Novecento

• Primo Novecento
Nei primi anni del Novecento l’Europa attraversa un periodo di espansione coloniale. Anche in Italia avvengono cambiamenti importanti, grazie alla politica di Giolitti, che mantiene la carica di presidente del consiglio per un decennio (1903 - 1913). In questo arco di tempo realizza alcune riforme sociali, che favoriscono la partecipazione delle masse popolari alla vita politica. In Russia, invece, la situazione politica, economica e sociale rimane molto arretrata rispetto a quella delle altre potenze europee: l’inadeguatezza dello Stato zarista provoca il malcontento della classe operaia, che insorge a San Pietroburgo e forma il primo soviet. La politica di espansione economica perseguita dalle potenze europee, unita ai reciproci sentimenti nazionalistici di rivalsa, finisce per incrinare la condizione di pace apparente che l’Europa sembra aver raggiunto. Francia, Regno Unito e Russia giungono a formalizzare quel patto di alleanza, la Triplice Intesa, che si era delineato già al tempo della formazione della Triplice Alleanza, costituita da Germania, Italia e Austria: l’Europa è ormai sull’orlo della guerra, che scoppia nel 1914 in seguito all’assassinio dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando. Con un imprevisto voltafaccia l’Italia vi entra dopo u n anno a fianco dell’Intesa, che da un lato si indebolisce, con l’uscita della Russia, e dall’altro si rafforza, con l’ingresso degli Stati Uniti (1917). Alla fine la guerra viene vinta dalle forze dell’Intesa (1918).

