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Gli anni di piombo

Due terrorismi

Anche se nello studio del terrorismo italiano rimangono ancora molte zone d'ombra, i suoi caratteri principali sono conosciuti. Tra la fine degli anni 60 e la fine degli anni 70 i cosiddetti anni di piombo, si verificarono in Italia due fenomeni fortemente destabilizzanti, lo stragismo e il terrorismo. Il primo è stato definito anche terrorismo nero, perché gruppi di estrema destra e furono sospettati di aver effettuato le stragi più gravi ; il secondo è stato definito terrorismo rosso perché se ne dichiarano autori gruppi di estrema sinistra. Terrorismo nero e rosso agirono con modalità diverse: il nero con bombe piazzate in luoghi pubblici per alimentare attraverso la paura la strategia della tensione, e il rosso con attentati mirati contro individui considerati rappresentanti del capitalismo.

Lo stragismo

Con la parola stragismo viene designato l'insieme di attentati compiuti in Italia dal 1969 al 1980 e diretti a compiere stragi tra la popolazione civile.la prima strage avvenne nel dicembre del 1969, una bomba scoppiò nella sede della banca dell'agricoltura di piazza fontana a Milano. Dall'attentato furono accusati alcuni anarchici che successivamente risultarono Innocenti. I mandanti della strage non furono mai scoperti neanche nei successivi attentati:la strage di piazza della loggia a Brescia nel 1974 sul treno dell'Italicus nell'agosto del 1974 e alla stazione di Bologna nell'agosto del 1980. Nessun attentato aveva obiettivi politici evidenti: tutti miravano a colpire degli innocenti, in modo da creare sgomento e paura nell'opinione pubblica. Furono attribuite a gruppi di estrema destra , Ma si sospettò anche che questi fossero manovrati da settori dei servizi segreti che non assolvevano i loro compiti istituzionali.

Il terrorismo

Nel 1974 allo stragismo si affiancò un altro fenomeno terroristico. Nell'ambito della sinistra extraparlamentare si erano delineate alcune posizioni ideologiche estreme, con la proclamazione della necessità della lotta armata contro il sistema capitalistico e imperialistico. L'obiettivo da colpire era lo Stato , inteso come espressione del potere economico mondiale delle imprese multinazionali. Il terrorismo fu diverso dallo stragismo , non solo perche coloro che lo praticarono cercarono di dare un fondamento ideologico alle loro azioni , ma anche perche i terroristi sceglievano accuratamente gli uomini e gli obiettivi da colpire , identificandoli in quelli che consideravano i simboli del potere . Nel 1970 furono formati i primi nuclei delle Brigate Rosse , che nel 1975 compirono alcuni attentati che provocarono vittime . Negli anni del terrorismo si creó in italia un'atmosfera pesante che investì in un primo momento le fabbriche ( bersagli preferiti --> dirigenti) . I terroristi ritenevano i riformisti avversari più pericolosi dei conservatori, perche, a loro parere , le riforme avrebbero frenato o ritardato la rivoluzione.

Il <<compromesso storico>>

La tensione e la paura provocate dallo stragismo si accrebbero nel settembre del 1973 , Quando si verifico un colpo di Stato in Cile,perché il quadro politico cileno era considerato simile a quello italiano. Il segretario del PCI, Enrico Benni perché il quadro politico cileno era considerato simile a quello italiano. Il segretario del PCI, Enrico Berlinguer , temette allora che un colpo di Stato di destra potesse avvenire anche in Italia. Berlinguer proponeva come soluzione un compromesso storico cioè un'alleanza tra DC e PCI in cui entrambi i partiti avrebbero dovuto rinunciare a qualcosa ma sul fondamento di alcuni valori comuni, che avrebbero consentito all'alleanza di durare nel tempo. Il progetto di Berlinguer era perciò un disegno di vasto respiro che si ispirava alla politica di unità nazionale voluta da Togliatti nel 1944 anch'essa dettata da uno stato di necessità, ma con il progetto, elaborato da Togliatti, di arrivare a una duratura all'alleanza tra i partiti di massa.

La questione del divorzio

Nel 1973 sembrò che il compromesso storico potesse essere lo sbocco naturale dell'evoluzione politica italiana, ma sulla strada dell'alleanza tra cattolici e comunisti c'erano ancora molti ostacoli. Nel 1970 era stata approvata la legge che istituiva il divorzio e i movimenti cattolici, che erano contrari, promossero un referendum, che si tenne nel maggio del 1974. Il referendum vide la vittoria del no, cioè di coloro che rifiutavano l'abolizione del divorzio, e fu giudicato una tappo importante dell'avanzata delle sinistre. Ancora più evidente alle elezioni regionali del 1975,quando il PCI , con il 33,4% di voti , raggiunse quasi il numero dei voti ottenuti dalla DC, e alle elezioni politiche del 1976, quando il PCI ottenne, con il 34,4%, una percentuale ancora più alta. Il timore che il PCI diventasse il partito di maggioranza relativa fece crescere anche i voti della DC, che arrivarono al 38,7%. Nel 1975 si verificarono altri avvenimenti importanti sul piano economico, giuridico e politico. Fu deciso il punto unico di contingenza*, Che aveva un effetto egualitario perché, consentendo aumenti e uguali per tutti, appiattiva stipendi e salari. Fu approvato il nuovo diritto di famiglia, che stabiliva la parità giuridica dei coniugi. O programmata l'unità di obiettivi tra partiti comunisti italiani, spagnoli e francesi.

