I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni e lo studio autonomo di eventuali testi di riferimento in preparazioneall’esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell’università attribuibile al docente del corso o al relatore
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Appunti di Ingegneria - Università della Calabria

Sistemi organizzativi, parte 8 -Il concetto fondamentale del modello organizzativo di Galbraith -Gli elementi che determinano la complessità del compito di una unità organizzativa -Modelli organizzativi e capacità di trattamento dell'informazione -Aumento della necessità di trattamento dell'informazione -Inizio della parte 9: strutture funzionali e divisionali Da aggiungere: 3.2-IL MODELLO DI GALBRAITH In fase di progettazione e cioè quando bisogna scegliere tra Struttura Funzionale, Struttura Divisionale o Struttura Ibrida, bisogna studiare delle variabili, che sono le seguenti: • Numero di prodotti disomogenei Se i prodotti sono omogenei conviene una struttura funzionale, altrimenti conviene una struttura divisionale • Grado di innovazione dei prodotti Per grado di innovazione si intende la frequenza con cui viene introdotto un prodotto nuovo nel portafoglio prodotti. Se le innovazioni di prodotto sono frequenti, probabilmente conviene concentrarsi sulla diversificazione dell’output e adottare una struttura divisionale, perché l’introduzione dell’innovazione potrebbe avere un impatto su tutta la filiera e su tutto il processo produttivo. • Economie di scala Su grandi dimensioni le economie di scala si raggiungono in caso di prodotto standard e omogenei e in tal caso sarebbe più adatta una struttura funzionale • Economie di specializzazione E’ preferibile una struttura funzionale, grazie anche ai risparmi prodotti da una specializzazione. Questo perché nell’eventualità una struttura divisionale, a meno che non si tratti di una grande azienda, è sempre un qualcosa dove tutti fanno un po' tutto, non ci si può specializzare all’interno delle singole divisioni; ogni divisione deve essere più o meno indipendente nel preoccuparsi di fare tutti i processi dagli acquisti alla vendita. • Interdipendenza tra le funzioni Se le funzioni devono interagire spesso probabilmente è preferibile una struttura divisionale in cui è possibile seguire meglio questi aspetti. • Dimensioni aziendali Aziende piccole non possono permettersi strutture divisionali
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Esame Sistemi energetici

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. A. Algieri

Università Università della Calabria

Appunti esame
Sistemi energetici, parte 6 -Introduzione e richiami di termodinamica -Ciclo rankine: schema di un impianto a vapore, descrizione del ciclo rankine, considerazioni sul lavoro utile, prestazioni dell'impianto -Considerazioni con ciclo di Carnot -Tecniche migliorative: risurriscaldamento, rigenerazione -Cogenerazione brevi cenni
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Sistemi energetici, parte 5 -Turbine idrauliche -Turbina Pelton -Turbina Francis -Turbina Kaplan -Campi operativi -Impianti motori idraulici, classificazione in base alla taglia, classificazione in base alla configurazione -Regolazione degli impianti motori idraulici
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Sistemi energetici, parte 4 -Introduzione generale -Pompe centrifughe -Pompe pluristadio -Pompe a flusso misto -Pompe assiali -Pompe volumetriche -Caratteristiche e scelta di pompe dinamiche -Sistemi di macchine (di pompe) -Cavitazione
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Esame Sistemi energetici

