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Storia dell'arte - Schema


Le correnti - dal Tardo Rinascimento al Liberty

Il Rinascimento Maturo (Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Giorgione, Tiziano)
Il periodo conosciuto con il nome di “Rinascimento Maturo” o “Maniera moderna” comprende all’incirca gli anni che vanno dal 1500 al 1520. Vasari fissa molto chiaramente il momento di nascita della “maniera moderna”, indicandone come primo fautore Leonardo da Vinci. Nel “Rinascimento maturo” assistiamo al superamento della “maniera secca” degli aretisti della seconda età, caratterizzata dalla ricerca della “difficoltà degli scorci”, da “vedute spiacevoli” e da un’inadeguata imitazione della natura. Superati sia lo stile soave, sia la dolcezza dei colori uniti, gli artisti della terza età, in grado di svolgere attività polivalenti, ricercano la chiarezza, l’unità e l’essenzialità, l’ordine e la misura in una riproduzione della natura sempre più accurata e convincente, utilizzando un disegno perfetto e le nuove conoscenze scientifiche.

Il Manierismo (Rosso Fiorentino, Pontormo, Andrea del Sarto, Giulio Romano, Tintoretto, Veronese, Palladio)
Il Manierismo si sviluppa nel periodo intercorrente tra il pieno Rinascimento ed il primo affacciarsi delle concezioni barocche, ossia, all’incirca, dal 1520 al 1600. esso rivela una certa opposizione ai canoni classici della proporzione, della simmetria e della prospettiva implicite nell’arte rinascimentale matura. Essa, sviluppatasi all’interno dello stesso Rinascimento, si allontana dall'equilibrio dell'arte rinascimentale prediligendo piuttosto la complessità, la drammaticità, il movimento. Le opere manieriste sono infatti caratterizzate da forme allungate, figure modellate in modo fortemente plastico, assottigliate o ritorte; nella composizione emerge l'amore per il bizzarro e l'inusuale, per le pose stravaganti, per gli spazi ristretti, per gli aspetti inquietanti della realtà e le scene drammatiche, talvolta a scapito di una resa realistica dello spazio; i colori usati sono inoltre spesso inusuali, e accostati in modo straniante.

Il Barocco (Bernini, Borromini, Guarini)
Lo stile barocco fiorì a Roma all'inizio del Seicento e si diffuse in varia misura in tutta Europa fino al diciottesimo secolo. E' ancora incerta l'origine del termine, che deriva forse da baroco, termine della logica scolastica assunto in seguito a simbolo di ragionamento pedante, bizzarro, o forse deriva dalla parola portoghese barrueco, designate la perla irregolare. Le opere barocche sono generalmente caratterizzate dalla teatralità e dalla ricerca di un coinvolgimento emotivo dell'osservatore. Da sottolineare è l’idea barocca dell’ “effimero: niente è eterno e la città, diventata teatro di eventi, viene arredata con apparati effimeri che vengono smontati subito dopo.

Il Neoclassicismo (David, Canova)
Il Neoclassicismo si sviluppa intorno alla seconda metà del ‘700 per poi concludersi nei primi anni dell’800. Esso nasce dalla matrice culturale dell’illuminismo in contrapposizione al Barocco ma soprattutto alla frivolezza del Rococò. Ciò che contraddistingue lo stile artistico di quegli anni fu la volontà di un recupero formale e l’adesione ai principi dell’arte classica. Quei principi di armonia, equilibrio, compostezza, proporzione, serenità, che erano presenti nell’arte degli antichi greci e degli antichi romani che, proprio in questo periodo, fu riscoperta e ristudiata con maggior attenzione ed interesse grazie alle numerose scoperte archeologiche. Fu un movimento teorico, grazie soprattutto al Winckelmann che teorizzò il ritorno al principio classico del «bello ideale», e fu immagine del potere imperiale di Napoleone.

Il Romanticismo (Turner, Constable, Friederich, Delacroix, Gericault, Heyez)
Il Romanticismo nasce in Europa nel primo ventennio dell’800 (in Italia è un fenomeno più attardato), per poi cominciare ad affievolirsi intorno alla metà del XIX secolo. Il Romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione, dell’irrazionalità: la verità non risiede nei soggetti ma nella maniera di sentire. È quindi un’arte soggettiva, intima, caratterizzata dall’aspirazione all’infinito e una nuova spiritualità, che guarda al Medioevo e rivaluta l’ispirazione e il genio individuale. Per questo non si rifà a principi formali ben definiti. Importante tema dell’arte romantica è il rapporto tra uomo natura, caratterizzato del sentimento del sublime (l’uomo si sente piccolo di frante alla grandezza della natura). Appunto, l’arte romantica si sviluppa lungo due filoni: pittura di storia, e pittura di paesaggio.

Realismo (Courbet, primo Van Gog )
Il Realismo ha la sua espressione più organica in Francia e si inserisce tra il 1840 e il 1880 (tra Romanticismo e Simbolismo). Si comprende nel novero del Realismo anche l’Impressionismo e il Postimpressionismo. È una corrente artistica che punta ad una rappresentazione fedele della realtà, oggettiva e imparziale basata sull’osservazione meticolosa della vita contemporanea. Il precursore di questa tendenza è stato Constable. Caratterizza questo movimento una nuova concezione della storia (come esperienza concreta, fatta da gente comune e osservata nella sua quotidianità), l’impegno sociale (si prediligono i soggetti umili, modesti). Labes definisce il realismo come “il fondamento di ogni arte”. La sua antitesi non è l’idealismo ma il falsismo.

Impressionismo (Manet, Monet)
L’impressionismo si sviluppa in Francia tra il 1874 e il 18886. È un’esperienza artistica piuttosto breve ma molto significativa per la storia dell’arte. È un movimento che deriva direttamente dal realismo, in quanto come questo si interessa soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana. Ma, rispetto al realismo, non ne condivide l’impegno ideologico o politico. La grande rivoluzione dell’impressionismo è soprattutto la tecnica, che nasce dalla scelta di rappresentare solo la realtà sensibile. Evita qualsiasi riferimento alla costruzione ideale della realtà, per occuparsi solo dei fenomeni ottici della visione, dell’impressione. E per far ciò cerca di riprodurre la sensazione ottica con la maggior fedeltà possibile. La pittura diventa solo colore. Essi, pertanto, riducono, e in alcuni casi sopprimono del tutto, la pratica del disegno. Questa scelta esecutiva si accostava all’altra caratteristica di questo movimento: la realizzazioni dei quadri non negli atelier ma direttamente sul posto. È ciò che, con termine usuale, viene definito en plain air. I soggetti sono mutuati dalla realtà urbana degli anni, anche se Monet preferirà la natura.

