Acqua
Acqua: 1,360 milioni di km3, elemento più diffuso nel mondo, fonte rinnovabile. 95,5% è salata, 2,2% immagazzinata nei ghiacciai, 2,3% è dolce (suolo o sottosuolo prevalentemente). Si trova anche in paludi e laghi (13,000 km3), fiumi (4,000 km3) e nell’atmosfera (13,000-15,000 km3).
Geografia (A) – Andreotti “Fiumi” E. Mo [200?]
Gange
Caratteristiche fisiche e storiche
Stati: Tibet (Bhagirathi), Bangladesh e India.
Gange, Ganga (sanscrito), “Una maledizione sporca sull’anima del fiume sacro”.
Lunghezza: 2,700 km.
Sorgente: ghiacciaio di Gangotri (3,000 m), Himalaya.
Foce: Golfo del Bengala.
Bacino: 1.677.000 kmq (con Brahmaputra e Meghna).
Affluenti: Alaknanda, Pandu, Yamuna, Ghangra e Gandak.
Fiume sacro → città sante Haridwar (porta del cielo) e Rishikesh (le sabbie degli ascetici) → bagno purificatorio - religioso ai nostri occhi, festosità.
[India: martoriata da cicloni e monsoni, una violenza sociale della natura assecondata dagli interventi umani che mutano il clima: super cicloni e inondazioni incombono pesantemente a causa del surriscaldamento e innalzamento del mare, soprattutto nel Golfo del Bengala, dove sfociano il Gange, il Brahmaputra e il Meghna].
Catastrofe ecologica
“Una gigantesca fogna”: industrie e privati riversano ogni specie d’immondizia ed escrementi (1 miliardo e mezzo di litri all’anno da 700 città e villaggi → 500 milioni di persone = 8% popolazione mondiale), oltre a ceneri di Hindu cremati e parti di cadavere sparsi per la rinascita spirituale.
Ogni minuto muore una persona di diarrea, otto persone su dieci soffrono di attacchi intestinali. Sono diffuse epatite, tifo, dissenteria, colera, ecc.
Estinzione minacciata per il delfino del Gange e lo hilsa (salmone indiano).
Scarsità d’acqua potabile a New Delhi, sembra impossibile ma l’acqua di Yamuna e altri fiumi non basta, si ricorre all’acqua del Gange (Upper Ganga Canal): 180 milioni di metri cubi l’anno = conflitto (vedi colonna dopo).
Bihar (regione indiana): popolosissima (880 persone per km2), alla fame a causa d’inondazione e siccità che blocca lo sviluppo agricolo.
Guerra dell’acqua
Autorità governative e locali sotto accusa:
- Kanpur: scarti da concerie (171 milioni di litri di acqua impura);
- Allahabad: proteste dei santoni contro New Delhi per incapacità di affrontare il problema inquinamento.
GAP (Ganga Action Plan): tentativo di risanamento anni ’80 finito nel nulla.
New Delhi: conflitto sociale a causa di una divisione ingiusta dell’acqua potabile: 30 litri pro capite al giorno nei quartieri poveri e 462 in quelli residenziali.
Conflitto tra New Delhi e Dacca: diga di Farakka (tra India e Bangladesh), disputa difficilmente risolvibile a causa delle ambizioni dei governanti. La disputa non esiste tra i popoli del Gange, è il fiume di tutti: protesta contro accanimento politico e progetti di nuove dighe = cambio corso fiume.
Narmada
Caratteristiche fisiche e storiche
Stati: India.
Narmada, “Paure e sogni aspettando la grande onda”.
Lunghezza: 1,300 km.
Sorgente: nella Valle del Narmada.
Foce: Mare Arabico.
Bacino:
Affluenti:
Fiume sacro come il Gange, le rive sono abitate perlopiù da indigeni (contadini e allevatori, analfabeti), vedono il progresso voluto dal governo come un mostro ignoto che sconvolge il loro ambiente.
