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Guerra in Vietnam


Alla conferenza di Ginevra, sempre nel 1954, vennero discussi tra le altre cose i termini del trattato di pace tra Francia e Vietnam indipendente: la Francia avrebbe abbandonato il paese, che sarebbe stato diviso in due parti lungo il 17esimo parallelo fino alle prossime elezioni.
Ngo Dinh Diem, presidente del Vietnam del Sud, si rifiutò di concedere le elezioni, ed il paese rimase diviso. Il Vietnam del nord rimase una repubblica comunista, capeggiata da Ho Chi Minh. Il Vietnam del sud si confermò una repubblica capitalista, ma in realtà si trattava di un regime semidittatoriale, capeggiato dal presidente Ngo Dinh Diem. A questo punto nel Vietnam scoppiò la guerra civile: il Vietnam del Sud puntava a riunire il paese sotto il controllo di Ho Chi Minh, e godeva del supporto di molti vietnamiti del sud, che in quanto buddisti si opponevano al regime di Ngo Dinh Diem. Dal 1958 in poi il Vietnam del Sud iniziò a subire attacchi non soltanto dal Vietnam del Nord, ma anche dal Vietcong, un movimento di guerriglia di ispirazione comunista, sostenuto dal Vietnam del Nord.
Per arginare l’avanzata del comunismo l’allora presidente degli Stati Uniti Jhonson, che diventò presidente dopo l’assassinio di Kennedy, intervenne nella guerra del Vietnam. Egli temeva che, se questi avessero vinto, anche negli altri paesi del sud-est asiatico il potere sarebbe stato conquistato dai comunisti, in base alla teoria del domino. L’intervento in quella regione da parte degli Stati Uniti era già iniziata con Kennedy, ma all’inizio consisteva soprattutto nel fornire finanziamenti e armamenti. Nel 1964, invece, in risposta a un attacco nordvietnamita contro alcune navi americane, Jhonson ordinò di effettuare massicci bombardamenti sul Vietnam del nord; l’anno successivo invio 180000 soldati americani, per combattere i guerriglieri comunisti. Il Vietnam resistette. Era un piccolo paese ma aveva come retrovie la Cina e l’URSS. Dopo lunghe trattative di pace, la guerra riprese e colse sempre più a favore dei guerriglieri comunisti. La situazione militare diventò critica e Nixon diventato presidente ordinò l’abbandono di Saigon e il 30 aprile del 1975 le truppe nordvietnamite conquistarono la città ponendo fine a questa guerra.
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