La Scapigliatura lombarda
La Scapigliatura è un movimento sviluppatosi a Milano intorno agli anni ’60 dell’800 e conclusosi intorno agli anni ’80. Si tratta di un gruppo di artisti animati dalla volontà di rompere con la tradizione con un atteggiamento ribelle nei confronti della società e della cultura borghese. Viene preferito il ritratto alla pittura di paesaggio, e cambiano i soggetti, che sembrano mutuati da una concezione vicina al decadentismo. Si adoperano nuove tecniche di pittura, volte a creare un effetto “vaporoso” forzando la sfocatura dei contorni e usando pennellate discontinue e luminose. Viene accentuata la caratterizzazione psicologia dei personaggi attraverso una pittura di evocazione atmosferica basata sulle tonalità calde e i contrasti chiaroscurali. Il merito della Scapigliatura è aver tentato di sperimentare sugli effetti della luce-ombra-colore attraverso la tecnica del “non finito”.

Il Postimpressionismo (Van Gogh, Cesanne)

Con il termine postimpressionismo si indica il periodo della pittura francese compreso tra il 1880 ed il 1900 circa. La pittura del postimpressionismo, caratterizzata da un desiderio di superamento del naturalismo impressionista, fu espressa da personalità isolate e da gruppi poco omogenei. A partire dal 1880, ci si pose il problema di come dare consistenza alla fugacità dell'impressionismo e di superare, quindi, il carattere provvisorio della sua visione. In questo clima nasce il puntillismo, detto anche neoimpressionismo. Altro artista attivo in questi anni è Paul Cezànne, che dopo le esperienze realiste e impressioniste, si dedicò a nuove tecniche come l'accostamento di strisce di colore dalle più scure alle più chiare per dare l'idea del chiaroscuro. Vincent Van Gogh è sicuramente la figura più rappresentativa di questo periodo, iniziò come realista con il dipinto "I mangiatori di patate" e altri di vita contadina, mentre durante il soggiorno parigino conobbe l'impressionismo e il post-impressionismo che lo portò a schiarire la sua tavolozza e si dedicò alla pittura "en plein air". Tutti gli artisti rifiutati dal circuito ufficiale, da Van Gogh da Cezànne e più tardi anche cubisti e fauves furono racchiusi in un termine generico di Post-impressionismo.

Divisionismo italiano (Pellizza da Volpedo, Segantini)
Nel Divisionismo si coglie anche una ripercussione del Neo-Impressionismo francese, dal quale però si differenzia: allontanandosi dall’idea di arte-ricerca esso punta maggiormente su un’arte dal carattere simbolico. Esso le istanze artistiche italiane più avanzate fra gli ultimi due decenni dell’800 e il primissimo ‘900, con radici che affondano nel naturalismo romantico degli Scapigliati, ai quali si devono le prime puntuali ricerche sugli effetti di luce e sugli "avvolgimenti" atmosferici. La tecnica divisionista consiste nell’accostamento di colori primari puri, a piccole pennellate, a filamenti o puntini che l’occhio integra nell’atto percettivo. L’accostamento di colori primari determina un immenso effetto luminoso. Dal punto di vista dei contenuti, i divisionisti italiani si rifanno ad un contesto sociale, rappresentando soprattutto una realtà contadina.

I Macchiaioli
Il movimento artistico dei Macchiaioli si sviluppò a Firenze intorno al 1855 per poi concludersi nel 1875. Esso può essere considerato un’avanguardia anche se non possiede un vero e proprio manifesto. Il teorico della macchia è Diego Martelli. Il significato della parola macchiaioli si riferisce alla tecnica utilizzata dai pittori di quel periodo: la pittura a macchia. La macchia è una tecnica volta a sottolineare i valori tonali, accentuare i chiaroscuri a vantaggio della forza strutturale della luce-colore. Non utilizza il disegno, ma masse di colore giocando appunto sui contrasti chiaroscurali. L'arte di questi pittori consisteva nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri.

L’Espressionismo
L'espressionismo è una corrente artistica di origini tedesche risalente agli inizi del 900. Nasce dalla necessità di numerosi artisti di esprimere attraverso la pittura i sentimenti più intimi, passionali, soggetti, in contrapposizione con la visione della realtà dell’Impressionismo, che filtra attraverso la percezione le immagini provenienti dall’esterno, per rendere l’immagine immediata.
La pittura espressionista si caratterizza per l'utilizzo di colori forti, intensi, violenti e irreali, stesi con pennellate aggressive e ricche di vitalità, utilizzando la tela come specchio per rappresentare le proprie emozioni. Il primo movimento che può essere considerato espressionistico nacque in Francia nel 1905: i Fauves. Nello stesso 1905 che comparvero i Fauves si costituì a Dresda, in Germania, un gruppo di artisti che si diede il nome «Die Brücke» (il Ponte). Un secondo gruppo espressionistico si costituì a Monaco nel 1911: «Der Blaue Reiter» (Il Cavaliere Azzurro), del quale principale ispiratore fu Wassilj Kandinskij.

Il Cubismo
Il Cubismo si sviluppa con straordinaria rapidità tra il 1907 e il 1914. Caratteristiche fondamentali di questa nuova corrente sono il rifiuto di due aspetti fondamentali della pittura europea dal Rinascimento in poi: la norma classica per la rappresentazione della figura umana e la raffigurazione illusoria dello spazio ottenuta secondo la prospettiva da un unico punto di vista. Il pittore cubista cerca di rappresentare simultaneamente sulla tela diversi aspetti del medesimo oggetto, ovvero ciò che conosce dall'oggetto stesso, piuttosto che l'immagine che gli giunge attraverso l'organo visivo. Il manifesto del Cubismo è considerato “Les demoiselles d’Avignon” di Picasso, nel quale abbiamo un vero e proprio sfaccettamento dei soggetti. Il cubismo si divede in due momenti: il cubismo analitico e quello sintetico. Il Cubismo analitica sfaccetta ulteriormente il soggetto, tendo a mostrarlo nei suoi molteplici aspetti. Il Cubismo sintetico, invece, arriva ad una sintesi di questa molteplicità, ad un appiattimento.

