Concetti Chiave
- La Seconda Guerra Mondiale ha visto un crescente sentimento di autosufficienza e autostima tra le donne, che hanno svolto ruoli cruciali sia in ambito militare che civile.
- Le donne hanno contribuito attivamente alla Resistenza, offrendo rifugio e supporto ai fuggitivi, e svolgendo un ruolo chiave nei collegamenti tra le formazioni partigiane.
- Il regime fascista ha cercato di limitare le donne a ruoli tradizionali, sottolineando la loro subordinazione agli uomini e promuovendo l'ideale della maternità come unico scopo.
- Il dopoguerra ha segnato una svolta, con l'ammissione delle donne al voto e la nascita di organizzazioni come l'UDI, che hanno sostenuto l'emancipazione femminile e il riconoscimento dei diritti.
- Le donne hanno avuto un ruolo determinante nella storia repubblicana, contribuendo a plasmare la democrazia italiana e portando avanti strategie politiche che hanno valorizzato il voto femminile.
Donne nella Prima Guerra Mondiale
Verso la seconda metà dell'Ottocento e gli inizi del Novecento iniziano a diffondersi forme di rivendicazione dei diritti delle donne. Tra queste, il movimento femminista, i cui obiettivi principali sono uguaglianza di diritti tra uomo e donna e difesa della pace.
La Prima Guerra Mondiale vede per la prima volta un impegno attivo di donne associate e militanti femministe su ogni fronte ideologico:- sul versante pacifista, le donne si organizzano nel rifiuto della guerra e nel vano tentativo di fermarla (Conferenza all'Aja nell'aprile 1915): azioni che favoriscono la nascita di organizzazioni internazionali indirizzate all'educazione alla pace e all'attenzione all'infanzia;
- sul versante patriottico, pur non restando ferme sull'ideologia pacifista del movimento e facendosi assorbire dal nazionalismo, ricercano anche nel sostegno materiale e morale dato alla propria nazione una conferma della propria cittadinanza.
Non tutte le donne si collocano infatti in contrasto con il regime fascista o con quello nazista.

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Donne nella Seconda Guerra Mondiale
La storia ha sempre privilegiato gli uomini dando loro i più grandi meriti, senza tenere troppo in considerazione il ruolo che hanno avuto anche le donne. In Italia, solo verso la fine degli anni Settanta del Novecento si è diffusa finalmente una storia di genere che ha fornito nuove interpretazioni sulla lotta di liberazione e che ha permesso di saperne di più sul ruolo delle donne nella Seconda Guerra Mondiale. L’intera vicenda della guerra e della Resistenza sono state rilette "attraverso un diverso approccio, una diversa prospettiva, quella della storia delle donne, per rileggere processi, scansioni, questioni che hanno segnato i momenti fondativi e il successivo svolgersi dell'Italia repubblicana". Le donne nella Seconda Guerra Mondiale incarnano due diversi profili, ora coesistenti ora alternativi:- la dilatazione del sentimento materno oltre i confini familiari, riscontrabile negli episodi di cura corale nei confronti dei soldati sbandati, dei prigionieri fuggiti e poi via via degli ebrei, dei renitenti alla leva, dei ricercati, dei bambini;
- una volontà forte di protagonismo personale, di cittadinanza, da vivere accanto e analogamente a quella maschile, che esaltasse il proprio essere individui liberi, responsabili, autodeterminati.
Furono soprattutto le donne, ad esempio, a dare un rifugio alle persone che fuggivano e questo era sicuramente uno degli esempi di resistenza civile. Ragazze di 16, 17 o 18 anni inoltre compivano azioni per garantire i collegamenti tra le varie collocazioni partigiane. Il loro ruolo in questi casi era fondamentale perché si credeva che destassero meno sospetti e fossero meno soggette alle perquisizioni.
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Il dopoguerra: come mantenere l’emancipazione conquistata?
Alla fine l’ideale di donna “angelo del focolare” proposto dal fascismo viene superato. Ma quale ruolo ricoprono queste donne alla fine della loro esperienza durante la Resistenza e la guerra? Dei sentimenti d’affetto nati tra i compagni di una stessa compagnia partigiana non si sente più parlare, si tende a sminuirli. Si doveva tornare alla vita di sempre e fare della Resistenza solo una parentesi. Ma non per tutti era giusto così. Il segretario del partito comunista, Palmiro Togliatti, ritiene che debba aver luogo una vera e propria formazione di donne, e che il loro ruolo dovesse in qualche modo essere riconosciuto. Seguono alcuni momenti importanti finalizzati al riconoscimento dei diritti delle donne. Nel 1945 a Firenze si tiene ad esempio la prima riunione dell'UDI, associazione che si impegna per l'emancipazione della donna. Con l'ammissione delle donne al voto poi la rinascita della democrazia diviene un fatto anche delle donne. Si tratta di un evento rivoluzionario, che rovescia una tradizione millenaria, profondamente interiorizzata. E le donne vivono come un’opportunità esaltante il momento primo voto: qualcuna la definisce “nuova nascita”.Il ruolo determinante che ebbe il voto femminile e che ebbe come esito l’affermarsi della democrazia è stato spesso denunciato come segno di una certa arretratezza. Ma non è proprio così. L'impegno militante delle donne di tutte le parti politiche, per molte speso proprio per far andare a votare, ha avuto una funzione decisiva nel radicare a livello popolare il valore democratico del voto.
A voler concludere, che le donne abbiano contato è del resto confermato dal fatto che a svolgere un ruolo maggioritario nella storia repubblicana saranno la DC e il PCI, cioè quei partiti che hanno:
- espresso strategie e attenzione rivolte al voto femminile;
- favorito organizzazioni proprie delle donne;
- portato alla Costituente un nuovo ceto dirigente femminile.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo delle donne durante la Seconda Guerra Mondiale?
- Come ha influenzato il regime fascista la vita delle donne?
- In che modo la storia delle donne è stata rivalutata nel contesto della Seconda Guerra Mondiale?
- Quali cambiamenti significativi sono avvenuti per le donne dopo la guerra?
- Qual è stata l'importanza del voto femminile nella storia repubblicana italiana?
Le donne hanno svolto un ruolo cruciale, contribuendo all'indebolimento del nazismo e del fascismo, offrendo rifugio a chi fuggiva e garantendo collegamenti tra le formazioni partigiane, dimostrando così un forte senso di cittadinanza e responsabilità.
Il regime fascista ha promosso una "politica femminile" che subordinava le donne agli uomini, limitandole a ruoli procreativi e riducendo la loro presenza negli impieghi pubblici, in contrasto con le aspirazioni di emancipazione femminile.
Solo verso la fine degli anni Settanta si è iniziato a considerare il ruolo delle donne nella guerra e nella Resistenza, attraverso una nuova prospettiva che ha messo in luce il loro contributo fondamentale alla storia repubblicana.
Dopo la guerra, le donne hanno ottenuto il diritto di voto, un evento rivoluzionario che ha segnato una nuova era di partecipazione democratica e ha contribuito a radicare il valore del voto a livello popolare.
Il voto femminile ha avuto un ruolo determinante nell'affermarsi della democrazia in Italia, con le donne che hanno militato attivamente per garantire la partecipazione al voto, influenzando così la formazione di un nuovo ceto dirigente femminile nella politica.