi lavora e guadagna) e quando è anziano (e non è più in grado di procurarsi un reddito da

lavoro). L’individuo si muove lungo il suo vincolo di bilancio intertemporale. Questo modello

presuppone che esistano preferenze intertemporali e informazioni certe sul futuro. La certezza

informativa elimina di fatto la necessità di avere mercati assicurativi. In presenza di certezza

sul futuro, non vi è necessità di mercati assicurativi e gli operatori sono in grado di provvedere

alla loro vecchiaia attraverso il risparmio. Rimane allo Stato la funzione di residuale di sanare

la povertà di lungo periodo di soggetti che per malattia o incapacità non sono in grado di

trasferire risorse nel tempo.

Non sempre il correttivo pubblico è in grado di risolvere in modo soddisfacente il fallimento

informativo. 12 riassunti

Politica economica

Conclusioni: l’assenza di perfetta informazione sui prezzi e qualità rende difficoltoso per gli

operatori la formazione di scelte ottimali e, dunque, per il mercato il processo di coordinamento

finalizzato all’efficienza.

Bisogna dunque introdurre modelli in cui gli operatori decidano le proprie strategie in condizioni di

incertezza e possano decidere di assicurarsi.

Lezione IV/2

Molte decisioni prese nel sistema economico sono incerte. Il grado di incertezza rappresenta un

fondamentale di ogni sistema economico.

L’origine dell’incertezza sta nel fatto che tutte le decisioni economiche rilevanti hanno una

dimensione temporale ed una informativa: la dimensione temporale è legata alla presenza di

eventi futuri imprevisti; la dimensione temporale si lega a quella informativa in quanto il futuro è

ignoto.

Esiste inoltre una incertezza informativa ineliminabile legata al fatto che ogni operatore dispone

di informazioni esclusivamente private.

E’ importante distinguere tra incertezza:

- esogena: dipende da fatti esterni non controllabili; eventi su cui il decisore non è in grado di

influire e quindi non è in grado di modificarne la probabilità di verificarsi. L’incertezza nei mercati

assicurativi è solitamente esogena. Il soggetto decisore non è in grado di influire sulla

manifestazione dell’evento incerto;

- endogena: dipende da fattori interni al sistema economico che sono controllabili.

La probabilità oggettiva di un evento incerto può essere definita come rapporto di frequenza tra

casi favorevoli e casi possibili; la probabilità soggettiva è una misura della convinzione o grado

di fiducia (belief) che un individuo attribuisce al verificarsi di un evento.

Può però essere strategico per l’individuo fornire informazioni distorte su quale sia il suo reale

belief; è necessario incentivare l’individuo a rivelare i suoi veri giudizi di probabilità.

Normalmente, si ipotizza che le probabilità soggettive possano divergere solo se gli individui hanno

differenti informazioni.

Si sostiene che gli operatori debbano avere le stesse aspettative e lo stesso grado di fiducia

(belief) se detengono le medesime informazioni. Teoria basata sui rational beliefs.

La teoria dell’incertezza più tradizionale si basa su misure di probabilità oggettiva.

E’ importante distinguere l’incertezza individuale (rischio idiosincratico) da quella di mercato (o

sistemica). Può essere assicurato solo il rischio individuale (idiosincratico) e non quello

collettivo (sistemico).

Il rischio rappresenta la dimensione misurabile dell’incertezza attraverso il concetto di

probabilità.

I mercati assicurativi sono in grado di gestire solo eventi certi a cui è possibile associare una

probabilità (oggettiva) di verificarsi.

Il rischio individuale può essere rimosso attraverso forme di assicurazione o di auto-

assicurazione (come il risparmio).

L’incertezza di mercato non può essere rimossa poiché colpisce tutta la collettività. La si definisce

impropriamente rischio sociale e ne è un esempio la recessione.

Teoria dell’utilità attesa: l’utilità attesa, in condizioni di incertezza, diviene per ciascun operatore

l’obiettivo strategico da ottimizzare.

L’individuo dovrà prendere una decisione circa l’azione da compiere in uno stato del mondo

incerto che produce conseguenze a cui sono associabili livelli differenti di utilità.

La natura dell’incertezza sta nel fatto che l’individuo non conosce gli stati del mondo in quanto

esogeni e indipendenti dai suoi comportamenti e quindi può fare solo delle ipotesi sulle

conseguenze delle proprie azioni.

E’ possibile conoscere le probabilità oggettive di verificarsi di ogni stato del mondo; si escludono

gli eventi imprevisti.

Modello di Neumann-Morgenstern: ipotizza che un individuo razionale possa associare un livello di

utilità ad ogni conseguenza probabile e quindi scelga l’azione che può massimizzare l’utilità

attesa. 13 riassunti

Politica economica

Pur essendo note le stesse probabilità, normalmente i diversi agenti economici associano livelli di

utilità differenti alle conseguenze e dunque le funzioni di utilità attesa sono individuali. Tre tipi

di posizione degli individui nel prendere decisioni in condizioni di incertezza:

- individui neutrali al rischio (es. compagnie di assicurazione). La funzione di utilità attesa di un

individuo neutrale al rischio è lineare; l’individuo accetterebbe un contratto che gli offrisse un

reddito certo Y* = Y invece di affrontare l’incertezza;

M

- individui propensi al rischio: “ama” l’incertezza e dunque è disposto a pagare per poter

scommettere, accettando quindi giochi non “equi” che pagano meno dell’equivalente certo. La

sua funzione di utilità attesa è convessa in quanto attribuisce maggior valore al fatto di

vincere e relativamente meno valore al fatto di perdere. I giochi e le scommesse legali sfruttano

questa posizione: lo Stato guadagna gettito fiscale;

- individui avversi al rischio: soggetti che preferiscono un reddito più basso certo; potranno

ottenere l’utilità attesa U con un equivalente certo Y* inferiore a quello medio Y se gli viene

M M

offerto con certezza. Sono disposti a rinunciare ad un valore pari a V = Y - Y* > 0. Sono gli

M

unici soggetti che si assicurano. Funzione di utilità concava.

Assicurazione: “meccanismo che offre protezione contro il rischio individuale di verificarsi di un

evento incerto di cui è nota la distribuzione di probabilità”.


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ziobertoldo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Malerba Giuseppina.

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