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Appunti di economia aziendale - Universita telematica "Pegaso" di Napoli

Tesi per la facoltà di Economia aziendale, Università degli Studi di Pegaso - Unipegaso elaborata dall’autore nell’ambito del corso di contabilità tenuto dal professore Zanigni dal titolo Analisi sul Pil dalla nascita alle ultime evoluzioni. Scarica il file in formato PDF!
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Il mondo delle aziende in questi ultimi anni sta rivolgendo sempre più attenzione alle Risorse Umane, poiché la qualità e le competenze di queste ultime costituiscono un reale vantaggio competitivo per le società operanti in tutti i settori. Nell’ultimo decennio, in particolare, le imprese si sono trovate ad affrontare una realtà caratterizzata da profonde rivoluzioni tecnologiche, apportando conseguentemente dei mutamenti nelle professioni. L’importanza delle competenze, delle conoscenze e delle capacità di apprendimento continuo si è rivelata fondamentale per le imprese, dimostrando dunque interesse nell’ procacciare e fissare le persone con maggior talento. La funzione “Risorse Umane” ha iniziato così ad occupare un ruolo sempre più centrale all’interno di ogni organizzazione economica e non: si è manifestato conseguentemente il bisogno di mettere in atto nuove prassi per la gestione delle Risorse Umane, basato sulla coltivazione di talenti e sulla creazione di condizioni di lavoro in grado di attrarli e mantenerli all’interno dell’impresa. In questa direzione è necessaria un evoluzione tecnica che aiuti a gestire, nel tempo e nello spazio, il rapporto su scala con i collaboratori, in modo tale da ottimizzare e rendere più efficiente ogni processo. Le persone che lavorano felici fanno vincere le aziende. E’ curioso notare che i due terzi delle aziende presenti sul mercato, non diano la giusta importanza a quest’elemento nodale, infatti la felicità dei propri collaboratori non viene considerata nemmeno come elemento marginale. Questa pecca può derivare da una mera mancanza di interessi da parte dei manger, o da strumenti tecnologici obsoleti che non permettono di coordinare, gestire ed interagire con i collaboratori. Con uno sguardo meno specifico, si può affermare che gli elementi fondamentali per il benessere di un dipendente si possono raggruppare in tre punti cardinali: - Lavorare in autonomia, all’interno di dettami ben precisi, ma con la possibilità di scegliere, luogo, modalità e tipologia di svolgimento del proprio lavoro, permettendo di esprimersi in piena libertà - Disporre di poteri e di responsabilità, riuscendo a farsi valere come parte attiva di un processo, e non a essere concepito come una mera pedina di una scacchiera. - Avere un senso, una percezione ben definita, così da vivere a pieno la “mission” aziendale. Le aziende capaci di attrarre e di trattenere i collaboratori migliori e più brillanti dureranno nel tempo, mentre quelle che continueranno a fare “business asusual” finiranno quasi sicuramente per declinare. Il valore per gli azionisti è strettamente legato all’impegno della forza lavoro e agli obiettivi strategici dell’azienda. Le organizzazioni in gradi di sfruttare la creatività e l’energia dei loro collaboratori potranno fornire i prodotti e i servizi richiesti dai nuovi mercati. Si sta dunque espandendo la convinzione che una gestione funzionale del “Capitale Umano” possa aiutare alla determinazione del successo del proprio business, o, anzi, possa costituire un elemento fondamentale da tenere in considerazione per la formulazione della strategia dell’organizzazione. Inserire le persone nell’ambito delle variabili strategiche ha, in effetti, due implicazioni. La prima, di stampo qualitativo-strategico, è che si deve avere una chiara comprensione su come operare sulle “Risorse Umane” al fine di favorire l’ attuazione degli obiettivi strategici di impresa. La seconda è che si possano determinare indicatori, mediante i quali sia possibile effettuare