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La guerra d'Indocina e la guerra del Vietnam


Occorre premettere che il Vietnam, il Laos e la Cambogia costituivano l’Indocina, da tempo sotto la dominazione francese.
Dopo la Seconda guerra mondiale, Ho Chi Minh, capo del partito comunista indocinese proclamò la costituzione della Repubblica Democratica del Vietnam intorno a cui più tardi, si sarebbe unificato tutto il resto dell’Indocina. La Francia rispose inviando un esercito, ma lo guerra si concluse con la vittoria delle truppe vietnamite. Infatti, dopo un lungo periodo di duri scontri, i francesi furono definitivamente sconfitti a Dien Bien Phu e furono costretti a trattare la pace. Per la Francia fu una guerra durata dal 1946 al 1954, con perdite molto pesanti. Subito dopo il Laos e la Cambogia ottennero l’indipendenza.
Diverso fu il percorso degli avvenimenti in Vietnam, lo stato più importante dell’ex Indocina francese. Alla conferenza di pace di Ginevra, i Vietnam e la Francia accettarono che il Vietnam, come la Corea, fosse diviso provvisoriamente in due parti da una linea di armistizio (il 17° parallelo) e cioè:
1) Il Vietnam del nord con capitale Hanoi, governato da un regime comunista, appoggiato dall’ URSS e dalla Cina
2) Il Vietnam del sud, con capitale Saigon, governato da un regime filoccidentale, appoggiato prima dalla Francia e poi dagli USA.
Gli accordi prevedevano anche che dopo due si sarebbero tenute le elezioni per la riunificazione dei due stati.
Nel 1955, Fra il Nord e il Sud scoppiò un conflitto e gli USA, temendo la perdita dell’influenza americana in tutto il sud-est asiatico, intervennero a fianco del Vietnam del sud dove il Fronte Nazionale di Liberazione, di ispirazione comunista, dette origine ad una guerriglia. Fu una guerra lunga (1955-1973), costosa e molto distruttiva che vide anche l’uso di bombe incendiarie al naplam, la defoliazione delle foreste con mezzi chimicie bombardamenti terroristici contro la popolazione. Alla fine, a seguito della caduta di Saigon, gli USA dovettero arrendersi di fronte alla continua guerriglia dei vietcong o vietnamiti rossi (vietnamiti del Vietnam del nord), appoggiati dagli aiuti militari della Cina, dell’URSS e dalla popolazione stessa.
Al termine del conflitto, i due Vietnam furono riuniti sotto un governo comunista.
Le conseguenze morali della sconfitta americana furono pesanti: gli Americani non apparivano più una potenza invincibile, ma piuttosto fragile perché sconfitti da un piccolo popolo. Inoltre gli Usa si dimostrò come una forza che non combatteva per il Bene e la Libertà, ma una potenza oppressiva che non esitava a ricorrere alla violenza.
Quindi come la Primavera di Praga, la rivoluzione ungherese o il muro di Berlino rappresentavano la crisi del sistema socialista sovietico, così l’esito della guerra del Vietnam mostrava la crisi degli USA, intesi come simbolo della libertà.
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