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Appunti di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione

Esame Fondamenti di psicologia dello sviluppo

Facoltà Psicologia

Dal corso del Prof. G. Granieri

Università Universitas Mercatorum di Roma

Tesi
Tesi che tratta l'argomento delle differenze di genere nelle organizzazioni in epoca contemporanea trattando anche varie ed eventuali problematiche ed ipotetiche soluzioni adottabili per lenire le varie difficoltà.
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Ogni aspetto come gli strumenti educativi, le metodologiedi insegnamento e gli ambienti possano contribuire in modo significativo alla crescita dei più piccoli, tanto dal punto di vista cognitivo quanto affettivo: l’approccio di Cas Holman, una designer e educatrice che ha profondamente innovato il modo in cui vediamo il gioco e l’interazione tra bambini e materiali.
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Il seguente lavoro di ricerca vuole indagare alcune delle competenze degli educatori di prima infanzia. Il professionista che si occupa di questa fascia d’età deve saper gestire diverse situazioni e sapersi confrontare con diverse persone, primi fra tutti i bambini, ma anche l’equipè di lavoro e i genitori. Un buon educatore, nelle varie pratiche educative, deve mettere in campo molte delle competenze che ha acquisito, con l’istruzione, con l’esperienza e personali. La mia scelta ricade in particolare sulle competenze psicologiche e sociali, che sono fondamentali nel promuovere la cura e il benessere dei bambini. Nella prima parte descriverò le diverse pratiche educative che si svolgono all’interno di un nido d’infanzia, per poi parlare della relazione con i colleghi e con i genitori. Nella seconda parte mi concentrerò sul profilo professionale dell’educatore, esaminando alcune delle competenze chiave e come lo stile di approccio al bambino influenzi lo sviluppo delle competenze nei bambini. Infine nella terza parte andrò ad indagare, attraverso due questionari, lo stile educativo delle educatrici del nido d’infanzia in cui lavoro.
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L’elaborato si articola in tre parti, la prima inizia con una breve spiegazione delle emozioni primarie, delle loro funzioni e delle loro differenze: riguardo all’emozione della paura si trattano le caratteristiche principali e le origini. Ci si sofferma poi sulle paure specifiche (anche chiamate fobie) e sulla nictofobia, la paura del buio, argomento cruciale ai fini di poter trattare le “Nighttime Fears”: ne vengono spiegate la definizione, la diffusione e le cause che le originano. Vengono poi esposte le principali terapie adottate per dissipare le NFs in ambito clinico e non, senza tralasciare degli aiuti pratici che si possono attuare nella vita quotidiana delle famiglie coinvolte. Un paragrafo a sé è dedicato alla biblioterapia, la quale usufruisce dei libri come mezzo per dissipare la paura. La seconda parte opera un’analisi di quattro articoli scientifici che trattano le “Nighttime Fears”: nel primo articolo viene dimostrata l’efficacia delle terapie cognitivo-comportamentali, il secondo studio sperimentale tratta gli effetti dell’ambiente circostante sull’emozione della paura, il terzo articolo si concentra sulla biblioterapia, ed infine il quarto spiega il rapporto tra le paure notturne e i problemi comportamentali dei bambini. La tesi si conclude con le conclusioni, riassumendo i risultati degli studi sperimentali svolti negli anni, evidenziandone i limiti e proponendo delle accortezze da tenere in considerazione nelle indagini future: nonostante la scarsità di letteratura scientifica riguardante il diffusissimo fenomeno delle “Nighttime Fears”, negli ultimi anni l’interesse per l’argomento è cresciuto e con esso sono aumentate anche le risposte agli aspetti incerti di questa patologia: l’eziologia non è ancora certa ma sono stati rilevati dei fattori scatenanti; di fronte alla mancanza di strumenti specifici per la diagnosi ne sono stati adattati alcuni dedicati ad altri disturbi; infine, la biblioterapia e più in generale le terapie cognitivo-comportamentali si sono rilevate le migliori terapie risolutive. Tra le limitazioni principali degli studi sperimentali sottolineiamo la mancanza del gruppo di controllo e la poca importanza data alle variabili moderatrici o ai fattori esterni, insomma, urgono esperimenti più scrupolosi. Degna di nota è anche la quasi totale mancanza di letteratura scientifica italiana sull’argomento, suggerendo quindi l’esigenza di una promozione degli studi sulle paure notturne negli Stati poco informati, come l’Italia.
