Estratto del documento

Università Telematica Pegaso

Corso di Laurea magistrale in Scienze Economiche LM-56

Tesi di laurea

Storia della globalizzazione e dei mercati internazionali

Titolo

Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali

Relatore: Ch.mo Prof. Erika Sandrini

Candidato/a: Salvatore De Bellis

Matricola: 0612301388

Anno Accademico 2025/2026

Indice

  • Capitolo 1 – Le metamorfosi della globalizzazione: fasi storiche, crisi e ridefinizione degli equilibri globali
    • 1.1 Origini e sviluppi della globalizzazione: una prospettiva storica
    • 1.2 Le catene globali del valore: strumenti e dinamiche nel capitalismo globale
    • 1.3 Dalla globalizzazione alla “slowbalisation”: pandemia, conflitti e ritorno del protezionismo
    • 1.4 Strumenti di analisi della complessità globale: indici e barometri delle filiere produttive
    • 1.5 Le nuove geografie della produzione: nearshoring, reshoring e il ruolo delle economie regionali
  • Capitolo 2 – Globalizzazione e sviluppo nei Paesi emergenti: traiettorie divergenti e nuove disuguaglianze
    • 2.1 Paesi in via di sviluppo e globalizzazione: paradigmi teorici a confronto
    • 2.2 Le Tigri Asiatiche e il modello ASEAN: crescita accelerata e criticità
    • 2.3 Opportunità e rischi dell’integrazione dei mercati globali per le economie emergenti
    • 2.4 Disuguaglianze strutturali e vulnerabilità sistemiche: le sfide sociali della globalizzazione
    • 2.5 La questione dello sviluppo sostenibile e inclusivo nei contesti emergenti
  • Capitolo 3 – Il caso Thailandia: attore strategico nelle catene globali del valore
    • 3.1 L'evoluzione dell’economia thailandese: da agricoltura a manifattura avanzata
    • 3.2 La Thailandia nelle catene globali del valore: specializzazioni e settori chiave
    • 3.3 Il settore automotive come pilastro dell’integrazione globale
    • 3.4 Interdipendenze con il Giappone e il ruolo strategico del partner commerciale
    • 3.5 Sfide e opportunità: politiche pubbliche, transizione industriale e riduzione delle disuguaglianze
  • Conclusioni
  • Bibliografia

Introduzione

La globalizzazione costituisce uno dei fenomeni più significativi della storia moderna e contemporanea, capace di ridefinire profondamente le relazioni economiche, politiche, culturali e sociali tra i popoli. Pur essendo spesso identificata come processo recente, essa affonda le sue radici in epoche storiche ben più lontane, a partire dalle grandi esplorazioni geografiche, dai primi scambi commerciali transoceanici, dalle reti coloniali e dalle rivoluzioni industriali che, nel corso del XIX secolo, intensificarono in maniera decisiva i flussi di merci, persone, idee e capitali su scala planetaria. La progressiva apertura dei mercati, l'avvento delle nuove tecnologie della comunicazione e dei trasporti, e la diffusione di modelli culturali globali hanno accelerato, nel XX secolo, una interconnessione senza precedenti, portando alla formazione di una rete globale complessa e dinamica.

La globalizzazione non è, tuttavia, un processo lineare o omogeneo. Essa si manifesta in modi diversi a seconda dei contesti storici, politici e geografici, generando allo stesso tempo opportunità e criticità. Se da un lato ha contribuito all’espansione economica, al miglioramento di alcuni standard di vita e alla diffusione delle innovazioni, dall’altro ha acuito diseguaglianze, fragilità ambientali e tensioni culturali, mettendo a dura prova l'identità delle comunità locali. Comprendere la globalizzazione richiede dunque una lettura articolata, capace di coglierne le sfumature e le contraddizioni.

Il Sud-Est asiatico emerge come uno degli spazi geografici più emblematici per osservare gli effetti della globalizzazione. Area storicamente attraversata da commerci, migrazioni, conflitti e scambi culturali, il Sud-Est asiatico ha vissuto nel corso del XX secolo una trasformazione rapida e profonda, oscillando tra tradizione e modernità, tra spinte centrifughe e logiche di integrazione regionale. In questo contesto, la Thailandia rappresenta un caso di studio particolarmente interessante.

