APPUNTI
PAT. RESPIRATORIE
TEPALL - II ANN O
L’apparato respiratorio .................................................................................. 3
Difesa meccanica
Difesa immunitaria
Patologie ostruttive ........................................................................................ 6
Broncopneumopatia cronica ostruttiva
Asma bronchiale
Patologie restrittive ...................................................................................... 11
Alterazioni delle strutture circostanti
Patologie dell’interstizio polmonare
Fibrosi interstizialI
Alveolite allergica estrinseca
Altre patologie interstiziali fibrosanti (expo lavorativa)
Carcinoma broncogeno ................................................................................ 20
Mesotelioma della pleura ............................................................................ 23
Infezioni ....................................................................................................... 25
Community acquired pneumonia
Hospital e nursing home acquired pneumonia
Ascesso polmonare
L’A P PA R AT O R E S P I R AT O R I O
L’apparato respiratorio è il sistema più a contatto con l’ambiente esterno: oltre all’aria
respirando introduciamo sostanze tossiche, polvere, inquinanti e patogeni. Per questo, è
dotato di molteplici meccanismi di difesa, di tipi meccanico e immunitario.
DIFESA MECCANICA
Barriere anatomiche/fisiche intrinseche dell’apparato.
La conformazione dell’apparato respiratorio (coane, cornetti, biforcazioni dell’albero
bronchiale e restringimenti laringei) creano un moto turbolento dell’aria i cui vortici
recono più facile l’incontro tra le pareti e le particelle. Le pareti delle vie aeree di conduzione
sono ricoperte di muco e di ciglia vibratili, che compongono il sistema di clearence
muco-ciliare che purifica, umidifica e riscalda l’aria in ingresso.
MUCO: formato da mucine (= proteine con zolfo-cisteina, tendono a formare ponti disolfuro
reticolari che intrappolano l’acqua), anticorpi (=immunoglobuline secretorie IgA) e difensine
(=impediscono la proliferazione di microrganismi nel muco celando il ferro o agendo sul
microorganismo, come lisozima, lattoferrina…) e sali (per mantenere la fluidità). La
produzione del muco aumenta in concomitanza a stimoli, che possono essere
meccanici, nervosi, la produzione da parte dell’apparato digerente di alcuni
neuropeptidi, prodotti batterici come il lipopolisaccaride o endotossine oppure
mediatori rilasciati dalle cellule infiammatorie.
Il tappeto di muco viene trasportato dal polmone all’epiglottide, e spesso viene inghiottito.
Sebbene sia un meccanismo lento è molto efficace ed è una difesa importantissima, che
quando viene a mancare provoca la comparsa di problematiche di tipo infettivo. La
clearance mucociliare può venire meno:
- se la produzione di muco è eccessiva o se il muco si accumula: il fumo di tabacco,
ad es., provoca una condizione infiammatoria che stimola la produzione di muco e le
sostanze tossiche contenute sopprimono il movimento delle ciglia.
SINDROME DI CARTAGENER: sebbene la produzione di muco sia normale, le ciglia
sono immobili a causa di un’alterazione nella sintesi della dineina, una proteina che fa
parte della struttura portante delle ciglia. Quando questa proteina manca, le ciglia non
battono ed il muco si accumula.
ALTERAZIONI RIFLESSO TOSSE: soprattutto in soggetti anziani in un cui alcune
patologie neurologiche danno una tosse ipovalida o addirittura assente.Questi soggetti
tendono ad avere polmoniti abingestis e infezioni causate dall’inalazione di cibo e
batteri presenti nel cavo orale.
- se sussistono particolari condizioni genetiche
FIBROSI CISTICA: il muco prodotto è molto viscoso rispetto al normale, a causa di
un’alterazione dei canali ionici sulle cellule che lasciano passare un’eccessiva quantità
di cloro rendendo le secrezioni particolarmente disidratate. Il muco ristagna perché le
ciglia non riescono a trasportato e i batteri proliferano causando infezioni. In questi
pazienti sono quindi frequenti alterazioni morfologiche delle vie aeree a causa delle
continue infezioni, quali bronchi dilatati, sacciformi (=bronchiectasia) con
degenerazione cistica e gravi alterazioni dello scambio gassoso. Le infezioni
batteriche diventano sempre più frequenti ed i batteri sempre più resistenti agli
antibiotici finché non sopraggiunge la morte.
