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Statistica economica 1

Riassunto per l'esame di statistica economica 1 , basato su appunti personali e studio autonomo del materiale fornito dai docenti.
Gli argomenti trattati sono:
-operatori economici
-fonti
-fattori di produzione (lavoro e capitale)
-conti del SEC
-tavola input-output
-numeri indici ( temporali e spaziali)
-serie storiche
-consumo
-produttività
-reddito
-povertà Vedi di più

Esame di Statistica economica 1 docente Prof. M. Cuffaro

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ESTRATTO DOCUMENTO

●Capitale riproducibile: beni che possono essere oggetto di nuova riproduzione; quindi

sono tutti i beni strumentali impiegati durante il processo produttivo, scorte detenute dalle

imprese o beni di consumo durevoli come il frigorifero, il televisore, ecc..

●Capitale non riproducibile: beni che non possono essere oggetto di nuova produzione.

Degli esempi possono essere i terreni agricoli, opere d'arte o giacimenti minerari.

Per classificare e registrare il capitale, possono essere adoperati diversi-metodi di calcolo:

●Inventario comune: consiste nel valutare tutti i beni materiali e non presenti in un'azienda

in un dato momento (come una fotografia). Durante la prima fase vengono elencati tutti i

beni presenti, mentre nella seconda si passa al trasformare in valore economico tutti i beni

presenti. Però non è semplice questa seconda fase, poiché è spesso motivo di incertezze:

ildel deterioramento sia per l’

di fatti, nel tempo, un macchinario perde il suo valore sia per

efficienza, perché saranno usciti macchinari più tecnologici che assicurano una

produzione maggiore. Da qui nascono le divergenze tra i vari metodi per il calcolo della

perdita del valore di un macchinario.

●Inventario permanente: stima il capitale sommando le spese per l'acquisto dei beni

effettuate nel tempo, detraendo da tali spese le corrispondenti quote di ammortamento.

Dove vi sono delle variazioni nel prezzo dei macchinari, occorre esprimere tutti i prezzi ad

un dato anno base. Si suppone, quindi, che ogni anno si guasta e viene eliminata una

frazione costante dei macchinari. Quindi l'inventario permanentesi basa sull'idea che lo

stock di capitale corrisponde alla somma degli investimenti degli anni precedenti, netto

degli ammortamenti.

Metodo della valutazione degli investimenti:

-metodo della disponibilità= somma della produzione nazionale dei beni di investimento +

saldo commercio estero

-metodo della spesa= somma acquisti di capitali fissi

È corretto specificare da cosa è composta la ricchezza di un paese:

1 Capitale umano: popolazione occupata e non

2 Capitale materiale: compreso sia il capitale riproducibile (capitale fisso, scorte, beni

durevoli) sia non riproducibile (terreni, giacimenti, opere d'arte, ecc..)

3 Capitale non materiale: proveniente da attività finanziarie (monete, obbligazioni, azioni ,

titoli) e non finanziarie (brevetti, marchi, diritti).

CAPITALE UMANO

È sbagliato pensare che un'unità di lavoro sia uguale ad un'altra, poiché alle spalle di una

persona vi sono alcuni fattori quali l'esperienza, la qualifica e la capacità professionale che

rendono un lavoratore diverso da un altro. Entrano in gioco, quindi, diverse interpretazioni

sul capitale umano, che ha il compito di “spiegare" meglio la differenza tra lavoratori:

●Secondo Alvaro; il capitale umano è la spesa sostenuta per allevare dalla nascita ai 14

anni i lavoratori, definendo il capitale umano tangibile la spesa sostenuta per crescere fino

ai 14 anni (abbigliamento, mangiare, trasporti, ecc..), mentre capitale umano intangibile le

spese sostenute per accrescere le capacità di generare reddito (spese per l'istruzione,

l'addestramento, per ricerca e sviluppo, ecc..)

●Secondo Jorgensen-Fraumeni, rappresenta la capacità di un lavoratore nel generare

reddito, stimando il reddito che una persona può produrre in tutta la sua vita, considerando

i cambi di retribuzione, la formazione professionale, la mortalità, ecc... J-F indentificano 5

fasi vitali: 0-4 anni( assenza di scuola), 5-15( solo scuola), 16-34( scuola e lavoro), 35-74(

solo lavaro), 75 e + ( solo pensioni).

