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Appunti di Geografia

Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Tre sono i possibili tipi di situazioni territoriali: - perimetro costiero; - regione cerniera; - centri insediativi dell'interno. La Sicilia costituisce un esempio di regione in cui queste tre situazioni territoriali sono compresenti.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. La Sicilia si articola in due sistemi metropolitani: quello della Sicilia orientale, che comprende il versante ionico-etneo, e quello della Sicilia occidentale, attorno ai poli di Palermo, Trapani, Marsala. Si tratta di due sistemi aperti che intrattengono relazioni tra loro. I rapporti tra i due sistemi sono legati alle vie di comunicazione.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. L'analisi territoriale individua diverse tipologie di sistema: - sistema locale: insieme di soggetti che costituiscono una unità a base territoriale distinta e autonoma; - sistema urbano: spazio costruito (complesso di aree dense dal punto di vista della costruzione in riferiemnto agli aspetti fisico-funzionali) o interazione spaziale (tutti i flussi in riferimento agli aspetti funzionali); - sistema metropolitano: struttura territoriale economico-funzionale che include più città e aree urbane.
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3,3 / 5
Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. La geografia moderna opera in termini di sistema: secondo la logica sistemica nell'analisi territoriale si passa attraverso due fasi: - adozione di modelli analitici: selezionare aggregati di elementi colti nella loro globalità e relazionati tra loro e con l'ambiente esterno attraverso l'analisi di interdipendenze; - costruzione di un sistema informativo: insieme di dati territoriali che si utilizzano come comune denominatore dei modelli analitici individuati.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. L'elemento fisico che contribuisce alla crescita delle regioni è il sistema infrastrutturale. Quello che sta alla base di tutti i sistemi infrastrutturali è il sistema delle vie di comunicazione. Per migliorare la produttività è necessario infatti un miglioramento della mobilità.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Si parla di meso-regione o realtà meso-regionale quando più regioni amministrative costituiscono un territorio avente caratteristiche comuni. Ma meso-regione adriatica, ad esempio, è costituita da Marche, Abbruzzo, Molise, Puglia. Caratteristiche comuni della meso-regione adriatica sono: il mar Adriatico, la scarsa densità demografica, la civiltà agricola e marinara, lo sviluppo industriale. Punti di forza sono: l'interazione di fattori naturali, politici, sociali, economici, il ruolo svolto da agricoltura e turismo, nascita di imprese e industrie. La via adriatica è anche la possibilità di sviluppo del mezzogiorno grazie all'interrelazione tra le regioni.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. La nuova polita europea considera le regioni riunite in aree. Si parla di euroregioni transnazionali costituite da più regioni interrelate tra loro e con altre euroregioni. Si formano così le super-regioni europee che inglobano corridoi e archi di regioni. Sette sono le super-regioni: adriatico-balcanica, dell'arco latino (da Roma a Siviglia), dell'arco cantabrico (da Lisbona alla Normandia), anglo-olandese (dall'Inghilterra a Benelux), baltico-scandinava, austro-ungarica, alpina.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Il Sud Italia può essere trattato secondo il metodo sistemico, che considera le regioni meridionali come entità geografiche interconnesse. Il sud viene diviso in due archi: arco tirrenico (Campania, Calabria, Basilicata) e arco adriatico (Abbruzzo, Molise, Puglia). La nuova politica europea vuole vedere come le regioni sono unite in aree per poter vedere il sud integrato nella penisola e valutarne le possibilità di sviluppo. Primo cenno di sviluppo del sud riguarda il potenziamento di porti e aeroporti, a partire dal porto di Gioia Tauro. Si cerca di creare nel sud delle direttrici trasversali nei trasporti.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. La carta topografica di Italia è derivata dalla proiezione universale trasversa di Mercatore, in cui tutto il mondo è stato diviso in sessanta fusi indicati con numeri e venti fasce indicate con lettere. L'Italia occupa le fasce T-S e i fusi 32-33-34. Il fuso 33 è stato ampliato per far rientrare anche il Salento. La carta topografica italiana è divisa in 285 fogli, ognuno diviso in quattro parti dette quadranti, ogni quadrante è diviso in quattro tavolette.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Nella proiezione universale trasversa di Mercatore tutto il mondo è stato diviso in sessanta fusi indicati con numeri e venti fasce indicate con lettere. L'intersezione di fusi e fasce dà luogo a maglie trapezoidali, dette zone, individuate dal numero di fuso e dalla lettera di fascia. Le zone sono poi a loro volta divise in quadrati, ognuno di 100 km di lato, indicato da due lettere, una per la colonna e una per la riga. Ciascun quadrato è poi diviso in maglie più piccole, in un reticolato chilometrico fatto dall'intersezione di meridiani e paralleli, in cui le coordinate cartesiane individuano i punti.