DIFESA IMMUNITARIA
Si divide ulteriormente in di tipo specifico o specifico
a. ASPECIFICO (o innato) è di tipo stereotipato, sempre uguale a prescindere dallo
stimolo. Viene montata in brevissimo tempo dopo qualsiasi tipo di insulto ad un
tessuto. Le cellule più coinvolte sono i fagociti sia polimorfonucleati (=neutrofili) del
circolo periferico che mononuclati (=macrofagi) presenti negli alveoli. I fagociti sono
importantissimi nella risposta immunitaria, in quanto fagocitano le sostanze o i
patogeni allo scopo di detossificarle tramite l’uso di enzimi (sia proteolitici che
lipolitici) o la produzione di radicali ossidanti.
Quando un fagocita è attivato in modo marcato e non riesce ad effettuare un killing
efficace, però, va incontro a morte e rilascia queste sostanze nel luogo di
attivazione. Le sostanze proteolitiche non detossificate per azione delle antiproteasi
possono digerire le proteine strutturali del polmone: l’elastasi, ad esempio, può
andare a colpire l’elastina (=proteina importante per l’elasticità polmonare). Poiché
la produzione di antiproteasi può variare da individuo a individuo, la genetica avrà un
ruolo importantissimo.
DEFICIT α - 1, ANTITRIPSINA: questa antiproteasi inibisce l’azione della elastasi. Per
questioni genetiche, un soggetto potrebbe non averne o produrla in modo errato. In
questo caso, sarà predisposto allo sviluppo di una malattia legata all’azione della
elastasi neutrofila (ad esempio a sviluppare un enfisema in giovane età per la sola
abitudine tabagica)
TABAGISMO: la stimolazione continua di una risposta infiammatoria elevata porta ad
uno squilibrio a favore dell’eleastasi. Comune in età avanzata, scaturisce in enfisema
b. SPECIFICO segue la risposta aspecifica, in quanto in seguito alla fagocitosi i
macrofagi identificano gli antigeni utili a scatenare la difesa specifica.
Si caratterizza per:
- acquisizione: è necessario essere venuti in contatto con l’agente
- richiede tempo: è più lenta rispetto all’aspecifica (>14gg se agente nuovo)
- specificità: si attiva nei confronti di specifiche molecole o gruppi di cellule.
- duratura: possediamo una memoria immunologica grazie ai linfociti memori del
sangue periferico che hanno già incontrato il patogeno
- reattività con reazione di tipo umorale o cellulare.
- umorale: se gli anticorpi portano alla produzione di immunoglobuline Quando
un macrofago fagocita un batterio, cerca di distruggerlo ed espone sulla sua
superficie l’antigene: il linfocita T-Helper lo riconosce e stimola il linfocita B
tramite interleuchine: attivato il linfocita B blastizza, si trasforma in
plasmacellula e produce le immunoglobuline necessarie.
- cellulare: se vengono richiamati i linfociti T-killer (= citotossici) che sono in
grado di riconoscere le cellule nocive e provocarne la lisi tramite proteine lisanti
come la granulolisina. Quando un macrofago fagocita un virus ed espone
l’antigene al T-Helper, questo produce interleuchine che richiamano il
linfocita T-Killer: intercettate le cellule infettate dal virus le distrugge, così da
impedire al virus di moltiplicarsi ulteriormente.
Una reazione completa non è mai totalmente umorale o cellulare, è un connubio di
entrambe: se il patogeno è un batterio avrà una prevalenza di risposta umorale, se
il patogeno è un viru avvrò una prevalenza di reazione cellulare. Inoltre, a seguito
di infezione virale e attivazione del linfocita Tk, le cellule distrutte spargeranno il
patogeno permettendo ad altre cellule come i neutrofili di fagocitarlo più facilmente.
