I longobardi e l'ascesa del papato

Periodo storico 568-751

Date importanti

565: morte di Giustiniano imperatore dell'impero d'oriente
568: i Longobardi sotto re Alboino si affacciano ai confini dell'Italia
572: morte di Alboino a seguito di una congiura
584-590 : regno di Autari
591-616: regno di Agilulfo
636-652: regno di Rotari
643: editto di Rotari
712-744: regno di Liutprando. Nel 728 Liutprando cedette al papa la Rocca di Sutri
749-756: regno di Astolfo
751: fine della presenza bizantina in Italia del Nord

Alla morte di Giustiniano l'impero romano aveva restaurato la sua unità, tuttavia le risorse spese per portare a compimento questa opera avevano prosciugato le casse dello stato e i successori di Giustiniano si trovarono in gravi difficoltà.
In Italia si profilò l'invasione dei Longobardi, popolazione proveniente dalla Pannonia (attuale Ungheria) che erano stati costretti a spostarsi a causa dell'avanzata degli Avari.

La mancanza di un esercito di prima linea e un'epidemia di peste impedirono ai Bizantini di contrastare questa avanzata e fu così che si trincerarono nelle città e lasciarono le campagne ai nemici.
Nei decenni che seguirono, l'arrivo dei longobardi determinò la rottura dell'unità politica italiana. I bizantini e i longobardi abitavano città confinanti e si disputavano città poco distanti tra loro ma dal momento che nessuno dei due prevalse, la storia di ogni città e regione assunse caratteristiche sue particolari.

L'occupazione dei Longobardi fu di tipo militare, occuparono la pianura padana e scelsero come capitale Pavia (Ticinum) la cui vicinanza al Ticino e al Po ne faceva un punto d'approdo per la rete di trasposti fluviali
Fondarono poi piccoli staterelli detti Ducati (Ducato di Torino, di Bergamo,di Trento, del Friuli, di Benevento, di Spoleto) che godevano di molta autonomia.
Ai bizantini rimasero le isole, l'esarcato di Ravenna ( il governatore bizantino si chiamava esarca) che era la capitale dell'impero bizantino la cosiddetta Pentapoli ( Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona) sulla costa adriatica, la costa veneta, Napoli, la Puglia e la Calabria. La postazione sulle coste permetteva ai bizantini di essere soccorsi dalla flotta imperiale.
Malgrado la decadenza generale delle vie di comunicazione, la via Emilia mantenne la sua importanza

La disgregazione dell'unità italica non fu solo politica ma fu anche un fenomeno culturale. I Longobardi sapevano di essere pochi contro molti e di essere circondati da nemici, per cui si imposero come dominatori e non cercarono alcuna forma di collaborazione o integrazione con i latini. I popoli sottomessi diventavano servi senza alcun diritto. I longobardi vivevano in dimore rurali come le curtes e avevano un livello di vita estremamente primitivo che non necessitava di forme di organizzazione statale. La vita cittadina decadde e gli spostamenti divennero sempre più difficoltosi.

La società longobarda

I longobardi non si riconoscevano in uno stato ma nell'appartenenza allo stesso ceppo etnico. Erano organizzati in gruppi familiari detti sippe o fare secondo un'organizzazione tribale. Il capo del clan (duces) era autonomo ed era il vero capo politico e militare e un re che governasse su tutti i clan era eletto solo in caso di guerra, pericolo e spostamenti, ma poi decadeva.
Le decisioni importanti erano presi dall'assemblea generale degli Arimanni che erano i guerrieri ( questo fa capire che il longobardi si identificavano con l'esercito). Oltre agli Arimanni facevano parte della società longobarda gli aldi uomini di nazionalità italiaca, semiliberi ( di solito artigiani o contadini) vincolati a un padrone ( al quale dovevano dare prestazioni in natura e in manodopera) che possedevano terre, case e servi. Gli aldi potevano anche conseguire la libertà e questo li faceva distinguere dagli italici e dagli altri barbari che non potevano aspirare alla libertà.
Dal punto di vista della religione continuarono a professare l'arianesimo e anzi perseguitarono i cattolici.

Vicende del regno longobardo

Quando gli imperatori d'Oriente fecero appello ai Franchi per cacciare i Longobardi, i duchi elessero un nuovo sovrano, Autari al quale concessero parte del proprio territorio per garantirgli risorse economiche per esercitare il proprio potere.
Autari respinse i Franchi ed estese le conquiste longobarde, tuttavia cominciò a regolamentare le condizioni dei vinti e quindi a proteggerli. I longobardi si resero consapevoli del fatto che per resistere ai Franchi e ai Bizantini era necessario:

rendere omogenei i confini del regno
limitare l'autonomia dei duchi
migliorare i rapporti con gli italici.
Inoltre Autari spinto dalla moglie Teodolinda, cattolica, cominciò la conversione dei longobardi al cattolicesimo. Azione questa che migliorò i rapporti tra longobardi e Italici.
Teodolinda acquisì un grosso prestigio presso i longobardi e alla morte di Autari, avvelenato da alcuni membri della corte, i duchi le lasciarono il titolo di regina e le lasciarono la scelta del futuro sposo. Teodolinda sposò Agilulfo, il duca di Torino. Agilulfo proseguì la sottomissione dell'Italia e arrivò fino alle porte di Roma.
Agilulfo invece di sottomettere la città decise di venire a patti con papa Gregorio Magno che comprò l'incolumità di Roma con un forte tributo ( in assenza di un qualsiasi altro potere organizzato, il papa aveva assunto un ruolo politico importante).

