selmani di selmani
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VIETNAM

SUPERFICIE: 329.556 km (poco più dell’Italia);
POPOLAZIONE: 76 milioni di abitanti;
DENSITA: 214 ab/kmq;
CAPITALE: Hanoi;
FORMA DI GOVERNO: Repubblica socialista;
LINGUA: vietnamita (ufficiale), francese, inglese, cinese;
RELIGIONE: buddhismo, taoismo, cristianesimo;
MONETA: dong vietnamita;
PIL PRO CAPITE: 2 700 $;
SPERANZA DI VITA: 65 anni.


CARATTERISTICHE FISICHE

TERRITORIO

il Vietnam confina a nord con la Cina, a ovest con Laos, a sud-ovest con la Cambogia e a est è bagnato dal mar cinese orientale. Ha una forma a “S” e gran parte del suo territorio è formato da montagne e altipiani. Si possono individuare due zone pianeggianti: a nord quella formata dal Fiume Rosso, a sud quella formata dal delta del fiume Mekong.
IDROGRAFIA: Fiume Rosso (Lancang Jiang) a nord, Mekong a sud. Il principale lago è il Jen Bay.

CLIMA: Si distinguono due stagioni: quella “secca” che va da dicembre a febbraio, quella “umida“ compresa tra maggio e settembre. A nord gli inverni sono freddi e la stagione calda è più breve, a sud gli inverni sono meno freddi e le temperature non subiscono grosse variazioni. Generalmente il clima è tropicale.
COSTE: Le coste sono prevalentemente alte e rocciose.
PAESAGGIO: E' di tipo tropicale a parte le zone montuose, dove si troverà un paesaggio simile a quello alpino. La fauna è quella tipica del clima tropicale (vi sono elefanti, tigri, rinoceronti, coccodrilli). La vegetazione è molto varia, infatti vi sono boschi di conifere sulle montagne, una rada e erbosa vegetazione degli altipiani, la jungla. Purtroppo, a causa dei numerosi diboscamenti per creare piantagioni e della caccia da frodo, la fauna e la flora sono in pericolo; è per questo che il Governo vietnamita ha creato cinque parchi protetti.

CARATTERISTICHE ECONOMICHE

SETTORE PRIMARIO: Nelle fertili pianure vietnamite si coltivano prodotti come il riso, che è il prodotto su cui si basa l’alimentazione e l’economia del Paese, ma anche cereali, manioca, patate e frutta esotica. Molto numerose sono le piantagioni di banane, bambù, agrumi, caffè e cocco, i cui prodotti vengono esportati in tutto il mondo. Vi sono anche piantagioni per la trasformazione, in cui si coltivano sesamo, ricino, cotone e tabacco. Molto sviluppato è anche l’allevamento di bovini, suini e bufali. Un notevole apporto alimentare per la popolazione è quello dato dalla pesca nel Mar Cinese Orientale e nell’Oceano Pacifico. Abbondanti sono le risorse del sottosuolo, dove ci sono numerosi giacimenti di petrolio e carbone, ma anche di porfido, basalto, marmo, granito, bauxite e acciaio.

SETTORE SECONDARIO: La maggior parte delle industrie è concentrata a nord, che da sempre è stata la “parte” più moderna e sviluppata di tutto il Vietnam; al nord industrializzato si contrappone il sud, più legato alla tradizione agricola. Tuttavia l’industria vietnamita non è molto sviluppata a causa della carenza di fondi destinati alla costruzione di industrie e alla povertà generale della popolazione, ancora molto legata alla vita contadina. Nonostante ciò, il Vietnam si è specializzato nell’industria alimentare, chimica e tessile. Molte delle persone che arrivano dalle campagne lavorano nelle piantagioni o vengono impiegate nelle miniere o nell’unica raffineria presente nello Stato.
SETTORE TERZIARIO: In anni recenti sono state emanate alcune leggi che hanno favorito l’apertura di nuovi mercati, incoraggiando così i rapporti esteri e la ripresa economica dello Stato che usciva da una lunga e pesante guerra contro gli Stati Uniti. Si sta inoltre lavorando per migliorare la rete ferroviaria e stradale al fine di potenziare le comunicazioni con l’estero e le esportazioni (soprattutto i prodotti di piantagione come banane, bambù, caffè, cocco e altri). In crescita è anche il turismo che attira in media 650.000 visitatori l’anno. Essendo però un Paese con varie problematiche sociali ed economiche, il Vietnam non avrà un livello di servizi molto alto.
PROBLEMI: Un livello di vita molto basso, la mancanza di fondi, la grande diversità economica fra le diverse classi sociali.