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Il sistema grafico della rappresentazione dei rilievi si basa sulle isoipse o curve di livello, che seguono la forma del terreno e ne indicano la quota. Le isoipse sono linee ideali che uniscono tutti i punto di uguale quota rispetto al livello del mare. La distanza verticale o dislivello tra le isoipse si chiama equidistanza. La maggior densità di isoipse indica maggior pendenza e ripidità. Le isoipse possono essere direttrici, normali o ausiliarie.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Per la rappresentazione della morfologia del terreno, fino al XVIII sec. si aveva una rappresentazione pittorica, poi subentrarono il sistema a spina di pesce o a bruco (consisteva in una doppia serie di trattini paralleli tra loro e ortogonali all'asse della catena montuosa), il tratto forte, lo sfumo, (ombreggiatura), il tratteggio e le tinte altimetriche. Attualmente si usa il sistema grafico della rappresentazione dei rilievi.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Sulle carte geografiche vengono utilizzati dei simboli geografici geometrici, segni convenzionali che rappresentano gli elementi sul territorio: si tratta di quadrati, cerchi o sfere. La dimensione del simbolo e la grandezza del fenomeno sono proporzionali tra loro: il raggio del cerchio o il lato del quadrato devono essere proporzionali alla radice quadrata della quantità del fenomeno. Si parla di simbolismo cartografico: i simboli si riferiscono agli oggetti fisici o alle opere umane. Le modalità dei simboli sono: forma geometrica, dimensione, orientazione, colore, intensità.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Le rappresentazioni sulle carte geografiche possono essere: - rappresentazioni dinamiche: rappresentazioni di fenomeni in movimento; - rappresentazioni statiche: rappresentazioni di fenomeni stabili; - rapresentazioni qualitative: rappresentazioni dei fenomeni secondo le caratteristiche; rappresentazioni puntiformi o lineari; - rappresentazioni quantitative: rappresentazioni dei fenomeni secondo la quantità; visualizzazione di rapporti tra lunghezze per mezzo di simboli geometrici.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Le carte geografiche si possono classificare in base al contenuto in: - carte topografiche: rappresentazioni della superficie fisica (morfologia, idrografia, elementi fisici e umani); - carte tematiche: rappresentazioni di elementi visibili o non, di temi specifici, trasposizioni di istogrammi in base ai dati statistici.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Sulla base della scala le carte si possono classificare in: - carte a grandissima scala da 1:100 a 1:10000 (piante, mappe); - carte a grande scala da 1:10000 a 1:100000 (carte topografiche); - carte a media scala da 1:100000 a 1:1000000 (carte corografiche); - carte a piccola scala da 1:1000000 in su (carte geografiche, planisferi).
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. La scala è il rapporto di riduzione che vige all'interno di una carta geografica. Una scala 1:10000 significa che una unità di misura sulla carta è 10000 volte l'unità di misura sulla terra. Per calcolare la misura nella realtà si moltiplica la misura sulla carta per 10000, per calcolare la misura sulla carta si divide la misura nella realtà per 10000. La misura sulla carta è uguale alla misura sulla terra fratto il denominatore della scala: C = T/N. Tanto più grande è il denominatore tanto più piccola è la scala.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Le proiezioni sono il processo mediante il quale si proietta la superficie della terra su un reticolato. Ogni proiezione o rappresentazione della superficie terrestre deve rispettare: - equidistanza: il rapporto tra le lunghezze sulla carta e le lunghezze nella realtà deve essere inalterato; - equivalenza: il rapporto tra le aree sulla carta e le aree nella realtà deve essere inalterato; - isogonia: il rapporto tra gli angoli sulla carta e gli angoli nella realtà deve essere inalterato. Le proiezioni possono essere pure o vere, prospettiche, di sviluppo, cilindriche, modificate, convenzionali, di Gauss.
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3,5 / 5
Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Una carta geografica è una rappresentazione ridotta, simbolica e approssimata. La riduzione si basa su un rapporto di riduzione chiamato scala che può essere numerico o grafico (segmentato). La simbolicità è dettata dalla necessità di rappresentare gli elementi in modo convenzionale. L'approssimazione è data dall'esigenza di riportare sul piano la superficie sferica terrestre.
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Questo appunto si riferisce al corso di Geografia tenuto dal professor Franco Salvatori. Il primo esempio di cartografia è una tavoletta di argilla di 2500 anni fa della zona della Mesopotamia. I Greci avevano una cartografia pratica, finalizzata alla navigazione, e una cartografia filosofica. I Romani avevano una cartografia pratica legata all'agrimensura e alla tattica militare. In età medievale la chiesa continua la concezione della terra piatta tripartita di età romana. Si diffondono itinerari e portolani. Con le grandi scoperte geografiche dell'età moderna cominciano a circolare nuove carte e stampe, ma anche piante topografiche. Solo alla fine del '700 la cartografia inizia a produrre carte su basi geodetiche.
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