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Secondo l’articolo 5 della nostra Costituzione << la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento>>.
L’articolo esprime i tre principi fondamentali che sono alla base dell’organizzazione dello Stato italiano : unità, autonomia e decentramento.
Il territorio nazionale è diviso in 20 Regioni, di cui cinque a statuto speciale e quindici a statuto ordinario.
Le cinque Regioni a statuto speciale sono il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta. Ad esse furono riconosciute forme di autonomia speciale in considerazione delle loro spiccate tendenze separatiste ( Sicilia e Sardegna) o della particolare posizione geografica, che ha favorito la presenza di consistenti minoranze linguistiche ( le altre). Le particolari condizioni di autonomia di queste Regioni sono disciplinate dai loro rispettivi statuti, approvati con legge costituzionale.

La disciplina fondamentale delle Regioni a statuto ordinario è, invece, contenuta nella stessa Costituzione.
Gli organi della Regione
La Costituzione prevede che tutte le Regioni siano dotate di una struttura a tre organi:
1. Il Consiglio regionale, che esercita funzioni simili a quelle del Parlamento;
2. La Giunta regionale, che è l’organo esecutivo della Regione e corrisponde al Consiglio dei Ministri;
3. Il Presidente della Giunta, che è allo stesso tempo il Presidente della Regione e Capo dell’esecutivo regionale.

Il Consiglio regionale


È l’organo titolare del potere legislativo. Così come il Parlamento vigila sull’azione del Governo, il Consiglio esercita un potere di controllo sull’operato della Giunta. Il Consiglio regionale è un organo formato da una sola Camera. Esso è eletto con suffragio universale e diretto da tutti i cittadini maggiorenni che abbiano la residenza nella Regione. Il Consiglio regionale dura in carica 5 anni, sempre che non si giunga ad uno scioglimento anticipato. Ciò avviene:
 Quando il Presidente della Repubblica dispone con decreto motivato lo scioglimento del Consiglio e la rimozione del Presidente della Giunta, nel caso questi abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge o vi siano ragioni di sicurezza nazionale;
 Quando il Consiglio stesso sfiducia il Presidente della Giunta, se questi è eletto direttamente dal popolo, con una mozione approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. Il Consiglio è sciolto anche in caso di rimozione del Presidente, di impedimento permanente, morte o sue dimissioni volontarie.

La Giunta regionale


È l’organo esecutivo della Regione. I componenti della Giunta, chiamati assessori, sono nominati e revocati direttamente dal Presidente. Essi sono a capo degli assessorati, vale a dire gli uffici amministrativi che si occupano delle diverse aree dell’attività regionale. La principale funzione della Giunta è l’attività di iniziativa politica, che si esprime attraverso la presentazione dei disegni di legge al Consiglio.
Il Presidente della Regione
È al tempo stesso Presidente della Regione e Presidente della Giunta. Non va confuso con il Presidente del Consiglio regionale, che è eletto dai consiglieri per la direzione dei lavori consiliari. Il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale e diretto.

L’autonomia delle Regioni


L’autonomia legislativa


Secondo l’articolo 117 della Costituzione la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni. Sempre nello stesso articolo, viene definita la suddivisione di competenze legislative tra Stato e Regioni.
 Potestà legislativa esclusiva dello Stato. Il testo indica espressamente 17 materie nelle quali è esclusivamente lo Stato a poter legiferare. ( politica estera e rapporti con l’UE, difesa).
 Potestà legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni. ( sanità)
 Potestà legislativa residuale delle Regioni. ( Tutte quelle non previste dai casi precedenti).

L’autonomia regolamentare


Le Regioni dispongono di potere regolamentare nelle materie di competenza legislativa concorrente e residuale.
L’autonomia finanziaria
- L’autonomia finanziaria è ora esplicitamente attribuita anche ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane, oltre che alle Regioni;
- L’autonomia finanziaria si concretizza in un’autonomia di entrata e di spesa.
L’autonomia finanziaria delle Regioni e degli altri enti territoriali deve comunque essere esercitata :
a) In armonia con la Costituzione, con evidente riferimento ai principi costituzionali in materia tributaria ( art. 23 e 53) e di bilancio (art.81).
b) Nel rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

- Alle Regioni sono attribuite anche compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. In pratica viene esplicitamente affermato il principio di territorialità dell’imposta.

I rapporto tra lo Stato e le Regioni


Lo Stato ha due soli poteri nei confronti delle Regioni, entrambi di carattere eccezionale.
Il primo è il potere di scioglimento dei Consigli regionali e di rimozione dei Presidenti di Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.
Il secondo è il potere di sostituirsi alle Regioni, ma anche ai Comuni ed alle Province, nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali e della normativa dell’Unione europea.
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