●Performance educativa, secondo cui il CU viene calcolato tramite gli anni di scolarità, il

numero di infrastrutture educative, la speda pubblica in istruzione pro capite, tasso di

alfabetizzazione degli adulti, ecc...

●Competenze cognitive, misurate secondo alcuni test quale il test PISA

CAPITALE SOCIALE

Il capitale sociale viene definito come un bene intangibile quale la buona volontà,

l'appartenenza alle organizzazioni, la solidarietà ed il rapporto sociale tra gli individui.

CONTABILITA’ NAZIONALE

La contabilità nazionale è un sistema per rappresentare in modo ordinato l'insieme delle

relazioni che esistono tra i vari operatori, all'interno del quale vengono registrati

quantitativamente i risultati di un'attività economica. Inizialmente si producevano conti

economici solo a livello nazionale (con cadenza annuale), oggi si sono aggiunti i conti

territoriali con cadenza trimestrale. All'interno di essi vengono registrati i flussi delle 4 fasi -

(produzione, spesa, accumulazione, re-distribuzione).

Il nucleo teorico essenziale della contabilità economica è il concetto di circolarità dei flussi

e la sua descrizione secondo le equazioni keynesiane.

Sistema chiuso Sistema aperto

Y=C+I M+Y=C+I+X

Y=S+C C+S=Y+R

S=I I+B=S

X+R=M+B

Y = reddito, C= consumi, I = investimenti, s = risparmi, M = importazioni, X =

esportazioni R= trasferimenti dall'estero B = accreditamenti verso l'estero

A partire dal 1999, l'Italia elabora i conti nazionali sulla base del SEC95, che è un sistema

integrato di conti che rappresenta in termini quantitativi gli aggregatI svolti nel sistema

economico. Questo sistema è adottato dai paesi membri dell'Unione Europea per portare

avanti analisi di elaborazione e monitoraggio delle politiche sociali ed economiche, al fine

di orientare la politica monetaria europea, per la decisione dell'erogazione di aiuti finanziari

e per determinare le risorse dell'Unione Europea. È anche importante per monitorare il

rispetto dei parametri di deficit e debito pubblico richiesti dell’ EU. Nel 2013 vi è stato un

aggiornamento col SEC 2010 dove sono state inserite le spese per ricerca e sviluppo,

sono state capitalizzate le spese per gli armamenti e sono state inserite alcune attività

illegali come la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Il SEC segue un

modello concettuale secondo cui si individuano gli operatori economici, si definiscono le

operazioni che intercorrono tra di essi e si identificano gli aggregati economici che li

legano. Esso prevede che ciascun conto si riferisca ad uno stadio del circuito economico,

che si registrino le entrate a destra e le uscite a sinistra e che per ogni conto vi sia un

saldo che assicura il concatenamento tra i conti.

Conto di equilibrio di beni e servizi

USCITE ENTRATE

-produzione -consumi intermedi

-imposte indirette nette -consumi finali

-importazioni - investimenti

-variazioni scorte

-esportazioni

Conto della produzione

USCITE ENTRATE

-consumi intermedi -produzione

-pil -imposte indirette nette

Conto delle risorse e degli impieghi

USCITE ENTRATE

-pil -consumi finali

-importazioni -esportazioni

-variazioni scorte

-investimenti

Tot.risorse finali tot.impieghi finali

●PIL: è il risultato finale dell'attività di produzione, formato dai beni e servizi prodotti

dall'economia, esclusi i beni usati nel processo produttivo. È considerato come la capacità

di un paese di creare nuove risorse. Viene detto interno perché prodotto all'interno dei

confini nazionali, e lordo perché è calcolato senza sottrarre ili deprezzamento dello stock

capitale. A livello micro, piuttosto che di PL si parla di Valore aggiunto, inteso come

l'incremento del valore di un bene, dopo l'intervento dei fattori produttivi. La somma di tutti

i valori aggiunti di tutti il paese dà il PIL. Quest'ultimo tiene conto dell'economia sommersa,

tramite una stima effettuata con metodi particolari. Metodi per il calcolo del PIL:

-metodo della produzione= somma dei valori aggiunti

-metodo del reddito= somme dei redditi distribuiti ai fattori produttivi

-metodo della spesa= valore dei beni e servizi venduti alla domanda finale

●Consumi finali: rappresenta la maggior percentuale d'utilizzo delle risorse. Sono costituiti

da tutti gli acquisti (effettuati da tutti gli operatori) per soddisfare i bisogni individuali e del

collettivo.

