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L'Impero Romano

Espansionismo romano
Conquistata la penisola italica, Roma si affaccia al Mediterraneo e comincia una politica d'espansione che porta a scontrarsi con altre potenze (Cartagine, Illiria, Macedonia, Siria).
Ma l'espansionismo di Roma si sviluppa anche verso nord, prima nella pianura Padana e poi oltre le Alpi (popolazioni galliche).
Con queste nuove conquiste cambia anche l'organizzazione dello stato romano che affianca alla confederazione italica i nuovi territori chiamati province.
Contro chi combatte Roma
Cartagine (tre guerre, fra il 264 e il 146 a.C.)
Illiria (229-219a.C.)
Gallia (tra il 222 e il 181a.C.)
Macedonia (tre guerre fra il 215 e il 168a.C.)
Siria (192-189a.C.)
Il Mediterraneo diventa romano
Cartagine
La città (di origine fenicia) nel corso del V secolo a.C. aveva consolidato il primato commerciale nel Mediterraneo centro-occidentale a scapito di Etruschi e Greci.

Era ricca (scambi commerciali con il nord europa e con l'Africa, agricoltura fiorente) e potente; politicamente era una repubblica oligarchica retta da due sufeti e con due assemblee che avevano potere legislativo (Consiglio minore e maggiore, quest'ultimo una specie di senato).
L'assemblea eleggeva i due sufeti, i membri dei due consigli e i generali che detenevano il potere militare, inoltre deliberava sulla pace e sulla guerra.
Punti di debolezza:
divisione intera tra latifondisti e ricchi mercanti (espansione in terraferma vs mare)
debolezza militare perchè l'esercito era formato soprattutto da schiavi e mercenari e i generali sconfitti venivano giustiziati.
I guerra punica (264-241a.C.)
Roma e Cartagine furono in primo momento tolleranti l'uno con l'altra e per 15 anni anche alleate.
Lo scontro avvenne quando in Roma cominciarono a prevalere le forze sociali interessate alla conquista della Sicilia (territorio conquistato dai cartaginesi) per la ricchezza delle sue città e per le fertili campagne.
Per affrontare Cartagine Roma dovette potenziare il suo apparato militare con l'allestimento di una flotta.
Nel 262a.C conquista della città di Agrigento (base cartaginese sull'isola).
Costruzione della prima flotta di 120 navi munite di rostri (puntale in ferro per speronare la chiglia delle navi avversarie) e corvi (passerelle calate sull'altra nave per gli arembaggi).
260a.C. Battaglia navale a Milazzo in cui vincono i romani.
256a.C. Vittoria romana a Capo Ecnomo in una battaglia navale e scontro presso Tunisi con cattura del console Attilio Regolo.
241a.C. Vittoria romana alle isole Egadi e firma del trattato di pace (nuova flotta con 200 navi).
Conseguenze della vittoria romana:
Sicilia prima provincia.
Cartagine deve pagare un'ingente somma a Roma in dieci anni e affrontare la ribellione dei suoi mercenari.
Roma ne approfitta e conquista altri due territori (Sardegna e Corsica) sotto l'influenza cartaginese.
Provincia: territorio fuori dalla penisola italica militarmente sottomesso a Roma.
Il potere militare amministrativo e giudizioario erano affidati ad un magistrato romano che prendeva il nome di proconsole.
I suoi abitanti non avevano diritti politici, dovevano pagare tributi ed erano considerati sudditi.
II guerra punica (218-202 a.C.)
Scoppia in Spagna, dove i Cartaginesi stavano espandendosi grazie ad Amilcare Barca e al suo genero Asdrubale per procurarsi ricchezze per pagare Roma.
Trattato del fiume Ebro nel 225 a.C e assedio vittorioso cartaginese a Sagunto (città alleata di Roma) nel 219 a.C ad opera di Annibale, figlio di Amilcare Barca.
Sagunto chiede aiuto a Roma, per questo Annibale scende in Italia dalle Alpi: serie di sconfitte romane a Ticino, Trebbia, Trasimeno e soprattutto il 2 agosto del 216 a.C a Canne, una delle sconfitte più pesanti subite dall'esercito romano.
