Ominide 2537 punti

L'età augustea: la politica di Augusto


Con Augusto si attua un’operazione di modifica dello Stato (da Repubblica a Impero). Egli dovette presentare alla fine del suo operato uno Stato che apparentemente non presentasse modifiche ma di un profondo rinnovamento interno per andare incontro al Senato e al contempo al popolo. Fare in modo che il senato accettasse i suoi progetti non fu un’impresa semplice; nel 27 si fece nominare Princeps senatus, si fece dare l’incarico proconsolare a vita che gli consentì di diventare capo dell’esercito. La strategia più importante fu fare affidamento alla propaganda augustea per far conoscere rinnovati impegni della sua amministrazione; in quello stesso periodo si aprì il circolo di mecenate. Gli intellettuali avrebbero dovuto trasmettere i valori di Augusto quali la fides, l’arte, la religione, per accrescere il suo prestigio. Ebbe anche la possibilità di fare degli investimenti: tutti i guadagni dei nuovi territori non li teneva più per se ma li investiva procedendo con elargizioni di denaro, costruendo così una politica del consenso, che gli permetteva di ritenere giusto quello che voleva accentrando su di se il potere. La sua strategia, il modo in cui riuscì ad avere il favore del popolo e del senato, fecero si che Roma conobbe con lui il periodo di massima potenza e massimo splendore.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email