●Investimenti fissi: valore dei beni materiali, durevoli e riproducibili acquistati dai produttori

acquistati per il processo produttivo

●Variazione delle scorte: variazione, rispetto all'anno precedente, delle scorte di beni di

investimento. TAVOLA INPUT-OUTPUT

Il modello input-output si configura come una versione semplificata del sistema economico

per valutare l'equilibrio del sistema e fornire una base statistica alla teoria economica.

Essa è una tavola a doppia entrata che descrive i flussi e i servizi che vi sono tra gli

operatori di un sistema economico, permettendo l'analisi della formazione e dell'utilizzo

delle risorse dei diversi settori del sistema economico. Essa è formata:

dove x è la matrice dei flussi intermedi, Z flussi finali, Y costi primari e 0 una matrice

nulla. In verticale abbiamo i produttori dei flussi, mentre in orizzontale coloro che

impiegano i flussi. Le quantità offerte sono uguali a quelle domandate, ed i prezzi di offerta

dipendono dai costi unitari dei fattori.

La sezione X mostra le transazioni interindustriali, descrivendo come, alcune branche,

utilizzano beni delle alte branche come fattori produttivi. La sezione Z mostra le quantità di

beni che "varcano la frontiera delle imprese, e come essi vengono utilizzati. La sezione Y

mostra il valore aggiunto di una singola branca e di come esso si forma nei diversi

processi produttivi . La lettura della tavola nel senso delle righe mostra la produzione e la

destinazione di essa; nel senso delle colonne, mostra la formazione delle risorse e la

struttura dei costi. Il valore di produzione di una branca è uguale alla somma per riga o per

colonna dei valori di una branca.

La tavola viene costruita secondo delle fasi sistematiche:

1 Calcolo della produzione totale per branca, tramite la rilevazione diretta dei costi e dei

ricavi;

2 Stima delle componenti della domanda finale (consumi, investimenti, ecc..), dalla

contabilità nazionale;

3 Stima dei consumi intermedi, basata sulle rivelazioni campionarie;

4 Distribuzione, per branca, delle risorse primarie (imposte, IVA, spese di trasporto, ecc...)

5 Bilanciamento e quadratura della tavola, per garantire la quadratura dei conti.

ANALISI STRUTTURA PRODUTTIVA(TAVOLO I/O)

La tavola l/0, oltre che per valutare la coerenza di un sistema economico, costituisce uno

strumento molto valido per analisi economiche. La tavola dei flussi può essere convertita

in tavola dei coefficienti (tecnici o di spesa), ipotizzando che la quantità di input è

proporzionale a quella di output. I coefficienti di fabbisogno diretto si calcolano tramite

e può indicare o quale quantità del bene j sono-necessarie per produrre un bene j, o

quante unità monetarie relative allo stesso bene servono per produrre un bene j. Da

questa definizione, si possono calcolare 3 tipologie di matrici dei coefficienti:

●Di fabbisogno diretto di produzione interna: si tratta di una matrice

quadrata di ordine n, indica l'ammontare delle merci di origine interna, per la produzione

unitaria di un bene.

• Di fabbisogno diretto di importazione: ,matrice quadrata di ordine n,

esprime il fabbisogno di materie di importazione per la produzione unitaria di un bene.

●Di fabbisogno degli input primaria: matrice rettangolare RxN, esprime

la quota, per ogni risorsa, utilizzata da ogni branca produttiva, per ciascuna attività di

produzione.

Possiamo riscrivere l'equazione di bilancio, sostituendo ad ogni x l'intera produzione

moltiplicata per il relativo coefficiente di spesa e scriverlo in forma matriciale pApX+pZ=pX.