Durante la salita delle Alpi Annibale si scontra contro i Galli, risale le Alpi e durante la discesa perse molti uomini.
Il tutto impiega circa un mese con perdite pari alla metà degli uomini (20.000 soldati).
L'esercito di Annibale era formato da mercenari (truppe assoldate) di etnie diverse (la cavalleria era numidica-> nord africa, soldati di origine spagnola con la falcata iberica : spada in grado di strappare pezzi di carne, che formavano la fanteria, i frombolieri provenivano dalle Baleari e gli elefanti che erano un'arma per seminare il terrore essendo ubriacati e pungolati, ma questi potevano ritorcersi contro lo stesso esercito alleato).
Nella battaglia finale dello scontro Annibale utilizzò 80 elefanti ma i romani impararono a spostarsi.
La battaglia di Canne vedeva un esercito romano doppio di quello cartaginese, erano schierati circa 100.000 uomini.
Annibale schierò in suo esercito in modo leggero al centro per far si che l'avanzata dei soldati romani non trovasse una grossa barriera, ma finirono nella sua trappola, infatti, i lati dove c'era la maggior parte dei soldati chiusero il cerchio.
Annibale fece una carneficina uccidendo tutti gli uomini romani.
Dopo Canne Roma temeva Annibale.
I romani non si dichiararono mai vinti e Annibale non li attaccò subito, ma si fermò a Capua per prendere contatti con gli alleati italici.
Annibale non trovò alleati cominciando a perdere i suoi mercenari e i romani non si scontrarono con lui per 12-13 anni.
Gli ozi di Capua permisero a Roma di riorganizzarsi con gli italici che erano rimasti fedeli con la convinzione che Annibale sarebbe stato peggio.
Durante la conquista di Siracusa Archimede venne ucciso da un soldato romano (anche se avevano l'ordine di non toccarlo). 212aC
Vittoria romana di Metauro nel 207aC contro Asdrubale.
Vittoria decisiva romana presso Zama (Africa) con Scipione chiamato da allora Scipione l'Africano.
Annibale dopo la sconfitta venne processato e accusato di non aver voluto sconfiggere i romani dopo Canne e di essersi tenuto il bottino della spedizione.
Annibale per due anni governa come dittatore e risana le finanze della città per poi ritirarsi in campagna.
Torna quando la commisione romana fa la sua entrata nella città per scappare in Siria presso Antioco dove rimase per cinque anni.
Dopo la vittoria romana contro la Siria Annibale fuggì di nuovo e si rifugiò alla fine presso il re Prusia, in Bitinia.
Quando i Romani vinsero anche contro quel re Annibale, per non cadere nelle mani nemiche, si uccise bevendo il veleno che conservava nel suo anello. Morì a 64 anni (247-183aC).
Altri fronti di guerra di Roma
Ricordiamo che durante e dopo la II guerra punica Roma è impegnata a combattere contro i Galli stanziati nell'Italia settentrionale (Gallia Cisalpina 180aC).
Roma è impegnata anche a combattere contro il regno di Macedonia con una serie di tre guerre che si conclusero nel 168aC con la battaglia di Pidna vinta dai romani contro Perseo: regno smembrato in quattro e poi occupazione romana della Grecia (nel 146aC provincia Acaia).
Ricordiamo la guerra siriana, perchè la Siria aveva inviato delle truppe in Grecia.
191aC presso le Termopili.
189aC presso Magnesia: vittoria romana, dopo la quale inizia per la Siria la decadenza.
La III guerra punica (156-149aC) con la vittoria definitiva di Roma su Cartagine.
I romani (soprattutto Catone il Censore) erano convinti che Cartagine dovesse essere distrutta come potenza marittima.
Importanti cambiamenti in Roma
In campo economico:
Crisi della piccola proprietà contadina dovuta alla lontananza dei proprietari (impegnati nel servizio militare) e crisi della cerealicoltura (arrivavano cereali dalle province siciliane) a vantaggio di colture specializzate.
I proprietari erano in genere costretti a vendere i propri terreni o cederli. Si formano i latifondi, vasti possedimenti di terreni coltivati da schiavi.