Catastrofe ecologica
Dighe: paura d’inondazioni accentuata dalla costruzione di una miriade di dighe (3.165 dighe!), sviluppo voluto da New Delhi, ma le strutture sono inadeguate per trattenere la forza d’urto delle acque del fiume, alterano il sistema ecologico di tutto il bacino distruggendo 4mila km2 di foresta, provocano malattie e distrugge la fauna ittica e di conseguenza disoccupazione per 40.000 pescatori.
La costruzione delle dighe ha obbligato 33 milioni di persone ad abbandonare le loro abitazioni minacciate da inondazioni = disagi sociali.
Sardar Sarovar: la diga più grande costruita sul bacino del Namarda (1961-1999?), costo di 3,4 miliardi di euro, un monumento alla scienza e alla tecnica idraulica. Scopo iniziale: immagazzinare acqua da usare con sapienza per distribuirla alle terre aride. Obiettivo fallito = ha partorito un disastro ecologico e guerra.
Guerra dell’acqua
Contesa tra le regioni Madhya Pradesh, Mahareshatra e Gujarat, un conflitto che peggiora ulteriormente la vita miserabile del popolo sulle sue rive che ha sete: 250 milioni di persone (India) non ha accesso ad acqua potabile “sicura”.
Disagio sociale dovuto allo sradicamento di milioni di persone dalle loro terre.
Protesta della NBA (Narmada Bachao Andolan) contro la diga di Sardar Sarovar per evitare i cambiamenti ecologici ed catastrofi (A. Roy: “Il più grande disastro ambientale pianificato”). Medha Patkar è la paladina del movimento, da anni si batte contro la diga che distruggerebbe una valle ricca di agricoltura e cotone, le basi della sopravvivenza per l’India.
L’associazione si è battuta perché gli sfollati abbiano abitazioni adeguate, ciò non è accaduto. Molte proteste negli anni ’90, ma a poco sono servite (marce, scioperi della fame, incatenamenti sul luogo, ecc.).
Giordano
Caratteristiche fisiche e storiche
Stati: Israele, Giordania, Siria e Libano.
Giordano, “La contesa infinita lungo il fiume che battezzò Gesù”.
Lunghezza: 320 km.
Sorgente: Monte Hermon (2,700 m).
Foce: Mar Morto.
Bacino: ?
Affluenti: Yarmuk.
Fiume biblico, ricorrente nelle pagine del Vecchio e Nuovo Testamento, ogni luogo attorno ad esso è storicamente importante e per molti credenti sono molti luoghi da visitare: oggi striminzito, a malapena raggiunge il Mar Morto, entrambi agonizzanti. Oggetto di contese tra Siria, Israele e Giordania.
Catastrofe ecologica
Fiume che per dieci secoli ha alimentato una terra arida è oggi un rivolo salato: Israele dal 1964 l’ha sfruttato pompando acqua per l’irrigazione, anche la Giordania. Oggi si può vede solo a tratti. Ha i giorni contati, ma il turismo sembra non gli importi perché milioni di pellegrini ogni anno fluiscono qui per battezzarsi dove si è battezzato Gesù (conteso anche il luogo storico del battesimo: Lago di Tiberiade o Betania nel sud del Giordano).
Di conseguenza il Mar Morto non è più alimentato dal povero Giordano: disastro ecologico a cui serve porre subito rimedio. Anch’esso oggetto di contesa tra Israele e Giordania, il suo livello è sceso da 392 a 409 metri sotto il mare e la superficie si è ridotta del 30%. Un mare agonizzante come l’Aral. È per fortuna ora in fase di progettazione il canale Rosso-Morto (consenso anche di Israele e USA), un canale di collegamento che trasferisce dal Mar Rosso al Mar Morto 900 milioni di metri cubi l’anno di acqua, per ora l’unica soluzione possibile per la salvezza del mare: mare con valore storico, politico e religioso.
Guerra dell’acqua
Acqua contesa da Giordania, Siria e Israele: scontri armati, continuano tuttora, scontri politici, diplomatici ed economici. In particolar modo scontri tra Israele e Siria fin dalla creazione dello stato ebraico. Nel ’53 Tel Aviv cercò di deviare il Giordano e Siria reagì proponendo alla Giordania in progetto di una diga che blocchi l’acqua per Israele: giunsero presto a un accordo.