Il Futurismo
Il Futurismo è un movimento d'avanguardia interartistico formatosi a Milano nel 1909, dopo la redazione da parte di Martinetti del suo Manifesto. Risale invece al 1910 la redazione del Manifesto della pittura futurista, e al 1912 quella del manifesto della letteratura futurista. Gli appartenenti al movimento mirano a liberare la società italiana dal bagagli culturale, storico e artistico del passato e a glorificare l'avvento della modernità. Hanno un atteggiamento politico interventista, e sono affascinati da tutto quello che riguarda le macchine e la modernità. In pittura e scultura, forme spigolose e linee incisive erano usate per trasmettere un senso di dinamismo. Una delle principali caratteristiche dei futuristi era la ricerca di movimento attraverso l'impiego di immagini ripetute dello stesso oggetto o figure disposte in sequenza a dare l'impressione di un rapido movimento, recuperando la pennellata divisionista e impressionista.

Il Liberty
Il Liberty nasce in Inghilterra con le teorie del socialismo umanitario di Ruskin e Morris attorno al 1847. Si sviluppa successivamente in tutta Europa alla fine del 1800 assumendo, a seconda della nazione, nomi e caratteristiche differenti. In Italia è conosciuto come stile liberty o floreale, in Germania come Judenstile, in Spagna come Modernismo (Gaudì)….Ha una vita molto breve: si afferma nel 1885 e ravvisa segni di declino già a partire dal nel 1914. è lo stile che meglio rappresenta la borghesia in quanto fonda la sua produzione sul connubio arte-industria. Trova la sua fonte di ispirazione nella natura, nel simbolismo francese e nell’arte giapponese. Comprende tutte le arti: pittura (Whistler), scultura, architettura e soprattutto arti decorative. È lo stile dell’industria perché sceglie di combinare insolitamente materiali nuovi come il metallo e la maioliche (Gaudì). Si caratterizza per l’uso della linea curva, sinuosa, morbida e serpentina e per i suoi richiami al mondo naturale e animale. In Italia il Liberty si afferma tardi rispetto agli altri paesi. Se in questi il nuovo stile rispondeva ad un’esigenza di rinnovamento del concetto di arte e di rottura con la tradizione accademica, nel nostro paese era solo la risposta al desiderio di omologazione europea della classe borghese. Si sviluppa soprattutto nelle grandi città industriale come Milano e Torino e riconosce l’architetto Sommaruga come più alto rappresentante.

Alcune opere e autori

Il Neoclassicismo

L’origine del neoclassicismo è stata spesso correlata in modo troppo semplicistico al diffuso interesse per l’antichità. Nel XVIII secolo un ruolo primario infatti fu svolto dalla riscoperta delle due città vesuviane di Ercolano e Pompei. Solamente negli ultimi decenni del Novecento si è scoperta la sua vera autenticità e diramata articolazione. Si è in primo luogo chiarita la complessità del rapporto con l’antico, tema centrale della poetica neoclassica. L’antico però non è mai imitato in modo puramente sterile. Il mondo antico era visto come un Paradiso perduto, un’epoca affascinante in quanto luogo originario dell’energia e dell’intensità e tutto ciò veniva contemplato con un intenso sentimento di nostalgia e di rimpianto. Il neoclassicismo nasce come antidoto al Barocco del quale rifiutava i soggetti scandalosi e osceni che erano l’espressione di una società disimpegnata che avrebbe dovuto lasciare il posto ad un mondo più consapevole e in cui la bellezza fosse congiunta alla virtù. Sul piano della forma gli effetti dell’atmosfera furono sostituiti da contorni precisi e da stesure uniformi del colore. Le vedute diagonali furono abolite per privilegiare quelle frontali e i colori divennero più chiari. L’arte neoclassica ha il fine di coinvolgere maggiormente il pubblico sul piano dei grandi valori civili quali l’amor di patria e il sacrificio. La migliore espressione neoclassica è riscontrabile nell’architettura e prevedeva l’abolizione degli apparati decorativi e l’adozione di schemi semplici soprattutto per strutture come ospedali, strade, piazze. Al gusto del primitivo è legata l’elaborazione del concetto di sublime. Sublime è ciò che agisce sul sentimento e che colpisce con forza e commuove l’animo ed è accompagnato da un’impressione di timore e di ignoto.

Jacques-Louis David
Fu il grande protagonista della cultura neoclassica europea. Un’esigenza di rigore etico lo spinse ad una radicale riforma dell’arte; attraverso un rigoroso ritorno all’antico recuperato come modello di virtù civile, giustizia e bellezza.
Marat assassinato. In quest’opera il pittore non si rivolge agli esempi del passato ma coglie un fatto di evidente attualità; la morte del tribuno Marat, assassinato a tradimento. Qui si trovano congiunti il Verismo della cosa vista e la costruzione migliore per tramutare l’orrore in sublime senza però perdere la sua crudezza. I colori acidi, gialli, verdi, grigi macchiati di rosso sottolineano in una illuminazione contrastata la precisione del disegno. È evidente nel dipinto la ripresa di Caravaggio nell’illuminazione volta a rivelare la nuda realtà delle cose; infatti vuoto dello sfondo emerge il cadavere di Marat il cui volto è avvolto in un turbante.
Il giuramento degli Orazi. David trasse l’ispirazione tematica per il dipinto dalle vicende degli Orazi narrate dallo storico romano Tito Livio. Nell’opera lo sguardo dell’osservatore è attratto soprattutto dal gesto deciso e audace dei tre fratelli che trova riscontro nella determinazione con cui il padre sorregge le spade. Le donne piangenti sulla destra di cui ci accorgiamo solo in un secondo tempo sono contrapposte con i loro gesti teneramente compassionevoli alla fermezza del gruppo principale. La madre degli Orazi stringe a sé i nipotini e assieme alle altre due donne è sopraffatta da una forte rassegnazione al dolore. Nell’opera emerge una decisa distinzione tra la fermezza maschile e il femminile abbandono ai sentimenti non solo dalla disposizione separata di uomini e donne ma anche nello stile del disegno. Negli Orazi è raffigurata una precisa anatomia muscolare che impone contorni netti e pose solide mentre nel gruppo delle donne lo stile diventa più morbido come si può notare nella disposizione semicircolare in contrapposizione con quella più spigolosa e triangolare degli Orazi.
Bonaparte valica il Gran San Bernardo. Il linguaggio di David si fa qui più sentimentale per esaltare il giovane eroe a cavallo mentre guida le sue truppe sul difficile valico: il movimento curvilineo che caratterizza sia la composizione che i particolari è ben lontano dalla sobrietà geometrica degli anni della Rivoluzione.