le misurazioni sulle variabili inerenti le persone. Una gestione strategica delle “Risorse Umane” deve mettere a punto procedimenti per rinnovare valori e competenze con lo scopo di ottimizzare la performance economica. Perché le aziende possano mantenersi competitive a livello internazionale e nel tempo, diventa necessario considerare la rilevanza strategica della gestione delle “Risorse Umane” nell’attuale contesto economico, caratterizzato sempre più da un elevato livello tecnologico e da nuovi sistemi gestionali. Per ottenere, quindi, una gestione efficiente in questo contesto, le organizzazioni devono saper sfruttare al massimo le potenzialità dei propri dipendenti, dato che l’apporto e la produttività che il capitale umano è in grado di dare all’azienda costituiscono il perno attorno al quale ruota il suo successo. Per raggiungere tale obiettivo, risulta di fondamentale importanza l’utilizzo di soluzioni tecnologicamente avanzate e innovative, tali da permettere la gestione integrata dei processi di business. Ciò implica che le funzionalità delle “Risorse Umane” devono subire un processo di trasformazione, per delineare un programma completo e integrato di gestione delle Risorse Umane, ovvero integrare informazioni e pratiche relative ai collaboratori con processi e strategie aziendali. Per consentire e agevolare tali operazioni, le aziende dovranno dotarsi di efficaci tool mirati all’implementazione di programmi dedicati alla gestione delle “Risorse Umane” e allo stesso tempo integrati con i processi di business dell’impresa, in modo da incrementare la produttività del proprio personale. Senza l’utilizzo di tali strumenti risulterebbe alquanto difficile essere e rimanere competitivi nell’attuale sistema economico, caratterizzato da una costante evoluzione e da continui cambiamenti. L’obiettivo della tesi è quello di presentare come l’elemento umano, nonostante i repentini avanzamenti tecnologici, rimane una risorsa principale di qualsiasi impresa, e come la qualità del benessere aziendale influisca in modo determinante sui risultati a breve, medio e lungo termine delle aziende stesse, e infine di come le Risorse Umane debbano essere considerate meno “risorse” e più “umane”.
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Tesi per la facoltà di economia aziendale, dell'università degli Studi Pegaso - Unipegaso elaborata dall’autore nell’ambito del corso di {esame} tenuto dal professore Sciascia dal titolo Diritto di accesso agli atti: Massima circolazione delle informazioni all'interno del sistema amministrativo e del mondo esterno . Scarica il file in formato PDF!
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La tutela della concorrenza è stata uno dei primi principi a ricevere attenzione all'interno della Comunità Europea. Gli Stati membri hanno compreso che per creare un'area di libero scambio di merci e servizi, era necessario garantire parità di accesso al mercato per tutti gli operatori economici.
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La storia di Mediobanca è oggetto di analisi della presente tesi e parallelamente verrà richiamata la vita e l’attività professionale di Enrico Cuccia, a partire dal secondo dopoguerra, sino ad arrivare alla realtà odierna. Il presente lavoro di tesi è suddiviso in tre parti: 1°- è dedicato ad esporre la genesi di Mediobanca ed i riflessi che essa ha avuto nel settore economico finanziario, fino ad entrare nel tema del mercato finanziario verso le imprese; il 2° introduce la panoramica delle imprese italiane e la ristrutturazione di quest’ultime; il terzo ed ultimo relazionerà l’economia globale, il nuovo contesto economico e della situazione odierna di Mediobanca.
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1. Sicurezza alimentare e politica economica: Intrecci e implicazioni nel contesto globale. 2. Politiche pubbliche per una sicurezza alimentare sostenibile: Strategie e interventi chiave. 3. Analisi dell’impegno aziendale: Il caso Bayer.