La stessa cosa può essere riscritta per l'equazione di bilancio relativo ai flussi di

a*

importazione i pX+iZ=iX. È possibile riscrivere anche l'equazione che porta alla

formazione del valore aggiunto ya*pX= pmY.

Da queste 3 equazioni ottenute, si possono scrivere delle matrici aventi un notevole

significato: MATRICE NAMEA

La matrice Namea è una matrice di conti economici nazionali, integrata con conti

ambientali. Permette di rappresentare l'interazione che vi è tra economia ed ambiente,

rappresentando i dati economico-sociali rapportati alla pressione che l'attività umana

esercita sull'ambiente naturale. La lettura congiunta dei due "mondi" è permessa dai

raggruppamenti omogenei di attività economiche e di consumo. Questa tavola è stata

redatta dal 1990 al 2003: all'interno si trovano (per classificazione europea) diverse tavole:

1. Aggregati economici significativi quali livelli di produzione, valore aggiunto e

consumi finali, insieme alle emissioni atmosferiche di dieci inquinanti (tra i quali

anidride carbonica, metano, ammoniaca, piombo e monossido di carbonio) e al

prelievo di quattro tipi di risorse naturali vergini (vapore endogeno, combustibili

fossili, minerali e biomasse).

Una tavola che spiega come viene calcolato, per ciascun inquinante, il totale del

2. rilascio. Esse sono il risultato di una collaborazione tra lstat e Apat.

BES

A livello internazionale si è decisi al superamento del calcolo del solo PIL, in quanto esso

viene considerato come un indicatore che misura il benessere di un paese, tenendo in

considerazione la solo forza produttrice di un paese. Sorge quindi il problema di sostituire

il Pil con un altro indice: 'ISTAT e il CNEL hanno avanzato, come proposta, il BES

(Benessere Equo e Sostenibile), al fine di valutare lo stato di un paese non solo da un

punto di vista economico, ma tenendo in considerazione anche la qualità della vita e

aspetti più quotidiani. II BES si basa sul calcolo di alcuni indici che fanno riferimento a 12

aspetti della vita quotidiana:

1. Salute: speranza di vita, decessi nel primo anno di vita, mortalità per incidenti stradali,

ecc..

2. Istruzione e formazione: percentuale dei laureati, uscita precoce dal sistema scolastico,

ecc..

3. Lavoro e tempo libero: tasso di occupazione, tasso inattività, percezione insicurezza al

lavoro, ecc..

4. Benessere economico: reddito medio pro capite, indice di disuguaglianza, indice

povertà assoluta, ecc..

5. Relazioni sociali: attività ludiche, cooperative sociali, attività di volontariato, aiuti gratuiti

dati, ecc..

6._Politica e istituzioni: partecipazione elettorale, fiducia nel sistema

polito/giudiziario/partiti, ecc..

7. Sicurezza: tasso di omicidi, furti, borseggi, rapine, paura o preoccupazione, ecc..

8. Benessere soggettivo: soddisfazione della propria vita, per il tempo libero e percezione

del futuro

9. Paesaggio e patrimonio culturale: risorse culturali, densità di verde storico, ecc..

10. Ambiente: acqua potabile, qualità dell'aria, disponibilità di verde urbano, aree marine

protette, ecc..

11. Ricerca e innovazione: intensità di ricerca, propensione alla brevettazione, ecc..

12. Qualità dei servizi: liste d'attesa, mobilità, irregolarità servizio elettrico, ecc..

Il 28 Luglio del 2016, il BES entra nel bilancio di stato, per la valutazione della qualità di

vita in Italia. NUMERI INDICI

I numeri indice sono informazioni statistiche adoperati nello studio dell'evoluzione di un

fenomeno nello spazio e nel tempo. Con un indice possiamo analizzare aspetti macro-

economici o demografici, dal punto di vista o quantitativo o dei prezzi. Un indice può

valutare l’andamento

essere calcolato con cadenza quotidiana, mensile o annuale. Per di

un numero indice, è utile valutare il rapporto tra di essi, in modo tale da poter leggere più

facilmente alcuni aspetti (quali, ad esempio, l'incremento o il decremento).

