Periferia
Gli anni ottanta sono gli anni del boom economico. Nel 1966 Umberto Toschi (importante geografo italiano) scrive "Geografia della città". Egli stesso si trova in difficoltà a descrivere la città. La città che si espande genera qualcosa di nuovo, un tertium (la periferia) che non è né città né campagna ma qualcos’altro. Dice inoltre che non è facile capire dove finisce la città e dove inizia la campagna. Per lui la differenza tra città e campagna è dovuta al tipo di paesaggio.
Gaetano Ferro distingue il mondo rurale da quello urbano attraverso i generi di vita (fa riferimento a una geografia positivista che ha grande successo in Italia negli anni '60). Nel 1969 Giuseppe De Matteis scrive un saggio sul Piemonte, città fordista in cui è ben visibile che città e campagna non hanno rapporti.
Il termine periferia
Il termine periferia legato a un termine topografico è recente, perché nei dizionari ottocenteschi ha una connotazione soltanto geometrica. Un dizionario del 1941 dice che "è la parte più estrema e marginale, contrapposta al centro, in forma aggettivale desolazione, squallore". Diversamente dall’Italia, in Francia si usa il termine "banlieue" ma René Clazier dice che questa è una parola del XIII sec dal punto di vista giuridico, è invece più recente dal punto di vista territoriale.
Pierre Bonure nel 1950 definisce la banlieue come un territorio che ricorda una città e con la quale intrattiene relazioni giornaliere molto dirette. Laurusse invece dice che è un territorio circostante alla città. Quindi in Francia non abbiamo termini negativi ma permane l’idea che la periferia è quel perimetro esterno alla città.
Per Racine le periferie sono una zona pioniera che si trasforma fisicamente, sono zone di accrescimento demografico.
Tipologie di periferie
- Periferie trainanti: Sono caratterizzate da una certa omogeneità interna e da un’assenza delle funzioni industriali e del commercio.
- Periferie marginali: Sono condizionate dalle attività del centro e quindi ponti di collegamento tra urbano e spazi aperti.
Spazi e luoghi periferici
L’espansione periferica della città nel dopoguerra avviene attraverso i processi di lottizzazione. L’idea è quella di facilitare a un numero il più possibile elevato di cittadini l’accesso progressivo alla proprietà fondiaria.
- Le lottizzazioni intercalari si sviluppano lungo i perimetri delle superfici costruite e occupano lo spazio disponibile.
- Le lottizzazioni per annessione si attaccano su una località alla quale annettono quartieri nuovi.
- Le lottizzazioni autonome senza legame immediato ad alcun centro si localizzano in funzione di punti scelti.
Decostruzionismo
Il decostruzionismo è un’espressione delle tendenze postmoderne che mirano a contrapporsi al positivismo scientifico. Esso si propone come scopo la ricerca di significati alternativi. Decostruire una carta significa svelarne le tensioni interne e le contraddizioni implicite, scoprire le reali motivazioni di una rappresentazione. Tutto questo è un processo da compiere tra le linee della carta cioè tra elementi apparentemente evidenti.
La parola geografia viene dal greco ed è composta da due parole: ghè, che sta a indicare terra; grafia, che sta a indicare disegno e/o scrittura. Quindi, la parola geografia indica il disegno della terra. La geografia urbana è la scienza che studia le città e la loro evoluzione: dalle prime città di tutti i tempi, a quelle attuali.