Antonio Canova
Lo scultore Canova si configura come uno dei massimi protagonisti della stagione neoclassica e forse l’ultimo grande artista italiano di statura europea. Canova al contrario di David non scelse la via dell’impegno politico diretto, il suo unico ideale era l’arte la cui superiorità e autonomia egli difendeva dalla società.
Amore e Psiche. Il tema viene ripreso da una favola di Apuleio. Si rileva una tendenza per il dolce e il leggiadro. Egli vuole conferire al marmo la morbidezza ed il calore della carne viva
Monumento funerario di Maria Cristina d’Austria. Qui emerge il tema della morte e del sepolcro ricorrente nella poetica neoclassica. Al sepolcro lo scultore conferisce una forma di piramide; essa reca nella parte più alta l’immagine della defunta entro un medaglione sostenuto da un genio femminile. Verso la porta buia che in essa si apre lentamente procede un malinconico corteo di figure che si succedono salendo a intervalli irregolari ma ritmici; un tappeto scorrevole come un velo d’acqua si distende sui gradini collegando le figure e l’esterno e l’interno della tomba.

Inquietudini Preromantiche

Goya Nella pittura di Goya emergono con violenza sempre maggiore la forza visionaria dell’inconscio, il rifiuto di modelli assoluti di bellezza, una passione sfrenata per il colore e l’ombra, una costante carica verso regole e ideali astratti.


    Los Fusilliamentos 3 maggio 1808. In questo assistiamo all’esecuzione di alcuni patrioti spagnoli sotto un cielo cupo, ma che sta per cedere alla luce. Tra questi l’attenzione viene attirata da un uomo inginocchiato con le braccia aperte violentemente illuminato dalla luce della lanterna. Di fronte a lui un plotone di soldati di cui l’artista evita di raffigurare i volti: il ritmo dei loro corpi diagonalmente allineati con le gambe divaricate e le braccia tese si fonde in un movimento reiterato in avanti, mentre i loro sguardi sono fissi sulle canne dei fucili. In contrasto con questa uniformità militare Goya sottolinea la varietà di atteggiamenti e sentimenti del gruppo di uomini che attendono di essere fucilati: uno inveisce con pugni chiusi, un altro si copre il viso mentre un frate recita una preghiera guardando verso terra dove giace un cadavere in una pozza di sangue. Lo sfondo notturno del cielo dove si intravede il profilo della città è separato dal primo piano da un ponticello che si eleva verso sinistra. La gamma cromatica vede il predominio degli ocra dei grigi e dei bruni a cui fanno contrasto il bianco il giallo e il rosso.

Sublime visionario e vedutismo romantico nella pittura inglese

E’ impossibile indicare una data di nascita del Romanticismo. Le idee di Wackenroder che considerava la pittura e le varie arti un dono divino esercitarono una grande influenza in particolare sul Circolo di Jena, raccoltosi intorno ai fratelli Schlegel. Essi insistettero nel considerare l’artista in grado di cogliere la poesia della natura, la sua intima sacralità. Il suo essere un riflesso della più vasta e universale armonia vivente che sta alla base del mondo. Da ciò nacquero il desiderio di rifugiarsi nella natura e l’impulso a ravvedere nella sua inarrestabile forza creatrice il rimedio necessario ai guasti di un’ormai insincera civiltà. L’importanza data alla natura spiega il culto romantico del paesaggio. Esso è rappresentato generalmente senza la figura umana che comunque, se presente, non fa che accrescere il senso di solitudine. La natura è spesso rappresentata nei suoi momenti eccezionali in pieno sconvolgimento, in una progressiva dissoluzione delle forme e degli spazi. Il primo Ottocento è anche l’epoca della riscoperta della storia. Non solo si trae dal passato l’esempio di una mitica età classica ma si recupera anche epoche fino ad allora fortemente svalutate come il Medioevo, molti artisti romantici parteciparono con passione alle vicende del loro tempo e si volsero a rappresentare personaggi e situazioni passate che potessero risultare esemplari per il presente.

Blake, artista e poeta visionario.
In Inghilterra maturarono, nel tardo settecento, stimoli romantici che produssero una pittura di matrice letteraria, impersonata da Blake e i suoi seguaci. La loro arte costituiva una prosecuzione dell'esperienza di Fussli.
William Blake nacque a Londra e visse miseramente, poco apprezzato come poeta e come incisore, perchè considerato squilibrato. Privilegia l'immaginazione e rifiuta ogni approccio razionale alla realtà. Blake riteneva che, a causa del peccato originale, l'uomo avesse perduto la propria unità interiore, e che le singole componenti dell'individuo fossero in contrasto tra loro. L'artista teorizzò il superamento della divisione tra il bene e il male riconducendo entrambi a un'originaria energia positiva. Egli diede forma alle proprie visioni nelle illustrazioni dei suoi libri e di quelli altrui (come la Divina Commedia di Dante), in opere dipinte a tempera e in acqueforti (incisioni) che venivano poi acquarellate e rifinite a penna.


    Il vortice degli amanti: Il tema è ripreso dall’Inferno di Dante. I protagonisti sono Francesca da Polenta e il cognato Paolo; infatti Francesca sposata con Gianciotto Malatesta si era innamorata del cognato e fu con questo uccisa dal marito. Questo rappresenta uno degli episodi di infedeltà coniugale e di omicidio che può portare a meditare sugli effetti sfortunati che l’amore può talora condurre con sé.