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Il documento è una tesi di laurea in Economia aziendale, con focus sull'insegnamento di Diritto amministrativo, redatta da Tiziana Polce sotto la supervisione del Professore Stefano Gallo.​ La tesi analizza la Direttiva 2006/123/CE, nota come Direttiva Bolkestein, che disciplina la libera prestazione dei servizi nel mercato interno dell'Unione Europea. ​ La tesi è suddivisa in quattro capitoli principali: Le libertà fondamentali: Esamina la definizione di servizio, la libera circolazione dei lavoratori, il diritto di stabilimento e la libera prestazione dei servizi, con riferimento agli articoli del Trattato CE. ​ Il campo d’azione della direttiva: Analizza le linee guida della direttiva, la nozione di servizio in ambito comunitario, la complementarità con altre disposizioni comunitarie, il principio del paese di origine e gli effetti del cambio di modello. ​ La Direttiva Bolkestein in Italia: Discute il recepimento della direttiva nell'ordinamento italiano tramite il D.lgs. ​ 59/2010, le modifiche legislative e l'incidenza in ambito regionale. ​ La semplificazione amministrativa nella direttiva servizi: Approfondisce strumenti come lo sportello unico, le procedure elettroniche e la riduzione dei regimi di autorizzazione. ​ La tesi include un'introduzione, considerazioni finali, bibliografia e sitografia. ​ L'autrice dedica spazio ai ringraziamenti personali e cita l'importanza della direttiva per la liberalizzazione e semplificazione del mercato dei servizi, evidenziando sia i benefici che le criticità. ​
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Il modello della concorrenza allargata di Porter (1979) permette di esaminare l’ambiente competitivo, considerando cinque principali forze che influenzano le dinamiche competitive di uno specifico settore. Nello specifico, il modello consente di analizzare: - la minaccia di nuovi entranti e i relativi fattori di influenza, come la presenza di barriere all’ingresso, le economie di scala, la disponibilità di tecnologie proprietarie, che possono agevolare o ostacolare l’ingresso di nuovi concorrenti; - la minaccia di prodotti sostitutivi, entrando nel merito della valutazione della disponibilità e dell'affidabilità di prodotti o servizi alternativi; - il potere contrattuale dei fornitori, considerando fattori come il grado di concentrazione dei fornitori, la disponibilità di alternative, l’importanza strategica dei loro prodotti e servizi per le imprese acquirenti; - il potere contrattuale dei clienti, valutando fattori come il grado di concentrazione dei clienti, la sensibilità al prezzo, la disponibilità di alternative sul mercato; - l’intensità della rivalità tra i concorrenti, coinvolgendo valutazioni riguardanti il grado di concentrazione dei concorrenti, la differenziazione dei prodotti, i tassi di crescita del settore.
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Il modello della concorrenza allargata di Porter (1979) permette di esaminare l’ambiente competitivo, considerando cinque principali forze che influenzano le dinamiche competitive di uno specifico settore. Nello specifico, il modello consente di analizzare: - la minaccia di nuovi entranti e i relativi fattori di influenza, come la presenza di barriere all’ingresso, le economie di scala, la disponibilità di tecnologie proprietarie, che possono agevolare o ostacolare l’ingresso di nuovi concorrenti; - la minaccia di prodotti sostitutivi, entrando nel merito della valutazione della disponibilità e dell'affidabilità di prodotti o servizi alternativi; - il potere contrattuale dei fornitori, considerando fattori come il grado di concentrazione dei fornitori, la disponibilità di alternative, l’importanza strategica dei loro prodotti e servizi per le imprese acquirenti; - il potere contrattuale dei clienti, valutando fattori come il grado di concentrazione dei clienti, la sensibilità al prezzo, la disponibilità di alternative sul mercato; - l’intensità della rivalità tra i concorrenti, coinvolgendo valutazioni riguardanti il grado di concentrazione dei concorrenti, la differenziazione dei prodotti, i tassi di crescita del settore.