Trattato di Pace 1994: accordo tra i tre stati, ancora oggi problemi tra Israele e Siria, a causa del Golan, alture e sorgente infinita di acqua strappata alla Siria dai Israele (470 milioni di metri cubi d’acqua l’anno) e che è ben controllato da forze armate. Clima di tensione sul confine.
Tigri - Eufrate
Tigri
Stati: Turchia e Iraq.
Tigri, “Le dighe prosciugano l’anima fertile della Mesopotamia”.
Lunghezza: 1,950 km.
Sorgente: montagne Turchia orientale (Tauro: dispone di una quantità elevata di acqua in quanto i rilievi alti anche 3.000 m sono soggetti a nevicate).
Foce: Golfo Persico.
Bacino: 375.000 kmq.
Affluenti:
Eufrate
Stati: Turchia, Siria e Iraq.
Lunghezza: 2,760 km.
Sorgente: montagne Turchia orientale.
Foce: Golfo Persico.
Bacino: 765.000 kmq.
Affluenti:
Fiumi – mito: nasce la civiltà Mesopotamica (“in mezzo ai fiumi”) sulle sue rive, ha visto gli splendori di Babilonia (Assiri e Babilonesi). Sede leggendaria del paradiso terrestre è Chatt al-Arab (dove i due fiumi si congiungono). L’Eufrate è protagonista dell’Aida di Verdi: Va’ pensiero cantato dagli schiavi ebrei incatenati sulle sue sponde.
Sfondo di molte battaglie, più volte le loro acque si sono tinte di rosso (Saddam Hussein).
Catastrofe ecologica
GAP (Grande progetto Anatolico): la costruzione di ventidue dighe e diciannove centrali termoelettriche ha provocato proteste e disastri ecologici, oltre a distruzione di villaggi e importantissimi centri storici e archeologici (vedi colonna dopo).
Nuova minaccia per il Tigri e in particolar modo per Hasankeyf (Turchia), città-fortezza abitata da migliaia di curdi che fino 1972 vivevano nelle 5.000 grotte delle pareti del castello (10.000 persone: costrette dal governo ad abbandonarle).
Oggi con il progetto GAP sono di nuovo costrette a trovare riparo altrove perché con la diga di Ilisu in progetto (135 m) sommergerebbero anche la città (il castello sarà spostato altrove perché bene archeologico). Proteste contro la costruzione, il popolo vuole mantenere così com’è la città e il loro modo di vivere arcaico e pastorale.
Stessa minaccia in Iraq: la costruzione di una diga prevede la scomparsa di Assur, uno dei siti archeologici più importanti della terra.
Conseguenze catastrofiche per milioni di persone in Iraq e Siria, prime di acqua in alcuni mesi dell’anno quando le dighe turche bloccheranno l’afflusso nei due fiumi.
Inoltre la Turchia ha il progetto grandi terreni irrigui, questo ridurrebbe ulteriormente le risorse idriche per lo sviluppo agricolo e urbano dei due paesi rivali. Rischio di un conflitto vero e proprio, ma la geopolitica dell’acqua non è un conflitto isolato ma fa parte dell’insieme delle tensioni geopolitiche fra paesi e quelle fra Turchia, Iraq e Siria sono molto anteriori al progetto GAP. (* vedi anche paragrafo 4, capitolo geopolitica di Lacoste).
Guerra dell’acqua
L’acqua è considerata “un pericoloso elemento di discordia”: la Turchia ha un inestimabile tesoro idrico e questo scatena la gelosia di Iraq e Siria. Ankara vuole preservare e sfruttare per se le acque di questi due fiumi perciò Bagdad e Damasco si vedono ridurre progressivamente le acque e reagiscono aspramente.
La Turchia ha in progetto il GAP dagli anni ’70 (Grande progetto Anatolico): una serie di sbarramenti per imbrigliare i fiumi e che ridurrà le acque degli altri due paesi del 40/90% (venti dighe entro il 2010). 32 miliardi di dollari:
- Tigri: otto dighe e otto centrali termoelettriche;
- Eufrate: quattordici dighe e undici centrali termoelettriche (diga di Ataturk: la più imponente e importante).