Facoltà Ingegneria

Dal corso del Prof. A. Algieri

Università Università della Calabria

Appunti esame
Sistemi energetici, parte 3 -Caratteristiche interne e rendimento idraulico -Variazione del trinomio di Bernoulli -Perdite fluidodinamiche, volumetriche e meccaniche -Rendimenti e potenza scambiata con organi mobili -Potenza meccanica ed elettrica -Caratteristica esterna alla macchia
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Sistemi energetici, parte 2 -Introduzione e ipotesi semplificative -Principio di conservazione dell'energia (approccio euleriano) -Principio di conservazione dell'energia (approccio lagrangiano) -Equazione di Bernoulli generalizzata -Introduzione all'equazione di Eulero -Formulazioni dell'equazione di Eulero -Direzionalità del flusso: prestazioni di macchine operatrici e motrici
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Controlli automatici, parte 8 -Individuare luogo delle radici per sistemi del II ordine e sistemi di ordine superiore -Analogia elettrostatica del luogo delle radici -Analogia idraulica del luogo delle radici -Esempi ed esercizi svolti
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Controlli automatici, parte 7 -Sistema amplificatore per capire cos'è la banda passante -Tempo di avvio del sistema -Esempi per capire che più è grande la banda passante e più componenti dell’ingresso passano inalterate e migliore è la riproduzione dell’ingresso e di conseguenza più piccolo è il tempo di salita -Esempi vari
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Controlli automatici, parte 6 -Introduzione sul problema della sintesy o controllo -Come adottare la corretta politica di controllo (sistema di retroazione) -Stabilità di un sistema in feedback o retroazione -I disturbi -Requisiti di un problema di controllo -Teorema del valore finale -Criterio di Nyquist -Diagrammi polari (diagrammi di Nyquist) -Misura di stabilità -Precisione statica -Controllore integrale -Robustezza e sensitività -Nel transitorio e k grande... -Robustezza e sensitività quando varia H(s), il problema della doccia -Esercizi e temi d'esame svolti
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Controlli automatici, parte 5 -Teorema della risposta frequenziale -Diagrammi di bode -Diagrammi di bode dei moduli -Diagrammi di bode delle fasi -Varie casistiche di tracciamento dei diagrammi di bose e descrizione passo passo di tracciamento dei diagrammi -Analisi di Fourier -Esempi ed esercizi
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Controlli automatici, parte 4 -Funzione limitata -Stabilità esterna (BIBO Stability) -Funzione sommabile -Condizione necessaria e sufficiente di stabilità -Criterio di stabilità -Lavorare con i poli, regola dei segni di Cartesio, criterio di Routh, criterio di Maxwell -Stabilità del sistema per via sperimentale -Sistemi del primo ordine -Sistemi del secondo ordine -Parametri, tempo di assestamento e coefficiente di smorzamento
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Parte 1 Tecnologie industriali -Proprietà dei materiali -Forze, tensioni e deformazioni -Momento flettente e momento torcente -I metalli: classificazione, leghe metalliche, leghe ferrose, nomenclatura -Descrizione approfondita diagramma di fase ferro-carbonio -Trattamenti termici -Leghe leggere
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Controlli automatici, parte 3 -Corrispondenza realtà-formalizzazione matematica -Funzione di trasferimento del sistema -Sistemi in serie -Sistemi in parallelo -Sistemi in retroazione o feedback -Convoluzione e risposta all'impulso -Teorema della convoluzione -Esempi ed esercizi
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Controlli automatici, parte 2 -Campo algebrico dei numeri complessi -Proprietà -Geometria dei numeri complessi -Funzione esponenziale complessa -Formule di eulero di seno e coseno e limite per t ad infinito -Trasformazione di Laplace -Teorema della linearità -Teorema della derivata -Teorema sulle condizioni sufficienti di trasformabilità -Motivazioni dello studio della trasformata di laplace -Antitrasformazione di laplace -Esercizi vari ed esempi
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Controlli automatici, parte 1 -Il concetto di sistema -Modelli matematici, più modelli per un sistema e più sistemi per un modello -Controllo automatico dei sistemi dinamici lineari stazionari: definizioni e concetti base
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Tecnologie industriali, parte14 -Introuduzione -Incollaggio - Saldature autogene ed eterogene di metalli -Generalità sulla saldatura -Classficazione delle saldature -Saldature a gas -Saldature ad arco -Saldature ad arco elettrico con elettrodo rivestito -Saldature ad arco elettrico in atmosfera: saldature TIG, MIG e MAG -Saldature ad arco sommerso -Ciclo termico di saldatura -Saldatura laser -Saldature autogene allo stato solido: saldature per attrito (friction welding, friction stir welding, saldature per esplosione) -Saldature autogene per resistenza -Saldature eterogene: saldobrasatura, brasatura GIUNZIONI PER FISSAGGIO MECCANICO -Introduzione -Cilinciatura -Joining by forming -Fissaggio con dado-bullone e viti -Fissaggio con rivetti GIUNZIONI CON COMPONENTI IBRIDE -Fattori da considerare nella giunzione di materiali differenti -Fissaggio meccanico: staking di strutture ibride polimero-metallo -Fissaggio meccanico: injection overmolding di strutture ibride polimero-metallo -Friction spot joining -Saldature per induzione multimateriale metallo-polimero -Saldature per sorgente laser -Breve paragrafo sui principali processi additivi
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Tecnologie industriali, parte 13 -Descrizione dei materiali compositiv -Classificazione dei materiali compositi per matrice -PMC: matrice polimerica rinforzata con fibre -Analisi di rinforzi per un PMC -Mats e laminati -Tessuti (fabrics) -Lavorazioni di materiali compositi -Hand lay-up -Spray-up -Resin Transfer Molding (RTM) -Formatura in autoclave -Pultrusione -Stampaggio ad iniezione
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Tecnologie industriali, parte 12 -Caratteristiche dei materiali polimerici -Analisi dei polimeri -Classificazione dei polimeri -Temperatura di transizione retrosa -Polimeri puri e polimeri arricchiti con additivi -Densità del polimero -Lavorazione dei polimeri -Lavorazione dei materiali termoplastici: estrusione, stampaggio ad iniezione, blow molding stampaggio e soffiatura, termoformatura, rotationald molding (stampaggio rotazionale) -Lavorazione dei materiali termoindurenti: compression molding
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Tecnologie industriali, parte 11 -Introduzione sui processi per asportazione di truciolo -Tornio e operazione di tornitura -Fresatrice e operazione di fresatura -Diversi tipi di moto nell'operazione di mashining -Forze di taglio (analisi per processi di tornitura) -Usura degli utensili -Ottimizzazione di un processo di tornitura -Esercizi svolti
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Tecnologie industriali, parte 10 -Descrizione del processo -Fattibilità del processo -Gioco tra punzone e stampo -Andamento tensionale sulle lamiere in fase di deformazione -La funzione della prelamiera -I parametri di processo -Vantaggi e svantaggi processo -Processi flessibili (spinning, hydroforming, incremental forming) -Esercizi
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