L'uccisione di Aldo Moro

Nonostante la contrapposizione tra laici e cattolici nel referendum, le condizioni per la realizzazione del compromesso storico sembravano ormai presenti sia sul piano internazionale sia su quello interno. Nel luglio del 1977 il PCI entrò nella maggioranza. Il PCI si astenne sulla fiducia, che fu votata soltanto dalla DC e dalla SVP(partito cattolico dei cittadini italiani lingua tedesca) sicché il nuovo governo Andreotti fu definito il governo delle astensioni. Nel marzo del 1978 Andreotti formò un altro governo che avrebbe dovuto essere sostenuto anche dai comunisti. Il 16 marzo 1978 Aldo moro, presidente della DC, fu rapito da uomini delle brigate rosse, che massacrarono i cinque poliziotti della scorta. In questo modo le brigate rosse intendevano arrestare il processo riformistico, per mantenere vivo quello rivoluzionario. Il cadavere di moro fu trovato il 9 maggio in un'auto parcheggiata in una via di Roma a metà tra le sedi delle direzioni del PCI e della DC . Il rapimento e l'uccisione di moro aprirono una stagione politica di veleni e sospetti con polemiche molto aspre soprattutto tra il PCI e il PSI, che dal 1976 era guidato da Craxi. Craxi era il maggiore esponente della corrente di destra del partito socialista Italiano ed era ostile A qualsiasi accordo con il pc. I socialisti temevano che i comunisti puntassero ad accordi diretti con la DC , Che avrebbero regalato il PSI in un ruolo secondario. I comunisti accusavano i socialisti di spostarsi sempre più supposizioni di destra e Craxi di assumere posizioni autoritarie. A giugno il presidente della Repubblica Giovanni Leone venne costretto a dimettersi .Al suo posto fu eletto il socialista Sandro Pertini come candidato dell'intero arco costituzionale comprendente i partiti che nel 1947 avevano varato la costituzione, cioè tutti tranne il movimento sociale italiano. Pertini era stato un esponente della resistenza e la sua elezione fu vista come una vittoria della sinistra in realtà egli aveva mostrato un grande equilibrio.

La fine dell'egemonia della democrazia cristiana

Il tramonto del predominio della DC

Con la nascita di un governo formato da cinque partiti, DC-PSI-PRI-PLI-PSDI ,definito pentapartito, iniziò una fase di transizione, che si concluse nel 1981 quando fu nominato presidente del consiglio un esponente dei partiti laici Giovanni Spadolini . Era finita l'egemonia democristiana, come apparve ancora più evidente nell'agosto del 1933 quando al governo fu chiamato il socialista Bettino Craxi. Questi aveva impresso un forte dinamismo al PSI e aveva fatto l'arbitro della vita politica italiane nonostante il numero limitato di voti.

Il PCI diventa il partito di maggioranza

Nel 1984 Enrico Berlinguer morì durante un comizio per le elezioni europee: i suoi funerali furono la più importante manifestazione politica che si sia mai venuta in Italia. Le elezioni si tennero a giugno e videro il PCI diventare il partito di maggioranza relativa, ma soltanto per l'arretramento della DC. Il partito comunista ottenne il 33,3% dei voti, una percentuale inferiore a quella ottenuta nel 1976. Il pc e non riuscivo a superare la soglia elettorale di un terzo dei voti e sarebbe potuto arrivare al governo soltanto attraverso una politica di alleanze. Questa però era, in quegli anni, di difficilissima realizzazione . Ciò nonostante, nel 1935 il pc si unì alla maggioranza governativa nell'eleggere presidente della Repubblica il democristiano Francesco Cossiga, che all'inizio esercitò il suo mandato con grande equilibrio.

Le trasformazioni degli anni ottanta

Negli anni 80 si verificarono importanti mutamenti nel campo sociale, nell'economia e nel costume: da questo punto di vista si fecero sentire le conseguenze del 68, con una progressiva affermazione dell'individualismo dell'uguaglianza dei diritti . Lo Stato sociale continuo ad ampliarsi anche negli anni 80. Sebbene molti servizi funzionassero male, nel loro complesso garantivano ai cittadini un'ampia copertura contro tutti gli imprevisti. Il loro costo però era molto elevato. In quegli anni comunque la crescita del debito era bilanciata da un'elevata inflazione, che ne riduceva continuamente il livello reale: lo Stato, infatti, che contraeva debiti con i cittadini, alla loro scadenza restituiva un capitale in cui valore reale era diminuito a causa dell'inflazione.

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