Concetti Chiave
- La Pietà di Michelangelo, realizzata nel 1499, è una delle opere più importanti dell'arte occidentale, rappresentando la Vergine con il corpo di Cristo in un potente contrasto di forme e materiali.
- Il volto giovane di Maria nella Pietà simboleggia la purezza, mentre quello di Cristo, sereno nonostante la morte, sottolinea il suo sacrificio e il ricongiungimento dell'uomo con Dio.
- Il David, commissionato nel 1501, rappresenta l'eroe biblico in un momento di preparazione all'azione, esprimendo il coraggio e l'orgoglio dei fiorentini nella lotta contro la tirannia.
- La scultura del David si ispira alla tradizione greca, con una struttura armoniosa che riflette eleganza e tensione, senza mostrare l'azione finale dell'uccisione di Golia.
- Michelangelo firmò la Pietà, l'unica delle sue opere a portare la sua firma, dopo che si diffuse la voce che fosse stata scolpita da un artista lombardo, evidenziando la sua importanza e riconoscimento.
In questo appunto che parla di Michelangelo ci si sofferma in particolare nell’analisi e nell’interpretazione delle sue due sculture più importanti: La Pietà e Il David.
La Pietà di Michelangelo: un gioco di contrasti
Nel XV secolo fiorirono molti artisti presso le varie botteghe. In quella di Domenico Ghirlandaio, nel 1499, un giovane artista di appena 22 anni terminava la prima e una delle sue sculture migliori. L’artista in questione era il grande Michelangelo Buonarroti, che in quell’anno finì di scolpire la Pietà su richiesta del cardinale Jean de Bilhères, una delle maggiori opere occidentali di sempre, custodita all’interno della Basilica di San Pietro in Vaticano.La scultura raffigura la Vergine con il corpo di Cristo senza vita tra le braccia. Si può notare il contrasto tra la prima che ha il volto in viso, il mantello sulle spalle e tocchi delicati, composti e fermi con il secondo che rimanda all’idea di essere esangue, stremato, spogliato dei suoi vestiti e dal corpo abbandonato.
Questo contrasto è ripreso anche nei panneggi: quelli di Maria sono più leggeri e compatti mentre quelli di Cristo sono maggiormente ariosi e spiegati. A dare, però, unità alle due figure, e simbolicamente vicinanza nonostante la morte, è il fatto che esse sono entrambe levigate allo stesso modo.
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La Pietà di Michelangelo: un gioco di volti e forme
La donna è rappresentata con il volto giovane come quando ha concepito Gesù. Una caratteristica insolita quella che Michelangelo ha scelto visto il contesto luttuoso e profondamente doloroso in cui Maria si trova eppure non è insensata la scelta poiché vuole essere indice della purezza che preserva la giovinezza e la Vergine, d’altra parte, rappresenta l’umanità, come dice Dante nella sua Divina Commedia. Il volto di Gesù invece è abbandonato alle braccia della madre ma allo stesso tempo è sereno poiché Michelangelo ha voluto sottolineare che, col suo sacrificio in croce, Cristo ha ricongiunto l’uomo a Dio. La base della scultura, invece, la quale rappresenta il monte Calvario, non ha avuto molte attenzioni per non confondere lo spettatore in particolari non riguardanti quella scena.Si può notare come questo gruppo statuario rappresenti una piramide sia per il suo significato intrinseco di puntare verso l’alto, verso la risurrezione, sia come eredità dell’arte rinascimentale, riscontrabile soprattutto nelle fisionomie.
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La Pietà di Michelangelo: aneddoti
Michelangelo per le sue sculture sceglieva personalmente i blocchi di marmo dalle cave di Carrara, ma a differenza delle altre la Pietà è l’unica ad essere stata firmata dall’artista, poiché girava voce che l’avesse scolpita uno scultore lombardo. Nel 1972 un geologo australiano colpì la scultura sottrattiva (denominata così perché scolpita con lo scalpello) con un martello gridando >, recò non pochi danni alla scultura, poi dopo il soggiorno di un anno in un manicomio italiano, venne rimandato in Australia. Ora la Pietà è coperta da un vetro.Per ulteriori approfondimenti sulla Pietà vedi anche qui
Il David di Michelangelo: introduzione generale
La scultura del David è stata commissionata all’artista per un compenso di 400 ducati il 16 agosto del 1501 dai consoli dell’Arte della Lana e l’Opera del duomo di Firenze al fine di essere esposto in uno dei contrafforti esterni dell’abside della cattedrale di Santa Maria del Fiore. Ora è, invece, collocato nella Galleria dell’Accademia.L’opera, scolpita in un blocco unico di marmo di qualità non eccelsa, rappresenta David che è nell’atto di affrontare Golia, pieno nella sua fierezza, possente e muscoloso. Si può notare, quindi, un parallelismo tra il coraggio e l’ardore dell’eroe biblico e l’orgoglio dei fiorentini nel fronteggiare la tirannia a cui la loro città era soggetta.