In campo politico-sociale:
Perdita d'importanza della classe dei piccoli contadini e aumento d'importanza della classe degli equites la cui ricchezza deriva da scambi commerciali e da appalti pubblici (pubblicani erano quelli che riscuotevano le tasse); facevano parte della I classe dell'ordinamento centuriato.
Questo gruppo sociale si scontrò con quello senatorio che ne impediva l'accesso alle cariche più alte.
In campo sociale:
Si ingrossa la classe proletaria (ex piccoli contadini indebitati).
Diventa massiccia la presenza degli schiavi frutto delle numerose campagne di guerra. Utilizzati nel lavoro dei campi ma la loro grande concentrazione li rendeva pericolosi. Ci furono delle rivolte soprattutto in Sicilia (135-132aC) che vennero soffocate.
In campo culturale:
Dopo la conquista della Grecia arrivarono in città molti intellettuali oltre che opere artistiche, letterarie e filosofiche.
I Romani erano in gran parte affascinati da questa cultura (Graecia capta ferum victorem cepit, Orazio); in generale la classe dirigente si lasciò influenzare dal lusso dell'oriente ed entrarono in crisi alcuni valori tradizionali (due fazioni: filoelleni e antielleni come Catone).
Il periodo delle guerre civili
Età dei gracchi (133-123aC)
L'espressione indica il periodo di 12 anni in cui operano sulla scena politica romana i due fratelli Tiberio e Caio Gracco, appartenenti a una colta, ricca e aristocratica famiglia imparentata con Scipione l'Africano.
La loro azione politica ha come fine quello di evitare lo scontro tra nobili, cavalieri, ex proprietari contadini, proletariato urbano e schiavi, nonchè soci.
Tiberio Gracco fu eletto nel 133aC tribuno della plebe.
Era convinto che un modo per risolvere la crisi sociale fosse quello di ricostituire la piccola priprietà terriera.
Richiamandosi ad una norma delle Licinie-Sestie che diceva che nessun proprietario terriero poteva avere più di 500 iugeri di ager publicus (terreno conquistato) + 250 per ogni figlio fino a 1000 iugeri.
L'ager recuperato doveva essere diviso in lotti di 30 iugeri e distribuito dallo stato ai contadini poveri dietro pagamento di un canone di affitto.
Una commissione avrebbe dovuto procedere alla confisca.
La legge, contro il parere del senato, venne approvata dai concilia plebis col nome di Lex Sempronia agraria.
Tiberio si fece eleggere anche per l'anno successivo per poter applicare la legge.
Ma, non essendo una riconferma prevista o voluta dal Senato, venne accusato di voler diventare tiranno.
Tiberio fu assassinato e il suo corpo gettato nel tevere assieme a quelli di 300 sostenitori. Fu quasto il primo omicidio politico della storia.
La lex sempronia agraria non fu abolita ma la sua applicazione venne in ogni modo ostacolata.
Quando nel 123aC Caio Gracco divenne a sua volta tribuno della plebe, cercò di crearsi un consenso alla rgato per fronteggiare l'opposizione della classe senatoria e predispose un programma di leggi più articolato di quelle del fratello.
Favorì la plebe con la lex frumentaria (distribuzione di grano gratuita) e l'arruolamento dei proletari a spese dello stato.
Favorì gli equites, affidando loro i tribunali per giudicare i governatori delle province.
Favorì gli italici perchè riconfermato tribuno per l'anno seguente propose una legge per l'estensione anche a loro della cittadinanza romana.
Quest'ultimo passo però non incontrò l'approvazione della plebe di Roma che temeva di perdere alcuni privilegi a vantaggio degli italici. Caio non venne eletto per la terza volta e venne dichiarato nemico pubblico per aver cercato di organizzare una rivolta armata e come tale poteva essere ucciso senza processo.
La rivolta fallì e Caio si fece uccidere per non cadere in mano dei romani.
Nel 121aC si conclude il decennio dei Gracchi.
I tentativi di riforma avevano portato alla luce dissidi interni nella società romana che si accentuarono e diedero origine a due schieramenti.
Polulares: quello che sostiene i diriti della piccola plebe e dei cavalieri con appoggio della plebe urbana.
Optimates: (forti e ricchi) quello che sostiene gli interessi della nobilitas, cioè dei patrizi e dei plebei ricchi.