• Primi anni Venti
Finita la prima guerra mondiale i paesi vincitori si ritrovano a Versailles per stipulare gli accordi di pace. I paesi vinti (gli imperi tedesco, austro-ungarico e ottomano) sono costretti a firmare dei trattati molto onerosi, che prevedono la cessione di ampi territori e il pagamento di pesanti sanzioni di guerra. In questa volontà di punire oltre misura i vinti, gioca un ruolo fondamentale il volere delle nazioni europee, in particolare della Francia, in contrasto con il punto di vista degli Stati Uniti. Nel complesso l’Europa esce dalla guerra fortemente impoverita e in preda a violenti conflitti sociali. La situazione è critica soprattutto in Germania, dove alla crisi politica si aggiunge una gravissima crisi economica. Anche in Russia, dove nel 1917 è scoppiata una rivoluzione che ha portato i bolscevichi al potere, la situazione è critica, soprattutto per il fatto che le potenze occidentali appoggiano le forze zariste che dall’interno del paese lottano per abbattere il governo comunista. Alla fine, però, l’esercito rivoluzionario ha la meglio e nasce l’URSS. In Italia, infine, dopo un biennio di lotte operaie e contadine, viene favorita dai ceti dominanti l’ascesa al potere del fascismo in seguito alla “marcia su Roma”, Mussolini riesce a far cadere il governo e a ricevere dal re l’incarico di formare uno nuovo. Due anni più tardi il Partito nazionale fascista vince in modo sleale le elezioni.
• Dagli anni Venti agli anni Trenta
Mussolini, già capo del governo, si appropria un po’ alla volta dello Stato sciogliendo tutti i partiti, a eccezione del PNF, e privando il Parlamento dei suoi poteri; poi, però, per guadagnare consensi fra i cittadini decide di regolare i rapporti fra Stato e Chiesa con la stipulazione dei Patti Lateranensi. Il regime si sforza inoltre di risanare il bilancio economico del paese incrementando la produzione industriale e di allinearsi alle potenze coloniali europee conquistando l’Etiopia. Intanto in Urss, morto Lenin, sale al potere Stalin, che per risolvere le gravi condizioni economiche in cui versa il paese decide di affossare la politica economica del predecessore (NEP) e di imporre la collettivizzazione forzata di tutte le terre. Inoltre persegue un programma di industrializzazione del paese attraverso i cosiddetti “piani quinquennali”. Gli Stati Uniti, unico paese del mondo a prosperare negli anni Venti vengono investiti da una grave crisi economica proprio alla fine di quegli anni. Nella speranza di risollevarne le sorti, il presidente americano Roosevelt lancia il New Deal, una politica economica ispirata ai principi democratici, come la tutela dei lavoratori e delle libertà sociali. Nel corso degli anni Trenta in Germania si afferma il Nazismo. Diventato capo dello stato, Hitler sospende la Costituzione della repubblica, scioglie i partiti e fonda il Terzo Reich: il suo delirante programma politico prevede come obbiettivo supremo la conquista del dominio mondiale e tutte le risorse del paese vengono pertanto finalizzate dal regime a tale scopo.
• Dagli anni Trenta agli anni Quaranta
A causa dell’invasione nazista della Polonia, nel settembre del 1939 scoppia la seconda guerra mondiale e nel giro di poco più di un anno Hitler arriva a conquistare quasi tutta l’Europa. Soltanto il Regno Unito resiste alla sua avanzata. Nel giugno 1940 anche Mussolini decide per l’entrata in guerra per l’Italia al fianco dei tedeschi. Forti nei continui successi, infranto il patto di non aggressione, costoro marciano contro l’Urss, riportando una serie di vittorie. Intanto gli Stati uniti, inizialmente neutrali, entrano in guerra in seguito all’attacco giapponese a Pearl Harbour. Gli americani sbarcano in Europa, liberano il sud dell’Italia e si spostano verso Nord. Grazie all’azione combinata degli alleati e della guerriglia partigiana, le truppe nazi-fasciste sono sconfitte; Mussolini viene fucilato. Intanto, viene liberata la Francia, gli anglo-americani si dirigono alla volta della Germania, verso il cui territorio convergono anche i sovietici, che dopo la vittoria riportata sui tedeschi a Stalingrado sono passati al contrattacco, Hitler è accerchiato e la Germania costretta alla resa. Nell’agosto del 1945 le esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki pongono fine a uno dei periodi più cruenti della storia mondiale.
• Dagli anni Quaranta agli anni Sessanta
Alla fine della guerra Usa e Urss si fronteggiano senza mai scendere in guerra diretta, per timore degli effetti disastrosi della bomba atomica. Nel tentativo di assicurare alla propria sfera d’influenza il maggior numero di paesi, finiscono per dividere il mondo in due blocchi contrapposti. Gli Usa inviano in Europa una serie di aiuti economici (piano Marshall), che risollevano dalla miseria i paesi usciti prostrati dalla guerra, ottenendo in cambio appoggio politico. Anche l’Italia, che con un referendum è diventata una repubblica, beneficia ampiamente di tali aiuti, inaugurando un periodo di espansione economica. La Germania è divisa in due parti, una sotto il controllo sovietico, l’altra sotto l’egida statunitense. La Jugoslavia si dichiara non allineata. Fuori dell’Europa le due potenze si fronteggiano indirettamente nella guerra di Corea e nel processo di decolonizzazione. L’India rappresenta un caso a sé, in quanto ottiene l’indipendenza dal Regno Unito grazie alla lotta politica non violenta di Gandhi. La Cina, guidata da Mao Tse-tung, inaugura una forma di comunismo rurale. Cuba, governata dal comunista Fidel Castro, costituisce una minaccia per gli Usa a causa della sua vicinanza: paradossalmente è proprio grazie alle trattative fra Kennedy e Krusciov su questo problema, che si apre un primo spiraglio di distensione fra gli Usa e l’Urss. L’esigenza di pace è appresa anche dal papa Giovanni XXIII, che convoca il Concilio ecumenico Vaticano II per avvicinare la Chiesa ai problemi del presente.
• Dagli anni Sessanta ai giorni nostri
Durante gli anni sessanta, malgrado il miglioramento delle relazioni tra Usa e Urss, non cessano i conflitti che vedevano impegnate indirettamente le due superpotenze. Nel 1965 gli Stati Uniti intervennero militarmente in Vietnam, provocando una forte reazione a livello di opinione pubblica, che portò alla nascita di un movimento di contestazione giovanile: gli Stati Uniti venivano accusati di condurre una politica imperialista e reazionaria. In Europa, il movimento fu particolarmente forte soprattutto in Francia e in Italia. Qui, dalle frange più estremiste della protesta, nacquero gruppi armati (come le Brigate Rosse) che promuovevano il sovvertimento del potere statale attraverso azioni terroristiche. Gli anni di piombo furono superati grazie a un governo di solidarietà, appoggiato anche dal Partito comunista. A essi seguirono anni di relativa crescita economica e occupazionale, che nascondevano però un sistema politico corrotto e clientelare. Nel 1992 la magistratura milanese avviò l’inchiesta Mani pulite per indagare su tangenti di episodi di corruzione. Diversi politici furono condannati e due fra i più grandi partiti Italiani, la Democrazia cristiana e il Partito socialista, di fatti scomparvero.

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