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Oggi parlare di stress e di esaurimento emozionale per la miriade di impieghi a cui si è sottoposti costituisce ormai una consuetudine. Il nostro Paese si concentra su danni, lesioni, malattie o alterazioni come conseguenze della colpevole ignoranza dei soggetti coinvolti, non prestando attenzione alla dimensione soggettiva del fenomeno. Capire cosa è e come agisce lo stress occupazionale permette di delineare il campo d'azione e segnare un confine tra soggettivo e oggettivo, tra il rischio per il singolo lavoratore o per la società. Spesso, le situazioni stressanti hanno la loro origine nelle mansioni lavorative specifiche, coinvolgendo i lavoratori in vari settori e a tutti i livelli. Tuttavia, tra le professioni più studiate in questo contesto figurano gli operatori sanitari, gli assistenti sociali, gli insegnanti e gli operatori penitenziari. In queste occupazioni, le dinamiche sociali e organizzative del lavoro possono portare a situazioni di inadeguatezza, reazioni di stress e problemi di salute legati alla professione, che insieme definiscono la cosiddetta sindrome del burnout. Il burnout è una condizione di stress correlata al lavoro in cui l'esaurimento emotivo può portare a una perdita di identità e a una diminuzione dell'efficacia professionale.
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I disturbi dello spettro autistico sono un insieme di diverse alterazioni del neurosviluppo. Questa tesi , tratta principalmente di una innovativa strategia di intervento riabilitativo, l’Action Observation Therapy (AOT) la quale sfrutta i neuroni specchio e l'osservazione sistematica di azioni quotidiane al fine di migliorare le prestazioni motorie in soggetti adulti con esiti di stroke ischemico in fase cronica, nelle Paralisi Cerebrali Infantili e anche nei soggetti autistici. Gli studi sperimentali condotti nell'ultimo ventennio, di fatto, hanno radicalmente modificato la visione del sistema motorio, tanto che si è arrivati all’ipotesi che una disfunzione di questi Neuroni Mirror sia la base di alcuni disturbi che si verificano in età evolutiva, in particolare della ridotta capacità di imitazione, la quale determina una incapacità nella comprensione degli stati mentali altrui nel Disturbo dello Spettro Autistico.
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Il primo capitolo spiega la definizione della nascita di un bambino pretermine, illustrando i rischi per lo sviluppo psicofisico e anche i principali sistemi di valutazione oggi utilizzati per valutare l’evoluzione del suo sviluppo nel tempo. Il secondo capitolo affronta come tema centrale l’attaccamento. E’descritta l’importanza della funzione di una base teorica, della conoscenza e della consapevolezza di cosa significa per il genitore fornire una base sicura fondata sulla fiducia al proprio bambino. Il terzo capitolo, quello conclusivo, rappresenta il focus centrale della tesi. Si pone l’accento sui vissuti emotivi dei genitori nel dare alla luce un bambino pretermine e come inevitabilmente influenza le relazioni con il proprio piccolo
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Tesi per la facoltà di Scienze della formazione, dell'università degli Studi di Bergamo - Unibg elaborata dall’autore nell’ambito del corso di Psicologia clinica e sociale tenuto dal professore Gattico dal titolo Omogenitorialità: sviluppo del bambino e competenze genitoriali in famiglie con genitori omosessuali. Scarica il file in formato PDF!
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