Constable: pacatezza e lirismo del vedutismo romantico.
Sempre in Inghilterra si svilupparono tendenze più strettamente naturalistiche che privilegiavano il pittoresco e il sublime: a queste tendenze appartengono Constable e Turner.
John Constable rimase sempre fedele al tranquillo paesaggio della sua infanzia, tanto da riconoscere di dovere a esso la propria vocazione alla pittura. Ispirato dall'amenità del panorama l'artista dipinse alcuni dei suoi più riusciti lavori (tra cui Il mulino di Flatford). Nella sua formazione guardò a Lorrain, ad alcuni pittori fiamminghi e agli acquarellisti inglesi del'700. Compì molti studi e realizzò numerosi schizzi, fino a giungere ad una stesura del colore a colpi di spatola. Dagli schizzi l'artista ricavava il quadro definitivo, in cui si sforzava di risultare più coerente nella composizione e più studiato nel colore, perdendo talora parte della primitiva immediatezza. Compì inoltre vari studi sul cielo e proprio il cielo, con le sue grandi nuvole, è la parte più viva dell'opera Il carro del fieno. L'opera fu ammirata anche da Gericault e da Delacroix per gli effetti atmosferici e luminosi. Dagli anni venti l'opera di Constable divenne più cupa per i numerosi problemi personali.


    Il Mulino di Flatford : Esposta nel 1817, l'opera segnò la svolta nella carriera di Constable, rappresentando il primo tentativo di fornire su una grande tela la documentazione realistica delle osservazioni efettuate per diverso tempo: Constable lavorò a lungo al dipinto, curando nel dettaglio ogni particolarità.
    Un'opera ambiziosa. Questa è sicuramente l'opera più ambiziosa dell'artista. Dal punto di vista tecnico-formale il dipinto si può considerare la summa dei più alti esiti raggiunti dall'artista, mentre il soggetto è quello abituale dei primi studi. L'uso del “colore locale”, che fino a quel momento si era riscontrato solo in piccoli quadri a olio, ora viene applicato a una tela di grandi dimensioni. Per “colore locale” si intendono le varianti del colore reale dell'oggetto (“colore proprio”) prodotte dalla prospettiva aerea, cioè dalla lontananza e dalla situazione atmosferica che si intendono rappresentare. Particolari osservati dal vero. La scena è studiata meticolosamente in tutti i particolari, osservati direttamente dal vero e schizzati in vari disegni preparatori. Il fiume scorre attraverso la chiusa, poi scende per un canale sotto il mulino di proprietà della famiglia del pittore. Due barconi stanno facendo le operazioni di manovre: un ragazzo libera il cavo con cui il primo barcone è attaccato al cavallo da traino, mentre l'altro ragazzo fa girare la barca con un lungo palo. La visione centrale è impostata su linee curve che seguono il tranquillo letto del fiume, mentre il salto tra il vicino e il lontano è guidato da diagonali incrociate. Accurata messa a fuoco dell'immagine. La ricchezza di situazioni e soprattutto l'accurata messa a fuoco dell'immagine fanno apparire questo quadro più finito di altri dipinti di Constable, spesso accusato di non rifinire le sue opere. Nel 1821 l'opera fu vista da Gericault, il quale fece in modo che venisse spedita al Salon parigino del 1824, dove venne premiata con una medaglia d'oro.

Turner: lo spettacolo della natura.
Se Constable non ottenne in vita che un relativo riconoscimento, William Turner impressionò i contemporanei con le qualità spettacolari dei suoi quadri. L'interese dell'artista per gli effetti atmosferici, per i contrasti tra zone di luce e di ombra, per la raffigurazione dell'uomo in balia degli elementi naturali.
Nel 1802 Turner intraprese il primo viaggio: andò in Svizzera, realizzò numerosi disegni; raggiunse Parigi e fu in Italia nel 1819; a Venezia dipinse degli acquarelli che sempre più si vincolaravano dalla rappresentazione oggettiva per diventare pure variazioni sui colori, ma non li espose perchè troppo rivoluzionari. L'artista privò i suoi paesaggi di particolari riconoscibili, dissolvendoli nella luce e nel colore; è il caso dell'Incendio alla Camera dei Lords e dei Comuni oppure del quadro Negrieri buttano in mare morti e moribondi.


    L'incendio alla Camera dei Lords e dei Comuni: Il dipinto ritrae l'incendio che distrusse il parlamento londinese nella notte tra il 16 e il 17 ottobre 1834: esso offrì uno spettacolo incomparabile alla folla. Prima di redarre l'opera definitiva egli fece molti schizzi a matita ed acquarello e questi testimoniano che l'artista ha ripreso la scena da diversi punti di vista. Soggetto “sublime” e particolari realistici. L'evento ritratto esemplifica il “sublime”: da una parte il terrore provocato da un incendio di vaste proporzioni, dall'altra la possibilità di assaporare le sensazioni, in sicurezza, di tale disastro. L'edificio infuocato è colto nel momento preciso in cui un repentino colpo di vento fa piegare le fiamme verso l'acqua; si intravedono le due torri, bianche nella cortina di fumo. L'intera scena risulta inquadrata da due quinte di spettatori, l'una assiepata sulla riva del fiume e l'altra seduta a cavalcione della balaustra. Nonostante il carattere “sublime” l'artista non trascura dettagli realistici, come le navi dei pompieri. Una spazialità infinita per il manifestarsi delle forze cosmiche. Lo spazio, ellittico come il campo visivo, è un'estensione infinita, animata dalle forze cosmiche. La composizione “a vortice” esemplifica il concetto di dinamismo cosmico che la cultura romantica eredita dall'illuminismo inglese. Si tratta dell'idea che il movimento universale si sottragga al controllo della ragione e possa rapire l'animo umano in situazioni di estasi paradisiaca o precipitarlo nello sgomento. Forma e spazio dissolti nel colore. Le coordinate spaziali sono la diagonale di barche che prosegue al di là delle fiamme, il ponte di Westminster sovrapposto all'orizzonte, la mole delle torri dell'abbazia e lo scorcio di un edificio. Forma e spazio sono ottenuti tramite il colore, modulato a macchia. Invece delle gradazioni cromatiche, Turner crea zone di colori puri; questi interagiscono tra loro secondo la teoria goethiana, per la quale le tonalità calde come il rosso, giallo e verde sono percepite come positive; mentre quelle fredde (blu, viola) producono sensazioni negative.