I contrasti fecero emergere sulla scena politica nuovi protagonisti non discendenti dalle illustri casati che avevano fino a quel momento dominato la politica romana.
Vennero chiamati homines novi sottolineando chi per la prima volta nella sua famiglia raggiungeva una carica politica, notorietà e prestigio.

Mario e Silla (107-79aC)
Caio Mario (157-86aC) era originario di Arpino apparteneva al rango equestre, emerge come leader dei populares e raggiunge il consolato come homo novus nel 107aC (ricoprirà la carica 7 volte).
Combatte contro il re di Numidia Giugurta (guerra in corso dal 111 al 105aC) e lo sconfigge con l'aiuto di Silla, un suo ufficiale.
Combattè a più riprese contro popolazioni germaniche, Teutoni (102aC Aquae Sextiae) e Cimbri (101aC Campi Raudii), che minacciavano il potere romano avendo già sconfitto alcuni eserciti.
Riforma l'esercito nel 107aC.
I successi che lui consegue sono conseguenza della sua riforma dell'esercito da lui attuata nel primo anno di consolato.
Questa riforma portò alla nasciata di un esercito di soldati di professione, non cittadini soldati come era stato fino ad allora.
I soldati si legarono stretteamente più al comandante che allo stato, dal quale ricevevano generose ricompense in relazione al bottino fatto.
Esercito era aperto anche ai nullatenenti, agli italici e agli alleati; non più reclutamento sulla base del censo (viene superato l'ordinamento centuriato).
Prolungamento della ferma a circa 20 anni.
Addestramento continuo.
Armamento omogeneo (elmo, scudo, corazza, spada, pugnale, giavellotti).
Legioni formate da 6000 uomini divisi in 10 coorti, ciascuna di 600 uomini organizzati in 3 manipoli da 200 uomini (hastati-> prime file con l'asta, principes->seconda fila, triarii->i più anziani), introduce l'uso dell'aquila (insegne per dividere le legioni e per dare comandi).
Dopo le vittorie contro i nemici esterni i populares erano talmente forti che un tribuno della plebe, Lucio Apuleio Saturnino, cercò di far approvare una legge che prevedeva l'estersione a tutti i veterani di Mario dei benefici della vittoria (prima riservati solo ai cittadini romani).
Scoppiano disordini perchè il Senato si oppone e per sedarli ordina a Mario di intervenire militarmente (100aC).
Mario poi abbandonò l'Italia per una missione in Oriente.
Cresce il malcontento degli Italici, esclusi dai vantaggi della cittadinanza e del bottino.
Marco Livio Druso, tribuno della plebe propone diverse leggi che mirano anche ad estendere la cittadinanza agli italici.
Forte opposizione del Senato, dei cavalieri, che non vi vedono vantaggi economici, e della plebe che si sente sminuita.
Uccisione di Druso e scoppio della guerra dei socii (alleati).
La rivolta parte da Ausculum (Ascoli Piceno) e arriva rapidamente al sud.
Venne creata una confederazione con una capitale (Corfinio) che viene chiamata Italica, viene eletto un senato e vengono eletti magistrati; viene conniata moneta propria.
Si combatte per tre anni, dopo di che la cittadinanza gli venne concessa.
Il numero dei cives romani passa da 400.000 a un milione.
88aC il senato dichiara guerra a Mitridate, re del Ponto, che stava danneggiando gli alleati di Roma.
A capo della spedizione venne nominato Silla, in quanto console in carica per quell'anno.
Mario ottiene (illegalmente) che i comizi revochino l'incarico a Silla e lo diano a lui.
Silla risponde con un'altra azione illegale e guida l'esercito contro Roma.
Mario fugge in Africa, Silla vince Mitridate e nell'86aC Mario muore di morte naturale.
Rientrato dall'Oriente, Silla contiunò la guerra contro i populares ch sconfisse definitivamente nell'82aC a Porta Collina.
Instaura un regime di terrore per attuare una serie di riforme istituzionali.
Attua liste di proscrizione.
Si crea una guardia del corpo di 10.000 schiavi liberati.
Si proclama dittatore senza limiti di tempo.
Più potere al Senato (da 300 a 600, potere giudiziario e legislativo).
