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Invecchiamento normale dell'apparato respiratorio

Appunti di Pneumologia: lezione frontale integrata con studio autonomo dal libro di testo di riferimento, dell’Harrison e con articoli di PUB MED.

Ottimo per: preparare l’esame; preparare il test di abilitazione; preparare il concorso nazionale di specializzazione.

Esame di Pneumologia docente Prof. R. Antonelli

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L'incremento di estrazione di ossigeno dipende da:

• vasodilataizone

• acidosi: l'abbassamento del pH facilita la dissociazione e quindi la cessione di O2 ai tessuti.

• aumento della T.

questi tre fattori possono portare ad un incremento di estrazione ma l'ossigeno che cade nella seconda metà della curva è molto

difficile da estrarre.

Esempi.

Una persona che aveva 15 di Hb passa a 10. questo si traduce in un calo di 850 ml.

Un grammo di emoglobina trasporta 3,4 ml.

Un malato scompensato è un malato anemico. Vedremo che alcune conseguenze sono diverse.

Un paziente ha 90 di pO2 e va a 60. non succede nulla, perchè sta sopra la sconda anza della curva sigmoide. Da 90 si scende a 50.

La perdita di volemia causa danni maggiori alla carenza di ossigeno fino ad un certo limite.

Sul piano fisiopatologico compariamo queste tre condizioni.

Una persona che ha subito perdita di emoglobina e gli diamo ossigeno non sortiamo effetto. Anzi l'ossigeno causa vasocostrizione e

rechiamo danno. Se prendiamo una persona scompensata non otteniamo un miglioramento. Solo con una bassa pO2 se diamo

ossigeno facciamo bene.

Mediamente se uno trova 60 di pO2 non si deve spaventare. Dobbiamo sapere quale era la condizione basale di quella persona. Se

uno ha 65, questo è perfetto, ma se la persona aveva 85 significa che c'è qualcosa che ha peggiorato la situazione.

MODIFICAZIONI ANATOMO-FUNZIONALI.

Torace a botte.

È come il torace dell'enfisema, ma non c'entra nulla. Questo torace si fa a botte perchè in età avanzata c'era la tendenza a questa

deformazione. C'è una calcificazione delle cartilagini e una decalcificazione delle coste. C'è una maggiore immobilità e una maggiore

fragilità che può causare fratture e anche microfratture.

È comune anche la cifosi.

Dal punto di vista funzionale il VR di un giovane è molto minore rispetto al polmone di un vecchio. Se è aria non scambiabile è

anche un'aria passiva che non contribuisce allo scambio. Questo conferma il fatto che con il tempo una parte sempre maggiore del

polmone viene esclusa. La CV tende a diminuire. La CPT resta invariata. I volumi sono quelli, quello che varia sono i volumi

mobilizzabili, che sono la garanzia della riserva funzionale. Questa va vista come la capacità di adattamento a condizioni stressanti

come una malattia polmonare e non. Se sopravviene una polmonite, per far fronte alla riduzione dello scambio devo aumentare la

riserva respiratoria. Se questa persona ha una riduzione della funziona polmonare lo sforzo lo sopporta fino ad un certo punto. La

persona muore per lo sforzo eccessivo.

Dai 20 ai 70 anni la massima pressione inspiratoria ed espiratoria calano dell'1% annuo.

In carenza di ossigeno gli stessi muscoli respiratori consumano quell'ossigeno che si sforzano ad ottenere.

Abbiamo una riduzione sia della forza che della resistenza in funzione dell'età.

Questo spiega perchè esista un nesso importante tra la forza e la capacità di resistere alle condizioni stressanti. L'esercizio fisico

agisce sulla resistenza, ma non sulla Pmax; infatti non è in grado di prevenire la perdita dei volumi mobilizzabili. Ai fini della

volumetria polmonare non c'è un effetto che la preservi in maniera ottimale.

C'è una perdita di 0,25-0,30 mq/anno dopo i 30 anni.

Introduciamo il concetto di differenza alveolo-arteriosa.

Si intende la differenza di pO2 tra alveolo e arteria. L'ideale è nessuna perchè significa che tutto l'O2 che sta negli alveoli è passato

nel sangue. Nella realtà c'è una certa differenza che va da 7-20 mmHg. C'è una equazione che permette di calcolarla anche in

funzione dell'età: PAaO2 = (età/4)+4

La risposta all'esercizio è multifattoriale.

Vediamo l'equivalente respiratorio per gruppi e lo sforzo in termini di volume per compiere un certo lavoro. Per cui un certo lavoro

corrisponde ad una certa ventilazione. Più è basso l'equivalente ventilatorio meglio è. I bambini sono nella condizione ottimale.

L'adulto è in una condizione intermedia. In funzione del tempo si va incontro ad un aumento del fabbisogno di ventilazione. Significa

che serve più ossigeno ai muscoli respiratori, ma automaticamente qualche altro muscolo ne avrà di meno. Per cui la riduzione di

efficienza è dovuto all'aumento di equivalente ventilatorio.

Il polso di ossigeno.

È espresso in ml/FC x Kg. Maggiore è, maggiore è la possibilità di esercizio. Il bambino svetta e con il passare degli anni adulti e

anziani sono nella stessa situazione. Il polso di ossigeno è adattato all'adattamento cardiaco. Il cuore è molto più preservato con

l'esercizio rispetto ai polmoni.

Come cambiano gli adattamenti n termini di frequenza e volume.

Frequenza.

Tra 8 e 14 anni l'incremento è spaventoso.

Volume corrente.


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DETTAGLI
Esame: Pneumologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pneumologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Antonelli Raffaella.

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