La pittura in Francia

Gericault
Sceglie il rapporto diretto con la storia e la cronaca contemporanea e segna l’abbandono definitivo del classicismo.


    La zattera della Medusa: L’artista per quest’ opera si ispirò ad un tragico fatto di cronaca che aveva scosso profondamente l’opinione pubblica: il naufragio della Medusa, nave ammiraglia di un convoglio che trasportava soldati e civili verso il Senegal. L’artista scelse di rappresentare uno dei momenti meno mostruosi ma più sconvolgenti dal punto di vista emotivo. Nel groviglio di corpi egli rappresenta un graduale crescendo di emozioni che vanno dalla disperazione alla falsa speranza. In primo piano un padre che trattiene il cadavere del figlio, dietro alcuni sopravvissuti che guardano l’orizzonte che un loro compagno sta indicando, altri a terra tentano di rialzarsi. Per la prima volta lo stile classico e le vaste dimensioni della tela venivano usati per rappresentare le sofferenze di gente comune protagonista di un dramma dal valore universale.

Delacroix
Fu il caposcuola del Romanticismo francese. Fin dagli esordi suscitò la reazione degli ambienti accademici.


    La libertà che guida il popolo: Vi è raffigurato un gruppo di insorti che avanza sulla barricata guidato dalla figura simbolica della patria\libertà. Essa è inquadrata fra un bambino armato di due pistole ed un insorto il cui volto è forse quello dell’artista. La Libertà stringe con una mano il fucile e con l’altra la nuova bandiera francese e incita l’assalto. Il colore si presenta opaco e freddo alla base e si rischiara diventando a poco a poco più caldo fino all’esplosione del tricolore. A scandalizzare il pubblico del salon fu la gamma cromatica da lui usata. In realtà lui aveva studiato attentamente i diversi passaggi cromatici,vi sono infatti diverse e significative corrispondenze coloristiche che rafforzano l’unità compositiva dell’immagine.

Ingres
E' lontano sia dal classicismo ufficiale e ancor di più dalle esperienze romantiche, a cui rimprovera la mancanza d’ordine. Il suo apprendistato si fonda soprattutto su Raffaello, da cui deriva l’aspirazione ad un bello naturale e l’adorazione per la bella forma. Per In gres l’arte non è una questione d’impegno perché essa ha in se stessa le ragioni della sua esistenza; dunque per l’artista non è tanto importante il soggetto, quanto la perfezione dell’immagine.


    Bagnante di Valpinçon: In esso troviamo un immobile nudo femminile visto di schiena collocato in uno spazio pittorico essenziale, morbidamente definito dalle linee verticali della tenda e da quelle orizzontali del letto e della vasca. La forma della figura, allungata e piena, è resa attraverso la fluidità delle linee e l’equilibrio delle contrapposizioni tonali di colore.

Il Realismo. Un linguaggio interamente fisico

La pittura realista affonda le sue radici in quel desiderio di autenticità espressiva e libertà tematica che fu già proprio della più innovativa arte romantica. Non ci sono più oggetti degni o no di essere rappresentati, in contrasto con il classicismo accademico appaiono temi figurativi definiti brutti e volgari, e anzi, sono questi a diventarne tipici. Courbet scrive infatti a proposito della pittura: è un linguaggio interamente fisico, che ha per vocaboli tutti gli oggetti visibili; un oggetto astratto, che non esiste, è estraneo alla pittura. Comunque la ricerca di uno stile personale non coincise mai, per i pittori realisti, con il disinteresse verso l’arte del passato. I caratteri di tale corrente iniziano ad emergere intorno al 1850. In Italia si viene a formare il gruppo dei Macchiaioli.

Millet
Nei suoi dipinti è forte l'interesse per la figura umana, e per la centralità attribuita ai temi della vita e della religiosità contadine e del lavoro agricolo.


    Le spigolatrici: primo piano occupato da tre contadine intente alla spigolatura, usualmente fatta da donne la cui sussistenza era legata alla possibilità di raccogliere le spighe sfuggite alla mietitura. Alle spalle l’abbondante raccolto contrasta amaramente con le modeste spighe. La pesantezza scultorea delle forme, accentuata dagli abiti semplici, traduce la fatica dei corpi. Le mani deformate dalla fatica.


    Angelus: sotto un cielo arrossato, un uomo e una donna recitano l’angelus, avvertiti del momento dal rintocco delle campane del campanile all’orizzonte

Courbet
Egli voleva rappresentare i costumi, le idee e l’aspetto della sua epoca, non essere solo un pittore ma anche un uomo, voleva dunque fare dell’”arte viva”. La realtà contemporanea poteva solo essere volgare, vile, sporca.


    Gli Spaccapietre.


    L'Atelier del pittore: la scena è ambientata nelle studio di Courbet. Autoritratto di Courbet, intento a dipingere un paesaggio, osservato da un bambino e da una modella nuda( musa ispiratrice), dietro la tela un manichino, simbolo della disprezzata arte accademica, ed un teschi appoggiato sul giornale. I personaggi nello studio si dividono in due posizioni: intellettuali sulla destra mentre lavoratori e sacerdoti sulla sinistra. Vi è un bracconiere che fissa un cappelo piumato e un pugnale gettati a terra, simbolo di un romanticismo superato; di fronte a lui una donna che allatta il bambino, simbolo di miseria. Dalla parte opposta si riconosce Boudelaire, lo scrittore Champfleury e il filosofo anarchico Proudhon. Atmosfera di mistero, dovuta a una luce polverosa; i colori sono cupi

I macchiaioli
Questo movimento si costituì a Firenze fin dalla metà degli anni 50; il nome deriva dal fatto di usare il colore a larghe compiture. Contestarono la priorità del disegno sul colore, tesero alla semplificazione del paesaggio, ridotto a strutture essenziali, sostituirono il chiaroscuro con l’accostamento di toni di colore diverso per le luci e le ombre.

Fattori
esponente più importante dei macchiaioli.


    Il campo italiano alla battaglia di Magenta: rappresenta il clima confuso delle retrovie. Studiò attentamente il paesaggio, facendo molti disegni. Il centro è dominato dal carro ambulanza che trasporta i feriti. La composizione è tagliata dala diagonale del sentiero. Il bianco e azzurro del cielo contrasta con i vari colori presenti a terra. I colori chiari e limpidi, così come i più forti e rigorosi contrasti tra luce e ombra, sono definiti entro segni precisi e larghi piani, stesi a tinte unite e semplici. È mostrata una realtà più umana che eroica.