CLUSTER DIFFERENTIATION: I linfociti in circolo, finché no nvengono attivati,
sono tutti morfologicamente uguali. Pertanto, è possibile distinguerli tramite
apposite tecniche, come il metodo citoflorimetrico che prevede l’identificazione
dei CD sulla loro superficie. I CD sono tantissimi, ma sappiamo che CD3=
linfociti T, CD4= linfociti T-Helper, CD8= linfociti T-Killer, CD19/20= linfociti B
HIV E AIDS o sindrome da immunodeficienza acquisita: a causa della neutralizzazione
dei linfociti T-Helper da parte del virus HIV, i pazienti sviluppano tantissime
infezioni in quanto non sono in grado di attivare alcun tipo di risposta, ne’
cellulare ne’ umorale. In questi pazienti si è soliti monitorare la CD4emuria per
avere un’idea di quanto è grave l’immunodeficienza.
PATOLOGIE OSTRUTTIVE
Le patologie ostruttive si caratterizzano per un quadro spirometria particolare, che evidenzia
una riduzione del valore di VEMS(=FEV1, volume espiratorio massimo nel primo secondo) e del
suo rapporto con la capacità vitale forzata (=indice di Tiffenau): un soggetto normale,
durante il primo secondo, riuscirà ad espirare circa l’80% della sua capacità vitale forzata,
mentre un soggetto ostruito mostrerà una caratteristica “dentatura” dovuta al fatto che
l’ostacolo creato dall’ostruzione impedisce una corretta espirazione. Non ci sono prove che
l’inquinamento sia causa di queste malattie, ma è certo che provochi spesso riacutizzazioni
e peggioramento.
Le cause dell’ostruzione possono essere diverse:
- accumulo di materiale all’interno dei bronchi: reversibile, posso espettorare o drenare
- ispessimento delle pareti o contrazione delle fibrocellule lisce dei bronchi: è
reversibile, nel caso in cui il paziente abbia solo infiammazione/edema, tramite la
somministrazione di cortisone per l’infiammazione o broncodilatatori per la
contrazione. E’ il caso dell’asma
- distruzione della matrice elastica del polmone e degli attacchi alveolari: è
irreversibile, non è possibile ricostruire i legami distrutti ed i bronchioli tendono a
collabire precocemente e ad intrappolare l’aria. E’ questo il caso della BPCO
B R O N C O P N E U M O PAT I A C R O N I C A O S T R U T T I VA
Non conosciamo esattamente cosa porti allo sviluppo di questa malattia, sebbene il più delle
volte il fumo di tabacco sia la causa più probabile. Comporta un ostacolo al flusso d’aria in
uscita di tipo irreversibile: durante l’espirazione, il polmone sarà ancora pieno d’aria ed il
volume rimasto all’interno sarà maggiore del normale (=aumento del volume residuo)
La diagnosi di questa patologia dipende soprattutto dall’anamnesi, che è importantissima
per identificare i fattori di rischio che possono causare forte irritazione, e tramite
spirometria, che mostrerà un chiaro quadro ostruttivo anche dopo somministrazione di
broncodilatatori: l’ostruzione, che permane anche dopo la terapia broncodilatatoria
evidenziando un valore di VEMS<80% e un indice di Tiffenau<70% (=VEMS/CVF),
sarà irreversibile e permanente.
La gravitò della BPCO dipende dal singolo paziente, pertanto viene valutata in modo
individuale prendendo in considerazione la gravità dei sintomi, il grado di ostruzione, il
rischio di riacutizzazione e la presenza di comorbidità:
a. SINTOMI: il paziente potrà essere quanti asintomatico e presentare i sintomi solo
sottosforzo oppure essere molto sintomatico. Sintomi tipici della BPCO sono
dispnea ingravescente, tosse e espettorato cronico:
- dispnea: evolutiva, persistente, causa mancanza di fiato più grave sotto sforzo.
MMRC o modified medical research council questionnaire: questionario autoriferito
utilizzato, anche in ricerca epidemiologica, per valutare la dispera del paziente.
Prevede la somministrazione di domande su quanto fatica a respirare e
restituisce un livello di gravità da 0 a 4.