La Thailandia, unica nazione della regione a non essere stata formalmente colonizzata, ha saputo gestire nel tempo le pressioni esterne, costruendo un percorso di modernizzazione peculiare. A partire dalla seconda metà del XIX secolo, il Paese ha intrapreso riforme volte all'apertura economica e all'adattamento istituzionale, pur mantenendo una forte autonomia politica. Nel corso del Novecento, la Thailandia si è progressivamente inserita nei circuiti della globalizzazione, diventando un hub economico regionale, un polo turistico internazionale e un punto di riferimento strategico nello scacchiere geopolitico del Sud-Est asiatico.

Oggi, la Thailandia si trova a fronteggiare sfide complesse: la necessità di innovare il proprio sistema produttivo, di gestire le trasformazioni culturali indotte dalla globalizzazione dei consumi, di affrontare diseguaglianze interne sempre più marcate e di preservare le proprie risorse ambientali. L’identità nazionale thailandese si confronta costantemente con le sollecitazioni globali, oscillando tra apertura e protezione, tra modernizzazione e salvaguardia delle tradizioni.

Questa tesi intende analizzare in profondità il rapporto tra la Thailandia e il fenomeno globale, utilizzando il caso nazionale come lente di osservazione privilegiata per comprendere più ampiamente le dinamiche della globalizzazione contemporanea. Attraverso l’analisi del contesto storico, delle trasformazioni economiche e sociali, e delle sfide future, si cercherà di evidenziare come la Thailandia non sia stata semplicemente travolta dalla globalizzazione, ma abbia saputo sviluppare strategie autonome di adattamento, resistenza e integrazione.

La trattazione si articolerà in tre capitoli principali.

Il primo capitolo sarà dedicato a un inquadramento teorico e storico della globalizzazione. Si partirà dalle sue origini, analizzando le prime forme di interconnessione mondiale, per arrivare agli sviluppi contemporanei, con particolare attenzione alle tappe che hanno segnato l'accelerazione globale nel corso del XX e XXI secolo. In questo contesto verrà esaminato anche il ruolo del Sud-Est asiatico nel processo globale, come area strategica di scambio, produzione e innovazione.

Il secondo capitolo si concentrerà sul caso della Thailandia, analizzando l’evoluzione storica, economica e politica del Paese alla luce della globalizzazione. Verranno trattati i principali cambiamenti strutturali dell’economia thailandese, l’inserimento nelle reti commerciali internazionali, l'impatto della globalizzazione culturale, i mutamenti sociali interni e il ruolo assunto dalla Thailandia negli organismi multilaterali.

Il terzo capitolo guarderà infine al futuro, riflettendo sulle prospettive della Thailandia in un mondo globalizzato. Si analizzeranno i temi dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale, del turismo internazionale e delle tensioni sociali emergenti, ponendo l’accento sulle fragilità e sulle potenzialità di un Paese che si muove in un contesto globale sempre più complesso e competitivo.

Attraverso questo percorso, si intende dimostrare come il fenomeno della globalizzazione, lungi dall’essere un processo uniforme e inevitabile, si declini in modi molteplici a seconda delle scelte, delle storie e delle resistenze dei singoli attori nazionali, e come la Thailandia, con la sua capacità di adattamento e trasformazione, rappresenti un esempio emblematico di questa complessa dialettica tra globale e locale.

Capitolo 1

1.1 – Origini e sviluppi della globalizzazione: una prospettiva storica

La globalizzazione, nel suo significato più ampio, può essere intesa come “un processo pluridimensionale e stratificato, che affonda le proprie radici ben oltre il Novecento e si struttura attraverso una serie di fasi storiche complesse, non linearmente evolutive ma segnate da accelerazioni, frenate, momenti di integrazione e altri di marcata frammentazione”. L’idea che la globalizzazione sia una novità del mondo contemporaneo è, sotto molti aspetti, riduttiva: essa rappresenta piuttosto la fase più avanzata di una dinamica storica di lungo periodo che ha conosciuto differenti manifestazioni, a partire dalle antiche vie commerciali e culturali dell’Eurasia, come la celebre Via della Seta, fino alla colonizzazione europea, alla rivoluzione industriale e ai grandi cicli imperialistici dell’Ottocento.