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Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da notevoli trasformazioni che hanno investito vari settori, in particolare quello politico, economico e soprattutto quello pubblico. Focalizzandosi sulla realtà locale, il concetto principale di cambiamento si riflette nel ruolo del cittadino come principale interlocutore dell’amministrazione pubblica. Questo individuo non è più un semplice spettatore delle decisioni prese dall’Amministrazione Pubblica e delle loro conseguenze, ma è ora coinvolto attivamente nella gestione dell’ente. Ciò comporta il dovere da parte del soggetto pubblico di rendere, quanto più possibile, obiettivi e risultati chiari e trasparenti, attraverso una corretta accountability. Il termine accountability va oltre la semplice responsabilità, richiamando l’obbligo di rendere conto delle proprie azioni, decisioni e risultati. Tutto ciò porta alla necessità di vigilare costantemente sulle prestazioni e sui servizi offerti alle comunità locali al fine di realizzare una comunicazione permanente tra cittadini e amministrazione e viceversa. È in questa situazione che gli enti locali si interessano al tema della rendicontazione sociale, utilizzando strumenti contabili diversi, affiancati ai documenti tradizionali, per rendicontare i risultati dell’ente in maniera chiara e trasparente al pubblico destinatario. In un contesto in cui la fiducia verso le istituzioni è spesso messa in discussione, l’accountability e la rendicontazione rappresentano strumenti fondamentali per promuovere una governance etica e rafforzare il rapporto con gli stakeholder. L’obiettivo del presente lavoro è analizzare l’evoluzione del concetto di accountability nel tempo, come quest’ultima sia legata alla rendicontazione, e l’uso del Bilancio Sociale come strumento di rendicontazione negli enti locali, analizzando un caso pratico. Il lavoro di ricerca si divide in tre parti: le prime due approfondiscono aspetti teorici, la terza invece analizza un caso aziendale. La prima parte esamina il concetto di accountability sia dal lato teorico che da quello pratico, affiancandolo al concetto di public accountability e l’inquadramento teorico del fenomeno di rendicontazione sociale negli enti pubblici. Il lavoro propone successivamente una breve descrizione dei soggetti, oggetti e strumenti dell’accountability, con un breve cenno sulla performance- based accountability. La seconda parte dell’elaborato riguarda la spiegazione del processo di rendicontazione sociale, i vari strumenti di rendicontazione che possono essere attuati, tra cui il Bilancio di mandato, il Bilancio partecipativo, il Bilancio ambientale e Agenda 21 Locale. Nella seconda parte si porgerà particolare attenzione sul processo di diffusione del Bilancio Sociale negli enti locali come strumento utile a rendere conto ai cittadini, gli standard esistenti di rendicontazione, tra i quali si approfondiranno Le Linee Guida GBS per il settore pubblico come direttiva da seguire per una rendicontazione trasparente. Nell’ultima parte si esaminerà il processo di realizzazione del Bilancio Sociale per poi terminare con un’analisi sulle modalità per le quali è stato realizzato; tra queste ultime si ribadisce il suo uso come strumento di garanzia della società pubblica. La terza parte riporta l’analisi di un’esperienza “sul campo” in tema di Bilancio Sociale, prendendo in esame un ente locale: il Comune di Palermo. Viene esposto come esso ha saputo mettersi in gioco, intraprendendo una strada innovativa di autovalutazione del proprio operato. Inerente al caso esaminato, viene illustrato il processo che ha portato alla necessità di rendicontare e di redigere il Bilancio Sociale, si approfondiscono le caratteristiche del comune in questione e i tratti distintivi del documento.
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Questa tesi intende analizzare in profondità il rapporto tra la Thailandia e il fenomeno globale, utilizzando il caso nazionale come lente di osservazione privilegiata per comprendere più ampiamente le dinamiche della globalizzazione contemporanea. Attraverso l’analisi del contesto storico, delle trasformazioni economiche e sociali, e delle sfide future, si cercherà di evidenziare come la Thailandia non sia stata semplicemente travolta dalla globalizzazione, ma abbia saputo sviluppare strategie autonome di adattamento, resistenza e integrazione.
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