Meno potere ai tribuni della plebe [non possono avere iniziativa di legge, non possono convocare il popolo, non hanno libero arbitrio di parola, non hanno diritto di accedere alle cariche più alte, limitazione del diritto di veto (bloccare le leggi se ritenute troppo svantaggiose)].
Controllo sulle magistrature (stabilì una rigida successione del cursus onorum, non si poteva diventare console prima dei 42 anni, 10 anni di intervallo tra due consolati).
Definizione di nuovi confini della civitas con spostamento della linea del Pomerio (spazio sacro nel quale era proibito erigere ogni sorta di costruzione o coltivare) all'altezza dei fiumi Rubicone e Magra.
Conclusa l'opera di riforma Silla si ritirò a vita privata.
Lasciò un senato rafforzato e sempre più fulcro della vita dello stato ma sempre più oggetto di opposizione da parte dell'ordine equestre e dei ceti popolari, di nuovo allontanati dalla vita politica cittadina.
Cesare e Pompeo (76-44aC)
Il ritiro volontario di Silla tra le fazionin favorì di nuovo gli uomini che controllavano l'esercito.
Ne emersero progressivamente tre: Gneo Pompeo, Licinio Crasso, Giulio Cesare.
Pompeo si vide affidati degli importanti incarichi.
Dovette domare la rivolta dei Lusitani in Spagna, guidata da Quinto Sertorio (un mariano) negli anni 76-72aC.
Nel 67aC sconfisse la pirateria nel mediterraneo occidentale che attaccava le navi che arrivavano a Roma cariche di grano e di merci varie (incarico straordinario per il quale aveva tre anni ma li sconfisse in tre mesi).
Fra il 66 e il 63aC andò in oriente dove Mitridate re del Ponto (sconfitto ma non vinto da Silla) aveva rpreso la guerra contro Roma.
Lo debellò, conquistò poto e creò nuove provincie: Siria e Cilicia.
Con altri stati stabilì alleanze e fece nascere una serie di relazioni tra Roma e le popolazioni orientali favorendo stabilità, affari economici e porcurandosi popolarità.
Mentre Pompeo era in Spagna scoppiò in Italia una grande rivolta servile guidata dal gladiatore Spartaco.
Partì nel 73aC da Capua (in Campania dove c'era una famosa scuola gladiatoria).
Contro gli insorti venne mandato il pretore Crasso che li sconfisse nel 71aC (6000 schiavi crocifissi lungo la strada da Roma a Capua).
Con la guerra contro Sertorio Pompeo realizza la pacificazione della Spagna.
Il senato era ostile perchè temeva un eccesso di potere e di autorità e si sentiva scavalcato nella politica estera.
Gli optimati sostengono la canditatura al consolato di Cicerone appartenente agli equites ma sostenitore dell'oligarchia senatoria.
Sconfitto due volte alle elezioni Catilina ordì una congiura per impadronirsi del potere e attuare un programma che aveva l'appoggio dei populares. Muore nel 62aC.
L'ascesa di Cesare: emerge come nuovo leader dei populares discendente da una nobile familia, gens Iulia, che diceva di discendere da un figlio di Enea.
È senatore al tempo della congiura di Catilina.
Si afferma trovando un accordo con Pompeo e Crasso.
Il primo triumvirato nel 60aC un patto privato per spartirsi il potere scavalcando il senato.
Cesare per i populares, Pompeo per gli optimates e Crasso per gli equites.
Cesare conquista la Gallia, Pompeo ottiene terre per i suoi e Crasso ottiene vantaggi economici per i cavalieri.
Crasso esce di scena nella battaglia di Carre contro i Parti (53aC).
Pompeo viene eletto console unico.
Cesare si candida al consolato e riceve un ultimatum dal senato perchè sciolga le legioni.
Il dado è tratto: Cesare varcò il Rubicone in marcia verso Roma dando inizio alla guerra civile.
I luoghi sono:
Rubicone (49aC).
Roma: viene abbandonata da Pompeo che era stato obbligato dal senato a contrastarlo.
Cesare lo raggiunge in Macedonia e Pompeo viene sconfitto.
Scappa in Egitto, ma viene ucciso da Tolomeo XIV che ne offre la testa in dono all'arrivo di Cesare.