Tuttavia, è nel secondo dopoguerra che si assiste a un’accelerazione decisiva di questo processo, con l’emersione di un ordine economico internazionale imperniato su logiche multilaterali, dominato dagli Stati Uniti e istituzionalizzato attraverso Bretton Woods, il GATT e successivamente l’Organizzazione Mondiale del Commercio. La fine della “Guerra Fredda” ha segnato poi un altro punto di svolta, che ha reso più marcata l’espansione degli scambi, la finanziarizzazione dell’economia, la delocalizzazione produttiva e la crescente interconnessione tra le economie nazionali. È in questa fase, tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Duemila, che la globalizzazione assume connotati quasi totalizzanti, trasformandosi da fenomeno prevalentemente economico a forza sistemica, capace di influenzare i modelli culturali, i paradigmi politici e le relazioni internazionali.

Tuttavia, questo sviluppo non è avvenuto in modo uniforme. “La globalizzazione ha generato benefici asimmetrici e ha prodotto profonde diseguaglianze sia all’interno dei singoli paesi sia tra le diverse aree del pianeta”. In parallelo all’incremento del PIL globale e alla diffusione di innovazioni tecnologiche, si sono aggravate le disparità socio-economiche, si è consolidata una crescente polarizzazione tra Nord e Sud del mondo, e si sono acuiti i conflitti legati alla sovranità, alla sostenibilità ambientale e alla redistribuzione delle risorse. Inoltre, la crisi finanziaria del 2008 ha rappresentato uno spartiacque che ha messo in luce le fragilità strutturali del sistema globalizzato, portando con sé una nuova consapevolezza sui limiti di un’eccessiva interdipendenza non governata.

Un ulteriore elemento da sottolineare riguarda l’ingresso sulla scena globale di nuovi attori statali e regionali, capaci di ridefinire le geometrie della globalizzazione stessa. L’emergere di economie come la Cina, l’India, i paesi dell’ASEAN, e in particolare della Thailandia, ha evidenziato come il Sud del mondo non sia più soltanto spettatore o periferia del sistema, ma protagonista di una nuova fase multipolare, in cui le dinamiche regionali acquistano un’importanza crescente. La globalizzazione del XXI secolo non è più un progetto unidirezionale guidato da Occidente e capitale, bensì un processo fluido, attraversato da conflitti, ibridazioni e reazioni sovraniste, che rimette in discussione l’architettura stessa delle relazioni economiche e politiche mondiali.

In questa cornice, la prospettiva storica della globalizzazione consente di cogliere con maggiore lucidità la complessità del presente e di interpretare in modo critico le trasformazioni in atto in Asia Sudorientale. È proprio in quest’area, e in particolare nella traiettoria seguita dalla Thailandia, che si osserva in maniera emblematica la tensione tra apertura globale e identità nazionale, tra sviluppo economico e fragilità strutturali, tra attrazione degli investimenti esteri e vulnerabilità alle crisi internazionali. Analizzare le origini della globalizzazione consente quindi di comprendere meglio la sua evoluzione contemporanea e di collocare la Thailandia all’interno di un orizzonte che va ben oltre il confine nazionale, e che impone una riflessione geopolitica di lungo respiro.

1.2 – Le catene globali del valore: strumenti e dinamiche nel capitalismo globale

Nell’epoca della globalizzazione avanzata, uno dei concetti cardine per comprendere le modalità con cui il capitalismo si è ristrutturato e articolato su scala planetaria è quello di catena globale del valore. Introdotto negli anni Novanta nell’ambito degli studi sul commercio internazionale e sull’organizzazione produttiva, il concetto di “Global Value Chain” (GVC) ha progressivamente acquisito centralità nel dibattito economico contemporaneo, divenendo “uno strumento interpretativo essenziale per analizzare le nuove forme di integrazione economica, le diseguaglianze nei rapporti commerciali e le traiettorie di sviluppo dei paesi emergenti”. Le catene globali del valore indicano l’insieme delle attività necessarie alla progettazione, produzione, commercializzazione e distribuzione di un bene o servizio, organizzate in modo frammentato e transnazionale, in cui ciascun paese contribuisce con una fase specifica del processo, secondo logiche di specializzazione funzionale.