Patini


    Vanga e latte: è formata da un padre, una madre e un figlio. L’uomo vanga il terreno mentre la donna, interrotto momentaneamente il lavoro, allatta il figlio. Gli oggetti descrivono simbolicamente la famiglia: la culla, la polenta, la botte. Il cielo sembra poggiare pesantemente sulla terra. Il bimbo succhia avidamente, con un’energia vitale che è il presupposto necessario delle lotte che dovrà combattere. Il paesaggio tende all’infinito. Il pittore dà volume alle figure attraverso il colore. Pennellata ampia. Sono raccontati i piccoli eventi della verità quotidiana.

La Secessione di Vienna e Klimt

La secessione di Vienna ebbe il vantaggio dell’appoggio dell’ufficialità contemporanea. Nel 1897 un gruppo di artisti guidato da Klimt decise di uscire dal Kunstlerhaus e di costituire l’”Associazione artistica di belle arti”, che si diede il nome di “Secessione”. Vienna concesse ai secessionisti un’area, sulla quale fu costruito un edificio destinato alle esposizioni. Il motto era <<Ad ogni tempo la sua arte- libertà per le arti>> rispecchiava l’apertura a tutte le tendenze artistiche che in quegli anni erano ritenute innovative.

Gustav Klimt
È la figura di maggiore spicco della Secessione. Aveva studiato alla “Scuola di arti applicate di Vienna”, è proprio dalla didattica della Kunstgewerbeschule che sono da cercare le radici della diffusione, nella cultura secessionista austriaca, del concetto di opera d’arte unitaria, dell’integrazione cioè di architettura, pittura, decorazione e arti applicate.
Klimt si dedicò alla pittura decorativa di grandi ambienti pubblici arrivando al successo con le decorazioni dei soffitti degli scaloni del Burgtheater e dei pennacchi del Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Le principali caratteristiche delle sue opere sono:
• inclinazioni simboliste;
• la tendenza alla stilizzazione;
• un linearismo di grande raffinatezza, sostenuto da un gusto decorativo molto alto e da un prezioso cromatismo.
Nacquero così figurazioni attraversate da forti valenze simboliche, sia in pitture di esplicita allegoria, come “Nuda Veritas” o “La vita e la morte”, sia in opere più allusive, come “Il bacio”.


    Il Bacio : Il tema dell’abbraccio occupa tutta la scena, che è privata da ogni dettaglio realistico e quindi è sospesa in una dimensione atemporale . Questa dimensione risulta esaltata da minute decorazioni geometriche che paiono alludere alla durezza del mondo inorganico. Quella sorta di tarsia marmorea dove sono appoggiati gli amanti allude a un prato fiorito, che sembra essere destinato a celebrare una sacralità moderatamente permeata da un’intensa sensualità, l’amore è interamente umano. L’imponente aureola dorata contiene per intero l’abbraccio è un rigido manto cascante con un tripudio di onici, rubini e quarzi di taglio gigante. Il prezioso trattamento delle superfici e la composizione dei vari elementi ornamentali rappresentano un elemento fondamentale. L’impiego dell’oro applicato direttamente a foglie sulla tela con grande abbondanza rinnova l’intenzione che muoveva a identica soluzione pittorica i pittori prerinascimentali. Si tratta di un’ intenzione idealizzante, volta talora a conferire all’immagine rappresentata l’aspetto di una prodigiosa epifania, talaltra a trasportare semplicemente il piano della narrazione in una dimensione irreale e fantastica.La sensualità nel dipinto è evocata dalla gestualità amorosa e dalla languida espressione della donna, l’erotismo sembra ripercuotersi anche sulle geometrie decorative. La veste femminile è caratterizzata dalla presenza di motivi circolari concentrici che evocano il sesso femminile, mentre la veste maschile è caratterizzata da motivi rettangolari disposti verticalmente che evocano il sesso maschile.


    Nuda Veritas: In Nuda Veritas del 1899 emerge il primo affronto alla tradizione: questa realistica figura di donna alta due metri con la sua provocatoria ed espressiva nudità apparì al pubblico viennese irritante e scandalosa. La rappresentazione del pelo pubico fu una dichiarazione di guerra all’ideale classico. Tutta l'opera di Klimt è una raffinata, intellettuale eppure insieme "modernamente" poetica rilettura dell'antico. I riferimenti stilistici e tecnici si mescolano con la consapevole ripresa di temi allegorici e simbolici, in cui le leggende medievali si associano con Freud, i miti classici e teutonici partecipano al tramonto dell'impero asburgico, l'eterno femminino si allaccia con il simbolismo.


    Vita e morte: Egli in alcuni dei suoi lavori, in particolare nel quadro “Vita e morte” (1908-1911), affronta la tematica della nascita, della morte e del trascorrere del tempo. Questo quadro segna il passaggio dal periodo aureo alla fase successiva. Attraverso questa composizione Klimt vuole trasmettere il trascorrere delle stagioni dell’anno nella sua circolarità attraverso la contrapposizione della vita e della morte. Da una parte c’è un gruppo di persone raggomitolate in una posizione che ricorda quella uterina, le figure maschili e femminili sono simbolo di amore e fecondità, il bambino simboleggia la nascita e la vita. Esse sono contrapposte alla figura isolata della morte, essa è contrapposta all’uomo ma non vi è alcuna drammaticità o tensione (come vi era in Munch), come si nota dalla presenza di numerose croci. Anche i colori hanno un loro significato, sono caldi nella parte che simboleggia la vita, freddi nella parte della morte. L’immagine della morte è simboleggiata dal teschio che viene ripreso dal movimento della Vanitas.

