Concetti Chiave
- Giulio Cesare, mentre conquista la Gallia, rifiuta di tornare a Roma da privato cittadino e attraversa il Rubicone il 10 gennaio 49 a.C., segnando l'inizio della guerra civile.
- Superando il Rubicone, Cesare diventa un nemico della Repubblica, e il Senato chiama Pompeo a difendere il potere senatoriale, creando una rivalità decisiva.
- Dopo la vittoria nella battaglia di Farsalo, Cesare arriva in Egitto, spodesta Tolomeo e inizia una relazione con Cleopatra, consolidando ulteriormente il suo potere.
- Durante la sua dittatura, Cesare attua riforme significative, come la concessione di cittadinanza ai Galli e la riforma del calendario, aumentando la sua influenza a Roma.
- Il crescente malcontento per il suo potere assoluto e le sue mire expansionistiche portano alla congiura e all'omicidio di Cesare il 15 marzo del 44 a.C.
In questo appunto si descrive Giulio Cesare e l'attraversamento del fiume Rubicone. Mentre Giulio Cesare è fuori da Roma, impegnato alla conquista della Gallia, Crasso viene vinto e ucciso in una sfortunata spedizione contro il feroce popolo orientale dei Parti (53 a. C.). A Roma rimane Pompeo, che aveva governato la Spagna per mezzo di legati senza stabilirsi colà. Pompeo conquista la fiducia del Senato, appoggiandolo e riportando l’ordine a Roma, ancora turbata da lotte interne. A questo punto Cesare e Pompeo sono rimasti soli, e la storia li renderà rivali.
Giulio Cesare attraversa il Rubicone
Mentre è impegnato alla conquista della Gallia, Giulio Cesare chiede al Senato una proroga nel comando, ma il Senato glielo rifiuta. Teme infatti il forte consenso che Giulio Cesare ha tra i suoi uomini e soprattutto teme che egli ambisca a diventare imperatore. Cesare allora, in procinto di rientrare a Roma, rifiuta di sciogliere l’esercito e tornare da privato cittadino. Marcia verso Roma con il suo battaglione formato da cinquemila fanti e trecento cavalieri e varca il fiume Rubicone, in Romagna (che segnava il confine del territorio amministrato dal Senato). È il 10 gennaio 49 a.C., e Cesare pronuncia la storica frase “Alea iacta est”, il dado è tratto. Oltrepassando il confine del Rubicone, egli era divenuto infatti un nemico della Repubblica, poiché a nessuno era concesso varcarlo. L’episodio del Rubicone segna così l’inizio della guerra civile e della decadenza dell’Impero Romano. Il Senato chiama Pompeo a difesa della Repubblica: mentre Cesare ha il favore del popolo e dei suoi fedelissimi soldati, Pompeo è forte dell’appoggio del Senato e delle legioni in Spagna, nonché del grande prestigio che ha ottenuto in Oriente.Per ulteriori approfondimenti su Giulio Cesare vedi qui
La guerra civile tra Cesare e Pompeo
Ma mentre Giulio Cesare si avvicina a Roma, Pompeo e i capi del partito senatoriale fuggono a Brindisi e decidono di imbarcarsi per l’Epiro. Lì, infatti, contavano di raccogliere un esercito ben organizzato. Così, Cesare entra a Roma, e senza bisogno di uccidere o perseguitare nessuno, si impadronisce del tesoro pubblico, abbandonato dai suoi avversari nella fuga precipitosa, e si prepara a combattere. Poi egli si reca in Grecia, dove vince contro le truppe di Pompeo nella battaglia di Farsalo, in Tessaglia (48 a.C.). A seguito della battaglia allora, Pompeo fugge con un piccolo esercito in Egitto, dove punta all’appoggio di re Tolomeo, in contrasto con la sorella Cleopatra che aspirava ad ottenere il trono. I cortigiani del re Tolomeo però lo fanno uccidere.Così, quando Giulio Cesare arriva in Egitto, spodesta Tolomeo e offre il trono a Cleopatra, di cui si è innamorato e con la quale inizia una lunga relazione. Cesare rimane in Egitto per quasi un anno. Seppure Pompeo è stato annientato però, sa che i suoi alleati sono ancora da sconfiggere. Riprende allora la guerra civile e Cesare combatte e vince contro i pompeiani a Tapso e a Utica, due città dell’Africa settentrionale. Prosegue poi in Spagna, dove nuovamente sconfigge i pompeiani a Munda, nel 45 a.C. A questo punto, Cesare torna vittorioso a Roma e, forte del potere ottenuto, a metà del 46 a.C., viene nominato dittatore a vita dal Senato.