Questa frammentazione spaziale della produzione ha determinato un mutamento radicale nella geografia economica del capitalismo. Mentre nella prima metà del Novecento le attività industriali tendevano a essere concentrare in aree nazionali o regionali, nel nuovo secolo “l’avvento delle tecnologie digitali, il crollo dei costi di trasporto e l’apertura progressiva dei mercati hanno permesso alle imprese di dislocare strategicamente le proprie funzioni produttive in diversi angoli del mondo”, allo scopo di massimizzare i profitti, ridurre i costi del lavoro, accedere a risorse naturali o infrastrutture logistiche, o ancora godere di regimi fiscali vantaggiosi. Le grandi multinazionali sono così divenute nodi centrali di una rete complessa, in cui la governance del valore è esercitata da attori capaci di coordinare flussi materiali, informativi e finanziari su scala planetaria.

Il controllo sulle catene del valore non è distribuito in modo uniforme. Al contrario, le dinamiche del capitalismo globale rivelano una gerarchia precisa: da un lato, i paesi che detengono il know-how tecnologico, i brevetti e le piattaforme digitali tendono a collocarsi nelle fasi a più alto valore aggiunto della catena, come la progettazione, il branding, la gestione dei dati e l’innovazione; dall’altro, i paesi del Sud Globale, in particolare quelli asiatici, vengono spesso integrati nei segmenti più “leggeri” della catena, come l’assemblaggio, la manodopera non qualificata o l’estrazione di risorse naturali. In questo modo, la divisione internazionale del lavoro si è evoluta in una nuova forma di interdipendenza, in cui le posizioni occupate da ciascun attore determinano i benefici effettivi della globalizzazione, e spesso riproducono – anziché superare – le diseguaglianze storiche tra centri e periferie del sistema mondiale.

“La crescente importanza delle catene globali del valore ha implicazioni significative anche sul piano delle politiche economiche e dello sviluppo”. Molti paesi, e tra questi in particolare quelli del Sud-Est asiatico, hanno adottato strategie mirate a entrare in modo competitivo nelle GVC, offrendo vantaggi fiscali, investendo in infrastrutture logistiche, riformando il mercato del lavoro e migliorando il contesto burocratico e amministrativo per attrarre investimenti diretti esteri. Tuttavia, l’inserimento nelle catene globali non garantisce automaticamente uno sviluppo sostenibile. In assenza di strategie di upgrading tecnologico, formazione del capitale umano e creazione di filiere interne autonome, il rischio è quello di rimanere bloccati in segmenti produttivi a basso valore, esposti alle oscillazioni dei mercati internazionali e alla concorrenza tra economie in via di sviluppo.

Un ulteriore elemento di riflessione è rappresentato dal ruolo della tecnologia e del digitale nella riconfigurazione delle catene del valore. La quarta rivoluzione industriale, con l’introduzione di automazione, intelligenza artificiale, Internet of things & big data, sta progressivamente modificando i modelli produttivi e la distribuzione dei vantaggi competitivi. “I paesi in grado di incorporare queste tecnologie avanzate all’interno delle proprie filiere produttive assumono un ruolo sempre più centrale nella nuova economia globale, mentre quelli che ne restano esclusi rischiano un’ulteriore marginalizzazione”. Allo stesso tempo, la digitalizzazione consente anche alle imprese di piccole dimensioni, soprattutto nei paesi emergenti, di partecipare alle reti globali in modo innovativo, attraverso l’e-commerce, le piattaforme di servizi digitali e la personalizzazione dei prodotti.

Le catene globali del valore non sono soltanto strumenti economici, ma configurano anche una forma di potere e di governance. La capacità di regolare gli standard, di imporre condizioni contrattuali e di controllare i flussi di informazione e di capitale costituisce oggi una delle principali leve attraverso cui gli Stati e le imprese competono nel contesto internazionale. In questa prospettiva, il posizionamento strategico di un paese all’interno della GVC determina non solo il livello del suo sviluppo economico, ma anche il suo margine di sovranità, la sua resilienza alle crisi e la sua capacità di negoziare con le potenze dominanti. La Thailandia, come si vedrà nel proseguo della trattazione, rappresenta un esempio significativo di come un paese possa navigare e sfruttare le dinamiche delle catene globali del valore per sviluppare una propria strategia di crescita ed integrazione economica.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 58
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 1 Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 58.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Globalizzazione e trasformazioni economiche in Asia Sudorientale: la Thailandia, tra opportunità, crisi ed interdipendenze globali Pag. 56
1 su 58
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pedoneklaus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della globalizzazione e dei mercati internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof De Bellis Salvatore.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community