Rotari: la codificazione del diritto

Tra i successori di Agilulfo spiccò Rotari che regnò dal 636 al 652.

Nel 643 emanò l'editto di Rotari che raccoglieva in 388 articoli tutte le leggi alle quali i longobardi erano tenuti ad obbedire.
L'editto aveva lo scopo di rafforzare il potere del re in contrapposizione a quello dei duchi; inoltre un insieme di leggi scritte e condivise limitava il potere arbitrale dei potenti e favoriva i longobardi meno abbienti contro i nobili.
La mentalità giuridica dei longobardi era decisamente arretrata rispetto a quella romana, tuttavia ci possiamo leggere alcuni tentativi di attenuare le caratteristiche del primitivo diritto germanico. Ad esempio la faida in cui i familiari erano obbligati a vendicare un parente ucciso venne sostituita dal guidrigildo ossia da un risarcimento in denaro.

Con il regno di Rotari e anche con quello dei suoi successori la situazione dell'Italia si stabilizzò, ma la politica di espansione venne frenata. Non riuscirono mai ad espugnare Ravenna ad esempio. I re consolidarono il loro potere grazie a
un intenso controllo militare sul regno
un aumento del patrimonio regio
la tendenza a rendere ereditaria la carica dei re

All'inizio dell'VIII secolo, nel 712 salì al trono Liutprando che perseguì il progetto di riunire in uno stato unitario tutta la penisola. Sottrasse ai bizantini i territori ancora sotto il loro dominio e riuscì a impadronirsi di Ravenna (riconquistata però subito dai bizantini). Giunse anche alle porte di Roma, ma anche lui cercò un accordo con il papa necessario per fronteggiare i bizantini e i Franchi.
Nel 749 salì al potere Astolfo che si impadronì di Ravenna e della pentapoli e nel 751 pose fine alla presenza bizantina nell'Italia del Nord

La nascita dello Stato della Chiesa

Nel periodo del dominio longobardo, la Chiesa romana era rimasta l'unico potere veramente organizzato. Possedeva un importante patrimonio fondiario ed era capillarmente diffusa su tutto il territorio italiano.
Il primo papa ad avere il potere temporale fu Gregorio Magno (590-604) proveniente da una famiglia dell'aristocrazia senatoria romana, gli Anici. Era ambasciatore alla corte di Costantinopoli . Fu il primo papa ad esercitare un ruolo politico accordandosi con il re longobardo Agilulfo. Ebbe quindi un ruolo diplomatico nelle relazioni fra barbari e romani. Con lui iniziò il processo di cristianizzazione dei longobardi ,ma non solo, mandò infatti Agostino di Canterbury a evangelizzare i popoli anglosassoni. Egli venne nominato primate di inghilterra (ossia vescovo).

Gregorio scrisse anche opere teologiche e ecclesistiche.
I rapporti fra chiesa romana e impero d'oriente divennero sempre più labili:
a Costantinopoli il patriarca (vescovo) era scelto dall'imperatore e quindi era praticamente un funzionario statale
il papa invece rivendicò la sua assoluta indipendenza come guida morale e politica
Quando gli imperatori di Costantinopoli cominciarono a seguire una corrente teologica contraria all'iconoclastia, i papi si schierarono contro l'autorità imperiale.
Questo gesto dei papi si fece anche interprete del malcontento delle popolazioni italiche sottomesse a Bisanzio sottoposte a continui aumenti della pressione fiscale ( che colpiva anche i beni del pontefice).
Fu così che maturò il distacco fra impero e papato che fu di natura politica, culturale e teologica.
Il potere del papato si rafforzò quando nel 728, Liutprando concesse al papa un territorio che apparteneva ai longobardi per diritto di conquista, la rocca di Sutri.
Così facendo il papa poté possedere a pieno titolo un territorio che divenne il primo nucleo di quello che sarebbe diventato lo Stato della Chiesa (patrimonium Petri). Questo primo stato embrionale accrebbe già nel 756 quando Astolfo concesse altri territori.

Parole della storia

Ducato: Staterello autonomo longobardo ( da duces che indicava il capo dei clan longobardi)
Esiarca: Governatore bizantino
Fara : gruppo familiare longobardo detta anche sippa
Aldi: uomini semiliberi di nazionalità italica
Faida: vendetta personale ( obbligatoria per i parenti dell'offeso)
Guidrigildo: risarcimento in denaro

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