Tolomeo viene deposto da Cesare e sostituito da Cleopatra (amante di Cesare).
Tapso 46aC contro i pompeiani e vince.
Tornato a Roma si proclama dittatore.
A Munda nel 45aC in Spagna vittoria contro gli ultimi pompeiani.
Il governo di Cesare (dictator rei publicae costituendae).
Clemenza politica e ampio piano di riforme.
Ottaviano e Antonio (43-31aC)
Dopo la morte di Cesare i congiurati non avevano un programma politico definito, speravano in un ritorno automatico alla costituzione repubblicana.
Si crea un vuoto di potere in cui Marco Antonio, console del 44aC, amico e sostenitore di Cesare contro l'aristocrazia senatoria, assunse un ruolo di primo piano.
Cicerone raccomandava la moderazione e la riconciliazione tra repubblicani e cesariani (concordia ordinum).
Amnistia generale e solenni funerali per Cesare.
Marco Antonio pronunciò un elogio del dittatore e ne lesse il testamento del quale emerse che aveva lasciato un po' di denaro per tutti.
Manifestazioni spontanee della folla e timore dei congiurati Bruto e Cassio che ai primi di aprile lasciarono Roma e si rifugiarono in Oriente dove cominciarono a ricostituire un esercito.
Decimo Bruto, un'altro congiurato, divenne proconsole in Gallia Cisalpina.
A Roma rimase Antonio, ma ben presto dovette fronteggiare Caio Cesare Ottaviano, nipote della sorella di Cesare, da lui adottato come figlio e designato nel testamento come primo erede all'età di 19 anni.
Richiamato dall'Epiro (dov'era pronto a seguire Cesare nella spedizione contro i Parti), Ottaviano di dimostrò subito determinato a rivendicare il ruolo che gli era stato assegnato.
Il suo primo incarico fu contro Antonio che, deciso a sottrarre il proconsolato a Decimo Bruto della Gallia Cisalpina, lo aveva assediato nella battaglia di Modena nel 43aC.
Antonio sconfitto esce dall'Italia e si ritira nella Gallia Narbonese dove lo attendeva il suo proconsole, Marco Emilio Lepido.
Ottaviano rientrato a Roma si fece eleggere console (le sue legioni erano accampate fuori città pronte ad intervenire).
Annullò l'amnistia contro i cesaricidi e dichiarò Antonio e Lepido nemici pubblici di Roma.
Ma la notizia che Bruto e Cassio avevano pronto un'esercito di 100.000 uomini e una flotta da guerra lo spinse a cercare un accordo con i due.
Secondo triumvirato a Bologna nel 43aC, ratificato come magistratura straordinaria per salvare lo stato.
I triumviri ottennero pieni poteri e si spartitono eserciti compiti e territori.
Fecero delle liste di proscrizione (vittima anche Cicerone colpevole di aver scritto delle orazioni contro Antonio, filippiche) contro 130 senatori e 2000 cavalieri (i loro beni finanziarono l'esercito).
Guerra contro i cesaricidi (contro a Filippi, in Macedonia) che si concluse con il suicidio di Bruto e Cassio nel 42aC.
Gli accordi di Brindisi prevedono una nuova ripartizione dell'impero.
Ottaviano ebbe le provincie occidentali e l'incarico di sconfiggere i repubblicani (Sesto Pompeo).
Antonio ebbe le provincie orientali e l'incarico di sconfiggere i Parti.
Lepido ebbe il proconsolato dell'Africa e la nomina di pontefice massimo.
Matrimonio tra Antonio e Ottavia, sorella di Ottaviano, per suggellare il patto.
Antonio stabilendosi in Egitto fallisce contro i Parti e si rifà contro gli Armeni.
A Roma Ottaviano lo accusa di tradimento e lo presenta come succube di Cleopatra già amante di Cesare che poi effettivamente sposò dopo aver ripudiato Ottavia.
Ottaviano dichiara guerra a Cleopatra con l'accusa di essersi appropriata di territori romani.
Lo scontro decisivo avvenne ad Azio tra gli eserciti di Ottaviano e quelli di Cleopatra e Antonio nel 12 settembre 31aC.
Vinse Ottaviano ma i due si rifugiarono e poi suicidarono ad Alessandria.