Numeri indice temporali

Nelle statistiche ufficiali, i numeri indice più frequentemente usati sono gli indici temporali.

Come già detto, è utile considerare i rapporti tra diversi indici, per semplificare la lettura di

essi. I numeri indici temporali più comuni in Italia sono:

-n.i dei prezzi

-n.i della produzione industriale

-n.i del fatturato

-n.i riguardanti il commercio estero

Possiamo avere diverse tipologie di numeri indici temporali:

• Semplici: i rapporti vengono effettuati solo tra indici appartenenti ad una sola serie.

A meno di una costante additiva il n.i. elem. esprime la variazione relativa (è un numero puro).

Possono essere:

-a Base fissa: tutti i numeri indice vengono divisi per un numero indice di un anno uguale

per tutti

-a Base mobile: o a catena, esprime i rapporti tra indici immediatamente vicini (es. con

l'indice precedente)

I numeri indici semplici hanno alcune proprietà:

- identità

- Reversibilità delle basi:

- Circolarità o transitività:

-Scomposizione delle cause:

●Complessi: i rapporti vengono effettuati tra indici derivanti da serie diverse. Esistono

diversi metodi per procedere al calcolo:

- Rapporto fra aggregazioni: si opera prima effettuando una riduzione-sui vettori delle

Osservazioni e poi il confronto (es. rapporto tra valori medi)

-Aggregazioni di rapporti: si opera effettuando prima il confronto tra i valori numerici e poi

la riduzione scalare (es. media dei rapporti)

È opportuno specificare che possiamo avere differenti metodi di aggregazione:

-Senza ponderazione: possiamo considerare o il rapporto tra medie aritmetiche o

geometriche, oppure la media aritmetica o geometrica dei rapporti

-Con ponderazione: avendo o un approccio statistico (campione ragionato, indici aventi

proprietà statistiche desiderabile) o un approccio economico (indici basati sulla teoria

economica del consumatore)

All'interno del panorama dei numeri indice complessi, tra i più usati risalta l'indice dei

prezzi al consumo. L'obiettivo è quello di misurare la variazione del costo di un paniere

riferito ad uno specifico gruppo di soggetti, aventi un vettore di quantità fisso(serve anche

per stimare l inflazione e per avere un indicatore sul costo della vita). Con questo indice si

cerca di valutare il potere d'acquisto della moneta, il problema sta nel fatto che il paniere

prescelto non considera tutti i beni presenti in un'economia. Nascono, così, tre indici che

valutano questo aspetto monetario:

●Indice di Laspeyres: è un indice a base fissa e ponderazione fissa . Il peso

attribuito al prezzo di un bene è dato dalla quantità consumata di quel prodotto, tenendola

fissa all'anno base. In questo modo, però, l'indice non risente della modifica nei consumi

delle famiglie, ma soltanto dei prezzi. Poiché se un prezzo aumenta e la quantità

consumata diminuisce, questo indice tende a sovrastimare l'andamento dei prezzi.

(rispetta le seguenti proprietà :Identità, commensurabilità, determinezza, proporzionalità).

Più usato poiché richiede solo dati relativi ai prezzi correnti e con significato economico

immediato.

●Indice di Paasche: . è un indice a base fissa e ponderazione variabile. In questo

caso il peso è data dalle quantità consumate nell'anno di analisi e non in quello base,

registrando le modifiche sia dei consumi che dei prezzi. Al contrario dell'indice di

Laspeyres, questo indice sottostima l'andamento dei prezzi.

●Indice di Fisher: è la media geometrica di Laspeyres e Paasche.

Bilancia le tendenziosità opposte dei due indici proposti. Ideale poiché rispetta quasi tutte

le proprietà nei numeri indici complessi (identità, reversibilità, commensurabilità ,

determinezza , proporzionalità e decomposizione delle cause). Non rispetta soltanto la

circolarità.

Per rendere questi 3 indici circolari l ISTAT fornisce i COEFFICENTI DI RACCORDO, che

sono usati per il cambiamento di base dei N.I complessi, rendendoli appunto circolari!