CENNI SULLA STORIA

CENNI STORICI

Dal I al VI secolo d.C., la fascia meridionale dell'attuale Vietnam faceva parte del regno di Funan, influenzato dalla cultura indiana. Il regno hindu di Champa si sviluppò nelle vicinanze di quella che è oggi la città di Danang alla fine del II secolo e, prima dell'VIII secolo, si era ingrandito verso sud fino a includere l'attuale zona di Nha Trang. La zona del delta del Fiume Rosso fu invece conquistata dai cinesi nel II secolo: essi vi restarono per quasi 1.000 anni, cedendo solo all'ultima ribellione dei vietnamiti che garantì la vittoria dell'esercito di Ngo Quyen nel 938 d.C.

Nei secoli successivi il Vietnam respinse ripetuti tentativi d'invasione da parte della Cina e si espanse verso sud, allargando i propri confini dal delta del Fiume Rosso fino a comprendere gran parte del delta del Mekong. Nel 1858 le truppe francesi e spagnole attaccarono Danang, dopoché alcuni missionari erano stati uccisi, e un anno dopo si impadronirono di Ho Chi Minh. Alla fine del 1867 la Francia aveva conquistato l'intero Vietnam meridionale che divenne la colonia denominata Cocincina.
Al dominio francese cercarono di resistere alcuni guerriglieri comunisti guidati da Ho Chi Minh, il quale proclamò l'indipendenza del Vietnam settentrionale nel 1945, dopo aver guidato la resistenza all'occupazione giapponese durante la Seconda guerra mondiale. L'intervento militare francese, che intendeva ripristinare il controllo del Paese, aprì un lungo conflitto che si concluse con la sconfitta militare francese a Dien Bien Phu nel 1954 per opera del generale Giap. Gli accordi di Ginevra del 1954 divisero temporaneamente il Paese in due parti (il nord che seguiva una politica comunista e il sud fautore di una politica capitalista sostenuta dagli americani).
Nel 1955 il governo di Hanoi, retto da Ho Chi Minh, voleva l’unità del Paese e organizzò una guerriglia nei confronti del sud, retto dal dittatore Diem. Questa situazione fu ritenuta pericolosa dal Presidente degli Stati Uniti Kennedy che inviò “consiglieri militari” in Vietnam per stroncare la guerriglia comunista. Non aveva però valutato la tenacia dei partigiani vietnamiti, i Vietcong, la grande abilità del generale Giap e il genio politico di Ho Chi Minh che riuscì a creare nei mass media di tutto il mondo l’immagine di un popolo armato solo di canne di bamboo contro il gigante americano. Ciò era parzialmente vero, perché il Vietnam riceveva anche armi moderne dalla Cina e dall’Unione Sovietica.
Lyndon Johnson, succeduto a Kennedy nel 1963, continuò a inviare uomini, armi, aerei ed elicotteri in un crescendo che chiamò “escalation” e che finì col coinvolgere mezzo milione di americani. Circa 56.000 di loro morirono in battaglia, mentre molti di quelli catturati non sopravvissero alle inumane condizioni in cui i comunisti li tenevano prigionieri nel nord. Ma anche gli americani si macchiarono di episodi violenti nei confronti dei contadini vietnamiti, mentre i bombardamenti a tappeto facevano moltissime vittime civili.
Inoltre l’uso del napal, una gelatina altamente incendiaria e distruttiva lanciata in grandi quantità dai marines per bruciare la giungla e portare allo scoperto i guerriglieri che usavano la folta vegetazione per nascondersi, provocò un disastro ecologico tale che a distanza di trenta anni la natura non ha ancora riparato. Gran parte dell’opinione pubblica mondiale e dello stesso popolo americano si oppose a quella che veniva ormai chiamata dai giovani “la sporca guerra”; ed è proprio in questo periodo che i cantanti di tutto il mondo scrissero le più belle e famose canzoni di protesta. Con il trattato di Parigi del 1973 il Presidente Richard Nixon riconobbe la sconfitta, ponendo fine a quel bagno di sangue durato diciotto anni. Il Vietnam tornò a essere uno Stato unitario a regime comunista con capitale Ho Chi Minh (l’ex Saigon). La fine della guerra fredda e la disgregazione dell'Unione Sovietica nel 1991 portarono a un riavvicinamento tra il Vietnam e l'Occidente.

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