L'egitto divenne provincia romana.
Trionfale ritorno a roma di Ottaviano che darà inizio a una nuova fase della storia della città: il principato (da princeps= primo tra tutti).
L'impero di Ottaviano
Ottaviano si rivela essere un grande politico.
Per prima cosa chiude il tempio di Giano: segnale di pace.
Proclamandosi difensore dei diritti e delle tradizioni romani, concentrando tutti i poteri nelle sue mani.
Agisce per gradi dando l'impressione che nulla sia cambiato.
Scrive nelle sue memorie, ricordando il giorno in cui in una cerimonia solenne dichiarò concluso il suo compito e rinunciò a tutti i poteri straordinari.
"Dopo aver posto fine alle guerre civili, impadronitomi di ogni potere con il consenso di tutti, rimisi la repubblica dalle mie mani alla libera scelta del senato e del popolo romano."
I senatori apprezzano il gesto di rispetto e lo pregano di continuare a reggere lo stato conferendogli anche il titolo onorifico di Augusto (degno di venerazione).
I poteri di Augusto:
28aC princeps senatus
27aC Augustus
23aC tribunicia potestas (veto, inviolabilità)
23aC imperium proconsulare illimitato (comando legioni)
12aC pontifex maximus
Ottaviano trasforma la res publica in un nuovo sistema politico che viene chiamato principato e successivamente denominato impero.
Attua interventi di:
riorganizzazione amministrativa
Suddivisione delle 25 province in due tipologie: imperiali (destinazione delle tasse: fiscus, fondi privato di Augusto) e senatorie (destinazione delle tasse: erarium, ovvero fondo pubblico).
Suddivisione dell'Italia in 11 regioni (per le tasse e per i voti).
Sistema fiscale più efficiente e giusto attraverso periodici censimenti.
Istituzione di nuovi funzionari imperiali, spesso di ceto equestre: i prefetti dell'urbe, dei vigili, dell'annona, del pretorio.
riorganizzazione militare
Riduce il numero delle legioni: 25 in totale, di 6000 uomini, con reparti specializzati: arcieri cretesi, frombolieri delle baleari, cavalieri numidi, fanti della gallia...
Arruolamento anche tra i provinciali (ai veterani, concessa la cittadinanza romana).
Istituisce i pretoriani: fino a 9000 soldati scelti che costituiscono la guardia dell'imperatore.
Crea una flotta militare permanente (per tenere i mari sgombri dai pirati e facilitare il trasporto delle truppe nei luoghi di guerra).
riorganizzazione culturale
Opere pubbliche di carattere propagandistico:
Foro di Augusto
Ara pacis
Biblioteche pubbliche
Sostegno al principato da parte degli intellettuali del circolo di Mecenate (Virgilio, Orazio e Livio).
Interventi moralizzatori sullo stile di vita: leggi sulla familia, leggi contro il lusso.
Interventi in ambito religioso:
recupero dell'antica religiosità tradizionale;
introduzione del culto dell'imperatore (apoteosi).
politica economica
Augusto intervenne indirettamente per favorire la ripresa e l'incremento del commercio mediante l'ampliamento delle strade e la repressione della pirateria.
Intervenne invece direttamente nella politica monetaria aumentando la quantità delle monete circolanti: controllava personalemente il conio delle monete d'oro e d'argento, il senato si occupò di quelle di rame.
politica estera
Ideali ereditati dall'età repubblicana: pace, costruzione di un impero.
Non sono in contraddizione perchè la convinzione è che soltanto il dominio di Roma a livello mondiale può garantire la pace e la civiltà.
Rafforzamento dei confini.
Consolidamento del dominio romano in Spagna.
Vinte tribù alpine (Salassi) e fondata la città di Aosta per garantire il passaggio delle truppe.
Sottomesse la Valcamonica e la Valtellina (18aC).
Conquistati i territori corrispondenti alla Svizzera, Austria, Ungheria, Serbia, Bulgaria (province di Rezia, Norico, Pannonia, Mesia).
Tentativo di conquista del territorio germanico situato tra il Reno e l'Elba (9dC disfatta di Teutoburgo).
Trattative diplomatiche con i Parti che vanno a buon fine (restituzione delle insegne).

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