Per ulteriori approfondimenti sulla guerra civile tra Cesare e Pompeo vedi qui

Il potere di Giulio Cesare e il timore per la Repubblica
Conquistato il potere, Giulio Cesare ottiene la nomina di dittatore a vita e riesce a farsi concedere dal senato molti privilegi tra cui quello di Princeps Senatus, ad esempio, cioè il primo tra i senatori. Ottiene poi il controllo sulle magistrature, la vigilanza sui costumi e il potere di dichiarare guerra. Durante la sua dittatura egli attua anche alcune riforme: ad esempio richiama gli esuli a Roma e facilita il pagamento dei debiti, accresce la popolazione concedendo la cittadinanza anche ai Galli e amplia l’accesso al Senato concedendo la nomina senatoriale anche a cavalieri italici e ai provinciali. Inoltre, fonda nuove colonie, ridistribuisce le terre e regola e limita l’uso degli schiavi. Avvia anche opere di urbanizzazione che creano nuovi e numerosi posti di lavoro e riforma il calendario che diviene simile al nostro, di dodici mesi e 365 giorni e attribuisce ad uno dei dodici mesi il proprio nome, Iulius (luglio).Ottenuti ormai pieni poteri e accentrato su di sé tutto il comando, Giulio Cesare inizia però a far insospettire in molti. Il popolo e il Senato comincia infatti a temere che egli stia minando la Repubblica e che voglia riportare la monarchia a Roma. Inoltre iniziano a destare preoccupazione anche le mire espansionistiche del dittatore, che potrebbero riportare Roma in una situazione di guerra, mentre ciò che chiede il popolo è solo la pace. Questo malcontento generale porterà dunque alla congiura dei senatori e all’uccisione di Cesare da parte di Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio il 15 marzo del 44 a.C. (durante le famose Idi di marzo).
Per ulteriori approfondimenti sulla dittatura di Cesare vedi qui
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'attraversamento del Rubicone da parte di Giulio Cesare?
- Quali erano le circostanze politiche che hanno portato Cesare a varcare il Rubicone?
- Come si sviluppa il conflitto tra Cesare e Pompeo dopo l'attraversamento del Rubicone?
- Quali riforme attua Giulio Cesare durante la sua dittatura?
- Quali timori suscita Cesare tra il popolo e il Senato?
L'attraversamento del Rubicone il 10 gennaio 49 a.C. segna l'inizio della guerra civile e della decadenza dell'Impero Romano, poiché Cesare diventa un nemico della Repubblica, pronunciando la storica frase "Alea iacta est".
Cesare, rifiutato dal Senato nella richiesta di proroga del comando, temeva di tornare a Roma come privato cittadino e, per questo, decise di marciare con il suo esercito, sfidando l'autorità del Senato.
Dopo il varco del Rubicone, Pompeo fugge a Brindisi e Cesare entra a Roma senza opposizione, successivamente sconfigge Pompeo nella battaglia di Farsalo e continua a combattere contro i suoi alleati in Africa e Spagna.
Cesare attua riforme significative, come il richiamo degli esuli, la concessione della cittadinanza ai Galli, la riforma del calendario e opere di urbanizzazione, aumentando così il potere e il controllo su Roma.
Cesare inizia a destare preoccupazione per le sue mire espansionistiche e il potere accentrato, portando il popolo e il Senato a temere che stesse minando la Repubblica e volesse instaurare una monarchia, culminando nella sua uccisione il 15 marzo 44 a.C.