È interessante, inoltre, notare come nel David e nelle altre più importanti sculture di Michelangelo sia presente le vene giugulari, segno che il pittore fiorentino era un osservatore accorto della realtà e, in particolar modo, dei suoi dettagli.
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Il David di Michelangelo: ispirazione dalla cultura greca
Il David riprende in pieno la tradizione greca statuaria, in particolare il Doriforo di Policleto, nella sua fisionomia e questo lo si può vedere non solo dalla muscolatura ma anche dalla struttura a chiasmo: il braccio sinistro è teso mentre la gamba destra è stesa, il braccio destro è a riposo ma la gamba sinistra è piegata. In questo modo si genera armonia ed eleganza, utile per smorzare la tensione dell’evento che sta per accadere.Un altro elemento, infatti, che ci riconduce alla dimensione classica riguarda il fatto che l’azione compiuta, nella cultura greca, non veniva mostrata al pubblico. E così è nel David: non si fa vedere l’uccisione di Golia bensì la preparazione ad essa, piena di tensione e aspettative.
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Il David di Michelangelo: il volto
Quello del David è un volto molto composto e serio, rivolto verso sinistra, verso Golia. Non c’è paura bensì consapevolezza della propria forza intellettuale superiore rispetto alla pura brutalità fisica e animalesca. È la pura espressione sia della contemplazione sia della bellezza della moralità nonché della libertà, tanto aspirata dai fiorentini.È, inoltre, possibile notare come le pupille del David siano scavate con molta minuzia. Dal punto di vista tecnico questo serve per creare dei giochi con i riflessi della luce ma dal punto di vista più interpretativo si potrebbe ipotizzare che Michelangelo abbia deciso di mettere in evidenza gli occhi per renderli più penetranti come se dovessero scavare nel profondo dell’anima e della mente prima di potersi riversare all’esterno e agire sia perché nella Bibbia viene detto che David aveva uno sguardo molto affascinante.
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Domande da interrogazione
- Qual è il significato del contrasto tra la Vergine e Cristo nella Pietà di Michelangelo?
- Perché Michelangelo ha rappresentato Maria con un volto giovane nella Pietà?
- Qual è l'importanza della firma di Michelangelo sulla Pietà?
- In che modo il David di Michelangelo riflette la cultura greca?
- Qual è l'espressione del volto di David e cosa rappresenta?
Nella Pietà, Michelangelo crea un contrasto tra la Vergine, con un volto giovane e sereno, e Cristo, esangue e abbandonato. Questo contrasto simboleggia la purezza e la sofferenza, evidenziando la vicinanza tra le due figure nonostante la morte (testo).
Michelangelo ha scelto di raffigurare Maria con un volto giovane per simboleggiare la purezza che preserva la giovinezza, nonostante il contesto luttuoso, rappresentando così l'umanità, come descritto da Dante (testo).
La Pietà è l'unica scultura firmata da Michelangelo, poiché si diffuse la voce che fosse stata realizzata da un altro scultore. La firma serve a rivendicare l'autenticità dell'opera e a contrastare le voci errate (testo).
Il David riprende la tradizione greca, in particolare il Doriforo di Policleto, attraverso la sua muscolatura e la struttura a chiasmo, creando armonia ed eleganza, e mostrando l'azione preparatoria piuttosto che l'atto finale (testo).
Il volto di David è composto e serio, esprimendo consapevolezza della propria forza intellettuale rispetto alla brutalità fisica. Questa espressione simboleggia la contemplazione, la bellezza morale e la libertà, valori cari ai fiorentini (testo).