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Il difficile decollo dell'Italia Unita


Fatta l’Italia, bisognava fare gli italiani, quindi lo Stato e tutto ciò che lo caratterizza come confini, lingua, religione e tradizioni. Per governare si fecero avanti due schieramenti politici:
1. Destra Storica = governarono dal 1861 al 1876, erano liberali e conservatori;
2. Sinistra Storica = governarono dal 1877 al 1898, erano liberali e democratici;
Il territorio si divise in:
1. Province = al capo delle quali ci fu il Prefetto, nominato dal Re. Erano divise in:
2. Comuni = al capo dei quali ci fu il Sindaco, nominato dal Re. Al loro interno ci fu:
3. Consiglio Comunale = eletto dalla popolazione;
Poi fu unificata la rete stradale e ferroviaria e nacquero la Lira, le scuole e gli ospedali. Lo Stato guadagnò tutti questi soldi grazie alle tasse, la più pesante fu la Tassa sul Macinato perché gravò sui contadini.
I problemi della Destra Storica furono:
1. Brigantaggio meridionale = i briganti vissero nelle montagne della Calabria. Questo fenomeno si ingigantì dopo l’unione perché secondo le plebi meridionali lo Stato che si creò fu un nemico che gli aveva puniti con la tassa sul macinato e con la leva obbligatoria di 4 anni per i maschi di 18 anni. Per questo molti diventarono briganti. Tra il 1863 e il 1865 lo Stato emanò la Legge Pica con cui combatté il brigantaggio tramite la pena di morte e l’acquartieramento dei paesi, cioè dei militari occuparono le città togliendo ai briganti la possibilità di rifornirsi e di rivedere le loro famiglie;
2. Questione meridionale = il problema derivava dall’enorme divario tra nord e sud. I latifondisti sfruttarono al massimo i contadini e non ebbero interesse a migliorare gli strumenti di produzione. Il governo mandò Franchetti e Sonnino, due meridionalisti che fecero un’inchiesta sulle condizioni del Meridione. I risultati dissero che il 98% della popolazione fu analfabeta e malnutrita;

I governi della Destra Storica furono sostituiti nel 1876 dalla Sinistra Storica, a capo della quale ci fu Depretis che presentò il Programma di Stradella prevedendo:
1. Diritto di voto a suffragio universale maschile;
2. Obbligo di frequenza della scuola di due anni;

3. Abolizione della tassa sul macinato;
Depretis attuò una politica trasformista, cioè pur di ottenere la governabilità si assicurò i voti della Sinistra ma anche della Destra Storica in cambio di favori.
Venne poi eletto Crispi, il quale coinvolse l’Italia in una politica coloniale perché Francia, Inghilterra e Germania ebbero tanti capitali da spendere e conquistarono le terre dell’Africa e dell’Asia. L’Italia acquistò la Baia di Assab in Somalia ma venne sconfitta due volte ad Amba-Alagi e ad Adua nel 1897, quando finì il governo di Crispi.
Gli ultimi due anni del secolo sono passati alla storia come “crisi di fine secolo” perché:
1. 1898 = a Milano gli operai protestarono per le scarse condizioni di lavoro e il governo comandò al generale Bava Beccaris di prendere a cannonate la folla;
2. 1900 = in risposta a quella strage, un gruppo di lavoratori italiani in America mandò un ragazzo (Gaetano Bresci) per uccidere il Re Umberto I;
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