Insieme avrebbero prodotto 27 miliardi di kW l’anno e irrigare 600.000 ettari di terra coltivabile: obiettivo principale era quello di far rinascere le regioni più povere della Turchia e di fare un balzo in avanti nel settore agricolo.
Per realizzare questo sono stati distrutti 155 villaggi → proteste di ecologisti e migliaia di sfollati.
Progetto duramente protestato dai PKK (guerriglieri curdi): realizzarlo significherebbe condannare a morte il loro popolo perché le terre nuove che saranno coltivate saranno in mano solo ai latifondisti e loro braccianti sfruttati (come sempre), anche se l’idea del governo turco è quello di creare nuovi perimetri irrigui nella pianura a sud del Tauro dove vivono i curdi, per creare uno sviluppo agricolo anti ribellione e anti immigrazione di questo popolo e dargli la possibilità di rimanere nelle loro terre.
Le dighe turche sono state viste come una grossa minaccia per Iraq e Siria:
- Iraq: attingeva anche dal Tigri, meno sfruttato dalla Turchia, e inoltre ha il petrolio;
- Siria: molto preoccupata per le risorse idriche, dagli anni ’80 sostennero così i PKK finché nel 1990 fu aperta la diga di Ataturk: Damasco si alleò con Bagdad (impensabile per i Turchi: da sempre nemici).
La Turchia reagì affermando che loro sono liberi di usare le loro acque come meglio vogliono, che non si sono mai permessi di mettere voce sul petrolio siriano e iraniano.
Si raggiunse infine un compromesso: la Turchia non chiude i rubinetti e la Siria allenta l’alleanza con i PKK.
Vajont
Caratteristiche fisiche e storiche
Bacino: 168 milioni di mq d’acqua.
Vajont, “Quell’onda di fango che tormenta ancora i sopravvissuti”.
Diga che nella notte tra il 9 e il 10 ottobre 1963 ha investito tutti i paesi che si trovavano al di sotto: Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè, Erto e Casso.
1910 i morti.
Ancora oggi molte sono le persone che narrano la vicenda in un “crescente rossiniano” di ricordi, rimpianti, accuse, ammonimenti, insulti e minacce (Bepi e Cencio): storie piene di dolore e rabbia, per la perdita di molti famigliari e per un governo che non ha saputo aiutarli in modo adeguato.
Catastrofe ecologica
Un’ondata di acqua causata da un pezzo di montagna Toc che nella notte si è staccato dal monte riversandosi su Longarone e tutte le sue frazioni.
Accuse contro lo Stato e gli enti Sade-Enel, responsabile della costruzione della diga: il giorno dopo la notizia aveva già fatto il giro del mondo, eccetto Italia, i media italiani si muovono lentamente ed emergono già i primi sospetti che la colpa sia stata dello stato, anche se la tesi ufficiale è quella di una catastrofe naturale, imprevedibile. Molti sapevano che il monte Toc stava per crollare.
Guerra dell’acqua
Guerra che continua tuttora anche dopo la morte delle vittime, i superstiti non sono mai stati risarciti e le aziende responsabili mai punite. I miliardi per le famiglie (1 milione e mezzo di lire per i genitori e 800mila per i fratelli) sono stati manipolati (chi perdeva un nonno non riceveva niente) e utilizzati per altri scopi facendo della tragedia un enorme business, le aziende della zona ebbero un boom negli affari.
Il cimitero nuovo del 2004 è simile a un cimitero di guerra con bianchi cippi di marmo, anonimi e molto contestati: secondo molti questo nuovo cimitero distrugge la memoria, lo rende anonimo e freddo, da usare solo in cerimonie ufficiali.
Piave
Caratteristiche fisiche e storiche
Stati: Italia (Veneto).
Piave, La Piave (prima che D’Annunzio virilizzi il fiume), “Da fiume ribelle a rigagnolo in via d’estinzione”.
Lunghezza:
Sorgente:
Foce:
Bacino:
Affluenti:
Fiume storico della I Guerra Mondiale: ribelle e pericoloso.