Munch
Munch è il pittore dell'angoscia, per sua ammissione gli unici temi che lo interessano sono l'amore e la morte. L'ombra della morte lo accompagnerà lungo l'arco della sua intera esistenza: muore la madre, mentre è ancora bambino e, adolescente, assiste alla morte della giovane sorella, logorata dalla tisi. Questi episodi acuiranno la sua sensibilità nervosa, e ne influenzeranno già i primi quadri.
Frequenta la Accademia di belle arti di Oslo (l'allora Christiania), anche grazie a una borsa di studio vinta per le sue capacità tecniche tutt'altro che comuni. Frequenta l'ambiente bohemien di Oslo nel pieno del suo fermento culturale (non si dimentichi che lo stesso Henrik Ibsen ne fece parte).
Finita l'Accademia, si reca a Parigi, dove già le sue idee innovative si fanno più vive e forti, fino a delinearsi in un quadro come La Madonna, che, alla sua prima mostra parigina, scandalizza l'intera opinione pubblica da un lato, e attira comunque una piccola frangia di giovani artisti, dall'altro.
L'uso dei colori, la potenza dei suoi rossi (non si dimentichi che spesso Munch usa per la campitura dei quadri un nero perlaceo), la lucidità violenta con cui tratta i suoi temi, lo porteranno ad essere il precursore, se non il primo degli espressionisti (escludendo chi lo era ante litteram, Vincent Van Gogh)
La fama non gli concede la felicità; cerca di attutire la sensibilità con l'abuso di alcool; il periodo è travagliato, e si ricovera in una casa di cura per malattie nervose. Famosa è una sua foto in cui seduto in un giardino, sferruzza con della lana (una cura distensiva per chi soffriva di malattie nervose).
Nel 1892 Munch espone a Berlino una cinquantina di suoi dipinti e il giudizio della critica è così drastico che dopo una sola settimana la mostra viene sospesa.
Nel 1914 i tempi sono ormai maturi affinché la sua arte, anche se mai del tutto compresa, venga accettata anche dalla critica. Membro dell'Accademia tedesca delle Arti e socio onorario dell'Accademia bavarese di Arti figurative, nel 1937 Munch conosce le prime persecuzioni naziste. Il regime hitleriano definisce degenerate ben 82 opere dell'artista esposte nei vari musei pubblici della Germania e ne dispone la loro vendita. Nel 1940, quando i Tedeschi invadono la Norvegia, l'artista rifiuta qualsiasi contatto con gli invasori e si rifugia negli Stati Uniti.
Quando morì, nel 1944, lasciò tutti i suoi beni e le sue opere al municipio della capitale che nel 1963, in occasione del centenario della nascita, gli dedica un apposito museo: il Munch Museet.


    L'Urlo: “Il grido” (o “L'urlo”, come viene spesso chiamata l'opera nella traduzione italiana), fa parte di una serie di opere realizzate da Munch tra la fine dell'ottocento ed i primi del novecento e che l'autore stesso ha idealmente raccolto in una serie intitolata “Fregio della vita”. Dell'opera esistono altre versioni, di cui alcune incisioni in bianco e nero che anticipano le versioni rese a colori. Una versione a colori anticipa di un anno questa prescelta: è un olio su tavola cm 83,5 x 66 ed è conservata ad Oslo al Munch Museet. La scelta della versione qui analizzata è stata orientata dalla maggiore possibilità di analisi coloristica dell'opera in relazione all'utilizzo congiunto di olio, tempera e pastello. La prima impressione che l'osservatore ha guardando questa particolare opera di Munch, è di angoscia. Attraverso la forma ed i colori quest'opera riesce dunque a trasmettere una sensazione, e, la comunicazione, che prima con gli impressionisti si giocava tutta sull'impressione visiva si sposta adesso al livello dell'inconscio. L'opera agisce nell'animo stesso dell'osservatore perché è espressione diretta dell'animo dell'autore. Colori irreali, contrastanti, contorni dissolti, forme indefinite sembrano emergere dalla dimensione del sogno. Ogni opera è frutto del contesto storico-culturale all'interno del quale è maturata. Se provassimo ad inquadrare l'opera di Munch in un altro periodo storico, ad esempio nel ‘500, questa ci apparirebbe come l'opera di un pazzo, o, quanto meno di una personalità deviata, ma questo non significa però che l'opera non si potrebbe analizzare ugualmente. L'opera pittorica ha infatti una sua struttura, risponde a codici precisi, alcuni dei quali comunicano con l'osservatore a prescindere dal contesto culturale e storico all'interno del quale l'opera è maturata (un'opera comunica con il linguaggio universale dell'arte!), però, la valutazione all'interno del giusto contesto storico-culturale ci aiuta a capire meglio le condizioni che hanno spinto l'autore a concepire quella determinata opera ed il valore comunicativo della stessa. Le pennellate accese si propagano all’intorno della figura ma sono sprovviste di una legge che ne governi il moto, conformi solo all’imprevedibilità di un impulso emotivo talmente violento da mutarsi nel suo esatto contrario: la lacerante assenza di emozioni. È questo che colpisce e che deturpa la figura. L’aggressività del segno evidenzierà ancora di più i disarmonico rapporto con la realtà. L'uso, alterante della realtà, del colore e gli accostamenti cromatici associati a lunghe pennellate tese a deformare i soggetti rappresentati suggeriscono uno stato emotivo di angoscia. L'associazione delle linee ondulate con le linee diagonali crea un senso di dinamicità che provoca tensione nell'osservatore. L'uso della luce contribuisce a far scaturire nell'osservatore un senso di inquietudine poiché conferisce il senso dell'immediatezza dell'evento rappresentato, colpendo la figura principale frontalmente come se venisse illuminata dalla luce di un flash. Anche la composizione degli elementi costitutivi del quadro è orientata a sottolineare l'aspetto espressivo dell'opera mettendo in primo piano il soggetto che emette l'urlo, staccandolo dallo sfondo attraverso la frapposizione dell'elemento ponte.


    Madonna: Il tema della sensualità ha in Munch un carattere mai allegro. In questa immagine, la donna ispira un qualcosa di torbido e peccaminoso. Nella sua dimensione misogina, Munch lega la sessualità al peccato non per motivi etici, ma perché, per lui, eros e morte sono la stessa cosa. Come dire che non può esistere piacere senza dolore, e tutto ciò che sembra farci felice, in realtà ci porta sempre sofferenza. Questa visione pessimistica viene accentuata nella prima versione del quadro, dove sulla cornice egli disegna degli spermatozoi e un feto. Il peccato legato al piacere giunge quindi a minare l’atto stesso del ricreare la vita.

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