DIMOSTRAZIONI PROPRIETA’ NUMERI INDICI

L’ISTAT si occupa di calcolare alcuni indici dei prezzi al consumo:

●NIC: è l'indice nazionale dei prezzi al consumo, riferito all'intera popolazione. Si riferisce

ai consumi generali delle famiglie italiane. Viene utilizzato anche come misura

dell'inflazione a livello nazionale ,considerando l'Italia come un'unica grande famiglia di

consumatori, con abitudini molto differenti;

●FOI: è l'indice dei prezzi al consumo per famiglie di impiegati ed operai, facenti capo ad

un lavoratore dipendente extra-agricolo, dal quale dipendono gli adeguamenti monetari

per gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato;

● IPCA: indice dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione Europea. Considera, come

paniere, un unico insieme di beni regolamentati dalla legislazione comunitaria,

considerando beni che hanno un regime di prezzi comparabile tra i vari paesi. Serve a

valutare il livello di inflazione nel panorama europeo.

Oltre che i problemi teorici riferiti alla scelta di alcuni aspetti riguardo i dati, vi sono anche

delle scelte pratiche da prendere, che possono minare l'affidabilità e l'accuratezza degli

indici:

1 La formula: i tre indici usano la formula di calcolo Laspeyres, poiché per il calcolo

dell'indice di Paasche o Fisher bisognerebbe aggiornare continuamente la struttura dei

consumi.

2 La base: può essere ho di riferimento per lungo tempo, o con aggiornamento annuale

che porta ad un procedimento di concatenamento per analisi di periodi più lunghi. Dal

gennaio 1999 gli indici dei prezzi elaborati dall'ISTAT sono indici concatenati di tipo

Laspeyres, calcolati ogni mesi, con mese base dicembre.

3 Paniere e unità di rilevazione: la popolazione di riferimento sono i prezzi. Non potendo

essere registrati tutti, si stimano per via campionaria, con campioni ragionati e non

probabilistici. Il paniere prescelto deve essere rappresentativo di tutte le famiglie: la scelta

dei beni da introdurre dipende da i risultati della contabilità nazionale, regionale e dalle

indagini sui consumi delle famiglie. Tutti questi aspetti vengono rivalutati, ed aggiustati ad

ogni ribasamento.

4 Pesi: la scelta dei pesi deve rappresentare l'importanza che un bene ha rispetto al resto

del collettivo. Il coefficiente di ponderazione di un prodotto viene stimato dalle rilevazioni

campionarie sulle famiglie, oltre che dalla stima proveniente dai conti economici. Si può

vedere come, in Italia, il peso dato ai generi alimentari di 50 anni fa è quasi tre volte quello

di oggigiorno, poiché col passare del tempo gli italiani hanno preferito spendere i loro soldi

in attività ricreative.

5 Rilevazione: le rilevazioni dei prezzi vengono fatte in ogni capoluogo di regione e

provincia, intervistando circa 39000 punti vendita di varie dimensioni. Per la quota degli

affitti, vengono intervistate circa 11000 abitazioni. Vengono impegnati sia l'ISTAT che gli

uffici comunali di statistica.

Questi indici di prezzo vengono calcolati prima a livello provinciale, poi regionale ed infine

nazionale, pesando ogni numero indice proveniente da ogni zona in base alla numerosità

residente. Ogni metà mese ľISTAT comunica gli indici del mese

della popolazione

precedente, mentre ogni fine meşe fa una previsione sui numeri indice del mese

successivo.

I numeri indice dei prezzi vengono elaborati per il calcolo dell'inflazione, cioè della

tendenza generale dei prezzi all'aumento. Lo studio dell'inflazione dagli indici di prezzo

permette di avere una tempestività mensile, mentre metodi più accurati richiederebbero

raccolte dati più lunghe. Esso viene calcolato tramite il rapporto , mentre

l'inflazione media è data da . All'interno dell'inflazione si evidenziano le misure

di core inflation, cioè le fluttuazioni anomale dei prezzi cui, alcuni beni, sono soggetti

quotidianamente (in particolar modo alimentari freschi ed energia). Si cerca di attenuare

questo effetto utilizzano alcune tecniche quali la media o mediana troncata o tramite

l'eliminazione di alcuni prezzi ritenuti più volatili.