Caporetto: una delle battaglie più sanguinose della guerra.
Molte sono le canzoni che ricordano il Piave: La leggenda del Piave, ecc.
Numerosi i cimiteri di guerra lungo il suo corso: mausoleo austro-ungarico, ossario francese e degli italiani, ecc.
Navigato su zattere dal Cadore fino a Venezia fin dal tempo dei romani, nel Quattrocento gli zatterieri crearono la corporazione detta “Fraglia”.
Soggetto fin dall’antichità a piene (Brentana e Montana).
Catastrofe ecologica
Fiume “malato”, estenuato e rinsecchito a causa dell’uomo che ha sfruttato le sue acque (2 miliardi e mezzo di mq l’anno) per l’agricoltura: un saccheggio che ha mutato e degradato il paesaggio, una perdita inoltre economica a causa dello scarso turismo degli ultimi anni sugli ormai secchi laghi alpini.
Dighe sono sorte ovunque: succhiano il cuore del fiume e di tutti i suoi affluenti per alimentare una trentina di centrali elettriche bellunesi e il complesso industriale di Porto Marghera.
Guerra dell’acqua
La provincia di Belluno si sta battendo per la rivitalizzazione biologica del Piave: non d’accordo la Regione Veneta che preferisce per fini elettorali favorire le aziende agricole e quindi lo sfruttamento idrico.
Ambientalisti si battono ogni giorno per fermare gli scempi sul territorio delle ambizioni d’industriali, imprenditori ed enti pubblici: hanno portato benessere alla regione e molti veneti si sono adagiati ad esso.
Diga delle Tre Gole
Caratteristiche fisiche e storiche
Altezza: 183 m.
Lunghezza: 2,060 m.
Bacino: 960 kmq, lungo 600 km con 39 miliardi 300 milioni di mq d’acqua.
Diga delle Tre Gole, “Un muro d’acqua divide la Cina tra orgoglio e paura”.
Cina.
Sipario di cemento calato sul fiume Yangtze, capolavoro d’ingegneria idraulica e seconda grande muraglia.
La più grande diga del mondo: minaccia permanente → inimmaginabile la forza dell’onda che potrebbe fuoriuscire dalla diga e che distruggerebbe tutta la piana davanti ad essa per centinaia di km (a causa di un terremoto).
Catastrofe ecologica
Situata sopra molti centri urbani, durante la sua costruzione, la popolazione di tredici capoluoghi, 140 città e 1352 villaggi (in totale due milioni di persone) sono state costrette all’evacuazione forzata. Oggi questi centri urbani non esistono più, sono stati sommersi.
49 anni per individuare il sito adatto e 75 per realizzare il progetto. Nel 1992 il progetto è approvato da Pechino e si detta danno inizio ai lavori. Sarà completata entro il 2009.
Produzione elettrica otto volte superiore ad Assuan (Egitto).
Obiettivo: ridurre le feroci inondazioni dello Yangtze che da sempre distruggono città e devastano la popolazione. Proteggere la piana popolatissima (15 milioni di persone).
Migliaia di persone sradicate dalla loro terra in luoghi estranei e con pochi soldi dell’indennizzo. Circa 40.000 persone rara devo
Guerra dell’acqua
Fin dall’antichità disputa tra taoisti e confuciani: libertà dei fiumi per i taoisti e sfruttamento acque per i confuciani → motivo di ritardo su questo primato tecnologico. Conflitto nato negli anni ’20 con la proposta di costruire la diga, che sarebbe dovuta divenire la madre delle dighe.
Impresa mal vista da molti intellettuali ed anche da molti deputati che nel 1992 chiesero di bloccare la richiesta del primo ministro al Congresso di iniziare i lavori. Proteste degli ambientalisti a Pechino.
Dai Qing e Wu Zhiling si sono sempre battute contro la costruzione della diga e nella denuncia dei pericoli che scaturiscono sulla comunità. Quing, giornalista-ingegnere di Pechino, denuncia gli effetti devastanti sull’ambiente: estinzione fauna fluviale rara (10 mesi di carcere!).
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