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Concetti Chiave

  • I Longobardi, un popolo di guerrieri provenienti dalle foci dell'Elba, si trasferirono in Pannonia, dove si allearono con gli Avari per sconfiggere i Gepidi.
  • Dopo la sconfitta dei Gepidi, i Longobardi migrarono in Italia, disperdendosi in gruppi e evitando le città costiere, dove il territorio rimase sotto il controllo bizantino.
  • L'invasione longobarda portò a diverse reazioni nei confronti della popolazione romana, che variavano da stermini a forme di occupazione con tributi imposti.
  • La memoria dell'invasione rimase impressa nella cultura romana, che la percepì come un castigo divino, come attestato da scritti di figure come Gregorio I e Paolo Diacono.
  • Alboino, il re longobardo, è descritto come un leader spietato, noto per atti brutali e comportamenti violenti nei confronti sia dei Romani che della sua stessa famiglia.

L'inizio dei Longobardi

I Longobardi erano un piccolo popolo (pochi — si diceva — ma feroci), trasmigrato negli ultimi secoli dalle foci dell’Elba alla Pannonia seminando stragi, non mansuefatto dal contatto con Roma e dal cristianesimo. In Pannonia (l’odierna Austria) avevano trovato pericolosi vicini più forti di loro: il piccolo regno dei Gèpidi, il grande regno degli Avari, popolo mongolico venuto dall’Asia. Alleatisi con questi, erano riusciti a sconfiggere i Gèpidi, di cui il re longobardo Alboino aveva ucciso il re e sposato a forza la figlia, Rosmunda. Ma l’amicizia con gli Àvari era scomoda e alla fine i Longobardi avevano dovuto ancora una volta levar le tende e trasmigrare; e si erano diretti, al solito, verso il sud, verso le terre del sole, ignorando quanto quelle terre fossero allora desolate.

La dispersione in Italia

Erano in pochi (forse non più di centomila) e si dispersero per le terre della penisola in gruppi separati al comando di capi militari o duchi, evitando i luoghi difficili da espugnare (come le città di mare) e spingendosi sempre più a sud. Rovine di un castello che testimoniano l'era longobarda, simbolo di divisione e resistenza nella storia d'Italia.Ma non ebbero uomini sufficienti per dilagare nel territorio romano e nelle regioni meridionali a sud di Benevento, sicché le coste marittime (in Liguria, nel Veneto, in Romagna e nelle Marche), il territorio romano e l’Italia del sud rimasero sotto i Bizantini, e l’Italia restò divisa in due parti, che per secoli e secoli non si ricongiungeranno e che anche oggi, a più di un secolo dall’unificazione del regno, avvenuta nel 1861, appaiono alquanto diverse.

Conseguenze dell'invasione

Quel che successe dell’Italia invasa non si sa con precisione. C’è chi dice che la popolazione romana fu sterminata o fatta schiava. Probabilmente, ciascun gruppo di invasori si comportò in modo diverso, a seconda della miseria o dell’ostilità che trovò e della rabbia che aveva in corpo. In qualche luogo fecero sterminio; in qualche altro si limitarono ad occupare le terre che facevano loro comodo e ad imporre tributi e soggezione ai vinti, lasciandoli vivere. Certo è che dappertutto il popolo li subì come un castigo di Dio e che nella memoria dei Romani superstiti rimase per secoli la visione di quella calamità. Il papa Gregorio I, che aveva veduto con i suoi occhi quel tragico diluvio, ne parla nelle sue lettere con parole che fanno rabbrividire; lo storico Paolo Diacono, che pure era uno della loro stirpe, descrive l’invasione a tinte molto fosche e ci fa vedere Alboino che a Milano scaccia via in malo modo il vescovo e si presenta poi davanti a Pavia col proposito di passare a fil di spada chi osi resistergli. Ed è lo stesso Alboino che, ubriaco, costringe sua moglie Rosmunda a bere nel teschio del padre, da lui ferocemente usato come una coppa.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le origini e le caratteristiche principali dei Longobardi?
  2. I Longobardi erano un piccolo popolo, descritto come "pochi ma feroci", che si era trasferito dalle foci dell'Elba alla Pannonia, dove si scontrarono con popoli più forti come i Gepidi e gli Avari. Non si lasciarono influenzare dal contatto con Roma e il cristianesimo.

  3. Come si svolse la dispersione dei Longobardi in Italia?
  4. I Longobardi, circa centomila, si dispersero in gruppi separati per la penisola italiana, evitando le città costiere e spingendosi verso sud. Tuttavia, non avevano abbastanza uomini per conquistare il territorio romano e le regioni meridionali, lasciando gran parte dell'Italia sotto il controllo bizantino.

  5. Quali furono le conseguenze dell'invasione longobarda in Italia?
  6. Le conseguenze dell'invasione non sono chiare; si narra di stermini e schiavitù della popolazione romana, ma i comportamenti degli invasori variavano. Alcuni gruppi si limitarono a occupare terre e imporre tributi, mentre altri causarono devastazione, lasciando un'impronta duratura nella memoria dei Romani superstiti.

  7. Come venne percepita l'invasione longobarda dai contemporanei?
  8. L'invasione fu vista come un castigo di Dio, e il papa Gregorio I e lo storico Paolo Diacono descrissero eventi tragici e violenti, come l'umiliazione del vescovo di Milano e l'atto crudele di Alboino nei confronti di sua moglie Rosmunda, evidenziando la brutalità dell'epoca.

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