Per deflazionare i prezzi del mercato, si può ricorrere ad una deflazione semplicemente

dividenti i prezzi rispetto ad un indice di prezzo (preferibilmente Paasche). Lo stesso

procedimento può essere effettuato per il deflazionamento di flussi monetari: ma questa

via può essere percorsa solo se ha senso che la serie dei numeri indice sia logicamente

correlata con la grandezza da deflazionare. In questo caso l'indice dei prezzi prende il

nome di deflatore (fattore moltiplicativo cui si ricorre per eliminare l'effetto dell'inflazione su

ISTAT non utilizza

valori monetari).l’ sempre lo stesso deflatore, ma ricorre all utilizzo o del

NIC, o del FOI o del IPCA.

Esiste un approccio economico per il calcolo degli indici di prezzo, basandosi sulla teoria

del consumatore(comparazione, transitività, scelta, non sazietà, funzione di utilità e

massimizzazione):

-Indice di Konus-Laspeyres: rapporto tra la spesa al tempo t che da un'utilità pari al livello

di soddisfazione al tempo 0 e la spesa al tempo 0

indice di Konus-Paasche: rapporto tra la spesa al tempo t la spesa che al tempo 0 da

un'utilità pari alla soddisfazione al tempo t.

La difficoltà nella costruzione di questi indici risiede nell'approccio micro-economico e

nella funzione di utilità.

Numeri indici spaziali

Gli indici spaziali permettono l'analisi di uno o più aspetti nello spazio, misurano le

variazioni relative dei valori nazionali riportati sotto moneta comune. Queste analisi, però,

possono essere influenzate da alcuni fattori culturali quali la differenza della qualità o della

distribuzione di un bene o la diversità dei bisogni e dei gusti di una collettività.

Per calcolare quanto differiscono i prezzi di un bene da un paese ad un altro, viene

impiegato il PPA (Parità di Potere di Acquisto): esprime quante unità monetarie di un

paese sono necessarie per acquistare lo stesso insieme di beni che si acquistano con una

unità monetaria nel paese di riferimento. Non è confrontabile con il tasso di cambio tra due

monete, poiché è influenzato da diversi fattori (speculazione, situazione politica o

movimenti di capitale). Le PPA permetto un confronto di tipo reale mentre il tasso di

scambio permette un confronto di tipo nominale.

Esempio di PPA: IL Italia 1 kg di pane costa 1.50€ e negli USA 2.20$: la PPA = 1.50/2.20

a 0.68€.

= 0.68. quindi nell'acquisto di pane 1$ equivale

Se la PPA è minore del tasso di cambio, la moneta in oggetto è sottovalutata rispetto a

quella di riferimento. Il calcolo dei PPA non è semplice, poiché in paesi diversi vi saranno

panieri di beni usati maggiormente diversi, il che può favorire un paese rispetto ad un-

altro: di fatto diversi paesi fanno un elenco di prodotti sulla quale fanno rilevazione dei

prezzi tutti gli altri paesi e viceversa. Dal 2005 l'ISTAT ha avviato un'indagine interna sulle

PPA-R, misurando i differenziali a livello regionale. È importantissimo notate che per

calcolare le PPA di un paese rispetto all'atro, basta fare l'inverso di quello già calcolato. Si

possono calcolare le PPA (sia per paese che per regioni) in due modi:

●Metodo di calcolare facilmente sia l’

bilaterale (o binario): avendo la possibilità indice di

Laspeyres che di Paasche (poiché conosco sia i prezzi che le quantità dei vari beni per

tutti i paese/regioni), l’indice che utilizzerò sarà quello di Fisher. Es (Con Laspeyres):

●Metodo multilaterale: poiché l'indice di Fisher non rispetta la caratteristica della

transitività, occorre trovare un altro indice che possa rispecchiare al meglio ciò che

vogliamo. Vengono così elaborati due tipologie di metodi di calcolo:

- EKS: ipotizziamo di avere 3 paese e di calcolare la PBA tra due paesi:


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DESCRIZIONE APPUNTO

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in statistica per l'analisi dei dati
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marekh17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica economica 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Cuffaro Miranda.

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