- tosse può essere intermittente ed è presente soprattutto al mattino, per espellere
il catarro che ristagna di notte.
- espettorato cronico in concomitanza degli episodi di tosse, spesso è produttiva.
b. GRADO DI OSTRUZIONE: con spirometria, 4 limiti di gravità dati dal VEMS. La
spirometria va sempre confrontata con i dati della popolazione a pari età, peso, altezza
etc per non incorrere in risultati falsati, soprattutto in età avanzata.
INDICE GOLD: GOLD1= LIEVE, sono pazienti con indice di tiffenau <70%,
GOLD4= GRAVE,, indice tiffenau <30%, sono i pazienti con minor aspettativa
di vita per i quali è richiesto un trapianto il prima possibile.
c. RISCHIO DI RIACUTIZZAZIONE: attraverso l’anamnesi si valutano il numero
delle riacutizzazioni nell’ultimo anno per avere un’idea di come sta procedendo la
malattia.
d. COMORBIDITA’ i pazienti con BPCO sono maggiormente a rischio di malattie
cardiovascolari, osteoporosi, infezioni respiratorie, ansia e depressione, diabete
e la patologia può evolvere in carico polmonare, bronchiectasia (=dilatazione dei
bronchi in seguito a continue infezioni, la parete diventa lassa ed il catarro si accumula, distanza,
porta an dove infezioni), perché spesso hanno più di 50/60 anni o è fumatore
Sono possibili altre indagini cliniche, come valutazioni genetiche per verificare il deficit di
α-1,antitripsina che aumenta la probabilità di sviluppare enfisema, test da sforzo (=se
saturimetria scende sotto il 90% il paziente ha una desaturazione da sforzo e dovremo
somministrare ossigeno).
ASMA BRONCHIALE
Malattia istruttiva caratterizzata da reversibilità ed accessionalità. Nella spirometria
noteremo il classico quadro ostruttivo, ma in seguito a somministrazione di
broncodilatatori il paziente presenterà valori nettamente migliori sia di VEMS che
dell’indice di Tiffenau.
L’ostruzione è spesso causata:
- da reazioni di tipo allergico: i pazienti hanno sviluppato una reazione di tipo umorale
nei confronti di specifici antigeni che solitamente sono ben tollerati dall’organismo
normale
- in seguito ad inalazione di sostanze irritanti (come il cloro delle piscine), che
inducono una reazione importante simile ad un’allergia. E’ tipico di alcune situazioni
lavorative. La reazione potrà regredire, dopo l’allontanamento dall’esposizione e in
seguito a trattamento con cortisone e broncodilatatori, ma successivamente il paziente
presenterà iperattività nei confronti di stimoli che un organismo normale
tollererebbe.
In questo caso, si parla di broncospasmo: i pazienti sono ostruiti perché infiammati! In
seguito ad una grossa infiammazione, per l’azione di cellule infiammatorie come linfociti T
e B, mastociti ed eosinofili che infiltrano le vie aeree, le fibrocellule muscolari lisce si
contraggono ed il paziente presenta la caratteristica situazione accessionale di grave
ostruzione bronchiale. Il paziente, generalmente, sta bene per la maggior parte del tempo
ma ci sono momenti in cui è molto ostruito.
L’attacco d’asma, quindi, si caratterizza per mancanza di fiato con sibili, evidenti
soprattutto durante l’espirazione (=respiro sibilante), tosse a volte produttiva e senso di
pressione al torace. I sintomi sono di entità variabile in base alla gravità dell’ostruzione: la
severità dell’asma è direttamente proporzionale alla severità dell’ostruzione in quel preciso
momento ed il paziente potrà percepire in modo diverso l’ostruzione nelle varie fasi della
malattia.
L’asma è una malattia importantissima dal punto di vista epidemiologico: è tra le più diffuse
al mondo ed è in continua espansione. La sua diffusione varia, geograficamente, anche in
base al livello di inquinamento atmosferico: maggiore è l’inquinamento maggiore sarà
la diffusion
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Patologia dell'apparato respiratorio (principali malattie)
-
Patologia II - Fisiopatologia
-
Patologia generale
-
Patologia generale